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Bimbo Napoli, apre in Duomo di Nola camera ardente per Domenico

Bimbo Napoli, apre in Duomo di Nola camera ardente per Domenico

Nola(NA), 4 mar. (askanews) – È arrivata da pochi minuti tra gli applausi, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo a Nola (Napoli), la bara bianca di Domenico, il bimbo morto lo scorso 21 febbraio in seguito a un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. Tra pochi minuti sarà aperta la camera ardente.

Ad accogliere la salma sono stati i sindaci di Nola Andrea Ruggiero e di Taurano Michele Buonfiglio, paese di cui sono originari i genitori del piccolo.

Un continuo via vai di persone sta raggiungendo il Duomo per rendere omaggio al piccolo e stringersi attorno alla famiglia in questo momento di profondo dolore. Grande il dispiegamento di forze dell’ordine e di volontari, impegnati a garantire ordine, sicurezza e il regolare afflusso dei fedeli. La premier Meloni è attesa nel pomeriggio per il funerale.

Bimbo Napoli, opposizione chiede convocazione Consiglio regionale

Bimbo Napoli, opposizione chiede convocazione Consiglio regionale

Roma, 3 mar. (askanews) – «La tragica vicenda del piccolo Domenico Caliendo, che continua a sconcertarci per i dettagli che emergono, investe anche la responsabilità della Regione e delle sue articolazioni, i vari livelli delle persone prescelte per occupare livelli apicali, l’organizzazione e la sua efficacia. Il bilancio regionale di cui a breve discuteremo è in gran parte destinato alla Sanità e proprio per questo abbiamo un dovere di vigilanza sulla qualità del servizio erogato. Per questo abbiamo depositato, ai sensi dell’art. 39 (secondo comma) una richiesta di consiglio regionale straordinario da dedicare alla vicenda del Monaldi». Lo dichiarano i capigruppo dell’opposizione di centrodestra (Iovino, Grimaldi, Pelliccia, Sangiuliano.

«La tragica vicenda di Domenico Caliendo ci ha ferito soprattutto nei sentimenti, nella nostra più intima dimensione umana di persone. Una storia che ci ha sconvolto per la sua assurdità e soprattutto per la sua evitabilità. Nelle ore immediatamente successive, quando in cuor nostro speravamo che un miracolo potesse ridare alla vita il piccolo Domenico, ci siamo doverosamente astenuti dal fare dichiarazioni pubbliche perché riteniamo che questo fatto, pur avendo una evidente dimensione politica e amministrativa, non dovesse costituire oggetto di speculazioni.

A settimane dalla tragica scomparsa del piccolo Domenico, tuttavia, registriamo sulla stampa un quotidiano susseguirsi di notizie che ci lasciano sconcertati per i loro contenuti. La famiglia ha appreso della tragedia in atto solo dai giornali e i vertici dell’asl non hanno avvertito il dovere morale di fare comunicazioni.

Il presidente della Regione, Roberto Fico, anche nella sua qualità di assessore alla Sanità, ha appreso tutto dai giornali, e non abbiamo motivo di non credergli, mentre sarebbe stato opportuno fare una comunicazione formale prima. Apprendiamo di apparecchiature di ultima generazione, utili al trasporto dell’organo, che non sono state utilizzate per difetto di comunicazione e per mancato addestramento del personale. I giornali riferiscono di tensioni fra i dirigenti medici dell’Ospedale Monaldi, come pure di barriere linguistiche, in un’epoca in cui per essere medico dovrebbe essere imprescindibile la conoscenza della lingua inglese.

Questi sono solo alcune delle circostanze emerse, sulle quali non vogliamo indugiare. Sarà certamente la magistratura ad accertare i fatti e a perseguire eventuali responsabilità. Ma è nostro dovere affrontare pubblicamente, in consiglio, la vicenda, ascoltando il presidente Fico».

Frana al Parco Madonna dell’Arco Marina di Vietri, al via lavori

Frana al Parco Madonna dell’Arco Marina di Vietri, al via lavori

Roma, 26 feb. (askanews) – Sono cominciati i lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza dell’area che insiste sul Parco di via Madonna dell’Arco di Marina di Vietri sul Mare, colpita dalla frana avvenuta il 12 febbraio scorso che ha portato allo sgombero di 8 famiglie e che ha costretto prima alla chiusura totale e poi alla limitazione della circolazione stradale a senso unico alternato della SS.163 Amalfitana nel tratto al Km. 48+300.

