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Autore: Redazione StudioNews

Il 24 febbraio riunione Agrifish su sviluppo rurale

Il 24 febbraio riunione Agrifish su sviluppo ruraleRoma, 13 feb. (askanews) – Si riuniranno il prossimo 24 febbraio i ministri dell’Agricoltura e della Pesca europei per discutere nel corso dell’Agrifish dellla implementazione del principio di “rural proofing”, la pratica di revisione delle politiche da una prospettiva rurale per assicurarsi che siano adatte allo scopo per le persone che vivono e lavorano nelle aree rurali.


I ministri discuteranno su come integrare meglio lo sviluppo rurale nelle strategie e nei fondi dell’UE e tenere conto delle esigenze e delle sfide delle aree rurali. Ancora, all’ordine del giorno la situazione dei mercati agricoli e delle materie prime, un argomento ricorrente nell’agenda del Consiglio, come sempre con un occhio particolare alle conseguenze dell’invasione dell’Ucraina.

Rai, ipotesi dimissioni di massa per azzerare Vigilanza bloccata

Rai, ipotesi dimissioni di massa per azzerare Vigilanza bloccataRoma, 13 feb. (askanews) – La tentazione, per ragioni magari opposte, serpeggia sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Dimissioni di massa dalla Vigilanza, ormai bloccata da mesi, per azzerarla.


Mentre alla Camera si vota per l’elezione dei quattro giudici costituzionali, impasse superata dopo mesi di stallo, tra i parlamentari ci sono fitti conciliaboli sull’ipotesi di tentare una mossa che possa consentire anche di smuovere la partita della Vigilanza Rai, rimasta di fatto paralizzata dopo il no delle opposizioni al via libera di Simona Agnes come presidente del cda di viale Mazzini e la conseguente decisione del centrodestra di disertare tutte le riunioni convocate dalla presidente, Barbara Floridia. Molto dipenderà dal clima tra i partiti, se si riuscirà o meno a proseguire con lo spirito che ha portato a sbloccare l’impasse sulla Consulta, grazie a contatti diretti tra i leader. Il casus belli, comunque, è già pronto e potrebbe essere proprio l’intenzione di Floridia di chiamare in audizione l’amministratore delegato Giampaolo Rossi appellandosi all’articolo 112 comma 4 del regolamento che prevede i casi di convocazione straordinaria della commissione stessa.


Chi sta studiando il dossier da giorni ricorda anche che c’è un precedente, quello della presidenza della Vigilanza di Riccardo Villari. Era il novembre del 2008, la sua elezione – pur essendo lui un esponente del Partito democratico – avvenne grazie ai voti della allora maggioranza mentre da prassi questo è un ruolo la cui scelta è nelle mani dell’opposizione. Nonostante le richieste del suo stesso partito Villari, che proprio per questo venne giornalisticamente ribattezzato ‘Vinavillari’ – rifiutò di dimettersi fino a quando non fu costretto, appunto, a causa dell’addio in blocco dei componenti e al conseguente scioglimento della commissione di Vigilanza stessa.

Al via ‘Capodimonte grandi restauri per la Collezione Borbonica’

Al via ‘Capodimonte grandi restauri per la Collezione Borbonica’Milano, 13 feb. (askanews) – Al via il cantiere ‘trasparente’ per i grandi restauri: da venerdì 14 febbraio, i visitatori del Museo e Real Bosco di Capodimonte potranno osservare gli esperti al lavoro nelle sale 102 e 104 del secondo piano dove saranno accolte venti tavole dell’antica Collezione Borbonica e una della Collezione Farnese che necessitano di significativi interventi.


Un insieme di dipinti che attraversano due secoli della storia di Napoli, dal 1300 al 1500, delle sue dinastie e le sue chiese, raccontati attraverso i maestri del tempo. “Per due anni i nostri visitatori incontreranno, nel percorso di visita, un cantiere di restauro ‘a vista’ dove gli esperti stanno ‘curando’ importanti tavole appartenenti alla Collezione Borbonica e alla memoria della città e del suo Regno – spiega il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Eike Schmidt – Una soluzione che abbiamo scelto per coinvolgere il pubblico nel grande lavoro di tutela intrapreso e, più in generale nella vita di Capodimonte, trasmettendo la quotidianità di un Museo in trasformazione, sempre più organismo vivo e dinamico”. Partite dallo scorso dicembre le operazioni preliminari, con la supervisione dell’Ufficio del restauro e manutenzione del patrimonio storico artistico del Museo e Real Bosco, le prime cinque tavole da restaurare sono state spostate nelle sale 102 e 104 del secondo piano.


