Domani evento Asgi su ‘confinamento migranti anticamera totalitarismo’
Domani evento Asgi su ‘confinamento migranti anticamera totalitarismo’
Roma, 22 feb. (askanews) – ‘Il confinamento globale dei migranti come anticamera del totalitarismo’. E’ il titolo di un evento organizzato dall’associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), che si svolge domani lunedì 23 febbraio, a Villa Altieri a Roma, dalle ore 10 alle 13.30. Un’arena pubblica che intende aprire un confronto tra giuristi, associazioni, organizzazioni della società civile, studiosi e attivisti sui profondi mutamenti che stanno interessando il diritto e le politiche migratorie, in Italia e a livello internazionale.
“È in atto una trasformazione epocale dei valori fondanti il patto sociale come lo abbiamo conosciuto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. L’idea di un’uguaglianza giuridica tra gli esseri umani – spiega l’Asgi – si sta progressivamente deteriorando e il diritto viene sempre più strumentalizzato per creare speciali condizioni giuridiche caratterizzate da esclusione, confinamento, subalternità e privazione dei diritti di base”. In questo scenario in frenetico movimento, i cittadini stranieri sono i “maggiormente colpiti da una proliferazione normativa finalizzata a creare uno status giuridico differenziato, che conduce milioni di persone in una condizione di vulnerabilità”.
Ma, sottolinea l’avvocato Giulia Crescini, “l’esperienza che si sta maturando in materia di contrazione dei diritti fondamentali rivolta agli stranieri non è che un esperimento di una più generalizzata sovversione dei valori fondati di una società civile”. Un’operazione che “appare come una sorta di anticamera di un totalitarismo pronto a espandersi nei confronti di altre categorie di persone e a rimettere in discussione le basi della convivenza sociale regolate dai valori costituzionali”.
Con il nuovo Patto Ue sul diritto di asilo che l’Europa si accinge a far entrare in vigore e anche guardando a quanto accade “negli Stati Uniti e in Grecia ci stiamo accorgendo ormai da almeno un decennio che attraverso il diritto in Italia e anche magari la forza negli Stati Uniti stanno cambiando dei valori e il modo di intendere le basi fondamentali della società civile, in primo luogo proprio l’uguaglianza tra le persone, la possibilità di essere libere e non sottoposte a privazioni arbitrarie e sistematiche delle libertà fondamentali”, aggiunge l’avvocata.
“Ora, con questo patto Ue, ci accorgiamo – evidenzia – di come con il diritto vengono sovvertiti questi valori fondamentali e riteniamo che questa fortissima limitazione dei diritti fondamentali di una fascia debole della popolazione non serva che per legittimare queste esperienze, introdurle nel nostro sistema normativo, tanto che possano poi diventare anche parte della comunità europea” e venire estese “ad altre fasce della popolazione, come sta già avvenendo ad esempio con le persone che partecipano alle manifestazioni” in Italia.
Attraverso interventi di esperti e momenti di discussione collettiva, l’Arena Pubblica offrirà un’occasione “per analizzare le dinamiche in atto e per individuare strategie comuni di intervento volte a riaffermare i principi democratici e costituzionali oggi messi in discussione”.