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Milano, parte cantiere per primo studentato della Statale a Mind

Milano, parte cantiere per primo studentato della Statale a MindMilano, 1 apr. (askanews) – Mentre i lavori di realizzazione del Campus delle facoltà scientifiche della Statale a Mind procedono con lo sviluppo verticale degli edifici, nell’area Est del grande distretto che sta nascendo nell’ex sito di Expo 2015 è stata posata la prima pietra del primo studentato del fondo gestito da Ream Sgr. Alla presenza del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, del sindaco di Milano Giuseppe Sala, di Andrea Orlandi, sindaco di Rho e della rettrice della Statale Marina Brambilla, è stata presentata l’offerta abitativa per gli studenti che, calcolano gli sviluppatori di Lendlease, contribuiranno a rendere nel 2027 il distretto un’area frequentata per più del 50% da giovani under 30 con l’obiettivo di diventare punto di riferimento per l’istruzione superiore e la ricerca scientifica internazionale.


Fabrizio Zichichi, Executive Project Director di Lendlease, responsabile dello sviluppo privato del Mind Innovation District ha dato il benvenuto e introdotto gli altri interventi: Francesco Mandruzzato, Amministratore Delegato di Academo e Commercial Director di Lendlease, Tiziana Corsini, Senior Investment Manager di Equiter, Oronzo Perrini, Direttore Generale di Ream Sgr che gestisce il Fondo Cervino Comparto B e Igor De Biasio, Amministratore Delegato di Arexpo. “La giornata di oggi segna un’importante evoluzione di Mind e dell’Università degli Studi di Milano, istituzione che da secoli contribuisce allo sviluppo della città e della Lombardia, con un moderno campus scientifico e universitario capace di attrarre sempre più talenti. Mind è nato come un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato e dimostra di proseguire con straordinaria efficacia su questa via, in risposta alle nuove esigenze urbane e sociali. Investire sui giovani studenti e sulla comunità scientifica della Statale, così come sulle imprese e gli enti presenti a Mind, significa scommettere sul futuro della tecnologia, della scienza e dell’innovazione”, ha commentato Fontana.


“Le due residenze universitarie che saranno realizzate a Mind, i cui lavori prendono avvio oggi, aggiungono un capitolo importante nella storia e nel futuro del distretto dell’innovazione di Milano, eredità dell’Esposizione Universale del 2015”, ha commentato Sala. “L’attrattività del Campus scientifico dell’Università Statale sarà rafforzata dalla presenza di questi studentati che diventeranno punto di incontro, confronto e aggregazione per la nuova comunità accademica che crescerà all’interno dello stesso Campus e di Mind. Gli oltre mille posti letto previsti nelle due residenze, infatti, non rispondono solo all’esigenza di proporre soluzioni abitative per universitari a costi accessibili, ma completano anche l’offerta di funzioni e servizi all’interno di un quartiere innovativo, animato e vissuto da studenti e ricercatori che verranno qui, da diverse regioni d’Italia e del mondo, per proseguire e dare forma al proprio percorso di studi e di formazione” ha aggiunto. Con l’operazione immobiliare del Fondo Cervino – Comparto B, gestito da Raem Sgr, arriva la prima risposta ai bisogni abitativi dei futuri studenti a Mind tramite l’edificazione di due nuove strutture nell’area. La prima residenza universitaria sorgerà su un’area di ca. 6.000 mq nell’area est di Mind in prossimità del grande Campus scientifico dell’Università Statale, di fronte all’Albero della Vita, simbolo di Expo 2015, e metterà a disposizione 646 posti letto. Un secondo studentato da 506 posti letto sorgerà nell’area ovest di Mind, di fronte all’ospedale Galeazzi. Complessivamente le due nuove strutture metteranno a disposizione un totale di 1.152 posti a tariffe convenzionate col Comune di Milano, di cui 400 riservati agli studenti DSU – Diritto allo Studio – della Statale, 652 destinati a studenti universitari, docenti, ricercatori, stagisti e borsisti, ed infine 100 posti letto destinati a permanenze di breve durata per tutti coloro che gravitano all’interno dell’ecosistema di Mind e oltre.

Contratto Thales Alenia Space-Esa per guida progetto SaveCrops4Eu

Contratto Thales Alenia Space-Esa per guida progetto SaveCrops4EuMilano, 27 mar. (askanews) – Thales Alenia Space, una joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), ha siglato un contratto con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per assumere la guida del progetto SaveCrops4Eu. Parte del programma Digital Twin Earth dell’Esa, questo componente gemello digitale pre-operativo migliorerà la resilienza dell’agricoltura ai cambiamenti climatici e supporterà la gestione delle risorse agricole.


Il componente gemello digitale di SaveCrops4Eu ruoterà intorno a tre pilastri scientifici fondamentali: monitoraggio avanzato mediante dati satellitari e indicatori agronomici in grado di fornire analisi in tempo reale delle condizioni delle culture. Previsione dei raccolti basata su un approccio che impiega un modello ibrido che tiene conto dei dati di osservazione della Terra e dei modelli di crescita delle colture per stimare i volumi di produzione a livello regionale. Test di scenario che incorporano diversi stress abiotici (come siccità e calore) e strategie di gestione (che includono l’irrigazione e la fertilizzazione) mediante una serie di simulazioni. Thales Alenia Space sarà a capo dell’integrazione e del progetto architettonico complessivo del Componente Gemello Digitale, coniugando i vari modelli scientifici digitali ai dati di osservazione della Terra necessari e assicurando che i dati in uscita siano usati in modo efficiente dagli utenti finali. Un approccio modulare è stato scelto per supportare un’ampia gamma di casi d’uso in cui il Componente Gemello Digitale potrà fornire informazioni chiave. Grazie a una combinazione innovativa di modellizzazione del sistema terrestre, diverse fonti di dati e tecnologie all’avanguardia, Destination Earth e i suoi gemelli digitali, permettono a un’ampia gamma di utenti di esplorare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle varie componenti del sistema terrestre e valutare possibili strategie di adattamento e mitigazione. In Europa esistono diverse iniziative strutturali e istituzionali in questo campo, come Destination Earth (DestinE) finanziato dalla Commissione Europea o Esa Digital Twin Earth (Dte), finanziato da un gran numero di Stati membri dell’Esa.

Studio su fibra ottica per rilievo danni strutturali post terremoti

Studio su fibra ottica per rilievo danni strutturali post terremotiMilano, 27 mar. (askanews) – Una nuova metodologia basata sull’interferometria ottica per monitorare, in tempo reale, i danni strutturali agli edifici colpiti da sisma. È il punto di arrivo del progetto di ricerca Foresight guidato dal Politecnico di Milano, e realizzato in collaborazione con INRiM – Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica e INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. I ricercatori intendono utilizzare le reti di fibra ottica già esistenti nelle abitazioni per la connessione Internet, come strumenti per verificare le condizioni degli edifici dopo un terremoto, soprattutto nella fase immediatamente successiva alle prime scosse.


Avvalendosi di tecniche di interferometria, il team multidisciplinare utilizza segnali trasmessi tramite fibra ottica per estrarre informazioni in modo tempestivo e su larga scala. Convertendo i segnali della fibra ottica in dati strutturali predittivi, i ricercatori sono in grado di prevedere l’entità dei danni potenziali anche prima della comparsa di segni visibili, offrendo indicazioni vitali per le squadre di risposta alle emergenze. Le simulazioni dello studio dimostrano che il metodo ha il potenziale per rilevare danni in fase iniziale, ovvero quella più critica, in seguito alla quale è necessario constatare le condizioni in cui versano le abitazioni in fretta, perché le persone sfollate a causa delle scosse hanno bisogno di un posto sicuro in cui trovare rifugio.


L’innovativo sistema Foresight si propone come una soluzione economicamente vantaggiosa ed efficiente, attivando una struttura per la valutazione dei rischi post-terremoto rapida, del 90% più veloce dei metodi attuali, fino al 50% più economica, scalabile e più affidabile dei tradizionali metodi di valutazione visivi. “Puntiamo a realizzare un sistema in grado di valutare l’integrità strutturale, senza richiedere infrastrutture aggiuntive nelle aree colpite. Il nostro obiettivo finale è fornire alle comunità gli strumenti necessari per rispondere in modo più rapido e sicuro agli eventi sismici”, afferma Alper Kanyilmaz, supervisore del progetto Foresight e docente presso il Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano.


