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Autore: Redazione StudioNews

Je accuse Ilaria Salis in Ue contro Orban: Maya e io detenute politiche in Ungheria

Je accuse Ilaria Salis in Ue contro Orban: Maya e io detenute politiche in UngheriaBruxelles, 8 ott. (askanews) – L’europarlamentare Avs Ilaria Salis ha attaccato oggi duramente il premier ungherese Viktor Orbßn, durante una conferenza stampa del gruppo della Sinistra a Strasburgo, per il trattamento durissimo che ha subito quando è stata in detenzione preventiva per 15 mesi a Budapest, e per l’analoga situazione in cui si trova oggi un’altra militante, la tedesca Maya T, di 23 anni, estradata dalla Germania in Ungheria con accuse simili alle sue.


Salis ha parlato in vista del dibattito in plenaria che ci sarà domani nella plenaria del Parlamento europeo, con Orbßn che presenterà il programma della presidenza semestrale di turno ungherese del Consiglio Ue, un’occasione per la ex detenuta di rivolgersi direttamente al premier accusato di non rispettare lo stato di diritto. “Io – ha esordito l’eurodeputata – ho conosciuto l’Ungheria dal suo lato peggiore, da dentro un carcere, perché sono stata imprigionata per 15 mesi in custodia cautelare. Ho già denunciato ampiamente le condizioni in cui sono stata detenuta lì. E tra l’altro mi sono trovata sottoposta a un processo politico, con una sentenza già scritta, prima ancora che dai giudici, da numerosi esponenti del governo ungherese. Non ultimo il presidente Orbßn, che quando un mese fa è venuto in visita in Italia mi ha dipinto pubblicamente come una criminale, come se fossi realmente colpevole di quei reati di cui mi hanno accusato senza che ci fosse nessun tipo di sentenza”.


“Oggi – ha continuato Ilaria Salis – sono qui grazie alla solidarietà di decine di migliaia di cittadini antifascisti. Ma la vicenda del processo contro gli antifascisti in Ungheria non è ancora conclusa. Oggi – ha denunciato – si trova in carcere Maya, che è un attivista tedesca, una persona non binaria. E anche lei si trova in custodia cautelare, con accuse simili alle mie; e non è ancora stata fissata per lei nessuna data di processo”. “La Germania ha deciso a giugno la sua estradizione verso l’Ungheria. Tra l’altro – ha riferito Salis – l’operazione di estradizione è avvenuta in piena notte, con modalità molto dure: è stata portata da decine di agenti con il volto coperto, ammanettata mani e piedi. Le è stato messo persino un sacco sopra la testa, non le è stato permesso di di bere durante il trasferimento. E’ stata trasferita prima dalla Germania all’Austria, poi dell’Austria all’ungheria”.


“E tutto ciò – ha aggiunto – è stato fatto dalle autorità tedesche prima che si esprimesse la Corte Costituzionale federale, che poi di fatto si è espressa chiedendo il blocco temporaneo dell’estradizione, ma quando Maya ormai era già stata consegnata nelle mani delle autorità ungheresi. Oggi si trova in carcere a Budapest in condizioni che sono assolutamente contrarie agli standard europei: è sottoposta a isolamento da più di tre mesi e può uscire dalla cElla, se non per l’ora d’aria ogni giorno; viene ammanettata anche per gli spostamenti interni al carcere, e la sua cella è sottoposta a video sorveglianza. Ogni giorno è costretta a perquisizioni personali in cui si deve spogliare completamente nuda”. “Riguardo a questa situazione – ha annunciato Salis – insieme al mio collega Martin Schirdewan abbiamo presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea. Inoltre voglio fare appello ai movimenti trans, femministi e queer, oltre che a tutti gli antifascisti, per mantenere alta l’attenzione sul caso di Maya e per fare tutto il possibile per esprimere la solidarietà più concreta, perché si tratta di una attivista non binaria, detenuta in un paese come l’Ungheria dove la transizione di genere è un fatto illegale”.


“Trovo anche molto preoccupante il fatto che un paese come la Germania, storicamente molto attento allo stato di diritto, al rispetto dei diritti della persona, abbia deciso di collaborare con l’Ungheria di Orbßn in una questione del genere, dove evidentemente i diritti più basilari non sono garantiti. E io ritengo invece che gli Stati membri dell’Unione europea dovrebbero bloccare immediatamente tutte le estradizioni verso l’Ungheria”, ha sottoliineato Salis. “Alla luce di tutto ciò – ha osservato ancora -, secondo me la presidenza di turno da parte di questo governo ungherese del Consiglio dell’Unione europea è assolutamente inopportuna, perché l’Europa unita è nata proprio sulle ceneri del nazifascismo come risposta di cooperazione internazionale, antinazionalista e solidale. Ed è un paradosso che la presidenza possa toccare a qualcuno che dice pubblicamente di voler occupare Bruxelles, e che vuole smantellare l’Unione europea e i suoi valori nel nome di un nuovo nazionalismo. L’Ungheria di Viktor Orbßn è a suo stesso dire una democrazia illiberale, una oligarchia, uno stato etnico e autoritario”, con lui che “è al potere ininterrottamente da 14 anni”. “In Ungheria – ha denunciato Salis – lo stato di diritto non è garantito, i media sono sottoposti a stretto controllo e perfino a forma indirette di censura, le opposizioni sono criminalizzate, la società civile è repressa, c’è una struttura economica di tipo oligarchico, il Welfare è stato ridotto, i gruppi più svantaggiati sono stati ulteriormente marginalizzati, crescono le disuguaglianza sociale e le disparità fra una regione all’altra, i diritti delle minoranze e dei migranti sono calpestati e il razzismo ormai è qualcosa di assolutamente sdoganato dal governo”. “I problemi di Orban sono i diritti delle minoranze, il diritto di asilo, la libertà di espressione, lo stato di diritto, e lui scientificamente, quotidianamente, fa di tutto per poter smantellare queste questi diritti queste garanzie in Ungheria. Tra l’altro alimenta per mezzo della propaganda l’odio, l’ostilità, del popolo ungherese verso quell’Europa che lui definisce come degenerata, e quindi crea questo nemico esterno; ma tuttavia vuole starci dentro per accaparrarsi i fondi economici”. “Non ci sorprendono – ha continuato Salis – i legami di Orbßn con le peggiori destre europee, perché condividono gli stessi valori sovranisti nazionalisti e autoritarie non ci stupisce il fatto che abbia partecipato alla festa della Lega Nord a Pontida, e che abbia fondato il gruppo dei Patrioti per l’Europa. Sostanzialmente Orbßn e i suoi solidali sovranisti sono una variante autoritaria del capitalismo globale, si pongono in modo falso come difensori delle classi popolari quando in realtà lavorano solo a vantaggio delle elite economiche nazionali e sono un ostacolo all’amicizia, la solidarietà, la fratellanza fra i popoli, e rappresentano anche – ha concluso – una minaccia per tutti i cittadini che aspirano a vivere in libertà in Europa”. Infine, a un giornalista che chiedeva se interverrà domani in plenaria al dibattito con Orbßn sul programma della presidenza di turno Ungherese del Consiglio Ue, Ilaria Salis ha riposto: “Sì, sì, assolutamente, pensavo di intervenire domani perché appunto volevo esprimere quello che è il mio punto di vista, anche alla luce dell’esperienza che ho avuto. E poi anche un discorso più generale sull’Europa, sulla presidenza di turno ungherese del Consiglio Ue”.

Protocollo cooperazione tra romena Unifarm e Confindustria Romania

Protocollo cooperazione tra romena Unifarm e Confindustria RomaniaRoma, 8 ott. (askanews) – In occasione della Fiera CPHI 2024, il più grande appuntamento mondiale dedicato all’industria farmaceutica, che copre l’intera filiera dagli ingredienti e dosaggi finiti ai macchinari, biotecnologia e packaging, presso la prestigiosa Sala del Palazzo delle Stelline in Milano, la Compagnia Nazionale Romena Unifarm e Confindustria Romania, rappresentate dal Direttore Generale, Adrian Marius Dobre e dal presidente della rappresentanza confindustriale Giulio Bertola, hanno siglato un Protocollo di cooperazione per sviluppare le relazioni economiche tra Italia e Romania nel settore farmaceutico, attraverso una serie di azioni congiunte.


Le due strutture puntano a promuovere la cooperazione economica tra Paesi sulla base di valori condivisi e di stretti legami, organizzare incontri d’affari, promuovere la partecipazione a mostre e fiere organizzate congiuntamente, organizzare missioni economiche, seminari, simposi, conferenze e altre attività al fine di migliorare la conoscenza delle economiche del settore farmaceutico nei due Paesi, promuovere lo sviluppo delle imprese e la ricerca di partner per scambi commerciali reciprocamente vantaggiosi. Questo accordo apporta benefici significativi a entrambe le nazioni, secondo la nota della rappresentanza confindustriale. L’Italia, da una parte, vedrà le proprie aziende rafforzare la presenza in un mercato estero strategico, promuovendo l’innovazione e la qualità dei suoi prodotti farmaceutici. Dall’altra, la Romania otterrà un accesso facilitato a farmaci di elevata qualità, contribuendo all’innalzamento degli standard di cura e al miglioramento del benessere della popolazione.


Il Protocollo sancisce anche il ruolo e la missione di Confindustria Romania, quale maggiore rappresentanza di Confindustria Italia nell’Europa dell’Est, nell’offrire assistenza in Italia non solo alla Compagnia Nazionale romena UNIFARM, ma anche alle aziende italiane nel settore Pharma/Dispositivi medicali per lo sviluppo del loro business in Romania. Confindustria Romania quindi si distingue come partner strategico in questo processo, svolgendo un ruolo cruciale nella facilitazione del dialogo tra le aziende farmaceutiche italiane e le istituzioni romene. Grazie alla sua esperienza e al radicato network istituzionale, Confindustria Romania è in grado di offrire alle imprese italiane non solo un accesso privilegiato al mercato, ma anche un supporto completo per l’internazionalizzazione delle loro attività. La scelta di Confindustria Romania come promotore di questa collaborazione, rispetto ad altri enti, si basa sulla sua consolidata capacità di creare sinergie e opportunità per le aziende italiane, sostenendo al contempo le necessità del sistema sanitario romeno.


Oltre alla firma del Protocollo, in presenza dei Rappresentanti Ufficiali del Consolato Generale della Romania a Milano e di un’importante e selezionata Rappresentanza di aziende italiane del settore farmaceutico, il Direttore Generale Adrian Marius Dobre ha presentato il ruolo strategico che la Compagnia Nazionale UNIFARM svolge nel sistema sanitario romeno ed il suo ruolo strategico nel garantire che il mercato romeno abbia accesso ai farmaci e alle terapie più recenti ed efficaci per i pazienti romeni. La Compagnia Nazionale UNIFARM è un’azienda farmaceutica nazionale con sede a Bucarest, che lavora in collaborazione con il Governo Romeno, attraverso il Ministero della Salute. Fondata nel 1935, è uno dei principali distributori di prodotti farmaceutici e parafarmaceutici nel Paese e un attore chiave nel sistema sanitario romeno, con un ruolo critico nella garanzia della disponibilità continua di farmaci e dispositivi sanitari per la popolazione.

Cia:su apicoltura italiana serve strategia più forte, vale 500 mln

Cia:su apicoltura italiana serve strategia più forte, vale 500 mlnRoma, 8 ott. (askanews) – “Serve una strategia ad ampio raggio e sul lungo periodo per tutelare il mondo delle api, la cui popolazioni solo in Italia, negli ultimi dieci anni, è diminuita del 30% e mettere al riparo un patrimonio insostituibile per l’agricoltura e il mantenimento della biodiversità. Per questo, occorre riprendere in mano azioni chiave per il settore, dalla Direttiva Breakfast alle campagne di promozione del miele italiano, passando per il Piano controlli sull’import”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, dalla visita in Conapi, il Consorzio Nazionale Apicoltori, a Monterenzio (Bo). L’Italia conta più di 75 mila apicoltori e oltre 1,5 milioni di alveari per oltre 100 miliardi di api, una produzione che si attesta intorno alle 22mila tonnellate di miele e una bee economy da 500 milioni di euro.


L’incontro, con i “coltivatori di biodiversità” per rimarcare le priorità del comparto, fortemente minacciato dai cambiamenti climatici, in primis, ma cruciale per lo sviluppo sostenibile, e messo a dura prova delle contraffazioni del falso miele Made in Italy o, ancora peggio, dal “miele senza api” adulterato e miscelato con quello naturale. Bene, quindi, per Cia l’ok dell’Europa alla Direttiva Breakfast per rendere obbligatoria la menzione in etichetta dell’origine geografica del miele, ma adesso è necessario recepire velocemente tutte le sue nuove disposizioni. Operazione che va, assolutamente, integrata con una campagna di comunicazione ad hoc, in particolare ripartendo dall’educazione alimentare per un consumo consapevole e una corretta informazione su metodi di produzione, valore nutrizionale e ambientale.


Vanno, comunque, arginate con più forza le minacce negli scambi commerciali, definendo concretamente, precisa Cia in una nota, un Piano di controlli sul miele di importazione, almeno per i lotti superiori alle 20 tonnellate provenienti dai Paesi Terzi; migliorando anche nei processi con le nuove tecnologie di screening disponibili e più ricerca in materia. Inoltre, bisogna regolamentare l’uso degli sciroppi, con parametri per distinguere l’adulterazione dalla nutrizione d’emergenza, prevedendo un limite massimo di residuo riscontrabile nel miele che tenga conto delle condizioni d’uso della nutrizione artificiale. Dall’incontro in Conapi, condiviso con il presidente di Cia Emilia-Romagna, Stefano Francia, Fini ha ribadito: “continueremo a portare questi temi sui tavoli istituzionali proponendo soluzioni a tutela del settore, una visione più organica e lungimirante. L’apicoltura non è solo fonte di reddito, ma un bene essenziale e comune, indispensabile tanto per la tutela delle biodiversità e del benessere umano, quanto per lo sviluppo rurale e l’equilibrio ecologico”.


