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Berlusconi, La Russa: non c’è più ma c’è più di prima

Berlusconi, La Russa: non c’è più ma c’è più di primaRoma, 20 giu. (askanews) – Berlusconi non c’è più, ma in qualche modo c’è più di prima”, “nel bene e nel male cambia il rapporto tra gli italiani e la politica con Silvio Berlusconi e per quanto egli subisca molti contraccolpi, si può affermare che venne più volte colpito ma mai affondato”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio la Russa, ricordando in aula il leader di Forza Italia scomparso il 12 giugno.

Per chi lo ha conosciuto “le luci sovrastano di gran lunga le ombre e lasciano il posto alla gratitudine e al rimpianto” perché questo è “un momento in cui l’Italia avrebbe bisogno dei suoi consigli e del suo sorriso ammaliante”.

Berlusconi, M5S non parlerà a commemorazione in aula al Senato

Berlusconi, M5S non parlerà a commemorazione in aula al SenatoRoma, 20 giu. (askanews) – “Il Movimento 5 stelle parteciperà in silenzio alla commemorazione di Silvio Berlusconi che si terrà oggi al Senato della Repubblica. Per rispetto nei confronti della famiglia e della comunità politica che ha perso il suo leader, i parlamentari del Movimento 5 stelle siederanno sui banchi dell’opposizione. Allo stesso tempo però, senza alcuna forma di ipocrisia, e in linea con i nostri valori e la nostra storia, nessuno dei parlamentari prenderà la parola. Abbiamo già nei giorni scorsi espresso la nostra opinione rispetto alla storia politica di Berlusconi e su questo non abbiamo cambiato idea”. Lo annuncia in una nota il gruppo al senato del Movimento 5 stelle.

Il Sinodo, le sfide per la Chiesa: dagli abusi, alle guerre, al clima

Il Sinodo, le sfide per la Chiesa: dagli abusi, alle guerre, al climaCittà del Vaticano, 20 giu. (askanews) – E’ un lungo e dolente elenco di problematiche e, spesso, drammatiche sfide quello che emerge a livello continentale dall’Instrumentun laboris, presentato oggi, e che farà da base alla discussione del prossimo Sinodo dei Vescovi voluto da Papa Francesco nell’ottobre prossimo. “Il percorso compiuto finora, e in particolare la tappa continentale, ha permesso di identificare e condividere anche le peculiarità delle situazioni che la Chiesa vive nelle diverse regioni del mondo: – si legge nella premessa al documento – dalle troppe guerre che insanguinano il nostro pianeta e richiedono di rinnovare l’impegno per la costruzione di una pace giusta, alla minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici con la conseguente priorità della cura per la casa comune; da un sistema economico che produce sfruttamento, disuguaglianza e “scarto” alla pressione omologante del colonialismo culturale che schiaccia le minoranze; dall’esperienza di subire la persecuzione sino al martirio a un’emigrazione che svuota progressivamente le comunità minacciandone la stessa sopravvivenza; dal crescente pluralismo culturale che marca ormai l’intero pianeta all’esperienza delle comunità cristiane che rappresentano minoranze sparute all’interno del Paese in cui vivono, fino a quella di fare i conti con una secolarizzazione sempre più spinta, e talora aggressiva, che sembra ritenere irrilevante l’esperienza religiosa, ma non per questo smette di avere sete della Buona Notizia del Vangelo”. “In molte regioni le Chiese sono profondamente colpite dalla crisi degli abusi: sessuali, di potere e di coscienza, economici e istituzionali. Si tratta di ferite aperte, – si sottolinea nel documento – le cui conseguenze non sono ancora state affrontate fino in fondo. Alla richiesta di perdono rivolta alle vittime delle sofferenze che ha causato, la Chiesa deve unire il crescente impegno di conversione e di riforma per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi in futuro”.

Meloni a Parigi per Roma Expo 2030, stasera vede Macron

Meloni a Parigi per Roma Expo 2030, stasera vede MacronParigi, 20 giu. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata a Parigi. Al Palais des Congrès d’Issy la premier interverrà alla penultima Assemblea Generale del Bureau International des Expositions (BIE) prima del voto di novembre che deciderà la città prescelta per l’Expo 2030, per cui Roma è in corsa con Riad e Busan. Con Meloni ci sono anche il sindaco Roberto Gualtieri e il governatore del Lazio Francesco Rocca. Successivamente, alle 17.30, sarà all’Eliseo per incontrare il presidente Emmanuel Macron. In serata Meloni parteciperà a un evento all’ambasciata italiana, prima di ripartire per Roma.

