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Filiera Italia: crisi Mar Rosso mette a dura prova esportazioni

Filiera Italia: crisi Mar Rosso mette a dura prova esportazioniRoma, 13 mag. (askanews) – “La crisi del Mar Rosso sta mettendo a dura prova le nostre esportazioni”. Così Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia è intervenuto questa mattina al Tavolo sulle conseguenze della crisi nel Mar Rosso al quale hanno partecipato, fra gli altri, il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani e quello delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.



Secondo i dati Centro Studi Divulga, dal Canale di Suez passano il 16% dell’olio d’oliva, il 15% dei prodotti derivati dalla lavorazione dei cereali e il 14% del pomodoro trasformato delle esportazioni agroalimentari italiane, che complessivamente ammontano a un valore di circa 6 miliardi di euro. “I prodotti agroalimentari che partono dal nostro Paese o sono diretti all’Italia passando per Suez sono principalmente quelli destinati o in arrivo da Asia e Oceania – spiega Scordamaglia – di cui la quasi totalità viene trasportata via mare. Accanto a olio, cereali e passata di pomodoro ci sono anche tabacchi (33% dell’export complessivo) e foraggere (40%) ma una quota importante è rappresentata dall’ortofrutta, uno dei comparti maggiormente esposti agli effetti dell’allungamento delle rotte marittime”. Una situazione che si riflette anche sui costi di navigazione, secondo i dati del Centro Studi Divulga da dicembre 2023 a gennaio 2024 le quotazioni del trasporto dal Mediterraneo alla Cina sono cresciute del 659%.


“La crisi quindi – prosegue Scordamaglia – mette sotto scacco il nostro export, attività in espansione che lo scorso anno ha toccato il 65 miliardi di euro, e lo fa in un momento molto delicato per tutta l’industria agroalimentare che da anni sta facendo i conti con lo stallo dei consumi interni e con un’inflazione dei costi alimentari galoppante”. Il comparto del food resta il più danneggiato da questa situazione, con l’ortofrutta che ha quasi dimezzato le esportazioni in quantità di frutta e verdura italiane in Asia (-47%) a gennaio 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat.