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Carburanti, prezzi in deciso rialzo con gasolio ai massimi da 11 mesi

Carburanti, prezzi in deciso rialzo con gasolio ai massimi da 11 mesi

Roma, 2 mar. (askanews) – In deciso rialzo i prezzi di benzina e gasolio alla pompa, con nuovi rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Il gasolio è al livello più alto da oltre undici mesi, dal 28 febbraio 2025. Ma è solo l’inizio: gli aumenti che si registrano questa mattina non tengono infatti conto del balzo delle quotazioni petrolifere registrato questa mattina dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, sabato mattina. Il Brent è balzato del 10% superando gli 80 dollari al barile negli scambi infragiornalieri (l’ultima chiusura sopra gli 80 dollari risale al luglio 2024). Gli effetti sui prezzi alla pompa si vedranno a partire da domani. A preoccupare è anche il gas, con il Ttf schizzato del 30% negli scambi infragiornalieri.

Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Ip ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy ed elaborati da Staffetta Quotidiana, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,673 euro/litro (+3 millesimi, compagnie 1,682, pompe bianche 1,655), diesel self service a 1,728 euro/litro (+8, compagnie 1,738, pompe bianche 1,706). Benzina servito a 1,813 euro/litro (+3, compagnie 1,860, pompe bianche 1,725), diesel servito a 1,865 euro/litro (+7, compagnie 1,913, pompe bianche 1,774). Gpl servito a 0,690 euro/litro (+1, compagnie 0,701, pompe bianche 0,678), metano servito a 1,404 euro/kg (invariato, compagnie 1,415, pompe bianche 1,394), Gnl 1,232 euro/kg (-1, compagnie 1,239 euro/kg, pompe bianche 1,227 euro/kg).

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,778 euro/litro (servito 2,038), gasolio self service 1,829 euro/litro (servito 2,088), Gpl 0,829 euro/litro, metano 1,464 euro/kg, Gnl 1,321 euro/kg.

Il petrolio continua a correre: Brent a 80 dollari al barile (+10%)

Il petrolio continua a correre: Brent a 80 dollari al barile (+10%)

Milano, 2 mar. (askanews) – L’escalation del conflitto in Medio Oriente, dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran e le conseguenti rappresaglie della Repubblica Islamica, ha fatto schizzare, come previsto nel weekend, il prezzo del petrolio. I future del Brent con consegna a maggio stanno accelerando la cosa al rialzo toccando, a ridosso delle 9, gli 80 dollari al barile. Già in apertura di contrattazioni il Brent aveva superato gli 80 dollari per poi scendere sotto. Ora il Brent sale del 9,83% a 80,03 dollari al barile. Corre anche il Wti con consegna ad aprile che sale del 9,16% a 73,31 dollari

Le borse europee aprono in profondo rosso: Dax -2,43%. A Milano Ftse Mib -2%

Le borse europee aprono in profondo rosso: Dax -2,43%. A Milano Ftse Mib -2%

Milano, 2 mar. (askanews) – Dopo un weekend ad alta tensione per l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e le conseguenti rappresaglie su diversi Paesi dell’area da parte della Repubblica islamica, le borse europee aprono in profondo rosso. Il Dax perde il 2,43%, il Ftse 100 lo 0,85%, il Cac40 il 2,34%. Male anche l’Aex di Amsterdam (-1,02%) e l’Ibex di Madrid che crolla del 3,11%.- I timori di una escalation del conflitto in Medio Oriente, pesano sull’avvio di Piazza Affari che apre la prima seduta della settimana in forte calo. Il Ftse Mib ai primi minuti di scambio cede il 2,09% a 46.221 punti, mentre l’All Share cede l’2,25%.

Sale il prezzo dell’oro (+1,9): il conflitto spinge la domanda di beni rifugio

Sale il prezzo dell’oro (+1,9): il conflitto spinge la domanda di beni rifugio

Milano, 2 mar. (askanews) – Prezzi dell’oro in aumento lunedì dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, uccidendo la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei, aumentando le tensioni geopolitiche e approfondendo l’incertezza economica globale.

L’Oro spot, poco dopo le 7 ora italiana, è in rialzo dell’1,9%, attestandosi a 5.377,72,39 dollari l’oncia. I futures sull’oro statunitense corrono del 2,67% a 5.388,20 dollari.

L’oro, bene rifugio per eccellenza, ha già raggiunto livelli record quest’anno a causa dell’accresciuta incertezza politica ed economica globale. Ora le tensioni esplose in Iran rischiano di innescare una nuova corsa per i lingotti, accanto a un altro bene rifugio come l’argento che questa mattina sale dell’1,32%.

