Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Vino, a Vinitaly la collettiva di Irpinia e Sannio con 111 Cantine

Vino, a Vinitaly la collettiva di Irpinia e Sannio con 111 CantineMilano, 18 mar. (askanews) – Con 111 aziende su una superficie di 3.000 metri quadrati, la collettiva guidata dalla Camera di Commercio Irpinia Sannio e dai due Consorzi di tutela vini d’Irpinia e Sannio dà appuntamento al 57esimo Vinitaly (Veronafiere, 6-9 aprile), all’interno del padiglione della Campania. L’iniziativa è stata presentata oggi in una conferenza stampa a Benevento presso la sede della Camera di Commercio Irpinia Sannio.


Il distretto enologico irpino-sannita produce in media 35 milioni di bottiglie l’anno, per un controvalore complessivo alla produzione di 120 milioni di euro, oltre i 2/3 del totale regionale. Circa 300 imprese che vinificano e imbottigliano prodotti a marchio, una superficie vitata che con quasi 17.000 ettari rappresenta i due terzi del vigneto Campania e un valore dell’export di vino di quasi 30 milioni di euro nel 2024, il 7% in più rispetto all’anno precedente per una quota sul totale delle spedizioni regionali che sale al 68%. “L’obiettivo è quello di rafforzare il business dei vini irpini e sanniti, che hanno fatto della sostenibilità, della biodiversità e della tradizione enologica dei solidi pilastri della propria produzione e che hanno enormi potenzialità anche in termini di enoturismo” ha affermato il commissario straordinario della Camera di Commercio Irpinia e Sannio, Girolamo Pettrone, aggiungendo che “al Vinitaly puntiamo ad incontrare nuovi buyer italiani ed esteri, grazie alla presenza di delegazioni provenienti da circa 140 Paesi, forti di una qualità vitivinicola riconosciuta di un territorio che rappresenta i due terzi del vigneto regionale campano”.


La viticoltura di Irpinia e Sannio guarda al futuro attraverso il progetto “Dioniso”, guidato dal Distretto Aerospaziale della Campania (DAC) e dalla Camera di Commercio di Irpinia Sannio in stretto raccordo con i Consorzi di tutela dei vini dell’Irpinia e del Sannio e degli atenei Federico II di Napoli e Unisannio. “Dioniso” punta a traghettare la viticoltura di precisione in una nuova dimensione, attraverso l’utilizzo di droni e sensori per raccogliere dati e fornire ai produttori informazioni in tempo reale, così da ottimizzare la produzione, rispondere alle sfide del cambiamento climatico, ridurre l’uso di mezzi tecnici, migliorare la gestione delle risorse idriche, adottare interventi preventivi per gestire efficacemente malattie e patogeni, incrementando così gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale ed economica. A Vinitaly, la Camera di Commercio di Irpinia Sannio affronterà con il Consorzio tutela Vini d’Irpinia e con il Sannio Consorzio Tutela Vini i temi dell’enoturismo a un anno dall’approvazione della legge regionale; gli aspetti legati al vino come espressione di identità di un territorio attento alla sostenibilità, proiettato verso una gestione razionale delle imprese grazie alla digitalizzazione; teso a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, promuovendo degustazioni, confronti guidati, ma anche talk e approfondimenti con esperti. Alla Fiera del vino di Verona sarà distribuita la seconda edizione della “Guida ai vini di Irpinia e Sannio” curata da Luciano Pignataro, che uscirà anche in allegato al quotidiano “Il Mattino” di Napoli in occasione della manifestazione.


Le denominazioni del territorio del Sannio sono: Aglianico del Taburno Docg, Falanghina del Sannio Doc (con le sottozone di Guardia Sanframondi o Guardiolo, Sant’Agata dei Goti, Solopaca e Taburno), Sannio Doc che copre tutta la provincia e Benevento o Beneventano Igt. L’Irpinia ha tre Docg: il Taurasi, il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino. A queste si aggiunge la Doc Irpinia con la sottozona Campi Taurasini.

Vino, il 12 e 13 aprile la seconda edizione del “Sangiovese Festival”

Vino, il 12 e 13 aprile la seconda edizione del “Sangiovese Festival”Milano, 18 mar. (askanews) – E’ in arrivo un nuovo capitolo del Sangiovese Festival. Il 12 e 13 aprile a San Giovanni Valdarno (Arezzo) torna la fiera mercato dedicata al vitigno re incontrastato dei rossi dell’Italia centrale. Oltre 80 le aziende provenienti non solo dalla Toscana, ma anche da Umbria, Emilia Romagna, Lazio e oltre 400 i vini per la degustazione e l’acquisto. Ad organizzare questa seconda edizione è il locale Comune, in collaborazione con Confcommercio Firenze-Arezzo e con il patrocinio della Regione Toscana e il contributo della Camera di Commercio di Arezzo-Siena. Il nuovo capitolo della manifestazione è stata presentato oggi dal presidente della Regione Eugenio Giani, dalla sindaca di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi, dal direttore di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni, dal presidente della delegazione Valdarno nord di Confcommercio Paolo Mantovani, dal vice segretario generale della Camera di Commercio Mario Del Secco e dal curatore del festival Marco Talladira.


“Dopo le anteprime del vino che si rivolgono agli operatori del settore ecco le feste con i cittadini, in piazza, con la gioia di stare insieme. E San Giovanni Valdarno, la antica terranuova fiorentina, con la sua piazza si presta a questo evento con uno scenario straordinario che offrirà al vitigno madre del vino che poi è diventato celebre in tutto il mondo: il sangiovese ispiratore del Chianti e che si articola poi e si differenzia in varie tipologie” ha affermato Giani, ricordando che “del Sangiovese si sente parlare per la prima volta nel 1590, con Giovan Vettorio Soderini che lo definisce ‘vitigno sugoso e pienissimo di vino’ e poi nel Settecento ed è anche riprodotto in tele ancora conservate a Firenze. Un vitigno ‘sua maestà’ – ha concluso il governatore – a cui è doveroso e bello dedicare una festa popolare come questa che combina valorizzazione del territorio, tradizione e filiera agroalimentare”. “Dopo lo straordinario successo dello scorso anno auspichiamo che questa seconda edizione del Sangiovese festival possa portare ancora più presenze in città” ha detto Vadi, precisando che la “formula è la stessa ma con un numero maggiore di Cantine e produttori che parteciperanno. Le due piazze principali di San Giovanni saranno il fulcro di questo evento – ha continuato la sindaca – e tanto sono le iniziative collaterali come talk, eventi, conferenze con nomi di respiro nazionale”.


Ci saranno delle postazioni dedicate in cui si alterneranno concerti di musica live e conferenze, dove professori, scrittori e professionisti si confronteranno su tematiche legate al mondo del vino e del bere sostenibile, portando operatori e pubblico ad immergersi nella storia del Sangiovese. Nelle piazze, nei palazzi e nelle varie location scelte verranno organizzati eventi, degustazioni e masterclass. Attesa anche per lo scenografico prato di erba vera di oltre 600 metri quadrati che sarà installato in piazza Masaccio con viti e olivi secolari sui cui si esibiranno anche i Meganoidi in duo “unplugged” per un live sabato 12 aprile. Altro ospite d’eccezione sarà il saggista, filosofo e psicoanalista italiano, nonché giornalista di La Repubblica Umberto Galimberti che terrà un incontro nella stessa giornata alle 18,30. Anche per il 2025 sarà realizzata un’area streetfood con una selezione di foodtruck d’eccezione con prodotti gourmet, degustazioni e cibo di strada di qualità.

Cracco sceglie la pasta Eataly per i menù dei suoi ristoranti

Cracco sceglie la pasta Eataly per i menù dei suoi ristorantiMilano, 18 mar. (askanews) – Nel Paese leader nell’industria della pasta, spaghetti e rigatoni stanno riconquistando il loro posto nell’alta ristorazione. Da qualche tempo, infatti, grazie anche a una segmentazione del prodotto che premia la qualità e a una felice collaborazione tra produttori e chef, la pasta è tornata nei menù dei ristoranti. Una conferma arriva dal progetto avviato da Eataly e Carlo Cracco. Lo chef vicentino infatti ha scelto la pasta a marchio Eataly come pasta ufficiale dei suoi locali: dal ristorante e bistrò Cracco, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, a Cracco Portofino fino a Terra by Carlo Cracco, collaborazione inaugurata all’interno di Eataly Londra a novembre 2024.


La pasta a marchio dell’insegna guidata da Andrea Cipolloni, è nata a Natale 2023 come capofila della linea di prodotti firmati Eataly che oggi contano oltre 100 referenze. Spaghetti e super spaghettoni, rigatoni, paccheri, tortiglioni, penne rigate, vesuvio sono i formati scelti da Cracco e prodotti, come tutta la linea Eataly, dal Premiato Pastificio Afeltra di Gragnano con grano duro 100% italiano, lenta essiccazione e trafile in bronzo. “Sono molto soddisfatto di iniziare questa nuova collaborazione con la pasta Eataly nei miei ristoranti – commenta Cracco – Da chef, la ricerca di ingredienti di alta qualità è alla base del processo creativo che dà vita ai piatti e sono felice di iniziare questo nuovo percorso con Eataly.”


Dalla collaborazione tra Eataly e Cracco p nato anche lo spaghetto alla chitarra in edizione limitata, distribuito in tutti i punti vendita del gruppo in Europa e in Nord America. A partire da aprile, inoltre, Cracco firma una ricetta per i ristoranti di Eataly. Si parte da Eataly Smeraldo Food&Pizza Theatre per arrivare in tutti i punti vendita in Italia, Monaco e Parigi. Il piatto, Spaghetto giallo di Cracco, sarà uno spaghetto Eataly con vellutata di datterino giallo, estratto di pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino Dop, scorza di limone e basilico fresco. “I prodotti a marchio Eataly rappresentano un’esperienza di consumo di altissimo livello – commenta Andrea Cipolloni, group Ceo di Eataly – e sono davvero orgoglioso che la qualità della nostra pasta sia stata scelta da uno chef talentuoso e di successo come Carlo Cracco. A questo proposito mi fa piacere comunicare che insieme al Premiato Pastificio Afeltra di Gragnano, oggi parte del nostro Gruppo, stiamo sviluppando un progetto che darà alla nostra filiera del grano e della pasta un’identità distintiva, capace di valorizzare non solo l’eccellenza della nostra pasta ma anche la ricchezza dei sistemi agroecologici e culturali da cui ha origine”.

Vino, Venica&Venica: avanti sulla strada di sostenibilità e inclusione

Vino, Venica&Venica: avanti sulla strada di sostenibilità e inclusione

Milano, 18 mar. (askanews) – La celebre Cantina goriziana Venica&Venica aggiunge un nuovo tassello nel suo progetto di sviluppo sostenibile con la certificazione della parità di genere, che attesta l’impegno concreto verso una crescita equa ed inclusiva. Non sono molte le aziende vitivinicole italiane a poter fregiarsi di questa certificazione. “Il nostro impegno va oltre la produzione di vino: crediamo nella qualità in ogni sua forma, anche sociale” ha dichiarato Gianni Venica, spiegando che “ogni azienda può generare un effetto domino sul territorio e nel settore, promuovendo un modello virtuoso e questa certificazione è la conferma di un valore che ci guida da sempre: il rispetto per le persone. Siamo felici del traguardo raggiunto – ha proseguito – ma soprattutto ancora più motivati a fare di più”.


L’azienda di Dolegna del Collio sottopone da oltre dieci anni i propri indicatori ambientali a validazione esterna e al ministero dell’Ambiente per la certificazione “VIVA”. Un processo che ha permesso di individuare aree di miglioramento e pianificare strategie di crescita in equilibrio tra prosperità e responsabilità sociale. “In un contesto sempre più attento, la certificazione di parità di genere si afferma come un asset strategico per le organizzazioni che fanno dell’inclusione uno dei loro valori. E il percorso fatto assieme a Venica&Venica ce lo conferma” ha detto Massimo Alvaro di DNV, precisando che “questa certificazione non è solo un traguardo formale ma un percorso di trasformazione culturale che promuove la diversità come fonte di valore” ha continuato Alvaro, rimarcando che “le aziende che la scelgono investono in un ambiente di lavoro più equo e produttivo, rafforzando la propria reputazione e contribuendo a una società più inclusiva”. Da quattro generazioni, la Cantina, che conta su 41 ettari vitati (l’85% dei quali a bacca bianca) dei circa 40 ettari vitati e una produzione che si aggira sulle 320mila bottiglie l’anno, investe sulle relazioni e i valori, come testimonia il Bilancio di Sostenibilità che dal 2011 si fa manifesto del rispetto per la natura e le persone e racconta i valori dell’azienda: la coesione della famiglia, il costante appello alle radici e l’equilibrato misurarsi con l’innovazione. “Sostenibilità per noi non è solo una parola ma un’azione quotidiana: da più di dieci anni misuriamo ogni nostro passo, con l’obiettivo di ridurre il nostro impatto sull’ambiente e restituire alla terra ciò che ci ha dato. Dunque non si tratta di un semplice documento ma di una narrazione di responsabilità e consapevolezza, frutto di un percorso fatto di domande, riflessioni e scelte coraggiose” ha rimarcato Ornella Venica, evidenziando che “abbiamo imparato a fermarci e a misurare perché solo così possiamo davvero crescere, garantendo un futuro migliore per la nostra azienda, i nostri figli e la comunità”.


