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Al Mercanteinfiera di Parma protagonista consulenza su gioielli e orologi

Al Mercanteinfiera di Parma protagonista consulenza su gioielli e orologiRoma, 3 mar. (askanews) – Al Mercanteinfiera di Parma, la fiera internazionale dell’antiquariato e del collezionismo che si terrà fino a domenica 12 marzo nella città emiliana, è protagonista anche la valutazione di pietre preziose e orologi di pregio grazie ad Affide. Infatti, la società italiana appartenente al gruppo Dorotheum – una delle case d’asta leader a livello internazionale – è presente all’evento con uno stand (Padiglione 04 – Stand D 016) nel quale i visitatori possono incontrare alcuni degli stimatori di Affide, professionisti specializzati nel fornire un’analisi accurata su gioielli, argenti, orologi e gemme.
Il Mercanteinfiera, che è considerato un appuntamento imperdibile per appassionati e investitori in cui scoprire e acquistare oggetti unici e di valore storico e artistico, quest’anno è un’occasione per conoscere il valore dei propri preziosi grazie ai gemmologi e agli esperti di orologi che Affide mette gratuitamente a disposizione. Un’opportunità in particolare per tutti quegli italiani consapevoli di possedere oggetti di valore ma di cui non sono in grado di stimarne il valore (sarebbero ben 8 su 10, secondo la ricerca “Gli Italiani, i gioielli e il credito su pegno”, condotta da Doxa per Affide).
“Affide sta intensificando i suoi sforzi per offrire ai clienti servizi che abbiamo una qualità sempre maggiore e che consentano di assicurare il massimo valore possibile e la massima tranquillità nell’acquisto di beni importanti come gioielli e orologi. La nostra partecipazione al Mercanteinfiera con l’attività di stima gratuita è parte di questo impegno che è teso a valorizzare le competenze tecniche del nostro personale. Grazie alle tecnologie specialistiche dei nostri laboratori di Palermo e Roma, siamo infatti in grado di rilasciare certificazioni gemmologiche che confermano la qualità e l’autenticità dei preziosi”, commenta Andreas Wedenig, direttore generale di Affide.
Proprio per l’occasione sono state trasportate dai laboratori della società al Mercanteinfiera attrezzature altamente specializzate in modo che gli stimatori possano soddisfare appieno le richieste in evento: Stereoscopio, Fibra ottica, Polariscopio con conoscopio e custodia, Rifrattometro con liquido rifrattometro e custodia, Lampada UV stimatori con occhiali protettivi, Polarizzatore, Calibro digitale, Lente 10X, Luce UV puntiforme.

Pensioni, Calderone: al lavoro per percorsi previdenziali stabili

Pensioni, Calderone: al lavoro per percorsi previdenziali stabiliRoma, 3 mar. (askanews) – “Consapevoli di un’economia in continua evoluzione siamo al lavoro per disegnare percorsi previdenziali stabili, che permettano a ciascuno di progettare il proprio futuro pensionistico”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Marina Calderone, intervenendo alle celebrazioni per i 125 anni dalla fondazione dell’Inps. Calderone ha rimarcato che “al centro di tutto resta il diritto-dovere al lavoro, che la Costituzione mette tra i principi fondamentali della Repubblica, perché è inclusione e condizione necessaria per costruire una storia previdenziale solida”.
Il ministro del Lavoro ha aggiunto che “abbiamo davanti l’urgenza di guardare a come il sistema di welfare debba essere adeguato per poter rispondere alle sfide che la società e il mondo del lavoro stanno affrontando oggi e a quelle che percepiamo come imminenti. In primis quella demografica, per l’impatto della denatalità e l’invecchiamento della popolazione sulla tenuta dei sistemi già in essere e sulla progettazione di quelli futuri. Ma non solo. Assistiamo a un profondo cambiamento della società, a una costante transizione dei modelli organizzativi delle imprese, a una nuova domanda dei lavoratori verso il mondo del lavoro, soprattutto i più giovani”.
Tutto questo “chiama le istituzioni a impegnarsi per la realizzazione di nuovi schemi per la tutela del benessere delle persone – ha aggiunto – per garantirle guardando al mondo del lavoro anche quando i percorsi professionali non sono lineari e continui come sempre più spesso accade. Per ragionare su soluzioni che amplifichino le potenzialità del mutato contesto socio-economico e facciano tesoro delle buone prassi, anche quelle sperimentate durante l’emergenza pandemica. Come? Semplificando per quanto possibile l’articolazione burocratica dei processi, mantenendo il presidio del monitoraggio e controllo, facendo sintesi tra le sollecitazioni per creare le migliori condizioni per l’evoluzione e l’innovazione del Paese. Con questa idea di fondo stiamo lavorando per il potenziamento delle politiche attive”.
Calderone ha ribadito di avvertire “forte il richiamo della responsabilità che mi è stata assegnata, soprattutto pensando alla riforma delle politiche attive a cui stiamo lavorando. Nell’idea consegnataci dai padri costituenti il lavoro è strumento per sostentarsi, ma anche mezzo di partecipazione attiva alla realizzazione della collettività, il principio base dell’ordinamento repubblicano”.
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The Italian Sea Group: il cfo Carniani nominato vice presidente

