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In Sicilia centrodestra dilaga a Catania,Trapani e Siracusa in bilico

In Sicilia centrodestra dilaga a Catania,Trapani e Siracusa in bilicoCatania, 29 mag. (askanews) – Il centrodestra in Sicilia vince la partita più importante, ovvero quella che riguarda la città di Catania. Come da previsioni, Enrico Trantino (Fdi) è ormai ad un passo dal diventare il nuovo sindaco della città etnea. Manca solo l’ufficialità ma Trantino ha già la fascia tricolore addosso. “Vorrei creare un rapporto importante con la città – ha detto Trantino dopo i primi exit pool – bisogna ridare una nuova veste a questa città”. Sconfitto nettamente il candidato di centrosinistra Maurizio Caserta, appoggiato anche dal Movimento Cinque Stelle. Le elezioni comunali siciliane hanno quindi confermato che il vento di destra soffia forte su determinate capoluoghi.

Non però a Ragusa, dove Giuseppe Cassì, sindaco uscente della città iblea, sostenuto da cinque liste civiche, stravince contro i candidati del centrosinistra e centrodestra. “Sono stati anni difficili, abbiamo fatto tante cose, non ci siamo mai fermati – ha detto Cassì -. Abbiamo tenuto i conti in ordine e amministrato con onestà e trasparenza. Non sempre siamo riusciti a fare tutto, ma con la città si è creato un profondo rapporto empatico”. Risultati in bilico negli altri due capoluoghi chiamati al voto: Trapani e Siracusa. Giacomo Tranchida, sindaco uscente trapanese e candidato del centrosinistra in questo momento è in vantaggio sul candidato del centrodestra Maurizio Miceli. Voto su voto, partita aperta, si va avanti no stop nella serata con lo scrutinio delle sezioni. Così come a Siracusa dove il candidato del centrodestra, Ferdinando Messina, è dato in un range tra il 24% e il 28%. E’ tallonato dalla candidata del centrosinistra, Renata Giunta, in un intervallo tra il 23% e il 27%. Giunta è appoggiata anche dal Movimento 5 stelle. Al terzo posto, il sindaco uscente Francesco Italia: supportato da alcune liste civiche; ipotesi ballottaggio concreta.

Vicinissimo alla vittoria Cateno De Luca che si appresta a diventare il nuovo sindaco di Taormina (Me). È di oltre il 56,3% per cento il dato definitivo nei 128 Comuni siciliani interessati dalle elezioni amministrative. Complessivamente hanno votato 756.144 cittadini su 1.340.983 aventi diritto.

Mostre, oltre 126mila visitatori per “Jago, Banksy, TvBoy” a Bologna

Mostre, oltre 126mila visitatori per “Jago, Banksy, TvBoy” a BolognaRoma, 29 mag. (askanews) – Chiude con 126.398 visitatori la mostra “Jago, Banksy, TvBoy e altre storie controcorrente” a Palazzo Albergati. Il pubblico – sia italiano che straniero – ha accolto con entusiasmo la proposta di Arthemisia, che ha scelto la città di Bologna per presentare in anteprima la mostra più “controcorrente” del momento, con tre grandi artisti della scena artistica contemporanea, molto discussi e molto amati.

Attraverso l’esposizione di 60 capolavori di Jago, Banksy, TvBoy (ma anche Obey, Mr. Brainwash, Ravo, Laika e Pau), la mostra ha messo in dialogo alcune delle storie più estreme e trasgressive della public art italiana e internazionale, suscitando riflessioni e reazioni sui più scottanti temi sociali di oggi. Un successo per gli artisti, ma anche per Arthemisia – che si conferma un fondamentale promotore anche dell’arte contemporanea – e per la Città di Bologna, divenuta negli ultimi anni una delle principali mete culturali italiane.

Come dichiara la Presidente di Arthemisia Iole Siena: “Per la mostra di Bologna abbiamo selezionato artisti di grande intelligenza, capaci di comunicare in maniera immediata col grande pubblico sui temi più attuali e spinosi della contemporaneità. Mi fa molto piacere che la mostra abbia avuto il successo meritato e sono orgogliosa di aver contribuito ancora una volta a confermare la centralità di Palazzo Albergati di Bologna nella programmazione culturale italiana”.

