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Autore: Redazione StudioNews

Ucraina, Orban: sempre più leader Ue s’uniscono al campo della pace

Ucraina, Orban: sempre più leader Ue s’uniscono al campo della paceRoma, 13 set. (askanews) – Nel dibattito europeo sulla guerra ucraina, “sempre più leader sono pronti a unirsi al campo della pace” e, tra questi, il cancelliere tedesco Olaf Scholz. L’ha affermato oggi nella sua periodica intervista a Kossuth Radio il primo ministro ungherese Viktor Orban, che ha attribuito alla sua azione l’allargamento del campo trattativista e ha promesso “altri passi sorprendenti”.


Orban ha affermato che “la parte sana del mondo ha sempre sostenuto la pace” e che ci sono “piani di pace sul tavolo”. Poi è tornato sulla sua controversa “missione di pace” e ha sottolineato che il cui obiettivo era “far sì che anche l’Europa occidentale iniziasse finalmente a pensare alla pace” per “spostare i leader europei dalla loro posizione pro-guerra, farli uscire dalle trincee, perché non esiste una soluzione militare a questa guerra”. Il premier magiaro ha detto che è necessario cercare “soluzioni per un cessate-il-fuoco” e, senza la sua missione che l’ha portato a luglio a Mosca, Kiev (e Mar-a-Lago da Donald Trump), “questo dibattito non sarebbe nemmeno iniziato”. Invece – ha proseguito – ora sta emergendo che sempre più leader sono pronti a unirsi al campo della pace. Uno di questi è il cancelliere tedesco. Ho in serbo altri passi sorprendenti per quanto riguarda la missione di pace”.

Frontex: da gennaio -64% di arrivi irregolari di migranti sulla rotta del Mediterraneo

Frontex: da gennaio -64% di arrivi irregolari di migranti sulla rotta del MediterraneoRoma, 13 set. (askanews) – Secondo i dati preliminari raccolti da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, nei primi otto mesi di quest’anno (gennaio-agosto 2024) il numero di “attraversamenti irregolari” delle frontiere dell’Unione europea è diminuito del 39%, arrivando a 139.847: le maggiori diminuzioni degli attraversamenti irregolari sono state registrate ancora una volta sulle rotte dei Balcani occidentali e del Mediterraneo centrale (ovvero in particolare verso l’Italia), rispettivamente con il -77% e il -64%.


In particolare, spiega Frontex, il Mediterraneo centrale ha registrato un calo del 64% degli attraversamenti irregolari delle frontiere (41.250 unità); anche i Balcani occidentali hanno continuato a registrare un forte calo (-77%); la frontiera terrestre orientale e la rotta africana occidentale hanno registrato gli aumenti più elevati, rispettivamente del 193% e del 123%; le tre principali nazionalità dei migranti arrivati quest’anno sono Siria, Mali, Afghanistan. Il calo nel Mediterraneo centrale è in gran parte dovuto alle misure preventive adottate dalle autorità tunisine, libiche e turche. Un altro fattore che potrebbe aver ridotto i flussi migratori irregolari su questa rotta sono gli accordi firmati dall’UE e dai singoli Stati membri con i principali Paesi di ultima partenza. Il Mediterraneo centrale rimane la rotta migratoria più attiva verso l’UE, ma è seguito da vicino dal Mediterraneo orientale, che ha registrato un aumento del 39%, passando a 37.163 persone.


