Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Vino, nella “Top 10 Rosè” di Gentlemen trionfa il Negroamaro salentino

Vino, nella “Top 10 Rosè” di Gentlemen trionfa il Negroamaro salentinoMilano, 5 set. (askanews) – C’è il Rohesia della Cantina salentina Cantele sul podio dell’annuale “Top 10 dei vini rosè” pubblicata dal mensile “Gentlemen” e realizzata incrociando i giudizi delle guide di Gambero Rosso, Seminario Veronelli, Bibenda (Fis), “Vitae” (Ais), Luca Maroni e “Doctor Wine” (Daniele Cernilli).

Al secondo posto un altro vino salentino, il celebre “Five Roses” dell’azienda Leone De Castris, il primo vino rosato ad essere messo in bottiglia e commercializzato in Italia, nel lontano 1943. Sul terzo gradino del podio della classifica “incrociata” del mensile di Class Editori, c’è il Bardolino Chiaretto Classico Keya 2021 di un’altra importante realtà italiana, la veneta Guerrieri Rizzardi, prodotto con uve Corvina (75%), Rondinella (5%), Sangiovese (10%) e Merlot 10% da Vari vigneti nei Comuni di Bardolino e Cavaion Veronese. I rosati più votati dalla critica nascono dunque nel territorio di Lecce, tra Guagnano, sede di Cantele, e Salice Salentino, casa di Leone De Castris, che si trova a meno di 2,5 chilometri di distanza. E’ il trionfo del Negramaro, il (resistente) vitigno a bacca nera che proprio nel Salento ha la sua culla e che nel rosato ha trovato probabilmente la sua via più elegante.

Fondata nel 1979, Cantele dal 2001 è guidata dalla terza generazione della famiglia, i cugini Gianni, Paolo, Umberto e Luisa. L’azienda conta oggi su 50 ettari di proprietà e circa 150 in conduzione, tutti coltivati secondo i principi dell’agricoltura integrata volontaria. I vini sono quasi esclusivamente monovitigni con una forte prevalenza di autoctoni del Salento, per una produzione complessiva che si aggira intorno ai 1,5 milioni di bottiglie, il 60% delle quali sono destinate all’estero, in particolare in Stati Uniti, UK e Germania.

L’Asti Spumante Docg alla Douja d’Or tra dj e esperienze gastronomiche

L’Asti Spumante Docg alla Douja d’Or tra dj e esperienze gastronomicheMilano, 5 set. (askanews) – Sarà il cortile di Palazzo Gastaldi ad Asti il quartier generale del calendario di iniziative firmato dal Consorzio per la Tutela dell’Asti Spumante Docg durante la 57esima edizione della Douja d’Or, la storica rassegna enologica che dall’8 al 17 settembre animerà il centro della cittadina piemontese.

Nello storico edificio oggi sede del Consorzio, gli enoappassionati troveranno in degustazione l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti, proposto sia in purezza che in versione “mixology”, accompagnati da originali proposte culinarie a ritmo di dj-set. Il binomio vino-musica sarà anche al centro di “Tra musica e bollicine-abbinamenti musicali”, un talk in programma sabato 9 settembre alle 20 guidato dal conduttore di Radio Monte Carlo, Maurizio di Maggio, e dalla giornalista enogastronomica, Paola Gula. Spazio anche alla cucina con il “pairing” Asti Docg e pizza gourmet di giovedì 14 settembre (ore 18.30, su prenotazione) guidato dal panificatore Fulvio Marino, e la degustazione del carpione astigiano e il Moscato d’Asti di venerdì 15 settembre (ore 18.30, su prenotazione) a cura del medico dietologo Giorgio Calabrese e della moglie, la nutrizionista Caterina. Si resta infine ai fornelli per le cene Asti “vibe” di lunedì 11 e mercoledì 13 settembre (ore 20.30, entrambe su prenotazione) dove l’Asti Docg accompagnerà un menù a base di freschi piatti con la frutta.

