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Dal Marateale a Hollywood, il corto “In the Shadow of the Cypress”

Dal Marateale a Hollywood, il corto “In the Shadow of the Cypress”Roma, 24 gen. (askanews) – “In the Shadow of the Cypress”, il corto che ha vinto il concorso “Marateale in Short” dello scorso anno al Festival del Cinema “Marateale – Premio Internazionale Basilicata”, è entrato ufficialmente tra i cinque corti candidati al Premio Oscar.


La kermesse cinematografica “Marateale” , che si svolge ogni anno a Maratea, definita per la sua bellezza “la Perla del Tirreno”, è organizzata e diretta da Antonella Caramia e da Nicola Timpone, rispettivamente Presidente e Direttore artistico, i quali hanno accolto con entusiasmo la notizia dell’ingresso del cortometraggio tra i candidati agli Oscar. “Siamo entusiasti di annunciare che il cortometraggio “In the Shadow of the Cypress”, vincitore del Concorso Marateale In Short e qualificatosi per i Premi Oscar insieme a Voce Spettacolo, è stato ufficialmente inserito nella cinquina dei candidati agli Academy Awards 2025″ hanno dichiarato soddisfatti Antonella Caramia e Nicola Timpone, i quali hanno aggiunto: “La cerimonia di premiazione si terrà a Los Angeles il 2 marzo 2025”.


“Questa importante notizia ci rende orgogliosi ed attesta l’importanza del Festival del Cinema Marateale, sia a livello nazionale, sia a livello internazionale” ha dichiarato Timpone, il quale ha aggiunto: “un riconoscimento che premia il grande lavoro svolto”.

A Milano “Kiss Me Licia il Musical” a 40 anni da prima puntata cartone

A Milano “Kiss Me Licia il Musical” a 40 anni da prima puntata cartoneRoma, 24 gen. (askanews) – Erano le 8.00 di sera di martedì 10 settembre 1985 e Italia1 stava per trasmettere la prima puntata di un cartone animato di produzione giapponese destinato a cambiare e arricchire il patrimonio culturale pop di tutti quei ragazzini (e, in maniera indiretta anche dei loro genitori) che lo stavano guardando.


Si trattava di Kiss Me Licia, anime nato dal manga Aishite Knight di Kaoru Tada, accolto con freddezza nella sua terra natia ma successo clamoroso in Europa e in Italia in particolar maniera, dove ha registrato più di 4 milioni di spettatori a puntata per tutta la sua messa in onda. Sono passati quasi 40 anni da quella sera: è il 2025 e Licia, Mirko, Satomi, Andrea e il gatto Giuliano, Marrabbio, Marika e Manuela sono pronti a “riprendere vita” in Kiss Me Licia Il Musical dell’autore, regista e produttore Thomas Centaro.


L’emozionante favola moderna a tempo di rock ‘n’ roll, indelebile nella mente di chi è stato ragazzino negli anni ’80, torna infatti in scena venerdì 21 e sabato 22 marzo 2025 all’EcoTeatro di Milano (Via Fezzan, 11 | ore 20.30 a 10 anni dal suo debutto e dai 3 sold out collezionati con il titolo “Kitsch Me Licia”. Guest star dei due appuntamenti il doppiatore Pietro Ubaldi, che tornerà a dare la voce dal vivo al gattone arancione. “Kiss Me Licia è un musical innovativo che celebra l’amore e la musica. Lo spettacolo non vuole semplicemente calcare le vicende del manga di Kaoru Tada, del cartone animato o del telefilm, presenta invece un’esperienza teatrale unica grazie all’adattamento che ho scritto di mio pugno e approvato, sostenuto e incoraggiato dalla proprietà dei diritti dal Giappone. Quando il cartone è uscito nel 1985 io avevo tre anni e mezzo, eppure ricordo bene quella sigla che ascoltavo a ripetizione su Fivelandia 3. Mai avrei pensato di farne un musical – racconta l’autore, regista e produttore Thomas Centaro – e invece…Undici anni fa mi trovavo in autostrada (Free way!) quando ho avuto questa bizzarra ispirazione: ero in cerca di un titolo che celebrasse gli anni ’80, una storia di cui non esistesse già un musical e che unisse amore e musica, così ho pensato subito a Licia e i Bee Hive”.