“Finalmente sono iniziati i lavori di messa in sicurezza in somma urgenza. Ci sono state delle difficoltà con i condomini per capire la proprietà del costone roccioso. Abbiamo dovuto anche fare prima un importante studio a livello sismografo e geologico. Spero e mi auguro che fatto questo primo intervento di pulizia ci possa essere poi quello del consolidamento che ci porti verso una definitiva risoluzione del problema – ha detto il sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone – Ovviamente è una situazione particolare perché ancora oggi abbiamo sei palazzine che sono state sgomberate, i residenti sono attualmente fuori dalle abitazioni”.

Il primo cittadino ha poi aggiunto: “Abbiamo una strada comunale, la strada di via Madonna dell’Arco, che è interdetta al traffico pedonale e quindi ovviamente ci sono tutta una serie di problematiche oltre a quella che riguarda la chiusura parziale a senso alternato della SS 163. Ringrazio tutti coloro che si stanno impegnando, a cominciare dalla Regione Campania, con la Protezione Civile che sta dando una collaborazione importante, e la stessa Anas. Ad oggi sono stati stanziati 646mila euro dall’Anas e 570mila euro dal Comune di Vietri sul Mare, quindi stiamo parlando di un lavoro intorno a un milione e duecentomila euro. Credo e mi auguro che fra qualche settimana avremo una definitiva risoluzione del problema per riaprire e ridare sia la viabilità che le abitazioni alle persone”.

Napoli, mamma Domenico: Fondazione per mantenere viva memoria

Napoli, mamma Domenico: Fondazione per mantenere viva memoria

Roma, 23 feb. (askanews) – “La Fondazione è importante per mantenere viva la memoria di Domenico, per aiutare tutte quelle persone che sono state vittime di malasanità. E poi vorrei ricordare anche tutto questo sciacallaggio che c’è stato, stanno usando il nome di mio figlio per soldi cosa che io non accetto. Io non ho mai avuto un euro, mai voluto un euro da nessuno”. Lo ha detto Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto a seguito di un trapianto di cuore con un organo danneggiato all’ospedale Monaldi di Napoli. La donna è stata intervistata dalla trasmissione Ore 14 in onda su Rai 2 e condotta da Milo Infante.

“Ho saputo dai giornali che l’intervento non era andato come doveva, dopo un mese e mezzo. Mi avevano detto solo che il cuore non era partito e che ne dovevamo aspettare un altro. È arrivata l’ora della verità. Me lo devono e lo devono a mio figlio. Chiedo solo giustizia”, ha aggiunto la signora, ricordando i fatti principali della vicenda.

È intervenuto anche Francesco Petruzzi, il legale della famiglia, che oggi insieme alla mamma di Domenico si è recato in Procura. “Vorrei fare una precisazione, io credo che alla fine di questa storia dove gli indagati sono passati da sei a sette, le nostre accuse – anche quelle relative alla volontà di insabbiare – sono rivolte alle persone che hanno materialmente commesso il fatto, non all’ospedale Monaldi quindi non alla vicedirettrice sanitaria, non alla direttrice generale. Però credo che la riprova della loro estraneità la avremo nel momento in cui nel procedimento penale li vedremo costituirsi parte civile. Se il Monaldi non si costituirà parte civile o parte lesa, mi dovrò ricredere”. “Noi oggi abbiamo chiesto alla Procura di modificare il titolo di reato in omicidio volontario e l’applicazione di misure cautelari nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili”, ha spiegato il legale.

“Avrò la risposta quando verrà fatta giustizia. Ora non accuso nessuno”, ha aggiunto la mamma di Domenico.

A Caserta convegno Angam per il futuro delle Pmi del Mezzogiorno

A Caserta convegno Angam per il futuro delle Pmi del MezzogiornoRoma, 11 apr. (askanews) – Un pomeriggio di confronto e riflessione sul futuro del Mezzogiorno, tra sostenibilità, sviluppo economico e innovazione. È in programma per sabato 12 aprile, dalle ore 15.30 alle 18.30, nella Sala “Farnese” del Grand Hotel Vanvitelli di Caserta, il convegno organizzato dall’Angam, Associazione Nazionale Gestori Ambientali, dal titolo: “Pnrr, Zes Unica e finanza sostenibile: luci ed ombre del nuovo paradigma per lo sviluppo del territorio e delle piccole medie imprese del Mezzogiorno”. Il convegno si inserisce nell’ambito della VII Edizione del Premio “Azienda Green 2025” assegnato a imprese che si sono distinte per attività e impianti che producono rilevanti benefici ambientali, che sono innovative e che hanno raggiunto positivi effetti economici e occupazionali. La premiazione delle aziende selezionate avverrà al termine del convegno.