E l’ultimo Bilancio di Sostenibilità pubblicato, quello relativo al 2024 intitolato “Storie di vita e di vite”, è una narrazione consapevole del quotidiano in un’azienda che scandisce il suo tempo attraverso la produzione di vino, raccontando quella meravigliosa terra di confine che è il Collio. E la riflessione sul tempo, sul vino e sul territorio si intreccia e si fonde nella nuova etichetta “Extempore Sauvignon Doc Collio 2018”. Nato da una vinificazione imprevista, “è espressione sia della nostra tradizione che della nostra visione verso il futuro, è una nuova interpretazione del Sauvignon, che rappresenta ancora una volta il nostro impegno a valorizzare il territorio di origine” ha detto Gianni Venica, aggiungendo che “si tratta di un vino nato quasi per caso, dalla sfida partita nel 2004 e poi ripetuta per una maggiore consapevolezza, della strada giusta da perseguire, di invecchiamento in barrique”. “Extempore”: estemporaneità, arte dell’improvvisazione, valore dell’imprevisto: “Saperlo accogliere e trasformarlo in opportunità è da sempre parte della filosofia della nostra famiglia” ha aggiunto Ornella, definendo questo vino “esso stesso una sfida, simbolo di come affrontiamo l’inatteso”. Il legame con la terra e il tempo che scandisce l’evoluzione sintetizzati nell’ingresso di Serena Venica, figlia di Gianni e Ornella, quarta generazione e presente e futuro di questo gioiello diventato famoso negli anni con i suoi “Ronco” (delle Mele, delle Cime, del Cerò). Spetterà sempre più a lei il compito di reinterpretare e far evolvere ulteriormente l’azienda nel segno obbligato della sostenibilità, dell’inclusione e del rispetto.

Cantine di Verona presenta “G.Low”, nuova linea di vini low alcol

Cantine di Verona presenta “G.Low”, nuova linea di vini low alcolMilano, 18 mar. (askanews) – Cantine di Verona presenta “G.Low”, nuova linea di vini low alcol (8 gradi), composta (al momento) da “Bianco” da uve Garganega e Trebbiano, e “Rosato” da Corvina e Merlot. Il grado alcolico viene ottenuto in modo naturale grazie ad una raccolta precoce e fermentazioni controllate, preservando il profilo organolettico delle uve, senza ricorrere alla dealcolizzazione, processo che Cantine di Verona ritiene “poco sostenibile e che a volte può incidere negativamente sulle caratteristiche sensoriali del prodotto”.


“G.Low è molto più di un vino: è un invito a rallentare e a assaporare il momento con consapevolezza” ha affermato il presidente di Cantine di Verona, Luigi Turco, spiegando che “nel nome dato alla gamma, che nasce dall’unione di ‘green’ e ‘low’, due concetti chiave in grado di rappresentare l’anima di questo prodotto, abbiamo voluto richiamare proprio quest’idea di sostenibilità, di un approccio spensierato ma concreto e di uno stile di vita lento, che accompagna ogni calice e ogni incontro”. Con questo progetto Cantine di Verona “adotta un approccio circolare alla produzione”: gli scarti di lavorazione vengono infatti riutilizzati in un ciclo virtuoso di upcycling per dare vita a soluzioni di packaging eco-friendly. Le nuove etichette sono realizzate con “Re-Play Tintoretto Gesso”, carta autoadesiva di pura cellulosa senza cloro (ECF) certificata FSC, che tramite l’integrazione del 15% di glassine riciclata trasforma un materiale di scarto in una risorsa di valore, riducendo il consumo di energia. Un progetto pilota iniziato nel 2024, che ha sancito la collaborazione tra Cantine di Verona e Fedrigoni.


Le etichette si caratterizzano per l’uso di colori vibranti ed estremamente brillanti, nelle tonalità verde acido e azzurro e per dettagli metallizzati in colore oro, oltre a una particolare vernice thermocromica che reagisce alle variazioni di temperatura, avvisando quando il vino è pronto per essere servito e rendendo ottimale l’esperienza per il consumatore. Con un prezzo di 6 euro, i due vini debutteranno ufficialmente a Vinitaly e saranno disponibili nei dieci wine shop del gruppo scaligero e nel mercato del Nord Europa a partire dal mese di aprile.

Consorzio vini Doc Sicilia con Ais per Concorso miglior sommelier Sicilia

Consorzio vini Doc Sicilia con Ais per Concorso miglior sommelier SiciliaMilano, 18 mar. (askanews) – Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia conferma anche quest’anno il proprio impegno nel sostenere la formazione e la valorizzazione dei sommelier siciliani, rinnovando la collaborazione con Ais Sicilia in occasione della sesta edizione del “Concorso Miglior Sommelier Sicilia”, che si concluderà con la serata finale e la premiazione domenica 27 aprile a Taormina.


“Il Consorzio è orgoglioso di contribuire alla crescita della nuova generazione di sommelier – sottolinea l’enologo Giuseppe Figlioli consigliere del cda del Consorzio – sostenendo un evento che premia la professionalità e promuove l’eccellenza del vino siciliano in Italia e nel mondo”. Un’importante novità di questa edizione è l’anticipo della data del concorso, tradizionalmente fissata a ottobre, al mese di aprile. Una scelta pensata per permettere ai partecipanti di prepararsi con maggiore anticipo per il Concorso Miglior Sommelier d’Italia, previsto a novembre. Di conseguenza, anche le lezioni della Scuola Concorsi si terranno tra marzo e l’inizio di aprile, offrendo un percorso formativo approfondito in cui i concorrenti possono migliorare le proprie competenze sulla degustazione e sulla conoscenza dei vini e delle aziende siciliane. Gli incontri sono guidati da docenti di livello regionale e nazionale, con un appuntamento speciale tenuto dal Miglior Sommelier d’Italia.


La collaborazione tra il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia e Ais Sicilia si concretizza anche con una serie di iniziative volte ad arricchire il percorso formativo dei partecipanti. Tre Cantine siciliane, appartenenti ad areali diversi dell’isola, apriranno le loro porte agli studenti della Scuola Concorsi, offrendo un’esperienza diretta sul territorio. Inoltre, verranno organizzate tre masterclass dedicate ai vitigni siciliani, con un focus particolare su Lucido, Grillo e Nero d’Avola, oltre ad una selezione di vini rossi. In occasione della serata finale del concorso, il Consorzio fornirà i vini per una masterclass esclusiva, il cui programma è ancora in fase di definizione. Per celebrare il talento dei migliori sommelier siciliani, ai primi tre classificati saranno donate magnum di vini Doc Sicilia, grazie alla partecipazione di sedici aziende che hanno già aderito con entusiasmo all’iniziativa.

Per il “World Lambrusco Day 2025” il Lambrusco sale sul Monte Bianco

Per il “World Lambrusco Day 2025” il Lambrusco sale sul Monte BiancoMilano, 17 mar. (askanews) – Il 21 giugno, il giorno più lungo dell’anno, gli appassionati di vino festeggiano il Lambrusco in tutti gli oltre 90 Paesi in cui viene esportato. Per celebrare questa ricorrenza, il Consorzio Tutela Lambrusco si prepara al suo “World Lambrusco Day”, l’evento itinerante che porta il le bollicine emiliane in tour nelle località più suggestive in Italia e nel mondo. Ad ospitare l’edizione 2025 sarà il punto più alto d’Italia, Punta Helbronner sul Monte Bianco, a ben 3.466 metri di altitudine. Qui, sabato 21 giugno, i vini Lambrusco Doc saranno proposti in mescita lungo il percorso della funivia Skyway. Tante le Cantine che interverranno per incontrare i visitatori e raccontare caratteristiche, curiosità e aneddoti del territorio emiliano e della sua produzione enologica.


