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Arriva SuperJUMP, a Napoli Fuorigrotta 2.000 mq di gonfiabili al coperto

Arriva SuperJUMP, a Napoli Fuorigrotta 2.000 mq di gonfiabili al copertoRoma, 3 apr. (askanews) – Passione gonfiabili. Arriva SuperJUMP, ben 2000 mq di gonfiabili al coperto. Uno tra ii più grandi d’Italia per un super divertimento fino all’11 maggio 2025 a Napoli Fuorigrotta.


I bambini li adorano, perché rappresentano un senso di libertà assoluta, e i genitori sono tranquilli e felici nel far divertire i figli in sicurezza, soprattutto lontano dalla dipendenza che hanno dagli smartphone. Si gioca in comitiva, ma anche chi va da solo alla fine riesce a fare nuove amicizie e lanciarsi in simpatiche sfide. I gonfiabili mettono tutti d’accordo e per questo, nelle loro varie dimensioni e colori, è tutta una gran festa quando questi giganteschi giochi arrivano in città. In alcune località italiane poi ci sono quelli da record. È il caso di Napoli Fuorigrotta dove appunto fino all’11 maggio arriva SuperJUMP. Un tuffo nel divertimento e nel colore, una esperienza unica per i bambini dai 3 ai 12 anni che potranno saltare da un attrazione all’altra e senza mai scendere a terra. Divertente e lunghissimo permette scivolate adrenaliniche ma in totale sicurezza. Ideale anche per feste di compleanno per scatenare l’allegria. Per prenotazioni presso il sito www.divertimentoincitta.it o presso primafilaticket.it per info 334 8979518.


Apertura giovedi – venerdi e lunedi dalle 15 alle 19.30 – sabato e domenica e festivi dalle 10 alle 13, e dalle 15 alle 20.

Napoli, Borrelli (Avs): scritte in onore di baby rapinatore ucciso

Napoli, Borrelli (Avs): scritte in onore di baby rapinatore uccisoRoma, 30 mar. (askanews) – Sono ricomparse le scritte abusive sui muri di Forcella in onore di Luigi Caiafa, il baby malvivente ucciso durante una tentata rapina nel 2020. A denunciarlo è il deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha effettuato un sopralluogo nella zona del capoluogo partenopeo.


“Pochi anni fa abbiamo fatto rimuovere altarini, striscioni e scritte illegali inneggianti a Luigi Caiafa, oggi ci ritroviamo di fronte a una nuova vergogna – ha dichiarato Borrelli – Luigi Caiafa è nato e cresciuto in un contesto criminale, con entrambi i genitori legati alle famiglie di camorra. Il padre fu ucciso in un agguato poco dopo la sua morte, mentre il fratello è finito in carcere per aver ucciso, con un colpo di pistola partito per errore, almeno così ha affermato, il cugino Arcangelo Correa, vittima innocente”. Borrelli aggiunge: “Luigi è figlio di un’educazione criminale impartita dalla sua famiglia, e oggi assistiamo all’ennesimo tentativo di trasformarlo in un simbolo, distorcendo la realtà. Da poco sono tornati nel quartiere alcuni parenti di Caiafa e subito sono riapparse queste scritte infami. Ho già chiesto l’immediata rimozione, un gesto importante per ribadire forte e chiaro, ancora una volta, che c’è una Napoli che ripudia la violenza e la camorra. La famiglia Caiafa deve pagare per il male che ha fatto. In contesti come questi è necessario intervenire con fermezza, sottraendo i figli a chi li condanna a una vita criminale prima ancora che possano scegliere un’alternativa. Non possiamo permettere che i bambini crescano in un ambiente in cui delinquere è la normalità”.

Campi Flegrei, Ciciliano: oggi in giallo, disequilibrio medio

Campi Flegrei, Ciciliano: oggi in giallo, disequilibrio medioRoma, 21 mar. (askanews) – “Se oggi fosse in vigore la nuova tabella, e non è ancora in vigore, per il rischio vulcanico, saremmo ancora in giallo dove ovviamente l’azione operativa del sistema di protezione civile sarebbe nella fase 2”. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, nel corso della conferenza stampa rispetto alla situazione dei Campi Flegrei.


“Ci sono delle fasi operative diverse, soprattutto sul giallo e sull’arancione – in sostanza il sistema, più che modificato, è stato affinato – ha detto ancora Ciciliano – Queste due fasi serviranno per dare una risposta più pronta del sistema nazionale di protezione civile, in maniera tale che possa essere facilmente adeguabile la risposta alla gestione dell’emergenza sulla base di quelle che sono le esigenze delle comunità locali”. Comunque la nuova strategia di pianificazione entrerà “in vigore nel più breve tempo possibile” ed a fronte del fatto che le “esercitazioni sono fondamentali e sono state riproposte anche in fascia verde, perché per la realtà dei campi flegrei essere in quel livello non significa non fare nulla ma fare attenzione, comunicazione e fare l’addestramento è fondamentale”.


Perché “se aumentiamo la consapevolezza dei cittadini attraverso la formazione, ma anche attraverso attività esercitative e addestrative, il sistema sarà più capace di gestire l’intera partita dell’emergenza se ce ne fosse bisogno”. Rispetto alla formazione – ha detto ancora Ciciliano – “le scuole sono già coinvolte, tutte le scuole d’Italia, come voi ben sapete, da qualche anno hanno all’interno dei propri programmi delle ore di protezione civile. Una cosa fondamentale soprattutto perché quelle informazioni poi possono tornare a casa dai genitori, quindi creare una clamorosa azione di resilienza sociale”.

Studio internazionale sui pigmenti dei colori in affreschi Pompei

Studio internazionale sui pigmenti dei colori in affreschi PompeiMilano, 15 mar. (askanews) – Sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Archaeological Science è stato appena pubblicato un articolo scientifico dal titolo “Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials”. La ricerca è il frutto di una collaborazione del Parco Archeologico di Pompei con il gruppo di ricerca di Mineralogia e Petrografia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio, in collaborazione con gli studiosi del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università Federico II di Napoli.


L’indagine ha avuto come oggetto lo studio dei pigmenti rinvenuti in alcuni eccezionali contesti pompeiani, che vanno dal III secolo a.C. all’eruzione del 79 d.C., coprendo la quasi totalità della tavolozza pittorica degli antichi pittori. La gamma cromatica è composta da pigmenti naturali e sintetici, inorganici e organici e la composizione dei pigmenti è stata rivelata grazie a un approccio analitico non invasivo che combina la microscopia con la spettroscopia, concepito per preservare tali beni per il futuro. Tale approccio ha permesso di scoprire che gli artisti mescolavano sapientemente le materie prime per ottenere un’innumerevole gamma di tonalità cromatiche. “Questo studio rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione delle tecniche pittoriche degli antichi Romani”, ha dichiarato Celestino Grifa, professore associato di Petrografia e Petrologia presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio. “La possibilità di quantificare accuratamente i composti coloranti nelle miscele ci ha permesso di rivedere il processo artistico delle pitture murali, che prevedeva miscelazione dei pigmenti puri -in particolare il blu egizio, il bianco e il rosso piombo- che venivano sapientemente proporzionati per creare la palette desiderata” ha aggiunto.


Un risultato dello studio è stato il primo utilizzo, finora conosciuto, di un nuovo colore grigio in cui la presenza di barite e alunite, forniscono la prima prova dell’utilizzo del solfato di bario nel Mediterraneo in epoca antica. Tale collaborazione prevede anche lo studio dei colori negli affreschi pompeiani, cogliendo le possibilità scientifiche offerte dai nuovi ritrovamenti negli scavi in corso, dove le analisi diagnostiche non invasive vengono condotte coordinandosi con le operazioni di restauro. L’ultima campagna ha riguardato la stanza rossa della “Casa del Tiaso”. “È uno studio essenziale anche ai fini del restauro degli affreschi pompeiani, che sono molto fragili e richiedono una conoscenza approfondita per una corretta conservazione. – aggiunge il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtrieghel – Simili analisi sono già in corso per la megalografia dionisiaca recentemente scoperta. Esemplare sinergia tra ricerca e tutela che esprime l’eccellenza italiana in questo settore”.