“All’interno di Foresight utilizzo tecniche avanzate, inclusi modelli matematici e analisi di dati, per valutare la stabilità e sicurezza degli edifici, integrandoli con l’interferometria ottica e assicurando l’applicazione pratica per la resilienza in caso di reali terremoti nelle nostre città”, afferma Hasan Ceylan, ricercatore al Politecnico di Milano grazie a una borsa Marie Sklodowska-Curie Actions, prestigioso programma europeo di finanziamento alla ricerca. Grande importanza riveste il ruolo della misurazione dei segnali all’interno dei cavi. “L’interferometria ottica, derivata dalle tecniche di misura avanzate sviluppate all’INRiM, ci permette di sfruttare le fibre ottiche per i dati già esistenti come sensori estremamente sensibili. Questo approccio consente di rilevare variazioni strutturali minime, traducendole in informazioni quantitative e affidabili”, afferma Simone Donadello, ricercatore presso INRiM e membro del team di Foresight.


André Herrero, ricercatore dell’INGV aggiunge: “Oggi, le attuali tecniche di fiber sensing aprono nuovi orizzonti per il monitoraggio degli eventi naturali e il loro impatto sul nostro tessuto urbano. Questo ulteriore tassello si focalizza sul monitoraggio diretto e continuo delle strutture, cioè uno strumento importante di informazione e sicurezza per la società”. Il gruppo di ricerca congiunto di Politecnico di Milano e INRiM, insieme a INGV e Open Fiber, ha depositato una domanda di brevetto inerente al metodo Foresight. La fase successiva della ricerca si concentrerà sulle applicazioni e sui test reali nelle aree urbane, per portare questa tecnologia a diventare una parte fondamentale nelle strategie di preparazione ai terremoti e risposta alle calamità. Ulteriori sviluppi potrebbero vedere le reti in fibra ottica integrate in una strategia di monitoraggio dello stato di salute strutturale più ampia, in caso di terremoti.

Spirali di plasma nello spazio, Metis svela natura contorta vento solare

Spirali di plasma nello spazio, Metis svela natura contorta vento solareMilano, 26 mar. (askanews) – Il 12 ottobre 2022, durante un passaggio ravvicinato al Sole, le riprese ottenute dal coronografo italiano Metis a bordo della missione Solar Orbiter dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) hanno catturato un fenomeno spettacolare e inedito per livello di dettaglio: l’evoluzione, nella corona solare, di una lunga struttura radiale che si anima di un moto elicoidale persistente per diverse ore. Per la prima volta, con una risoluzione spaziale e temporale mai raggiunte prima, è stato possibile osservare direttamente l’espulsione di strutture a spirale dalla corona solare, compatibili con le torsioni magnetiche che i modelli teorici associano all’origine del vento solare.


Gazie alla combinazione di immagini in luce visibile e tecniche di elaborazione avanzate, Metis – progettato da Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Università di Firenze, Università di Padova, CNR-Ifn, e realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con la collaborazione dell’industria italiana – ha mostrato come il Sole possa trasferire energia e materia verso lo spazio in forma di onde e plasma intrecciati tra loro, rivelando un meccanismo fondamentale nella dinamica dell’eliosfera. Alla guida dello studio, pubblicato oggi sul sito web della rivista The Astrophysical Journal, c’è Paolo Romano, primo ricercatore dell’INAF di Catania. Romano, che ha coordinato il lavoro di un ampio team internazionale, afferma: “È la prima volta che osserviamo direttamente un fenomeno così esteso e duraturo, compatibile con la riconnessione magnetica in una struttura chiamata pseudostreamer. Questa osservazione offre una finestra inedita sulla fisica che sta alla base della formazione del vento solare. Questo risultato non solo conferma teorie elaborate da anni, ma fornisce finalmente un riscontro visivo diretto”.


Ma cos’è uno pseudostreamer? Si tratta di una configurazione del campo magnetico solare in cui due regioni chiuse di polarità opposta sono immerse in un ambiente di campo magnetico aperto. Nella corona, gli pseudostreamer sono le “canne del vento” del Sole: regioni da cui, in seguito a un’eruzione, possono aprirsi nuovi canali per il flusso del plasma verso lo spazio interplanetario. Nel caso dell’evento ripreso da Metis, tutto ha avuto inizio con l’eruzione di una protuberanza polare – un gigantesco arco di plasma “appeso” ai campi magnetici nella regione nord del Sole – che ha innescato una piccola espulsione di massa coronale (CME). Ma il vero spettacolo è arrivato dopo, nella lunga fase di rilassamento che ha seguito l’eruzione. È lì che Metis ha osservato il susseguirsi di strutture filamentose, luminose e scure, che si attorcigliano lungo la linea radiale della corona, a distanze comprese tra 1,5 e 3 raggi solari.


