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Calcio, risultati di serie A dopo Juve-Como

Calcio, risultati di serie A dopo Juve-Como

Roma, 21 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Juventus-Como 0-2:

26esima giornata Sassuolo-Verona 3-0, Juventus-Como 0-2, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, ore 20.45 Bologna-Udinese

Classifica: Inter 61, Milan 54, Napoli 50, Roma 47, Juventus 46, Como 45, Atalanta 42, Sassuolo 35, Lazio, Bologna 33, Udinese 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese, Genoa, Lecce 24, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

27^ GIORNATA Venerdì 27 febbraio ore 20.45 Parma-Cagliari, sabato 28 febbraio ore 15 Como-Lecce, ore 18 Verona-Napoli, ore 20.45 Inter-Genoa, domenica 1 marzo ore 12.30 Cremonese-Milan, ore 15 Sassuolo-Atalanta, ore 18 Torino-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 2 marzo ore 18.30 Pisa-Bologna, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Calcio, Juve-Como 0-2, decidono Vojvoda e Caqueret

Calcio, Juve-Como 0-2, decidono Vojvoda e Caqueret

Roma, 21 feb. (askanews) – Dopo Inter e Galatasaray terza sconfitta in una settimana per la Juventus, che perde lo scontro diretto per la Champions (0-2 come all’andata) e resta al quinto posto alle spalle della Roma che chiuderà il turno domani sera. L’avvio è traumatico. All’11’ il Como passa al primo tiro in porta: percussione centrale di Douvikas, apertura per Vojvoda che si accentra e calcia sul primo palo. La conclusione non è irresistibile, ma Di Gregorio sbaglia la respinta e il pallone finisce in rete. È il tredicesimo gol subito dalla Juve al primo tiro nello specchio in questo campionato, un dato che racconta più di tante analisi.

La reazione bianconera è generosa ma confusa. Locatelli impegna Butez dalla distanza, Openda e Da Cunha spaventano ancora la difesa juventina, con il francese che scheggia la traversa dopo una leggerezza di Koopmeiners e un’uscita di testa forzata di Di Gregorio. Prima dell’intervallo il Como sfiora il raddoppio con Valle e Douvikas, mentre la Juventus fatica a trovare linee pulite tra le maglie aggressive della squadra di Fabregas.

Nella ripresa Spalletti prova a cambiare volto inserendo Conceição, poi Boga e David. La Juve cresce d’intensità: Conceição impegna subito Butez, Koopmeiners di testa sfiora il palo sugli sviluppi di un corner, e all’84’ centra clamorosamente il legno su punizione con il portiere ormai battuto.

Ma nel momento migliore dei bianconeri arriva il colpo del ko. Al 60′ corner per la Juventus, poi ripartenza micidiale del Como: transizione perfetta, assist di Da Cunha e inserimento centrale di Caqueret che deposita a porta vuota per lo 0-2. Un’azione che fotografa la differenza di lucidità e organizzazione tra le due squadre.

Nel finale la Juve ci prova con orgoglio: David spreca di testa da buona posizione, Yildiz conquista punizioni interessanti, ma l’assalto è disordinato. Il triplice fischio certifica la sconfitta tra i mugugni dello Stadium.

Olimpiadi, Alpi Francesi: pattinaggio veloce a Torino o Heerenveen

Olimpiadi, Alpi Francesi: pattinaggio veloce a Torino o Heerenveen

Milano, 21 feb. (askanews) – “Il compito del comitato organizzatore è di implementare quello che è stato deciso” con l’accordo tra le istituzioni francesi e il Cio “e siamo impeganti ogni giorno a fare questo, per fare in modo che i Giochi del 2030 siano fantastici come li sogniamo e immaginiamo visto che possiamo contare sul potenziale di una vasta regione che va dal Monte Bianco al Mediterraneo e magari un po’ altrove”. Con queste parole Edgar Grospiron, presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali Alpi francesi 2030, ha confermato che le gare di pattinaggio di velocità si svolgeranno o a Torino o Heerenveen (Olanda), per evitare i costi di costruzione di un nuovo impianto.

Quanto alla necessità di garantire comunque lo spirito olimpico per Grospiron “è una questione al cuore delle nostre preoccupazioni, non solo per il sito che sarà all’esterno delle nostre frontiere, ma anche per i siti all’interno delle nostre frontiere. Questo concetto di Giochi regionalizzati implica effettivamente che l’esperienza olimpica in ogni cluster sia uniforme, ma quello che trovo interessante e che abbiamo visto qui è che ogni cluster può apportare le proprie specificità culturali, gastronomiche, eccetera e in Francia ne abbiamo molte” ha aggiunto.

“Pensiamo effettivamente che questo concetto di Giochi sia interessante” perché avere “lo spirito e i valori olimpici in maniera uniforme, rispettando le specificità di ciascun luogo, è possibile e dona un po’ di sale e pepe a questo concetto di Giochi regionalizzati. Troviamo questo estremamente interessante – ha concluso -, come possiamo vedere qui, e cercherermo di spingerci ancora più lontano” nella specificità e nell’esperienza olimpica per tutti.

Milano-Cortina, Deromedis: non pensavo a oro, meteo ha cambiato tutto

Milano-Cortina, Deromedis: non pensavo a oro, meteo ha cambiato tutto

Milano, 21 feb. (askanews) – “Non sono partito con l’aspettativa di vincere, perché nei primi giorni ho fatto un po’ fatica a scendere in pista, anche stamattina in allenamento, che non è andato benissimo, poi tutto è andato per il verso giusto, siamo stati anche molto veloci con l’attrezzatura, quindi tutto è andato come doveva andare”. Così lo scitore italiano Simone Deromedis dopo la conquista a Livigno della medaglia d’oro nel freestyle ski cross davanti al connazionale Federico Tomasoni (argento).

“Il meteo ha cambiato tutto, perché la velocità cambiava completamente, a ogni giro dovevi adattarti, capire cosa fare, rimanere attento e intelligente, e questo è ciò che ha fatto la differenza” ha aggiunto.

“È stato pazzesco” condividere il podio “con un amico, un grande amico. E qui è come se fosse la mia seconda casa. Ci sono tante persone qui per noi, per me. È davvero un sogno che si avvera, ma non ce ne rendiamo conto” ha aggiunto Tomasoni parlando del compagno di squadra Deromedis.

Milano-Cortina, leggenda Klaebo, sei ori in sei gare

Milano-Cortina, leggenda Klaebo, sei ori in sei gare

Roma, 21 feb. (askanews) – Johannes Høsflot Klaebo continua a riscrivere la storia dello sci di fondo e dei Giochi olimpici. Il norvegese ha vinto la classica 50 km, conquistando il sesto oro in sei gare (sprint individuale, sprint a squadre, skiathlon, 10 km in tecnica libera e staffetta), imponendosi anche nella massacrante 50 km e completando un percorso perfetto, quasi irreale per continuità e superiorità tecnica.

A 29 anni, Klaebo ha conquistato il suo undicesimo titolo in tre partecipazioni ai Giochi invernali (2018, 2022 e 2026) vincendo quest’ultima gara di sci di fondo davanti ai suoi connazionali Martin Nyenget, argento, ed Emil Iversen, bronzo.

Johannes Høsflot Klæbo è oggi il volto più carismatico e vincente dello sci di fondo mondiale, un atleta che ha ridisegnato i canoni della velocità, della resistenza e dell’efficienza tecnica sulla neve. Nato il 22 ottobre 1996 a Oslo e cresciuto a Trondheim, è diventato in pochi anni il fondista più titolato della storia, con numeri che lo pongono al livello di leggende come Bjørn Dæhlie e Marit Bjørgen. Inizia a sciare a soli due anni, grazie al nonno Kare Høsflot, che gli regala il primo paio di sci e diventa il suo primo allenatore e guida. La famiglia si trasferisce a Trondheim quando lui ha cinque anni, avvicinandolo ancora di più al mondo dello sci di fondo norvegese, fatto di boschi, piste e una cultura sportiva profondamente radicata. Da ragazzino è un atleta polivalente: tra calcio e sci di fondo sceglie quest’ultimo perché in fondo “tutto dipende da te”, come ama ripetere, e perché gli piace la responsabilità individuale.

Milano-Cortina, Skicross, una doppietta che rimarrà nella storia

Milano-Cortina, Skicross, una doppietta che rimarrà nella storia

Roma, 21 feb. (askanews) – Una giornata da incorniciare per lo sport italiano: lo ski cross parla azzurro. Sulle nevi di Livigno, l’Italia firma una doppietta che resterà nella memoria, dominando una finale spettacolare e ad altissima intensità. Tecnica, coraggio e gestione perfetta dei contatti: gli azzurri hanno interpretato la gara con maturità e freddezza, imponendosi su un tracciato che non ammetteva errori.

Protagonista assoluto è stato Simone Deromedis, che ha attaccato fin dalla partenza, prendendo subito la testa della batteria e difendendola con linee pulite e grande fluidità nei salti. Alle sue spalle, straordinaria anche la prova di Federico Tomasoni, capace di restare incollato al compagno di squadra e di respingere i tentativi di rimonta degli avversari nel tratto finale.

La finale è stata un concentrato di adrenalina: contatti al limite, sorpassi tentati in curva, traiettorie millimetriche. Ma l’Italia ha fatto la differenza nei dettagli, soprattutto nella gestione dei tratti tecnici e nella scelta delle linee nei dossi centrali. Quando la pista si è aperta sull’ultimo rettilineo, la sensazione era chiara: sarebbe stata una volata tutta azzurra.

La doppietta non è solo un risultato, ma un segnale forte al movimento internazionale dello ski cross. Conferma la crescita di una squadra che negli ultimi anni ha investito su giovani talenti, costruendo profondità e continuità. E dimostra che l’Italia può essere protagonista non solo con exploit isolati, ma con una presenza stabile ai vertici.

Con questo risultato l’Italia conquista almeno una medaglia in undici discipline (delle 16 in programma ai Giochi), traguardo di assoluto rispetto mai raggiunto ai Giochi invernali. Deromedis, 25 anni, come tanti del freestyle ha iniziato con lo sci ma da dieci anni è un’atleta di punta dello ski cross, la Formula 1 degli sport invernali. Quinto ai Giochi di Pechino, nell’ultimo quadriennio ha conquistato il titolo mondiale 2023 ed è arrivato secondo nella Coppa del Mondo 2024/25. A Livigno l’incoronazione definitiva. Come per Federico Tomasoni, 28enne di Castione della Presolana, figlio dell’ex azzurro di sci Battista, aveva come migliori risultati della carriera un bronzo iridato 2023 nel mixed team insieme a Jole Galli e un quinto posto in Coppa del Mondo. Ai Giochi di Milano Cortina c’è venuto anche per realizzare il sogno olimpico di Matilde Lorenzi, la fidanzata e azzurra della nazionale di sci morta il 28 ottobre 2024 in seguito alla tragica caduta avvenuta durante un allenamento in Val Senales.

Paralimpiadi, Abodi: sconcertati da riammissione russi e bielorussi

Paralimpiadi, Abodi: sconcertati da riammissione russi e bielorussi

Milano, 21 feb. (askanews) – “La scelta del Comitato Internazionale Paralimpico presa a settembre scorso è una scelta legittima perché è autonomo rispetto al Cio, che ha fatto scelte differenti, ma nel rispetto della scelta c’è anche il diritto all’opinione e noi l’abbiamo espresso in maniera molto chiara: siamo sconcertati di questa decisione che secondo me mette in difficoltà un po’ tutto il sistema paralimoico”. Lo ha deto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine di una visita a Casa Italia, a proposito del via libera agli atelti russi e bielorussi alle prossime Paralimpiadi. La decisoone, ha ribadito il ministro, “sta creando delle grandi difficoltà e io mi auguro che possa essere ancora rivalutata. La tutela degli atleti è fondamentale, ma la tutela anche del sentimenti del popolo ucraino non può essere trascurata e mortificata”.