The Italian Sea Group: il cfo Carniani nominato vice presidenteMilano, 3 mar. (askanews) – A seguito della scomparsa del vice presidente Giuseppe Taranto, il cda di The Italian Sea Group ha deliberato di cooptare nel consiglio Marco Carniani nominandolo vice presidente sino alla prossima assemblea dei soci, che dovrà procedere al rinnovo delle cariche sociali. Lo comunica una nota della società di Marina di Carrara, player della nautica di lusso quotato a Piazza Affari.
Carniani, già da nove anni in The Italian Sea Group, ricopre il ruolo di Chief financial officer del gruppo. Carniani ha maturato una significativa esperienza in ambito di revisione e corporate finance presso primarie advisory firm di carattere internazionale. In particolare, dal 2006 al 2009, ha ricoperto la carica di auditor e, successivamente, senior auditor presso Deloitte and Touche. Tra il 2009 e il 2014 ha rivestito il ruolo di manager presso BDO.

Legacoop: rallenta crescita nel 2022, ma domanda tiene

Legacoop: rallenta crescita nel 2022, ma domanda tiene

80% cooperative in utile. Da affrontare temi manodopera e credito

Milano, 3 mar. (askanews) – Dopo un 2021 di forte ripresa che ha registrato un sostanziale recupero dei livelli pre-Covid, nel 2022 per le cooperative aderenti a Legacoop si evidenziano un rallentamento della crescita legato all’aumento dei costi e un crescente pessimismo sull’evoluzione dell’economia italiana. La domanda, però, tiene: il 45% delle cooperative ha aumentato il valore della produzione e quasi l’80% chiude l’anno con un utile di esercizio.
Sono alcune delle tendenze di fondo che emergono dai dati presentati al 41esimo Congresso nazionale di Legacoop, l’associazione di rappresentanza cui aderiscono oltre 10mila cooperative con un valore complessivo della produzione (al 2021) di 82 miliardi e 609 milioni di euro, circa 465mila occupati e 7,4 milioni di soci.
Secondo le stime sugli andamenti dell’anno, elaborate dall’AreaStudi di Legacoop, nel 2022, rispetto al 2021, il 45% delle cooperative ha aumentato il valore della produzione (tra queste, il 39% ha registrato un incremento che va dal 10% ad oltre il 15%), in modo più accentuato nei settori dell’industria delle costruzioni (56,3%) e delle attività manifatturiere (63,3%), nelle imprese di grandi dimensioni (82,9%) e, relativamente alla collocazione territoriale, al Centro (47,7%). Il valore della produzione resta stabile per il 41,7% delle cooperative e in diminuzione per il 13,3%.
Quasi l’80% delle cooperative ha chiuso l’anno con un utile, con una concentrazione maggiore nei settori abitativo (91,7%), nell’industria delle costruzioni (90,6%), nell’agroalimentare (85,5%) e, sotto il profilo territoriale, nel Sud (87,7%). Il 26% ha aumentato l’occupazione (tra queste, il 17% ha visto incrementi dell’organico con valori che vanno dal 10% ad oltre il 15%), con una concentrazione più rilevante nell’industria, nella cooperazione sociale e nelle attività culturali (con oltre il 30% di cooperative che hanno aumentato l’occupazione), al Sud (28%) e nelle imprese di dimensioni maggiori (46,3%). L’occupazione risulta stabile per il 59,8% delle cooperative e in diminuzione per il 14,2%.
Un quadro, insomma, complessivamente confortante sul quale pesano, però, diversi elementi di problematicità. Un accento particolare viene posto sulla scarsità e sulla difficile reperibilità di manodopera con competenze idonee alle mansioni richieste. Un problema che impatta negativamente, in particolare, su quel 26% di cooperative (con concentrazioni più elevate nelle attività manifatturiere, 40%, nell’industria delle costruzioni, 37,5%, nella cooperazione sociale, 30%; nelle grandi cooperative, 36,6%; al Nord, 29%) che nei prossimi 6 mesi prevede l’assunzione di nuove figure professionali, per il 39% delle quali con l’adozione del contratto a tempo indeterminato, per un fabbisogno complessivo stimato in oltre 11.000 occupati. Addetti alla fatturazione e alla contabilità, commercialisti e impiegati in amministrazione, esperti IT, giardinieri e geometri le figure più ricercate.
Oltre al dato sulla ricerca di manodopera, influiscono negativamente l’aumento dei costi energetici (indicato dal 48% delle cooperative), delle materie prime e dei materiali (47%), l’insufficiente livello di liquidità a breve termine rispetto alle esigenze operative (26%) e gli impedimenti burocratici (18%). Un cenno a parte meritano i problemi riscontrati relativamente al credito. Negli ultimi mesi, il 33% delle cooperative ha richiesto un finanziamento che è stato ottenuto per l’importo richiesto nella maggioranza dei casi, ma con un aumento del costo del credito riscontrato dal 79%, un dato in crescita di 19 punti percentuali rispetto all’ultima rilevazione. Inoltre, il 32% lamenta un aumento delle condizioni accessorie, il 24% una dilazione nei tempi di concessione e un aumento delle garanzie richieste.