Idea che si è tradotta in più di due anni di sviluppo creativo e di scrittura, ma soprattutto di studio, a cui Centaro si è dedicato insieme al direttore artistico del musical, il fratello Andrea. Tutto nel musical, infatti, è frutto di ricerche approfondite e studio su materiale d’epoca, tra immagini, riviste cartacee originali e videoclip, con l’obiettivo di ricreare una gamma di ambienti, texture e palette di colori che restituissero l’esatta collocazione storica della vicenda. “Nessuna operazione nostalgica: qui gli anni ’80 non sono un pretesto stilistico, sono sia la cornice che il fulcro del contesto narrativo – commenta Andrea Centaro – Seppure nella finzione del teatro, rendere reale un mondo nato dalle tavole di un manga è un fantastico esempio di come diversi elementi di design e produzione interagiscano quando l’immagine originale viene rispettata a pieno. Così gli anni ’80 ispirano e rivivono grazie alla fusione di artigianalità e tecnologia, tra scenografie, costumi e oggetti di scena, per un’attualissima idea di Teatro”. E così, grazie anche all’ausilio di scenografie digitali, combinate a green screen, effetti speciali e props originali dell’epoca come il mangiadischi arancione della Penny e il barattolo di cacao Sprint, per due sere sembrerà di affacciarsi nella camera di Licia, di camminare tra i tavoli del bar Loose o del mitico Mambo, di cui è stato ricreato ad hoc anche l’inconfondibile telefono rosa. “Abbiamo volutamente scelto di tenere come unica linea guida l’anime giapponese: volevamo che fosse il pubblico ad andare ad attingere nei propri ricordi alle scene del cartone animato, riconoscendo all’istante la cura e l’aderenza alla raffigurazione dei personaggi” – prosegue Thomas Centaro.


Non solo oggetti e scenografie. Oggetto di ricerca e studio approfondito sono stati anche i brani musicali: scelti con attenzione nel repertorio del 1986, per meglio delineare la frontiera temporale dell’anno in cui si ambienta lo spettacolo teatrale, e che andranno ad affiancare le canzoni iconiche del cartone animato che tutti, almeno una volta, abbiamo anche solo canticchiato. Spandau Ballet, Europe, Bon Jovi, Queen e A-Ha, Cyndi Lauper, Samantha Fox, Billy Joel, Blondie, Culture Club, Nikka Costa, Spagna, Bonnie Tyler e di molti altri: brani internazionali intramontabili, parte integrante della narrazione e non semplice accompagnamento, vestiti in stile musical grazie agli arrangiamenti orchestrali e acustici di Elena Centaro, composer e music producer che per l’occasione ha composto il brano inedito “Per Sognare”, in uscita sulle piattaforme digitali, e alla ricchezza dei cori diretti da Claudio Albertini, i cui testi sono stati tradotti in italiano dallo stesso regista dello spettacolo nel totale rispetto di metrica e assonanze con le versioni originali. Le coreografie, invece, sono curate da Bruno Giotta, che collabora con il regista da 10 anni. E così, eccoci quasi pronti ad assistere alle avventure di Licia (Silvia Romeo), studentessa universitaria e cameriera al Mambo, il ristorante gestito da Marrabbio, il suo gelosissimo papà (Andrea Bonati). E poi il piccolo Andrea (Annalisa Longo), e il suo gatto Giuliano, che, per l’occasione, ritroverà dal vivo la sua voce originale, quella di Pietro Ubaldi. E ancora la migliore amica Manuela (Elena Centaro), Satomi (Alessandro Fortarezza), cliente fisso del Mambo di cui Licia è platonicamente innamorata, e Mirko (Thomas Centaro), ragazzo biondo con un bizzarro ciuffo rosso con cui Licia si “incontra e si scontra”, rispettivamente tastierista e frontman del gruppo rock dei Bee Hive e la loro scontrosa manager Marika (Alessandra Ruta). “Sogni e fallimenti, amicizie e orgoglio, amori e delusioni, sentimenti e scontri generazionali, risate e lacrime, passi avanti e passi indietro a tempo di rock ‘n’ roll. Kiss Me Licia è un musical che si rivolge ad una platea eterogenea, che spero possa amarlo come io ho amato realizzarlo, da quei piccoli telespettatori di un tempo che oggi hanno qualche anno in più, ai più giovani, che possono riscoprire Licia e i Bee Hive per la prima volta riflettendo su ciò che siamo e che siamo stati – conclude Thomas Centaro – Un’esperienza che vorrei davvero possa essere indimenticabile per tutta la famiglia, per i cultori dei manga e degli anime, per chi crede nei buoni sentimenti, o più semplicemente per chi gli anni ’80 li ha vissuti in soggettiva, perché “Per crescere ci si mette una vita, per tornare bambini basta una canzone”.