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La Lega del Filo d’Oro consolida la sua crescita anche nel 2023

La Lega del Filo d’Oro consolida la sua crescita anche nel 2023Roma, 8 ott. (askanews) – Un anno di ulteriore sviluppo e crescita, caratterizzato dall’aumento degli utenti seguiti in tutti i servizi, delle attività realizzate e dei progetti completati e avviati: è il quadro che emerge dal Bilancio Sociale 2023 della Fondazione Lega del Filo d’Oro ETS – Ente Filantropico, presentato presso l’Università degli Studi di Milano. Il Bilancio 2023 conferma, quindi, la tendenza positiva riscontrata nell’ultimo anno, consolidando una crescita costante in tutti i settori di attività. Nel 2023 la Lega del Filo d’Oro ha raggiunto 1.230 utenti che hanno beneficiato di uno o più servizi nelle diverse modalità, garantendo loro interventi diagnostici, educativo-riabilitativi e socio-educativi, con un aumento del 9% rispetto al 2022 (e del 31% rispetto ai numeri pre-pandemia), segnando così il numero più alto di utenti mai registrato.


A tale risultato hanno concorso tutti i servizi erogati dall’Ente: il Centro Diagnostico ha trattato 145 utenti (+19%), i cinque Centri Residenziali dislocati sul territorio nazionale hanno ospitato 341 utenti (+5%) e i Servizi e le Sedi Territoriali sono stati punto di riferimento per 848 utenti (+12%), a conferma della crescente capacità della Fondazione di accompagnare le persone anche nei loro territori, per fornire risposte sempre più adeguate ai loro bisogni, là dove esse vivono. Coerentemente con il Piano di Miglioramento della Fondazione, che prevede un maggiore investimento nella costruzione di relazioni sul territorio per supportare gli utenti nei loro percorsi di inclusione, la Lega del Filo d’Oro nel 2023 ha collaborato con oltre mille Enti, di cui 677 coinvolti in modo continuativo nei percorsi educativo-riabilitativi delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.


I risultati ottenuti nel 2023 mettono in luce il percorso di sviluppo strategico in cui l’Ente è impegnato, ampliando i servizi volti a rispondere a un numero crescente di utenti e ad accompagnarli durante l’intero arco della loro vita. Un traguardo importante è stato l’inaugurazione del secondo lotto del Centro Nazionale a Osimo, avvenuta a marzo 2023, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questo completamento ha aggiunto le residenze per gli ospiti di lunga degenza, le piscine, le palestre, la cucina, la mensa e altri servizi, consolidando il Centro come un polo di alta specializzazione, punto di riferimento a livello nazionale per la diagnosi e la definizione di progetti educativo-riabilitavi individualizzati per le persone con sordocecità e pluriminorazione psicosensoriale. La Fondazione prosegue inoltre il suo percorso di espansione territoriale, lavorando alla realizzazione di un Centro Residenziale e Diurno nel Lazio e due nuove Sedi Territoriali in Sardegna e Calabria. Con la recente inaugurazione della Sede Territoriale in Abruzzo, oggi la Lega del Filo d’Oro è presente in 11 regioni italiane, con i suoi Centri Residenziali, Centri Diurni, Servizi e Sedi Territoriali. “Presentiamo il Bilancio Sociale 2023 guardando già a un traguardo significativo che ci attende alla fine del 2024: il sessantesimo anniversario della Lega del Filo d’Oro, che celebreremo il prossimo 20 dicembre”, ha dichiarato Rossano Bartoli, Presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro ETS: “È da questa prospettiva che rileggiamo i risultati dell’anno trascorso, ovvero quella di un’esperienza dalle radici ben salde, ma con lo sguardo rivolto a nuovi obiettivi. Il nostro impegno è fornire risposte concrete ai bisogni di un numero sempre maggiore di persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e delle loro famiglie. Per noi, “crescita” significa ampliare i servizi garantendo standard qualitativi elevati, adattandoci alle necessità in evoluzione e puntando sempre a favorire l’autonomia e il benessere delle persone che assistiamo. I risultati raggiunti ci riempiono d’orgoglio, ma ci spingono anche a guardare avanti, con nuove sfide da affrontare. Questi progetti ambiziosi richiedono il sostegno di tutti e la Lega del Filo d’Oro li porta avanti con spirito di servizio, ispirata dalle parole di Sabina Santilli: ‘Avanti e buon coraggio, senza mai tirarsi indietro””.