Il team ha interpretato questi segnali come la firma visibile di un processo previsto da tempo: la riconnessione magnetica, che trasferisce il plasma e la torsione magnetica dalle regioni chiuse del campo solare verso quelle aperte, innescando onde di tipo torsionale – le onde di Alfvén – e lanciandole nello spazio. Un tassello fondamentale è arrivato dal confronto con sofisticate simulazioni numeriche condotte da Peter Wyper, della Durham University, in collaborazione con Spiro Antiochos del NASA Goddard Space Flight Center. Le immagini sintetiche prodotte da queste simulazioni mostrano un’evoluzione sorprendentemente simile a quella ripresa da Metis: strutture elicoidali che si propagano lungo il campo aperto, con caratteristiche geometriche e dinamiche in forte accordo con i dati osservati.


“Le prestazioni uniche di Metis in termini di risoluzione spaziale e temporale aprono una nuova finestra sulla comprensione dell’origine del vento solare”, commenta Marco Romoli, dell’Università di Firenze e responsabile scientifico dello strumento Metis. “Per la prima volta vediamo l’intera evoluzione di un processo di rilascio di energia magnetica, dalle sue radici nel Sole fino all’apertura nello spazio interplanetario”. “Le onde di Alfvén torsionali e in generale i meccanismi fisici che innescano fluttuazioni magnetiche di questo tipo – dichiara Marco Stangalini responsabile del programma Solar Orbiter per l’Agenzia Spaziale Italiana – sono da tempo ritenuti tra i principali meccanismi alla base dell’accelerazione del vento solare. Metis, grazie alla elevata cadenza temporale delle sue immagini, ci offre la possibilità di osservare direttamente questi processi fisici, consentendo anche un miglioramento della modellistica fisica ad essi associata”. Le osservazioni di Metis non solo confermano i modelli teorici più avanzati, ma suggeriscono che lo stesso meccanismo – la riconnessione magnetica a piccola scala – possa avvenire continuamente sulla superficie del Sole, generando quei “microgetti” che alimentano il vento solare Alfvénico rivelato anche dalla sonda Parker Solar Probe. In altre parole, quella spirale luminosa che Metis ha visto danzare nella corona potrebbe essere solo la versione gigante di un processo che avviene ovunque, continuamente, e che rende possibile l’esistenza stessa del vento solare.

Firmato accordo tra Rse e Cnr-Ino sulla fusione nucleare

Firmato accordo tra Rse e Cnr-Ino sulla fusione nucleareMilano, 26 mar. (askanews) – Rse e l’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ino) hanno siglato oggi un accordo di collaborazione per sviluppare congiuntamente studi, attività di ricerca e sperimentazione nel campo della fusione nucleare per confinamento inerziale (Inertial Fusion Energy – Ife). Il protocollo, si legge in una nota, mira a realizzare attività di ricerca e a promuovere lo sviluppo di tecnologie innovative per la produzione di energia da fusione nucleare a confinamento inerziale attraverso laser di alta potenza, con lo scopo di incrementare le conoscenze scientifiche in un settore strategico per la transizione energetica. L’accordo, della durata di 36 mesi, vedrà Rse e Cnr-Ino collaborare utilizzando infrastrutture di eccellenza, come i laboratori di caratterizzazione meccanica e strutturale dei materiali di Rse e l’Intense Laser Irradiation Laboratory (Ilil) del Cnr-Ino.


“Questo accordo segna un importante passo avanti nella ricerca sulla fusione nucleare, tra le tecnologie più sfidanti per garantire al nostro Paese un sistema energetico sostenibile e competitivo” ha dichiarato Franco Cotana, Amministratore Delegato di Rse. “La collaborazione con il Cnr-Ino si inserisce in un percorso avviato da Rse sul tema della fusione nucleare a confinamento inerziale, che dopo l’accordo con Blue Laser Fusion (Blf) del premio Nobel Shuji Nakamura, ci vede coinvolti in un crescente impegno per lo sviluppo di competenze e di tecnologie in questo ambito, confermando l’importante ruolo della ricerca e di RSE per il futuro energetico mondiale”, ha aggiunto Cotana. A valorizzare l’iniziativa anche Paolo De Natale, Direttore f.f. Cnr-Ino, che ha così spiegato: “L’Istituto Nazionale di Ottica ha sviluppato con il Pnrr la più grande Infrastruttura di Ricerca italiana nell’ambito della Fotonica, I-Phoqs, che include l’infrastruttura laser ad alta energia. Le competenze e le strumentazioni sviluppate saranno essenziali per la sperimentazione italiana nell’ambito della fusione inerziale”.