Enogastronomia, il 7 settembre “Tramonto DiVino” arriva a Bologna

Enogastronomia, il 7 settembre “Tramonto DiVino” arriva a BolognaMilano, 5 set. (askanews) – Il 7 settembre arriva a Bologna “Tramonto DiVino”, quinta delle sette tappe del tour per celebrare “grandi vini e cibo di qualità” dell’Emilia-Romagna. Giunto alla sua 18esima edizione, il tour aveva preso il via il 21 luglio scorso a Cervia (Ravenna).

Ai banchi d’assaggio in piazza San Francesco i riflettori saranno puntati sui vini emiliani, a cui farà eco una selezione di etichette romagnole per un totale di circa 250 referenze che saranno servite e raccontate dai sommelier dell’Ais. In assaggio anche i vini premiati dalla nuova “Guida Emilia Romagna da Bere e da Mangiare 2023-24”, che sarà consegnata a tutti i partecipanti alla manifestazione. Ospite d’onore le bollicine Metodo Classico di tutta la regione e le premiazioni del premio Ais-Regione-PrimaPagina “Miglior spumante Metodo Classico dell’Emilia Romagna” intitolato a Giuliano Zuppiroli. A interpretare i prodotti certificati regionali, a Bologna ci sarà lo chef Mario Ferrara con una ricetta gourmet in versione pop nello stile dei cuochi stellati dell’Associazione CheftoChef. Grande spazio verrà riservato anche ai prodotti a Denominazione comunale (De.Co) che avranno una loro vetrina dedicata ed entreranno nella composizione della ricetta dello chef.

L’evento è organizzato dall’Enoteca Regionale, organizzato in partnership con l’assessorato all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, Unioncamere Emilia-Romagna, APT Servizi, e realizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena assieme alle Ais di Emilia e Romagna.

La “Guida essenziale ai vini d’Italia” di DoctorWine compie 10 anni

La “Guida essenziale ai vini d’Italia” di DoctorWine compie 10 anniMilano, 5 set. (askanews) – La “Guida essenziale ai vini d’Italia” di DoctorWine compie dieci anni: era infatti il 7 ottobre 2014 quando nelle librerie italiane venivano distribuite le copie, fresche di stampa, della neonata Guida, primo prodotto cartaceo realizzato dalla squadra composta da Daniele Cernilli e dai suoi collaboratori a pochi anni dalla fondazione del network DoctorWine e dal lancio della omonima rivista online.

“Siamo molto felici di festeggiare questo bel traguardo con tutti coloro che hanno sempre apprezzato il nostro lavoro e condiviso il nostro percorso” afferma Cernilli, spiegando che “questi 10 anni hanno portato significative trasformazioni nel mondo della comunicazione e nel mondo enologico e anche la nostra guida si è evoluta pur rimanendo fedele alla sua filosofia portante: quella dell’essenzialità”. “Il volume non è una raccolta di migliaia di aziende ma la selezione di quelle a nostro giudizio migliori (in questa edizione sono 1.254) e che nei prossimi mesi proporranno sui mercati vini di gran pregio: il che significa che già il fatto stesso di essere selezionate per far parte del migliaio di cantine prescelte è un bel traguardo” continua il 68enne giornalista, sottolineando che “va anche detto che la qualità media della produzione italiana è in continua crescita e questo rende l’opera dei selezionatori sempre più difficile e forse, proprio per questo, sempre più utile”. L’edizione numero dieci della Guida, con copertina e grafica interna rinnovate, sarà presentata a Milano con due eventi previsti il 30 settembre e 1 ottobre all’Hotel Principe di Savoia, e l’8 ottobre allo Spazio 900 a Roma. La premiazione “dei produttori che hanno fatto la storia del vino italiano e che ne rappresentano il futuro”, sarà seguita da un grande banco d’assaggio. Durante l’evento milanese sarà inoltre possibile partecipare a masterclass e seminari. Sia a Milano che a Roma l’ingresso ai banchi d’assaggio comprende una copia omaggio della Guida.

