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Confagri Bologna: sul vino la tempesta perfetta, serve sostegno

Confagri Bologna: sul vino la tempesta perfetta, serve sostegnoRoma, 14 feb. (askanews) – Il settore vitivinicolo è vittima di una tempesta perfetta: tra la minaccia di dazi da parte del nuovo governo USA, il calo dei consumi, le forti incertezze sul futuro dettati dai gravi problemi produttivi e la decisione della Commissione UE di modificare in maniera il piano del 2021 sul Beating Cancer (Beca), prevedendo etichette allarmistiche e un inasprimento della tassazione. Da qui l’invito di Davide Venturi, presidente di Confagricoltura Bologna, “in un momento particolarmente complesso per l’intero settore” a un “ripensamento da parte della Commissione UE e un maggior supporto verso il settore agricolo da parte delle Istituzioni Europee”.



“Il recente annuncio del pacchetto di misure a favore del vino del commissario all’agricoltura Hansen riteniamo vada nella giusta direzione. Chiediamo quindi agli eurodeputati bolognesi in particolare di rappresentare le istanze di questo settore strategico per l’economia del territorio metropolitano bolognese”, spiega. La novità emersa dalla Commissione Europea di rivedere il Piano Beca introducendo nuove misure che riguardano l’accessibilità dei prodotti (ad esempio prezzi, tassazione e acquisti transfrontalieri), l’informazione ai consumatori e la regolamentazione della pubblicità degli alcolici includendo in questa lista anche il vino, arriva a distanza di tre anni da quando erano state bocciate dallo stesso Parlamento Europeo che aveva ritenuto il tutto penalizzante per l’intero comparto.


“Come Confagricoltura non ci opponiamo ai nobili principi del Beca di tutela e prevenzione della salute dei cittadini, ma in questo caso riteniamo che il vino debba essere considerato in maniera diversa – aggiunge Venturi – Stiamo parlando di un prodotto, come ad esempio il Pignoletto dei Colli Bolognesi o l’Albana di Romagna, ricco di valori, storia e cultura, che deriva da pratiche agricole che arricchiscono i territori, nonché di un elemento fortemente legato al concetto di dieta mediterranea patrimonio dell’umanità”, conclude.