Le attività di ricerca si concentreranno su simulazioni avanzate, generazione di particelle ad alta energia, sviluppo di sistemi di misura e diagnostica dei plasmi laser, oltre all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’ottimizzazione della gestione e dell’utilizzo di dati in facility laser ad alta ripetizione (high repetition rate laser facilities). Luciano Martini, Direttore del Dipartimento Tecnologie di Generazione e Materiali di Rse, ha dichiarato: “La formalizzazione della collaborazione tecnico-scientifica già in essere tra Rse e Cnr-Ino rappresenta un passo molto importante verso la creazione della strategia nazionale per l’accrescimento di conoscenze e competenze per lo sviluppo della fusione a confinamento inerziale in Italia e in Europa”.


“Questo accordo contribuirà a sviluppare attività di ricerca e formazione fondamentali per consolidare il ruolo di leadership della nostra comunità scientifica in vista dell’imminente avvio del programma HiPER+ per l’energia da fusione inerziale in Europa”, ha spiegato Leonida Antonio Gizzi, Head dell’Intense Laser Irradiation Laboratory e coordinatore delle attività su Fusione Inerziale presso Cnr-Ino.

Cybersecurity, Engineering: AI potenzia sicurezza di Pa e aziende

Cybersecurity, Engineering: AI potenzia sicurezza di Pa e aziendeMilano, 5 mar. (askanews) – “Nel 2024 in Italia il numero di attacchi informatici gravi è aumentato di oltre il 15%. In questo scenario, la GenAI può svolgere un ruolo cruciale nel rafforzare la postura di cybersicurezza di Pubbliche Amministrazioni e aziende”. Lo ha detto Luigi Spoletini, Cyber Technology Leader di Engineering, durante il panel “L’AI nell’Intelligence e nella Cybersecurity: opportunità e rischi” che si è svolto a CyberSec2025, evento di riferimento per la sicurezza cibernetica e la resilienza digitale, organizzato da Cybersecurity Italia.


“L’intelligenza artificiale generativa può fornire a organizzazioni pubbliche e private insight avanzati e automazione sia nella fase di prevenzione dei rischi che in quella di gestione e risoluzione degli incidenti. Il valore della GenAI non risiede però nella sostituzione dell’uomo, ma nel potenziamento delle sue capacità, perché è l’intervento degli specialisti in cybersecurity a garantire la qualità indispensabile per prendere decisioni ponderate, etiche e consapevoli – prosegue il Cyber Technology Leader di Engineering, l’azienda digitale guidata da Maximo Ibarra – Attraverso Eng Security, il Gruppo Engineering schiera oltre 300 esperti in cybersicurezza e un SOC all’avanguardia, che grazie anche all’introduzione della GenAI accelera l’analisi dei rischi, anticipa gli attacchi con simulazioni avanzate e suggerisce azioni mirate basate sui dati. Nella gestione degli incidenti, la GenAI ci supporta nel filtraggio dei falsi positivi e riduce il ‘rumore di fondo’ che rallenta le operazioni. Mettiamo in campo un’intelligenza ibrida che combina sinergicamente l’AI con l’expertise umana, garantendo un presidio costante e una risposta rapida alle minacce cyber”.

Uninettuno, prima in Italia, ha dato vita al progetto “Socrates AI”

Uninettuno, prima in Italia, ha dato vita al progetto “Socrates AI”Roma, 5 mar. (askanews) – L’Università Telematica Internazionale Uninettuno, prima in Italia, ha dato vita al progetto “Socrates AI”, il primo docente completamente generato dall’intelligenza artificiale che consente a studenti e docenti di dialogare liberamente su tutti i contenuti scientifici presenti negli ambienti di apprendimento. Socrates AI, informa una nota, ci guida attraverso un dialogo, arricchito da fonti di insegnamento affidabili, provenienti dall’immensa banca dati digitalizzati di UNINETTUNO, il cuore del suo cyberspazio didattico ufficiale (piattaforma online dedicata agli studenti, dove è possibile accedere a videolezioni, materiali di studio, esercitazioni interattive, forum e strumenti per la pianificazione e il tracciamento del percorso formativo). Ogni risposta trae origine appunto dalle risorse del cyberspazio integrato nella piattaforma dell’università stessa, Socrates AI accede a contenuti digitalizzati e verificati dal corpo docente per garantire che si possono apprendere in modo rigoroso e consapevole.