Corre il prezzo del petrolio: il Brent balza del 7,6% a 78,4 dollari

Corre il prezzo del petrolio: il Brent balza del 7,6% a 78,4 dollari

Milano, 2 mar. (askanews) – Alla riapertura dei mercati volano i i prezzi del petrolio, dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, che ha portato alla morte della Guida Suprema Alì Khamenei, e le successive rappresaglie di Teheran verso i Paesi vicini. Sui mercati asiatici il future del Brent con consegna a maggio 2026, intorno alle 7 ora italiana, salgono del 7,6% a 78,41 dollari al barile, dopo aver superato gli 80 dollari alla riapertura degli scambi (venerdì aveva chiuso a poco meno di 73 dollari). Anche i future del Wti con consegna ad aprile scambiano sopra i 71 dollari al barile, portandosi in rialzo del 6,67%.

Alla vigilia gli analisti avevano ampiamente previsto un rialzo di questa portata. I timori del mercato petrolifero sono legati alla chiusura del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 25% del petrolio e del gas mondiale. Domenica l’attività si era quasi fermata totalmente fermata, con centinaia di petroliere bloccate nelle acque aperte del Golfo davanti allo Stretto. Non sembra aver un grosso impatto la mossa dell’Opec+, che nella riunione di domenica ha concordato di aumentare la propria produzione di 206.000 barili al giorno a partire da aprile, meno di quanto alcuni trader avessero ipotizzato alla vigilia.

Centinaia di navi cariche di petrolio e Gnl bloccate davanti a Hormuz

Centinaia di navi cariche di petrolio e Gnl bloccate davanti a Hormuz

Roma, 1 mar. (askanews) – Almeno 150 petroliere, tra cui navi per il trasporto di greggio e Gnl, hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo, davanti allo Stretto di Hormuz. Lo scrive Al Jazeera.

Altre decine sarebbero ferme dall’altra parte dello Stretto. Secondo le stime dell’agenzia di stampa Reuters basate sui dati di tracciamento delle navi della piattaforma MarineTraffic, le petroliere sono raggruppate in acque aperte al largo delle coste dei principali produttori di petrolio del Golfo, tra cui Iraq e Arabia Saudita, nonché del gigante del Gnl Qatar.

L’Iran ha attaccato la petroliera Skylight, battente bandiera di Palau, mentre attraversava lo Stretto di Hormuz, al largo delle coste dell’Oman. 4 marinai sono rimasti feriti nell’attacco. L’intero equipaggio è stato evacuato.

Iran, Landini: solidarietà a popolazione, respingiamo attacco unilaterale

Iran, Landini: solidarietà a popolazione, respingiamo attacco unilaterale

Milano, 28 feb. (askanews) – “Esprimiamo vicinanza e solidarietà al popolo iraniano e a tutte le popolazioni che subiscono le conseguenze della guerra e della repressione”, ma “respingiamo l’attacco unilaterale degli Usa e di Israele”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

“Siamo da sempre a fianco delle iraniane e degli iraniani che lottano per la democrazia, la libertà e per i diritti civili – ha spiegato -. Abbiamo manifestato negli ultimi anni a fianco del movimento Donna, vita, libertà e ci siamo attivati per la liberazione dei sindacalisti vittime di repressione e violenza in Iran”.

“Respingiamo – ha proseguito Landini – l’attacco unilaterale degli Usa e di Israele poiché rappresenta l’ennesima grave violazione del diritto internazionale e rischia di innescare una escalation in un momento in cui sono fin troppi i fronti di guerra aperti. Ai morti del regime sanguinario degli ayatollah, rischiano di aggiungersi le vittime di questo nuovo scellerato conflitto. Invochiamo il cessate il fuoco, il rispetto del diritto internazionale, il ritorno alla diplomazia e al negoziato”.

“La Cgil – conclude – continuerà a impegnarsi con il sindacato internazionale per la promozione del multilateralismo, del dialogo e della pace come presupposti per la solidarietà e la giustizia sociale”.

Treni, Fs: disagi per viaggiatori, sciopero nazionale dalle 21 di stasera

Treni, Fs: disagi per viaggiatori, sciopero nazionale dalle 21 di stasera

Roma, 27 feb. (askanews) – Disagi per chi viaggia in treno tra stasera e domani. Scatterà infatti dalle 21 di oggi lo sciopero nazionale di 24 ore del personale del gruppo Fs, proclamato da alcune sigle sindacali autonome. Lo stop terminerà alle 21 di domani, sabato 28 febbraio. “Gli effetti, in termini di cancellazioni e ritardi, potranno verificarsi anche prima e protrarsi oltre l’orario di termine dell’agitazione sindacale”, avverte Fs.

Per il trasporto Regionale sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali: dalle ore 6 alle 9, e dalle ore 18 alle 21 di sabato 28 febbraio. Trenitalia, tenuto conto delle possibili ripercussioni sul servizio, invita i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione.

Informazioni su collegamenti e servizi attivi sono disponibili consultando l’App di Trenitalia, la sezione Infomobilità di trenitalia.com, i canali social e web del Gruppo FS, il numero verde gratuito 800892021, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni, attraverso le self-service e le agenzie di viaggio.