Le due tappe di presentazione saranno anche l’occasione per il lancio ufficiale dell’App DoctorWine, scaricabile gratuitamente dal 30 settembre sia in italiano che in inglese, per dispositivi iOS e Android. L’app permette di usufruire di tutti i contenuti della “Guida essenziale ai vini d’Italia” e della guida “Mangiare e dormire tra i vigneti”.

Vino, Silver Heights è la prima Cantina cinese certificata Demeter

Vino, Silver Heights è la prima Cantina cinese certificata DemeterMilano, 4 set. (askanews) – Silver Heights, la Cantina a conduzione familiare fondata nel 2007 nella provincia di Ningxia, è la prima azienda vinicola cinese ad essere certificata biodinamica da Demeter, il principale ente di certificazione mondiale per l’agricoltura biodinamica. Lo scrive “Vino-joy.com” il sito di notizie in inglese che si occupa del mercato vinicolo cinese e asiatico, che ha sede ad Hong Kong.

Ricordando che Silver Heights, una delle migliori realtà vitivinicole cinesi, era da tempo già certificata biologica, “Vino Joy News” racconta che la figlia del fondatore ed enologa dell’azienda, Emma Gao, ha spiegato che la certificazione da parte di Demeter è il risultato “di sei anni di duro lavoro per convertire tutti i 70 ettari di vigneti”. L’azienda, con sede a Yinchuan, produce circa 200mila bottiglie all’anno, tra cui alcuni “vini naturali”. L’articolo sottolinea che “la fiorente agricoltura biologica cinese ha il suo progetto pilota nella provincia di Ningxia” e che “altre Cantine, tra cui Chateau Changyu-Moser XV e Domaine des Arômes, praticano l’agricoltura biodinamica ma al momento non sono ancora state certificate come tali”.

Vino, l’11 ottobre 17 Cantine italiane in Usa per il “Top 100 Tasting”

Vino, l’11 ottobre 17 Cantine italiane in Usa per il “Top 100 Tasting”Milano, 4 set. (askanews) – Mercoledì 11 ottobre, al Metreon di San Francisco (Usa), si terrà il “Top 100 Tasting”: la degustazione delle migliori Cantine del 2023 selezionate dall’importante magazine statunitense “Wine & Spirits”.

Nell’annuale classifica “Top 100 wineries 2023” redatta dalla rivista, compaiono 17 Cantine italiane: Adami, Fratelli Alessandria, Castello di Ama, Luigi Baudana, Biondi-Santi, Elvio Cogno, I Favati, Le Macchiole, Ornellaia, Petrolo, Pieropan, Pietradolce, Rocca di Montegrossi, Sottimano, Tasca d’Almerita, G.D. Vajra e Vietti. Nella classifica spicca la piemontese Vajra, l’unica famiglia del vino italiano presente con due realtà: G.D. Vajra di Barolo e Luigi Baudana di Serralunga d’Alba. Le aziende italiane sono quelle più numerose tra quelle europee, seguite dalle 15 francesi e dalle 7 spagnole, mentre, prevedibilmente, a fare la parte del leone sono state le aziende statunitensi, ben 36.

La rivista Usa sottolinea che la serata dell’11 ottobre “non offrirà solo la possibilità di degustare una vasta gamma di vini eccezionali delle cento Cantine che si sono classificate ai vertici delle nostre degustazioni, ma anche di incontrare di persona i produttori”. La “Top 100” è un’iniziativa di beneficenza a favore di SF Baykeeper, un’organizzazione che si occupa di mantenere la salute e l’integrità dei corsi d’acqua che alimentano l’industria enogastronomica della California.

