Skip to main content
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Alla Luiss con l’IA debutta l’assistente virtuale per orientamento

Alla Luiss con l’IA debutta l’assistente virtuale per orientamentoRoma, 17 gen. (askanews) – L’Università Luiss Guido Carli avvia una sperimentazione innovativa per supportare l’orientamento delle studentesse e degli studenti attraverso l’Intelligenza Artificiale. Per la prima volta, due agenti virtuali affiancheranno docenti e staff dell’Ateneo durante la Giornata di Orientamento, in programma sabato 18 gennaio presso il Campus di Viale Romania 32.


L’iniziativa prevede l’impiego di avatar progettati per fornire informazioni dettagliate su offerta formativa, modalità di ammissione, opportunità internazionali, borse di studio, servizi e sedi dell’Ateneo. Grazie all’utilizzo di un ampio database e all’integrazione con tecnologie di AI Generativa, questi assistenti virtuali saranno in grado di interagire con gli studenti in modo naturale, attraverso conversazioni vocali e visive one-to-one. Durante l’evento, i partecipanti potranno, infatti, dialogare singolarmente con i consulenti digitali presso appositi totem installati nel Campus. A supportare l’Università in questo progetto, in qualità di partner tecnologico, è linfa, azienda con oltre vent’anni di esperienza nel settore digital content e un consolidato know-how nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale Generativa, attiva sul mercato nazionale e internazionale.


La sperimentazione prenderà il via in occasione della Giornata di Orientamento di sabato 18 gennaio, evento dedicato alla scelta universitaria che si articolerà in due momenti: la mattina, a partire dalle 10:00, sarà focalizzata sui Corsi di Laurea Magistrale, mentre il pomeriggio, dalle ore 14:00, sarà incentrato sulle Lauree Triennali e Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza, in vista della fase di selezione, ancora aperta, per l’anno accademico 2025/2026. Con questo progetto, Luiss conferma il proprio impegno nel proporre soluzioni innovative per la didattica e i servizi agli studenti, puntando su tecnologie all’avanguardia per migliorare l’esperienza universitaria. L’Ateneo, infatti, conta nella sua squadra rettorale, tra gli altri, il Prof. Giuseppe Italiano, Prorettore per l’Artificial Intelligence e le Digital Skills e la Prof.ssa Irene Finocchi, Advisor per la Trasformazione Digitale. Inoltre, da quest’anno accademico, la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali ha reso obbligatorio per tutti gli studenti dei Corsi di Laurea Magistrale un badge di AI Literacy che certifica le competenze digitali acquisite e ha recentemente inaugurato il Centro di Ricerca “AI4Society” per studiare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla società.

Alluvioni, la tecnologia per arginare i danni a case, capannoni, garage e negozi

Alluvioni, la tecnologia per arginare i danni a case, capannoni, garage e negoziRoma, 15 gen. (askanews) – Negli ultimi 30 anni le inondazioni, in Europa, hanno provocato quasi 3.000 vittime e danni economici per oltre 170 miliardi di euro. In Emilia-Romagna, nel maggio 2023, si sono sfiorati i 9 miliardi di euro. La messa in sicurezza del territorio è fondamentale e si studiano soluzioni sempre più all’avanguardia. Si va dalle barriere elettroniche fino ai sacchi antiallagamento e ai deviatori di acqua.


Strade come fiumi, case allagate e auto trascinate in mare. Dalla Sicilia all’Emilia si contano i danni ad abitazioni, uffici, garage, capannoni, attività imprenditoriali. Catastrofi che potrebbero ripetersi anche perché il 93,9% dei comuni italiani è a rischio frane, alluvioni o erosione costiera. Secondo il Rapporto sul Dissesto idrogeologico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, infatti, sono 1,3 milioni gli abitanti a rischio frane e 6,8 milioni quelli a rischio alluvioni. Ma non solo: negli ultimi 30 anni le inondazioni, in Europa, hanno provocato quasi 3.000 vittime e danni economici per oltre 170 miliardi di euro. In Emilia-Romagna, nel maggio 2023, si sono sfiorati i 9 miliardi di euro. “Il riscaldamento globale ha portato cambiamenti climatici con eventi metereologici sempre più estremi. Le recenti catastrofi ne sono una dolorosa evidenza. La messa in sicurezza del territorio è fondamentale, ma nell’attesa che ciò si realizzi, non resta che utilizzare le tecnologie attualmente disponibili per minimizzare e, per quanto possibile, azzerare i danni che queste alluvioni possono causare” spiega Laura Caforio, Spill Expert di Serpac società specializza anche in assorbitori tecnici e prodotti per il contenimento di liquidi. La tecnologia, proprio per questo, si sta concentrando per trovare soluzioni sempre più performanti. Parliamo di innovazioni complesse che richiedono interventi strutturali oppure molto più semplici, meno costose e, forse, di più facile utilizzo. La startup olandese Hyflo, ad esempio, ha sviluppato un sistema anti alluvione che funziona in modo completamente autonomo, senza necessità di energia elettrica. Il cuore del sistema è una barriera che si alza quando l’acqua inizia a riempire un bacino appositamente costruito. Oppure dei sistemi di barriere anti-esondazione nei quale ogni modulo è progettato per incastro, con guarnizioni integrate che assicurano una tenuta stagna contro l’avanzata delle acque. Senza dimenticare le paratie antiallagamento automatiche. In questo caso un sensore rivela l’innalzamento dell’acqua che attiva il meccanismo di gonfiaggio. Quando non servono, restano nascoste sotto al terreno. Tutte soluzioni che richiedono degli interventi strutturali. Ce ne sono altre, invece, molto più semplici e con una resa altrettanto efficace. “Attualmente – prosegue la Caforio – i rimedi più conosciuti e utilizzati in caso di alluvioni e allagamenti sono proprio le barriere fisse oppure i sacchi di sabbia. Una barriera fissa però non rappresenta sempre la scelta migliore, perché una volta installata, non può essere facilmente rimossa e può risultare inefficace in situazioni dove le condizioni cambiano rapidamente. L’utilizzo di sacchi di sabbia, di contro, è laborioso e comporta un costo elevato soprattutto in termini di risorse umane, perché i sacchi devono essere riempiti e sono pesanti da spostare”.


È quindi evidente come i sacchi di sabbia non siano adatti come intervento tempestivo, proprio per il notevole impegno in termini di tempo e manodopera che richiedono. “Sul mercato esistono soluzioni molto più efficienti – suggerisce la Caforio – come ad esempio i sacchi antiallagamento che si gonfiano a contatto con l’acqua, trasformandosi in una barriera lunga ad alta copertura e alto assorbimento. Leggeri, compatti e facili da maneggiare prima dell’attivazione, hanno l’esterno in polipropilene, mentre all’interno hanno dei polimeri super assorbenti (SAP), detti anche idroritentori, la cui caratteristica principale è quella di poter assorbire grandi quantità di acqua o soluzioni acquose, fino a centinaia di volte il loro peso”. L’utilizzo di sacchi antiallagamento di questo genere rappresenta una soluzione tecnologica avanzata ed efficiente per creare velocemente una barriera salda in caso di allagamento, che non è invasiva né ingombrante. “Questi sacchi infatti, quando non attivati – chiarisce la Caforio – sono piatti, leggeri e compatti e possono essere maneggiati e posizionati da una sola persona. Inoltre, sono facilmente trasportabili, a differenza dei sacchi di sabbia che sono pesanti”. Gli allagamenti, però, possono verificarsi anche nel caso di perdite dal soffitto causate da piogge intense o problemi strutturali di un edificio. “Anche in questo caso esistono tecnologie e soluzioni che possono aiutare cittadini e imprenditori. Penso, ad esempio, ai ‘deviatori di perdite’, un sistema di primo intervento per proteggere non solo le persone, ma anche macchinari e pavimenti da eventuali gocciolamenti. I deviatori esistono in diversi formati e sono utili per gestire sia perdite provenienti da tetti, sia per quelle che fuoriescono da tubazioni. Quelle per i tetti, ad esempio, esistono in diverse misure, hanno una forma a ‘ombrello rovesciato’ con un telo di raccolta ignifugo che fa confluire i liquidi in un tubo collegabile a uno scarico a terra o a un contenitore di raccolta. Il maltempo – conclude la Spill Expert di Serpac – possiamo in parte prevederlo, ma quello che possiamo fare con certezza è sicuramente prepararci al meglio e investire in soluzioni preventive”.