Legacoop: cooperazione punta a ruolo centrale in economia sociale

Legacoop: cooperazione punta a ruolo centrale in economia socialeMilano, 3 mar. (askanews) – Il movimento cooperativo si candida a svolgere un ruolo centrale per la crescita dell’economia sociale nel nostro Paese, puntando all’affermazione di un nuovo modello di economia più inclusivo e sostenibile, in linea con l’esplicito riconoscimento della forma cooperativa tra i soggetti dell’economia sociale contenuto nello specifico piano di azione decennale approvato a dicembre 2021 dalla Commissione Europea, e con la risoluzione dell’ILO del giugno 2022 sul tema del lavoro dignitoso e dell’economia sociale, che ribadisce l’importanza delle cooperative come segmento più organizzato del settore in molti paesi del mondo.Il tema è al centro del 41esimo congresso nazionale di Legacoop “L’impresa del futuro: cooperativa, per tutte”, in corso oggi e domani a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica.
In tempi recenti si è delineata una sensibilità nuova delle istituzioni verso l’economia sociale, ormai entrata organicamente nel quadro normativo europeo. Lo conferma, oltre al Piano già ricordato che punta a svilupparne il potenziale di crescita, anche il suo inserimento nella strategia industriale dell’Unione come uno dei settori in grado di contribuire a raggiungere l’obiettivo di un’economia più sostenibile, digitale, resiliente e competitiva.
È infatti diffusamente avvertito il rischio che si approfondiscano ulteriormente le disuguaglianze, favorite dal prevalere di un approccio basato sulla convinzione che lo sviluppo economico e il benessere sociale fossero essenzialmente dipendenti dal libero gioco delle forze di mercato. La realtà ha più volte smentito questo assunto e negli ultimi tempi è cresciuta la consapevolezza dell’urgenza di pensare alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo, più inclusivo e sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale.
“Noi – sottolinea Simone Gamberini, che domani sarà eletto presidente di Legacoop – rappresentiamo cooperative diffuse sul territorio ed attive in tutti i settori, che valorizzando l’apporto dei soci hanno spesso raggiunto livelli di eccellenza, ad esempio nell’agroalimentare, nei servizi alle imprese e alle persone, nella distribuzione commerciale. Siamo perciò convinti che la forma di impresa cooperativa possa dare un forte contributo in questa direzione, collocandosi a pieno titolo nel campo dell’economia sociale, ovvero di quell’insieme di soggetti che condividono elementi distintivi da sempre al centro della nostra esperienza: il primato della persona e della finalità sociale rispetto al profitto, il reinvestimento degli utili per svolgere attività di interesse collettivo e generale, la governance democratica e partecipativa”.