Biennale Architettura 2025. Indetta una call per TerraeAquae

Biennale Architettura 2025. Indetta una call per TerraeAquaeMilano, 24 gen. (askanews) – Nell’ambito di “TerraeAquae. L’Italia e l’intelligenza del mare”, progetto espositivo del Padiglione Italia alla 19esima Mostra Internazionale d’Architettura – La Biennale di Venezia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, la curatrice Guendalina Salimei lancia una call aperta a progettisti, studiosi e operatori della cultura, volta a raccogliere contributi progettuali, teorici e multimediali sul ripensamento del rapporto tra terra e mare delle aree costiere e portuali. Scadenza per la presentazione delle proposte: lunedì 3 marzo 2025 (ore 23.59) Lo scopo è quello di tracciare nuove rotte per il futuro attraverso la raccolta di proposte sperimentali generate da un’intelligenza collettiva impegnata nella risoluzione dei problemi legati alle condizioni ambientali del mare e al patrimonio marino e costiero italiano.


È un invito a immaginare la “forma del mare”, prefigurando visioni futuribili o utopiche, progetti e desideri per tutti quei luoghi di frontiera tra terra e mare in cui le regole dell’abitare sono assoggettate a una costante riconfigurazione in relazione alle leggi della natura e dell’uomo. Si vuole così stimolare una riflessione su temi architettonici, urbanistici, ambientali, umanistici e geopolitici, sviluppando nuove idee che possano diventare inneschi di azioni in contesti diversi, concretizzandosi in laboratori di sperimentazione e ricerca avanzata. (Foto: Padiglione Italia 2025 – Guendalina Salimei www.creativitacontemporanea.cultura.gov.it )

BlackRock, Fink: troppo pessimismo in Europa, è ora di investirci

BlackRock, Fink: troppo pessimismo in Europa, è ora di investirciRoma, 24 gen. (askanews) – “C’è troppo pessimismo in Europa. E lo dice qualcuno che è stato pessimista sull’Europa per 10 anni”. Anzi “ritengo che forse sia arrivato il momento di investire di nuovo in Europa. Vedo tanti problemi, ma penso che il pessimismo sia troppo alto”. Parola di Laurence (Larry) Douglas Fink, numero uno del gigante degli investimenti BlackRock durante un dibattito al durante un dibattito al World Economic Forum, a Davos, in Svizzera.


“Per gli Usa – ha proseguito – penso che la prospettiva sia la continuazione della sue forza. Qualunque impresa, grande o piccola, può trovare capitali e questa queste fondamenta le conferiscono una abilità, per la forza dei suoi mercati dei capitali, di ricostruirsi e cambiare direzione, e modificarsi più velocemente di qualunque altra economia nel mondo. Trump è capace di sbloccare capitali con meno regolamentazione e questo consente agli Usa di essere meno vincolati dai suoi problemi di bilancio. Non c’è troppo ottimismo negli Usa – ha concluso – e forse ce n’è troppo poco qui in Europa”. (fonte immagine: World Economic Forum).

