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Fai-Cisl: processo morte Singh, riprendere confronto caporalato

Fai-Cisl: processo morte Singh, riprendere confronto caporalatoRoma, 1 apr. (askanews) – “Vogliamo sia fatta luce su quanto accaduto e sia fatta giustizia nei luoghi deputati a farlo, e nel frattempo crediamo sia l’occasione anche per richiedere un nuovo confronto al tavolo interministeriale anticaporalato, per avere un ritorno sulle misure avviate e sui risultati ottenuti, affinché simili fatti non si ripetano più”. Lo ha detto il segretario generale della Fai-Cisl nazionale Onofrio Rota intervenendo oggi a Trento al congresso provinciale della federazione, mentre oggi a Latina si è aperto il processo per la morte di Satnam Singh, giovane operaio agricolo impiegato senza contratto e abbandonato dal suo datore di lavoro dopo una grave ferita.



“Chiediamo ai ministri Calderone e Lollobrigida – ha detto Rota – di riprendere il confronto positivo avviato con il tavolo interministeriale anticaporalato, anche perché servono i decreti attuativi delle novità introdotte con l’ultimo decreto agricoltura, inoltre il metodo del decreto flussi continua a non rispondere adeguatamente al fabbisogno di manodopera e molti lavoratori divenuti irregolari vanno fatti emergere dall’economia sommersa e dall’illegalità”. “Satnam è per tutti noi un simbolo del disumano sfruttamento cui sono sottoposti ancora oggi molti lavoratori e lavoratrici, soprattutto immigrati – ha detto Rota – Dai congressi e dalle assemblee che stiamo svolgendo in tutta Italia, dalle piazze, da tutti gli incontri con i lavoratori, emerge una forte richiesta di giustizia e legalità. Siamo vicini alla famiglia di Satnam e a tutta la comunità indiana di Latina, con cui abbiamo manifestato subito dopo la tragedia”.


Dopo la morte del giovane, “sono stati fatti passi in avanti – ha aggiunto il sindacalista – ma rimane urgente rendere operativi tutti gli strumenti preventivi in materia di sfruttamento e lavoro nero: alcune misure recepite dal governo sono positive perché frutto delle nostre proposte, come la possibilità di denunciare i caporali ottenendo l’inserimento in percorsi di protezione e inclusione sociale, oppure l’incrocio delle banche dati delle imprese appaltatrici per ottenere controlli più mirati, ma bisogna rendere operativi questi cambiamenti in tutti i territori e vanno monitorati per valutarne l’impatto”. “Altra partita fondamentale – ricorda Rota – è quella che l’Italia deve giocare in Europa guardando alla prossima Pac e al confronto con il nuovo Commissario Hansen: il fatto che la stessa azienda in cui lavorava Satnam aveva usufruito in passato di oltre 870mila euro di fondi pubblici, pur sfruttando i lavoratori e non applicando neanche le minime misure di sicurezza e legalità, dimostra che la condizionalità sociale conquistata con l’ultima riforma della Pac va non solo confermata, ma consolidata e applicata concretamente al più presto in tutti i Paesi membri”.