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Cina, è l’anno del Cavallo di fuoco: significati del capodanno lunare

| Redazione StudioNews |

Cina, è l’anno del Cavallo di fuoco: significati del capodanno lunare

Roma, 17 feb. (askanews) – In Cina e nelle comunità cinesi nel mondo il capodanno lunare non è soltanto la principale festa familiare dell’anno, ma anche un momento carico di significati simbolici, credenze astrologiche e rituali propiziatori che intrecciano tradizione popolare, cosmologia e vita quotidiana. Nel 2026, iniziato il 17 febbraio, si entra nell’anno del Cavallo di fuoco, segno associato a energia, movimento e opportunità dopo l’anno del Serpente, legato alla trasformazione. Nella tradizione zodiacale cinese ogni anno è collegato non solo a uno dei dodici animali, ma anche a uno dei cinque elementi e alla polarità yin-yang: la combinazione del “tronco celeste” Bing (fuoco, sole) e del “ramo terrestre” Wu (Cavallo) dà vita a un ciclo considerato dinamico e potente, spesso associato a svolte improvvise e cambiamenti sociali.

Tra le credenze più diffuse vi è quella del Tai Sui, figura cosmologica legata al ciclo di Giove. I dodici segni zodiacali corrispondono infatti all’orbita di 12 anni del pianeta, mentre ogni anno lunare è posto sotto l’influenza di una specifica divinità celeste che “contrasta” simbolicamente il moto di Giove, chiamata Tai Sui, cioè il “Grande Duca di Giove” o “generale celeste dell’anno”. Nella tradizione esistono 60 Tai Sui, uno per ciascun anno del ciclo sessagenario cinese: ciascuno possiede caratteristiche e attributi propri, e antichi calendari astrologici indicano quali segni entrano in conflitto con il Tai Sui di turno. Questo scontro, detto “fan tai sui”, è considerato presagio di instabilità, ostacoli o cambiamenti; sulla base della natura della divinità annuale si prevedono i tipi di difficoltà che una persona potrebbe incontrare.

Il 2026 è considerato in conflitto con Cavallo (1930, 1942, 1954, 1966, 1978, 1990, 2002, 2014), Topo (1936, 1948, 1960, 1972, 1984, 1996, 2008, 2020), Bue (1937, 1949, 1961, 1973, 1985, 1997, 2009, 2021) e Coniglio (1939, 1951, 1963, 1975, 1987, 1999, 2011, 2023). Secondo l’astrologia popolare, i nati sotto il segno del Cavallo, che coincidono con il segno dell’anno, vivono il cosiddetto “ben ming nian”, il proprio anno zodiacale, tradizionalmente ritenuto delicato: sono possibili cambiamenti di vita rilevanti, come matrimonio, trasferimenti o mutamenti professionali. Per i nati nel Topo si prevedono oscillazioni di fortuna e la necessità di prudenza finanziaria; per il Bue, pur in presenza di tensioni relazionali, sono indicati progressi in carriera e ricchezza; per il Coniglio il conflitto è ritenuto più lieve, con buone prospettive economiche ma possibili difficoltà nei rapporti personali.

Per attenuare l’influenza negativa del Tai Sui si compiono rituali nei templi dedicati alla divinità annuale, noti come “pacificazione del Tai Sui”, durante i quali si offre incenso e si ottiene un talismano protettivo da portare per l’intero anno lunare e restituire simbolicamente prima del capodanno successivo. Altri rimedi tradizionali includono indossare amuleti con animali compatibili (ad esempio tigre o cane per i Cavalli, drago per i Topi, serpente per i Buoi, capra o maiale per i Conigli), compiere atti simbolici di purificazione come donazioni di sangue o cure dentistiche in mesi specifici del calendario lunare, o inaugurare eventi felici – matrimonio, nascita di un figlio, acquisto di una casa – per “rompere” la sfortuna dell’anno in conflitto.

L’astrologia zodiacale resta solo uno degli aspetti culturali della festa, che segna la più grande migrazione umana annuale al mondo. Le autorità cinesi stimano per il periodo di 40 giorni del “chunyun” 2026 circa 9,5 miliardi di spostamenti interni, in aumento rispetto ai circa 9 miliardi dell’anno precedente. Già nei primi giorni del picco festivo le ferrovie hanno trasportato oltre 1 miliardo di passeggeri, mentre i voli della prima settimana hanno superato i 16 milioni su un totale atteso di circa 95 milioni. Centinaia di milioni di persone tornano nelle città d’origine per la tradizionale cena di riunione familiare della vigilia, momento centrale del calendario sociale cinese e spesso l’unico viaggio annuale per rivedere genitori e parenti.

Le famiglie si riuniscono attorno a tavole rotonde, simbolo di unità, con piatti dal valore augurale: pesce per l’abbondanza, ravioli a forma di lingotto per la ricchezza, involtini primavera per la prosperità, dolce di riso glutinoso “nian gao” per il progresso. Le case vengono pulite a fondo prima dell’inizio dell’anno e poi non si spazza nei primi giorni, per non “allontanare” la fortuna appena arrivata. Porte e finestre sono decorate con caratteri augurali, spesso il segno “fu” (felicità) appeso rovesciato perché la parola “capovolto” suona come “arrivato”: la felicità è dunque simbolicamente entrata in casa. Il colore rosso domina abiti e addobbi perché, secondo la leggenda, spaventa il mostro Nian (che viene scritto con lo stesso carattere usato per la parola “anno”), creatura che terrorizzava i villaggi finché non fu scacciata da rumori forti e tessuti rossi. Da qui l’uso di fuochi d’artificio e petardi, ritenuti capaci di scacciare la sfortuna e attirare prosperità.

Il primo giorno dell’anno lunare è dedicato alle visite agli anziani e allo scambio di auguri, accompagnato dalla consegna delle tradizionali buste rosse con denaro, simbolo di protezione e fortuna. Nei giorni successivi proseguono visite, offerte al Dio della Ricchezza e celebrazioni pubbliche con danze del leone e del drago, spettacoli e fiere templari. Il secondo giorno è tradizionalmente quello in cui le figlie sposate tornano alla casa natale; l’ottavo giorno, numero ritenuto particolarmente fortunato, segna spesso la riapertura delle attività; il quindicesimo giorno la Festa delle Lanterne conclude il ciclo con processioni luminose e indovinelli scritti su lanterne, simbolo di saggezza e rinnovamento.

Accanto ai riti familiari, il capodanno lunare resta anche uno strumento di identità culturale e coesione sociale. Il tradizionale gala televisivo della vigilia, seguito ogni anno da centinaia di milioni di spettatori, nel 2026 è stato segnato dalla presenza di sconcertanti robot umanoidi protagonisti di coreografie, dimostrazioni marziali e sketch, riflesso della centralità che Pechino attribuisce all’innovazione tecnologica e alla robotica avanzata. Tra spiritualità popolare, riunione familiare e modernità tecnologica, la festa rappresenta ancora oggi per milioni di persone un momento di rinnovamento simbolico, memoria collettiva e speranza per l’anno che inizia.