Eevento celebrativo 50° Anniversario Fondazione Corpo Consolare di Napoli

Eevento celebrativo 50° Anniversario Fondazione Corpo Consolare di NapoliRoma, 15 mar. (askanews) – Attrarre gli investimenti stranieri in Campania e creare un ecosistema in cui le aziende locali possano crescere e competere nei mercati globali. Napoli grazie alla sua posizione strategica e al dinamismo del suo tessuto imprenditoriale, può diventare un polo d’eccellenza per lo sviluppo economico nel Mediterraneo. Saranno questi alcuni dei temi che verranno affrontati questo pomeriggio a Napoli, alle 17 al Teatro San Carlo, in occasione dell’evento celebrativo del 50° Anniversario della Fondazione del Corpo Consolare di Napoli “Napoli Capitale del Mediterraneo: sviluppi e prospettive”, che vedrà le conclusioni di Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.


L’evento, che era stato annunciato in una conferenza stampa al Ministero degli Esteri a novembre alla presenza di Tajani, si aprirà con i saluti istituzionali di Mariano Bruno, Segretario Generale del Corpo Consolare di Napoli, seguito dal Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Interverranno inoltre Riccardo Guariglia, Segretario Generale del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Fulvio Bonavitacola, Vicepresidente della Regione Campania, che offriranno una riflessione sul ruolo di Napoli nelle dinamiche geopolitiche e di sviluppo dell’area mediterranea. “Abbiamo scelto come tema del nostro incontro la città di Napoli e il Mediterraneo, perché riteniamo che Napoli sia da sempre crocevia di culture, tradizioni e influenze provenienti da ogni angolo del mondo che ha ben definito l’Unesco con il termine ‘Spirit of Naples’ – dichiara Mariano Bruno, Segretario Generale del Corpo Consolare di Napoli -. Come noto, l’anno 2025 celebra anche l’anniversario dei 2500 anni dalla fondazione dell’antica Neapolis e questo importante anniversario costituisce un’occasione straordinaria per ricordare l’influenza globale che la città di Napoli ha esercitato nel passato, anche grazie al significativo contributo delle comunità straniere. Il Corpo Consolare di Napoli, istituzione che racchiude la maggioranza dei Paesi rappresentati a Napoli, ha fortemente voluto celebrare il proprio importante anniversario con un evento che mette Napoli al centro dell’attenzione con il suo ruolo strategico all’interno dell’area del Mediterraneo. Un’occasione di confronto e riflessione che sottolinea il ruolo chiave di Napoli come capitale del Mediterraneo, crocevia di culture, economia e relazioni internazionali”.


“Deloitte è orgogliosa di supportare e collaborare con il Corpo Consolare di Napoli, e partecipare alla celebrazione del 50° Anniversario della Fondazione – aggiunge Valeria Brambilla, Amministratore Delegato di Deloitte & Touche -. Un recente studio di Deloitte sottolinea il contributo che la Regione Campania sta apportando alla crescita del Mezzogiorno, grazie anche alla spinta di quei settori storicamente trainanti, e nei quali si sono affermate tante eccellenze dell’imprenditoria italiana. Napoli è ovviamente al centro dell’economia della Regione e siamo lieti di essere tra i partner del Corpo Consolare della Città nel percorso volto a favorire la sua crescita economica e renderla un punto di riferimento per gli investitori nel Mediterraneo”. All’evento prenderanno parte Antonio D’Amato, Presidente della Fondazione Mezzogiorno, e Matteo Lorito, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. A portare il punto di vista del mondo imprenditoriale saranno Valeria Brambilla, Amministratore Delegato di Deloitte & Touche S.p.A., e Ferdinando Natali, Regional Manager Sud di Unicredit. Il tema delle Zone Economiche Speciali (ZES) sarà affrontato da Giosy Romano, Coordinatore della Struttura di missione ZES. Interverranno, inoltre, Costanzo Jannotti Pecci, Presidente dell’Unione Industriali di Napoli, e Antonio Garofalo, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Chiuderà il panel il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari.


L’evento si svolge con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Interno, della Regione Campania e del Comune di Napoli. Fondamentale il sostegno di importanti realtà imprenditoriali e associative tra cui Deloitte, CER, ASI, Ferrarelle, Fondazione Mezzogiorno, Graded, MAG, Progecta, Stazione Marittima Napoli, Tecno e Unioncamere.

Napoli, a Scampia sorgeranno 145 nuovi alloggi in 24 mesi

Napoli, a Scampia sorgeranno 145 nuovi alloggi in 24 mesiRoma, 10 mar. (askanews) – Accanto alla demolizione della Vela Gialla, la Scampia del futuro sta già nascendo. L’area del Lotto A rinascerà nel giro di due anni. Al posto del grande edificio sorgeranno 145 alloggi nuovi di zecca: 97 suddivisi nei tre edifici del Lotto A, 48 nel lotto L, asili nido, un Civic Center, spazi comunitari e un intero ecosistema urbano sostenibile.


L’ecoquartiere immerso nel verde sarà realizzato secondo standard di massima efficienza energetica (nZEB – edifici a energia quasi zero) e prevede l’impiego di 100 unità lavorative, 25 ditte specializzate subappaltatrici e 50 professionisti del Piloda Building tra ingegneri e progettisti. “Si tratta di un intervento da oltre 50 milioni di euro – spiega Ignazio Di Palo, Cfo Piloda Group – come valore della commessa, che contiamo di riuscire a fatturare per l’80% quest’anno. Abbiamo dedicato al cantiere molte risorse e acquistato oltre 2 milioni di attrezzature per procedere con la massima celerità e rispettare i tempi”. Mentre l’ingegnere Emanuele Di Palo, Ceo Operazione srl Piloda Building, interviene sullo sforzo progettuale e realizzativo: “Siamo impegnati in 5 PUI in Italia, oltre a Scampia, anche Roma, Genova, Bologna e Messina. Oggi a Napoli il getto della fondazione di uno dei tre blocchi sul Lotto A per costruire 97 nuovi alloggi”.


Il geometra Ferdinando Petrellese, responsabile di commessa spiega: “Per l’edificio A3 sono in corso le opere di fondazione con il consolidamento del terreno con un sistema chiamato jet grouting e contiamo di ultimare le lavorazioni entro la settimana prossima e poi partire con le fondazioni in calcestruzzo. Per l’Edificio A1 è stato preparato lo scavo, fatto lo strato cuscinetto con del misto granulare e in questo momento è in corso il getto di magrone per le fondazioni. Per l’edificio A2 è in corso la preparazione di posa per lo strato di fondazione con demolizione di parti di muri esistenti e il livellamento della quota del terreno”.

Napoli, La Santissima-Community Hub: “Non siamo una discoteca”

Napoli, La Santissima-Community Hub: “Non siamo una discoteca”Milano, 7 mar. (askanews) – La Santissima – Community Hub ha rilasciato, in merito ai fatti degli ultimi giorni che hanno determinato il sequestro preventivo del solo ingresso su Vico Trinità delle Monache e di una sala interna di 200 metri quadrati dell’edificio, ritiene necessario “riportare l’attenzione sulla complessità del progetto e sul lavoro in corso, evitando semplificazioni che ne riducono il significato e la portata”. Partendo dalla precisazione che: “Non è una discoteca”.


La Santissima – Community Hub, si legge in una nota, è un polo culturale in continua evoluzione, un progetto di rigenerazione urbana temporanea, realizzato in collaborazione con l’Agenzia del Demanio e il Comune di Napoli, che sta restituendo alla città oltre 7.000 metri quadrati di uno spazio rimasto chiuso per oltre trent’anni. Un luogo in cui diverse realtà creative, artistiche e produttive si incontrano quotidianamente per costruire un’offerta culturale ampia e articolata. Già oggi, all’interno della Santissima, ci sono stabilmente partner che operano nei settori della produzione cinematografica e teatrale, delle arti visive e della creatività. Negli ultimi mesi, lo spazio ha ospitato una programmazione culturale varia e in crescita: mostre di arte contemporanea, un mercato di design, talk, format culturali innovativi, eventi musicali di vario tipo, rassegne di concerti dal vivo e eventi realizzati in collaborazione con il Comune di Napoli. Entro la fine del mese era prevista anche l’inaugurazione di “The Community”: un intero piano pronto ad ospitare tutti i partner residenti. “Da più di un anno – ha dichiarato Alessandra Attena, responsabile del progetto La Santissima – Community Hub – lavoriamo con fondi privati per riaprire e dare nuova vita a uno spazio rimasto chiuso per oltre trent’anni. E ci stiamo ancora lavorando. La Santissima è un progetto in divenire, che cresce giorno dopo giorno, e di cui oggi si percepisce solo una parte del potenziale. Quello che stiamo costruendo è molto più di un luogo per eventi: è un’infrastruttura culturale che si articolerà su più livelli, dall’arte contemporanea alla produzione creativa, dal teatro alla musica, dal cinema alle nuove tecnologie. Ogni spazio si attiverà progressivamente, non appena verrà completato il lavoro di rifunzionalizzazione”.


Il caso di cronaca del sequestro di questi giorni – specifico – “riguarda solo una piccola porzione dell’edificio e non rappresenta la reale dimensione del progetto”. Al momento gli spazi della Santissima Community Hub sono resi inaccessibili non dal sequestro preventivo, che riguarda il solo ingresso su Vico Trinità delle Monache e la sala interna di 200 metri quadrati, ma a causa della chiusura del Parco dei Quartieri Spagnoli per il cedimento di alcuni alberi che andranno abbattuti. La conformità alle norme vigenti sono per La Santissima il requisito e il principio fondamentale, soddisfatto il quale le sue porte sono sempre aperte a chiunque abbia necessità di uno spazio.

FareAmbiente: periodo d’oro per Made in Italy, non per dieta mediterranea

FareAmbiente: periodo d’oro per Made in Italy, non per dieta mediterraneaRoma, 1 mar. (askanews) – “La dieta mediterranea è uno stile di vita, riconosciuta come modello salutare, ma solo il 5% degli adulti in Italia segue questo regime alimentare. Alla ribalta però del mercato globalizzato, i prodotti centrali della dieta mediterranea stanno vivendo un periodo d’oro, veri e propri capisaldi della sana nutrizione e pertanto protagonisti della rinnovata ascesa del Made In Italy. I dati sono molto incoraggianti, grazie all’incremento di vendite e alla rinnovata fiducia nell’etichetta di qualità e di origine controllata. Tra i 27 Paesi dell’unione Europea, l’Italia primeggia per il più alto valore aggiunto agricolo e la bilancia commerciale per il cibo tricolore fa segnare nell’ultimo anno un surplus di ben 42,4 miliardi di euro”. A raccontare i numeri del report sulla dieta mediterranea, realizzato da FareAmbiente in collaborazione con il Gal Cilento, è Vincenzo Pepe, presidente nazionale di FareAmbiente, a margine dell’evento “Hub re.food 360, rural food revolution”.