A ogni risposta sono incluse le fonti esatte, in modo che possiate verificare e approfondire, acquisendo una conoscenza che non è solo sicura ma anche trasparente e affidabile e viene stimolata la curiosità e la riflessione. Maria Amata Garito fondatrice e rettore dell’università telematica presenta Socrates AI, la sua funzionalità nasce dalla sua visione di sfruttare appieno il cambiamento introdotto dalle nuove tecnologie, che stanno stravolgendo il mondo in modo ultraveloce, per innovare ed adeguare il sistema formativo alle evoluzioni tecnologiche: “Non sempre le risposte che vengono date agli utenti dai sistemi di Intelligenza Artificiale generativa sono scientificamente corrette. La causa è legata sia alle conoscenze di base su cui si sono addestrate, come ad esempio la Chat GPT, che è addestrata su tutti i contenuti che esistono sulla rete e, come sappiamo, la rete distribuisce vere e false conoscenze, sia alla inaccuratezza degli algoritmi con cui vengono programmate e dai modelli di interrogazione”. Il sistema di AI Socrates realizzato e inserito negli ambienti apprendimento del cyberspazio didattico dell’università è stato progettato e realizzato per addestrarsi su oltre centomila ore di video-lezioni, milioni di pagine di libri di testo, articoli, saggi, dispense, forum e chat, nonché classi interattive inserite che copre tutte le discipline dei curricula di 31 corsi di laurea appartenenti alle seguenti facoltà: Ingegneria, Economia e Diritto, Beni Culturali-Memorie Digitali, Scienze della Comunicazione e Psicologia. Questo approccio si fonda su teorie cognitive ovvero su processi mentali interni in cui l’apprendimento viene visto come un processo attivo, l’individuo elabora, immagazzina e recupera informazioni, costruendo la conoscenza in modo dinamico che pongono al centro lo studente e favoriscono la costruzione attiva della conoscenza attraverso l’integrazione di teoria e pratica.


Questa scelta è avvenuta grazie ai risultati di numerosi progetti di ricerca internazionali che hanno coinvolto il Rettore e tutta la sua equipe, permettendo lo sviluppo del modello psico-pedagogico (approccio flessibile che consente agli studenti di personalizzare il proprio percorso formativo in base alle esigenze individuali, con il supporto costante di docenti-tutor attraverso la comunicazione tra studenti e docenti in tempo reale, favorendo l’interazione diretta). L’apprendimento consente agli studenti stessi di accedere ai contenuti e svolgere le attività in qualsiasi momento, senza dover essere online nello stesso istante del docente o degli altri studenti grazie a Forum di discussione/materiali didattici digitali. Il Cyberspazio didattico dell’Università UNINETTUNO nasce nel 2005 dal Consorzio NETTUNO (istituito nel 1992) composto da quarantuno università pubbliche italiane e trenta straniere. Socrates AI consente a studenti e docenti di dialogare liberamente su tutti i contenuti scientifici presenti nei suoi ambienti di apprendimento. Ogni risposta cita le fonti di tutti i documenti inseriti nella biblioteca intelligente dell’Università stessa, accessibili con un semplice click, permettendo approfondimenti diretti sui materiali originali e consentendo uno studio multidisciplinare e interdisciplinare. Grazie a questo modello, viene garantita la validità scientifica dei contenuti ed è inoltre possibile verificare i curricula dei docenti che li hanno realizzati: professori, ricercatori e scienziati nazionali e internazionali.


L’Ateneo ha chiamato il suo sistema Socrates AI proprio per far capire il valore dell’applicazione delle teorie socratiche nei modelli di interrogazione dei sistemi di intelligenza artificiale, per sviluppare il senso critico del sapere, consente un nuovo tipo di viaggio “psico-digitale” – uno spazio in cui il globale e il locale si intersecano, permettendo alla conoscenza di interagire su scala planetaria. Per la prima volta nella storia dell’umanità le capacità cognitive umane si trasformano attraverso l’interazione con i sistemi intelligenti. All’interno di questo ecosistema i giovani possono accedere a questo modello di intelligenza artificiale generativa, alimentato con i contenuti scientifici degli ambienti di apprendimento dell’Università, che sono realizzati solamente da professori, ricercatori e scienziati nazionali ed internazionali. La piattaforma stimola un apprendimento basato su reti di concetti, piuttosto che su informazioni sparse o sequenziali. Questo approccio, che mette lo studente al centro del proprio processo formativo, aumenta la motivazione e riduce lo sforzo cognitivo necessario per apprendere. Novità è la funzionalità conversazionale dell’AI-Assistant, che interloquisce in linguaggio naturale tramite chat con i vari attori che agiscono nel contesto universitario. Con gli studenti può conversare sia in relazione all’apprendimento dei contenuti, che come guida per muoversi nel cyberspazio e, più in generale, nell’intero universo dell’Ateneo che è tra le prime università a fornire un sistema conversazionale in grado di interagire con qualità su contenuti scientifici verificati, contrastando il noto problema del rischio di fornire risposte e conoscenze non corrette, con l’AI generativa.