Pubblicata nuova versione carta batimetrica dell’Oceano Artico

Pubblicata nuova versione carta batimetrica dell’Oceano ArticoRoma, 30 dic. (askanews) – È stata ufficialmente pubblicata la versione 5.0 dell’International Bathymetric Chart of the Arctic Ocean (IBCAO), l’unica carta batimetrica internazionale che offre una panoramica dettagliata e precisa delle profondità e dei fondali dell’Oceano Artico. La nuova versione si distingue per la sua straordinaria risoluzione di 100 x 100 metri (4 volte maggiore rispetto alla IBCAO 4.0), e al momento copre oltre il 25% dell’intero Oceano Artico, con un incremento di circa 1,4 milioni di chilometri quadrati rispetto all’area mappata in precedenza. La nuova carta rappresenta, dunque, un importante miglioramento in termini di qualità e quantità dei dati a disposizione della comunità scientifica internazionale.


Il progetto IBCAO, avviato in Russia nel 1997, a partire dal 2017 è stato affiancato dall’iniziativa giapponese Nippon Foundation-GEBCO-Seabed 2030, con l’obiettivo comune di ottenere una mappatura completa del fondale oceanico globale entro il 2030. In particolare, la carta IBCAO copre la regione artica ed è efficacemente integrata all’interno della mappatura GEBCO (General Bathymetrich Chart of the Ocean), l’organizzazione che ha il mandato di mappare tutto il fondale oceanico del Pianeta e che porta avanti questa missione attraverso il programma Seabed 2030. Il fine ultimo del programma è offrire a cartografi, ricercatori, istituzioni e altri soggetti interessati, una risorsa digitale open source relativa a tutti i dati batimetrici noti per il tratto di Artico a nord del 64° parallelo Nord. L’iniziativa gode del supporto della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (COI) e dell’Organizzazione Idrografica Internazionale (IHO), e ha consentito finora di comprendere meglio il fondale marino artico, a vantaggio delle attività di ricerca scientifica, monitoraggio ambientale e climatico, navigazione, costruzione sottomarina, esplorazione, e attività offshore.


Alla nuova mappa hanno collaborato anche Michele Rebesco, ricercatore della sezione di Geofisica dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, e Daniela Accettella, tecnologa del Centro Gestione Infrastrutture Navali dell’OGS. “Fino a oggi, la mappatura dell’Oceano Artico si è rivelata spesso problematica a causa delle condizioni meteorologiche e marine difficili, ma soprattutto per la presenza della banchisa, che limita le possibilità di raccogliere dati con le tradizionali tecniche di altimetria radar” spiega Michele Rebesco. “Per ottenere la nuova versione di IBCAO si è cercato di superare queste limitazioni, utilizzando non solo le navi rompighiaccio e i sottomarini, ma anche stazioni mobili di ricerca poste direttamente sul pack artico galleggiante” precisa Rebesco.


Rimane però ancora un ampio margine di miglioramento, visto che significative porzioni di Artico, in particolare a nord della Groenlandia e nell’Arcipelago artico canadese, sono ancora prive di mappatura. Per ottenere una copertura completa anche di queste aree remote, gli esperti stanno contemplando nuovi approcci, tra cui l’utilizzo di sottomarini autonomi (AUV) a lungo raggio, equipaggiati con sonar multibeam e capaci di navigare al di sotto del ghiaccio marino, senza la presenza a bordo di un operatore umano. Il rilascio della versione 5.0 di IBCAO è un’attestazione dell’efficacia della collaborazione scientifica internazionale, che prosegue efficacemente nonostante il difficile assetto geopolitico globale degli ultimi anni. Per il futuro rimangono tuttavia molte sfide aperte, poiché l’Oceano Artico è soggetto a un mutamento costante, legato soprattutto alla perdita dei ghiacci polari, alla conseguente trasformazione degli ecosistemi, e agli interventi antropici nell’area.

Luiss Business School con Imperial College nell’AI Consortium di QS

Luiss Business School con Imperial College nell’AI Consortium di QSMilano, 10 dic. (askanews) – Lanciato l’AI Consortium di Quacquarelli Symonds, “un’alleanza pioneristica per integrare l’Intelligenza Artificiale nei processi strategici e operativi del settore Education”.