Stellantis: maxi rosso di 22 miliardi con reset su elettrico

Stellantis: maxi rosso di 22 miliardi con reset su elettrico

Milano, 26 feb. (askanews) – Stellantis archivia il 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro, dopo 25,4 miliardi di oneri straordinari per correggere una strategia troppo focalizzata sull’elettrico e rimettere la libertà di scelta dei clienti al centro con una gamma completa di motorizzazioni, incluso il diesel. I primi segnali di ripresa sono già emersi nel secondo semestre con l’arrivo del nuovo Ceo, Antonio Filosa, e il gruppo confida che lo slancio proseguirà nel 2026. Positiva la reazione del titolo in Borsa che ha chiuso in rialzo del 4,2% a 6,8 euro.

I ricavi lo scorso anno sono diminuiti del 2% a 153,5 miliardi di euro a fronte di un aumento delle consegne dell’1% a 5,5 milioni di auto. La perdita operativa rettificata è stata pari a 842 milioni. L’impatto dei dazi Usa è stato di 1,2 miliardi di euro e per il 2026 le stime sono di 1,6 miliardi. Alla luce dei risultati, Stellantis non distribuirà un dividendo ed emetterà fino a 5 miliardi di obbligazioni subordinate per far fronte agli oneri. Per lo stesso motivo non sarà distribuito il premio di produzione nei principali mercati del gruppo. Notizia che per quando attesa è stata accolta con amarezza e preoccupazione dai sindacati. “Stellantis ha respinto la richiesta di riconoscere almeno un’erogazione una tantum, affermando che tutte le risorse sono oggi impegnate nel tentativo di rilanciare l’azienda, di salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani e di superare il ricorso agli ammortizzatori sociali” hanno detto Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr.

Per il 2026 il gruppo ha confermato la guidance indicata lo scorso 6 febbraio quando ha annunciato oneri straordinari per 22,2 miliardi nel secondo semestre. Il gruppo prevede un miglioramento di ricavi, margini e flusso di cassa industriale che tornerà in positivo nel 2027.

“Il reset del 2025 è stato decisivo per un ritorno a una crescita profittevole. Il 2026 sarà l’anno di esecuzione del piano di rilancio, ci impegniamo a migliorare tutti i parametri finanziari”, ha detto il Ceo Antonio Filosa durante la call con gli analisti.

Nel secondo semestre Stellantis ha mostrato i primi segnali di inversione di tendenza: i ricavi sono aumentati del 10% e le consegne dell’11%, con un +39% negli Stati Uniti, principale mercato del gruppo. Anche il 2026 sembra essere partito con il piede giusto. In particolare in Europa il gruppo ha registrato un aumento significativo degli ordini (+80%) per le vetture compatte su piattaforma Smart Car: Opel Frontera, Citroen C3 e Fiat Grande Panda che saranno un pilastro della crescita futura. “Abbiamo visto un incoraggiante rimbalzo della quota di mercato a gennaio e ci aspettiamo lo stesso anche a febbraio”, ha detto Filosa. L’appuntamento ora è per il 21 maggio a Detroit quando il gruppo presenterà il nuovo piano industriale con aggiornamenti sui brand. A partire da Maserati che ha chiuso l’anno con 3.700 consegne (-23%), 400 milioni di ricavi (-13%) e un margine operativo (Aoi) negativo del -16,5%.

Allianz: ricavi gruppo 2025 a 187mld, in Italia premi per 15,5 mld

Allianz: ricavi gruppo 2025 a 187mld, in Italia premi per 15,5 mld

Milano, 26 feb. (askanews) – Il gruppo assicurativo Allianz ha chiuso il 2025 con volume d’affari globale a 186,9 miliardi di euro, +8,1% in un anno, e un utile netto core degli azionisti che è cresciuto del 10,9% a 11,1 miliardi di euro. Il Solvency Ratio è aumentato di 10 punti percentuali al 218%, sostenuto da un’eccellente generazione di capitale.

Per l’esercizio 2026, Allianz prevede un Utile Operativo di 17,4 miliardi di euro, più o meno un miliardo di euro.

In Italia i Premi complessivi sono aumentati a 15,5 miliardi di euro (contro 13,6 del 2024), con una crescita interna del 14,3%, cui ha contribuito la performance particolarmente rilevante del segmento Vita. L’Utile Operativo nel Paese si è attestato a 1,4 miliardi di euro, in linea con il 2024, confermandosi ad un livello eccellente, con un solido aumento del 5,6%2.

“Nel 2025 Allianz Italia ha saputo gestire con perizia i costi dei sinistri, assorbendo la quasi totalità della spinta inflattiva degli stessi”, ha detto Giacomo Campora, Amministratore Delegato di Allianz S.p.A.. “Per il 2026 la strategia mira alla crescita della base clienti, offrendo servizi e prodotti di eccellenza con la migliore rete di Agenti Professionisti e Consulenti Finanziari, sostenuti dalle più moderne tecnologie e da sistemi di intelligenza artificiale applicata”.