“In particolare – si legge nel report l’incremento di volume riguarda: le coltivazioni (+1,5%), il comparto zootecnico (+0,6%), le attività secondarie (+5,2%), frutta (+5,4%), ortaggi freschi (+3,8%), vino (+3,5%); in flessione cereali (-7,1%), olio d’oliva (-5%) e foraggi (-2,5%). Insomma, le esportazioni italiane agroalimentari hanno chiuso l’anno a quota 67.679 miliardi, con il vino come prodotto più esportato, davanti all’ortofrutta trasformata, i formaggi, la pasta gli altri derivati dai cereali, frutta e verdura fresche, salumi e olio d’oliva”. All’evento di presentazione del report sono intervenuti Gabriele De Marco, Presidente Gal Cilento, Luca Cerretani, Coordinatore Gal Cilento, Mauro Vergari, direttore Centro Studi ADICONSUM, Esperto in viticoltura, Giovanni Carnovale, Ordine Medici di Roma, l’On. Giuseppe Vatinno , Fisico. A moderare Marco Zonetti, giornalista “Il Tempo”.


“Il successo di prodotti come olio extravergine di oliva, vino, e altri prodotti – spiega Pepe – è di certo connesso al gusto e alla pregiata qualità del marchio italiano, ma anche e non da ultimo, alla popolarità della dieta mediterranea che negli ultimi tempi si sta affermando sotto molteplici punti di vista. Nonostante la molteplice pubblicità di altri programmi nutrizionali, in tavola si preferisce portare il prodotto naturale e di origine controllata, quasi segnando una grande rivincita rispetto al cd junkfood”. “Ma – sottolinea il report – se esiste il successo del cibo a km zero e cucinato in modo sano, va sottolineato che nonostante il riconoscimento internazionale del primato della dieta mediterranea, perdurano problematiche e patologie legate al non coretto stile di vita, all’alimentazione ipercalorica importata da oltreoceano, al consumo di cibi ad alto rischio di mortalità (le patatine fritte). L’obesità – raccontano i dati – rappresenta sia a livello mondiale che a livello nazionale, un allarmante patologia, se si confrontano i dati Istat si verifica chiaramente che in Italia, più di 25 milioni di persone sono affette da obesità. Questo significa che il 47,6% degli adulti è in sovrappeso (36,1%) o obeso (11,5%), mentre tra i bambini e i ragazzi dai 3 ai 17 anni, il 26,3%, circa 2,2 milioni, risulta avere problemi di peso. Al Sud si registra la percentuale più alta di italiani in sovrappeso, dove in tutte le regioni – a eccezione di Abruzzo e Sardegna – più del cinquanta per cento della popolazione ha problemi di peso. Tra il 2016 e il 2023 la proporzione di persone obese e sovrappeso è ulteriormente aumentata, del due per cento in Puglia, per esempio, dell’1,2 per cento in Sicilia, mentre l’incremento maggiore è stato nel Lazio, +4,5 per cento. L’obesità è anche nemica del portafogli degli italiani, parliamo di costi che indirettamente gravano su tutta la popolazione, non inferiori a 6 miliardi di euro l’anno. Il dato deriva da un semplice crossover tra i risultati di numerose indagini accademiche degli ultimi anni sui costi sanitari delle malattie legate all’obesità e l’odierna spesa sanitaria italiana. A livello mondiale, l’obesità è oggi responsabile di un costo complessivo pari a circa 2.000 miliardi di dollari, che corrisponde al 2,8% del prodotto interno lordo globale. La spesa sanitaria dei Paesi Occidentali è significativamente gravata dai costi dell’obesità e dalle sue complicazioni. Oltre ai costi sanitari diretti, devono essere valutati i costi dovuti alla ridotta produttività, comprese le giornate lavorative perse e l’impossibilità di svolgere determinate mansioni, nonché l’aumento degli infortuni sul lavoro e del prepensionamento. Il costo sociale è quindi immenso e in alcuni Paesi europei ammonta addirittura all’1% del PIL e al 6% della spesa di tipo sanitario. Rispetto a una persona normopeso, allo Stato costa circa 500 euro all’anno in più il ricovero e le cure necessarie per le persone obese”.