Lagarde: “Forte fiducia che inflazione stia andando verso il basso”

Lagarde: “Forte fiducia che inflazione stia andando verso il basso”Roma, 24 gen. (askanews) – Nell’area euro i dati preliminari più recenti sull’inflazione l’hanno indicata al 2,4% “e ci sta una forte fiducia che sia andando verso il basso piuttosto che verso l’alto”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un dibattito al World Economic Forum, a Davos, in Svizzera, ricordando tuttavia che parlava nel “periodo di quiete”, la settimana che precedente il Consiglio direttivo sui tassi, in cui gli esponenti della Bce si astengono dal rilasciare commenti sulla politica monetaria.

Cassano (prima presidente Cassazione): serve rispetto reciproco tra istituzioni

Cassano (prima presidente Cassazione): serve rispetto reciproco tra istituzioniRoma, 24 gen. (askanews) – I magistrati sono impegnati a realizzare “i più alti valori espressi dalla Costituzione” e questo “sforzo” necessita “di essere accompagnato da un contesto improntato al rispetto reciproco fra le varie istituzioni dello Stato, a razionalità, pacatezza, equilibrio: un vero e proprio patto per lo Stato di diritto in grado di alimentare la fiducia dei cittadini nei confronti di tutti gli organi cui la Carta fondamentale assegna l’esercizio di funzioni sovrane”. Così la prima presidente della Cassazione, Margherita Cassano, nel suo intervento alla inaugurazione dell’anno giudiziario.


I dati “restituiscono un’immagine della magistratura diversa da quella oggetto di abituale rappresentazione e posta a base di progetti riformatori”, ha spiegato ancora Cassano. “Una magistratura che, conscia delle sue responsabilità, cerca di assolvere al meglio i propri doveri con spirito di collaborazione, tensione ideale, impegno professionale, senso del limite e della misura, ascolto attento delle ragioni altrui nella convinzione che un confronto costruttivo costituisce un prezioso stimolo a migliorare”. Insomma “una magistratura consapevole che la testimonianza offerta nella trattazione del singolo caso sarà assunta dalla persona interessata come paradigma del funzionamento dell’intera struttura giudiziaria e che, quindi, sempre alto e costante deve essere il rigore etico professionale. Una magistratura che, in nome di una presunta efficienza, non intende farsi acriticamente lusingare dalle prospettive dell’intelligenza artificiale che 18non potrà mai sostituirsi al processo decisionale del giudice e allo sforzo di ricercare e comprendere le complesse vicende umane celate dietro la vicenda giudiziaria”.


Quindi “una magistratura che, in un dialogo sempre fecondo con l’avvocatura, co-protagonista ineliminabile, e con le altre giurisdizioni nazionali e sovranazionali, è protesa a fornire tutela effettiva ai diritti fondamentali e a dare il proprio contributo ad una cultura europea che ponga al centro della propria riflessione la dignità della persona nelle sue molteplici sfaccettature quale pre-condizione di un processo di integrazione e di pace”.

Papa Francesco: l’informazione non si faccia strumento di logiche di odio

Papa Francesco: l’informazione non si faccia strumento di logiche di odioCittà del Vaticano, 24 gen. (askanews) – “Troppo spesso oggi la comunicazione non genera speranza, ma paura e disperazione, pregiudizio e rancore, fanatismo e addirittura odio”. Questa l’amara constatazione di Papa Francesco nel suo Messaggio per la 59.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali sul tema: “Condividete con mitezza la speranza che sta nei vostri cuori”, reso noto oggi.


