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Autore: Redazione StudioNews

Volkswagen Italia: Christoph Aringer nuovo Ad

Volkswagen Italia: Christoph Aringer nuovo AdMilano, 9 set. (askanews) – Passaggio di testimone in Volkswagen Group Italia: a partire da oggi, Christoph Aringer ricoprirà il ruolo di Amministratore Delegato precedentemente svolto da Marcus Osegowitsch che, dopo tre anni di successi al vertice, si dedicherà a nuovi incarichi all’interno del Gruppo Volkswagen.


“Volkswagen Group Italia può vantare una solida posizione di mercato e una rete di concessionari altamente professionali; il nostro compito per il futuro è continuare a rafforzarci come team”, ha affermato il nuovo Ad di Volkswagen Group Italia, Christoph Aringer.

UsOpen Sinner: non è stato facile, ho cercato di restare concentrato

UsOpen Sinner: non è stato facile, ho cercato di restare concentratoRoma, 9 set. (askanews) – Cinque anni passati velocemente. Da entrare nei primi cento del mondo ad aver vinto due Slam nello stesso anno. E’ il mondo di Jannik Sinner passato attraverso la vittoria della Coppa Davis ed un caso doping che è stato gestito in modo tale da essersi sgonfiato prima ancora di fare notizia. “È passato tutto molto velocemente – afferma l’altoatesino nella conferenza stampa di chiusura degli Us Open – Ricordo la partita con Wawrinka sull’Armstrong. Contro Kohlschreiber a Vienna sono entrato in spogliatoio e mi sono detto ‘Sei per la prima volta nei primi 100′. Ho passato tante cose in modo veloce, in qualcosa ci ho messo di più, ma è giusto che sia così. Questo mi dà la fiducia che posso migliorare. Mi fa capire quanto è importante la mentalità e la testa”. Due slam nello stesso anno: “Vincere due Slam in un anno è abbastanza sorprendente, soprattutto lo US Open, dove non avevo aspettative. In Australia sapevo che potevo giocare un buon tennis, ma era diverso. E’ stato un sollievo. perché nella mia testa sapevo che stavo lavorando per quello e non sai mai se vincerai un Grand Slam o no. Ma quando ne vinci uno sai di essere in grado di farlo. Qui è stato difficile perché le condizioni prima del torneo non sono state facili. Sento di essere cresciuto match dopo match e il mio livello di fiducia si è alzato sempre di più. Nella prima partita ho avuto tanti dubbi, tante cose nella testa. Dopo O’Connell mi sono sentito meglio in campo, sono riuscito ad alzare il livello. Con Paul ho trovato ritmo dopo essermi trovato sotto. Dopo la vittoria con Medvedev avevo buone sensazioni. La semifinale e la finale sono state diverse secondo me. Ti senti in modo diverso, c’è più attenzione e ci metti più energia. Non è facile prendere solo un momento”. E’ arrivato a New York dopo settimane dure chi ha permesso di superare questi momenti: “Quello che mi ha permesso di farlo sono state le persone che sono con me tutti i giorni, le persone che mi conoscono da quando sono molto giovane e anche la mia famiglia, il mio team e tutti coloro che mi supportano quotidianamente. Cerco sempre di restare insieme a loro, soprattutto nei momenti difficili, perché so che mi possono aiutare in quelle circostanze. Era ed è ancora tutto nella mia mente, non è che sia sparito. Ma quando scendo in campo cerco di concentrarmi sul gioco, cerco di gestire la situazione nel miglior modo possibile, comunico con la squadra. Alla fine della giornata cerchiamo sempre di migliorarmi come giocatore. È quello per cui ci alleniamo. Non è stato facile, ma ho cercato di rimanere concentrato e immagino di aver fatto un ottimo lavoro rimanendo mentalmente lì, su ogni punto. Ho gestito bene le tre settimane, il titolo a Cincinnati mi aiutato a prendere confidenza. La stagione finora sta andando molto bene, ma non è ancora finita. Devo migliorare certe cose e ci devo lavorare”. Sinner e Alcaraz si sono divisi gli slam quest’anno, situazione destinata a proseguire nel tempo: “È bello vedere che ci sono nuovi campioni e nuove rivalità. Ci sono giocatori e ci saranno sempre giocatori che mi faranno migliorare come tennista, perché ci saranno momenti in cui mi batteranno. A quel punto dovrai trovare il modo di vincere contro questi giocatori. Oggi abbiamo visto che non è tutto perfetto. Avrei potuto servire un po’ meglio, ma questo mi fa capire che il lavoro non si ferma mai. È un lavoro continuo. Se vuoi essere un tennista migliore devi sempre lavorare e devi avere la tua routine giornaliera. Penso che sia bello per lo sport avere nuovi campioni”. Si torna a parlare della gestione del momento: “Durante il torneo? È difficile spiegare tutto, perché io e il mio team e le persone che mi sono vicine sapevamo quello che io avevo passato negli ultimi mesi. Non è stata solo una settimana prima del torneo, si parla di mesi. In questo momento, come dicevo prima, sto provando a chiudermi con le persone, cercare di capire cosa mi sta succedendo e poi provare ad accettarlo. Ovviamente è stato difficile godermi certi momenti. Il modo in cui mi sono comportato o in cui ho camminato in campo in certi tornei prima di questo, non è stato il solito quindi chiunque mi conoscesse sapeva che qualcosa non andava bene. Durante questo torneo ho ricominciato a sentirmi un po’ meglio, non importava il risultato. Quindi questo torneo mi ha aiutato. Adesso è bello avere un po’ di tempo per poi ripartire in Cina”. Ha dedicato il titolo alla zia: “Mia zia è una persona molto importante, perché quando i miei genitori lavoravano tutto il giorno e magari dovevo andare a qualche gara di sci, ci andavo con lei. Mi ha sempre aiutato in estate, quando i miei lavoravano e io avevo qualche giorno libero. Quando sei giovane non ti alleni tutti i giorni, quindi stavo molto con lei ed è una persona molto importante nella mia vita. Soprattutto quando ho vissuto periodi difficili, ho provato a vederla da una diversa prospettiva. Le cose purtroppo capitano, ma la vita reale è qualcosa di diverso. Noi viaggiamo molto, quindi è molto difficile passare del tempo con le persone che ami davvero, ma se avessi più tempo, sicuramente lo passerei con le persone davvero care. È ancora un momento difficile, ma lo devo accettare. Non è tutto perfetto”.