Btp Italia: collocamento al via il 6 marzo, cedola minima al 2%

Btp Italia: collocamento al via il 6 marzo, cedola minima al 2%Milano, 3 mar. (askanews) – La cedola (reale) annua minima della diciannovesima emissione del Btp Italia, al via da lunedì 6 marzo, è fissata al 2%. Lo comunica il ministero dell’Economia. La cedola definitiva sarà invece stabilita con successiva comunicazione all’apertura della quarta giornata di emissione, nella mattinata di giovedì 9 marzo e potrà essere confermata o rivista al rialzo rispetto a quella comunicata oggi.
Il titolo, con godimento 14 marzo 2023 e scadenza 14 marzo 2028, è un Btp indicizzato al tasso di inflazione italiana, con cedole corrisposte ogni sei mesi insieme alla rivalutazione del capitale per effetto dell’inflazione dello stesso semestre.
La prima fase del periodo di collocamento, dedicata a risparmiatori individuali ed affini, si svolgerà dal 6 all’8 marzo, salvo chiusura anticipata. Per coloro che sottoscriveranno il titolo in questa fase e lo deterranno fino a scadenza, è previsto un premio fedeltà pari allo 0,8% del capitale investito. La seconda fase, dedicata agli investitori istituzionali, avrà luogo il 9 marzo dalle 10 alle 12.
L’emissione avrà luogo sul MOT attraverso Intesa Sanpaolo e UniCredit – dealer dell’operazione – e Banca Akros e Crédit Agricole Corp. Inv. Bank – codealer dell’operazione – dal 6 al 9 marzo.

Alleanza Assicurazioni – AIEF insieme per cultura finanziaria

Alleanza Assicurazioni – AIEF insieme per cultura finanziariaRoma, 3 mar. (askanews) – È stato siglato l’accordo tra Alleanza Assicurazioni, Compagnia di riferimento delle famiglie italiane, e AIEF (Associazione Italiana Educatori Finanziari) per diffondere la cultura finanziaria e assicurativa sul territorio, a supporto delle famiglie e delle comunità. Prosegue così – informa un comunicato – l’impegno della Compagnia a supporto della diffusione dell’educazione sui temi di investimento, risparmio, previdenza e protezione, pilastro centrale del Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa di Alleanza. Dopo il lancio di Edufin Index, il primo Osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, la Compagnia conferma il proprio impegno con due distinte iniziative volte ad aumentare la sensibilità degli italiani su questi temi.
Oltre a questo accordo sottoscritto con AIEF (Associazione Italiana Educatori Finanziari), prende il via il nuovo concorso online “Edufin ti premia”. Le due iniziative hanno la finalità di coinvolgere maggiormente la comunità, nella convinzione che l’educazione finanziaria e assicurativa sia una leva per equità sociale e benessere della popolazione.
L’accordo con AIEF, per la prima volta nel settore assicurativo, consente a 1.500 consulenti assicurativi di Alleanza, che ne abbiano i requisiti, di iscriversi al Registro degli Educatori Finanziari professionisti. I consulenti, che si sono distinti come top performer per la loro attività professionale nella diffusione dei contenuti educativi sui social media, avranno un vero e proprio “patentino” e saranno iscritti al Registro degli Educatori Finanziari AIEF: un valore aggiunto per la loro professionalità e il loro ruolo che li conferma un punto di riferimento per la comunità e i clienti.
Claudia Ghinfanti, Responsabile Marketing di Alleanza Assicurazioni ha dichiarato: “Da sempre Alleanza cresce al fianco delle famiglie italiane, interpretando i bisogni del contesto socio-economico. La nostra Compagnia è impegnata da anni in questo ambito, con investimenti, persone e competenze che hanno portato allo sviluppo del Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa di Alleanza. L’accordo con AIEF conferma gli impegni presi e valorizza il ruolo sociale, informativo e formativo dei nostri consulenti finanziari “smiler” che ogni giorno, anche attraverso la loro attività sui social, sensibilizzano comunità e famiglie italiane contribuendo a decisioni più consapevoli, perché riteniamo che un risparmiatore più informato possa fare scelte più oculate”.
Nunzio Lella, Presidente Esecutivo AIEF ha dichiarato: “Divulgare le buone prassi economiche, finanziarie e assicurative è linfa vitale e humus necessario per la crescita di ogni paese. Le attività di educazione finanziaria, dall’alfabetizzazione fino alle conoscenze più elevate, sono lo strumento fondamentale che aiuta il cittadino ad affrontare consapevolmente le scelte finanziarie importanti della propria vita. AIEF svolge su tutto il territorio nazionale attività di educazione finanziaria grazie i suoi associati che con passione e dedizione svolgono il loro compito. Siamo felici e onorati di aver intrapreso questo accordo con una delle più importanti compagnie italiane, Alleanza, che con grande lungimiranza e attenzione al problema dimostra concretamente di voler prendere “parte attiva” al progresso del Paese coinvolgendo nel progetto un team di top consulenti finanziari “smiler”. Quest’ultimi presto diventeranno Educatori Finanziari AIEF e potranno così contribuire “in prima linea” al progresso della collettività grazie a questa “missione” sociale, etica e sostenibile. Ci onora infine annoverare altri professionisti di valore iscritti al nostro registro, a cui porgo con gioia il mio personale benvenuto certo che insieme faremo un ottimo lavoro”.
Alleanza, nel 125° anniversario dalla sua fondazione, ha poi voluto lanciare un ulteriore strumento educativo: il concorso online “Edufin ti premia”, finalizzato alla diffusione della cultura finanziaria e assicurativa, in questo caso attraverso un gaming. Un modo smart per coinvolgere i ragazzi e le famiglie e sensibilizzarli sui temi di investimento, risparmio, previdenza e protezione. Dal 27 febbraio al 26 marzo, collegandosi al sito Alleanza.it, sarà possibile partecipare ai quiz che ogni settimana mettono alla prova le conoscenze in ambito edufin con la possibilità di vincere oltre 1.500 premi in instant win e di partecipare all’estrazione finale .

