
Vino, alla siciliana Graci la Medaglia dell’Architettura del Vino 2025
Vino, alla siciliana Graci la Medaglia dell’Architettura del Vino 2025Milano, 4 apr. (askanews) – E’ la Cantina ipogea Graci di Castiglione di Sicilia (Catania) la vincitrice della prima edizione ufficiale (dopo l’edizione zero del 2024) del Premio nazionale “MAV – Medaglia dell’Architettura del Vino”, promosso dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Treviso in collaborazione con il Comune di Valdobbiadene. Un’iniziativa che si propone di valorizzare gli interventi architettonici di eccellenza nei territori italiani legati alla produzione del vino, promuovendo un dialogo tra architettura, paesaggio e cultura vitivinicola.
Queste le motivazioni che hanno portato a premiare l’architetto Sebastiano Amore per il progetto per Graci: “La giuria ha particolarmente apprezzato la poetica del linguaggio del progetto, che si colloca in un delicato equilibrio tra elementi arcaici e innovativi. La sua capacità di coniugare delicatezza e forza progettuale è emersa chiaramente, così come l’uso sapiente del materiale roccioso di scavo, impiegato sia nella composizione degli spazi esterni che nella definizione del calcestruzzo, conferendo una sensazione di continuità con il paesaggio circostante. Un aspetto particolarmente degno di nota è l’equilibrio tra il disegno del progetto e la sua interpretazione non finita del contesto, che lascia spazio all’evoluzione e alla trasformazione del luogo. Il progetto si distingue per la sua capacità di mimetizzarsi con l’ambiente, accettando la sfida di integrarsi nel paesaggio siciliano senza forzarne l’asprezza, ma piuttosto valorizzandola attraverso una relazione armoniosa”. La menzione speciale è andata invece a Limito-Labirinto di Vite, progetto di Fernando Bernardi per l’Azienda Agricola Biologica Marco Carpineti di Bassiano (Latina). La menzione Unesco è stata attribuita a Perlage di Farra di Soligo (Treviso) per il progetto di mitigazione dei cambiamenti climatici.
La giuria era composta da esperti nel campo dell’architettura, del paesaggio e dell’antropologia: Ulla Hell, Architetta e fondatrice di PlasmaStudio, Sesto, Bolzano; Giulia Pozzi, Architetta e fondatrice di Fabulismoffice, Berlino; Matteo Meschiari, Antropologo, Palermo; Manuela Bolzonello, Architetta; Pamela Nichele, Paesaggista agronoma. “Il successo di questa seconda edizione conferma il valore del Premio MAV come strumento per promuovere la qualità architettonica e la sostenibilità nei territori del vino – ha dichiarato il presidente dell’Ordine degli Architetti di Treviso, Marco Pagani, rimarcando che “l’architettura gioca un ruolo cruciale nel definire e valorizzare il paesaggio vinicolo, integrando estetica, funzionalità e responsabilità ambientale. I progetti premiati quest’anno dimostrano come sia possibile innovare senza tradire l’identità dei luoghi”.
La cerimonia di premiazione, che si è svolta oggi a Valdobbiadene, “ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra professionisti, enti locali e operatori del settore vitivinicolo, sottolineando il valore di un dialogo costante tra architettura e paesaggio”.