Una analisi cruda, quella del pontefice sull’attuale sirtema comunicativo nel quale si aggiunge che “troppe volte essa semplifica la realtà per suscitare reazioni istintive; usa la parola come una lama; si serve persino di informazioni false o deformate ad arte per lanciare messaggi destinati a eccitare gli animi, a provocare, a ferire”.Da qui il suo nuovo invito a “disarmare” la comunicazione, “di purificarla dall’aggressività. Non porta mai buoni frutti ridurre la realtà a slogan. – scrive infatti Francesco nel suo Messaggio – Vediamo tutti come: dai talk show televisivi alle guerre verbali sui social media, rischi di prevalere il paradigma della competizione, della contrapposizione, della volontà di dominio e di possesso, della manipolazione dell’opinione pubblica”. Ma il Papa indica anche un altro “fenomeno preoccupante: quello che potremmo definire della ‘dispersione programmata dell’attenzione’ attraverso i sistemi digitali, che, profilandoci secondo le logiche del mercato, modificano la nostra percezione della realtà. Succede così che assistiamo, spesso impotenti, – nota Francesco – a una sorta di atomizzazione degli interessi, e questo finisce per minare le basi del nostro essere comunità, la capacità di lavorare insieme per un bene comune, di ascoltarci, di comprendere le ragioni dell’altro”. Sembra allora che, conclude, “individuare un ‘nemico’ contro cui scagliarsi verbalmente sia indispensabile per affermare sé stessi. E quando l’altro diventa ‘nemico’, quando si oscurano il suo volto e la sua dignità per schernirlo e deriderlo, viene meno anche la possibilità di generare speranza”.


Oggi le nostre società
si trovano a vivere in un “tempo segnato dalla disinformazione e
dalla polarizzazione, dove pochi centri di potere controllano una
massa di dati e di informazioni senza precedenti”. Parte da
questa constatazione Papa Francesco per rivolgersi direttamente
ai comunicatori e ai giornalisti “nella consapevolezza di quanto
sia necessario – oggi più che mai – il vostro lavoro”, perchè
“c`è bisogno del vostro impegno coraggioso nel mettere al centro
della comunicazione la responsabilità personale e collettiva
verso il prossimo”.“Pensando al Giubileo che celebriamo quest`anno come un periodo
di grazia in un tempo così travagliato, vorrei – scrive Francesco
gli operatori della comunicazione – con questo mio Messaggio
invitarvi ad essere comunicatori di speranza, incominciando da un
rinnovamento del vostro lavoro e della vostra missione secondo lo
spirito del Vangelo”.


 

Giustizia, Cassano: serve rispetto reciproco tra istituzioni

Giustizia, Cassano: serve rispetto reciproco tra istituzioniRoma, 24 gen. (askanews) – I magistrati sono impegnati a realizzare “i più alti valori espressi dalla Costituzione” e questo “sforzo” necessita “di essere accompagnato da un contesto improntato al rispetto reciproco fra le varie istituzioni dello Stato, a razionalità, pacatezza, equilibrio: un vero e proprio patto per lo Stato di diritto in grado di alimentare la fiducia dei cittadini nei confronti di tutti gli organi cui la Carta fondamentale assegna l’esercizio di funzioni sovrane”. Così la prima presidente della Cassazione, Margherita Cassano, nel suo intervento alla inaugurazione dell’anno giudiziario.


I dati “restituiscono un’immagine della magistratura diversa da quella oggetto di abituale rappresentazione e posta a base di progetti riformatori”, ha spiegato ancora Cassano. “Una magistratura che, conscia delle sue responsabilità, cerca di assolvere al meglio i propri doveri con spirito di collaborazione, tensione ideale, impegno professionale, senso del limite e della misura, ascolto attento delle ragioni altrui nella convinzione che un confronto costruttivo costituisce un prezioso stimolo a migliorare”. Insomma “una magistratura consapevole che la testimonianza offerta nella trattazione del singolo caso sarà assunta dalla persona interessata come paradigma del funzionamento dell’intera struttura giudiziaria e che, quindi, sempre alto e costante deve essere il rigore etico professionale. Una magistratura che, in nome di una presunta efficienza, non intende farsi acriticamente lusingare dalle prospettive dell’intelligenza artificiale che 18non potrà mai sostituirsi al processo decisionale del giudice e allo sforzo di ricercare e comprendere le complesse vicende umane celate dietro la vicenda giudiziaria”.