Il Consortium, in partnership con Imperial College, EDHEC Business School e QS, “rappresenterà un laboratorio di apprendimento e condivisione finalizzato ad integrare l’Intelligenza Artificiale nei processi strategici e operativi del settore della Higher-Education”. QS Quacquarelli Symonds è il principale fornitore mondiale di servizi, analytics e approfondimenti per il settore dell’alta formazione a livello globale ed è autore del QS World University Rankings, la fonte più popolare al mondo di dati comparativi sulle performance universitarie. Il Responsible AI Consortium “si fonda sulla collaborazione tra università leader a livello mondiale e QS ed è finalizzato a innovare e ripensare la formazione attraverso una Roadmap sull’AI che prevede: l’accesso a strumenti e risorse innovative sull’AI e una rete di supporto per sviluppare e implementare le nuove tecnologie nelle proprie organizzazioni; l’opportunità di creare connessioni e networking con altri membri, condividendo le best practice ma anche le storie di insuccesso per approfondirne le cause; l’utilizzo degli strumenti QS per l’autovalutazione delle competenze del settore”.


Il Consortium offre, dunque, a università e business school “uno spazio per integrare l’IA nei propri processi strategici e operativi aprendo a conoscenze all’avanguardia, esperienze immersive di apprendimento e ambienti di sperimentazione dedicati per testare e affinare tecnologie innovative”. Partecipando alle attività di ricerca e contribuendo attivamente alle iniziative del Consorzio, la Luiss Business School “vuole essere parte di un dialogo trasformativo sull’educazione alimentata dall’IA, condividendo l’impegno di formare leader visionari capaci di guidare il futuro del business e della società”. “La nostra visione sull’AI è pervasiva: coinvolge tutti gli stakeholder dell’ecosistema in cui ci muoviamo ed è in linea con la nostra adesione al Responsible AI Consortium” ha dichiarato Raffaele Oriani, Dean di Luiss Business School, spiegando che “entrando a far parte del Consortium, infatti, rafforziamo il nostro impegno a preparare gli studenti con competenze che guardano al futuro, supportando i partner aziendali nel plasmare il panorama delle competenze del domani e fornendo al nostro corpo docente gli strumenti necessari per promuovere un cambiamento di paradigma nell’ambito formativo”.

Ia e innovazione tecnologica, una svolta per la linguistica

Ia e innovazione tecnologica, una svolta per la linguisticaMilano, 4 dic. (askanews) – Tanti testi, lessici e dizionari italiani a portata di click e in grado d’interagire tra loro, un ponte tra parole e sapere che permette di vedere, e quindi prevedere, dove quei termini sono e saranno usati (insomma dove ricorrono: tecnicamente, le loro ‘occorrenze’), una rete che collega le risorse linguistiche italiane, permettendo loro di dialogare e rivelare nuove prospettive, con la possibilità di costruire modelli di intelligenza artificiale specifici per compiere analisi linguistiche avanzate, uno straordinario osservatorio sulla massa dei dati digitali, sia testuali che lessicali, per la lingua italiana: questo e molto altro è il cuore del progetto LiITA (Linking Italian), che si concentra sulla creazione di una base di conoscenza (Knowledge Base, KB) interoperabile per le risorse linguistiche italiane (dai dizionari ai testi, antichi e moderni), seguendo i principi dei dati collegati (Linked Data) utilizzati nel Web Semantico.


Il progetto LiITA sarà presentato alla conferenza “CLiC-it 2024 – Tenth Italian Conference on Computational Linguistics”, la decima conferenza italiana sulla linguistica computazionale che si terrà a Pisa dal 4 al 6 dicembre 2024. Il progetto sarà anche oggetto di una pubblicazione dal titolo The Lemma Bank of the LiITA Knowledge Base of Interoperable Resources for Italian, che apparirà sui Proceedings della conferenza CLiC-it. Supportato dal Ministero dell’Università e Ricerca con un finanziamento PRIN-2022 PNRR per un ammontare complessivo di 237.695 euro, il progetto LiITA è condotto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Milano, con la coordinazione della dottoressa Eleonora Litta e in collaborazione con l’Università di Torino.


