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Autore: Redazione StudioNews

Masaf: nasce la nuova Carte forestale italiana fatta dal Crea

Masaf: nasce la nuova Carte forestale italiana fatta dal CreaRoma, 12 nov. (askanews) – Arriva la nuova Carta Forestale Italiana (CFI2020), consultabile sul sito del Sistema informativo nazionale delle foreste e delle filiere forestali (SINFor) e al link (sian.it/SinForGrafClient/), realizzata dal Crea su incarico della Direzione Foreste del Masaf. Lo comunica il Masaf in una nota.


Si tratta del primo innovativo strumento, dopo la Carta della Milizia Forestale del 1936, in grado di trasmettere una conoscenza approfondita del territorio e della consistenza del Patrimonio forestale nazionale elaborata in modo integrato rispetto ai dati degli Inventari forestali nazionali. La CFI2020 rappresenta uno strumento fondamentale di supporto per le scelte politiche e per l’adozione di opportune azioni di programmazione forestale, a garanzia di una gestione e pianificazione efficace del patrimonio boschivo nazionale. La Carta permette di visualizzare, a scala 1:10.000, la superficie forestale distinta secondo le definizioni di bosco previste sia a fini normativi (da quella nazionale del TUFF, Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali, a quelle regionali qualora presenti) sia per fini statistici (definizione FAO in coerenza con quanto previsto dall’Inventario forestale nazionale). Si tratta di una dettagliata e funzionale rappresentazione vettoriale, derivante dall’aggiornamento e mosaicatura di cartografie tematiche, regionali e locali, basata sulle ortofoto AGEA ad oggi più recenti per l’intero territorio nazionale, a risoluzione geometrica di 20 cm.


Tutte le informazioni georeferenziate disponibili in materia forestale e riguardanti aspetti diversi del territorio italiano, vengono in tal modo messe a disposizione di privati, amministrazioni, enti pubblici e/o competenti sul territorio.

Ucraina, Rutte (Nato): più sostegno “per cambio traiettoria” guerra

Ucraina, Rutte (Nato): più sostegno “per cambio traiettoria” guerraMilano, 12 nov. (askanews) – Le minacce “dirette” e “preoccupanti” anche per “il territorio degli Stati Uniti, l’Europa, l’Indo Pacifico e per la più ampia regione Euro Atlantica” sono la ragione per capire che “dobbiamo stare insieme: Europa, Nord America e i nostri partner globali”. È chiaro il messaggio che il nuovo segretario generale della NATO Mark Rutte da Parigi ha inviato all’Occidente, in merito a quella che dopo 75 anni di vita rappresenta ancora oggi l’alleanza di maggior successo della storia. “Tenere la rotta per il lungo periodo e fare di più che mantenere l’Ucraina nella lotta”, suggerisce Rutte. Il tutto pronunciato dopo la rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca, proprio dalla capitale francese, accanto a Emmanuel Macron. “Dobbiamo mantenere la forza della nostra alleanza transatlantica. La sfida immediata che dobbiamo affrontare è sostenere l’Ucraina” mentre Kiev “si prepara per il suo inverno più rigido” dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, ha aggiunto dopo un incontro con il presidente francese.


Rutte – che domani pomeriggio sarà in Polonia – prima del risultato elettorale americano aveva già toccato altre capitali europee come Berlino e Roma, incassando posizioni ancora molto ferme. E certo nel suo sostegno all’Ucraina Macron non manca di convinzione: Rutte lo sa bene e gliene da’ atto. “E le capacità nucleari della Francia contribuiscono alla sicurezza generale dell’Alleanza”, sottolinea Rutte. “Con le vostre capacità militari e le forze armate, la Francia mantiene la NATO forte ogni giorno”. Oltre alla guida del battel group multinazionale in Romania, e forze schierate in Estonia, “un sistema di difesa aerea francese SAMP/T protegge i confini della NATO nel Mar Nero. I jet francesi pattugliano regolarmente i cieli del Baltico” aggiunge. Una certezza insomma, anche se in molti sono a sostenere che l’Europa debba svegliarsi e prendersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. Ma se la crisi di governo si trascina in Germania, Macron in questi mesi ha saputo ribaltare il voto delle legislative anticipate francesi con un sapiente gioco politico andato a vantaggio della stabilità del Paese. E anche del sostegno a Kiev.


Da Londra Keir Starmer sta spingendo gli alleati occidentali ad aumentare il sostegno per mettere l’Ucraina nella “posizione più forte” possibile prima che Trump entri in carica. Nello stessa logica appaiono essere gli aiuti contenuti nel pacchetto deciso dalla presidenza uscente americana di Joe Biden (da stasera il segretario di Stato Antony Blinken è a Bruxelles, alla Nato, anche per un confronto con gli alleati). “La Francia – prosegue Rutte – ha consegnato artiglieria avanzata, sistemi di difesa aerea, missili da crociera e veicoli blindati. Tra i primi paesi ad addestrare completamente ed equipaggiare un’intera brigata ucraina, la brigata Anna di Kiev. E vi siete impegnati a inviare aerei da combattimento Mirage all’inizio del prossimo anno”.


Chiaro è anche che la Francia sta ancora dando moltissimo. Giusto domenica il ministro della Difesa francese Sébastien Lecornu ha annunciato che Parigi invierà all’Ucraina ulteriori missili SCALP e il sistema missilistico di difesa aerea a corto raggio Mistral. “Per consentire all’Ucraina di lanciare attacchi dietro la linea del fronte, ho firmato un nuovo trasferimento di circa dieci missili Scalp negli ultimi giorni”, ha reso noto Lecornu in un’intervista al quotidiano francese Le Journal du Dimanche. “Forniremo di nuovo missili Mistral, in particolare per proteggere le zone di combattimento”, ha aggiunto, prevedendo che gli attacchi del Cremlino in territorio ucraino probabilmente si intensificheranno nel prossimo inverno. La questione dell’inverno ucraino è stata toccata dallo stesso Rutte che ha detto oggi: “Abbiamo discusso dell’importanza di mantenere il supporto a Kiev mentre gli ucraini si preparano ad affrontare quello che potrebbe essere il loro inverno più rigido dal 2022: dobbiamo impegnarci nuovamente a tenere la rotta per il lungo periodo e dobbiamo fare di più che mantenere l’Ucraina nella lotta”.


Dal canto suo Macron si è detto “contento che tutti (gli europei) siano determinati a spendere di più” per la propria difesa. “È questo programma di autonomia strategica europea che ci consente di avere più soldi e costruire capacità, autonomia per gli europei e capacità di cooperare all’interno dell’alleanza con i nostri alleati non europei”, ha aggiunto.”Questa Europa forte e a lungo termine richiede una base industriale europea rafforzata con posti di lavoro per i nostri cittadini e profitti per le nostre società. Questa è la condizione per uno sforzo duraturo”. E poi Macron ha fatto un riferimento implicito a Trump: per quanto riguarda più specificamente l’Ucraina, il capo dello Stato francese ha descritto il recente dispiegamento di truppe nordcoreane accanto ai soldati russi come una “grave escalation”. E come ha spiegato Rutte “la Russia, collaborando con la Corea del Nord, l’Iran e la Cina non solo minaccia l’Europa, minaccia la pace e la sicurezza,qui in Europa, ma anche nell’Indo-Pacifico e nel Nord America”. Riguardo ai possibili negoziati di pace, Macron afferma che “quando verrà il momento, non si dovrà decidere nulla sull’Ucraina senza gli ucraini e sull’Europa senza gli europei”. Questa affermazione ha un riferimento diretto a quelle di Trump che, durante la campagna, ha insistito sul fatto di poter porre fine al conflitto in “24 ore” .

Al via II edizione premio donne Coldiretti ‘Amiche della terra’

Al via II edizione premio donne Coldiretti ‘Amiche della terra’Roma, 12 nov. (askanews) – Al via la seconda edizione del Premio “Amiche della Terra – Storie di donne che nutrono il mondo”, in cui si celebreranno le donne contadine e il loro ruolo sempre più centrale nel settore agricolo. L’appuntamento è il 13 novembre alle 9 al Centro congressi di Palazzo Rospigliosi, sede della Coldiretti, in via XXIV Maggio 43 a Roma.


Attraverso un’esposizione allestita all’esterno, sarà possibile scoprire le realtà delle imprenditrici agricole che stanno rivoluzionando l’agricoltura italiana. Tra le storie in evidenza, la fattoria sociale che accoglie lavoratori extracomunitari, l’agrigelateria che salva il piccolo borgo, la lana che dalla stalla arriva all’atelier, l’eco-rotaia che si muove tra le vigne e lo yoga che si pratica tra il suggestivo sfondo dei campi di lavanda. Il premio delle Donne Coldiretti è dedicato alle imprenditrici agricole che stanno portando avanti pratiche virtuose che combinano tradizione e innovazione, con un forte impegno per la tutela dell’ambiente e non solo. All’evento saranno presenti oltre al presidente della Coldiretti Ettore Prandini, al segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo e alla responsabile nazionale di Donne Coldiretti Mariafrancesca Serra, il ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone e quello dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida. Inoltre, interverranno personaggi dello spettacolo che hanno puntato sull’agricoltura e donne straordinarie, da sempre vicine alle imprenditrici agricole con iniziative di solidarietà contro la violenza di genere.

Sindacati Ue chiedono stop a riduzione sforzo in pesca in 2025

Sindacati Ue chiedono stop a riduzione sforzo in pesca in 2025Roma, 12 nov. (askanews) – I sindacati e le imprese della pesca europea chiedono alle istituzioni dell’Ue di non procedere a ulteriori riduzioni dello sforzo di pesca nel 2025 e di attendere di poter valutare i risultati, in termini di ripopolamento delle risorse ittiche, del piano pluriennale per il Mediterraneo occidentale (2019-2024) che ha già imposto una riduzione del 40% delle attività di pesca, con conseguenti gravi ricadute economiche ed occupazionali.


È quanto prevede una risoluzione congiunta, sottoscritta dal sindacato europeo dei lavoratori della pesca (Etf) e dalle associazioni datoriali Europeche e Cogeca, che è stata approvata oggi a Bruxelles dalla sessione plenaria del Comitato per il dialogo sociale per la pesca marittima, organo consultivo della Commissione europea. Ne danno notizia Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca, presenti alla riunione di Bruxelles, che sottolineano l’importanza di questa risoluzione nella quale, tra l’altro, si chiede all’Unione europea di adottare un approccio, completamente diverso rispetto al passato, nel determinare le possibilità di pesca e le misure tecniche per il Mediterraneo, attuando una nuova strategia che integri l’aspetto economico e sociale con quello ambientale.

Islam, Lega Toscana: al via raccolta firme per divieto velo a scuola

Islam, Lega Toscana: al via raccolta firme per divieto velo a scuolaRoma, 12 nov. (askanews) – “In classe con la testa libera”. Questo il titolo dell’iniziativa promossa dall’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, dalla Lega Toscana e dal gruppo consiliare regionale toscano della Lega, presentata nella mattinata odierna nella ‘Sala del Centrodestra’ del consiglio regionale della Toscana, a Firenze.


L’iniziativa, alla quale hanno preso parte Susanna Ceccardi, i consiglieri regionali toscani del gruppo Lega e il segretario regionale della Lega Luca Baroncini, mira a introdurre il divieto per le minorenni di indossare il velo nelle scuole, tramite una raccolta firme, sia on line che ai gazebo, e una serie di manifesti di sensibilizzazione affissi a Roma, promossi dal gruppo Patriots for Europe e intitolati ‘è questo il futuro che vuoi per tua figlia?’. “Il velo per le bambine non è un’innocua tradizione religiosa ma un segno di oppressione, discriminazione e sessualizzazione – spiega Ceccardi -. Col velo, le bambine vengono marchiate e limitate nella possibilità di partecipare in modo paritario alla vita scolastica, con pesanti conseguenze in termini di salute psicofisica. La velatura precoce, fenomeno purtroppo crescente in molte scuole italiane ed europee, persino in quelle dell’infanzia, condiziona le bambine al punto che difficilmente saranno in grado di togliere il velo quando saranno adolescenti e adulte. Per questo vogliamo che crescano ‘con la testa libera’. I diritti dei minori e la possibilità di un loro sviluppo libero e autodeterminato nella società sono tra i principi fondanti e inderogabili della nostra democrazia. Servono norme nazionali e anche comunitarie che vietino il velo tra i banchi. E serve una campagna di sensibilizzazione su questo tema, anche tramite un messaggio forte come quello che ho voluto lanciare con i manifesti affissi a Roma dalla Lega e dal gruppo Patriots for Europe”.


“Organizzeremo una specifica raccolta firme sul territorio il 14 e 15 dicembre e inseriremo questo argomento nel programma della Lega per le prossime elezioni regionali – afferma Luca Baroncini, segretario regionale della Lega -. Nel nostro Dna c’è, infatti, la piena difesa dell’identità e mentre c’è qualcuno, anche nel Centrodestra, che sostiene lo ius Scholae, per non parlare della sinistra che si è completamente scordata degli italiani, noi invece, anche tramite la costituzione un apposito Dipartimento, ci occupiamo di tutelare la nostra cultura, le nostre radici cristiane e la nostra identità, valori sui quali non siamo disposti ad arretrare”. “Ringrazio pubblicamente Susanna Ceccardi per aver toccato questa delicata tematica che condivido completamente – dichiara infine il capogruppo Lega in consiglio regionale della Toscana Elena Meini -. Questo sembrerebbe, a prima vista, un argomento a noi lontano e invece è tutt’altro che distante dai cittadini. Nessuna strumentalizzazione, dunque, ma la ferma volontà, anche tramite una mozione che presenteremo a breve in consigli regionale, di preservare la laicità della nostra scuola. Noi tutti Consiglieri regionali, quindi, sosterremo questa iniziativa”.

Il giudice di New York sospende la sentenza su Trump per il caso della ex pornostar Stormy Daniels

Il giudice di New York sospende la sentenza su Trump per il caso della ex pornostar Stormy DanielsNew York, 12 nov. (askanews) – Il giudice di New York, Juan Merchan, chiamato a deliberare sulla sentenza del neoletto presidente Donald Trump per aver offerto denaro in nero all’ex pornostar Stormy Daniels in cambio del suo silenzio su una loro relazione, prima delle presidenziali del 2016.


Trump è stato stato condannato per 34 capi d’imputazione tra cui la falsificazione di documenti aziendali e la sentenza di condanna è attesa per il 26 novembre. Il giudice ha congelato il caso fino al 19 novembre, per offrire ai procuratori la possibilità di valutare se l’immunità presidenziale, concessa dalla Corte Suprema, è applicabile al neopresidente.

Vino, in Italia i maggiori consumatori sono i “boomer” senza figli

Vino, in Italia i maggiori consumatori sono i “boomer” senza figliMilano, 12 nov. (askanews) – Over 55, senza più figli a carico in casa e, spesso, (6 volte su 10) con un reddito sopra la media nazionale. Un universo, rileva un’analisi presentata dall’Osservatorio Unione italiana vini (Uiv) e da NIQ Italia, di 11,3 milioni di famiglie tricolori che è al tempo stesso l’identikit del consumatore casalingo di vino lungo lo Stivale con il 59% della spesa totale della categoria nella grande distribuzione e italiana. Lo studio “I nuovi consumatori italiani di vino e bevande” è stato presentato oggi al Simei alla Fiera di Rho-Pero (Milano) alla presenza, tra gli altri, di Lamberto Frescobaldi e dal consigliere delegato del gruppo Mionetto, Alessio Del Savio.