Le reti criminali, ricorda Frontex nel suo report, sono altamente adattabili e cercano nuovi modi per massimizzare i loro profitti. Nel Mediterraneo orientale, con l’aumento della pressione migratoria dalla Turchia, i contrabbandieri utilizzano sempre più spesso motoscafi per raggiungere le isole greche, più difficili da individuare rispetto ai gommoni. Anche il numero di rilevamenti sulla rotta dei Balcani occidentali ha continuato a diminuire in modo significativo nei primi otto mesi di quest’anno, con un calo del 77% fino a poco più di 14.669 unità. La rotta dell’Africa occidentale ha continuato a registrare un numero di rilevamenti senza precedenti. Alla fine di agosto, il numero totale di arrivi nelle Isole Canarie era superiore a 25 500, con un aumento del 123% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le frontiere terrestri orientali hanno continuato a registrare un numero elevato di arrivi quest’anno, con un aumento del 193% per raggiungere circa 11 270 unità. Sulla rotta della Manica, il numero di rilevamenti nei primi otto mesi del 2024 è aumentato del 13%, raggiungendo i 41.078.

Con Golf Made in Italy il nostro Paese tra le top ‘golf destination’

Con Golf Made in Italy il nostro Paese tra le top ‘golf destination’Roma, 13 set. (askanews) – Far diventare l’Italia la principale ‘golf destination’ al mondo. E’ questo l’obiettivo di ‘Golf Made in Italy’, la prima fiera internazionale dedicata al golf italiano, in programma dal 15 al 19 ottobre 2025, presso SiciliaFiera a Catania. L’appuntamento è stato presentato all’hotel Bulgari a Roma, alla presenza tra gli altri del ministro dello Sviluppo Economico, Adolfo Urso e del presidente della Federgolf, Franco Chimenti.


“Le fiere da sempre sono la vera piattaforma industriale del Paese. L’Italia è la seconda potenza fieristica europea e la quarta nel mondo e non possiamo non avere una fiera del golf italiano per sviluppare un’importante occasione di business rappresentata dal turismo e dall’industria del golf”. Lo ha detto Pietro Piccinetti, imprenditore e tra gli ideatori di Golf Made in Italy, sottolineando che il turismo golfistico “è il più grande mercato dei viaggi legati allo sport” ed è considerato “lo strumento con il maggiore potenziale per stimolare il turismo”. Proprio in questa ottica il ministro Urso ha annunciato un collegato alla manovra che potrebbe avere come titolo “Destinazione Italia”, finalizzato, tra le altre cose, a “incentivare la destagionalizzazione del turismo golfistico, quello termale, la nautica da diporto e gli eventi congressuali”.


Anche il presidente Chimenti, capace di portare la Ryder Cup in Italia – “la più bella manifestazione mai organizzata nella storia della competizione” – si è detto entusiasta del progetto. “Uno dei miei obiettivi per i prossimi quattro anni alla Fig è quello di far diventare il golf uno degli sport più popolari e queste iniziative non possono che contribuire positivamente per il raggiungimento del risultato”. Chimenti con la Ryder Cup al Marco Simone Golf e Country Club ha indicato la strada: in una settimana la competizione ha attratto oltre 270.000 visitatori con 318.000 pernottamenti commerciali e 262 milioni di euro di indotto economico aggiuntivo.


Negli ultimi anni il mercato globale del turismo golfistico è in continua, rapida crescita. La spesa media giornaliera e la durata dei soggiorni sono più alti rispetto alle vacanze dei non golfisti. La possibilità di praticare il golf 12 mesi l’anno consente di destagionalizzare l’offerta turistica rendendo il nostro Paese, in particolare il Sud Italia, una meta ideale per gli amanti di questo sport, ha sottolineato Riccardo Tirotti, direttore commerciale del Marco Simone Golf & Country Club, nel comitato organizzatore della Ryder Cup 2023, e uno degli ideatori di ‘Golf Made in Italy’. “Nel mondo ci sono oltre 70 milioni di praticanti e quest’anno le vacanze dedicate al golf saranno più di 25 milioni. Il fatturato globale dell’industria del turismo golfistico per il 2024 è stimato in 38 miliardi di euro con una crescita media vicino al 10% annuo dal 2016”, ha ricordato Tirotti. “Il nostro goal sarà quello di far arrivare in Sicilia 330 tour operator da tutto il mondo per presentare loro il golf nelle 20 regioni italiane. La manifestazione ‘Golf Made in Italy’ non solo sarà una vetrina per circoli, resort e alberghi italiani ma darà spazio a tutte quelle realtà che ruotano intorno a questo mercato e che difficilmente trovano spazio nelle fiere, come le aziende di trasporto locale, produttori enogastronomici o società che offrono visite guidate e altre esperienze sul territorio”, ha spiegato Sofia Cappellini, anche lei co-founder della manifestazione. “Saranno anche invitati i rappresentanti di fondi di investimento e gli operatori finanziari che vorranno investire nel nostro Paese e in particolare nel settore del golf”, ha aggiunto.

L’allarme di Confindustria: gas più caro, effetto negativo sull’inflazione

L’allarme di Confindustria: gas più caro, effetto negativo sull’inflazioneRoma, 13 set. (askanews) – Risale il prezzo del gas in Europa con ricadute negative in arrivo sul fronte dell’inflazione. A lanciare l’allarme è il Centro Studi di Confindustria nella Congiuntura Flash.


Dopo il balzo in agosto (+17,2%), a settembre il prezzo del gas in Europa si mantiene a 36 euro/mwh, da un minimo di 27 a marzo. Scende invece quello del petrolio, a 74 dollari al barile, da un massimo di 90 in aprile. Entrambi i prezzi sono più alti rispetto ai livelli del 2019. “Il gas più caro – avverte il Csc – alzerà i prezzi dell’elettricità per famiglie e imprese, agendo negativamente sull’inflazione”.

Bucci: non lascio la Liguria ai “signori del no” (e “i renziani a Genova restano con noi”)

Bucci: non lascio la Liguria ai “signori del no” (e “i renziani a Genova restano con noi”)Roma, 13 set. (askanews) – Una candidatura che resta “civica”, con “una visione della città e una strategia per la Regione” e con un “ampio sostegno”. Così il sindaco di Genova Marco Bucci, ospite a Start su Sky TG24, parla della sua corsa per il centrodestra alle prossime elezioni regionali in Liguria: “La sfida è portare la Liguria e Genova sul cammino intrapreso, non lasciarla nelle mani dei ‘signori del no’, che non vogliono le infrastrutture e sostengono la decrescita felice”.


“I liguri non sopportano quelli che non vogliono le infrastrutture, quelli che non hanno mai lavorato e si limitano a dire solo no. I liguri vogliono persone pronte a costruire il futuro”, dice Bucci. “L’assessore e i consiglieri” renziani, ovvero in quota Iv, “rimangono con noi, nella Giunta” genovese, “così mi hanno detto personalmente. Molti del resto hanno rinunciato ad andare nel campo largo e restano con noi, stessa cosa vale per Azione”, ha inoltre assicurato Bucci. “Il problema non è partitico, non è centrodestra o centrosinistra, ma è solo la voglia di costruire il futuro della Liguria per i nostri figli e lo ha già fatto, continua a farlo, anzichè affidarsi a chi non ha mai costruito nulla”, ha concluso.


Quanto all’inchiesta che ha portato Giovanni Toti a un passo indietro, Bucci chiude: “Io non commento, quando lavorano i magistrati, nel rispetto dei quali ho grandissima fiducia, non commento mai”.

Kim ispezione fabbrica bombe nucleari: pronti contro minaccia Usa

Kim ispezione fabbrica bombe nucleari: pronti contro minaccia UsaRoma, 13 set. (askanews) – Il leader supremo nordcoreano Kim Jong Un, visitando la struttura che si occupa di produrre materiali necessari alla costruzione di ordigni nucleari, ha affermato oggi che “le minacce nucleari perpetrate dalle forze vassalle guidate dagli imperialisti statunitensi sono diventate più palesi e hanno superato la linea rossa”, pertanto Pyongyang deve continuare a rafforzare il suo arsenale nucleare per “confrontarsi costantemente con gli Stati Uniti e contenerli”.