Nell’ambito dell’evento saranno illustrate le iniziative istituzionali messe in campo al fine di favorire lo sviluppo del territorio e delle PMI del mezzogiorno in tutte le sue sfaccettature, con senso critico costruttivo, e porre le basi partecipative per i decisori politici. Infatti, affinché tale cambiamento si inneschi con successo, occorre lavorare per un quadro di agevolazioni dell’economia circolare e della transizione ecologica e digitale che abbiano regolamentazione, strumenti fondati sul mercato, ricerca e innovazione, incentivi e scambio di informazioni, il tutto finalizzati a ridurre il divario territoriale ed imprenditoriale tra Nord e Sud. Grazie alla presenza di esperti e rappresentanti delle istituzioni si forniranno alcuni dati per una riflessione sul contesto operandi di riferimento e sulle sfide future. Ad aprire i lavori sarà Antonio Borbone, presidente dell’Associazione Nazionale Gestori Ambientali, che ricoprirà anche il ruolo di moderatore e relatore dell’evento. Previsti gli interventi del deputato Gimmi Cangiano, vice presidente della Commissione Bilancio della Camera; il generale di brigata dei carabinieri Giuseppe Vadalà, Commissario unico per la bonifica dei siti inquinati delle province di Napoli e Caserta; del colonnello Pasquale Starace, comandante del Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli; dell’avvocato Giuseppe Romano, coordinatore della Struttura di Missione ZES Unica del Mezzogiorno; del dottor Antonello Barretta, direttore generale del Settore Ambiente della Regione Campania; del professor Francesco Di Maria, docente all’Università degli Studi di Perugia; dell’avvocato Marco Letizi, consulente delle Nazioni Unite e della Commissione Europea, esperto di compliance Esg. L’organizzazione è a cura di Antonio Borbone, responsabile del Progetto Speciale, con il supporto di Pietro Borbone, Assunta Giannini e Antonella Borbone.

Internet, in un “corto” la storia di una start up di successo

Internet, in un “corto” la storia di una start up di successoRoma, 11 apr. (askanews) – Nel 1994 Giuseppe, Michelangelo e Salvatore sono tre ventenni che dalla provincia di Napoli sognano di collegare tutta l’Italia a Internet. Coinvolgendo giovani come loro, formano una squadra che, sfida dopo sfida, cresce fino a diventare oggi un’azienda leader nel settore IT.


Una storia tutta italiana, scritta da giovani ambiziosi, determinati a concretizzare un progetto visionario per l’industria italiana e che oggi, con lo spirito di trent’anni fa, guardano al futuro con traguardi ancora più importanti da raggiungere. Il regista romano Giulio Donato racconta nel suo cortometraggio “Visione”, l’avventura di tre ragazzi che decidono di fare una cosa semplice e difficilissima: restare in Italia e dare vita a un’impresa che nel tempo è diventata una vera e propria comunità. “Netgroup non è nata per caso ma da una convinzione ostinata: che l’innovazione potesse formarsi anche lontano dai grandi centri, dove nessuno guarda. ‘Visione’ non è la semplice storia di un’azienda ma il racconto di un’idea che non ci ha abbandonati per anni. Eravamo ragazzi con una passione per il nascente mondo della Rete, e volevamo fare business in Italia perché quello era il difficile, perché questo è il nostro Paese. La sfida era ed è ancora oggi entusiasmante con la frontiera della cybersicurezza e dell’Ai”, dice il presidente di Netgroup Giuseppe Mocerino, alla guida dell’azienda da trent’anni.


Un film che parla di radici, coraggio e futuro. E che rivela cosa accade nel percorso umano e professionale di chi , partendo da zero e senza scorciatoie, segue la propria visione senza abbandonarla mai.

Napoli 2500: primo pranzo di comunità al Real Albergo dei poveri

Napoli 2500: primo pranzo di comunità al Real Albergo dei poveriMilano, 5 apr. (askanews) – Al Real Albergo dei Poveri – RAP, oggi il primo pranzo di Comunità, uno dei progetti di inclusione ideati dalla direttrice artistica delle celebrazioni di Napoli 2500 Laura Valente. Ogni mese un appuntamento speciale dedicato all’integrazione grazie alla condivisione di tradizioni differenti legate alla cultura alimentare, a sua volta connessa alle storie dei paesi di provenienza delle comunità coinvolte. Il progetto è realizzato in collaborazione con Università, Istituti di Cultura, associazioni, comunità straniere, e osservatori del territorio.