Milano-Cortina, Abodi: medaglie Italia eredità da non sprecare

Milano-Cortina, Abodi: medaglie Italia eredità da non sprecare

Milano, 21 feb. (askanews) – “Non dobbiamo sprecare nulla, non soltanto delle emozioni, ma anche dei risultati. In tutte le discipline gli atleti ci hanno mandato dei messaggi di cosa possiamo e dobbiamo fare insieme a tutte le altre istituzioni. Quello che è successo per il padiglione della Fiera è soltanto un segnale, la vera eredità dei Giochi passa attravero queste medaglie e comunque l’impegno di questi ragazzi che ci chiedono di dare opportunità a loro e ad altri”. Lo ha deto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine di una visita a Casa Italia.

Milano-Cortina, Mornati(CONI): medaglie non frutto roulette russa

Milano-Cortina, Mornati(CONI): medaglie non frutto roulette russa

Milano, 21 feb. (askanews) – “Usciamo dal luogo comune” delle medaglie alle Olimpiadi assegnate “come alla roulette russa, vincono quelli che sono in un perimetro agonistico ben definito, nessuna di queste 27 medaglie non era prevista”. Con queste parole il segretario generale del Coni e capomissione a Milano Cortina, Carlo Mornati, ha evidenziato come i risultati sportivi da record raggiunti finora dalla squadra italiana ai Giochi non siano frutto del caso, ma di un lungo e meticoloso lavoro preparatorio e di un approccio medico-scientifico.

“Mi ero sbilanciato dicendo che secondo me questa era la squadra più forte di sempre che si presentava alle Olimpiadi” e dopo 19 giorni di gare “oggi possiamo dire che effettivamente lo era” ha ricordato.

Mornati ha attribuito un ruolo anche al dossier di candidatura dell’Italia a ospitare i Giochi, basato sulla scelta di località di gara che rappresentassero “i migliori contesti tecnici possibili. È un po’ come portare un tennista a Wimbledon. Penso che molti risultati siano legati a questo, mentre in passato non era detto che vincesse il migliore” quando un atleta abituato a gareggiare in località di eccellenza come Anterselva si trovava in pista, per esigenze televisive, “alle 10 di sera a -27 gradi in una landa sperduta della Corea”.

Milano-Cortina, Pellegrino: “Sognavo di chiudere con la 50km”

Milano-Cortina, Pellegrino: “Sognavo di chiudere con la 50km”

Roma, 21 feb. (askanews) – Federico Pellegrino alza bandiera bianca, bloccato dall’influenza a poche ore da quella che sarebbe stata la sua ultima gara in carriera. La 50 km mass start, gara che chiude il programma dello sci di fondo alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sulle nevi di Tesero, non vedrà al via il campione azzurro. Un finale amaro per quella che doveva essere l’ultima gara della sua carriera, impedita dall’influenza. Il dolore per la notizia traspare dalla lettera a cuore aperto che ‘Chicco’ ha voluto condividere a poche ore dal via, in cui la chiave di tutto è lo strazio per non aver potuto dare l’addio al suo pubblico proprio nella gara più dura e affascinante.

“Negli ultimi quattro anni, vedendo avvicinarsi la possibilità di esserci ancora alle Olimpiadi in casa, ho iniziato a sognare il modo in cui mi sarebbe piaciuto di più chiudere la carriera e a lavorare per renderlo un obiettivo: insieme a una medaglia in un evento a squadre, essere della partita nella 50km, la gara regina dell’endurance olimpico. In parte, non sarà così. La tendinite al polso era “sotto controllo” ma da venerdì mattina sono a letto con sintomi influenzali e sono enormemente dispiaciuto nel dirvi che oggi non sarò al via della 50. Non poter vivere quelle emozioni che solo gli ultimi chilometri di una gara estenuante, incitato da tifosi e Famiglia al completo, nel massimo evento sportivo in casa, mi auguravo di vivere è straziante. Mi ci andrà qualche tempo per digerire questa delusione. Ma quando succederà potrò tornare a essere grato per tutte quelle emozioni di cui nelle ultime due settimane e nel percorso di avvicinamento a questo evento ho potuto godere”.