Sinodo, da abusi a guerre e clima. Ecco le sfide per la Chiesa

Sinodo, da abusi a guerre e clima. Ecco le sfide per la ChiesaCittà del Vaticano, 20 giu. (askanews) – E’ un lungo e dolente elenco di problematiche e, spesso, drammatiche sfide quello che emerge a livello continentale dall’Instrumentun laboris, presentato oggi, e che farà da base alla discussione del prossimo Sinodo dei Vescovi voluto da Papa Francesco nell’ottobre prossimo. “Il percorso compiuto finora, e in particolare la tappa continentale, ha permesso di identificare e condividere anche le peculiarità delle situazioni che la Chiesa vive nelle diverse regioni del mondo: – si legge nella premessa al documento – dalle troppe guerre che insanguinano il nostro pianeta e richiedono di rinnovare l’impegno per la costruzione di una pace giusta, alla minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici con la conseguente priorità della cura per la casa comune; da un sistema economico che produce sfruttamento, disuguaglianza e “scarto” alla pressione omologante del colonialismo culturale che schiaccia le minoranze; dall’esperienza di subire la persecuzione sino al martirio a un’emigrazione che svuota progressivamente le comunità minacciandone la stessa sopravvivenza; dal crescente pluralismo culturale che marca ormai l’intero pianeta all’esperienza delle comunità cristiane che rappresentano minoranze sparute all’interno del Paese in cui vivono, fino a quella di fare i conti con una secolarizzazione sempre più spinta, e talora aggressiva, che sembra ritenere irrilevante l’esperienza religiosa, ma non per questo smette di avere sete della Buona Notizia del Vangelo”. “In molte regioni le Chiese sono profondamente colpite dalla crisi degli abusi: sessuali, di potere e di coscienza, economici e istituzionali. Si tratta di ferite aperte, – si sottolinea nel documento – le cui conseguenze non sono ancora state affrontate fino in fondo. Alla richiesta di perdono rivolta alle vittime delle sofferenze che ha causato, la Chiesa deve unire il crescente impegno di conversione e di riforma per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi in futuro”.

Pechino: la Cina è pronta a lavorare con i Paesi africani per la pace in Ucraina

Pechino: la Cina è pronta a lavorare con i Paesi africani per la pace in UcrainaRoma, 20 giu. (askanews) – La Cina apprezza molto ed è pronta a contribuire agli sforzi dei paesi africani per trovare una soluzione politica al conflitto in Ucraina: è quanto ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning. “Come dimostrano i fatti, la guerra e le sanzioni non possono risolvere i problemi, il dialogo e i negoziati sono l’unica via possibile”, ha precisato il diplomatico. “La Cina è pronta a lavorare con tutte le parti, compresi gli Stati africani, per creare condizioni favorevoli alla risoluzione della crisi”, ha osservato Mao, sottolineando che tali sforzi riflettono pienamente l’appello della comunità internazionale per un cessate il fuoco, per la cessazione delle ostilità e infine per una risoluzione sostenibile.

“La Cina sostiene qualsiasi sforzo volto a risolvere la crisi ucraina, apprezza molto il ruolo attivo di paesi africani come il Sudafrica”, ha affermato ancora il portavoce. A maggio un gruppo di paesi africani ha presentato un’iniziativa di pace sull’Ucraina. Una delegazione di alto livello ha visitato l’Ucraina e la Russia alla fine della scorsa settimana per discutere il piano in 10 punti basato su garanzie di sicurezza, libertà delle esportazioni di grano del Mar Nero, rilascio di prigionieri e avvio di colloqui di pace.

Consiglio Ambiente approva regolamento Ue su ripristino natura

Consiglio Ambiente approva regolamento Ue su ripristino naturaBruxelles, 20 giu. (askanews) – Il Consiglio Ue sull’Ambiente, in corso a Lussemburgo, ha adottato a maggioranza qualificata il proprio “approccio generale” sulla proposta di regolamento sul ripristino della natura, che costituisce ora la posizione negoziale per le trattative con il Parlamento europeo e la Commissione (“trilogo”) per arrivare all’approvazione definitiva del testo legislativo.