Prima ad arrivare La Strage degli Innocenti di Matteo di Giovanni (Borgo San Sepolcro 1430 ca. – Siena 1495 ca.). Si tratta di una tempera emulsionata su tavola del 1488 ca., realizzata forse a Siena su committenza di Alfonso d’Aragona duca di Calabria durante la campagna antimedicea. Probabilmente commemora la strage dei turchi ai danni degli abitanti di Otranto nel luglio 1480. Le loro reliquie per volontà di Alfonso furono traslate a Napoli, insieme al dipinto, nella chiesa di Santa Caterina a Formiello, a Napoli. In questo primo lotto di lavorazione, tre sono le opere di Cristoforo Scacco, (Verona, attivo tra Basso Lazio e Campania, 1480 ca. -1510 ca). A cominciare dall’ importante Polittico di Penta del 1493. Proviene dalla chiesa di San Bartolomeo a Penta (odierna frazione di Fisciano, in provincia di Salerno). Eseguito a tempera e oro su tavola, è composto da una parte centrale raffigurante la Madonna delle Grazie con le anime purganti (dai depositi), dai pannelli laterali, abitualmente esposti al secondo piano del Museo, con, a sinistra, i Santi Giovanni Battista e Benedetto, e, a destra, San Giovanni Evangelista e un monaco in bianca veste , identificato prevalentemente con San Bernardo, ma che più verosimilmente rappresenta San Guglielmo da Vercelli, e dalla predella con Cristo e gli Apostoli, (dai depositi) in origine su tavola e poi, poco prima del 1930, trasportata su tela.


Le altre due opere di Scacco in restauro sono il Polittico con la Madonna col Bambino in trono (pannello centrale); San Francesco (pannello sinistro); San Giovanni Battista (pannello destro); Eterno Padre (cimasa) tempera e oro su tavola del 1495 ca., proveniente da una chiesa non identificata di Itri e il Trittico con Incoronazione della Vergine (pannello centrale); San Marco (pannello sinistro); San Giuliano (pannello destro), tempera e oro su tavola 1495-1500 ca. acquisito per soppressione del Monastero della Maddalena di Salerno nel 1814. Della Collezione Farnese è invece la Disputa sull’Immacolata Concezione, uno dei capolavori di Giovan Antonio de Sacchis detto il Pordenone (Pordenone, 1483 ca. – Ferrara, 1539). Si tratta di un olio su tavola datato 1529-1530, decorazione della Cappella Pallavicini a Cortemaggiore in Emilia, nella chiesa di Santa Maria Annunciata. Nei mesi scorsi nelle sale di Capodimonte, i visitatori potevano già riconoscere i dipinti in attesa di essere “curati” dalla presenza di veline apposte dai restauratori. Le velinature si presentano con l’aspetto caratteristico di ‘cerottini’, utili a bloccare il sollevamento degli strati pittorici.


Un dipinto su tavola è costituito infatti dalla stratificazione di materiali eterogenei, legno, preparazione, legante pigmento che, a causa della minima variazione di temperatura e umidità, subiscono delle modifiche dimensionali che vanno a incidere sulla parte più delicata, la pellicola pittorica, sotto forma di sollevamenti e lesioni. Scopo degli interventi è il controllo di questi fenomeni, con l’installazione o adeguamento della cosiddetta parchettatura ovvero una intelaiatura elastica capace sia di sostenere che di assecondare i suddetti movimenti naturali della materia. I lavori interessano poi la superficie dipinta, con la pulitura e l’integrazione pittorica che consentiranno di recuperare la brillantezza delle cromie originali. L’utilizzo delle sale come laboratori e l’adozione di una schermatura trasparente offre il vantaggio di rendere visibili le operazioni di restauro, condividendo l’esperienza con i visitatori che potranno osservare l’avanzamento del processo, condividerne il necessario approccio scientifico, apprendere le tecniche costruttive originarie e i progressi della moderna scienza della conservazione. Inquadrando un QRCode sarà possibile avere informazioni su tutte le opere interessate dai restauri. Infine, l’hashtag #RestauroConVista sui canali ufficiali del Museo racconterà la vita del cantiere

