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Sanità, arriva la “Carta di Cernobbio”: 10 azioni per più equità

Sanità, arriva la “Carta di Cernobbio”: 10 azioni per più equitàMilano, 19 mar. (askanews) – Dalla valorizzazione del personale sanitario, alla riforma dei criteri di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non più legato al solo prodotto lordo ma all’impiego delle risorse all’interno di un piano di riforma strutturale del servizio votato all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione e alla ridefinizione dei ruoli e delle funzioni delle articolazioni della sanità pubblica ospedaliera, territoriale, privata accreditata passando per una rivisitazione della preziosa offerta sanitaria di prossimità svolta dalla medicina di famiglia. Dalla maggiore incisiva azione sulla potente leva della prevenzione nell’alveo delle cure primarie territoriali fino all’uso dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione digitale in settori ad alto valore aggiunto non solo nel settore della diagnostica ma anche delle cure ad alto tasso di innovatività di cui l’emblema sono le prime esperienze di ospedale virtuale in Italia. Ecco solo alcuni dei punti della Carta di Cernobbio 2025 che delinea un percorso concreto per garantire un sistema sanitario italiano sostenibile, accessibile e capace di rispondere alle nuove sfide della salute.



Il decalogo sintetizza le principali proposte emerse dalla Cernobbio School, organizzata da Motore Sanità nelle settimane scorse a Villa Erba con il contributo di manager, clinici, amministratori, istituzioni sia del parlamento e del governo della Salute a livello centrale sia dei territori e delle Regioni tra cui la delegazione campana rappresentata da Ugo Trama funzionario della direzione Salute di palazzo Santa Lucia, Giuseppe Limongelli, referente regionale per la rete delle malattie Rare che guida dal punto di vista scientifico la rete nazionale Argo. “La Carta di Cernobbio rappresenta una visione sintetica e concreta, una bussola per orientarsi verso il futuro della sanità italiana – ha sottolineato Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Innovazione – come Governo, abbiamo messo la Sanità digitale al centro delle nostre politiche. Stiamo finalmente riconoscendo lo sforzo straordinario fatto da Regioni e operatori privati per garantire servizi più efficienti e accessibili. Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo una sanità che sfrutti appieno le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, assicurando standard elevati di cura su tutto il territorio nazionale, riducendo disuguaglianze e migliorando concretamente la qualità della vita dei cittadini. È una sfida ambiziosa, ma sono convinto che, lavorando insieme, possiamo vincerla”.


Mariella Enoc, Procuratrice speciale dell’Ospedale Valduce, ha ribadito la necessità di superare la logica della semplice medicina territoriale per costruire un modello più evoluto e concreto di medicina di comunità, capace di garantire una presa in carico realmente integrata. “Non possiamo limitarci a parlare di prossimità in termini geografici: serve un sistema che assicuri continuità di cura, ascolto e responsabilità condivisa, in cui ogni attore – dal personale sanitario alle istituzioni, dalle famiglie al volontariato – abbia un ruolo attivo nella tutela della salute delle persone”. La Cernobbio School, ha sottolineato Enoc, “è stata un’occasione preziosa per interrogarsi su come trasformare questi principi in azioni concrete. Il Servizio Sanitario Nazionale deve rimanere fedele ai suoi valori di universalità, equità e solidarietà, ma per farlo ha bisogno di una visione innovativa: la tecnologia deve essere un mezzo per rafforzare la sanità di comunità, non solo uno strumento di efficienza. L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione possono migliorare la qualità dell’assistenza, ma vanno accompagnate da un investimento nelle competenze digitali, per evitare che diventino un fattore di esclusione e disuguaglianza”. “Al centro della discussione di quest’anno – ha spiegato Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità – c’è stata la necessità di un modello sanitario integrato, in cui tutti gli attori collaborino in modo più efficace per migliorare la presa in carico dei pazienti e ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure. Un tema cruciale, considerando il crescente peso delle malattie croniche e neurodegenerative sulla popolazione italiana. Un altro punto chiave riguarda la governance e il finanziamento del SSN: il documento propone un ripensamento delle risorse, attraverso un utilizzo più efficiente della spesa sanitaria, la riduzione degli sprechi e una regolamentazione più chiara dell’intermediazione privata nella sanità. L’innovazione tecnologica e digitale, come il ruolo della prevenzione e delle vaccinazioni, è un pilastro fondamentale della Carta 2025: il potenziamento dell’intelligenza artificiale e della telemedicina rappresenta un’opportunità straordinaria per migliorare la diagnosi, l’efficienza dei servizi e la gestione della carenza di personale sanitario. Tuttavia, per garantire che queste tecnologie siano davvero efficaci e accessibili a tutti, è necessario investire nella formazione digitale degli operatori sanitari e dei cittadini”.