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Europee, Tajani: risultato straordinario di FI. Governo? Avanti d’amore e d’accordo

Europee, Tajani: risultato straordinario di FI. Governo? Avanti d’amore e d’accordoRoma, 10 giu. (askanews) – “Le impressioni che avevamo ieri sera sono state confermate dai dati reali. Ci eravamo fissati un obiettivo e abbiamo costruito in questi mesi un risultato straordinario a cui nessuno degli osservatori esterni credeva”. Lo ha detto il leader di Forza Italia Antonio Tajani in conferenza stampa.


“Arrivare alle cifre che abbiamo raggiunto – ha detto ancora – non è stato facile ma eravamo convinti che quel risultato era alla nostra portata. E’ la prima tappa di una strategia che vuole farci essere protagonisti di quello spazio politico che va da Meloni a Schlein. Lo abbiamo occupato e vogliamo continuare ad allargare il nostro consenso, l’obiettivo è il 20% alle politiche”. “Questi – ha sottolineato Tajani – sono voti per il Parlamento europeo, da parte nostra non ci sarà alcun problema per quanto riguarda la tenuta della maggioranza, che anzi si rafforza. Massima lealtà quindi. Ho sentito Meloni stamattina e ci siamo fatti le congratulazioni. Continueremo a lavorare d’amore e d’accordo”.

Europee, colloquio Schlein-Meloni: “congratulazioni reciproche”

Europee, colloquio Schlein-Meloni: “congratulazioni reciproche”Roma, 10 giu. (askanews) – “Si ci siamo sentite, come è normale fare tra leader di forze politiche per un riconoscimento reciproco del risultato”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein in conferenza stampa, rispondendo a chi le chiedeva se avesse avuto contatti con Giorgia Meloni. Ha aggiunto la Schlein: “E’ vero che sono cresciuti in termini percentuali, non sono cresciuti in termini assoluti. Non li abbiamo ancora fermati, ma di certo li abbiamo rallentati. Il voto delle europee di solito rafforza chi sta al governo, la soglia del 30% non è arrivata”.

Europee, Bonelli-Fratoianni: oltre 1,5 mln i voti di Avs, orgogliosi di aver eletto Salis

Europee, Bonelli-Fratoianni: oltre 1,5 mln i voti di Avs, orgogliosi di aver eletto SalisRoma, 10 giu. (askanews) – “Grazie a quasi 1 milione e 500 mila cittadini che ci hanno dato il loro voto”. Così Angelo Bonelli, in conferenza stampa, ha commentato l’esito delle elezioni europee. “Mezzo milione di voti in più, nessuna forza politica può rivendicarlo”, ha aggiunto Nicola Fratoianni. “Ci sono stati due elementi fondamentali: il programma di Avs è chiaro e netto, non del ‘se’, del ‘ma’, ‘però’” e poi “la straordinaria capacità dei candidati”, ha aggiunto Bonelli. “Viene premiato il coraggio della proposta politica che ha messo al centro la pace; abbiamo sentito rivolgerci diverse lezioni di pacifismo ma noi siamo stati pacifisti sempre”, così come “sul lavoro e il sociale”, ha sottolineato Nicola Fratoianni.


“Abbiamo eletto sei europarlamentari, tra questi c’è Ilaria Salis, siamo orgogliosi di questo risultato” che “non era scontato”, ha sottolineato Nicola Fratoianni, aggiungendo: “Ora vogliamo Ilaria in Italia con l’immunità pronta a svolgere il suo mandato parlamentare”.

Bonelli: Salis subito libera, governo comunichi elezione a Ungheria

Bonelli: Salis subito libera, governo comunichi elezione a UngheriaRoma, 10 giu. (askanews) – “Ilaria Salis deve essere liberata subito”. Così Angelo Bonelli alla conferenza stampa di Avs nel quartier generale messo in piedi per attendere i risultati delle elezioni europee.