Export distretti agroalimentari italiani +7,7% al settembre 2024

Export distretti agroalimentari italiani +7,7% al settembre 2024Roma, 13 feb. (askanews) – Cresce del 7,7% tendenziale l’export dei distretti agroalimentari italiani al 30 settembre 2024, a oltre 21 miliardi di euro. Bene i distretti vitinicoli (+4,4%) e la filiera della pasta e dei dolci (+7,6%), ma è la filiera dell’olio quella che contribuisce maggiormente con un +52,4% a prezzi correnti nei primi nove mesi del 2024. Invariata sostanzialmente solo la filiera del riso (-0,3%), mentre cresce quella del caffè (+9,5%). La Germania si conferma il primo partner, incrementi a doppia cifra verso gli Stati Uniti, bene anche la Francia, stabile il Regno Unito.


E’ la fotografia scattata dal Monitor dei distretti agroalimentari italiani al 30 settembre 2024, curato dal Research Department di Intesa Sanpaolo che attesta un’evoluzione in linea con il totale agroalimentare italiano (+8,2%), di cui i distretti rappresentano il 42,5% in termini di valori esportati. Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Sviluppo Filiere, supporta 172 filiere agroalimentari, di cui 30 sostenibili, coinvolgendo oltre 8.800 fornitori e quasi 22.000 dipendenti per un giro d’affari di circa 23 miliardi di euro.


Nel dettaglio, la filiera dei distretti vitivinicoli accelera nel periodo gennaio-settembre andando a sfiorare i 5 miliardi (+4,4%). Il distretto principale, quello dei Vini di Langhe, Roero e Monferrato, va in negativo nei primi nove mesi del 2024 (-1,6%). Molto positiva la dinamica del distretto dei Vini del Veronese (+9,6% nei primi nove mesi); balzo in avanti per i Vini dei colli fiorentini e senesi (+11%) e per il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (+8%). Anche la filiera della pasta e dolci continua il suo percorso di crescita sui mercati internazionali: nei primi nove mesi del 2024 realizza 3,6 miliardi di export (+7,6% rispetto allo stesso periodo del 2023). Tra i distretti della filiera, il contributo maggiore viene dal distretto dei Dolci di Alba e Cuneo, che realizza quasi 1,5 miliardi di export nei nove mesi (+18,6%). Bene anche i Dolci e pasta veronesi (+13%). Arretra il comparto pasta e dolci dell’Alimentare di Parma: nei primi nove mesi del 2024 il gap accumulato è di circa 25 milioni (-2,7%), ma grazie al contributo del comparto conserve, resta nel complesso in territorio positivo (+1,9%).


Bene la filiera dei distretti agricoli realizzando nei nove mesi oltre 2,9 miliardi di export (+5,4% rispetto allo stesso periodo del 2023). Il maggior contributo viene dal distretto delle Mele dell’Alto Adige con un incremento del 20% nel periodo gennaio-settembre 2024. In forte recupero l’Ortofrutta romagnola a quota 546 milioni di euro nei primi nove mesi, l’11,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2023. Continua il calo sui mercati esteri per la Nocciola e frutta piemontese (-16% nei primi nove mesi). Anche la filiera delle conserve contribuisce positivamente alla dinamica dell’export dei distretti agro-alimentari con un +5% nei primi nove mesi, ossia un incremento di 112 milioni. Molto positivo il comparto conserve dell’Alimentare di Parma: +15,3% nel periodo gennaio-settembre 2024 (tale da compensare l’andamento negativo del comparto pasta e dolci del distretto). Il distretto delle Conserve di Nocera chiude positivo nel bilancio gennaio-settembre 2024 (+2% tendenziale).


