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Autore: Redazione StudioNews

E’ la settimana della svolta, in arrivo il ciclone di fine estate

E’ la settimana della svolta, in arrivo il ciclone di fine estateRoma, 3 set. (askanews) – Una perturbazione proveniente dalla Groenlandia verso i Pirenei porterà, nei prossimi 2 giorni, un peggioramento anche sull’Italia con temporali più frequenti ed un leggero calo termico (specie al Nord); questo primo deterioramento arriverà prima della vera ‘Burrasca di fine Estate’, attesa giovedì 5 ma con una coda instabile almeno fino al 12 settembre. Una ‘burrasca’ di fine Estate dilazionata su più giorni. E’ quanto prevedomo i metereologi di Meteo.it che sottolineano come nelle prossime ore, avremo ancora residui di caldo africano: il solleone colpirà, infatti, ancora il Sud con 35-37°C in Sicilia e Sardegna (anche a Catania e Siracusa); localmente al Centro resisteranno punte di 33-34°C a Firenze, Terni e Roma, mentre al Nord, Milano si fermerà a 30 e Torino non supererà i 26 gradi. Sono previsti temporali a carattere sparso più probabili al mattino al Sud e in Sardegna poi su Alpi, Appennini e Piemonte, in un contesto via via sempre meno caldo.


Da mercoledì, infatti, con l’avvicinamento della ‘Burrasca di Fine Estate’, troveremo qualche temporale in più al Centro-Nord e, come detto, dal 5 settembre cambierà tutto. Giovedì 5 la perturbazione groenlandese, dopo il suo lungo peregrinare sull’Europa occidentale, spiega Meteo.it, arriverà decisa e violenta sull’Italia: lo scontro tra l’aria polare marittima vichinga e il bollente mar Mediterraneo provocherà fenomeni intensi, dapprima al Nord e in Sardegna poi subito verso le regioni tirreniche dalla Toscana alla Calabria. Pioverà, farà a tratti fresco ad iniziare da Ovest ed in estensione verso Sud-Est.

Tennis, Us Open, il tabellone dei quarti di finale

Tennis, Us Open, il tabellone dei quarti di finaleRoma, 3 set. (askanews) – Si apre oggi il programma dei quarti di finale a Flushing Meadows con la parte bassa del tabellone. Occhi puntati sulla sfida tra la quarta testa di serie del seeding Sascha Zverev e l’idolo di casa Taylor Fritz (12 del tabellone). Gli Stati Uniti sognano una semifinale tutta a stelle e strisce, con l’altra sfida di giornata che vedrà opposto Frances Tiafoe a Grigor Dimitrov.


Il programma comincerà alle 18: ore 18: BADOSA (Spa) – NAVARRO (Usa) a seguire: FRITZ (Usa) – ZVEREV (Ger) ore 1: ZHENG (Chn) – SABALENKA a seguire: DIMITROV (Bul) – TIAFOE (Usa) Domani dssarà la volta di Draper-De MInaur e Sinner-Medvedev per il tabellone maschile; Haddad Maia-Muchova e Swiatek-Pegula per quello femminile.

Meloni: il coraggio e la dedizione del generale dalla Chiesa sono esempio e guida

Meloni: il coraggio e la dedizione del generale dalla Chiesa sono esempio e guidaMilano, 3 set. (askanews) – “Nell’anniversario della strage di via Carini, ricordiamo con commozione il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo. Il loro sacrificio ci ricorda l’importanza di non abbassare mai la guardia nella lotta contro la criminalità organizzata e di difendere con fermezza i valori di legalità e giustizia”. Lo ha scritto con un post su X la premier, Giorgia Meloni, in memoria del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa.


“Il coraggio e la dedizione del Generale dalla Chiesa, che ha combattuto senza sosta contro il terrorismo e la mafia, sono per noi un esempio e una guida. È nostro dovere onorare la sua memoria continuando con determinazione il suo impegno. L’Italia non dimentica”, ha concluso Meloni.