E’ il momento di dirsi bravo? “È stata una bella corsa. Sicuramente vincere il primo titolo del Grand Slam dell’anno ti dà fiducia e ti dà buone sensazioni. Dall’altra parte devi sempre continuare a lavorare, non finisce mai. Prima di ora non ho mai avuto del tempo libero per dirmi che ho fatto un buon lavoro. Devo dire un grande grazie al mio team, perché cerchiamo di provare sempre lavori nuovi, cose diverse dal punto di vista tattico, di capire come puoi giocare meglio contro certi avversari, come si può lavorare su certi colpi. Ho passato tanto tempo in palestra, perché so che fisicamente ho ancora molto da migliorare. Questi sono tutti sacrifici che fai per il futuro. Quindi dobbiamo continuare a lavorare. Nella mia testa so di non essere perfetto e non lo sarò mai, ma cerchiamo sempre di migliorare il mio gioco. In modo che dopo, al termine della mia carriera, potrò dire di aver fatto tutto il possibile per essere al 100%”. Le reazioni del mondo del tennis non lo hanno stupito: “Non lo so, devi chiederlo agli altri giocatori. Quello che posso dire è che la reazione dei giocatori in generale è stata positiva, anche quando tutto è emerso. Poi ci sono state alcune opinioni differenti, ma ci sta. Questo non avviene solo nel tennis, succede anche in altri sport e in altri lavori. Non ci si può far nulla. È per questo che devi avere persone vicine a te, le persone che sanno davvero cosa succede e cosa stava succedendo al mio team. Perché non è una cosa che riguarda solo me. Posso parlare solo per me e sono molto contento di questo traguardo”. Infine la notizia che ci saranno nuovi ingressi nel team: “Sì, lo avevo già in mente. Secondo me non aveva tanto senso giocare la Coppa Davis, perché non sarei al 100% e rischierei anche di perdere. Abbiamo un’ottima squadra, lo sanno tutti e io cercherò di essere lì domenica. Poi dipende come andranno le cose, se saranno già qualificati vedo cosa fare. Se invece è importante la sfida contro l’Olanda, mi farebbe piacere essere lì. Nel team avremo ancora entrate, ma non ne voglio parlare ora. Lo sapremo tra qualche giorno”.

Vino, il Super Tuscan “Caiarossa 2021” ancora su La Place de Bordeaux

Vino, il Super Tuscan “Caiarossa 2021” ancora su La Place de BordeauxMilano, 9 set. (askanews) – La Cantina toscana Caiarossa di proprietà della famiglia olandese Albada Jelgersma per l’ottavo anno porterà il suo vino su La Place de Bordeaux, la più antica rete di distribuzione di fine wines che mette insieme Chateaux, négociant e wine merchant di tutto il mondo. Il 10 settembre la nuova annata, il “Caiarossa 2021”, sarà presentata al ristorante “La belle Saison” della città francese, alla presenza di Alexander Van Beek e Jerome Poisson, rispettivamente direttore generale e regisseur di chateau Giscours e Caiarossa.


“Uno sbocco naturale, che testimonia il legame tra Caiarossa e Bordeaux” ha detto Van Beek, sottolineando che “Caiarossa è un’azienda giovane che ha saputo pazientemente crescere e affermarsi, e il vino che porta il suo stesso nome è armonioso e preciso, esprime tutta la personalità di questa tenuta unica. Caiarossa colpisce per la sua forza naturale, la sua chiarezza e la sua atmosfera, lontana da lussi artificiali” ha aggiunto, parlando di “una nuova generazione di Super Tuscan, espressione perfetta di Riparbella e della Costa Toscana”. “Caiarossa 2021”, la più emblematica referenza dell’azienda di Riparbella (Pisa) è un blend di Cabernet Franc e Syrah con Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese, Grenache e Petit Verdot, invecchiato in barrique per almeno 14 mesi, che ha già raccolto punteggi entusiastici dalla critica enologica internazionale: 96 per James Suckling, 95 per Wine Spectator (che ha parlato di “power and grace”), 95 per Decanter, 95+ per The Drinks Business (che l’ha definito “the strongest Caiarossa yet tasted”).

Ed Sheeran pubblica l’album “+-=÷× (TOUR COLLECTION)”

Ed Sheeran pubblica l’album “+-=÷× (TOUR COLLECTION)”Milano, 9 set. (askanews) – La superstar globale Ed Sheeran pubblicherà “+-=÷× (TOUR COLLECTION)” il 27 Settembre. Sheeran ha fatto l’annuncio ieri sera dopo aver affascinato i fan durante la tappa di chiusura del suo Mathematics tour mondiale del 2024 a Cipro. “+-=÷× (TOUR COLLECTION)” riunisce alcune delle più grandi canzoni di Ed Sheeran fino ad oggi dell’era decennale degli album album “matematici”. La raccolta sarà disponibile su CD, 2xLP (Bright Vinile blu), e sulle piattaforme digitali. I formati fisici includeranno l’accesso a delle esclusive note vocali di Sheeran. Sarà inoltre disponibile una nuovissima selezione di prodotti di merchandise correlati. Ed Sheeran è un artista che ha definito un’epoca e ha venduto quasi 200 milioni di dischi in tutto il mondo. Dopo aver iniziato il suo Mathematics tour da record a Dublino nel 2022, Sheeran ha portato il suo spettacolo di successo in tutto il mondo raggiungendo un sorprendente totale di 133 show! Con un altro spettacolo questo mese a Rio De Janeiro, Sheeran ha annunciato un altra serie di spettacoli europei per il 2025 (il 14 giugno a Roma) che faranno parte della tappa finale del suo Mathematics tour, continuando a battere record e a fare la storia.

