L’Iran: nel nostro mirino le basi Usa nel Golfo
L’Iran: nel nostro mirino le basi Usa nel Golfo
Roma, 28 feb. (askanews) – L’Iran ha confermato di aver preso di mira diverse basi militari statunitensi nella regione del Golfo, tra cui Al-Udeid in Qatar, Al-Salem in Kuwait, Al-Dhafra negli Emirati arabi uniti e la Quinta flotta Usa in Bahrain, dopo l’attacco congiunto israelo-statunitense di oggi. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars. Gli attacchi militari condotti da Stati uniti e Israele contro l’Iran costituiscono una “violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale e rappresentano un atto di aggressione armata”. Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in una dichiarazione ufficiale diffusa dai media di Stato di Teheran Nel comunicato, Teheran sostiene che i raid abbiano colpito infrastrutture difensive e siti civili in diverse città del Paese, denunciando una “palese violazione” dell’integrità territoriale iraniana e della Carta delle Nazioni unite. Il ministero ricorda l’azione militare sarebbe avvenuta mentre Iran e Stati uniti erano impegnati in un processo diplomatico.
La Repubblica islamica afferma di aver partecipato ai negoziati pur essendo a conoscenza delle intenzioni di Washington e di Israele di compiere nuovi attacchi, al fine di dimostrare alla comunità internazionale la legittimità della propria posizione. Ora, si legge, “è tempo di difendere la patria”, e le forze armate iraniane risponderanno con determinazione. Teheran rivendica il diritto alla legittima difesa ai sensi della Carta Onu e afferma che le proprie forze armate utilizzeranno “tutte le capacità” per respingere l’aggressione. Il ministero degli Esteri richiama inoltre le responsabilità delle Nazioni unite e del Consiglio di sicurezza affinché intervengano contro quella che definisce una grave violazione della pace e della sicurezza internazionale.
L’Iran invita infine tutti gli Stati membri dell’Onu, in particolare i Paesi della regione e islamici e i membri del movimento dei non allineati, a condannare gli attacchi e ad adottare misure collettive, sostenendo che l’azione militare contro la Repubblica islamica minaccia la stabilità regionale e globale.