Dinanzi alla complessità dei bisogni delle persone con sordocecità e pluriminorazione psicosensoriale, il modello di presa in carico della Lega del Filo d’Oro garantisce una maggiore intensità assistenziale, che si sostanzia in un rapporto operatore/utente al di sopra degli standard fissati dalle norme vigenti e che arriva fino a 2,4 operatori al fianco di ogni ospite. Inoltre, come previsto dal Piano di Miglioramento, l’estensione e il potenziamento dei servizi della Fondazione sono stati accompagnati da una crescita dimensionale dell’organico, che ha riguardato tutte le Sedi: al 31 dicembre 2023 sono 728 i dipendenti della Lega del Filo d’Oro, valore in crescita del 6,7% rispetto al 2022. Anche il numero di volontari, parte integrante del modello di intervento della Lega del Filo d’Oro sin dalla sua costituzione, ha registrato un sostanziale incremento: nel 2023, sono stati 580 i volontari attivi (+25% sul 2022) che hanno donato complessivamente 48.367 ore (+53% sul 2022, di cui 11.826 solo nei soggiorni estivi, passati nel 2023 da 6 a 7 settimane).


Per proseguire nelle attività e per poter pianificare risposte sempre più efficaci per chi non vede e non sente, rimane fondamentale il sostegno della rete di donatori. Nel corso del 2023, le donazioni dei sostenitori privati – individui, aziende o fondazioni – hanno contribuito alla copertura dell’85% delle spese sostenute dall’Ente, confermando la netta e crescente prevalenza dei contributi privati rispetto a quelli pubblici. Complessivamente, la raccolta fondi del 2023 è aumentata del 24% rispetto all’anno precedente ed è anche grazie alla solidarietà e alla generosità di tanti, se la Lega del Filo d’Oro è riuscita ad aumentare e differenziare i suoi interventi, mantenendo alto lo standard dei servizi.

Vino, “Braida” è diventato Marchio storico di interesse nazionale

Vino, “Braida” è diventato Marchio storico di interesse nazionaleMilano, 8 ott. (askanews) – La celebre Cantina di Rocchetta Tanaro (Asti) Braida, una dei simboli del vino piemontese nel mondo, ha ottenuto il prestigioso Marchio storico di interesse nazionale conferito dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un riconoscimento riservato alle aziende italiane che, per oltre mezzo secolo, hanno mantenuto una qualità produttiva d’eccellenza e un forte legame con il territorio, attestando la loro storicità e autenticità.


Fondata nel 1961 da Giacomo Bologna, l’azienda, che celebra quest’anno la sua 63esima vendemmia e conta su 70 ettari vitati, lega da sempre il proprio nome soprattutto alla Barbera (“La Monella”, “Bricco dell’Uccellone”, “Bricco della Bigotta” e via dicendo), ma anche ai vitigni autoctoni come Grignolino, Moscato e Brachetto. “Nostro padre Giacomo oltre a produrre vini piemontesi, nei primi anni commercializzava grandi etichette italiane ed estere, a volte anche scoprendo e lanciando nuovi talenti enologici. Anche per questo, a casa nostra, si sono sempre aperte bottiglie di ogni provenienza, stimolando la nostra immaginazione e il nostro gusto, aprendo la nostra concezione del mondo del vino e della sua produzione e alzando continuamente l’asticella della qualità” raccontano Raffaella e Giuseppe Bologna, attuali proprietari dell’azienda, aggiungendo che “di pari passo, cresceva la nostra consapevolezza e si definiva Braida per come è adesso: dalle prime fiere degli anni Sessanta e Settanta, con uno stand interamente fatto di vino, all’importante lavoro con Giacomo Bersanetti e Chiara Veronelli nei primissimi anni Ottanta, che assieme ai nostri genitori Giacomo Bologna e Anna Martinengo, costruirono un’immagine e uno stile Braida, e le nostre etichette simbolo, che sono le stesse da oramai più di quarant’anni”.


“Oggi – concludono Raffaella e Giuseppe Bologna – la quarta generazione della famiglia Bologna, quella dei nostri figli, si affaccia in azienda con il desiderio di mantenere vivi i valori e lo spirito di innovazione che hanno reso celebri i vini di Braida nel mondo, dando seguito all’impegno profuso finora da tutti noi”.