Meloni si intesta vittoria: premiato buongoverno. E guarda a Europee

Meloni si intesta vittoria: premiato buongoverno. E guarda a EuropeeRoma, 29 mag. (askanews) – Giorgia Meloni non ha mai nascosto di ritenere qualsiasi elezione, persino le amministrative spesso fortemente condizionate da logiche locali, anche un giudizio sull’operato del governo. E a sette mesi dalla nascita del suo esecutivo, questa tornata amministrativa che vede il centrodestra vincere praticamente ovunque, viene considerato nel suo staff la conferma che persino dalla plancia di comando, dove si devono fare i conti con la realtà molto più che stando all’opposizione, la sua leadership non ha subito smacchi.

A Catania la vittoria è a mani basse, ma in fondo era attesa. Il superamento della ‘linea rossa’, la conquista di Ancona al ballottaggio, è il trionfo da esibire, il risultato per cui la premier non ha paura di usare l’aggettivo storico, la dimostrazione – dice – che “non esistono più le roccaforti”. “Voglio ringraziare – afferma – tutti i cittadini che hanno scelto di accordare la loro fiducia al centrodestra e hanno premiato il nostro buongoverno, le nostre proposte e la nostra concretezza”. Una prova di forza (pur nella debolezza delle opposizioni) che arriva in un momento in cui l’esecutivo deve risolvere il problema con la P maiuscola, quella gestione dei fondi del Pnrr che possono fare la differenza per il futuro e su cui è in corso una interlocuzione con l’Ue che spesso somiglia a un braccio di ferro.

Ed è per questo che dentro Fratelli d’Italia si considera questa tornata elettorale, pur circoscritta ad alcune città, una prova generale ben riuscita delle elezioni a cui tutti già guardano nonostante manchi un anno esatto. Le Europee, con il sistema di voto proprozionale, non sono soltanto un modo per registrare i rapporti di forza interni alla maggioranza. Per Meloni è soprattutto l’opportunità di raggiungere un obiettivo al quale ormai lavora da mesi: cambiare l’asse di forza a Bruxelles, sostituendo il Pse con i Conservatori nell’alleanza con il Ppe. L’esito del voto spagnolo, che ha convinto il premier Pedro Sanchez a convocare elezioni anticipate, viene apertamente letto dai dirigenti del partito di Meloni come un’onda lunga che può arrivare fino a Strasburgo, anche se in Spagna l’alleanza tra Popolari e Vox, partito che fa parte dei conservatori, è tutt’altro che strutturale. “E’ l’antipasto di quello che ci auguriamo accada alle prossime elezioni politiche spagnole e, pochi mesi dopo, anche a Bruxelles”, dice il capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al Parlamento europeo, Carlo Fidanza. In questo progetto, Meloni può contare sulla sponda di Manfred Weber, che peraltro tra dieci giorni sarà in Italia, anche se non tutto il Ppe spinge in quella direzione.

Ma di alleanze da un po di tempo ragiona anche la Lega di Matteo Salvini, ora nel gruppo Identità e democrazia, che vuole evitare il rischio di rimanere isolato in Europa. Oggi il Consiglio federale ha dato mandato al segretario di “avviare una “interlocuzione a 360 gradi”. Un argomento di cui il vicepremier ha parlato anche con Silvio Berlusconi nella visita fatta oggi ad Arcore.

La sfida nei Capoluoghi la vince il centrodestra: 9a3

La sfida nei Capoluoghi la vince il centrodestra: 9a3Roma, 29 mag. (askanews) – Una tornata primaverile di elezioni comunali, quella iniziata col primo turno del 14 e 15 maggio scorsi e terminata oggi con i ballottaggi, conclusasi con una schiacciante vittoria del centrodestra sul centrosinistra. Erano tredici i Comuni capoluoghi di Provincia chiamati alle urne: Ancona, Brescia, Brindisi, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Treviso e Vicenza. Bilancio finale: 9 a 3 per il centrodestra, con Terni finita al “civico” Stefano Bandecchi, ma sostenuto da liste molto vicine al centrodestra. Due i Comuni passati dal centrosinistra al centrodestra: Ancona e Brindisi. Due i Comuni passati dal centrodestra al centrosinistra: Latina e Vicenza.

