
Melbourne, “Molto bello”: mostra su design italiano fino al 23 marzo
Melbourne, “Molto bello”: mostra su design italiano fino al 23 marzoMilano, 19 feb. (askanews) – Una mostra sulle opere più significative nella storia del design italiano del XX secolo, in un’arco di sessant’anni: dalla prima Triennale di Milano negli anni Trenta fino al movimento Memphis degli anni Ottanta. Il racconto di una storia straordinaria che, grazie alla fusione tra la ricca tradizione artigianale italiana, i progressi tecnologici e industriali e una capacità unica di creatività, sperimentazione e innovazione, ha portato il design italiano ad essere ammirato in tutto il mondo. “Molto Bello: Icons of modern italian design”, questo il nome della mostra che rimarrà aperta al pubblico presso l’Heide Museum of Modern Art fino al 23 Marzo 2025 e di cui si è parlato in un simposio nella giornata dedicata al design italiano organizzato presso il CO.AS.IT, il Comitato assistenza italiani di Melbourne. La mostra è stata presentata da Webuild Australia in collaborazione con l’Italian Australian Foundation, la John and Rose Downer Foundation e Bed Bath N’ Table.
Organizzato in partnership con l’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne, il simposio è stato introdotto da Flavia Marcello, docente presso Scuola di Design e Architettura della Swinburne University of Technology e ha visto la partecipazione dei curatori della mostra, di accademici, designer e architetti di rinomata fama. I relatori hanno accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso i pezzi più importanti esposti nella mostra e ripercorso la storia del design italiano, analizzando l’impatto dello stile e del gusto italiano sul design australiano della metà del secolo scorso e mettendo in luce quanto gli aspetti innovativi dei maestri del design italiano siano stati anche frutto di un vivace scambio culturale. Provenienti da collezioni pubbliche e private in tutta l’Australia, gli oggetti in esposizione includono sedie iconiche, lampade, articoli per la casa, la celebre macchina da scrivere Olivetti Valentine e la leggendaria Vespa. Un percorso che celebra i protagonisti chiave del settore e il loro duraturo contributo alla cultura globale; dai primi eleganti e dinamici lavori di architetti-designer come Gio Ponti e Carlo Mollino, alle creazioni ingegnose e raffinate di Gae Aulenti, Joe Colombo e i fratelli Castiglioni, fino al movimento di Radical Design e Memphis Milano, con figure di spicco come Ettore Sottsass, Nanda Vigo, Gaetano Pesce, e molti altri.
Intervenendo in apertura della giornata, il direttore esecutivo di Webuild Australia e Oceania, Marco Assorati, ha rilevato come “l’influenza del design italiano sia visibile tutto attorno a noi, dalle luci che usiamo, alle sedie su cui ci sediamo, alle automobili che guidiamo e molto altro. Ci insegna – ha spiegato – che ciò che è utile può anche essere bello, e questa è l’essenza del design italiano”. Nelle tante opere portate a termine in Australia e nelle tante sulle quali sta ancora lavorando, ha spiegato Assorati, WeBuild “ha sempre cercato di raggiungere quel livello di ispirazione evocato dal design italiano”. È per questo che, ha concluso il direttore esecutivo, “siamo grati di poter contribuire ad un evento culturale che speriamo possa ispirare le future generazioni di innovatori e designers”, e che “mira anche a rafforzare la nostra connessione con la comunità”. La Console Generale d’Italia a Melbourne, Chiara Mauri, si è detta “particolarmente lieta” di partecipare ad un evento che coincide con le celebrazioni della Giornata Italiana del Design. “Ogni anno questa occasione serve per ricordare il ruolo fondamentale che il design svolge nel plasmare le nostre vite e il nostro futuro – ha detto la Console -. Quest’anno, il tema della giornata è ‘Disuguaglianze: Design per una vita migliore’. Un invito a riflettere su come il design possa colmare le lacune nella società e contribuire a creare un mondo più equo, inclusivo e sostenibile”. Opportunità come quella fornita dalla mostra e dalla giornata di oggi al CO.AS.IT., ha concluso Chiara Mauri, “sottolineano il nostro impegno condiviso per l’innovazione e la cultura. Dimostrano come il design non sia solo una questione estetica, ma un veicolo di cambiamento positivo, capace di plasmare un futuro in cui le disuguaglianze possano essere superate e in cui tutti possano godere di una migliore qualità della vita”.