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In vigore i nuovi dazi globali di Trump (per ora al 10%)

| Redazione StudioNews |

In vigore i nuovi dazi globali di Trump (per ora al 10%)

Roma, 24 feb. (askanews) – Sono entrati in vigore negli Stati uniti i nuovi dazi globali del 10 per cento voluti dal presidente Donald Trump, annunciati dopo la decisione della Corte suprema che venerdì ha invalidato gran parte delle precedenti tariffe. La nuova sovrattassa, che Trump ha minacciato di portare al 15 per cento, sostituisce i dazi generalizzati finora applicati e quelli previsti da vari accordi commerciali con i principali partner di Washington.

I servizi doganali statunitensi hanno confermato che la riscossione dei dazi bocciati dalla Corte è cessata a mezzanotte ora di Washington (6 in Italia), contestualmente all’entrata in vigore della nuova tariffa del 10 per cento. Il provvedimento si basa su una legge del 1974 che consente al presidente di intervenire per riequilibrare gli scambi in presenza di un grave squilibrio della bilancia dei pagamenti.

I nuovi dazi non sostituiscono le tariffe settoriali già in vigore, comprese tra il 10 e il 50 per cento su comparti come rame, automotive e legname, né si applicano ai prodotti canadesi e messicani importati nell’ambito dell’accordo nordamericano Aceum. Secondo il Budget Lab dell’Università di Yale, la misura porterà il dazio medio effettivo sui beni importati negli Stati uniti al 13,7 per cento, contro il 16 per cento precedente alla sentenza della Corte.

Il decreto ha una durata di 150 giorni, entro i quali l’amministrazione dovrà ottenere l’approvazione del Congresso per mantenere le tariffe. Trump ha definito la decisione della Corte “ridicola” e ha ventilato un aumento al 15 per cento, ma finora non ha firmato un nuovo ordine esecutivo.

Le tariffe annullate dalla Corte si basavano sull’International Emergency Economic Powers Act del 1977, che consente interventi economici senza autorizzazione del Congresso in caso di emergenza, ritenuta non dimostrata dai giudici. Secondo analisti, nel 2025 tali dazi hanno superato i 130 miliardi di dollari e la sentenza apre la strada a possibili rimborsi alle imprese. Il gruppo logistico FedEx ha già avviato un’azione legale contro il governo.