Casa, idealista: a Roma affitti +12,2% in un anno, +2,7% III trimestre

Casa, idealista: a Roma affitti +12,2% in un anno, +2,7% III trimestreRoma, 8 ott. (askanews) – I prezzi degli affitti a Roma stanno raggiungendo nuovi picchi, spinti anche dall’effetto Giubileo. Secondo un’analisi di idealista, il portale immobiliare leader nello sviluppo tecnologico in Italia, le richieste da parte dei proprietari di case sono aumentate del 12,2% rispetto al 2023, del 2,7% solo nel terzo trimestre del 2024, portando il canone medio a 16,9 euro al metro quadro. Dopo i mesi estivi, i rincari si sono fatti sentire in 14 dei 21 quartieri romani monitorati. Tra gli aumenti più significativi, spiccano quelli di Lido di Ostia (11,5%), Trigoria-Castel di Leva (7,3%), Eur-Torrino-Giuliano Dalmata (5,8%) e Trionfale-Monte Mario (5%). Anche il Centro ha registrato un incremento superiore alla media cittadina del 2,7%, con un aumento del 4,3%, seguito dai quartieri di Monte Sacro (4,2%), Parioli (3,1%), Prenestino (3%) e Aniene-Collatino (2,9%). Altre cinque zone di Roma hanno visto crescite comprese tra il 2,3% di Giustiniana-La Storta-Olgiata e lo 0,1% di Roma est-Autostrade. Al contrario, i quartieri di Portuense-Magliana e Garbatella-Ostiense hanno subito cali significativi, rispettivamente del -9,4% e del -5,3%. Flessioni meno marcate si registrano ad Aurelio (-1,3%) e Ardeatino-Appio Pignatelli-Cecchignola (-1,1%). Anche Prati (-0,8%), Nomentano-Tiburtino (-0,3%) e Cassia-Flaminia (-0,2%) hanno mostrato lievi riduzioni negli affitti durante il trimestre. Sul fronte dei prezzi, il centro di Roma si conferma il quartiere con gli affitti più elevati, toccando i 25,5 euro al metro quadro. Seguono Prati (21,5 euro/m²) e Parioli (20,7 euro/m²), entrambi con prezzi che superano la soglia dei 20 euro al metro quadro. Canoni superiori alla media cittadina di 16,9 euro mensili si riscontrano anche a Nomentano-Tiburtino (19,9 euro/m²), Aurelio (18,4 euro/m²), Appio Latino (18,2 euro/m²) e Trionfale-Monte Mario (17,4 euro/m²). Negli altri distretti, invece, le richieste dei locatori sono più contenute, oscillando tra i 16,7 euro mensili di Cassia-Flaminia e i 10,6 euro di Roma est-Autostrade, quest’ultima rappresentante la zona con gli affitti più accessibili della Capitale.

Tre bar italiani nei primi cento della World’s 50 Best Bars

Tre bar italiani nei primi cento della World’s 50 Best BarsRoma, 8 ott. (askanews) – Ci sono tre bar italiani nella lista dei bar classificati tra il 51esimo e il 100esimo posto dalla World’s 50 Best Bars, che ha svelato oggi l’elenco fino alla 51esima posizione. I 3 bar italiani sono Freni e Frizoni di Roma al numero 53, L’Antiquario di Napoli al numero 78 e Camparino Galleria di Milano al numero 92.


L’elenco esteso anticipa la presentazione di The World’s 50 Best Bars 2024, in programma per il 22 ottobre a Madrid, e comprende bar di 35 città di tutto il mondo, con 12 nuovi ingressi, tra cui il primo in assoluto per lo Sri Lanka, lo Smoke & Bitters di Hiriketya al numero 86. L’Europa mantiene la sua corona di continente con il maggior numero di iscrizioni (18). Ancora una volta i bar degli USA dominano la classifica, con sette locali distribuiti in quattro città. Il Regno Unito è in testa in Europa, con quattro bar su un totale di 18 in tutto il continente. Sono 13 i bar in Asia, di cui tre a Singapore. L’elenco esteso delle posizioni 51-100 include anche due bar australiani, mentre Dubai, Nairobi e Johannesburg sono rappresentate ciascuna da un bar.

Consulta, centrodestra: scheda bianca per l’ultima volta. Schlein: compattezza opposizioni li ha fermati

Consulta, centrodestra: scheda bianca per l’ultima volta. Schlein: compattezza opposizioni li ha fermatiRoma, 8 ott. (askanews) – “Solo per quel senso dello Stato e di responsabilità che è proprio del centrodestra i nostri parlamentari voteranno, per l’ultima volta, scheda bianca, auspicando che anche nell’opposizione prevalga il rispetto delle istituzioni piuttosto che le logiche di parte”, lo hanno scritto i capigruppo di Camera e Senato del centrodestra in una nota in relazione alla votazione per l’elezione di un giudice costituzionale.