Quindi “una magistratura che, in un dialogo sempre fecondo con l’avvocatura, co-protagonista ineliminabile, e con le altre giurisdizioni nazionali e sovranazionali, è protesa a fornire tutela effettiva ai diritti fondamentali e a dare il proprio contributo ad una cultura europea che ponga al centro della propria riflessione la dignità della persona nelle sue molteplici sfaccettature quale pre-condizione di un processo di integrazione e di pace”.

Papa: pochi centri potere controllano informazioni come mai in passato

Papa: pochi centri potere controllano informazioni come mai in passatoCittà del Vaticano, 24 gen. (askanews) – Oggi le nostre società si trovano a vivere in un “tempo segnato dalla disinformazione e dalla polarizzazione, dove pochi centri di potere controllano una massa di dati e di informazioni senza precedenti”. Parte da questa constatazione Papa Francesco per rivolgersi direttamente ai comunicatori e ai giornalisti “nella consapevolezza di quanto sia necessario – oggi più che mai – il vostro lavoro”, perchè “c’è bisogno del vostro impegno coraggioso nel mettere al centro della comunicazione la responsabilità personale e collettiva verso il prossimo”. Lo fa in un Messaggio per la 59.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali sul tema: “Condividete con mitezza la speranza che sta nei vostri cuori”.


“Pensando al Giubileo che celebriamo quest’anno come un periodo di grazia in un tempo così travagliato, vorrei – scrive Francesco gli operatori della comunicazione – con questo mio Messaggio invitarvi ad essere comunicatori di speranza, incominciando da un rinnovamento del vostro lavoro e della vostra missione secondo lo spirito del Vangelo”.

Arte, Forof inaugura oggi a Roma il suo Public Program

Arte, Forof inaugura oggi a Roma il suo Public ProgramRoma, 24 gen. (askanews) – FOROF, realtà culturale unica che combina archeologia e arte contemporanea, fondata da Giovanna Caruso Fendi, inaugura il suo Public Program venerdì 24 gennaio 2025. Curato da Bartolomeo Pietromarchi, il programma presenta 5 Episodi che da gennaio a giugno 2025 trasformeranno lo spazio di FOROF in un luogo vibrante e di sperimentazione continua.


Ogni episodio attiverà in modo dinamico la mostra site-specific Nimbus Limbus Omnibus dei Gelitin/Gelatin, visitabile fino al 30 giugno 2025. Le performance, concepite appositamente per l’occasione da artisti provenienti da discipline diverse, si configureranno come veri e propri strumenti per amplificare e vivere il tema centrale del progetto espositivo: le libertà. Il Public Program di questa IV Stagione di FOROF prevede, quindi, tre interventi inediti del collettivo viennese Gelitin/Gelatin, una performance del duo artistico (LU. PA), composto da Lulù Nuti e Pamela Pintus, e una dell’artista spagnola Aitana Cordero. L’intento è stimolare un dialogo profondo e coinvolgente tra l’arte, lo spazio e il pubblico, invitando ciascun visitatore a essere protagonista attivo, immergendosi in nuove prospettive di riflessione e partecipazione.