Protagonisti di una spesa enologica pari a 1,83 mld di euro l’anno, questi “boomer” (con una coda di GenX), lasciano quasi le briciole agli altri 2 grandi cluster individuati: le famiglie con figli (7,8 milioni) non arrivano al 24% della spesa complessiva, mentre le famiglie under 55 senza figli a carico si fermano a meno del 18%. “Assistiamo ad una tendenza che si va affermando la prima tribù è in crescita sempre più evidente, le altre invece faticano, in particolare i segmenti a basso reddito” ha rilevato Eleonora Formisano di NIQ Italia, parlando di “una polarizzazione dei consumi di vino basata su discriminanti divenute strutturali come l’età e la disponibilità economica”. Ed è proprio la spesa media annuale che fa la differenza ed evidenzia la fatica degli italiani che, in generale per alleviarne il senso dell’esborso, hanno aumentato la frequenza d’acquisto (+3,3%) ma diminuito i consumi di vino (-2%). E che in particolare vedono le famiglie con figli spendere per gli acquisti di bevande in media 5 volte meno rispetto alle coppie over 55.Secondo il panel interrogato da NIQ Italia per la fiera di Uiv dedicata alle tecnologie per l’imbottigliamento, oggi sono di più i consumatori di spumanti (63,4%) rispetto a quelli di vino fermo (61%). Un sorpasso fino ad ora impensabile, se si considera che i fermi e frizzanti costituiscono da sempre l’ossatura del vigneto Italia con circa i 4/5 della produzione. Uno specchio dei tempi che si riflette anche nelle mutate occasioni di utilizzo: oggi l’aperitivo è diventato, ai danni dei pasti, il dominus del consumo di alcolici non solo per i giovani GenZ o Millennials ma è passato in cima alle abitudini anche tra i 45-54enni (aperitivo e pasti entrambi al 31%) e si avvicina sempre più a conquistare lo scettro tra gli over 55. Una tendenza cocktail, infine, che si evidenzia plasticamente nell’affermazione di come il 37% dei suoi consumatori (non solo giovani) ne scelga la tipologia in base alla fotogenicità social. “Stiamo assistendo ad una rivoluzione dei consumi che per diversi motivi sta riscontrando una forte accelerazione” ha commentato il responsabile dell’Osservatorio Uiv, Carlo Flamini, aggiungendo che “serve mettersi in gioco per attivare il ricambio generazionale: nei prossimi vent’anni ci saranno nel mondo 400 milioni di giovani consumatori, con cui il vino potrà e dovrà dialogare per fare parte dell’esperienza, non solo di esserla”.


 

Nei mercati di Campagna Amica raccolti 10 mln per bisognosi

Nei mercati di Campagna Amica raccolti 10 mln per bisognosiRoma, 12 nov. (askanews) – Sono oltre 10 milioni i chili di cibo per le famiglie bisognose raccolti negli ultimi sei anni dagli agricoltori della Coldiretti attraverso la Spesa sospesa nei mercati contadini di Campagna Amica. E’ il bilancio dell’iniziativa di solidarietà promossa da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica per sostenere le fasce della popolazione sempre più in difficoltà, come evidenziato dal rapporto Caritas.


Un’operazione che, grazie alla collaborazione e alla solidarietà dei consumatori italiani, ha consentito di dare un piccolo aiuto a oltre 400mila nuclei familiari, con circa 100mila i bambini in condizione di grave privazione. La Spesa sospesa – spiega Coldiretti in una nota- offre la possibilità ai consumatori di fare una donazione libera grazie alla quale acquistare prodotti a favore dei più bisognosi, sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si tratta di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani. Le famiglie bisognose vengono individuate a livello locale assieme alle parrocchie e alle associazioni di solidarietà, con la successiva consegna dei pacchi.

Da Eataly Roma la cena delle Osterie Slow Food

Da Eataly Roma la cena delle Osterie Slow FoodRoma, 12 nov. (askanews) – Per celebrare l’arrivo della nuova edizione 2025 della guida Osterie d’Italia, Slow Food Editore e Eataly organizzano insieme la Cena delle Osterie d’Italia: sarà l’occasione per fare un viaggio nella ristorazione, che la guida di Slow Food da oltre 35 anni racconta, attraverso i piatti di alcuni tra i migliori osti italiani.


L’appuntamento coinvolge in cucina cuoche e cuochi premiati dalla Guida delle Osterie di Slow Food delle precedenti edizioni, che realizzano per l’occasione un menu speciale a più mani e raccontano i loro piatti, la migliore espressione della grande cucina di territorio italiana. Martedì 19 novembre a Eataly Roma Ostiense al centro dell’attenzione ci saranno così Patrizia Corradetti del ristorante Zenobi a Colonnella, sulle colline abruzzesi, già premio migliore interpretazione della cucina regionale 2019, e Gianluca Leocata di Me Cumpari Turiddu di Catania, già premio bere bene 2024.


Ad aprire la cena l’antipasto che consiste in pallotte cacio e ova, ferratelle salate, insalata di lesso di gallina con sottaceti e maionese fatti in casa. Il menu procede con il timballo bianco di crêpes, con verdure di stagione e formaggi e, a seguire, il pesce stocco dell’Ugghiaturi cotto alla brace con cipollotto e pomodoro datterino al cartoccio. Chiusura golosa con lo “scannolo”, una cialda aperta fatta a mano con crema di ricotta, pistacchio di Bronte, mandorla di Noto, canditi e gocce di cioccolato di memoria Modicana.