“In questi mesi abbiamo raggiunto con grande soddisfazione diversi traguardi, frutto di un lavoro durato anni, volto a tutelare i nostri viticoltori e il loro lavoro con riforme e modifiche strutturali, aggiornamenti ai Disciplinari e alle regolamentazioni, con l’obiettivo di valorizzare sempre più il prodotto e garantirne qualità e autenticità” commenta Claudio Biondi, presidente del Consorzio Tutela Lambrusco, rimarcando “tutto questo senza tralasciare un altro aspetto fondamentale, quello della promozione: da questo punto di vista il ‘World Lambrusco Day’ è ormai diventato il nostro punto di riferimento annuale. Un’occasione che ci porta a percorrere l’Italia e, a cadenza triennale, le capitali estere, per raccontare le particolarità del Lambrusco in contesti e scenari insoliti e distanti dal nostro territorio, dove i Lambrusco Doc sono già conosciuti e apprezzati”. “Siamo lieti di supportare un evento che punta a valorizzare una delle eccellenze del nostro territorio” aggiunge il presidente di Enoteca Regionale Emilia-Romagna, Davide Frascari. “Il ‘World Lambrusco Day’ è un’iniziativa che esce dagli schemi e porta le bollicine emiliane in luoghi simbolo di bellezza e unicità – prosegue – due aspetti che ben si sposano con il valore che riconosciamo al Lambrusco tra le produzioni della nostra regione”.

Vino, Vallepicciola con Edoardo Freddi Int. per crescere all’estero

Vino, Vallepicciola con Edoardo Freddi Int. per crescere all’esteroMilano, 17 mar. (askanews) – Vallepicciola, celebre azienda vinicola situata nel cuore del Chianti Classico, ha annunciato la partnership con la Edoardo Freddi International, che agirà come ufficio export della Cantina, con particolare attenzione a mercati chiave come Europa e Asia.


“Questa partnership nasce dalla volontà di valorizzare e promuovere l’autenticità e la qualità del vino toscano al di fuori dei confini nazionali, rispondendo alla crescente domanda di prodotti premium e artigianali” ha spiegato la Cantina, aggiungendo che “Edoardo Freddi International supporta le realtà vinicole nello studio e nella definizione di modelli commerciali e nell’identificazione dei giusti partner sui mercati esteri” “La nostra missione è sempre stata quella di portare nel mondo la qualità e la passione che caratterizzano i nostri vini” hanno dichiarato Alberto Colombo e Alessandro Cellai di Vallepicciola, sottolineando che “avere la Edoardo Freddi International rappresenta un passo fondamentale per la nostra crescita e ci permette di raggiungere nuovi appassionati di vino in mercati strategici”.


“Siamo entusiasti di poter affiancare Vallepicciola nel suo percorso di internazionalizzazione – ha commentato Edoardo Freddi – i loro vini raccontano una storia di territorio e tradizione che siamo certi saprà conquistare il palato degli intenditori a livello globale”. Attualmente, Vallepicciola si estende su 265 ettari, di cui 107 vitati, per una produzione annua che si attesta su circa 500mila bottiglie divise in 17 etichette tra Chianti Classico Docg e Igt Toscana. Edoardo Freddi International rappresenta 62 Cantine italiane e nel 2024 ha registrato un fatturato gestito di oltre 112 mln di euro (+8,2% rispetto al 2023), con oltre 30 mln di bottiglie commercializzate.

Il 30 marzo a Roma torna “Sbarbatelle”, evento delle giovani vignaiole

Il 30 marzo a Roma torna “Sbarbatelle”, evento delle giovani vignaioleMilano, 16 mar. (askanews) – Il 30 marzo l’Associazione italiana sommelier (Ais) del Lazio, in collaborazione con la delegazione del Piemonte, presenterà a partire dalle 15 all’A.Roma Lifestyle Hotel “Sbarbatelle”, l’associazione non-profit di produttrici di vino under 40 provenienti da tutta Italia.