“Faremo oggi stesso con Fratoianni un immediato atto formale nei confronti di Tajani e Piantedosi. Sia data immediatamente una risposta. Non si trincerinodietro l’attesa dela proclamazione degli eletti. Oggi è chiaro a tutti che Ilaria Salis sarà europarlamentare. Aspettare ancora dei giorni per prendere una decisione che è quella di comunicare l’elezione al governo ungherese e all’autorità giudiziaria sarebbe un atteggiamento di profonda indifferenmza che noi non possiamo accettare”, ha aggiunto.

Europee, Tajani: risultato straordinario,Fi in spazio tra Meloni e Schlein

Europee, Tajani: risultato straordinario,Fi in spazio tra Meloni e SchleinRoma, 10 giu. (askanews) – “Le impressioni che avevamo ieri sera sono state confermate dai dati reali. Ci eravamo fissati un obiettivo e abbiamo costruito in questi mesi un risultato straordinario a cui nessuno degli osservatori esterni credeva”. Lo ha detto il leader di Forza Italia Antonio Tajani in conferenza stampa.


“Arrivare alle cifre che abbiamo raggiunto – ha detto ancora – non è stato facile ma eravamo convinti che quel risultato era alla nostra portata. E’ la prima tappa di una strategia che vuole farci essere protagonisti di quello spazio politico che va da Meloni a Schlein. Lo abbiamo occupato e vogliamo continuare ad allargare il nostro consenso, l’obiettivo è il 20% alle politiche”.

Europee, da Santoro a Renzi: gli esclusi eccellenti e il caso Reguzzoni

Europee, da Santoro a Renzi: gli esclusi eccellenti e il caso ReguzzoniRoma, 10 giu. (askanews) – Non solo Matteo Renzi, Emma Bonino e Carlo Calenda esclusi dal Parlamento europeo perchè le loro liste non hanno raggiunto la soglia del 4%: la lista di chi non ce la fa a conquistare un seggio in Ue è lunga e ricca.


Non sembra aver pagato l’endorsement di Umberto Bossi verso Marco Reguzzoni, ex capogruppo della Lega Nord alla Camera, che correva alle Europee nelle file di Forza Italia e ottiene 7.293 preferenze nel Nord Ovest (mancano una ventina di sezioni da scrutinare). Ancora peggio, nella stessa circoscrizione, un altro ex leghista Roberto Cota, ex parlamentare e governatore del Piemonte: 3.851 preferenze. Potrebbe non approdare in Ue neanche Marco Tarquio, ex direttore di Avvenire e promotore di posizioni pacifiste, che ha ottenuto nella circoscrizione Centro con il Pd circa 28mila preferenze, arrivando settimo in lista. Ma mancano ancora oltre 2500 sezioni da scrutinare. Futuro incerto anche per Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana e l’europarlamentare uscente Beatrice Covassi.


L’ex sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi arriva decimo nella lista di Fratelli d’Italia al Sud con quasi 23mila preferenze. E’ rimasta sotto la soglia di sbarramento del 4% anche la lista ideata da Michele Santoro “Pace, terra, dignità” che aveva candidato tra l’altro la scrittrice Ginevra Bompiani e l’attore Paolo Rossi. Santoro, candidato in tutte le circoscrizioni, ha ottenuto oltre 160mila preferenze.

Liguria, Toti chiede la revoca degli arresti domiciliari

Liguria, Toti chiede la revoca degli arresti domiciliariGenova, 10 giu. (askanews) – “Questa mattina ho presentato agli uffici del gip presso il Tribunale di Genova una istanza per la revoca degli arresti domiciliari del presidente della giunta regionale Giovanni Toti. L’istanza è stata firmata, oltre che dal sottoscritto, anche dallo stesso Toti, che ne fa propri tutti i contenuti”. Lo annuncia in una nota, all’indomani delle elezioni europee, l’avvocato Stefano Savi, difensore del governatore della Liguria, attualmente sospeso, Giovanni Toti, che si trova agli arresti domiciliari dallo scorso 7 maggio con l’accusa di corruzione e falso.