Vino, ad Asti un convegno internazionale sulla riforma delle DO

Vino, ad Asti un convegno internazionale sulla riforma delle DOMilano, 4 set. (askanews) – Riforma delle denominazioni d’origine e valore e ruolo delle Dop e Igp tra criticità e opportunità. È questo il tema della tornata che l’Accademia italiana della vite e del vino (Aivv) terrà il 9 settembre ad Asti in occasione della Douja D’Or. Si tratta di un momento di approfondimento e confronto scientifico che prenderà il via alle 9 nella sede dell’Uni Astiss, in piazza De Andrè. “Il successo delle denominazioni di origine nel sistema agro-alimentare europeo, in particolare per le produzioni vitivinicole, offre l’occasione per un dibattito sulla sua riforma urgente, attuale e intellettualmente stimolante” ha affermato il presidente Rosario Di Lorenzo, sottolineando che “l’Accademia non poteva sottrarsi a questo appuntamento che mette insieme i principali attori della filiera”.

L’incontro di livello internazionale vedrà gli interventi, oltre che del presidente dell’Aivv, di Julian Alston (Università della California, Davis), Davide Gaeta (Università di Verona) e Oreste Gerini (Direzione generale qualità agroalimentare del Masaf). Ai lavori seguirà, alle 11,30, una tavola rotonda dal titolo “La filiera a confronto. Il quadro nazionale” alla quale daranno il proprio contributo Stefano Zanette, presidente Consorzio Prosecco Doc, Marco Alessandro Bani, direttore Consorzio Chianti Docg, Antonio Rallo, presidente Consorzio Sicilia Doc e Claudio Biondi, presidente Consorzio Lambruschi. Gli interventi saranno moderati da Giusi Mainardi, consigliere dell’Accademia. A corollario dell’iniziativa, un focus dedicato al Piemonte, con i contributi di Francesco Monchiero, presidente Piemonte Land of Wine, Lorenzo Barbero, presidente Consorzio Asti Docg, Matteo Ascheri, presidente Consorzio Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani, Vitaliano Maccario, presidente Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e Marco Protopapa, assessore regionale Agricoltura Cibo, Caccia e Pesca del Piemonte. Modera Vincenzo Gerbi, vicepresidente dell’Accademia il quale avrà anche il compito di tirare le conclusioni della tornata.

“Per i produttori vitivinicoli e per il Consorzio Piemonte Land of Wine, questo convegno sulla riforma del sistema delle Doc non è solo occasione di confronto e di ragionamento su un tema così delicato e importante” ha dichiarato Monchiero, spiegando che “è anche la possibilità, preziosa, di aprire un dialogo sul futuro del vino italiano e individuare leve e strumenti in grado di garantire uno sviluppo virtuoso, corretto e sostenibile di tutto il comparto nel rispetto delle Denominazioni di origine, a partire da quelle vinicole e delle tradizioni che esse rappresentano”.

Grande partecipazione per Soave Multiverso 2023 sul “vino-paesaggio”

Grande partecipazione per Soave Multiverso 2023 sul “vino-paesaggio”Milano, 4 set. (askanews) – Grande partecipazione di pubblico, soprattutto giovani, per “Soave Multiverso 2023”, il format ideato dal Consorzio del Soave per raccontare le molteplici espressioni dell’uva Garganega, che si è svolto sabato 2 e domenica 3 settembre a Palazzo del Capitano, nel cuore storico del borgo medievale di Soave (Verona). Oltre 30 le aziende presenti che hanno messo in degustazione le loro differenti interpretazioni di Soave tra vini d’annata, unità geografiche e vecchie annate.