Tennis/Sinner non sbaglia, Paul ko in tre set, vola ai quarti Us Open

Tennis/Sinner non sbaglia, Paul ko in tre set, vola ai quarti Us Open

Roma, 3 set. (askanews) – Jannik Sinner torna tra i migliori 8 dello US Open. Il numero 1 del mondo batte lo statunitense Tommy Paul e vola ai quarti di finale. Ci sono volute quasi tre ore avere la meglio dello statunitense, testa di serie numero 14 del seeding, che si è arreso con i parziali di 7-6, 7-6, 6-1. Sinner, al terzo successo in 4 sfide con Paul, affronterà nei quarti di finale il russo Daniil Medvedev, quinta testa di serie del seeding, in quella che per molti è una finale anticipata viste le uscite di scena di Djokovic e Alcaraz. Con il russo sarà la sfida numero 13, con l’ex campione di Flushing Meadows che conduce 7-5, compreso l’ultimo precedente a Wimbledon. Jannik ci arriva con un ruolino di marcia impressionante negli Slam (20 successi stagionali), dove ha conquistato i quarti in tutte e quattro le prove, unico a riuscirci in questa stagione e ottavo dal 2000 a oggi.

Il Papa è arrivato in Indonesia, comincia il suo viaggio apostolico

Il Papa è arrivato in Indonesia, comincia il suo viaggio apostolicoCittà del Vaticano, 3 set. (askanews) – Ha avuto inizio il 45° Viaggio Apostolico Internazionale di Papa Francesco che lo porterà a visitare, in undici giorni, Indonesia, Papua Nuova Guinea, Timor Est e Singapore. L’aereo Ita con a borgo il pontefice ed il suo seguito è atterrato alle ore 11.30 locali (le 6.30 ora di Roma) all’Aeroporto Internazionale “Soekarno-Hatta” di Giacarta, dove Francesco è stato accolto dal Ministro per gli Affari Religiosi indonesiano e da due bambini in abito tradizionale che gli hanno donano dei fiori.


Dopo il saluto delle Delegazioni e della Guardia d’Onore, il Papa si è trasferito in auto alla Nunziatura Apostolica nel centro di Jakarta, dove sarà ricevuto all’ingresso dell’edificio dal personale, da un gruppo di malati e da un gruppo di migranti e rifugiati. Qui celebrerà messa in privato. Nella giornata odierna non sono previsti incontri o interventi pubblici del pontefice in terra indonesiana e Francesco trascorrerà la giornata nella sede diplomatica anche per smaltire le fatiche del lungo viaggio e del fuso orario.

La Procura generale del Venezuela chiede l’arresto del leader dell’opposizione

La Procura generale del Venezuela chiede l’arresto del leader dell’opposizioneRoma, 3 set. (askanews) – L’ufficio del procuratore generale del Venezuela ha richiesto un mandato di arresto per il leader dell’opposizione Edmundo Gonzalez Urrutia, dopo che quest’ultimo non ha risposto a tre convocazioni per testimoniare su un sito web dell’opposizione che ha pubblicato i risultati dettagliati delle contestate elezioni presidenziali del Paese. Lo riferisce la Reuters.


Il sito web è indagato per “usurpazione della funzione” dell’autorità elettorale, che afferma che il presidente Nicolas Maduro ha vinto le elezioni del 28 luglio, ma non ha pubblicato i risultati dettagliati. L’autorità elettorale nazionale e la corte suprema del Venezuela hanno dichiarato che Maduro ha vinto le elezioni con poco più della metà dei voti, ma i conteggi pubblicati dall’opposizione mostrano una clamorosa vittoria di Gonzalez.


L’opposizione, alcuni Paesi occidentali e organismi internazionali come un gruppo di esperti delle Nazioni Unite hanno affermato che il voto non è stato trasparente e hanno chiesto la pubblicazione dei conteggi completi, con alcuni che hanno apertamente denunciato brogli. I funzionari del partito di governo, compreso Maduro, hanno accusato l’opposizione di fomentare la violenza e il procuratore generale Tarek Saab ha avviato indagini penali sulla leader dell’opposizione Maria Corina Machado, su Gonzalez e sul sito web in cui l’opposizione ha pubblicato le copie dei conteggi dei voti a livello di urne. Le proteste successive al voto hanno provocato almeno 27 morti.