“Senza entrare nel merito della vicenda e delle ragioni della misura cautelare – aggiunge l’avvocato – riteniamo che, in ogni caso, oggi vi siano le condizioni per la revoca della misura, o, in subordine, per una sua attenuazione. Quanto al rischio di reiterazione del reato, la celebrazione della tornata elettorale supera una delle motivazioni addotte per la misura cautelare. Peraltro, la lista Toti non ha partecipato né alle elezioni europee né alle concomitanti amministrative”. “Le prossime consultazioni elettorali in Liguria – sottolinea Savi – si terranno infatti tra circa un anno e mezzo e riguarderanno proprio il rinnovo del Consiglio regionale. Ove si prendesse a riferimento tale futuro impegno politico, appare evidente che la sospensione dalla funzione di presidente legata alla misura cautelare andrebbe a connotarsi come una vera e propria decadenza, non prevista dalla legge proprio per tutelare la volontà popolare espressa con libere elezioni”.


“Per quanto attiene al rischio di reiterazione del reato – spiega il difensore – tenuto conto del lunghissimo periodo delle indagini, quattro anni, i fatti contestati non potrebbero che risultare episodici rispetto al numero di campagne elettorali affrontate e all’attività di raccolta fondi per finalità politiche. Ciò solo dimostra l’inesistenza dell’asserito ‘sistema’”. “La sistematica e meticolosa registrazione di ogni movimento di denaro – prosegue la nota – da parte dei movimenti facenti capo a Giovanni Toti, senza alcun artificio volto a celarne tempistica e provenienza, dimostra, ove necessario, la volontà di seguire pedissequamente il percorso normativo stabilito dalla legge per le elargizioni liberali. Nell’interrogatorio reso davanti ai pubblici ministeri, il presidente Toti, lungi dal negare la realtà fattuale evidenziata dalle indagini, anzi, confermandola, ha esposto la sua ricostruzione dei fatti, sostenendo la sua buona fede”.


“Pertanto – afferma Savi – appare oggi evidente che, certa la volontà passata e presente di non compiere illeciti, la stessa presenza dell’indagine, con le contestazioni mosse dai Pm, sia tale da inibire ogni reiterazione di azioni simili a quelle contestate, in attesa del giudizio. Le indagini svolte in questi quattro anni, le recenti audizioni di indagati e persone informate sui fatti e le ulteriori attività effettuate, portano a ritenere l’insussistenza della necessità di ogni ulteriore protrazione della misura finalizzata a tutelare la prova”. “Alla luce di ciò – conclude il difensore del governatore ligure – si ritengono non più sussistenti le esigenze cautelari indicate dal Gip. Se il ritorno in carica del presidente di Regione, come previsto dalla legge, venisse considerato ex se come elemento determinante per la previsione di nuovi reati e per l’inquinamento probatorio, ciò si tradurrebbe in una sospensione dall’incarico, trasformandolo di fatto in decadenza già nella fase delle indagini, cosa non prevista dalla legge. Occorre tener conto del giusto equilibrio costituzionale tra tutela del processo, tutela della volontà popolare e necessità amministrative della regione”.

Lega dietro Fi ma Salvini tira dritto: scelta nazionale è futuro

Lega dietro Fi ma Salvini tira dritto: scelta nazionale è futuroMilano, 10 giu. (askanews) – L’obiettivo di superare il dato delle Politiche è raggiunto, e il “suo” candidato Roberto Vannacci è il più votato “anche in Lombardia e Veneto”. Matteo Salvini è convinto di aver vinto lo scontro – neanche tanto sotterraneo – sul futuro della Lega. E prepara i prossimi passaggi per sancirlo ulteriormente: sul futuro di Umberto Bossi che vota contro il partito “sentirò i militanti” perchè “ha mancato di rispetto a una comunità” e “a me non piacciono i fuggiaschi e coloro che tradiscono”, mentre in autunno si terrà il congresso nazionale per “confermare che la scelta della Lega nazionale è quella del futuro”, come dicono anche “i risultati del Sud”.