Cina e Usa si parlano sul clima, ma a frenarli lo spauracchio Trump

Cina e Usa si parlano sul clima, ma a frenarli lo spauracchio TrumpRoma, 9 set. (askanews) – Quando Stati uniti e Cina parlano tra loro in un clima positivo, fa notizia. Tuttavia, in questo momento di cambiamento imminente della leadership americana, è difficile dire quanto tale consenso possa essere duraturo. E’ accaduto per il clima: gli inviati per il clima dei due paesi a Pechino hanno promesso di lavorare assieme per ridurre le differenze sul percorso di riduziona di gas serra. Ma, vista l’esperienza passata, su questa promessa pende come una spada di Damocle la possibilità che nelle elezioni presidenziali di novembre possa vincere Donald Trump, che sul clima ha idee molto diverse dall’attuale amministrazione Biden.


John Podesta, l’inviato americano, ha tenuto un ciclo di colloqui a Pechino, in particolare con il suo omologo cinese Liu Zhenmin, oltre che col ministro degli Esteri Wang Yi. La sua visita si è conclusa venerdì e il responsabile Usa ha parlato di “ottime discussioni”. Pechino e Washinngton, in questo contesto, hanno ribadito l’intenzioone di “ospitare congiuntamente” un vertice per la questione delle emissioni di metano e altri gas diversi lal CO2 durantre la COP29, che si terrà a Baku a novembre, secondo i due comunicati. Podesta e Liu hanno inoltre concordato di “rafforzare ulteriormente il dialogo e gli sforzi di collaborazione” per aiutare a rendere la Cop29 un successo e “applicare le rispettive leggi per vietare le importazioni illegali e promuovere la conservazione globale delle foreste e la gestione sostenibile”.


Tuttavia, questi risultati, al di là dei toni ottimistici, sono piuttosto interlocutori alla luce della contingenza politica. “Come previsto, non c’è stato un cambiamento significativo nelle posizioni, ma c’è stata una certa comprensione reciproca su finanziamenti e emissioni di gas diversi dalla CO2”, ha commentato al South China Morning Post LI Shuo, direttore del China Climate Hub presso l’Asia Society Policy Institute (ASPI). “Il sentimento generale è positivo e le due parti volevano mantenere l’impegno sul clima”, in vista delle prossime elezioni americane. In effetti, sarebbe stato complicato per sia per Pechino sia per Washington assumere impegni specifici, alla luce dell’incertezza su chi succederà a Joe Biden alla Casa bianca. Trump considera il cambiamento climatico una “bufala” e ha ritirato gli Stati uniti dall’Accordo di Parigi del 2015, oltre a sospendere i colloqui sul clima con la Cina nel 2017.

Vino, Consorzio: esportato il 92% delle 14 mln bottiglie di Gavi Docg

Vino, Consorzio: esportato il 92% delle 14 mln bottiglie di Gavi DocgMilano, 9 set. (askanews) – Delle oltre 14 milioni di bottiglie di Gavi Docg prodotte, il 92% ha attraversato i confini nazionali per raggiungere le tavole di Inghilterra 62%, Stati Uniti 13%, Germania 6%, Russia 4% e poi Giappone, Irlanda, Malta, Olanda, Canada, Emirati Arabi, fino a toccare oltre 100 nazioni nel mondo. La Gdo (52%) e l’Horeca (48%) sono i canali di vendita che assorbono l’intera produzione. Oltre un milione di bottiglie (l’8% del totale) sono state vendute in Italia: l’88% al Nord (42% in Piemonte e 46% altre regioni) e il rimanente 12% diviso tra Centro e Sud. Lo ha reso noto il Consorzio Tutela del Gavi a pochi giorni dalla vendemmia che quest’anno ha rispettato i tempi tradizionali della raccolta del Cortese.