Lavoro, lingue e benessere al centro del rientro degli italiani

Lavoro, lingue e benessere al centro del rientro degli italianiRoma, 2 set. (askanews) – Il mese di settembre segna per molte persone la fine delle vacanze estive e comporta la necessità di doversi riadattare ai ritmi della routine lavorativa. Questo rientro al lavoro può essere vissuto in modi diversi, con un certo senso di malinconia oppure come un’opportunità per ricominciare, con nuovi stimoli e nuovi obiettivi.


Un italiano su cinque (19%) dichiara, infatti, di sentirsi in ansia in vista del ritorno al lavoro (percentuale che sale al 28% nei GenZers e al 23% per i Baby Boomers) e quasi 2 su 5 (36%) credono che l’effetto benefico delle vacanze durerà poco (41% tra i Millennials). Vi è però un 32% che afferma di sentirsi pieno di energie e pronto a ricominciare, con picchi del 39% per la Gen Z e i Millennials e del 37% per la Gen X. Sono questi i primi dati che emergono da una ricerca condotta da Babbel for Business, la piattaforma di Babbel che offre corsi di lingua per le aziende, commissionata all’istituto di ricerca Censuswide, volta ad individuare l’impatto della conoscenza delle lingue straniere nell’ambito lavorativo, tra buoni propositi, candidature per nuove posizioni lavorative e competenze “esagerate”. In generale, in merito al “back to work”, a preoccupare maggiormente gli italiani sono la necessità di dover ricominciare ad un ritmo serrato (30%) e la difficoltà di bilanciare vita privata e lavorativa (26%). Questo ordine di priorità rimane invariato per le generazioni più adulte (per la Gen X rispettivamente 37% e 33% e per i Baby Boomer 33% e 26%), mentre cambia tra i più giovani, che mettono al primo posto la difficoltà di mantenere l’equilibrio vita-lavoro (40% tra i Millennials e 32% tra i GenZers) rispetto al dover lavorare intensamente (32% e 27% rispettivamente).


Oltre la metà degli italiani (57%) ritiene che imparare una lingua straniera possa aiutare ad affrontare lo stress da rientro al lavoro, percentuale che aumenta per i GenZers (73%) e i Millennials (66%). Per 6 italiani su 10 (61%, 64% per Gen Z e 72% per i Millennials), inoltre, vi è la convinzione che imparare una lingua straniera possa permettere di incrementare anche la fiducia in sé stessi e di migliorare la performance lavorativa. Ed è forse proprio per questo che tra i buoni propositi del back to work spiccano la volontà di concentrarsi sull’imparare una nuova lingua (25% di preferenze) e migliorare quella che già si conosce (23%), preceduti solo dall’obiettivo di dedicare più tempo ad attività che possano aumentare il proprio benessere fisico e mentale (32%). Meno diffusi invece il voler ottenere una promozione (14%) e la volontà di cambiare lavoro (8%).


La conoscenza delle lingue straniere influisce anche sulla sicurezza con cui ci si candida per una posizione lavorativa: quasi 2 italiani su 3 (63%) hanno infatti dichiarato di aver rinunciato ad inviare la propria candidatura poiché ritenevano che la propria padronanza linguistica non corrispondesse ai requisiti richiesti. La percentuale sale fino al 75% nel caso dei Millennials e sfiora l’80% nel settore sanitario, in cui addirittura il 46% delle persone dichiara di dover rinunciare spesso a candidarsi. Una diretta conseguenza di questa paura può essere il fatto che quasi 4 italiani su 10 (37%) ammettono di aver mentito sulle proprie competenze linguistiche nel proprio curriculum o durante un colloquio di lavoro. L’incidenza di questa scelta cresce arrivando addirittura al 50% per la Gen Z e al 48% tra i Millennials. I settori in cui si tende a mentire di più sono risultati essere quello sanitario (con un 53% di persone che afferma di aver mentito) e quello legale (con il 51%, il 27% dei quali ammette addirittura di mentire spesso). “Dall’interessante ricerca che abbiamo condotto è emerso anche come, nonostante il 43% degli intervistati dichiari che la propria azienda non stia ancora investendo in attività per i propri dipendenti, il 29% sarebbe interessato a seguire dei corsi di lingua se venissero proposti dal proprio datore di lavoro. Considerando l’importanza della conoscenza delle lingue per affrontare il rientro al lavoro e, più in generale, per sentirsi più sicuri e competenti in ambito lavorativo, le aziende potrebbero considerare l’opzione di offrire corsi linguistici. Questi non solo migliorerebbero le competenze dei propri dipendenti, ma contribuirebbero a migliorare la performance aziendale” dichiara Roberta Riva, Senior Manager di Babbel for Business.