“L’architettura della Knowledge Base di LiITA è molto semplice e trasferibile a ogni lingua – spiega Marco Passarotti, professore ordinario di Linguistica Computazionale presso la Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere della Cattolica -. Il cuore di LiITA è una grande raccolta di lemmi, ovvero forme canoniche di citazione delle parole (come i nomi delle entrate lessicali nei dizionari): a ciascun lemma saranno connesse sul web le sue occorrenze nei vari corpora testuali dell’italiano linkati alla Knowledge Base, così come le sue entrate nei vari lessici e dizionari. Il risultato sarà un grande grafo di conoscenza fatto di nodi (come, ad esempio, i lemmi e le loro occorrenze) e di relazioni tra essi”, precisa l’esperto. “Questo grafo potrà, quindi, essere utilizzato non solo per estrarre informazione dalle risorse linguistiche rese interoperabili da LiITA, ma anche per raffinare (fine-tuning) la conoscenza dei modelli di intelligenza artificiale, supportando lo sviluppo di applicazioni specifiche per l’analisi della lingua italiana utili in diversi campi: dalla ricerca all’editoria, dalla medicina al mondo del web. Con progetti di questo tipo, che fanno incontrare dati e tecnologia – sottolinea il professor Passarotti – facciamo fronte a una svolta nella linguistica resa evidente e inevitabile dalla diffusione dell’Intelligenza Artificiale, che è fondata proprio su modelli del funzionamento del linguaggio naturale: stiamo assistendo alla prima rivoluzione industriale-tecnologica che tocca l’oggetto più umanistico di sempre, il linguaggio. La disciplina che lo studia non può ignorarla”.


Il progenitore di LiITA è stato LiLa (Linking Latin), un progetto analogo ma basato su risorse per la lingua latina. Coordinato dal professor Passarotti, grazie a un finanziamento di 2 milioni di euro da parte del Consiglio Europeo della Ricerca, LiLa ha sviluppato una raccolta di più di 200 mila lemmi e ha reso interoperabili decine di risorse linguistiche per il latino. La Knowledge Base di LiLa è tuttora in continua espansione. Le risorse linguistiche distribuite per il latino (corpora, dizionari, risorse lessicali) sono state integrate da LiLa in una struttura unificata, utilizzando i lemmi come nodo centrale per collegare dati provenienti da fonti diverse. “A ogni lemma – spiega il professore – occorrenza di parola nei testi ed entrata lessicale nei dizionari è assegnato un identificatore unico e persistente, consentendo così la loro interazione sulla base di relazioni il cui significato è processabile dalle macchine. L’architettura di LiLa è indipendente dalla lingua e può essere adottata per qualsiasi idioma, tutto è fatto a triple: un soggetto un oggetto e una relazione- La bellezza di basi di conoscenza come LiLa o LiITA -precisa Passarotti – è che possono essere usate come fonte di dati, metadati e relazioni esplicite tra essi per raffinare modelli di intelligenza artificiale”.

Meta chiede nuove regole di sicurezza in Europa per gli adolescenti

Meta chiede nuove regole di sicurezza in Europa per gli adolescentiRoma, 26 nov. (askanews) – Meta chiede l’introduzione di una nuova normativa europea armonizzata relativa ai più giovani, per garantire che gli adolescenti di tutta Europa possano avere esperienze online adatte alla loro età. Questa proposta, si legge in una nota, prevede la verifica dell’età e l’approvazione da parte dei genitori dei download di applicazioni per gli adolescenti sotto i 16 anni a livello di app store o di sistema operativo, nonché la creazione di standard di settore a livello europeo con l’obiettivo di garantire ai giovani esperienze adatte alla loro età.


“La normativa europea sulla sicurezza dei giovani è troppo frammentata, per questo abbiamo urgente bisogno di una nuova normativa a livello europeo che fornisca tutele coerenti per gli adolescenti online, imponendo agli app store di verificare l’età dei ragazzi e di ottenere l’approvazione dei genitori quando i giovani sotto i 16 anni vogliono scaricare un’app. Oggi condividiamo una proposta normativa di come potrebbe funzionare questo modello. In questo modo si creerebbero standard chiari e coerenti per tutte le app, per responsabilizzare i genitori e i tutori legali, validi in tutto il settore” – spiega Antigone Davis, Vice Presidente e responsabile per la sicurezza di Meta. Il quadro legislativo proposto, illustrato in dettaglio in un blog post pubblicato oggi da Meta, comprende:


1. Norme armonizzate a livello UE: un nuovo regolamento dell’Unione Europea per questi requisiti che si applichi a tutti gli Stati membri dell’UE. 2. Approvazione da parte dei genitori sugli app store per gli adolescenti sotto i 16 anni: quando un adolescente vorrà scaricare un’applicazione, gli app store dovranno avvisare i genitori, nello stesso modo in cui i genitori vengono avvisati se il figlio tenta di fare un acquisto. I genitori possono quindi decidere se approvare o meno il download. 3. Requisiti per gli app store/sistemi operativi per verificare l’età e fornire ad app e sviluppatori queste informazioni: conoscere l’età di un utente aiuta a garantire che le app possano facilmente collocare gli adolescenti nell’esperienza giusta per la loro fascia d’età, ma i genitori e gli adolescenti non devono fornire informazioni sensibili come i documenti di identità ad ogni app per verificare la loro età. I genitori forniscono già queste informazioni quando acquistano il telefono e configurano l’account dell’adolescente. 4. Requisiti per il settore volti a sviluppare standard coerenti relativi ai contenuti per fasce d’età da declinare su tutte le app utilizzate dagli adolescenti: Allineamento in tutto il settore sui quali contenuti le aziende devono considerare appropriati in base all’età, come avviene per altre tipologie di media come i film e i videogiochi. Inoltre, alcune app, compresi i social network, dovrebbero offrire strumenti di supervisione per gli adolescenti sotto i 16 anni che i genitori possono attivare e controllare. Come dimostrano recenti studi, gli adolescenti utilizzano in media 40 app diverse ogni settimana, passando da una all’altra. Sebbene i genitori vogliano essere coinvolti nell’esperienza online dei loro figli, le ricerche evidenziano quanto questo sia complicato. In un sondaggio condotto nel 2023 su oltre 13.000 genitori in sette Paesi, l’80% ha dichiarato di sentirsi sopraffatto e di non sapere sempre che tipo di strumenti hanno a disposizione tra le diverse app utilizzate dai propri figli. Un quadro armonizzato di regole che richieda l’approvazione dei genitori e la verifica dell’età a livello di app store contribuirebbe a inserire gli adolescenti in esperienze adatte alla loro età.


Anche la verifica dell’età a livello di app store o di sistema operativo contribuisce a preservare la privacy. Verificando l’età di un adolescente sull’app store, le singole app non sarebbero tenute a raccogliere informazioni personali. Le app dovrebbero solo raccogliere l’età dell’utente dall’app store per garantire che gli adolescenti abbiano accesso ad esperienze adatte alla loro fascia d’età, e i genitori e gli adolescenti non dovranno fornire ad ogni singola app informazioni potenzialmente sensibili. Davis ha aggiunto: “I genitori e gli adolescenti non devono fornire informazioni sensibili come i documenti di identità ad ogni app per verificare la loro età. In molti Paesi, forniscono già queste informazioni quando acquistano il telefono per un adolescente e configurano il suo account. Gli app store dispongono di queste informazioni e, non solo possono alleggerire l’onere dei genitori, condividendole con le app, ma possono contribuire così a garantire che gli adolescenti abbiano accesso as esperienze adatte alla loro età fin dall’inizio.”