Al primo turno, quindi con un candidato che aveva superato il 50% dei consensi, erano andati al centrodestra Latina, Imperia, Sondrio, Treviso, mentre Brescia e Teramo erano andati al centrosinistra. Ai ballottaggi di ieri e oggi sono finite sette città, cinque delle quali state vinte dai candidati di Fdi, Lega e Fi. I partiti di governo hanno conquistato nuovamente le tre ex roccaforti rosse della Toscana: Pisa, Massa e Siena. A Pisa Michele Conti ha ottenuto la riconferma con circa il 52% dei voti, a Siena ha vinto Fabio Nicoletta col 52,15% e a Massa ha fatto il bis Francesco Persiani col 54,36%. Il centrodestra ha strappato al centrosinistra Ancona, unico capoluogo di Regione al voto, dove ha vinto Daniele Silvetti col 51,73%. Vittoria del candidato di Fdi-Lega-Fi anche a Brindisi, dove Giuseppe Marchionna l’ha spuntata col 53,99% sul candidato di Pd-M5s Roberto Fusco. Solo a Vicenza si è affermato il centrosinistra con Giacomo Possamai, che ha vinto sul filo di lana con il 50,54%, conquistando una città storicamente governata dalla destra. A Terni, come si ricordava, ha invece prevalso Stefano Bandecchi. Il patron della Ternana, candidato civico sostenuto da liste di estrema destra, ha battuto anche il candidato di Lega, Fdi e Fi.

Per quanto riguarda il primo turno a Imperia era stato confermato il sindaco uscente, l’ex ministro del governo Berlusconi Claudio Scajola. La candidata del centrodestra Matilde Celentano, aveva fatto man bassa di voti a Latina, battendo l’ex sindaco di centrosinistra Damiano Coletta. Non era cambiato l’inquilino al comune di Sondrio, Marco Scaramellini, sindaco uscente del centrodestra. Anche al Comune di Treviso non era cambiato il primo cittadino: Marco Conte, sindaco uscente del centrodestra. A Brescia si era invece affermata Laura Castelletti, ex vicesindaco del centrosinistra, mentre a Teramo la coalizione Pd-M5s aveva portato a casa il successo del sindaco uscente, Gianguido D’Alberto.

In Sardegna ad Assemini avanti Puddu. A Iglesias Usai

In Sardegna ad Assemini avanti Puddu. A Iglesias UsaiRoma, 29 mag. (askanews) – Scrutinio a rilento in Sardegna per il primo turno di elezioni amministrative, dove si rinnovano i sindaci e i consigli comunali in 39 città. Solo due di queste superano i 15mila abitanti: Assemini (in provincia di Cagliari) e Iglesias (provincia di Sud Sardegna).

Ad Assemini, quando sono state scrutinate 3 sezioni su 22, il candidato di Centro Mario Puddu è in testa col 38,41% delle preferenze, seguito dal candidato del centrodestra (Fdi-Lega-Fi) Niside Muscas (33,45%) e dal candidato del centrosinistra (Pd-M5s) Diego Corrias, al 28,14%. A Iglesias, quando sono state scrutinate 4 sezioni su 32, è nettamente in testa il candidato di Pd e liste civiche di sinistra Mauro Usai (67,35%), che potrebbe vincere sin dal primo turno. Segue il candidato centrista Beppe Pes (al 29,29%).

Alle Comunali nei capoluoghi vince il centrodestra per 9 a 3

Alle Comunali nei capoluoghi vince il centrodestra per 9 a 3Roma, 29 mag. (askanews) – Una tornata primaverile di elezioni comunali, quella iniziata col primo turno del 14 e 15 maggio scorsi e terminata oggi con i ballottaggi, conclusasi con una schiacciante vittoria del centrodestra sul centrosinistra. Erano tredici i Comuni capoluoghi di Provincia chiamati alle urne: Ancona, Brescia, Brindisi, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Treviso e Vicenza. Bilancio finale: 9 a 3 per il centrodestra, con Terni finita al “civico” Stefano Bandecchi, ma sostenuto da liste molto vicine al centrodestra. Due i Comuni passati dal centrosinistra al centrodestra: Ancona e Brindisi. Due i Comuni passati dal centrodestra al centrosinistra: Latina e Vicenza.