Indeed, mercato del lavoro sempre più ibrido, anche in Italia

Indeed, mercato del lavoro sempre più ibrido, anche in ItaliaRoma, 2 set. (askanews) – Nonostante alcune grandi aziende nel mondo, negli ultimi due anni, si siano espresse a favore di un rientro full time in ufficio, il mercato del lavoro sembra andare in un’altra direzione, sia in Italia, sia in altre economie avanzate in Europa e nel mondo. L’analisi delle ricerche di lavoro e delle offerte di lavoro su Indeed – portale numero uno al mondo per chi cerca e offre lavoro – evidenzia come in Italia le ricerche di lavoro ibrido e da remoto continuino a crescere.


La quota di ricerche di lavoro a distanza e ibrido è più che quadruplicata rispetto ai livelli pre-pandemici ed è aumentata del 12,8% dall’inizio dell’anno (dall’1,97% di gennaio 2024 al 2,22% di luglio 2024). Allo stesso tempo, molte aziende continuano a offrire opzioni di lavoro ibrido o a distanza: la quota di annunci di lavoro su Indeed in Italia in cui viene contemplata questa modalità di lavoro si è stabilizzata intorno al 10% nel 2024, una quota significativamente più alta rispetto al 2,5% del pre-pandemia. Chi cerca lavoro online molto spesso approccia la propria ricerca utilizzando parole chiave molto generiche, o, in alcuni casi, non ne utilizza addirittura nessuna. Tuttavia, è interessante notare come sul portale italiano di Indeed, la curva delle ricerche di lavoro contenenti un riferimento specifico alla possibilità di lavorare (anche) da remoto, registri un andamento crescente, senza accennare a diminuire.


In Italia, a fine luglio 2024, si è raggiunto il massimo storico di ricerche di occupazioni che consentano modalità di lavoro ibrido, pari al 2,2% sul totale delle ricerche effettuate. Ciò rappresenta un aumento dell’1,95% da gennaio 2020 e dello 0,25% rispetto all’inizio del 2024, indicando che la percentuale di lavoratori interessati alle possibilità offerte dal lavoro ibrido è in costante espansione. L’andamento è simile anche nel resto d’Europa. In particolare, la curva registra un andamento crescente, con il picco delle ricerche per lavoro ibrido registrato a fine luglio 2024 in Germania (3,3%) e Spagna (2,8%). Seppur il trend si sia stabilizzato nel Regno Unito e in Francia, si evidenzia ancora un radicato interesse per il lavoro ibrido anche da parte dei lavoratori di questi Paesi.


Un desiderio, quello dei lavoratori (italiani e non), che trova riscontro nel mercato. Per quanto si sia lontani dal picco registrato nel 2021, in Italia, le offerte di lavoro postate dalle aziende che contemplano modalità di lavoro ibrido si attestano intorno al 10% del totale, un dato significativamente più alto rispetto al periodo pre-pandemico (2,5%). Sebbene esistano differenze strutturali nei diversi Paesi, la tendenza generale rimane costante anche in altre importanti economie europee. Anche in queste economie si registra una progressione nell’aumento delle offerte di lavoro che offrono opzioni di lavoro ibrido o a distanza. La Spagna è il paese in cui i datori di lavoro propongono più spesso il lavoro da remoto negli annunci, con il 19,9% di offerte che offrono questa opzione. In Germania, Francia e Regno Unito, la quota di lavoro ibrido nelle offerte rimane ai livelli più alti nel periodo considerato, intorno al 11,5% del totale per la Francia e intorno al 14-15% per Regno Unito e Germania. Pawel Adrjan, Direttore Economic Research EMEA di Indeed, ha commentato: “I candidati rimangono molto interessati al lavoro a distanza e ibrido; quindi, non sorprende che le aziende continuino a offrirlo. È chiaro che, sebbene inizialmente il ricorso ai modelli di lavoro ibrido sia stato ampliato per far fronte alle restrizioni imposte dalla pandemia, questa modalità di lavoro è destinata a rimanere. Il lavoro a distanza e ibrido continua a essere in primo piano in Europa, consolidandosi come una modalità apprezzata sia dalle aziende che dai candidati. È un fenomeno che è partito con le grandi aziende, ma non riguarda più solo quelle. Ne stiamo vedendo l’adozione persistente anche in Italia, ad esempio, dove il tessuto economico comprende un’alta percentuale di piccole e medie imprese. La mobilità limitata causata dall’aumento dei costi immobiliari nelle grandi città e l’impatto dell’inflazione sui salari rendono il lavoro a distanza un’opzione interessante per chi cerca flessibilità e un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata”.