“A fronte della esigenza di eleggere il giudice vacante della Corte costituzionale, che a norma di legge dovrebbe essere individuato entro un mese dalla cessazione dalla carica e non dopo 10 mesi, come ogni volta, le forze di maggioranza hanno convocato i propri gruppi per procedere alla nomina – scrivono i capigruppo -. Come noto, l’elezione richiede un quorum più ampio dei numeri su cui può contare la maggioranza parlamentare, e quindi nessuna forzatura o blitz possono essere attuati, come qualcuno prova a raccontare in queste ore. È istituzionalmente imbarazzante l’atteggiamento delle forze di opposizione, che hanno trasformato in un ring di spartizione partitica un dovere così importante del Parlamento”.“La sinistra è arrivata addirittura ad imporre ai propri parlamentari di non ritirare la scheda, temendo che, di fronte all’emersione in sede parlamentare di un nome autorevole, potessero saltare i propri diktat- proseguono -. È molto grave precludere la libertà di giudizio e di espressione a deputati e senatori, che sono stati di fatto limitati nell’esercizio delle proprie funzioni. E ben poca solidità hanno le preclusioni della sinistra verso eventuali candidati che hanno in qualche modo hanno collaborato con l’attuale governo, visto che in passato, e senza polemica alcuna, sono state elette alla Corte personalità che avevano avuto significativi ruoli non solo in politica ma anche nei partiti che le proponevano. Solo per quel senso dello Stato e di responsabilità che è proprio del centrodestra i nostri parlamentari voteranno, per l’ultima volta, scheda bianca, auspicando che anche nell’opposizione prevalga il rispetto delle istituzioni piuttosto che le logiche di parte”.


“La compattezza delle opposizioni ha fermato la forzatura che la maggioranza voleva fare. Ora accettino il dialogo con le opposizioni che si sono rifiutati di avere fino a qui. E quando dico dialogo non intendo fare chiamate spicciole a parlamentari di opposizione per cercare dei voti per andare avanti sulla propria forzatura, intendo chiamare le forze di opposizione a un dialogo sulla composizione della Corte Costituzionale”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando in Transatlantico alla Camera del voto sul giudice costituzionale.“Se esiste una maggioranza qualificata per questo voto – ha proseguito – è proprio perché la Costituzione prevede un dialogo tra maggioranza e opposizione. Noi non siamo stati nemmeno cercati, abbiamo cercato noi un dialogo e la risposta fin qui è stata un muro. Speriamo che il fatto che si siano fermati sia la premessa al dialogo su un passaggio così importante che ha visto storicamente sempre il dialogo tra maggioranza e opposizione”. “Intanto abbiamo appreso dalla stampa che avevano un nome e volevano tirare dritto senza nemmeno avvertire le opposizioni. Dopo il passaggio di oggi, dove la nostra compattezza li ha fermati, mi aspetto che il dialogo si
apra. Poi vediamo come andrà”, ha sottolineato  Schlein, in Transatlantico alla Camera, a chi gli ha chiesto se ci possa essere ancora un dialogo sul nome di Francesco Saverio Marini come giudice della Corte costituzionale.


 

M.O., Conte: strategia Netanyahu fomenterà odio e radicalizzazione

M.O., Conte: strategia Netanyahu fomenterà odio e radicalizzazioneRoma, 8 ott. (askanews) – “Quanto odio, quanta radicalizzazione fomenterà questa criminosa strategia militare del Governo Netanyahu che si rifiuta di distinguere tra miliziani e civili inermi”: è uno dei passaggi chiave del nuovo post sui canali social che il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ha dedicato alle vicende mediorientali, sotto il titolo “Se il diritto e la politica si eclissano e si afferma un’economia di guerra”.


“Scorrono le immagini – scrive l’ex presidente del Consiglio – dell’esercito israeliano che avanza in territorio libanese. Si cumulano alle immagini delle famiglie libanesi, che sfollate e stipate nelle loro automobili, risalgono a Nord con code chilometriche. Non è facile presagire gli esiti di questa deflagrazione nel quadrante medio-orientale. Rileggo le dichiarazioni del ministro israeliano dell’istruzione Kisch che esplicitamente non fa distinzioni tra Hezbollah e il Libano e in una intervista televisiva ha risolutamente affermato che il ‘Libano sarà annientato’ e che ‘non esisterà più come lo conosciamo adesso’”. “Ho riascoltato – sottolinea Conte – il discorso di Netanyahu all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Molto toccante quando ha ricordato i cittadini israeliani trucidati da Hamas e presi in ostaggio. Ma del tutto inaccettabile quando ha sorvolato sugli oltre 41mila civili palestinesi rimasti uccisi dagli attacchi dell’esercito israeliano. Netanyahu stesso ha ricordato che dal 2014 sono 174 le condanne di Israele da parte dell’Assemblea dell’Onu: ma la spiegazione che ha offerto è che l’Onu è diventato un ‘pantano antisemita’. Nessun accenno ai coloni israeliani che occupano abusivamente e con violenza la Cisgiordania. Nessun principio di ‘umanità’ per i civili inermi palestinesi rimasti uccisi, nessuna considerazione per le sofferenze altrui. E intanto dagli Stati Uniti arriva la benedizione per l’invasione del Sud del Libano: saranno ‘incursioni limitate’, garantisce Biden. Su questo fronte, non mi aspetto distinzioni tra Trump e Harris”.