I tre interventi performativi dei Gelitin/Gelatin sono stati pensati per arricchire progressivamente il progetto espositivo site-specific di FOROF, che si sviluppa e si trasforma nel tempo. Ogni performance lascerà una nuova traccia, come una scoperta archeologica in divenire, contribuendo così a svelare gradualmente nuove dimensioni dell’opera I EPISODIO: venerdì 24 gennaio 2025 Gelitin/Gelatin, Coniglio 20 in 25 Il primo episodio celebra il 20° anniversario della leggendaria scultura Hase / Rabbit / Coniglio (2005), un gigantesco coniglio che domina le Alpi Marittime, in Piemonte, realizzato in collavorazione con Pinksummer Contemporary Art. Per questa occasione i Gelitin/Gelatin presentano una performance inedita: 40 minuti di balli, parole, disegni e dipinti dal vivo, indossando costumi da coniglio e comportandosi come tali, trasformando lo spazio in un palcoscenico vivace e coinvolgente. L’opera a cui si ispira la performance, si trova nel remoto villaggio di Artesina, vicino a Cuneo e si presenta come un gigantesco coniglio di oltre 50 metri che sembra cadere dal cielo, con una ferita da cui fuoriescono finte interiora, creando una scena surreale. Hase / Rabbit / Coniglio non è solo una scultura monumentale, ma una presenza che si fonde delicatamente con il paesaggio montano, diventando un’icona visibile da lontano senza mai prevaricarlo. La sua forma accogliente invita i visitatori a interagire con essa, a toccarla e percorrerla, trasformandola in un’esperienza sensoriale e fisica che si integra perfettamente con l’ambiente circostante. Un’opera che si vive, non solo si osserva. La sua creazione iniziò nel 1999, quando un gruppo di cinquanta donne realizzò a maglia il rivestimento in lana rosa, completato cinque anni dopo con un lavoro meticoloso. Le grandi pezze di lana furono riempite di paglia, dando vita a un gigantesco pupazzo imbottito di mille metri cubi di materiale. La comunità locale partecipò entusiasta, celebrando insieme agli artisti il frutto di anni di lavoro collettivo.


A vent’anni di distanza, il coniglio ha subito però un significativo deterioramento a causa dell’esposizione alle intemperie, ma per i Gelitin/Gelatin questo processo di decadenza è parte integrante del loro progetto, un aspetto che celebrano come naturale evoluzione dell’opera. Inoltre, in occasione del primo episodio, venerdì 24 gennaio 2025, sarà presentato in presenza degli artisti il catalogo della mostra Nimbus Limbus Omnibus, curato da Bartolomeo Pietromarchi e Alessandro Sarteanesi, edito da Magonza e stampato in doppia lingua, italiano e inglese. Il volume è il primo catalogo fortemente voluto da FOROF che, come sottolinea Giovanna Caruso Fendi, non si limita a documentare la mostra dei Gelitin/Gelatin, ma intende offrire una riflessione più profonda sulla relazione tra arte contemporanea e archeologia, esplorando i temi, i linguaggi e le pratiche artistiche che definiscono l’identità e la missione di FOROF. Questo volume rappresenta un ulteriore passo nel percorso di costruzione di uno spazio dove ogni progetto diventa un’opportunità per riflettere sul nostro rapporto con il passato e con il futuro, utilizzando l’arte e la cultura come linguaggi attraverso cui raccontare e comprendere il mondo.