Morning Consult ha condotto, per conto di Meta, dei sondaggi tra i genitori di otto Paesi europei (Germania, Francia, Italia, Spagna, Irlanda, Danimarca, Paesi Bassi e Polonia) che avevano almeno un figlio di età inferiore ai 18 anni, per conoscere la loro opinione su una nuova legislazione che richieda l’approvazione dei genitori per gli adolescenti. I risultati hanno dimostrato che: – Almeno tre genitori su quattro negli otto mercati europei parte del sondaggio sono favorevoli a una legislazione che richieda l’approvazione dei genitori per il download di app da parte dei minori di 16 anni. Nel dettaglio: – 87% dei genitori irlandesi, 82% dei genitori italiani, 81% dei genitori francesi, 78% dei genitori tedeschi, olandesi e spagnoli, 76% dei genitori polacchi, 75% dei genitori danesi. – I genitori della maggior parte dei Paesi intervistati preferiscono un controllo a livello di app store rispetto alle singole applicazioni per facilitare l’approvazione del download delle app. Nel dettaglio: – 82% dei genitori danesi, 79% dei genitori irlandesi e olandesi, 72% dei genitori tedeschi, 68% dei genitori italiani, 63% dei genitori spagnoli, 60% dei genitori francesi. In tutti gli otto Paesi esaminati, i genitori ritengono che 16 anni sia la soglia d’età giusta sotto la quale richiedere l’approvazione dei genitori per scaricare le applicazioni. Alla domanda su quale sia l’età sotto la quale gli adolescenti dovrebbero ottenere l’approvazione dei genitori prima di scaricare le app (sotto i 13, 16 o 18 anni), la maggior parte dei genitori degli otto Paesi ha affermato che l’approvazione dei genitori dovrebbe essere richiesta per gli adolescenti sotto i 16 anni (piuttosto che sotto i 13 o sotto i 18). Questa iniziativa segue il recente lancio degli account per teenager su Instagram. Gli account per teenager forniscono a decine di milioni di ragazzi protezioni integrate che limitano chi può contattarli, i contenuti che vedono e il tempo che trascorrono online. Con gli account per adolescenti, i ragazzi sotto i 16 anni non possono modificare le impostazioni dell’account senza il permesso di un genitore e gli adolescenti sotto i 18 anni avranno impostazioni di messaggistica più rigide, il che significa che non potranno essere contattati da nessuno che non seguono o con cui non sono collegati. Gli account per teenager sono stati lanciati negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada e in Australia a settembre e verranno introdotti in Europa nel corso dei prossimi mesi.

Apulia Digital Experience, seconda edizione presentata al Mia di Roma

Apulia Digital Experience, seconda edizione presentata al Mia di RomaRoma, 19 ott. (askanews) – Il Mia, Mercato Internazionale dell’Audiovisivo, ha ospitato la presentazione della seconda edizione di ADE, Apulia Digital Experience, Conferenza Internazionale che si svolgerà a Bari dal 25 al 27 ottobre all’Apulia Film House (Fiera del Levante). Tre giorni di panel, tavole rotonde e contest, dedicati all’innovazione digitale nelle industrie creative e al ruolo dell’Intelligenza Artificiale nel processo produttivo di cinema e audiovisivo. A presentare il programma dell’edizione 2024 Anna Maria Tosto, Presidente di Apulia Film Commission, Roberto Genovesi, Direttore Artistico ADE e Direttore dei Progetti Speciali di Rai Com e Antonio Parente, Direttore di Apulia Film Commission, alla presenza di Sergio Santo, Amministratore Delegato di Rai Com.


“Si apre la seconda edizione di Apulia Digital Experience, un appuntamento fortemente voluto da Apulia Film Commission a partire dal 2023 – afferma Anna Maria Tosto, Presidente di Apulia Film Commission -. Ancora una volta, lo sguardo lungimirante assunto fin dalla sua costituzione, dalla Fondazione, la porta a intraprendere iniziative destinate ad individuare anticipatamente le esigenze del mondo produttivo dell’audiovisivo e a ricercare le soluzioni per soddisfare quelle esigenze. L’avvento dell’IA nel sistema produttivo comporta ricadute specifiche, proprie del settore dell’audiovisivo: ad esse vuole guardare ADE per esplorarne ogni potenzialità e, al tempo stesso, per disinnescarne eventuali rischi comportanti effetti negativi sullo sviluppo e la crescita di quanti si muovono in quel settore. Resettare il sistema esistente per governare il nuovo: questa la sfida che ci attende e questa la finalità di un evento immaginato da AfC e Rai Com. Il successo conseguito da ADE lo scorso anno rappresenta la conferma che si è intercettata una domanda importante delle produzioni e che occorre proseguire con questo appuntamento destinato al confronto, alla ricerca ed all’aggiornamento”. “Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, la seconda edizione di ADE rappresenta un ulteriore passo avanti, in qualità e impegno, per focalizzare l’attenzione sul futuro dell’industria cinematografica e audiovisiva, di fronte alla rivoluzione dell’introduzione di tecnologie digitali rivoluzionarie – dice Roberto Genovesi, Direttore Artistico di ADE e Direttore del settore Progetti Speciali di Rai Com -. L’Intelligenza Artificiale e il metaverso stanno ridefinendo le modalità di creazione, produzione e fruizione dei contenuti, offrendo nuove opportunità e sfide. Questa conferenza internazionale mira a esplorare come l’innovazione tecnologica stia trasformando il settore, portando la creatività a un nuovo livello. Siamo orgogliosi di riunire esperti e professionisti da tutto il mondo per discutere e plasmare il futuro delle industrie creative”.