Auto a zero emissioni, rinvio voto ambasciatori Ue previsto oggi

Auto a zero emissioni, rinvio voto ambasciatori Ue previsto oggiBruxelles, 3 mar. (askanews) – Il voto formale finale degli Stati membri in Consiglio Ue sul regolamento che fissa l’obiettivo dell’immissione sul mercato europeo solo di auto e furgoni a zero emissioni a partire dal 2035, originariamente previsto per martedì prossimo, 7 marzo, è stato rinviato a data da destinarsi.
Lo ha deciso la presidenza di turno svedese del Consiglio, che ha rimosso il punto anche dall’agenda del Coreper (il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’Ue, che prepara le riunioni ministeriali) convocato stamattina a Bruxelles.
Il punto sul regolamento per le auto era già stato tolto dall’ordine del giorno del Coreper una prima volta nella riunione di mercoledì scorso, e rinviata ad oggi, a causa del voto contrario annunciato dall’Italia, che ha rimesso in discussione il consenso sull’accordo già raggiunto tra il Consiglio e il Parlamento europeo.
Nella procedura co-legislativa dell’Ue, un accordo tra le due istituzioni che è approvato dalla plenaria del Parlamento (come in questo caso è avvenuto il 14 febbraio scorso), viene poi adottato senza discussione con un voto del Consiglio a maggioranza qualificata, normalmente una semplice formalità. Ma questa volta non è andata così.
La presidenza di turno svedese ha deciso di rinviare il voto, constatando nel Coreper che l’opposizione annunciata dall’Italia (che in precedenza aveva votato a favore dell’accordo), insieme a quella già nota della Polonia, all’astensione della Bulgaria e alle perplessità espresse anche da esponenti del governo tedesco, hanno rimesso in dubbio la maggioranza qualificata.

Pil, Istat: -0,1% nel quarto trimestre 2022 (+1,4% su anno)