Passata la grande paura delle prime ore di scrutinio, Salvini si ripresenta in sala stampa di prima mattina, e il sollievo è evidente. Nega di aver mai considerato l’ipotesi di un passo indeitro (“Andrò avanti finchè ho la passione di farlo”) e poi si sforza di presentare il quadro più roseo possibile. Gli aspetti negativi del voto li minimizza tutti: il sorpasso di Forza Italia (“Complimenti, ma cresciamo tutti”); l’emorragia di voti in termini assoluti, meno 400mila rispetto alle Politiche (“Contano le percentuali, l’astensionismo riguarda tutti”); il crollo rispetto alle Europee 2019, con un terzo degli europarlamentari eletti (“Conta il contesto, oggi si può cambiare l’Europa, cinque anni fa no”). Il refrain riguarda la differenza rispetto ai primi exit poll: “Ci davano per morti, ci svegliamo sopra il 9%”; e il clima europeo che per Salvini è positivo: “I portavoce con l’elmetto, Macron e Scholz, sono stati puniti in Francia e Germania. E oggi la pace è più forte: le urne dicono che i cittadini vogliono una soluzione ai conflitti, non la terza guerra mondiale”. Nessun accenno al fatto che la “maggioranza Ursula” alla fine è sempre l’unica possibile. Profilo basso anche con gli alleati di governo, senza attacchi particolari a Forza Italia: “Il governo è l’unico in Europa che si rafforza. A Bruxelles io lavoro per il cambiamento in Europa, se qualcuno preferisce i Socialiti e Macron è libero di farlo”.


Il fronte su cui Salvini insiste è quello interno, con la sortita di Bossi a favore dell’ex leghista Marco Reguzzoni che diventa ora il pretesto per chiudere i conti con la fronda interna e con chi Ma anche con chi la scelta della Lega nazionale non l’ha mai digerita, e ancora meno quella di affidarsi a Roberto Vannacci per risollevare le sorti del partito, con la definitiva trasformazione del Carroccio in un partito della destra estrema. Ovvero Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia, che hanno fatto sapere a più riprese di non votare per Vannacci preferendo i candidati del territorio. “Sia Zaia che Giorgetti hanno votato Lega, con le preferenze che hanno voluto. Il problema è di chi non vota Lega, non di chi fa le sue scelte sulle preferenze”, minimizza Salvini. Che poi però i suoi messaggi li manda chiaramente: “Il mezzo milione di voti per Vannacci arrivano in buona parte da Lombardia e Veneto e sono in buona parte elettori dalla Lega”. E per Zaia, prossimo alla scadenza del mandato in Veneto e impossibilitato a ricandidarsi, Salvini non chiede un posto al governo: “Per me non cambia nulla nella squadra del governo, poi c’è una presidente del Consiglio che farà le sue valutazioni. Zaia nel governo? Per me non è all’ordine del giorno: ha ancora parecchi mesi di mandato di fronte a sè, l’Autonomia da attuare, ci sono le Olimpiadi di Milano-Cortina da portare avanti. Per me non cambia nulla”. Del resto, per Salvini il 13% del Veneto non è poi così tanto in più rispetto al 9,1% della Calabria che rivendica in sala stampa. Nessun timore che la coabitazione con Vanancci possa risultare alla lunga faticosa: “Gli elettori leghisti hanno approvato l’idea di fare un pezzo di strada insieme, non so se prenderà le tessera ma non gliel’ho mai chiesto”.

Il Papa in Campidoglio: dal Giubileo ricadute positive per Roma, ma attenzione agli ultimi

Il Papa in Campidoglio: dal Giubileo ricadute positive per Roma, ma attenzione agli ultimiCittà del Vaticano, 10 giu. (askanews) – Il prossimo Giubileo avrà certamente “ricadute positive” sulla città di Roma ma dovrà avere anche un occhio particolare per gli ultimi e le fasce svantaggiate della città. Lo ha detto stamane Papa Francesco nel suo discorso agli amministratori capitolini incontrati nel Palazzo senatorio in Campidoglio. “Ora Roma si appresta a ospitare il Giubileo del 2025. Tale evento è di carattere religioso, un pellegrinaggio orante e penitente per ottenere dalla misericordia divina una più completa riconciliazione con il Signore. Esso, tuttavia, non può non coinvolgere anche la città sotto il profilo delle attenzioni e delle opere necessarie ad accogliere i tanti pellegrini che la visiteranno, aggiungendosi ai turisti che vengono ad ammirare il suo immenso tesoro di opere d’arte e le grandiose tracce dei secoli passati”, ha sottolineato Francesco.