Al primo turno, quindi con un candidato che aveva superato il 50% dei consensi, erano andati al centrodestra Latina, Imperia, Sondrio, Treviso, mentre Brescia e Teramo erano andati al centrosinistra. Ai ballottaggi di ieri e oggi sono finite sette città, cinque delle quali state vinte dai candidati di Fdi, Lega e Fi. I partiti di governo hanno conquistato nuovamente le tre ex roccaforti rosse della Toscana: Pisa, Massa e Siena. A Pisa Michele Conti ha ottenuto la riconferma con circa il 52% dei voti, a Siena ha vinto Fabio Nicoletta col 52,15% e a Massa ha fatto il bis Francesco Persiani col 54,36%. Il centrodestra ha strappato al centrosinistra Ancona, unico capoluogo di Regione al voto, dove ha vinto Daniele Silvetti col 51,73%. Vittoria del candidato di Fdi-Lega-Fi anche a Brindisi, dove Giuseppe Marchionna l’ha spuntata col 53,99% sul candidato di Pd-M5s Roberto Fusco. Solo a Vicenza si è affermato il centrosinistra con Giacomo Possamai, che ha vinto sul filo di lana con il 50,54%, conquistando una città storicamente governata dalla destra. A Terni, come si ricordava, ha invece prevalso Stefano Bandecchi. Il patron della Ternana, candidato civico sostenuto da liste di estrema destra, ha battuto anche il candidato di Lega, Fdi e Fi.

Per quanto riguarda il primo turno a Imperia era stato confermato il sindaco uscente, l’ex ministro del governo Berlusconi Claudio Scajola. La candidata del centrodestra Matilde Celentano, aveva fatto man bassa di voti a Latina, battendo l’ex sindaco di centrosinistra Damiano Coletta. Non era cambiato l’inquilino al comune di Sondrio, Marco Scaramellini, sindaco uscente del centrodestra. Anche al Comune di Treviso non era cambiato il primo cittadino: Marco Conte, sindaco uscente del centrodestra. A Brescia si era invece affermata Laura Castelletti, ex vicesindaco del centrosinistra, mentre a Teramo la coalizione Pd-M5s aveva portato a casa il successo del sindaco uscente, Gianguido D’Alberto.

Kosovo, Meloni: attacco inaccettabile e irresponsabile

Kosovo, Meloni: attacco inaccettabile e irresponsabileRoma, 29 mag. (askanews) – “A nome mio e del Governo, esprimo i miei più sinceri sentimenti di vicinanza ai militari italiani che sono rimasti feriti durante i disordini in Kosovo”. Lo afferma in una nota la premier, Giorgia Meloni.

“Esprimo inoltre – aggiunge- la più ferma condanna dell’attacco avvenuto a danno della missione Kfor che ha coinvolto anche militari di altre nazioni. Quanto sta accadendo è assolutamente inaccettabile e irresponsabile. Non tollereremo ulteriori attacchi nei confronti di Kfor. È fondamentale evitare ulteriori azioni unilaterali da parte delle Autorità kosovare e che tutte le parti in causa facciano immediatamente un passo indietro contribuendo all’allentamento delle tensioni”. “L’impegno del Governo italiano per la pace e per la stabilità dei Balcani occidentali – sottolinea Meloni – è massimo e continueremo a lavorare con i nostri alleati. Confermo ai militari italiani la mia vicinanza e la forte gratitudine del Governo per la straordinaria professionalità e l’encomiabile spirito di servizio che dimostrano in ogni circostanza”.

Ciclismo storico, 2.200 ciclisti per Eroica Montalcino

Ciclismo storico, 2.200 ciclisti per Eroica MontalcinoRoma, 29 mag. (askanews) – Oltre 2.200 ciclisti, provenienti da 39 Paesi al mondo, hanno preso parte all’Eroica Montalcino. La capitale del Brunello ha ospitato, infatti, la settima Eroica dell’evento nato sulla scia del fenomeno L’Eroica di Gaiole in Chianti che va conquistando sempre appassionati da tutto il mondo. Un mix di grande passione popolare, senza limiti di generazione e confini geografici: “Eroica ha tanti meriti, tutti guadagnati sul campo – dichiara Giancarlo Brocci – ideatore de L’Eroica – con certezza assoluta gli eventi Eroica producono sempre più gioia e felicità. Sia in Italia che in giro per il mondo la contaminazione non conosce limiti”. “Tutto è andato a meraviglia – aggiunge Franco Rossi, presidente di Eroica Italia – siamo felicissimi che ci siano sempre più persone che vengono a Eroica Montalcino. Aumentano gli eventi collaterali, crescono l’entusiasmo e l’impegno delle tante realtà sul territorio. Mi corre l’obbligo di ringraziare i tanti volontari, le associazioni che ci hanno aiutato nell’allestimento dei ristori e dei percorsi, le Forze dell’Ordine tutte, le Istituzioni e il territorio tutto. Tutti bravissimi”.