“Sono dati incoraggianti per la Denominazione e per tutta la filiera, che ha un valore di oltre 70 milioni di euro. Ora è fondamentale investire nella crescita del valore del Gavi, puntando su canali più specifici, nel mondo e in Italia” afferma il presidente del Consorzio, Maurizio Montobbio, spiegando che “è essenziale mettere l’identità del Gavi Docg al centro delle nostre strategie di promozione, lavorando sui mercati che così bene ci hanno accolto, continuando a valorizzare il territorio che esprime un potenziale davvero unico al mondo”. “Questo vino è, infatti, prodotto esclusivamente con uve 100% Cortese, un vitigno dalle radici millenarie nel Piemonte sudorientale, l’unica area in Italia dove viene coltivato in purezza. Il Cortese ha dimostrato una straordinaria resilienza e notevole capacità di adattamento al cambiamento climatico” prosegue Montobbio, ricordando che “cinquant’anni fa, i produttori decisero di puntare sul Cortese, e oggi quella scelta si rivela vincente. Grazie al terroir unico e alla viticoltura di alta qualità, il Gavi Docg è diventato un vino estremamente riconoscibile e rappresentativo. E possiamo ancora crescere”.


“Il consumatore internazionale apprezza il Gavi Docg divenuto nel corso degli anni un vino bianco classico sia a livello piemontese che nazionale” commenta Sara Repetto, Wine Ambassador del Consorzio, rimarcando che “il suo successo è dovuto alle caratteristiche intrinseche dello stesso, quali freschezza e mineralità, in particolar modo nella versione di annata. Si presta bene ad essere degustato come aperitivo e nell’accompagnare la cucina etnica: una riconoscibilità premiata, soprattutto in UK, sia nel canale Horeca che nel canale Gdo”.

”C’era una volta Boris”, l’omaggio con tanti ospiti a Mattia Torre

”C’era una volta Boris”, l’omaggio con tanti ospiti a Mattia TorreRoma, 9 set. (askanews) – Dopo gli appuntamenti di luglio in piazza San Lorenzo a Viterbo e nel Sacro Bosco di Bomarzo, la programmazione estiva degli eventi del Tuscia Film Fest si conclude con una tre giorni dedicata a una delle serie televisive italiane più popolari e di culto e a Mattia Torre. “C’era una volta Boris” è il titolo dell’appuntamento che si terrà dal 12 al 14 settembre a Viterbo nel cortile del Palazzo dei Priori (piazza del Plebiscito) e che vedrà i registi e gli interpreti di Boris incontrarsi e confrontarsi con il pubblico e il reading dedicato a Mattia Torre di Valerio Aprea.


Si parte giovedì 12 settembre con lo sceneggiatore e regista della serie Giacomo Ciarrapico che sarà accompagnato da Ninni Bruschetta (interprete di Duccio Patanè, il direttore della fotografia, fautore della smarmellata), Antonio Catania (Lopez, il delegato di rete e produttore esecutivo che tiene i rapporti con la troupe) e Andrea Sartoretti (uno dei tre sceneggiatori perdigiorno, svogliati ma ben retribuiti). Venerdì 13 settembre appuntamento con Paolo Calabresi (il capo elettricista Biascica), Eugenia Costantini (Cristina Avola Burkstaller, la “nuova star” de Gli occhi del cuore 2), Carolina Crescentini (Corinna Negri, la protagonista femminile de Gli occhi del cuore 2), Carlo De Ruggieri (Lorenzo, lo stagista della fotografia tanto schiavizzato quanto appassionato del suo lavoro) e Massimo De Lorenzo (un altro dei tre sceneggiatori); con loro l’altro regista della serie Luca Vendruscolo.


La chiusura sabato 14 settembre sarà dedicata a Mattia Torre. “A questo poi ci pensiamo” è il titolo della serata e dell’ultima raccolta di pezzi postuma di Torre, uno dei tre sceneggiatori e registi di Boris scomparso nel 2019. Accompagnato da Enrico Magrelli, Valerio Aprea (interprete, in Boris, di uno dei tre sceneggiatori) rievocherà il lavoro, la scrittura e l’amicizia che lo hanno legato a Torre, leggendo alcuni brani del libro che rappresenta un vero e proprio scrigno di tesori nascosti: tra monologhi, dialoghi, racconti, ma anche solo bozze, appunti, o ipotesi per sviluppi futuri. Sarà presente la famiglia di Mattia Torre, da sempre legata al territorio della Tuscia. Diretta da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo e prodotta da Fox dal 2007, Boris (“La fuori serie italiana”) è stata trasmessa per le prime tre stagioni dai canali satellitari Fox e FX e successivamente in chiaro da Cielo. Nel 2011 ha avuto una trasposizione cinematografica mentre nel 2022 è stata realizzata la quarta stagione revival, prodotta da The Apartment e pubblicata sulla piattaforma streaming Disney+.