Pil, Istat: -0,1% nel quarto trimestre 2022 (+1,4% su anno)Roma, 3 mar. (askanews) – Il Prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, nel quarto trimestre del 2022, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è cresciuto dell’1,4% nei confronti del quarto trimestre del 2021. Lo rileva l’Istat, notando che la stima diffusa il 31 gennaio scorso aveva registrato una riduzione del Pil dello 0,1%, mentre in termini tendenziale la crescita era risultata dell’1,7%. La variazione acquisita per il 2023 è pari al +0,4%.
Il quarto trimestre del 2022 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al quarto trimestre del 2021.
Rispetto al trimestre precedente, tra i principali aggregati della domanda interna, risultano in diminuzione i consumi finali nazionali nella misura dell’1,1%, mentre sono in crescita del 2% gli investimenti fissi lordi. Per quanto riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono diminuite dell’1,7% e le esportazioni sono cresciute del 2,6%.
La domanda nazionale, al netto delle scorte, ha contribuito per -0,4 punti percentuali alla contrazione del Pil: -0,9 è stato il contributo dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), +0,4 quello degli investimenti fissi lordi e +0,1 quello della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP). Per contro, la variazione delle scorte ha sottratto 1,1 punti percentuali alla variazione del Pil, mentre il contributo della domanda estera netta è risultato fortemente positivo, in misura pari a +1,4 punti percentuali.
Si registrano andamenti congiunturali negativi del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi: -0,7% in agricoltura, -0,2% nell’industria e -0,1% nei servizi.
“La stima completa dei conti economici trimestrali – commenta l’istituto – conferma, dopo sette trimestri consecutivi, la lieve contrazione dell’attività produttiva nel quarto trimestre 2022, già rilevata in via di stima preliminare a fine gennaio. Prosegue invece per l’ottavo trimestre consecutivo la ripresa in termini tendenziali, anche se a ritmi via via più contenuti. La crescita acquisita per il 2023 è positiva, pari allo 0,4%”.
“La lieve flessione del Pil – prosegue – è dovuta sia alla domanda interna, sia alle scorte, mentre la domanda estera netta fornisce un marcato contributo positivo, per la ripresa delle esportazioni a fronte del calo delle importazioni. Sul piano interno, l’apporto dei consumi privati è negativo, mentre quello dei consumi delle amministrazioni pubbliche e quello degli investimenti risulta positivo. Le ore lavorate registrano una crescita congiunturale dello 0,7%, le unità di lavoro dello 0,6% e i redditi pro-capite dell’1,9%”.

Casa, idealista: prezzi abitazioni usate -0,1% a febbraio

Casa, idealista: prezzi abitazioni usate -0,1% a febbraioRoma, 3 mar. (askanews) – I prezzi di vendita delle abitazioni usate hanno raggiunto la media di 1.837euro/metroquadro a febbraio, con un calo marginale dello 0,1% rispetto al mese precedente. Con l’aumento dei tassi di interesse e la contrazione dei prestiti bancari i prezzi potrebbero diminuire nel corso del 2023, ma per il momento la variazione anno su anno resta positiva segnando un +1,7% rispetto a febbraio 2022, secondo l’ultimo indice dei prezzi di idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia.
I mercati regionali presentano valori sostanzialmente stabili, con leggeri ritocchi a rialzo per 13 regioni su 20 rispetto al mese precedente; mentre quattro aree sono rimaste invariate rispetto ai prezzi registrati a gennaio: Sardegna, Campania, Basilicata e Liguria. Solo Sicilia (-0,1%), Valle d’Aosta (-0,2%) e Lombardia (-0,4%) hanno segnato variazioni negative. I maggiori aumenti si riscontrano in Molise (0,5%) e Trentino-Alto Adige (0,4%).
La regione con prezzi al metro quadro più elevati è il Trentino-Alto Adige, con i suoi 2.766 euro al metro quadro. La seguono Valle d’Aosta (2.649 euro/metroquadro), Liguria (2.498 euro/metroquadro) e Toscana (2.363 euro/metroquadro). Valori superiori alla media nazionale dei prezzi anche per il Lazio (2.168 euro/metroquadro) e la Lombardia (2.089 euro/metroquadro). Le restanti 14 regioni sono racchiuse in una forbice che va dai 1.807 euro dell’Emilia-Romagna fino agli 853 euro del Molise.
Il 56% dei capoluoghi italiani fa registrare delle performance positive con i maggiori aumenti che si concentrano a Nuoro (4%), Monza (3,9%) e Novara (2,4%). Agrigento (-3,9%) guida i cali dell’ultimo mese, seguita da Cuneo (-2,8%) e Udine (-2%). Per quanto riguarda i principali mercati cittadini, Napoli (1,8%) cresce; in calo Roma (-0,3%) e Milano (-0,4%). Nonostante la flessione di questo mese il capoluogo meneghino si conferma il più caro d’Italia per quanto riguarda le case, con un valore medio di 4.953 euro al metro quadro. A seguire troviamo Bolzano (4.582 euro/metroquadro), Venezia (4.409 euro/metroquadro) e Firenze (3.926 euro/metroquadro). Prezzi superiori alla media nazionale in altri 32 capoluoghi compresi tra i 3.358 euro di Bologna e i 1.871 di Ravenna. Sul versante opposto, Biella (694 euro/metroquadro), Caltanissetta (734 euro/metroquadro) e Ragusa (769 euro/metroquadro) sono le città più economiche dove acquistare casa.