Lieve progresso nei nove mesi per la filiera delle carni e salumi (+3,1%) corrispondenti a 59 milioni in più. Si distinguono le Carni di Verona, che realizzano 23 milioni di incremento sui mercati esteri (+4,6%). Crescono anche i Salumi dell’Alto Adige (+15,1%, circa 10 milioni in più), e i Salumi di Parma (+5,2%, in incremento di circa 20 milioni). La filiera del lattiero-caseario nel complesso avanza del 5,2% nei primi nove mesi del 2024 (95 milioni di euro in più), quasi interamente realizzati dal Lattiero-caseario parmense (+38,3%). In progresso anche il Lattiero-caseario di Reggio Emilia (+16,7%), mentre calano leggermente il Lattiero-caseario sardo (-2%), la Mozzarella di bufala campana (-1%) e il Lattiero-caseario della Lombardia sud-orientale (-2,2%) Avanza la filiera del caffè (+9,5% tendenziale nei primi nove mesi del 2024), con ottimi andamenti per tutti e tre i distretti che la compongono. Il Caffè, confetterie e cioccolato torinese realizza 718 milioni di vendite all’estero (+7,7%). Positivi anche il Caffè di Trieste (+15,4%) e il Caffè e confetterie del napoletano (+9,7%). La filiera dell’olio è quella che contribuisce maggiormente alla crescita delle esportazioni dei distretti agroalimentari: nei primi nove mesi del 2024 vengono realizzati 522 milioni di export in più (+52,4%) a prezzi correnti. Il distretto dell’Olio toscano realizza 389 milioni in più (+56%). Positivo anche l’andamento dell’Olio umbro (+33%) e del comparto oleario dell’Olio e pasta del barese (+60%). La filiera del riso chiude sostanzialmente invariata (-0,3% nei primi nove mesi del 2024). I due distretti che la compongono hanno un andamento similare: Riso di Pavia -0,4%, Riso di Vercelli -0,2%. Bene, infine, il distretto dell’Ittico del Polesine e del Veneziano: +11,6% nei primi nove mesi del 2024. La Germania si conferma il primo partner commerciale per i prodotti dei distretti agroalimentari nei primi nove mesi del 2024 (+6,9% tendenziale); incrementi a doppia cifra anche verso gli Stati Uniti (+17%), bene anche i flussi destinati alla Francia (+5,4%), stabile il Regno Unito (+0,7%). Le economie emergenti, che rappresentano il 20% del totale delle esportazioni distrettuali agroalimentari, crescono del 6,8% nel terzo trimestre (+8,7% nei nove mesi) contro un +9,8% delle economie avanzate (+7,5% nel periodo gennaio-settembre 2024). Tra queste vanno segnalate Polonia (+11,9% nei nove mesi), Romania (+14,5%), Brasile (+14,4%) e Russia (+10,2%), bene anche la Cina (+7%) grazie allo sprint del terzo trimestre (+15,6%).

Gruppo Ferrero: nel 2023/24 fatturato sale dell’8,9% a 18,4 mld

Gruppo Ferrero: nel 2023/24 fatturato sale dell’8,9% a 18,4 mldMilano, 13 feb. (askanews) – Il gruppo Ferrero ha chiuso l’esercizio 2023/2024 (conclusosi il 31 agosto) con un fatturato consolidato di 18,4 miliardi di euro, in aumento dell’8,9% rispetto all’anno precedente. Lo comunica in una nota l’azienda di Alba che, attraverso la holding Ferrero International, ha approvato il bilancio consolidato per l’esercizio 2023/2024


L’anno finanziario 2023/2024 è stato ancora una volta caratterizzato da un contesto economico difficile, spiega il gruppo, con prezzi delle materie prime volatili e continue pressioni inflazionistiche. Nonostante questo, il gruppo dolciario di Alba “ha continuato la sua forte crescita grazie alla resilienza dei suoi dipendenti, dei suoi marchi e del suo modello di business – si legge nella nota – Ferrero mantiene la sua presenza globale, con 37 stabilimenti produttivi chiudendo l’anno finanziario con una forza lavoro globale che ha raggiunto 47.517 dipendenti al 31 agosto 2024”. “Siamo lieti di poter raccontare un altro anno di crescita per il gruppo, nonostante le continue turbolenze che l’industria sta affrontando – ha affermato Daniel Martinez Carretero, chief financial officer del gruppo Ferrero – Anche se il contesto economico rimane complesso, i nostri marchi e prodotti continuano a ottenere ottimi risultati. Ciò testimonia il modo in cui continuiamo a innovare nostri prodotti per soddisfare le mutevoli esigenze dei nostri consumatori. Per stimolare questa innovazione e aumentare le nostre capacità produttive, quest’anno finanziario ha visto un aumento degli investimenti in conto capitale del 18% rispetto al periodo precedente”.