Nonostante l’iniziale ridotta platea televisiva dovuta alla programmazione su un canale satellitare, Boris è divenuta nel tempo un prodotto di culto nel panorama seriale italiano grazie al passaparola che a posteriori ha favorito la diffusione della serie e la nascita spontanea di una nutrita fanbase. Molti suoi dialoghi, frasi e citazioni sono entrati, negli anni, nell’uso comune e meme iconici sui social e sulle chat digitali. I biglietti dell’evento (euro 2,50 più eventuali diritti di prevendita) sono acquistabili sul sito del Tuscia Film Fest (www.tusciafilmfest.com/boris2024) e a Viterbo presso il Museo Colle del Duomo e il Museo dei Portici.


In caso di maltempo gli eventi si terranno presso la Sala Alessandro IV del Palazzo dei Papi (piazza San Lorenzo, Viterbo). “C’era una volta Boris” è organizzato dall’Associazione Cineclub del Genio di Viterbo nell’ambito degli eventi estivi del Tuscia Film Fest e in collaborazione con l’Italian Film Festival Berlin. Tra i partner istituzionali e non della manifestazione: MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Enit, Regione Lazio, Comune di Viterbo, Fondazione Carivit, ANCE Viterbo, Sacro Bosco di Bomarzo, Associazione Tuscia Terra di Cinema.

Baby Gang in tour: dal 25 ottobre non solo live in Italia

Baby Gang in tour: dal 25 ottobre non solo live in ItaliaMilano, 9 set. (askanews) – Baby Gang è tornato sotto i riflettori per la sua musica con l’album “L’Angelo del Male”, entrato al #1 della classifica ufficiale Fimi/Gfk e certificato Oro, alimentando sempre più la voglia dei fan di vederlo live e vivere finalmente in prima persona l’intensità dei suoi brani che hanno raggiunto i 2 miliardi di streaming su Spotify.


Da ottobre, il protagonista della scena urban porterà finalmente sul palco la sua energia, la sua capacità unica di connettersi con il pubblico e i suoi testi taglienti che hanno guadagnato il plauso internazionale. A grande richiesta, il suo tour percorrerà tutta Europa: Baby Gang è stato certificato nel 2023 il rapper italiano più ascoltato all’estero su Spotify e nella sua carriera ha collaborato con artisti conosciuti a livello internazionale come Lacrim, Jul, Raf Camora, Morad e Russ millions. Imperdibile anteprima del tour nei club europei The end of the world european tour sarà quella del 25 ottobre al Circo Momo de L’Aquila, il primo vero concerto della carriera di Baby Gang, finalmente libero di dedicarsi alla sua musica e ai suoi fan, portavoce dei giovani italiani di seconda generazione, cresciuti sulla strada ma con l’idea di costruire un futuro migliore in cui ci siano rispetto e parità. Seguiranno nove live nei più importanti club europei, dal Bataclan di Parigi, all’Astra di Berlino.


A dicembre Baby Gang torna in Italia con La fine del mondo tour con 3 attesissime date nei palasport italiani. Questi tutti i concerti (prodotti da Trident Music): 25 ottobre al Circo Momo de L’Aquila (DATA ZERO) 28 ottobre al Razzmatazz di Barcellona 29 ottobre a La Riviera di Madrid 31 ottobre allo X-TRA di Zurigo 2 novembre alla Live Music Hall di Colonia 4 novembre al Cirque Royal di Bruxelles 5 novembre al Bataclan di Parigi 6 novembre al Rockhal Club di Lussemburgo 8 novembre all’Arenavägen 75 di Stoccolma 10 novembre all’Astra di Berlino 12 dicembre al Palaprometeo di Ancona (inizialmente prevista il 27 aprile 2024) 14 dicembre all’Unipol Forum di Assago, Milano (inizialmente prevista il 6 maggio 2024) 21 dicembre all’Inalpi Arena di Torino (inizialmente prevista il 30 aprile 2024) Sono aperte le prevendite.