“Perciò anche il prossimo Giubileo potrà avere una ricaduta positiva sul volto stesso della città, migliorandone il decoro e rendendo più efficienti i servizi pubblici, non solamente nel centro ma favorendo l’avvicinamento tra centro e periferie. È impensabile che tutto questo possa svolgersi ordinatamente e nella sicurezza – ha quindi spiegato – senza l’attiva e generosa collaborazione delle Autorità del Comune capitolino e quelle nazionali”. Francesco ringraziando le autorità nazionali e locali “per l’impegno profuso nel preparare Roma ad accogliere i pellegrini del prossimo Giubileo”, ha poi ricordato che “Roma, è città dallo spirito universale. Questo spirito vuole essere al servizio della carità, al servizio dell’accoglienza e dell’ospitalità. Pellegrini, turisti, migranti, quanti si trovano in gravi difficoltà, i più poveri, le persone sole, quelle malate, i carcerati, gli esclusi siano i più veritieri testimoni di questo spirito. E per questo ho deciso di aprire una porta Santa in un carcere. Possano testimoniare che l’autorità è pienamente tale quando si pone al servizio di tutti, quando usa il suo legittimo potere per venire incontro alle esigenze della cittadinanza e, in modo particolare, dei più deboli, degli ultimi. E questo non è solo per voi maa anche peri preti e i vescovi, la vicinanza al popolo per aiutarlo”. Continui Roma a manifestare il suo vero volto, un volto accogliente, ospitale, generoso, nobile”.


“L’enorme afflusso nell’Urbe di pellegrini, turisti e migranti, con tutto ciò che significa in termini di organizzazione, potrebbe essere visto come un aggravio, un peso che frena e intralcia lo scorrere normale delle cose. In realtà, tutto questo è Roma, la sua specificità, unica al mondo, il suo onore, la sua grande attrattiva e la sua responsabilità verso l’Italia, verso la Chiesa, verso la famiglia umana”. “Viviamo oggi una pagina nuova della storia, nella quale la Capitale e la Santa Sede si trovano ad affrontare fianco a fianco problemi e sfide globali inedite. Sentiamo per questo la necessità di un ulteriore salto in avanti. E’ il tempo del coraggio, non della rassegnazione”. E Roma, con la sua forza umana, civile, spirituale, può dare un contributo che va oltre i suoi confini”, ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri accogliendo in Aula Giulio Cesare Papa Francesco in occasione della visita ufficiale in Campidoglio.


“L’ecologia integrale della ‘Laudato sì, e il paradigma della fraternità proposto in termini così impegnativi e attuali dalla ‘Fratelli tutti sono – secondo Gualtieri – una spinta grande a quanti hanno deciso di camminare insieme, rifiutando l’indifferenza, la paura, la resa a logiche di guerra e di ingiustizia”.

Europee, Calenda ammette: “dura sconfitta, non ce l’aspettavamo”

Europee, Calenda ammette: “dura sconfitta, non ce l’aspettavamo”Roma, 10 giu. (askanews) – “È una dura sconfitta che non ci aspettavamo. Avevamo una Lista di candidati straordinaria, la migliore in termini di competenze tecniche che mai sia stata fatta. Li ringrazio, li ho chiamati tutti stamattina. Non è stato sufficiente perché c’è una violentissima polarizzazione che prescinde da ogni altra considerazione”. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda commentando l’esito del voto che ha visto il suo partito non superare lo sbarramento.


“Sono i risultati di Vannacci, Salis, della Francia e della Germania. C’è un’onda forte e potente e azione è nata per contrastarla. Rimarranno macerie se si andrà avanti così. C’è una Battaglia fatta a colpi di slogan violenti, Rinascono espressioni omofobiche e nessuna proposta”, ha aggiunto.