Nel corso dell’esercizio 2023/2024 c’è stato il lancio di Nutella Ice Cream, il primo gelato confezionato a marchio Nutella, che ha guidato la crescita della categoria dei gelati, l’ulteriore espansione nella categoria dei biscotti, con il lancio di Kinderini in mercati chiave. E poi il lancio dei marchi Eat Natural e Fulfil in ulteriori mercati europei, segno dell’attenzione del gruppo alle “mutevoli tendenze dei consumatori” e della crescita della categoria better- for-you. Sul fronte dell’ampliamento della capacità produttiva, tra le principali novità c’è stata l’apertura del primo impianto di lavorazione del cioccolato del gruppo negli Stati Uniti. Il nuovo stabilimento di circa 70.000 piedi quadrati a Bloomington, Illinois, produce cioccolato per i marchi leader di Ferrero nel Nord America, tra cui Kinder, Ferrero Rocher, Butterfinger e Crunch, e ospita un nuovo impianto di produzione di Kinder Bueno. E poi l’ammodernamento dell’impianto produttivo di Stadtallendorf, in Germania e il potenziamento della capacità di approvvigionamento e lavorazione delle nocciole in Cile.

Lollobrigida: pannelli fotovoltaici? Si ma non a terra su campi

Lollobrigida: pannelli fotovoltaici? Si ma non a terra su campiRoma, 13 feb. (askanews) – “Con la misura Parco Agrisolare abbiamo sostenuto 22mila imprese, superando tutti gli obiettivi fissati dalla Commissione europea, producendo energia pulita senza togliere neanche un metro di suolo all’agricoltura. Con il Decreto Agricoltura abbiamo messo un freno alle speculazioni, vietando l’installazione di pannelli fotovoltaici a terra sui terreni agricoli”. Così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sul proprio profilo Facebook, rivendicando l’azione del Governo sulla questione dei pannelli fotovoltaici, che si possono mettere “ma sui tetti delle aziende agricole, non a terra sui campi coltivabili”.


“L’agricoltura contribuisce alla produzione dell’11% dell’energia rinnovabile elettrica in Italia, dimostrando di saper stare al passo con la sostenibilità senza sacrificare la sua missione principale: produrre cibo, creare lavoro e difendere il territorio”, conclude il ministro.

In Germania auto contro la folla a Monaco di Baviera: morta una donna

In Germania auto contro la folla a Monaco di Baviera: morta una donnaRoma, 13 feb. (askanews) – Era alla guida di una Mini Cooper l’uomo che è piombato sulla folla a Monaco di Baviera, in Germania, provocando la morte di una donna e il ferimento di un’altra quindicina di persone a margine di una manifestazione organizzata dal sindacato ‘Verdi’. Lo ha indicato il quotidiano Suddeutsche Zeitung, che ha aggiunto che l’incidente – su cui molti dettagli restano ancora da chiarire – è avvenuto alle 10.30 locali.


La polizia tedesca sta indagando per appurare se il conducente del mezzo – che è stato “messo in sicurezza” e “non rappresenta più un ulteriore pericolo” – sia finito contro la folla intenzionalmente o per un’avaria del veicolo, o addirittura, riportano i media tedeschi, per aver confuso il freno con l’acceleratore. Domani è in programma proprio nella città tedesca la Conferenza sulla Sicurezza, con il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky attesi oggi a Monaco di Baviera.

In Italia dal 2016 persi 166mila ettari coltivati a mais

In Italia dal 2016 persi 166mila ettari coltivati a maisRoma, 13 feb. (askanews) – Dal 2016 al 2024 si sono persi in Italia 166mila ettari coltivati a mais e 2 milioni di tonnellate di prodotto, con la Lombardia e Mantova in netta decrescita (nell’ultimo anno rispettivamente -16% e -9,9% tonnellate). E la la copertura del fabbisogno nazionale è passata dal 56% a soltanto il 43%. E’ quanto emerge dalle analisi del centro di ricerca sull’agroalimentare Clal, che ha fotografato la tendenza degli ultimi 8 anni. Allarmante la situazione nella provincia di Mantova, dove nel 2024 è diminuito del 10% il quantitativo di mais prodotto rispetto all’anno precedente. Una coltura in stato di emergenza, quella del granoturco, con redditi sempre più risicati e vittima di aumento dei costi di produzione, cambiamento climatico, concorrenza estera e patologie delle piante. I dati sono stati analizzati nel corso del convegno di Confagricoltura Mantova, dal titolo “Mais, una coltura in via d’estinzione: strategie per il rilancio”, svoltosi il 12 febbraio scorso.


