Cesvi: installazione a Milano a quattro anni di guerra in Ucraina
Cesvi: installazione a Milano a quattro anni di guerra in Ucraina
Roma, 23 feb. (askanews) – Nel quarto anniversario dall’inizio del conflitto in Ucraina, CESVI porta al Teatro Carcano di Milano l’installazione “RESTO”, un’esperienza immersiva che racconta l’emergenza di ordigni inesplosi e mine nel Paese. Apertura gratuita al pubblico sabato 28 febbraio dalle 11 alle 15.
In Ucraina la guerra c’è anche dove non si vede. Nel Paese, infatti, una minaccia invisibile colpisce civili, bambini e agricoltori, limitando fortemente la vita quotidiana. Si tratta delle mine antiuomo che, insieme agli ordigni inesplosi, si nascondono nei campi, lungo le strade, nei cortili delle case. Dal 2022 si sono registrati 467 morti e più di mille feriti a causa dello scoppio di mine e residui bellici[1], in un contesto in cui circa 137mila chilometri quadrati di territorio risultano ancora contaminati – una superficie più grande dell’intero territorio della Grecia – in particolare nelle zone orientali del Paese. Oggi oltre 5,4 milioni di persone hanno bisogno di interventi di sminamento e di attività di sensibilizzazione sui rischi rappresentati dagli ordigni esplosivi: l’84% degli sfollati interni indica la contaminazione da mine come la principale preoccupazione durante l’evacuazione o la permanenza in aree occupate.
A quattro anni dall’inizio della guerra il bilancio è drammatico. Sono 12,7 milioni gli ucraini che necessitano di supporto umanitario, inclusi oltre 2 milioni di bambini. Dall’inizio del conflitto su larga scala nel Paese si contano oltre 55.000 vittime (di cui 14.999 morti) quasi 40 persone uccise o ferite al giorno. Una delle conseguenze più devastanti della guerra in corso, anche se meno visibile, sono proprio mine e ordigni inesplosi. A questa emergenza CESVI fornisce una risposta attraverso il progetto SAFE STEPS, finanziato dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) e realizzato in partnership con MAG (Mines Advisory Group) e UDA (Ukrainian Deminers Association): un’azione umanitaria per il ritorno sicuro delle popolazioni nelle aree colpite dal conflitto nell’oblast di Kharkiv, una delle zone più contaminate da mine e ordigni inesplosi.
Per sensibilizzare su questa drammatica situazione, e in concomitanza con il quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, nasce “RESTO”, l’installazione esperienziale che CESVI promuove, in collaborazione con il Teatro Carcano di Milano che la ospiterà da oggi fino al 1° marzo 2026. All’incontro di presentazione dell’iniziativa sono intervenute/i: Lella Costa, direttrice artistica del Teatro Carcano e ambasciatrice CESVI, insieme alla regista e Direttrice Artistica Serena Sinigaglia; Stefano Piziali, direttore generale di CESVI; Marco Riccardo Rusconi, direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo; l’artista Mariangela Bombardieri e Christian Gancitano, curatore.
La parola “RESTO” racchiude il significato simbolico dell’iniziativa: rimanere, resistere, opporsi. RESTO come voce del verbo restare: rimanere come atto di difesa, scelta consapevole e non passiva. Restare per proteggere, per opporsi alla sopraffazione, affermando la presenza e la dignità delle persone anche nei contesti segnati dal conflitto. Il progetto propone due installazioni interattive, “AURIS” e “NIMBUS”, che utilizzano dispositivi tattili e sonori per evocare esperienze di ascolto e comunicazione senza parole. L’installazione AURIS è composta da piccoli tappeti su cui sono poggiate delle mine antiuomo, ognuna con un nome, una voce e una storia da raccontare. L’opera invita il pubblico ad ascoltare e a fermarsi, creando un’esperienza sensoriale che stimola la riflessione su una realtà ancora drammaticamente presente nella quotidianità di milioni di persone. NIMBUS invece entra in contatto con i visitatori attraverso caschi militari, dotati di elementi luminosi e di una particolare tipologia di “nimbo”. Ogni casco, interagendo con il portatore, amplifica la comunicazione visiva, creando una connessione emotiva e fisica con il pubblico.