Sanremo, Conti ricorda Pippo Baudo: un faro per tutti noi
Sanremo, Conti ricorda Pippo Baudo: un faro per tutti noi
Sanremo, 23 feb. (askanews) – “Se esiste ‘Perché Sanremo è Sanremo’ è anche e soprattutto ‘perché Baudo è Baudo’. Queste due frasi viaggiano parallelamente. Pippo è stato un faro, un punto di riferimento per me e, ne sono certo, per tutti i conduttori della mia generazione”. In un lungo editoriale il direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2026, Carlo Conti, ricorda Pippo Baudo, scomparso lo scorso agosto, sul “Quaderno51” del Teatro Ariston.
“Ci sono dei nomi con i quali noi siamo cresciuti – sottolinea – Pippo, Mike Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora e anche Renzo Arbore per la parte che mi riguarda come spalla dei comici. Noi siamo cresciuti con quella TV fatta da loro, inventata da loro, creata da loro, e nel nostro DNA di conduttori c’è qualcosa che abbiamo preso da quei maestri del mezzo televisivo. Personalmente, Baudo era il punto di riferimento. Pensate che, quando ho iniziato a trasmettere in radio e poi a presentare le prime serate a Firenze i miei colleghi della radio mi chiamavano ‘Pippo Conti’, prendendomi un po’ in giro”.
“Negli anni Ottanta, quando Pippo era al massimo della sua espressione artistica, io, nelle mie “seratine” e nel mio lavoro in radio – continua Carlo Conti – diventavo ‘Pippo Conti’. Potete quindi immaginare quale sia stato l’esempio di Baudo per me non solo nella conduzione, ma soprattutto in quel suo senso dell’organizzazione, della direzione artistica, del coordinamento, dell’essere al centro dello spettacolo sia dal punto di vista della presentazione pura sia tacendo contemporaneamente il regista in scena. Perché la differenza fra presentare e condurre è proprio questa: il presentatore, bene o male, lo puo fare chiunque; il conduttore e un regista in scena, colui che detta i tempi del programma. E Pippo, in questo, è stato un maestro assoluto. Anzi, l’ha inventato lui. Soprattutto in questo ruolo, il legame tra Pippo e Sanremo è doppio, triplo, quadruplo”.