“Una coltura assolutamente in sofferenza – ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Mantova Manuel Lugli – Ma anche fondamentale per l’equilibrio agronomico e zootecnico della Pianura Padana e per le esportazioni del Made in Italy. Bisogna trovare le soluzioni per migliorare la redditività delle imprese agricole”. Quindi, le strategie per arginare la crisi e dare prospettive a una coltura definita insostituibile. “Stiamo entrando in una fase di forti cambiamenti sulla genetica – ha spiegato il docente di Agronomia dell’Università di Torino Amedeo Reyneri – Avremo nuovi ibridi di mais, in grado di sopportare molto meglio temporali e colpi di vento e, in parte, grandine. Questo ci dà un’arma in più per rispondere al preoccupante cambiamento climatico. Inoltre, la tecnologia avanza: abbiamo prodotti studiati per il settore maidicolo in grado di stimolare la pianta e farle superare gli stress, agromeccanica ed elettronica ci consente di seminare in modo più fitto e l’agricoltura di precisione, in futuro, ci permetterà di produrre di più e sopportare meglio gli eventi climatici estremi”.

Al via nuovo progetto Consorzio Pecorino Romano Dop in Canada

Al via nuovo progetto Consorzio Pecorino Romano Dop in CanadaRoma, 13 feb. (askanews) – Pronto a partire un nuovo progetto internazionale destinato al Canada del Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano DOP, che con la trasmissione del bando di gara all’Ufficio delle Pubblicazioni dell’Unione Europea, ha avviato la procedura di selezione dell’Organismo di esecuzione del programma di informazione e di promozione dei prodotti agricoli sul mercato terzo Canada.


L’obiettivo del Consorzio di tutela, che ha sede a Macomer in Sardegna ed è presieduto da Gianni Maoddi, rientra in quello più generale dell’Unione Europea di rafforzare l’immagine, la competitività, la riconoscibilità e il consumo dei prodotti agroalimentari europei sul mercato canadese: in particolare, diffondendo tra i consumatori la conoscenza dei valori e dei requisiti di qualità e di sicurezza alimentare espressi dal sistema comunitario delle denominazioni di origine, come il Pecorino Romano DOP. Fra gli obiettivi rientra anche quello di affrontare e combattere il problema della concorrenza di prodotti Italian Sounding, che non solo offrono qualità e elementi nutrizionali inferiori ma minacciano la tenuta dell’economia delle zone di produzione.

L’italiana Everton acquisisce l’americana Eastern Tea

L’italiana Everton acquisisce l’americana Eastern TeaRoma, 13 feb. (askanews) – La società italiana di Tagliolo Monferrato Everton, leader nel settore del tè, tisane ed infusi e controllata da Clessidra Private Equity SGR, acquisisce Eastern Tea, importante produttore statunitense di tè a marchio e private label, attivo nei canali retail e foodservice. In seguito all’acquisizione, le attività di Eastern Tea continueranno senza interruzioni, beneficiando delle risorse e della scala globale di Everton.


Con sede produttiva nel New Jersey, a Monroe Twp., Eastern Tea è attiva nell’approvvigionamento, miscelazione, confezionamento e distribuzione di un’ampia gamma di tè a marchio Bromley, oltre ad essere fornitore di diverse private label in tutto il Nord America. Di proprietà della famiglia Barbakoff che la gestisce dal 1982, negli anni l’azienda è diventata uno dei principali operatori nel mercato nordamericano del tè, nonché partner strategico di riferimento per i maggiori retailer. L’italiana Everton ha più di 450 dipendenti e un fatturato che nel 2024 si è attestato a circa 45 milioni di euro e opera a livello internazionale con siti produttivi in Italia, India e Croazia, garantendo il controllo dell’intera filiera produttiva grazie alla coltivazione, lavorazione e confezionamento direttamente nei luoghi di origine.


L’acquisizione di Eastern Tea rafforza la presenza commerciale di Everton in Nord America, ampliando le capacità di miscelazione e confezionamento in loco e migliorando l’offerta di prodotti di alta qualità per i consumatori statunitensi. Per Federico Dodero, CEO di Everton, l’acquisizione di Eastern Tea “rappresenta una tappa fondamentale nel nostro ambizioso piano. L’unione tra la capacità produttiva di Eastern Tea e il controllo di Everton sull’intera supply chain, ci permetterà di offrire un’ampia e innovativa gamma di prodotti ai consumatori nordamericani”.