L’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana KCNA ha mostrato alcune foto della visita del numero uno del regime nordcoreano, in cui si vede Kim ispezionare una sala fitta di centrifughe, dando indicazioni a quattro persone, due in divisa militare, due in abiti civili con la caratteristica spilletta del Partito dei lavoratori coreani, il partito unico. Secondo la KCNA, il “rispettato compagno” Kim era accompagnato da Hong Sung Mu, primo vicesirettore del Comitato centrale del Partito dei lavoratori di Corea. Il dispaccio dell’agenzia ha sottolineato come il leader ha “elogiato altamente gli scienziati, i tecnici e i funzionari del settore della produzione di armi nucleari per aver portato a termine senza fallire il piano di produzione di materiali nucleari necessari alla fabbricazione di testate, nutrendo uno spirito rivoluzionario fermo e incrollabile”.


Kim ha visitato la sala di controllo della base di arricchimento dell’uranio e le centrifughe separatrici. Ha sottolineato “la necessità di aumentare ulteriormente il numero di centrifughe per incrementare esponenzialmente le armi nucleari per autodifesa, fedeli alla linea del Partito sulla costruzione delle forze armate nucleari, senza accontentarsi dei successi ottenuti”. La visita segue un forte invito da parte del leader a spingere ulteriormente sul fronte della produzione di armi nucleari dei giorni scorsi, in un momento in cui Pyongyang sta stringendo fortemente la sua partnership con la Russia, anche a costo di qualche mal di pancia da parte dell’altro grande alleato storico del paese, la Cina.


L’enfasi sullo sviluppo nucleare, però, potrebbe anche essere legato alla necessità di sviare l’attenzione sui problemi interni che si sono determinati con le recenti alluvioni, le quali hanno provocato ingenti danni a un’economia già particolarmente fragile. Secondo il servizio d’intelligence della Corea del Sud, NIS, diversi funzionari sono stati giustiziati perché ritenuti responsabili della scarsa risposta all’emergenza. In ogni caso, la Corea del Nord è già oggi una potenza nucleare con un considerevole arsenale. Secondo un recente rapporto della Federation of American Scientists (FAS), a gennaio 2024 Pyongyang aveva già pronte 50 testate nucleari e in deposito materiale fissile per assembleare 90 testate.


“Dall’anno 2006, la Corea del Nord ha fatto esplodere sei dispositivi nucleari, aggiornato la sua dottrina nucleare per riflettere il ruolo irreversibile delle armi nucleari per la sua sicurezza nazionale, e ha continuato a introdurre una varietà di nuovi missili testati su nuove piattaforme di lancio”, ha dichiarato Hans Kristensen, direttore del progetto di informazione nucleare della FAS. La situazione di questo arsenale resta incerta rispetto alla sua utilizzabilità, ma la Corea del Nord ha ormai anche sviluppato una forza missilistica altamente diversificata in tutte le principali categorie di gittata. I ricercatori della FAS hanno documentato come siano stati sviluppati missili tattici a corto raggio, missili basati sul mare e nuove piattaforme di lancio, come i silo e le piattaforme sottomarine. Inoltre, hanno rilevato progressi della Corea del Nord nella tecnologia dei missili a combustibile solido, che migliorerà la sopravvivenza e la mobilità della sua forza missilistica.

Milano, tre giovani morti nell’incendio di un emporio di articoli cinesi

Milano, tre giovani morti nell’incendio di un emporio di articoli cinesiMilano, 13 set. (askanews) – È di tre morti il bilancio di un incendio avvenuto ieri sera intorno alle 23.00 a Milano in un emporio di articoli cinesi in via Ermenegildo Cantoni 3. Le vittime sono tutte giovani e di nazionalità cinese: si tratta di due fratelli di 19 e 17 anni e un’altra giovane di 24 anni.


