Fedagripesca: serve sostegno reddito anche per lavoratori pesca
Fedagripesca: serve sostegno reddito anche per lavoratori pesca
Roma, 19 feb. (askanews) – Il rifinanziamento previsto dal decreto legge sul maltempo rappresenta un segnale atteso da imprese e territori, ma per agricoltura e pesca le risorse stanziate sono uniche e rischiano di rivelarsi insufficienti rispetto all’entità dei danni già registrati lungo le coste italiane. È quanto afferma Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca.
Il violento maltempo ha infatti determinato tra i 7 e i 10 giorni consecutivi di stop alle attività di pesca in un’area che da sola vale il 23,7% della produzione ittica nazionale, concentrata tra Sicilia, Calabria e Sardegna. Una prima stima dell’associazione quantifica in circa 40 milioni di euro i danni complessivi per pesca e acquacoltura, cifra destinata ad aggiornarsi nelle prossime ore. Per molte imprese, in particolare nel Mezzogiorno, la ripresa sarà complessa a causa dei danni a imbarcazioni, gabbie in mare, sistemi di ancoraggio e strutture di allevamento, oltre all’insabbiamento degli accessi portuali e alle alterazioni dei fondali.
Al Centro-Nord il protrarsi delle condizioni meteo avverse ha comportato una sensibile riduzione delle uscite in mare, cali delle catture e difficoltà operative nei porti. Considerando i tempi necessari per il ripristino delle infrastrutture, lo stop potrebbe tradursi in oltre 20 giorni complessivi di inattività nel periodo invernale, con pesanti ricadute sui redditi, soprattutto per la piccola pesca e per l’acquacoltura costiera. “Temiamo che, a fronte di danni così rilevanti e diffusi, il rifinanziamento unico per agricoltura e pesca non sia sufficiente a coprire le reali esigenze del comparto ittico”, dichiara Tiozzo.
“Per questo chiediamo un rafforzamento della dotazione finanziaria e una ripartizione che tenga conto della specificità e della fragilità del comparto ittico”. Il vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca sollecita inoltre misure mirate di sostegno al reddito: “è necessario prevedere un intervento esplicito anche per i lavoratori della pesca, siano essi dipendenti o lavoratori autonomi soci di cooperative. In assenza di tutele adeguate, il rischio è che le conseguenze del maltempo si scarichino direttamente sui redditi delle famiglie che vivono di mare”.
“La crescente frequenza di eventi estremi legati al cambiamento climatico – conclude Tiozzo – rischia di trasformare queste emergenze in una criticità strutturale per l’intero comparto ittico nazionale. Occorre una risposta strutturale e coordinata, anche a livello europeo, attivando fondi dedicati alle calamità per sostenere la ripresa delle”, in questa ottica l’associazione chiede il rifinanziamento del fondo di solidarietà previsto dal decreto legislativo 154, oggi senza risorse.