Il percorso più pedalato è stato quello dei 79 chilometri con ben 684 ciclisti, Il percorso di 96 chilometri è stato scelto da 566 ciclisti. Quello più lungo, di ben 153 chilometri, da 472 ciclisti. I due percorsi più corti sono stati scelti da 423 ciclisti (46 chilometri), 69 sono stati i ciclisti che hanno pedalato il percorso di 27 chilometri. Dei 2214 partecipanti gli stranieri sono stati 487 da 39 Paesi, ben 243 le donne sui pedali.

Piano Weber su Europee agita la Lega: ora incontri a 360 gradi

Piano Weber su Europee agita la Lega: ora incontri a 360 gradiMilano, 29 mag. (askanews) – Il confronto sulla collocazione europea è ancora in alto mare, l’approdo lontano. Ma al termine del Consiglio Federale, appare chiara la volontà della Lega di uscire dal cul de sac dove – paradossalmente – è finita a seguito del suo miglior risultato elettorale di sempre, quel 34% che nel 2019 regalò al Carroccio 28 seggi a Strasburgo. Una necessità ancora più impellente alla luce del progetto di Manfred Weber per portare i Conservatori, e quindi Fratelli d’Italia, ad allearsi col Ppe.

L’obiettivo è “essere determinanti”, si legge nella nota diffusa dalla Lega, l’auspicio quello di costruire “un centrodestra alternativo alla sinistra, come in Italia e alle amministrative in Spagna”. Ovvero popolari e sovranisti. E spezzare così “l’asse tra Ppe e Socialisti” su cui la Lega “conferma il giudizio negativo”. Una formula che mette tutti d’accordo nel Carroccio: chi vorrebbe entrare nel Ppe ma anche i fautori del gruppo sovranista Identità e Democrazia, diventato però l’ostacolo per spendere in maniera politicamente proficua i voti. Così come tutti sono d’accordo sul contrasto alle “politiche ideologiche contro lavoro, sviluppo, auto, casa, famiglia e made in Italy”. Il punto è come. Un anno abbondante se ne è andato nel tentativo di una missione impossibile, costruire un nuovo gruppo di destra che unisse la maggior parte dei partiti attualmente divisi tra ID e i Conservatori, e dunque mettendo insieme la Le Pen con i polacchi di Morawiecki, la Lega con FdI. Tentativo naufragato. Ora il Federale dà mandato a Salvini di condurre “incontri a 360 gradi”, e dunque anche guardando al Ppe.

Ipotesi di cui si è accennato anche nell’incontro con Silvio Berlusconi ad Arcore: visita “più umana che politica”, si spiega, ma in cui l’ex premier avrebbe rinnovato l’invito a Salvini a entrare nel Ppe, col segretario leghista che stavolta non avrebbe troncato nettamente il discorso. Del resto, l’ipotesi di un accordo tra Popolari e Conservatori rischia ancora di lasciare ai margini una Lega ancora nell’abbraccio mortale di Afd e Le Pen.

Comunali, Meloni: il centrodestra vince, premiato il nostro buongoverno

Comunali, Meloni: il centrodestra vince, premiato il nostro buongovernoRoma, 29 mag. (askanews) – “Il centrodestra vince queste elezioni amministrative e conferma il suo consenso tra gli italiani, il suo radicamento, la sua forza. Voglio ringraziare tutti i cittadini che hanno scelto di accordare la loro fiducia al centrodestra e hanno premiato il nostro buongoverno, le nostre proposte e la nostra concretezza”. L’ha affermato, tra le altre cose, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio in cui ha commentato l’esito delle amministrative.