Sul posto sono intervenuti cinque mezzi del comando di Milano dei vigili del fuoco che hanno lavorato tutta la notte per domare le fiamme e poi procedere alla messa in sicurezza del magazzino. Indagano carabinieri e polizia scientifica per capire le dinamiche del tragico evento. Sul posto anche 118 e polizia locale.

Incidente tra un treno merci e un treno passeggeri a Milano: un ferito, ritardi sulla linea

Incidente tra un treno merci e un treno passeggeri a Milano: un ferito, ritardi sulla lineaRoma, 13 set. (askanews) – Incidente tra un treno passeggeri e un treno merci questa mattina a Milano, in via Pallanza, all’incrocio con viale Fulvio Testi. La dinamica è da chiarire ma dalle prime ricostruzioni il treno merci sarebbe deragliato dopo che si sarebbe improvvisamente sganciato un container, finito poi sui binari contro il treno passeggeri. Una persona è rimasta ferita, si tratterebbe del macchinista.


Sul posto i vigili del fuoco con sei squadre, per mettere in sicurezza l’area e i passeggeri sui convogli. “Circolazione ferroviaria rallentata da stamattina nel nodo di Milano per lo svio di un treno merci di un’impresa ferroviaria esterna al Gruppo Ferrovie dello Stato”. Lo fa sapere la stessa Fs in una nota: “La dinamica è in corso di accertamento. I treni da e per Torino e Domossola percorrono linee alternative”, il che ha causato ritardi e rallentamenti. Intanto “prosegue l’intervento dei tecnici”, ma a causa dell’incidente, “i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali possono essere instradati sul percorso alternativo e registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 90 minuti e subire cancellazioni o limitazioni di percorso”. Mentre “i treni regionali della linea Torino – Milano subiscono limitazioni di percorso, hanno origine e terminano la corsa a Milano Porta Garibaldi”.


Il vicepremier e ministro Matteo Salvini sta seguendo con attenzione le conseguenze dello svio tra un treno e un container nel nodo di Milano, avvenuto questa mattina. Al momento sono rilevati rallentamenti con particolare riferimento ai convogli da e per Torino e Domodossola. Lo fa sapere il Mit. (foto di archivio)

Industria eurozona torna a calare a luglio: -0,3% mese, -2,2% annuo

Industria eurozona torna a calare a luglio: -0,3% mese, -2,2% annuoRoma, 13 set. (askanews) – È tornata a calare a luglio la produzione dell’industria nell’area euro, con un meno 0,3% rispetto al mese precedente dopo la dinamica piatta segnata a giugno e le contrazioni di maggio (-0,9%) e aprile (-0,2%). Lo riporta Eurostat, secondo cui nel paragone su base annua la produzione risultava diminuita del 2,2% a luglio, uno smorzamento rispetto almeno 4,1% di giugno.


Guardando ai dati mensili, la flessione più forte a luglio ha riguardato i beni di consumo durevoli (-2,8%), seguiti dai beni di investimento (-1,6%) e dai beni intermedi (-1,3%). In Italia, ricorda l’ente di statistica comunitario, a luglio la produzione industriale aveva registrato un calo dello 0,9% rispetto al mese precedente.

Pil, Confindustria: nel III trim. servizi frenano ma industria cala meno

Pil, Confindustria: nel III trim. servizi frenano ma industria cala menoRoma, 13 set. (askanews) – Dopo il +0,2% registrato dal Pil italiano nel secondo trimestre dell’anno, con l’export che perde quota, le indicazioni per il terzo trimestre sono di minore crescita nei servizi e di un’attenuazione nel calo dell’industria. L’inflazione rallenta nell’Eurozona e “finalmente famiglie e imprese saranno aiutate dal taglio dei tassi, che stimola consumi e investimenti”. Risale però il prezzo del gas in Europa. E’ il quadro che emerge dalla Congiuntura Flash diffusa dal Centro Studi di Confindustria.