L’Italia si è espressa contro il testo di compromesso adottato, che era stato proposto dalla presidenza di turno svedese del Consiglio Ue, e che aveva ricevuto anche l’appoggio esplicito della Commissione, nonostante le molte modifiche introdotte, in particolare per consentire più flessibilità agli Stati membri nell’applicare gli obblighi del regolamento sul proprio territorio. Oltre all’Italia, non hanno sostenuto il testo di compromesso Austria, Belgio, Finlandia, Olanda, Polonia e Svezia. Si è sfiorata la minoranza di blocco, ma bisogna tenere conto del fatto che questi paesi hanno posizioni spesso diverse sui punti che considerano critici. L’obiettivo del regolamento è sostanzialmente quello di dare attuazione agli impegni che l’Ue ha preso a livello internazionale di arrestare il declino della biodiversità sul proprio territorio, mirando a ripristinare almeno il 20% degli habitat naturali degradati entro il 2030 e il 100% entro 2050.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha spiegato la posizione dell’Italia durante il dibattito pubblico di questa mattina al Consiglio. “L’Italia ritiene che il regolamento sul ripristino della natura sia uno strumento importante per arrestare la perdita di biodiversità e contribuire ad affrontare il cambiamento climatico e il suo impatto sulla società e sull’economia”, ha detto il ministro, ricordando che l’Italia si è “impegnata nel negoziato per definire uno strumento normativo che, nel rispetto dell’ambizione e della portata innovatrice del regolamento, possa essere efficace ed attuabile, garantendo la necessaria flessibilità agli Stati membri”. “Vi sono state alcune modifiche, introdotte anche con il nostro sostegno, che riteniamo migliorative”, ha riconosciuto Pichetto Fratin, citando in particolare l’approccio più flessibile agli obiettivi dell’arresto del deterioramento e l’approccio più graduale nella elaborazione del Piani nazionali.

“Ma il testo com’è adesso – ha sottolineato il ministro – non fornisce le necessarie garanzie di efficacia e applicabilità”. SI tratta di “uno strumento legislativo cruciale, e non possiamo permetterci che questo strumento non sia applicabile ed efficace e che non sia sostenibile per tutte le categorie interessate”, e in particolare “per i settori dell’agricoltura e della pesca”.   L’Italia inoltre considera che “quanto previsto dal testo continua a non essere soddisfacente” in materia di deroghe dalle norme di tutela delle zone naturali riguardo agli impianti di energie rinnovabili, “ma anche riguardo agli obiettivi quantitativi di ripopolamento dell’avifauna”. Ma, ha osservato Pichetto Fratin, “la perplessità più forte resta quella sulle possibili implicazioni finanziarie, che incidono direttamente sull’applicabilità concreta del regolamento. Continuiamo a ritenere che la disponibilità di risorse certe ed adeguate rappresenti una condizione imprescindibile per poter sostenere la fattibilità degli obiettivi e degli obblighi definiti” dalla nuova normativa.

Per questo, l’Italia ha chiesto “di esplicitare la previsione di misure aggiuntive adeguate e certe per affrontare le esigenze individuate, e l’inserimento anche nell’articolato del regolamento della possibilità di uno strumento (finanziario, ndr) specifico dedicato per il ripristino della natura”. “Le risorse necessarie per l’attuazione del regolamento devono essere chiarite e disponibili prima della sua entrata in vigore. Riteniamo quindi che il testo negoziale non assicuri un adeguato bilanciamento tra obiettivi e fattibilità, e che rischi, al contrario, di rendere inapplicabile il regolamento. Per questa ragione – ha concluso Pichetto Fratin -, esprimiamo la nostra contrarietà al testo”.

Mbda Italia, Soccodato a Le Bourget: domanda crescente, momento interessante

Mbda Italia, Soccodato a Le Bourget: domanda crescente, momento interessanteParigi, 20 giu. (askanews) – “Per me è un’avventura molto interessante, dopo 18 anni in un ruolo Corporate Leonardo passo in un’azienda operativa, una joint venture, la più grande del settore missilistico che c’è in Europa, di successo, con quattro paesi chiave in Europa, e, avendo esperienza di carattere internazionale, penso sia estremamente interessante”.