“La storia – accusa il presidente del M5S – non insegna proprio nulla. Si può pensare mai che le occupazioni, le morti, le distruzioni possano creare un orizzonte di pace e sicurezza? Quanto odio, quanta radicalizzazione fomenterà questa criminosa strategia militare del Governo Netanyahu che si rifiuta di distinguere tra miliziani e civili inermi. Nessuno più ricorda che Hezbollah si formò nel 1982 a seguito dell’occupazione israeliana del Libano? La visione manichea di Netanyahu spacca il mondo in due: da una parte la maledizione perseguita dall’Iran, dall’altra la benedizione portata da Israele. Si è vantato orgoglioso: stiamo vivendo ‘giorni di successo storici’, stiamo facendo ‘il lavoro che il popolo di Israele e intere generazioni di israeliani si aspettano che facciamo’. Ma se l’Iran è la maledizione, siamo sicuri che da quest’altro lato ci sia la benedizione? Che ne è del nostro quadro di valori occidentali? Ci rassegniamo a credere che il più ingiusto torto possa essere riparato dalla più feroce rappresaglia? La tutela della integrità e della sovranità territoriale vale giustamente per l’Ucraina ma non per il Libano? Ci adattiamo a giustificare attacchi distruttivi a interi territori senza nessuna distinzione tra terroristi e civili inermi? Accettiamo occupazioni militari di interi territori con i civili superstiti ridotti a vivere in docili stabulari? Accettiamo che chi possiede la migliore tecnologia informatica e militare possa far esplodere a distanza, contemporaneamente, dispositivi elettronici che si presumono in mano a nemici, a prescindere che siano con famiglie, nei bar, in centri commerciali?” “Attenzione! Siamo a una svolta. Se accettiamo tutto questo – avverte Conte – distruggeremo il diritto internazionale umanitario e i principi stessi dello Stato di diritto. A nessuno può essere concessa la licenza di sospendere i principi universali del diritto. Mentre il Diritto è sospeso, la Politica è completamente sparita. È sparito anche solo l’impegno a discernere, a comprendere gli interessi in gioco, le ragioni altrui oltre alle proprie, a costruire percorsi negoziali che – attraverso la faticosa spirale di reciproche concessioni – portino alla cessazione delle ostilità e a prospettive di convivenza pacifica. Si sviluppa fiorente, invece, un’Economia di guerra. Ci illudiamo che la produzione di armi sempre più sofisticate, l’acquisto di armamenti sempre più letali possano garantirci sicurezza. Ormai l’orizzonte di guerra definisce le nostre vite, i nostri investimenti, il nostro futuro. Noi del Movimento 5 stelle non ci rassegneremo mai a tutto questo e faremo di tutto, in ogni sede, per contrastare questo declino dell’umanità, questa spirale di morte e di distruzione. Questo per noi significa essere ‘progressisti’”.

Regione Lazio, Mof e Car al Fruit Attraction 2024 di Madrid

Regione Lazio, Mof e Car al Fruit Attraction 2024 di MadridRoma, 8 ott. (askanews) – Per la prima volta la Regione Lazio, attraverso l’Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) ha unito le proprie forze con due delle principali realtà del settore ortofrutticolo del laziale: il Mof (Centro Agroalimentare all’Ingrosso di Fondi) e il Car (Centro Agroalimentare Roma).


In occasione di Fruit Attraction 2024, una delle principali fiere internazionali dedicate all’ortofrutta, in programma da oggi a giovedì 10 ottobre a Madrid, Arsial presenterà uno stand condiviso con MOF e Car, segnando un passo storico nella collaborazione tra enti chiave del settore agroalimentare. “Fare sistema con le più importanti realtà agroalimentari della Regione – ha detto l’assessore all’Agricoltura, Giancarlo Righini, presente a Madrid – è altamente strategico per un ulteriore sviluppo del settore. Un lavoro sinergico che sono convinto porterà i suoi frutti in termini di competitività, internazionalizzazione, innovazione e sostenibilità. il comparto agroalimentare, fin dal nostro insediamento, ha compiuto notevoli passi in avanti ed è nostra intenzione proseguire su questa strada con forza e determinazione”.