Soave inteso come “vino-paesaggio” è l’espressione che meglio sa far sintesi dei tanti contenuti di questa edizione il cui tema guida è stato “L’importanza del paesaggio e della bellezza in esso contenuta”, dato che il Soave è il primo e unico comprensorio vitivinicolo italiano a fregiarsi del titolo di “Patrimonio agricolo di importanza mondiale” (Giahs) istituito dalla Fao. “Qui lo scorso anno abbiamo lanciato il Manifesto programmatico del Soave, riassunto nelle tre parole chiave “giovane, bello, smart” per un Soave che parli la lingua dei giovani” spiega il direttore del Consorzio del Soave, Igor Gladich, proseguendo “‘bello’ perché quella che abbiamo è tra le zone produttive più belle d’Italia, e ‘smart’ perché è necessario essere intelligenti e consapevoli rispetto a questo patrimonio, unico e non clonabile. Il nome Multiverso – conclude Gladich – è stato scelto poi per indicare la complessità ma anche il fascino dei tanti universi paralleli che ruotano attorno al mondo del vino e che sono tutti da scoprire”. “E’ molto significativo vedere il grande sforzo che si sta facendo qui per comunicare ai giovani la bellezza e la ricchezza di questo comprensorio perché, come cerco di raccontare anche nei miei libri, i ragazzi di oggi non sono solo divertimento coatto e musica a palla, anzi” ha detto tra l’altro lo scrittore Loris Giuriatti, ospite d’onore della manifestazione, sottolineando che “è necessario mettersi in sintonia con loro e soprattutto creare curiosità: questo approccio oltre ad avere una forte valenza divulgativa, è la prima forma di investimento nei confronti di coloro che saranno poi i consumatori evoluti e consapevoli di domani”.

La masterclass “Il Soave tra stile e longevità” condotta da Simon Staffler di Wineline Falstaff Magazine, ha confermato che il Soave è un vino da consumare d’annata ma che è anche in grado di reggere la prova degli anni. Dieci le aziende selezionate, per un confronto che ha visto la diretta partecipazione dei produttori i quali hanno raccontato la propria azienda e descritto i propri vini ad una platea di operatori, sommelier, enotecari, wine influencer e di giornalisti di settore.

Vendemmia, Confagricoltura: in Toscana calo da 10 a 20% per Peronospora

Vendemmia, Confagricoltura: in Toscana calo da 10 a 20% per PeronosporaMilano, 4 set. (askanews) – “La vendemmia in Toscana è in calo tra il 10 e il 20% per gli attacchi della Peronospora, più evidenti nel fondovalle rispetto alle zone collinari ed alla fascia litoranea. La qualità dei vini resta elevata sebbene occorrerà aspettare la fine del mese di settembre per un quadro definitivo ed anche se i viticoltori sono in sofferenza per il costo dei trattamenti e delle materie prime. Oltre a questo, mancano almeno cinquemila addetti rispetto a due anni fa”. A dirlo è il presidente Federazione Vino Confagricoltura Toscana, Francesco Colpizzi, che tratteggia un quadro quantomeno problematico della raccolta 2023.

“La vendemmia è iniziata da una decina di giorni con le varietà più precoci, mentre adesso stanno cominciando con il Merlot, partendo dalle zone più costiere e risalendo verso l’interno” ricorda Colpizzi, aggiungendo che “le piogge ripetute dei mesi primaverili hanno favorito il proliferare del fungo che attacca le foglie della vite e i grappoli: è un danno quantitativo, non qualitativo, ma il costo dei trattamenti incide moltissimo sui bilanci”. Accanto al calo della produzione e all’aumento di spesa si aggiunge un’altra emergenza secondo Coldiretti, quella della manodopera qualificata che preferisce andare a fare la vendemmia altrove. “In paesi come Croazia, Svizzera, Ungheria o Germania esistono politiche fiscali per i redditi di fascia bassa molto più vantaggiose” spiega il presidente toscano, sottolineando che “a parità di offerta, dunque, preferiscono andare là: è un fenomeno iniziato l’anno scorso e che adesso si manifesta in tutta la sua preoccupante attualità, e il fatto è reso ancora più grave dalla circostanza che non si tratta di stagionali, ma di lavoratori che si occupano dei vigneti tutto l’anno. Oltre alla fuga dei cervelli – chiosa – adesso assistiamo a quella della manodopera più competente”.