Allerta lingua blu in Sardegna, Coldiretti: epidemia si allarga

Allerta lingua blu in Sardegna, Coldiretti: epidemia si allargaRoma, 9 set. (askanews) – E’ allarme in Sardegna per la diffusione dell’epidemia di Lingua Blu, i cui focolai di infezione si sono moltiplicato da Nord a Sud, con centinaia di casi confermati e molti ancora in corso di accertamento. Le segnalazioni delle aziende di allevamento raccolte da Coldiretti Sardegna, che chiede un incontro urgente con la presidente regionale Alessandra Todde, cadono però nel vuoto, denuncia la confederazione agricola: “gli assessorati regionali competenti continuano a rimanere inerti, aggravando una crisi che sta causando perdite ingenti non solo in termini di animali, ma anche di fatturato. Una inerzia che ha amplificato un problema che si sapeva sarebbe arrivato ma su cui non è stato messo in campo nessun intervento”.


“È gravissimo che, nonostante mesi di appelli e solleciti, non siamo ancora stati incontrati dalla Regione. L’inerzia sugli interventi richiesti sta causando perdite devastanti per le aziende pastorali sarde. Di questo passo si stanno mettendo a serio rischio le aziende in vista della campagna latte e degli agnelli. Un durissimo colpo in un momento in cui il settore stava viaggiando a buoni livelli e che sarebbe devastante per i mercati del latte, delle carni e del formaggio”, sottolineano Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna e Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna. Gli allevatori chiedono un intervento immediato e concreto su vaccini e antiparassitari. “Abbiamo segnalato il pericolo fin dall’inizio dell’anno, ma la Regione non ha ancora attivato nessun piano di intervento adeguato – sottolinea Cualbu – è intollerabile che non si sia agito in tempo per vaccinare gli animali e supportare gli allevatori nell’acquisto degli antiparassitari”.


Per Luca Saba, inoltre “l’inerzia degli assessorati dell’Agricoltura e della Sanità ha portato a una situazione critica, per questo chiediamo un incontro urgente alla presidente della Regione, Alessandra Todde, perchè a questo punto riteniamo fondamentale un suo intervento”.

Libri, “Ritratto di bestie selvagge”, tornano le indagini di Malatesta

Libri, “Ritratto di bestie selvagge”, tornano le indagini di MalatestaRoma, 9 set. (askanews) – Lorenzo Mazzoni torna in libreria” Ritratto di bestie selvagge”, un nuovo capito della saga dedicata all’ispettore Malatesta, lo “sbirro anarchico”.


Quattro banditi mascherati da Banana Splits, gli animali antropomorfi protagonisti di un vecchio show televisivo, assaltano, con armi giocattolo, l’ufficio postale di uno sperduto paese della campagna ferrarese e si dileguano senza lasciare tracce. L’azione è rivendicata con un volantino che riporta la sigla Brigata Libero Montesi, in onore di un ex partigiano, poi scrittore di romanzi polizieschi, finito nel dimenticatoio da molti anni. I vertici della polizia vedono la mano di gruppi sovversivi dietro la rapina, ma l’ispettore Malatesta conosce bene la storia di Libero Montesi e ha un’opinione diversa. La vicenda si complica quando i Banana Splits lasciano due cadaveri nella villa di un ricco imprenditore e tutto precipita nel caos. Tra echi di vendette proletarie, strascichi di controcultura stagionata, sale scommesse, cinema porno e precarie esistenze al limite della decenza, Ritratto di bestie selvagge si sviluppa in modo corale, facendo emergere, ancora una volta, un micromondo letterario fuori dagli schemi. Specchio di una realtà marginale che molto spesso si vuole ignorare.