Si ringraziano la Galleria MASSIMODECARLO, Galerie Meyer*Kainer e Magonza. PROSSIMI APPUNTAMENTI II Episodio: giovedì 6 marzo 2025 LU. PA Nasce a Cosenza nel 2017 dall’unione delle artiste Lulù Nuti e Pamela Pintus ed esplora, attraverso il rapporto con l’altro, insito nella natura del duo, le dinamiche, i linguaggi e gli strumenti del mondo contemporaneo, per analizzare i sistemi che regolano le relazioni odierne. I progetti di LU. PA nascono da azioni performative, rituali, durante i quali il pubblico diventa protagonista del processo di costruzione di un’opera d’arte. III Episodio: martedì 15 aprile 2025 Gelitin/Gelatin, Festa di compleanno per Leonardo Da Vinci Il collettivo viennese celebra il 573° compleanno di Leonardo da Vinci con una festa ricca di musica, cibo e bevande, creando un’atmosfera gioiosa in onore del grande maestro. L’evento vuole segnare l’atteso ritorno della Gioconda in Italia, celebrato con l’esposizione delle note opere dei Gelitin/Gelatin che reinterpretano il capolavoro leonardiano. La serie, presentata per la prima volta nel 2008 al Musée d’Art Moderne de Paris, è un omaggio audace e giocoso al dipinto più famoso del mondo. Le rielaborazioni in plastilina della Monna Lisa esplorano il concetto di icona culturale, sfidando il suo potere universale sulla memoria collettiva e sulla percezione umana, invitando lo spettatore a interrogarsi sulla sua iconizzazione. Persino le Poste austriache hanno lodato una delle loro versioni più insolite della Gioconda, stampando l’immagine su un francobollo speciale. IV Episodio: giovedì 29 maggio 2025 Aitana Cordero Coreografa, regista, artista spagnola, Aitana Cordero (Madrid, 1979) dal 2000 sviluppa i propri progetti sotto forma di oggetti, installazioni, performance, coreografie, eventi, film, video, testi, proposte culinarie. Alcuni degli interessi artistici ricorrenti nel suo lavoro e nella sua ricerca sono l’incontro tra corpi, l’intimità, la sensualità, la fisicità della violenza e l’esplorazione dei protocolli e delle convenzioni delle arti performative. V Episodio: ultimo fine settimana di giugno 2025 Gelitin/Gelatin, Laocoonte I protagonisti della Stagione IV chiudono la mostra Nimbus Limbus Omnibus con la performance intitolata Laocoonte, un intervento che trasforma gli artisti stessi nel celebre gruppo scultoreo del Laocoonte e i suoi figli, un capolavoro che racconta la drammatica morte del sacerdote troiano, Laocoonte, e dei suoi figli, assaliti da due serpenti marini inviati da Atena e Poseidone. Come nella scultura, la performance diventa una rappresentazione teatrale di dolore e resistenza, una riflessione sulla vulnerabilità umana e sul confronto con forze incontrollabili. Con Laocoonte, i Gelitin/Gelatin sfidano la distanza tra il classico e il contemporaneo, rendendo l’opera un’esperienza vivente e trascinante. Con l’aiuto di alcuni artisti/performer che mescoleranno il gesso e il polistirolo, i quattro artisti si trasformeranno in una forma solida, accompagnati da musica dal vivo. *** FOROF è una realtà unica a Roma che combina archeologia e arte contemporanea, storia e sperimentazione, offrendo servizi diversificati e una proposta culturale innovativa. Fondato da Giovanna Caruso Fendi nel 2022, FOROF attua un modello inedito di imprenditoria culturale con la volontà di generare un impatto sociale positivo e duraturo grazie a un programma basato sull’idea di un luogo di cultura e scambio in cui passato e presente si confrontano. FOROF occupa gli spazi dello storico Palazzo del Gallo di Roccagiovine, di fronte alla Colonna Traiana ai Fori Imperiali, e conserva negli ambienti ipogei, in convenzione con la Soprintendenza Archeologica di Roma, i marmi colorati della pavimentazione della Basilica Ulpia e i resti dell’abside orientale (II sec. d.C). Con l’obiettivo di condividere l’arte in modo innovativo, in un rapporto costante tra storia, archeologia e arte contemporanea, FOROF ospita un programma di progetti site-specific in cui artisti italiani e internazionali – individuati dal comitato scientifico per la loro capacità di relazionarsi con lo spazio e il contesto culturale in cui operano – vengono chiamati a ideare una mostra o un’installazione ambientale in dialogo con lo spazio archeologico ipogeo. A ogni stagione, l’artista selezionato è accompagnato poi da un curatore diverso. Inoltre, nella zona polifunzionale che affaccia sulla strada, di fronte ai Fori, la mostra attiva un programma di eventi collaterali – Episodi – tra performance, reading, talk, interventi musicali a carattere relazionale e partecipativo, in cui il pubblico non è solo spettatore ma anche protagonista. FOROF ha inaugurato il suo percorso con l’installazione immersiva dei SOUNDWALK Collective a cura di Threes Productions nel 2022, proseguendo con l’esperienza spirituale di Alex Cecchetti a cura di Maria Alicata nel 2023, fino all’avventura baltica di Augustas Serapinas a cura di Ilaria Gianni nel 2024.