“When you eat together you stick together” (“Quando si mangia insieme si rimane uniti”) è una delle frasi simbolo di The Old Oak, il potente film di Ken Loach che fotografa la “relazione tra persone che non parlano la stessa lingua ma che attraverso la cultura alimentare riescono a creare comunità e a raccontarsi e conoscersi tra odori, sapori, suoni e anime”. Hanno partecipato oltre 100 ospiti, la maggior parte appartenente alle comunità internazionali che insistono nei quartieri in prossimità del Real Albergo dei Poveri, e che hanno risposto all’invito dei mediatori e delle mediatrici di Spazio Comune e di alcuni studenti internazionali della Federico II che stanno frequentando i corsi di italiano. Il Pranzo di Comunità: Viaggio tra Culture e Sapori del Mediterraneo rientra nelle attività di disseminazione del Progetto TNE 2023 PNRR – SULIEIA (supporting Universities in digital transition, educational Innovation, & environment protection fostering the Launch of Italian Educational Institutions Abroad), un consorzio di cinque atenei del Sud Italia: • Università degli Studi della Basilicata • Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli • Università degli Studi del Sannio di Benevento • Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria


Inoltre, grazie alla collaborazione con 30 partner internazionali dell’area mediterranea, il progetto punta a rafforzare i legami con le Università dei Balcani (Albania, Georgia, Macedonia del Nord e Montenegro), con l’obiettivo di promuovere l’internazionalizzazione dei partner coinvolti attraverso un solido programma di borse di studio, attività didattiche congiunte, progetti di ricerca ed eventi interculturali che coinvolgeranno personale tecnico-amministrativo, studenti ed accademici. Le Università consorziate, nell’ambito delle loro attività di internazionalizzazione e valorizzazione delle conoscenze (Terza Missione / Impatto sociale), aderiscono anche ai programmi promossi da UNHCR (Agenzia ONU per i Rifugiati), volti a promuovere e favorire l’accesso all’educazione terziaria di persone rifugiate, tra cui Il Manifesto per l’Università inclusiva e UNICORE – University Corridors for Refugees. Un’attenzione particolare è rivolta all’uguaglianza di genere e alle politiche di genere, che includono linee guida e formazione per affrontare le questioni relative all’uguaglianza di genere e promuovere i diritti e il benessere della comunità universitaria.


“Questo progetto ci dà la possibilità di trovarci insieme, comunità ed università, in un viaggio tra culture e sapori, e di condividere alcune pietanze che parlano delle nostre comuni origini”, commenta Valeria Costantino, PI del progetto SULIEIA, prima di aggiungere: “Realizzare questo evento in collaborazione con le celebrazioni di Napoli 2025 è una grande dimostrazione della volontà di lavorare insieme per il futuro della nostra comunità”. “Dividere il cibo come pratica di pace e di riconoscimento reciproco, in tempi in cui è più che mai necessario ricordarci di origini comuni e distanze”, afferma Laura Lieto, Vicesindaca di Napoli con delega all’Urbanistica. “Il Real Albergo dei Poveri rinnova e celebra, nel rito del pranzo di comunità, la sua vocazione di spazio che accoglie, cura e accompagna persone di ogni provenienza, donne e uomini di ogni età”, conclude. “Napoli 2500 è un’occasione per ricucire il tessuto sociale della nostra comunità, per ritrovare quel senso di solidarietà e di accoglienza che è parte profonda della nostra storia e della nostra identità”, dichiara Teresa Armato, Assessora al Turismo e delegata al 2500° compleanno di Napoli. “Ritrovarsi attorno a un tavolo, condividere il cibo e il racconto delle proprie radici è un gesto semplice ma potente, che ci ricorda come la comunità si costruisca nella condivisione e nella fraternità”.

Arriva SuperJUMP, a Napoli Fuorigrotta 2.000 mq di gonfiabili al coperto

Arriva SuperJUMP, a Napoli Fuorigrotta 2.000 mq di gonfiabili al copertoRoma, 3 apr. (askanews) – Passione gonfiabili. Arriva SuperJUMP, ben 2000 mq di gonfiabili al coperto. Uno tra ii più grandi d’Italia per un super divertimento fino all’11 maggio 2025 a Napoli Fuorigrotta.


