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Autore: Redazione StudioNews

Rai, Fdi contro Saviano: è incompatibile con il servizio pubblico

Rai, Fdi contro Saviano: è incompatibile con il servizio pubblicoRoma, 21 lug. (askanews) – Fratelli d’Italia contro Roberto Saviano, il cui programma ‘Insider’ è stato confermato dalla Rai.

Ieri in un tweet lo scrittore aveva definito Matteo Salvini “Ministro della Mala Vita”. “Le parole di Saviano contro il Governo vanno ben oltre la critica. Si tratta di insulti con parole inaccettabili nel merito e nei toni gravissime incompatibili con il servizio pubblico” e “in Rai non ci può essere spazio per tutto questo”, attacca Augusta Montaruli, vicepresidente della Vigilanza Rai per Fratelli d’Italia. “Se i principi di garanzia di imparzialità, pluralismo e dei linguaggi usati lasciano spazio all’odio politico e alla diffamazione – aggiunge Gaetano Nastri, senatore di Fratelli d’Italia anche lui in commissione di Vigilanza Rai – allora è giusto che i vertici della Rai prendano provvedimenti equi per coloro che non li rispettano. Vista la gravità di quanto accaduto porteremo con urgenza questo caso in Commissione Vigilanza Rai per avviare una seria riflessione sulla conferma dello scrittore sulla tv pubblica”.

“Ha definito Salvini ministro della malavita e ora sta per condurre un programma in Rai. Le parole indecenti di Saviano lo rendono del tutto incompatibile a poter condurre una trasmissione sulla tv di Stato, c’è un limite che non può essere oltrepassato. La Rai è pagata con i soldi degli italiani e merita conduttori e giornalisti di spessore e non di militanti invasati del tutto privi di deontologia professionale e di rispetto per le istituzioni”, conclude il senatore di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon.

Mattarella: i princìpi della Costituzione devono vivere in ogni congiuntura

Mattarella: i princìpi della Costituzione devono vivere in ogni congiunturaRoma, 21 lug. (askanews) – “Mancheremmo di senso della storia se non avessimo appreso la lezione per cui i princìpi” della Costituzione “trovano effettiva applicazione se vengono fatti vivere nelle diverse congiunture storiche con i loro continui cambiamenti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo all’assemblea di Federcasse.

“In economia – come in ogni ambito della vita di qualsiasi società – gli strumenti che vengono, di volta in volta, apprestati corrispondono al soddisfacimento di bisogni e di aspirazioni. E, quando si tratta di strumenti collettivi, rispondono ad ansie di crescita di ceti sociali che propongono e accompagnano le trasformazioni di una società”, ha sottolineato. “E’ questa – per il capo dello Stato – la storia del sistema delle banche cooperative, delle casse rurali, sorte nelle periferie dell’Italia unificata per consentire a persone – i cui diritti erano solo formalmente riconosciuti nello schema dello Stato liberale ottocentesco, con ceti ai margini dalla vita civile – di divenire eguali agli altri. Eguali ai componenti degli ambienti di chi poteva votare, poteva essere titolare di diritti di proprietà, far accedere i figli all’istruzione. In definitiva, le casse sono state strumento di inclusione nello Stato unitario e hanno contribuito alla integrazione della società, allo sviluppo di territori, della vita delle famiglie, rappresentando un fondamentale momento di sostegno allo sviluppo dell’Italia quale oggi la conosciamo. Dobbiamo riflettere se possiamo parlare di missione compiuta. Oggi, con la Costituzione repubblicana che riconosce come inalienabili quegli obiettivi e che definisce, all’art. 3, come sia ‘compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale’; ostacoli che, limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti alla vita politica, economica e sociale del Paese”. Poco prima Mattarella aveva ricordato che “Leo Wollemborg – che sarebbe stato poi deputato, ministro delle Finanze, senatore – in una relazione a un congresso delle banche popolari francesi, nel 1890, ammoniva: ‘l’ineguaglianza provocherà sempre più odio’, proponendosi di contribuire ‘alla causa della concordia sociale’. Ecco: le Casse rurali sono state, ante litteram, interpreti e veicoli di principi come quello dell’eguaglianza degli italiani”.