Lo dice ad askanews dal salone aeronautico di Le Bourget 2023, Giovanni Soccodato, da inizio giugno Mbda executive group director sales & business development e managing director di Mbda Italia, facendo il punto sulle attività di Mbda e sui progetti in via di sviluppo, come il progetto Hydis. “Così come estremamente interessante è il momento che sta vivendo Mbda – continua infatti Soccodato -, con una domanda crescente da parte dei clienti. Ed è confermato anche dai programmi importanti che stiamo facendo ed abbiamo fatto negli ultimi anni con le Forze Armate italiane, programmi che guardano a diversi settori, dalla difesa aerea, alla difesa navale e delle infrastrutture strategiche. Quindi anche su questo stiamo creando il futuro della nostra azienda. Pensando alla difesa aerea, con l’esperienza importantissima fatta con i sistemi Aster, stiamo guardando a nuove tecnologie e nuovi sviluppi: stiamo partecipando insieme ai partner francesi, tedeschi, inglesi e olandesi al progetto Hydis, per il quale aspettiamo a brevissimo di chiudere un contratto con la Commissione europea per nuove soluzioni tecnologiche per intercettori contro minacce ipersoniche ad alta quota, quindi con una sfida anche tecnologica che vedrà partecipare anche Mbda Italia con soluzioni e competenze italiane, che ci farà crescere in tecnologia e darà complessivamente all’Europa quella capacità di difesa completa multistrato per la difesa aerea dal cortissimo raggio fino al lunghissimo raggio antibalistico. Un tema molto importante”.

Migranti: nel 2023 (fino a metà giugno) sono arrivati in Italia oltre 6 mila minori

Migranti: nel 2023 (fino a metà giugno) sono arrivati in Italia oltre 6 mila minoriMilano, 20 giu. (askanews) – Nel 2023, fino a metà giugno, sono stati 6 mila i minori senza genitori e figure adulte di riferimento arrivati in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo. A riferirlo è Save the Children in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato istituita dalle Nazioni Unite. Sebbene negli ultimi anni l’incidenza dei minori stranieri non accompagnati sugli arrivi via mare sia diminuita (15,8% nel 2021, 11,5% nel 2022, 11,1% nel 2023), in termini assoluti bambini e adolescenti arrivati nel corso dell’anno sono più del doppio di quanti erano arrivati nello stesso periodo lo scorso anno (erano 2.505 il 13 giugno del 2022). Ragazzi e ragazze da accompagnare verso il futuro, garantendo loro il diritto di crescere al sicuro, sostenendoli nella piena integrazione e nella realizzazione dei loro sogni e aspirazioni.

Proprio per questo, l’Organizzazione internazionale, che lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio e garantire loro un futuro, ha voluto ancora una volta accendere i riflettori sui minori stranieri non accompagnati. Al via una campagna di sensibilizzazione sui social volta a far conoscere al pubblico la situazione in cui vivono, stretti tra spinta alla realizzazione dei propri sogni e difficoltà quoti-diane, e un evento per dialogare con istituzioni, organizzazioni internazionali, società civile, nella convinzione che solo dalla fattiva collaborazione tra tutti gli attori in campo possa scaturire una strategia efficace di tutela e di inclusione sociale.

Oggi Meloni a Parigi, sostegno a Expo Roma 2030 e incontra Macron

Oggi Meloni a Parigi, sostegno a Expo Roma 2030 e incontra MacronParigi, 20 giu. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni arriva oggi a Parigi per sostenere la candidatura di Roma a Expo 2030 e per incontrare il presidente francese Emmanuel Macron.

Meloni arriverà poco prima delle 15 al Palais des Congrès d’Issy – dove si tiene la penultima Assemblea Generale del Bureau International des Expositions (BIE) prima del voto di novembre che deciderà la città prescelta per l’Expo 2030 – e interverrà di fronte a 410 delegati. Meloni, dopo l’intervento, si recherà al Palazzo dell’Eliseo, dove incontrerà il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. L’incontro sarà preceduto da una dichiarazione alla stampa.

Meloni e Macron – spiegano fonti italiane – discuteranno delle relazioni bilaterali tra Francia e Italia, in particolare di questioni europee; inoltre approfitteranno di questo incontro per preparare il Consiglio europeo che si terrà a Bruxelles il 29 e 30 giugno e per discutere del vertice Nato che si terrà a Vilnius l’11 e 12 luglio prossimi. Il colloquio sarà anche l’occasione per riaffermare il sostegno congiunto all’Ucraina sul fronte militare, umanitario, economico, diplomatico e giudiziario.