I bambini li adorano, perché rappresentano un senso di libertà assoluta, e i genitori sono tranquilli e felici nel far divertire i figli in sicurezza, soprattutto lontano dalla dipendenza che hanno dagli smartphone. Si gioca in comitiva, ma anche chi va da solo alla fine riesce a fare nuove amicizie e lanciarsi in simpatiche sfide. I gonfiabili mettono tutti d’accordo e per questo, nelle loro varie dimensioni e colori, è tutta una gran festa quando questi giganteschi giochi arrivano in città. In alcune località italiane poi ci sono quelli da record. È il caso di Napoli Fuorigrotta dove appunto fino all’11 maggio arriva SuperJUMP. Un tuffo nel divertimento e nel colore, una esperienza unica per i bambini dai 3 ai 12 anni che potranno saltare da un attrazione all’altra e senza mai scendere a terra. Divertente e lunghissimo permette scivolate adrenaliniche ma in totale sicurezza. Ideale anche per feste di compleanno per scatenare l’allegria. Per prenotazioni presso il sito www.divertimentoincitta.it o presso primafilaticket.it per info 334 8979518.


Apertura giovedi – venerdi e lunedi dalle 15 alle 19.30 – sabato e domenica e festivi dalle 10 alle 13, e dalle 15 alle 20.

Napoli, Borrelli (Avs): scritte in onore di baby rapinatore ucciso

Napoli, Borrelli (Avs): scritte in onore di baby rapinatore uccisoRoma, 30 mar. (askanews) – Sono ricomparse le scritte abusive sui muri di Forcella in onore di Luigi Caiafa, il baby malvivente ucciso durante una tentata rapina nel 2020. A denunciarlo è il deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha effettuato un sopralluogo nella zona del capoluogo partenopeo.


“Pochi anni fa abbiamo fatto rimuovere altarini, striscioni e scritte illegali inneggianti a Luigi Caiafa, oggi ci ritroviamo di fronte a una nuova vergogna – ha dichiarato Borrelli – Luigi Caiafa è nato e cresciuto in un contesto criminale, con entrambi i genitori legati alle famiglie di camorra. Il padre fu ucciso in un agguato poco dopo la sua morte, mentre il fratello è finito in carcere per aver ucciso, con un colpo di pistola partito per errore, almeno così ha affermato, il cugino Arcangelo Correa, vittima innocente”. Borrelli aggiunge: “Luigi è figlio di un’educazione criminale impartita dalla sua famiglia, e oggi assistiamo all’ennesimo tentativo di trasformarlo in un simbolo, distorcendo la realtà. Da poco sono tornati nel quartiere alcuni parenti di Caiafa e subito sono riapparse queste scritte infami. Ho già chiesto l’immediata rimozione, un gesto importante per ribadire forte e chiaro, ancora una volta, che c’è una Napoli che ripudia la violenza e la camorra. La famiglia Caiafa deve pagare per il male che ha fatto. In contesti come questi è necessario intervenire con fermezza, sottraendo i figli a chi li condanna a una vita criminale prima ancora che possano scegliere un’alternativa. Non possiamo permettere che i bambini crescano in un ambiente in cui delinquere è la normalità”.

Campi Flegrei, Ciciliano: oggi in giallo, disequilibrio medio

Campi Flegrei, Ciciliano: oggi in giallo, disequilibrio medioRoma, 21 mar. (askanews) – “Se oggi fosse in vigore la nuova tabella, e non è ancora in vigore, per il rischio vulcanico, saremmo ancora in giallo dove ovviamente l’azione operativa del sistema di protezione civile sarebbe nella fase 2”. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, nel corso della conferenza stampa rispetto alla situazione dei Campi Flegrei.


“Ci sono delle fasi operative diverse, soprattutto sul giallo e sull’arancione – in sostanza il sistema, più che modificato, è stato affinato – ha detto ancora Ciciliano – Queste due fasi serviranno per dare una risposta più pronta del sistema nazionale di protezione civile, in maniera tale che possa essere facilmente adeguabile la risposta alla gestione dell’emergenza sulla base di quelle che sono le esigenze delle comunità locali”. Comunque la nuova strategia di pianificazione entrerà “in vigore nel più breve tempo possibile” ed a fronte del fatto che le “esercitazioni sono fondamentali e sono state riproposte anche in fascia verde, perché per la realtà dei campi flegrei essere in quel livello non significa non fare nulla ma fare attenzione, comunicazione e fare l’addestramento è fondamentale”.


Perché “se aumentiamo la consapevolezza dei cittadini attraverso la formazione, ma anche attraverso attività esercitative e addestrative, il sistema sarà più capace di gestire l’intera partita dell’emergenza se ce ne fosse bisogno”. Rispetto alla formazione – ha detto ancora Ciciliano – “le scuole sono già coinvolte, tutte le scuole d’Italia, come voi ben sapete, da qualche anno hanno all’interno dei propri programmi delle ore di protezione civile. Una cosa fondamentale soprattutto perché quelle informazioni poi possono tornare a casa dai genitori, quindi creare una clamorosa azione di resilienza sociale”.