Mattarella: principi Costituzione devono vivere in ogni congiuntura

Mattarella: principi Costituzione devono vivere in ogni congiunturaRoma, 21 lug. (askanews) – “Mancheremmo di senso della storia se non avessimo appreso la lezione per cui i principi” della Costituzione “trovano effettiva applicazione se vengono fatti vivere nelle diverse congiunture storiche con i loro continui cambiamenti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo all’assemblea di Federcasse.

“In economia – come in ogni ambito della vita di qualsiasi società – gli strumenti che vengono, di volta in volta, apprestati corrispondono al soddisfacimento di bisogni e di aspirazioni. E, quando si tratta di strumenti collettivi, rispondono ad ansie di crescita di ceti sociali che propongono e accompagnano le trasformazioni di una società”, ha sottolineato. “E’ questa – per il capo dello Stato – la storia del sistema delle banche cooperative, delle casse rurali, sorte nelle periferie dell’Italia unificata per consentire a persone – i cui diritti erano solo formalmente riconosciuti nello schema dello Stato liberale ottocentesco, con ceti ai margini dalla vita civile – di divenire eguali agli altri. Eguali ai componenti degli ambienti di chi poteva votare, poteva essere titolare di diritti di proprietà, far accedere i figli all’istruzione. In definitiva, le casse sono state strumento di inclusione nello Stato unitario e hanno contribuito alla integrazione della società, allo sviluppo di territori, della vita delle famiglie, rappresentando un fondamentale momento di sostegno allo sviluppo dell’Italia quale oggi la conosciamo. Dobbiamo riflettere se possiamo parlare di missione compiuta. Oggi, con la Costituzione repubblicana che riconosce come inalienabili quegli obiettivi e che definisce, all’art. 3, come sia ‘compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale’; ostacoli che, limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti alla vita politica, economica e sociale del Paese”.

Gianluigi Donnarumma rapinato in casa a Parigi, bottino 500mila euro

Gianluigi Donnarumma rapinato in casa a Parigi, bottino 500mila euroRoma, 21 lug. (askanews) – Notte di paura per Gianluigi Donnarumma e la fidanzata Alessia Elefante. Come riportato dal sito Actu 17, il portiere del Paris Saint-Germain e la compagna sono stati rapinati nella casa in cui vivono, nell’ottavo arrondissement di Parigi. Il numero uno della Nazionale e la donna sono stati aggrediti, minacciati e legati da “diverse persone” che si sono introdotte nel loro appartamento. La Brb, Brigata per la repressione del banditismo della polizia giudiziaria parigina, ha già aperto un’indagine sulla vicenda. Dopo l’aggressione, Donnarumma e Alessia Elefante sono stati portati in ospedale.

Donnarumma e la sua fidanzata sono riusciti a liberarsi intorno alle 3.30 della notte e hanno trovato rifugio in un albergo poco distante. Il personale della struttura ha avvertito le autorità e ha inizialmente assistito la coppia, visibilmente in stato di shock trasportata in ospedale per precauzione. I malviventi avrebbero portato via un bottino stimato in circa 500mila euro, costituito da contanti, orologi, gioielli e pelletteria di lusso. Donnarumma è solo l’ultimo di molti giocatori del Psg fatti oggetto di rapine. Nel marzo 2021 alcuni ladri si erano introdotti nella casa parigina di Angel Di Maria, con moglie e figlie in casa, mentre l’argentino era in campo. Lo stesso accadde a Marquinhos, il cui padre fu picchiato da alcuni uomini incappucciati nella sua abitazione. Poi nella lista “nera” anche Icardi, Sergio Rico, Thiago Silva, Dani Alves e Choupo Moting, mentre Verratti era stato derubato un anno fa mentre si trovava in vacanza a Ibiza.

Eurozona, Eurostat: in I trim debito/Pil in lieve calo al 91,2%

Eurozona, Eurostat: in I trim debito/Pil in lieve calo al 91,2%Roma, 21 lug. (askanews) – Alla fine del primo trimestre, il rapporto debito pubblico/Pil nell’Eurozona si attesta al 91,2%, rispetto al 91,4% del quarto trimestre dello scorso anno. Lo rende noto Eurostat. Nella Ue anche il rapporto è diminuito dall’83,8% all’83,7%. Sia per l’Eurozona che per l’Ue, la leggera diminuzione deriva da un aumento del Pil superiore all’aumento del debito pubblico in termini assoluti.

Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto debito/Pil è sceso al 143,5%, rispetto al 144,4% del quarto trimestre dello scorso anno.

Fondazioni banche nel 2022 hanno erogato di più malgrado incertezza

Fondazioni banche nel 2022 hanno erogato di più malgrado incertezzaRoma, 21 lug. (askanews) – Patrimonio contabile complessivo 40,6 miliardi di euro (+0,8%); proventi finanziari 1.424,9 milioni di euro (-37,8%); redditività lorda del patrimonio 3,5% (era il 5,7% nel 2021); avanzo di esercizio 906,6 milioni di euro (-46,4%); attività erogativa 962,2 milioni di euro (+5,3%); erogazioni destinate al welfare 332,3 milioni di euro (34% del totale). Questi i dati principali contenuti nel Rapporto, riferiti al complesso dei bilanci 2022 delle 86 fondazioni di origine bancaria italiane.

I dati sono contenuti nel Ventottesimo Rapporto annuale, che presenta i dati aggregati dai bilanci 2022 delle Fondazioni di origine bancaria approvato dal Consiglio di Acri. «A fronte di un andamento decisamente negativo dei mercati finanziari, determinato da uno scenario di policrisi, caratterizzato da pandemia, guerra, crisi energetica e inflazione – ha dichiarato Francesco Profumo, presidente di Acri -, le Fondazioni di origine bancaria sono riuscite a mantenere inalterato il flusso delle loro erogazioni sui territori (registrando, anzi un leggero incremento). Questo si deve alla modalità operativa ormai diffusa tra gli enti di prevedere la dimensione dell’attività istituzionale dell’anno sulla base dei rendimenti dei dodici mesi precedenti. Questo approccio “anticiclico”, coniugato con i cospicui fondi di stabilizzazione e con l’accantonamento derivato dalla riduzione dell’imponibile sui dividendi, permette di garantire un supporto finanziario costante alle tante progettualità socio-culturali attive sui territori. La strategia delle Fondazioni si basa su un costante dialogo con i territori, al quale fa seguito l’individuazione delle misure più efficaci per accompagnare Istituzioni e Terzo settore nell’elaborare e implementare risposte tempestive e strategie di lungo periodo per rispondere ai bisogni delle comunità. L’obiettivo, infatti, è promuovere un progressivo empowerment dei territori, alimentato con una variegata fornitura di risorse economiche e competenze progettuali».

Dal Ventottesimo Rapporto annuale emerge che, al 31 dicembre 2022, le Fondazioni di origine bancaria detengono un patrimonio contabile di 40.556 milioni di euro, pari all’85% del passivo di bilancio, in aumento di circa 319 milioni di euro (+0,8%) rispetto al 2021. L’attivo delle Fondazioni ammonta a poco più di 47,6 miliardi di euro, in crescita (+0,5%) rispetto a fine 2021 (era pari a 47,4 miliardi). La struttura generale delle attività è analoga a quella degli anni precedenti: le attività materiali incidono per il 4,7% e le attività finanziarie (includendo i crediti finanziari e le disponibilità liquide) per il 95,3% sul totale attivo, dati che ricalcano quelli del 2021. Anche il totale delle attività finanziarie cresce per circa un miliardo, ammontando, fra immobilizzate e non immobilizzate, a 43,7 miliardi di euro (erano 42,6 miliardi nel 2021).

Gli investimenti correlati alla missione (MRI), sulla base della rilevazione sui bilanci del 2021, si attestano complessivamente a 4.639 milioni di euro, rappresentando il 10% del totale attivo e il 12% del patrimonio (incidenze che restano pressoché invariate rispetto al 2020). Lo Sviluppo locale resta il settore in cui le Fondazioni canalizzano la maggior parte delle risorse, incidendo per l’84% sul totale degli investimenti. Dal punto di vista economico, l’esercizio 2022 ha registrato una contrazione dei proventi, il cui totale si attesta a 1.424,9 milioni di euro, il 37,8% in meno rispetto al 2021.

Marina Berlusconi: massimo rispetto e stima per Giorgia Meloni

Marina Berlusconi: massimo rispetto e stima per Giorgia MeloniRoma, 21 lug. (askanews) – “In questi giorni gli organi di informazione hanno ampiamente parlato della mia lettera inviata al Giornale, la cui unica motivazione era quella di denunciare, ‘innanzitutto come figlia’, la persecuzione giudiziaria subita da mio padre e il tentativo di operare su di lui una vera e propria “damnatio memoriae”. Lo afferma Marina Berlusconi in una dichirazione.