Giappone, sette mesi duri in vista per governo di minoranza Ishiba

Giappone, sette mesi duri in vista per governo di minoranza IshibaRoma, 12 nov. (askanews) – Sette mesi. Tanti sono quelli che Shigeru Ishiba ha a disposizione per recuperare consenso, prima di rischiare di perdere il posto di primo ministro, che solo ieri è riuscito a vedere riconfermato in un inedito ballottaggio parlamentare con il leader del Partito costituzionale democratico Yoshihiko Noda. Il 27 giugno 2025, infatti, si terranno le elezioni per la Camera dei Consiglieri, la camera alta giapponese, dove il suo Partito liberaldemocratico – in coalizione col più piccolo partito buddista Komeito – ha una maggioranza solida. Questo a meno che non vi siano elezioni anticipate.


Se nel voto per la camera alta, il meno rilevante dei due rami della Dieta nipponica, la sua formazione politica dovesse perdere la maggioranza assoluta, come accaduto alla Camera dei rappresentanti, allora sarebbe difficile per il premier riuscire a mantenere l’esecutivo. Non sarà per nulla semplice. Ishiba, visto l’esito delle elezioni del 27 ottobre, si ritrova da ieri a guidare un governo di minoranza. E, entro la fine dell’anno, dovrà licenziare una legge di bilancio che, giocoforza, non potrà essere quella che il suo partito avrebbe voluto. Questo perché dovrà trattare quanto meno con un partito della minoranza, e quello scelto sembra essere il Partito democratico per il popolo di Yuichiro Tamaki.


Ishiba ne è consapevole e ha detto che sarà necessario trovare “soluzioni creative”. In particolare, il Partito democratico per il popolo chiede un innalzamento della soglia minima di imposta sul reddito. Tuttavia, non è questa la sfida più grave. Il bilancio per il 2025, infatti, prevede una serie di misure necessarie, tra le quali le misure di risposta alle catastrofi naturali e i soldi per la ricostruzione nella penisola di Noto, colpita dal pesante terremoto del Capodanno scorso. Più complicate le misure per la riforma del finanziamento alla politica. Il Partito liberaldemocratico è in una pesante fase calante nei consensi a causa soprattutto di uno scandalo sull’utilizzo di fondi irregolari da parte di molti suoi esponenti. Ishiba ha promesso di riformare il sistema, ma per farlo dovrà trovare consenso nella Camera dei Rappresentanti. Ieri ha voluto incontrare Tamaki e Noda per chiedere loro collaborazione in vista della proposizione alla Dieta di misure in merito nella sessione straordinaria di lavori di dicembre. Non è chiaro però se Noda e il principale partito d’opposizione che guida, reduce di una grande avanzata nelle ultime elezioni, saranno disponibili a rendere la vita più facile al rivale.


Non solo. Su specifiche questioni che riguardano i diritti, la posizione di forza assunta dal Partito costituzionale democratico – che guida alcune commissioni chiave alla Camera dei rappresentanti: dalla Commissione bilancio, a quella per la costituzione, oltre alla Commissione affari giudiziari – potrebbe far nascere alcune inedite maggioranze ad hoc. Per esempio, sul tema della legalizzazioni dei cognomi separati per le coppie sposate, dove c’è consenso tra vari partiti e l’alleato minore dei liberaldemocratici, cioè il Komeito, ma non con i liberaldemocratici stessi, che non sostengono la proposta. L’economia, d’altronde, non appare a sua volta propensa a dare una mano al governo. La crescita appare piuttosto piatta e, secondo il think tank JCER, nel mese di settembre il Pil giapponese è cresciuto su base annua solo dello 0,2%. Questo mentre fattori di politica internazionale, a partire dalla rielezione negli Stati uniti di Donald Trump, fanno pensare che ci si debba preparare a momenti di tensione nell’ambito del commercio. Trump, infatti, nel precedente mandato, ha avuto un approccio protezionista che ha portato problemi non solo ad avversari, come la Cina, ma anche ad alleati come l’Unione europea e il Giappone.


Insomma, il contesto non favorisce la sfida di Ishiba, chiamato a rivitalizzare il suo partito e l’economia del paese, in pochi mesi. E i prossimi mesi saranno decisivi per capire che direzione prenderà la politica della quarta economia mondiale.