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Turismo, la “Nuova guida delle libere viaggiatrici”

Turismo, la “Nuova guida delle libere viaggiatrici”Milano, 30 set. (askanews) – Due volumi con oltre cento itinerari raccontati da due esperte viaggiatrici dedicati a chi ama viaggiare per capire, in particolare alle donne, ma non solo. L’ultimo, dal titolo “La nuova guida delle Libere viaggiatrici – Itinerari per tutte le donne che amano viaggiare”, edizioni Altreconomia, è fresco di stampa e offre a lettrici e lettori una cinquantina di percorsi inediti su scala planetaria; storie di donne – assicura una delle autrici, Iaia Pedemonte, che ha scritto entrambi i libri assieme Michela Bolchini – che non esistono in nessuna guida. Con un obiettivo di fondo chiaro: aiutare l’economia femminile attraverso esperienze di viaggio responsabili, e per questo sostenibili, ma che possano essere anche arricchenti, piacevoli e in grado di lasciare un “ricordo vero”. Perché “scegliere un destinazione dove chi ci ‘ospita’ è una donna – scrive Pedemonte – conviene a tutti” e perché “il turismo responsabile che occupa equamente le donne può essere la leva su cui puntare per vincere le grandi sfide globali, la povertà e le diseguaglianze”. Un’affermazione forte, tratta da un Rapporto dell’Agenzie per il turismo delle Nazioni Unite, che l’autrice corrobora con cifre, citando fatti e stime sull’apporto economico delle donne al settore e all’economia in generale, pur un un contesto di pay gender gap che le penalizza.

Pedemonte e Bolchini, con la loro scelta di percorsi e itinerari, offrono variegate finestre di opportunità di viaggio: dalle guide pioniere del turismo responsabile del Madagascar alle donne che abbattono i muri tra Israele e Palestina, dal viaggio esperienziale negli infiniti mondi dell’India alle scrittrici inquiete di Roma, dallo sguardo femminile nella città di Milano alle “sirene” del Cilento. Le due autrici propongono così un modo diverso per partire e per “stare dalla parte delle donne”, che nel mondo del turismo e delle attività ad esso connesse costituiscono il 60 per cento della forza lavoro. E fanno notare che “nei Paesi dove le donne vivono e guadagnano meglio stanno tutti meglio” e che il numero di viaggiatrici donne ha superato quello degli uomini. Più che un classica guida di viaggi, alla Lonely planet, il volume raccoglie storie che raccontano viaggi, per una lettura da scegliere non necessariamente per scegliere una destinazione da visitare ma, perché no, anche da sfogliare magari d’inverno in poltrona. Per scoprire un caleidoscopio di storie di imprese o piccole attività di artigianato, di enogastronomia, di ospitalità guidate da donne. In rete, per valorizzare le culture locali; che seguono regole etiche, sociali, economiche. Il desiderio di aiutare l’economia femminile permea le pagine del libro, con idee di viaggio divertenti, avventurose, originali, spesso tecnologiche, socialmente utili ed ecologiche. Un capitale umano di donne che organizzano e guidano viaggi o realizzano progetti che favoriscono l’occupazione di altre donne e quindi beneficio a una famiglia o a una comunità. Con una cinquantina di schede da leggere e sperimentare, decine di indirizzi e segnalazioni.