Anche il sistema dei flussi che consente di ingaggiare nuovi operatori, spiega Colpizzi, è macchinoso: “Nella maggior parte dei casi possono iniziare a lavorare nei vigneti soltanto dopo 3-4 mesi dal momento in cui li individuiamo, saltando di fatto un’intera stagione”. Infine c’è il problema degli ungulati: “Fare una media è difficile, in alcuni vigneti distruggono tutto, in altri il danno è contenuto” precisa Colpizzi, aggiungendo che “sono comunque una questione che aggrava un quadro già complesso”. A fronte di questo, per il presidente si rendono necessarie politiche fiscali adeguate: “Dobbiamo uscire dalla spirale dei tassi di interesse costantemente al rialzo e servono misure che incentivino la manodopera a restare qua. Altrimenti si configura un danno diffuso per le imprese, le famiglie e lo Stato”.

Terza Rassegna dei vini piwi: iscrizioni aperte fino al 29 settembre

Terza Rassegna dei vini piwi: iscrizioni aperte fino al 29 settembreMilano, 2 set. (askanews) – Il 29 settembre scadono le iscrizioni per le Cantine che intendono partecipare alla terza “Rassegna dei vini piwi”, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento), che promuove e valorizza i vini prodotti con almeno il 95% di uve provenienti da vitigni innovativi e sostenibili in grado di offrire tolleranza alle malattie fungine, oidio e peronospora, riducendo sensibilmente l’uso degli agrofarmaci.

La rassegna si articolerà nei giorni 8 e 9 novembre, quando si terrà la valutazione dei vini a cura di una commissione composta da 24 esperti selezionati tra enologi, enotecnici, giornalisti, sommelier e ricercatori afferenti al mondo agroalimentare, che saranno coadiuvati dagli studenti del corso enotecnico in tutte le operazioni della rassegna. La cerimonia di premiazione si terrà poi il 1 dicembre. I vini concorreranno nelle seguenti categorie: rossi, bianchi, bianchi a macerazione prolungata “orange”, spumante metodo classico bianchi, spumante metodo classico rosè, spumante metodo classico charmat bianchi, spumante metodo charmat Rosè, vini frizzanti con fondo, e vini da uve soggette ad appassimento. Anche se a livello europeo le varietà piwi sono state ammesse nelle diverse Dop, in Italia ci sono diverse Regioni nelle quali la coltivazione di queste uve non è stata ancora autorizzata, nemmeno per produrre vino generico o Igt. Il Registro nazionale delle varietà di vino comprende 36 varietà Piwi e la superficie coltivata con queste varietà supera alcune migliaia di ettari. In Veneto si trova il numero più elevato di superfici coltivate a uve piwi ed alcuni ettari si trovano in Emilia e Marche, Lazio e Piemonte, ultime regioni ad autorizzare la coltivazione di queste varietà nelle loro superficie viticola.

Con questo evento la Fondazione Edmund Mach “intende valorizzare anche l’attività di ricerca e sperimentazione sulle varietà tolleranti che ha portato ad iscrivere del Registro nazionale delle varietà di vite quattro nuove selezioni provenienti dall’attività di miglioramento genetico, grazie alla collaborazione del consorzio Civit: Termantis, Nermantis, Charvir e Valnosia. Di recente, tramite il progetto Vevir – spiega la Fondazione – queste varietà sono risultate ottimali per la coltivazione in Trentino accanto a Solaris, Souvignier gris, Bronner, Palma, Johanniter e Pinot Regina”. La storia del miglioramento genetico alla Fondazione Edmund Mach risale agli anni Venti del secolo scorso, mentre per quanto riguarda la resistenza la Fondazione “ha intrapreso un’intensa attività di breeding realizzando un piano di incrocio sin dal 1987”. Oggi “i piani di incrocio producono circa 35-40 mila semi l’anno suddivisi in circa 100 combinazioni di incrocio. Tale attività prevede anche incroci (piramidazione) che permettono di selezionare genotipi con diversi caratteri di resistenza verso le diverse malattie (oidio, peronospora, marciume nero ecc…)”. Oltre a questo obiettivo alla Fondazione “vi è un’intensa attività di incrocio anche tra i genitori piramidizzati e le varietà di Vitis vinifera che hanno prodotto le quattro varietà Charvir, Valnosia, Termantis e Nermantis”.