“Alla luce dei numeri indicati dal report sarebbe auspicabile – conclude Pepe – una maggiore consapevolezza nell’educazione alimentare, ritornando probabilmente alle origini e alla semplicità dei sapori nostrani. I nostri ragazzi devono abituarsi a consumare i prodotti della tradizione italiana e il meno possibile prodotti che provengono dalle grandi multinazionali, che sicuramente hanno molti grassi e che non solo danneggiano la salute delle persone, ma non incrementano l’economia del nostro Paese”.

Bimba uccisa da cane, testimone: sangue già rappreso

Bimba uccisa da cane, testimone: sangue già rappresoRoma, 26 feb. (askanews) – Il sangue ormai secco, le labbra nere. Una persona presente al pronto soccorso di Acerra la notte che è arrivata la piccola Giulia Loffredo, 9 mesi, uccisa dal pitbull di famiglia secondo quanto emerso finora dalle indagini, ha raccontato quello che ha visto in esclusiva alla trasmissione Ore 14 in onda su Rai 2 e condotta da Milo Infante.


“Ho toccato il sangue sulla tutina e non mi sono sporcato le mani, era secco – spiega l’uomo – la bambina aveva le labbra nere, i morsi si vedevano, erano evidenti”. “Il padre – continua – ha detto che per proteggere il cane si era messo in mezzo e le era caduta la bambina dalle braccia ed era stata morsa, ma se ti metti tra preda e cane qualche morso lo prendi”.


Intanto le indagini sul caso continuano, è stato sequestrato il cellulare al padre, Vincenzo Loffredo, e si cerca di fare luce sui tanti dubbi che ancora circondano la vicenda.

Lavoro, a Napoli evento su prospettive aziende Centro-Sud

Lavoro, a Napoli evento su prospettive aziende Centro-SudRoma, 19 feb. (askanews) – Il mondo del lavoro è in continua evoluzione e le aziende devono affrontare sfide normative e organizzative sempre più complesse. Ad esempio, le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio e dal Collegato Lavoro hanno un impatto significativo sulle politiche di assunzione, sulla flessibilità contrattuale e sugli incentivi per le imprese. Comprendere queste novità e saperle applicare correttamente può fare la differenza tra una gestione efficace delle risorse umane e il rischio di non cogliere opportunità preziose. È questo il messaggio emerso oggi a Napoli nel corso dell’evento “Lavoro e Futuro”, promosso e organizzato da Humangest, Agenzia del Lavoro del Gruppo SGB, al quale hanno preso parte oltre 30 aziende del territorio.


L’appuntamento, dedicato agli addetti ai lavori nel settore HR, è stata un’occasione – concreta e produttiva – di confronto sulle recenti novità normative in materia di stabilizzazione del personale e sulle soluzioni strategiche per le aziende del Centro-Sud. In un contesto economico in cui l’incertezza normativa può rappresentare un ostacolo alla crescita, eventi come questo offrono strumenti concreti per trasformare le sfide in opportunità. Dopo l’apertura a cura di Nicolino D’Ascoli, Area Manager Humangest, c’è stato un approfondimento giuslavoristico con gli interventi di Marco Valentini, Group Legal Director SGB Humangest, e Andrea Bonanni Caione, Avvocato giuslavorista – Of Counsel Deloitte Legal Italy, che hanno analizzato le implicazioni pratiche delle nuove norme.


Il dibattito è poi proseguito con una tavola rotonda dedicata alla prospettiva delle aziende, con la partecipazione di Paolo Cecere, Responsabile Risorse Umane Airpol Italia e Assunta Malafronte, HR Manager Gidal SPA, che hanno condiviso esperienze concrete e best practice.