Corte dei Conti, Carlino: noi garanti della finanza pubblica contro gli sprechi
Corte dei Conti, Carlino: noi garanti della finanza pubblica contro gli sprechi
Roma, 24 feb. (askanews) – “E’ indubbio che questa Magistratura, nell’esercizio delle sue funzioni tanto giurisdizionali quanto di controllo, non potrà mai venir meno al ruolo assegnatole dalla Costituzione di garante indipendente della finanza pubblica contro ogni forma di cattiva gestione, di spreco o di danno all’erario e quindi alla collettività”. Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, in merito alla recente entrata in vigore della legge 7 gennaio 2026, n. 1, che “incide in modo rilevante sulle funzioni giurisdizionali e di controllo” della magistratura contabile.
“È questo il codice genetico della nostra Corte, come concepito dai Padri costituenti e riportato chiaramente nel testo costituzionale che, malgrado lo scorrere del tempo, esprime principi tuttora fortemente sentiti nella comunità nazionale e capisaldi indispensabili del vivere civile”, ha aggiunto Carlino. Carlino ha poi preso le distanze “da “talune argomentazioni che, ancorandosi a una supposta ‘paura della firma’, prospettano l’operato della Corte dei conti come un ostacolo all’agire della P.A. Tali posizioni palesano un atteggiamento di sostanziale indifferenza, se non di contrarietà, verso gli strumenti di tutela delle risorse pubbliche, la cui custodia e sana gestione assicurano allo Stato i mezzi indispensabili per svolgere le proprie funzioni e i propri servizi, per soddisfare i diritti dei cittadini e per rendere più prospera e forte la Repubblica”.
Secondo il presidente “dovrebbe essere chiaro a tutti, come lo era per i Padri costituenti, che la Corte dei conti costituisce imprescindibile presidio per l’attuazione di tali alti obiettivi. È evidente che la riscrittura delle funzioni della Corte, così come l’interpretazione delle disposizioni che le regolano, debbono sempre riferirsi e conformarsi ai principi costituzionali, in linea con esigenze di certezza del diritto, di ragionevolezza e di parità di trattamento”.