Valente (Asi): orgoglioso per accordo per realizzare modulo Airlock

Valente (Asi): orgoglioso per accordo per realizzare modulo AirlockMilano, 4 feb. (askanews) – “Oggi è una giornata significativa per l’industria spaziale italiana e per il nostro Paese. Ad Abu Dhabi è stato firmato il contratto che assegna a Thales Alenia Space Italia la realizzazione del modulo Airlock, destinato a completare il Lunar Gateway, la prima stazione spaziale in orbita lunare, un passo fondamentale per il programma di esplorazione lunare Artemis della NASA. Ho partecipato alla firma di questo importante contratto rappresentando con orgoglio l’Agenzia Spaziale Italiana. Un accordo che testimonia la fiducia nella qualità e nella competenza industriale e accademica dell’intero Sistema Paese che continua a essere un punto di riferimento globale nell’ambito spaziale. È un passo questo che si inserisce anche in un contesto di forte collaborazione internazionale, come dimostrato dalla partecipazione degli Emirati Arabi Uniti agli Artemis Accords. La firma affonda le sue radici nel lungimirante Memorandum of Understanding del 1997 tra ASI e NASA, che ha consolidato la strada di un lungo percorso di collaborazione bilaterale tra le nostre agenzie per l’abitabilità nello spazio. L’Italia, con il suo patrimonio di competenze, si conferma, quindi, in prima linea nella realizzazione delle grandi sfide spaziali del futuro. Siamo pronti a contribuire con determinazione alla nuova era dell’esplorazione lunare”. Lo ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, commentando con soddisfazione la firma del contratto tra Thales Alenia Space Italia e Mohammend Bin Rashid Space Centre degli Emirati Arabi Uniti per lo sviluppo del modulo Airlock elemento critico del Lunar Gateway.

Progetto Lugre di Asi e Nasa traccia 5 satelliti a 331.000 km

Progetto Lugre di Asi e Nasa traccia 5 satelliti a 331.000 kmMilano, 22 gen. (askanews) – Il payload Lugre (Lunar Gnss Receiver Experiment), progettato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dalla Nasa, sviluppato per testare l’utilizzo combinato delle costellazioni satellitari Gps e Galileo, ha fissato un nuovo limite di distanza Terra-Luna da cui ottenere il posizionamento satellitare. È stato acquisito con successo il segnale in due frequenze di cinque satelliti (3 Gps e 2 Galileo) a una distanza di 331.000 km, a circa 53 raggi terrestri. Si tratta di un risultato mai ottenuto prima, che conferma la fattibilità di utilizzo di costellazioni Gnss terrestri per la navigazione ad una distanza prossima a quella lunare. Dimostra inoltre l’efficacia dell’uso combinato di più costellazioni Gnss per la navigazione, un obiettivo su cui la comunità globale lavora da oltre 20 anni.


Questo risultato, osserva Asi in una nota, non è solo una dimostrazione delle capacità del sistema Lugre, ma rappresenta anche un passo cruciale verso il futuro utilizzo del payload in orbita lunare. La distanza record raggiunta dal sistema è infatti prossima all’orbita lunare (circa 59 raggi terrestri), e i dati raccolti suggeriscono che Lugre sarà in grado di operare con successo anche in questo contesto, garantendo la disponibilità di dati di posizionamento accurati e affidabili. Con questo risultato, due dei requisiti principali della missione sono stati raggiunti: l’ottenimento delle misurazioni Gnss per ciascun satellite e costellazione e il calcolo in tempo reale del posizionamento e della velocità. Il team di Lugre localizzato tra il Goddard Space Flight Center della Nasa, a Washington, a Bassano del Grappa nella sede di Qascom e al Politecnico di Torino, continua ad operare con ritmi serrati sull’analisi dei dati per ottimizzare al meglio i risultati.


