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Confindustria, da Gozzi ricorso a probiviri per riammissione

| Redazione StudioNews |

Confindustria, da Gozzi ricorso a probiviri per riammissioneRoma, 21 mar. (askanews) – Antonio Gozzi, candidato escluso dalla corsa alla presidenza di Confindustria, ha presentato ricorso al collegio dei probiviri per chiedere di essere riammesso alla competizione. Il ricorso, presentato insieme a Federacciai di cui è presidente, non sarebbe stato accolto.



In una lettera inviata successivamente da Gozzi ai colleghi di Confindustria, l’imprenditore, sottolineando l’importanza dei valori della trasparenza e la chiarezza, riferisce la risposta dei probiviri che avrebbero individuato “vizi formali” nelle dichiarazioni di consenso da lui raccolte. “Non conosciamo al momento – scrive Gozzi – quali vizi formali avrebbero le dichiarazioni di consenso per le quali lo statuto confederale prevede soltanto la forma scritta ovviamente del legale rappresentante dell’associato, senza ulteriori requisiti e/o adempimenti. L’unico dato certo già a disposizione è quello del 73% degli associati che avrebbero espresso complessivamente il loro intendimento avanti la Commissione di Designazione, oralmente o per iscritto. Ciò comporta che gli associati che hanno prestato il consenso alla mia candidatura rimangono pur sempre il 25% del totale complessivo, anche qualora si volessero ravvisare vizi formali degli scritti. Tale 25% del totale è indubitabilmente ed esclusivamente a mio favore e di nessuno degli altri candidati”.


Gozzi difende il suo livello di consenso parlando poi di realtà matematica: “facendo una semplice operazione aritmetica, e rapportando il 25% suddetto al minor totale di coloro che hanno espresso il consenso, la mia candidatura ha ricevuto un consenso sicuramente maggiore rispetto quantomeno ad uno degli altri due candidati invece ammessi, che dovrebbero dividersi tra loro il restante 48% (73-25=48), anche senza voler tenere conto dei consensi espressi verso il quarto candidato poi ritiratosi. Nessuna ‘responsabilità politica’ e nessuna ‘valutazione quantitativa’ può pertanto esimersi dal prendere atto di tale realtà matematica”.