Toti:Dimesso per non far pagare alla Liguria scontro tra poteri -Rpt

Toti:Dimesso per non far pagare alla Liguria scontro tra poteri -Rpt— ripetizione con titolo corretto — Roma, 2 set. (askanews) – “Per la prima volta i magistrati scrivono nero su bianco come non sia compatabile la carica di governatore con accuse mosse nonostante non ci sia più la concretezza del reato. Abbiamo aspettato 86 giorni anche perché c’era da approvare il bilancio. Dopodiche mi sono dimesso perché far pagare alla Liguria una situazione di scontro tra poteri, uno stallo non avrebbe fatto bene. Non siamo stati noi a tenere in ostaggio la Liguria, sono stati i magistrati a mettere in carcere la Liguria in qualche modo, noi saremmo tornati ben volentieri al nostro lavoro”. Lo ha detto l’ex presidente della regione Liguria, Giovanni Toti intervistato da Nicola Porro a Quarta Repubblica su Rete 4.


“Quando capisci che la tua controparte non sente ragioni – ha aggiunto – se non quelle che saranno in un’aula di giudizio, a un certo punto le amministrazioni devono andare avanti. Stupisce onestamente un’opposizione, che c’è passata, e una politica in generale senza eccezioni che non ha capito che prima Mani Pulite poi l’era Monti-Severino con i reati contro i colletti bianchi, ha costruito leggi che volendole interpretare portano a far sì che tu possa essere un corrotto o un corruttore per un atto legittimo di cui avevi diritto. Non c’è nulla di cui mi sono pentito in questi anni. Vorrei conoscere un atto illegittimo per cui sono sotto accusa”.

Dimesso per non far pagare alla Liguria uno scontro tra poteri

Dimesso per non far pagare alla Liguria uno scontro tra poteriRoma, 2 set. (askanews) – “Per la prima volta i magistrati scrivono nero su bianco come non sia compatabile la carica di governatore con accuse mosse nonostante non ci sia più la concretezza del reato. Abbiamo aspettato 86 giorni anche perché c’era da approvare il bilancio. Dopodiche mi sono dimesso perché far pagare alla Liguria una situazione di scontro tra poteri, uno stallo non avrebbe fatto bene. Non siamo stati noi a tenere in ostaggio la Liguria, sono stati i magistrati a mettere in carcere la Liguria in qualche modo, noi saremmo tornati ben volentieri al nostro lavoro”. Lo ha detto l’ex presidente della regione Liguria, Giovanni Toti intervistato da Nicola Porro a Quarta Repubblica su Rete 4.


“Quando capisci che la tua controparte non sente ragioni – ha aggiunto – se non quelle che saranno in un’aula di giudizio, a un certo punto le amministrazioni devono andare avanti. Stupisce onestamente un’opposizione, che c’è passata, e una politica in generale senza eccezioni che non ha capito che prima Mani Pulite poi l’era Monti-Severino con i reati contro i colletti bianchi, ha costruito leggi che volendole interpretare portano a far sì che tu possa essere un corrotto o un corruttore per un atto legittimo di cui avevi diritto. Non c’è nulla di cui mi sono pentito in questi anni. Vorrei conoscere un atto illegittimo per cui sono sotto accusa”.