Lugre è stato realizzato in Italia dalla società Qascom per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana con la collaborazione scientifica del Politecnico di Torino. Il ricevitore è posizionato sul lander commerciale Blue Ghost realizzato negli Usa dalla società Firefly e sviluppato nell’ambito del programma Clps (Commercial Lunar Payload Program) della Nasa.

Terremoti, esperti: “Prevenzione, manutenzione e monitoraggio”

Terremoti, esperti: “Prevenzione, manutenzione e monitoraggio”Milano, 21 gen. (askanews) – Il nuovo quadro normativo, i casi applicativi, gli scenari di rischio, le politiche, le strategie e gli incentivi di riduzione del rischio catastrofale con particolare attenzione al rischio sisma e alluvione sono stati i temi affrontati durante l’incontro, svoltosi oggi al Senato (sala Isma – piazza Capranica, 72), su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris dal titolo “Imprese, attività produttive e luoghi di lavoro alla prova dei rischi ambientali”. In apertura dei lavori è stato diffuso un videomessaggio di Guido Castelli, commissario straordinario ricostruzione sisma Centro Italia 2016-2017: “Una riflessione utile e necessaria in un Paese in cui si contano i due terzi delle frane attive in tutta Europa e dove il rischio sismico interessa tre quinti del territorio nazionale. Proprio questa condizione di partenza impone di integrare gli interventi post evento di competenza pubblica, con una serie di strumenti di rango assicurativo che possano garantire ulteriormente le imprese e le famiglie nel tempo dei cambiamenti climatici. C’è molto da lavorare: nel 2023 appena il 25% del patrimonio danneggiato da eventi estremi era coperto da assicurazione . Ora il governo sta finalmente procedendo ad allestire un ecosistema all’interno del quale il mondo assicurativo possa rispondere a questa esigenza offrendo prodotti adeguati e a costi sostenibili. Ovviamente ciò non ci esime dall’obbligo di implementare sistemi di prevenzione che sono la precondizione per poter costruire un paese sicuro e meno vulnerabile”.


“Il territorio italiano è, per legge, interamente classificato come soggetto a rischio sismico più o meno elevato dal 23 ottobre 2005. Le azioni sismiche di progetto attualmente utilizzate per le analisi delle strutture, sia nuove che esistenti, sono entrate in vigore congiuntamente alle norme tecniche sulle costruzioni nel luglio 2009 – ha detto Stefano Curli, esperto di ingegneria e progettazione – Tutti gli edifici costruiti antecedentemente possono essere, in caso di sisma, esposti a rischio di danno più o meno grave. Tale rischio affligge in particolare gli edifici produttivi realizzati senza criteri sismici, come evidenziato gravemente dal sisma che ha colpito l’Emilia nel 2012. L’individuazione del titolare dell’attività produttiva in qualità di responsabile della sicurezza dei lavoratori e dei luoghi di lavoro (ex D. Lgs 81/2008), circa le azioni di prevenzione volte alla riduzione del rischio sismico, configura responsabilità complesse non sempre sostenibili. Un piano di investimenti di medio periodo che programmi un abbattimento dei vari fattori di rischio che il nostro territorio patisce, pensato ad esempio con la metodologia dell’iperammortamento e/o delle detrazioni fiscali, sarebbe sicuramente un importante traino per la crescita economica e ridurrebbe sensibilmente l’esposizione ai rischi presenti. È fondamentale accompagnare l’obbligo assicurativo con un piano strutturale di mitigazione del rischio”. “Le tragedie non devono essere solo morte e distruzione, ma devono essere decisive per la costruzione di una letteratura di riferimento che affianchi la prevenzione alla ricostruzione. Un sistema preventivo su cui investire che sostituisca sempre più l’eccellenza raggiunta nella macchina reattiva, emergenziale, legata alle tecniche e alle normative conseguenti alla tragedia. Abbiamo ancora davanti agli occhi le drammatiche conseguenze dei sismi del 2009 e del 2016, che hanno duramente colpito le nostre comunità, mettendo in luce quanto i nostri territori e le nostre infrastrutture siano esposti ai rischi naturali. Quegli eventi hanno rafforzato la consapevolezza della necessità di un approccio strutturato e preventivo nella gestione del rischio catastrofale, non solo per proteggere le vite umane, ma anche per preservare il tessuto produttivo delle nostre imprese. Il Governo Meloni è impegnato proprio su questa nuova sfida: investimenti su norme, strumenti, tecniche e tecnologie decisive in ambito preventivo che conservino il magnifico patrimonio sociale ed economico di una terra tanto bella quanto fragile”, ha detto il senatore Liris.