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Nel vicentino in calo la domanda di campi per semine di cereali

Nel vicentino in calo la domanda di campi per semine di cereali

Roma, 17 feb. (askanews) – Per cereali e colture industriali è crisi nera. Quotazioni di mercato ai minimi storici e rese stagnanti stanno portando gli agricoltori ad una sfiducia totale, tanto che nel vicentino si sta registrando una contrazione degli affitti dei campi per seminare mais e soia, le principali colture dei seminativi per il territorio.

Sarà questo il punto di partenza per parlare delle Tea, le tecniche di evoluzione assistita che potrebbero permettere di superare molte difficoltà, nell’assemblea invernale di Confagricoltura Vicenza che si svolgerà giovedì prossimo al Viest Hotel di Vicenza. Oltre alla presidente Anna Trettenero, interverranno Gianni Barcaccia, professore ordinario di Genetica all’Università di Padova; Cesare Soldi, presidente dell’Associazione italiana maiscoltori (Ami) e il senatore Luca De Carlo, presidente della Nona Commissione permanente del Senato.

“Siamo in un momento nero – conferma Anna Trettenero – Le quotazioni di soia, mais e frumento sono ridicole, gli aiuti comunitari in caduta libera e i costi di produzione in costante aumento. Il quadro è, quindi, molto difficile per gli agricoltori vicentini, tanto che fatichiamo a vedere un futuro perfino a breve termine. Non abbiamo mezzi tecnici per contrastare fitopatie, infestanti e attacchi di insetti, oltre ai cambiamenti climatici, dato che l’Unione Europea riduce il numero di fitofarmaci e i principi attivi a disposizione. Siamo, insomma, nell’impossibilità di difendere e nutrire le nostre colture. Perciò abbiamo deciso di incentrare la nostra assemblea annuale sulle Tea, biotecnologie già applicate in molte regioni del mondo, che hanno portato a un miglioramento delle produzioni e della sostenibilità”.

Sulle Tea anche il ministero dell’Agricoltura sta investendo ingenti risorse, considerandole un punto di svolta nella produzione di varietà più resilienti alle malattie e ai cambiamenti climatici. A livello legislativo, negli ultimi anni, sono stati compiuti importanti passi in avanti. Nel 2023 il decreto legge Siccità ha sbloccato la sperimentazione in campo, mentre nell’autunno scorso il Trilogo dell’Unione Europea (Parlamento, Consiglio, Commissione) ha approvato un accordo provvisorio, riconoscendo le Tea (specialmente sulla categoria NGT1) come equivalenti alle piante convenzionali. L’accordo è visto come un passo decisivo per la competitività agricola nazionale ed europea.