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Nel parco dell’Appennino progetto per tutelare impollinatori

Nel parco dell’Appennino progetto per tutelare impollinatoriRoma, 25 mar. (askanews) – Aiutare gli insetti impollinatori selvatici che sono in grande sofferenza, per aiutare anche la filiera agroalimentare. E’ in corso nell’Appennino reggiano l’attività di monitoraggio degli insetti impollinatori realizzata nell’ambito del progetto LIFE BEEadapt, cofinanziato dall’Unione Europea e iniziato nel 2022. Per contrastare il declino degli impollinatori sono in atto misure di conservazione che, al momento, coinvolgono ben 64 aziende (destinate ad aumentare) e quasi 70 ettari di superficie agricola. Il progetto sperimenta strategie di adattamento climatico per gli insetti impollinatori selvatici in risposta ai cambiamenti climatici, coinvolgendo attori chiave come le aziende agricole, è coordinato dal Parco nazionale Appennino tosco-emiliano e vede la partecipazione di altri nove partner distribuiti tra Toscana, Marche e Lazio.



Tutti conosciamo le api, ma questo progetto si rivolge agli impollinatori selvatici (circa 1.100 specie) che, a differenza delle api domestiche, sono minacciati d’estinzione in diverse specie. E nel Parco Nazionale dell’Appennino, anche in ottemperanza alla Direttiva Impollinatori del Ministero dell’Ambiente, si sta procedendo al monitoraggio della presenza, distribuzione e ritmi di attività degli impollinatori. Questo consentirà di valutare anche l’efficacia delle azioni intraprese nell’ambito del Progetto LIFE BEEadapt. Il monitoraggio è realizzato secondo una metodologia proposta dall’ Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (ISPRA). Sono stati individuati 12 “transetti” per il monitoraggio degli insetti (lunghezza di 500 metri, con 2,5 metri per lato) sia in prateria d’alta quota che negli agro-ecosistemi dove si pratica la foraggicoltura. Questi transetti vengono percorsi una volta al mese, da giugno a settembre, consentendo agli entomologi del Parco di collezionare dati sulla presenza degli insetti. I dati finora emersi sono purtroppo sconfortanti poiché mettono in evidenza una limitata presenza degli impollinatori anche in aree naturali come quelle monitorate nell’Appennino reggiano.


Nel 2021 il campionamento ha infatti rilevato 83 specie di lepidotteri (di cui 10 nuove per il nostro territorio), 45 specie di apoidei (di cui 29 nuove) e 50 specie di sirfidi.