“Alcuni media però hanno voluto vedere dietro questa lettera intenzioni che non ho mai avuto – prosegue -, così come mi hanno incomprensibilmente attribuito reazioni che non ho mai provato di fronte a commenti del presidente Giorgia Meloni, per la quale nutro il massimo rispetto e la massima stima. Così stanno le cose. Tutto il resto sono strumentalizzazioni fuori dalla realtà”.

L’Usb conferma che lunedì ci sarà lo sciopero nazionale di 4 ore per bus e metro

L’Usb conferma che lunedì ci sarà lo sciopero nazionale di 4 ore per bus e metroRoma, 21 lug. (askanews) – L’Usb conferma lo sciopero nazionale di 4 ore per lunedì prossimo 24 luglio nel trasporto pubblico locale.

“I ‘grandi’ sindacati, cechi e sordi a ciò che sta accadendo nel mondo del lavoro – afferma il sindacato di base -, rincorrono le volontà datoriali per aprire un ennesimo tavolo di de-contrattazione dei diritti degli autoferrotranvieri; per lunedì 24 Luglio, USB Lavoro Privato ha proclamato uno sciopero nazionale di 4 ore per rilanciare le sacrosante rivendicazioni di una categoria sempre più inascoltata, lasciata nel baratro di salari irrisori, scarse tutele per la loro sicurezza, privatizzazioni selvagge ed il continuo ricorso ad appalti, subappalti e subaffidamenti”.

Secondo la Cia “l’élite russa inizia a mettere in discussione Putin”

Secondo la Cia “l’élite russa inizia a mettere in discussione Putin”Milano, 21 lug. (askanews) – L’élite in Russia sta mettendo sempre più in discussione la leadership del presidente Vladimir Putin, secondo il direttore della Cia William Burns. I dubbi sono aumentati drasticamente dopo la rivolta di breve durata in cui il gruppo di mercenari dei gruppi Wagner ha marciato su Mosca il mese scorso, ha osservato Burns partecipando all’Aspen Security Forum negli Stati Uniti questa settimana, secondo Politico.

La Cia sta ora cercando di capitalizzare la crescente insoddisfazione nei confronti di Putin e ha recentemente pubblicato un video nel tentativo di reclutare informatori russi. Il filmato è stato visto ben 2,5 milioni di volte nella prima settimana, il che secondo Burns dimostra che l’insoddisfazione per Putin sta crescendo in Russia. “Questo solleva alcune domande più profonde sul giudizio di Putin, sul suo relativo distacco dagli eventi e persino sulla sua indecisione”, ha detto Burns secondo Politico. La ribellione del gruppo Wagner “ha rivelato alcune delle debolezze significative in un sistema che Putin ha costruito”, ritiene il capo della Cia, che conosce bene il Paese dopo un periodo come ambasciatore Usa a Mosca. Queste debolezze sono state messe in luce anche dall’errore di valutazione di Putin da quando ha lanciato l’invasione dell’Ucraina, ha detto Burns secondo il giornale. La Cia ha creato a maggio uno speciale canale Telegram sul quale ha pubblicato un video in russo per i delusi dal corso intrapreso dalla Russia e che si rivolge chiaramente a chi lavora per lo stato russo. Nel video si dice alla fine che “c’è chi non vuole ascoltare la verità. Ma noi vogliamo ascoltarla”, si precisa, alla evidente ricerca di informazioni utilizzando il canale di informazioni anonime Tor.

Le immagini sono state girate secondo tutti i canoni della appartenenza alla Russia: c’è l’inverno, ci sono citazioni dai classici, c’è lo stemma araldico dell’aquila bicipite, ci sono alcuni aspetti della vita dei russi che spesso generano nei cittadini della federazione rabbia o preoccupazione. Una voce fuori campo pone l’annosa questione: “È questo il percorso che ho scelto per me stesso?”. Chiaro è il nesso: per la Cia la guerra in Ucraina ha creato un’opportunità storica scommettendo sui russi insoddisfatti dalla guerra e dalla vita in Russia. Quasi immediato a maggio il commento del Cremlino: “sia la Cia che le altre agenzie di intelligence occidentali non indeboliscono la loro attività nel nostro Paese”.