Tutto iniziò nel 2017 quando un gruppo di giovani produttrici vennero invitate a raccontare la loro storia attraverso le loro etichette in degustazione, scelte assieme ai sommelier. Dal 2024 l’associazione ha voluto riunirsi formalmente in in questa forma giuridica per creare “uno spazio sicuro e poter condividere esperienze, affrontare sfide comuni e crescere insieme utilizzando le relazioni umane come motore d’innovazione e forza moltiplicativa di imprenditorialità”. L’ideatore è Paolo Poncino, responsabile di Ais Asti, insieme con Isella Zanutto. “Ospitiamo a Roma per la seconda volta e con grande convinzione le ‘Sbarbatelle’ cercando di sottolineare l’importantissimo e crescente ruolo che le donne svolgono nei vigneti, dalla gestione delle vigne alla vinificazione in alcuni casi addirittura fondamentale” ha dichiarato il presidente di Ais Lazio, Francesco Guercilena, aggiugendo che “in questo campo le donne apportano dedizione e passione non comune, aspetti che qualificano il loro lavoro e le loro produzioni. Un modello per le future generazioni”.


Il programma dell’evento prevede due masterclass e un banco di assaggio con i vini di Donato D’Angelo, Tenuta del Meriggio, Tenute Tozzi, Stroppolatini, Merumalia, F.lli Bernini, Aca Oltrepo, Marconi, Velenosi, Terra Argillosa, Coppacchioli, Castello di Uviglie, L’Autin, Hic et Nunc, Bruna Grimaldi, Gillardi, Poderi Moretti, Poderi Moretti, Cascina Rossa, Sordo, La Vignazza, Gaudio, L’Erm, Accornero, Cantine Bava, Alle Tre Colline, Poggio Ridente, Marchesi Alfieri, Varvaglione Vini, Poggio al Grillo, Arrighi, A Piccoli Sorsi, Poggio Stenti, Col di Lamo, Tenuta Placidi, Borgo Stajnbech, Gianni Tessari, Rigato, Franchetto, Il Poggio, Garesio, Cortese Beatrice, e Eredi dei Papi.

”Se la Langa è così”: a Pollenzo incontro tra vignaioli e under 30

”Se la Langa è così”: a Pollenzo incontro tra vignaioli e under 30Milano, 16 mar. (askanews) – Sabato 22 marzo all’Università di Scienze Gastronomiche (Unisg) di Pollenzo (Cuneo) torna la terza edizione di “Se la Langa è così”, appuntamento dedicato alla conoscenze della storia e della produzione enologica di eccellenza di Langa, Roero e Monferrato.


L’evento, organizzato dall’Università con il supporto di Slow Wine, Banca del Vino e Albergo dell’Agenzia, nasce con l’obiettivo di creare un dialogo aperto tra appassionati under 30 e produttori storici, offrendo un’occasione di degustazione e riflessione sulle sfide e sulle opportunità del mondo del vino. “Se la Langa è così” non è solo un viaggio sensoriale tra le eccellenze vinicole del territorio (dal Barolo al Barbaresco, dal Dolcetto al Nebbiolo all’Alta Langa) ma un momento di confronto sulle radici culturali e sulle prospettive del settore, con particolare attenzione a temi attuali come il consumo consapevole di alcol e l’impatto della viticoltura sulla salute e sull’ambiente.


L’evento ospiterà oltre 80 produttori di riferimento per il panorama enologico delle colline del basso Piemonte. La giornata prende il via alle 10 con un convegno riservato ai rappresentanti delle aziende vitivinicole, dedicato al rapporto tra vino e salute. Esperti del settore medico e della nutrizione interverranno esponendo i recenti studi sugli effetti del vino sulla salute, mentre alcuni ricercatori Unisg presenteranno le nuove tendenze legate ai consumi, e ricerche sulla percezione dei consumatori verso nuove tipologie di prodotto come i vini dealcolati e i “proxy wines”. Interverranno inoltre Paolo Tibaldi, Giancarlo Gariglio e Carlo Petrini. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 17.30, si svolgerà l’ormai collaudata formula degli incontri e delle degustazioni con tavolate che, a rotazione, vedranno al tavolo i giovani e i vari produttori dialogare tra loro. Quest’anno la manifestazione si avvale del sostegno della Banca d’Alba, grazie a cui, oltre all’evento, verrà realizzata una pubblicazione che racchiude la parte narrativa, documentaria e storica di questo progetto fortemente voluto dall’Università di Pollenzo e da Carlo Petrini.