La Russia avvia una “esercitazione” nel Mar Nero (con munizioni vere)

La Russia avvia una “esercitazione” nel Mar Nero (con munizioni vere)Milano, 21 lug. (askanews) – La marina russa ha condotto una “esercitazione” con missili e munizioni vere nel Mar Nero nordoccidentale. Lo ha detto il ministero della Difesa di Mosca. Ciò avviene mentre infuria la guerra di invasione contro Kiev, pochi giorni dopo che il Cremlino ha dichiarato che avrebbe considerato le navi in viaggio verso l’Ucraina attraverso il Mar Nero come potenziali obiettivi militari. E in ore particolarmente impegnate per la marina russa, che ha anche iniziato con la Cina esercitazioni congiunte nel Mar del Giappone per “respingere un attacco con mezzi aerei” denominate “North. Interaction – 2023”.

“ESERCITAZIONI” Nel Mar Nero le navi e l’aviazione della Russia hanno condotto “esercitazioni” per isolare l’area, “temporaneamente chiusa” alla navigazione, ha riferito il ministero della Difesa russo. La flotta del Mar Nero “ha sparato direttamente missili da crociera contro una nave… Ha inoltre adottato una serie di misure per trattenere la nave”, ha affermato il ministero della Difesa in una nota. Messi in pratica i piani per fermare una nave intrusa e lanciati missili da crociera anti-nave contro un obiettivo nella parte nord-occidentale del mar Nero. La lanciamissili “Ivanovets” ha colpito il bersaglio, che è stato distrutto, dice la Difesa russa. LE MINACCE Mercoledì sera, la Russia ha dichiarato che considererà tutte le navi che salpano per i porti ucraini nel Mar Nero come possibili portatori di equipaggiamento militare. La Russia afferma inoltre che qualsiasi paese che abbia navi dirette ai porti ucraini sarà considerato parte del conflitto, schierato dalla parte ucraina.

Lunedì il Cremlino ha annunciato di non voler rinnovare l’accordo internazionale sul grano tra Russia e Ucraina, che vedeva impegnati in prima linea la Turchia come mediatore e l’Onu. Mosca ha poi attaccato diverse importanti città portuali in Ucraina. Molti degli attacchi sono stati mirati su depositi di grano. Anche Odessa è stata colpita nella notte. L’ACCORDO La Russia non ha voluto rinnovare l’accordo perché ritiene che le richieste russe non siano state soddisfatte. La decisione è stata accolta con forte condanna a livello internazionale. L’Ucraina è conosciuta come il granaio del mondo e la maggior parte del grano va nei paesi poveri. Tuttavia, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di essere pronto a riprendere l’accordo non appena le richieste russe saranno soddisfatte. Tra l’altro, la Russia vuole l’accesso al sistema di pagamento SWIFT e che le Nazioni Unite rendano più facile per la Russia esportare prodotti agricoli. IL PREZZO DEL GRANO Il prezzo del grano è aumentato notevolmente negli ultimi giorni. Dopo le dichiarazioni russe di ieri, il prezzo del grano è salito dell’8,2 per cento sugli indici europei. Nel suo discorso quotidiano serale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che gli attacchi contro il porto di Odessa dimostrano che la Russia non sta attaccando solo l’Ucraina, ma anche milioni di persone in altre parti del mondo. “Tutti sono colpiti dal terrore della Russia. Tutti dovrebbero essere interessati a ritenere la Russia responsabile”, dice. Allo stesso tempo, chiede più difesa aerea per poter fermare più droni e razzi russi.

Ieri gli Usa hanno fatto sapere che ritengono che la Russia abbia già in programma di attaccare navi civili nel Mar Nero. Il portavoce, Adam Hodge, alla Casa Bianca ha detto che Mosca è pronta ad attaccare le navi civili nel Mar Nero, per poi dare la colpa all’Ucraina. Intanto in una lettera all’Organizzazione marittima internazionale, l’Ucraina scrive che creerà una rotta marittima raccomandata su base temporanea. Il percorso è destinato ad attraversare le zone marittime della vicina Romania. L’obiettivo è facilitare l’apertura del trasporto marittimo internazionale nel nord-ovest del Mar Nero. A firmare la lettera all’Onu il ministro ad interim delle infrastrutture Vasyl Shkurakov.