Preview di Apulia Digital Experience giovedì 24 ottobre alle 20.30 al cinema Galleria Multisala di Bari con l’anteprima del film d’animazione “Flow – Un mondo da salvare” che, dopo i consensi ottenuti ai festival di Cannes e di Annecy, è in corsa per l’Oscar. La proiezione sarà aperta al pubblico e gratuita fino a esaurimento posti. Molti i panel in programma sul palco dell’Apulia Film House da venerdì 25 ottobre, da Evolving landscapes: is technology nurturing vreativity?, con l’analisi degli scenari digitali connessi agli universi della creatività ad AI in Film & Audiovisual, sulle opportunità e sulle sfide create dall’Intelligenza Artificiale. E ancora Movies in the Metaverse, Metaverse in the Movie theatre, su come i luoghi tradizionali del cinema si stanno adattando al cambiamento aprendosi a esperienze virtuali e The AI Act: Implications for the Film And Audiovisual industry, con uno sguardo alla regolamentazione, alle sfide future e alle recenti introduzioni nel sistema italiano di incentivi fiscali al settore.


Attesa la rotonda Building Global IPs, dedicata allo sviluppo delle IP di successo in universi multipiattaforma, i panel Building immersive storytelling: Vr, Ar & Metaverse sull’impatto delle tecnologie immersive sulla narrazione; Virtual production for Film and Audiovisual, dagli effetti visivi in real-time agli ambienti digitali, passando per la motion capture; Digital transformations: the new frontier of content sull’adattamento e sull’evoluzione del contenuto nell’era digitale; Technological advancement in Animation and Vfx sull’ottimizzazione dei processi e lo scouting di talenti, e ancora incontri sugli scenari digitali connessi agli universi della creatività, su come le innovazioni digitali stiano rimodellando il licensing e creino nuovi business per l’industria, sull’impatto delle tecnologie immersive sulla narrazione. Ad Apulia Digital Experience anche i contest Digital licensing excellence awards, primo premio a livello globale che celebra i progetti di licensing digitale, e A visual storytelling of Puglia through AI, che promuove l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale per creare e produrre racconti innovativi sulle bellezze geografiche e sul patrimonio culturale.


Tra gli ospiti che prenderanno parte ai lavori di ADE Derrick De Kerckhove, Maria Pia Rossignaud, Gennaro Coppola CEO One More Pictures and Vice President Unione Editori e Creators Digitali ANICA, Marina Lanfranconi, Principal of KPMG Intellectual Property, Media and Technology Practice, Diego Grammatico Business Development Executive, Games London, Daniele Lunazzi, Head of Product Marketing, Juventus Football Club, Omar Rashid, Immersive Film Director, Nicola Di Meo, CEO Unspace, Marco Lanzarone, Director of Digital Radio and Podcast Rai, Antonio Parente, Direttore Apulia Film Commission, Paola Furiosi, Director, PwC Legal, Euclide Della Vista, Presidente Fondazione ITS Apulia Digital Maker, Steve Manners, Licensing International UK, Alessia Auriemma, Metaverse Manager, PwC Italy. Promosso da Rai e realizzato sotto la Direzione Artistica di Roberto Genovesi, Direttore del settore Progetti Speciali di Rai Com, Apulia Digital Experience è un evento organizzato da Rai Com e Apulia Film Commission e finanziato dalla Regione Puglia, nell’ambito dell’intervento “Promuovere il Cinema 2024” a valere su risorse POC Puglia 2014-2020, Azione 6.7.

UniFi, nello spazio le ferite guariscono più lentamente

UniFi, nello spazio le ferite guariscono più lentamenteRoma, 15 ott. (askanews) – Nello Spazio le ferite guariscono più lentamente, il processo di riparazione dei tessuti è alterato rispetto a quello che avviene sulla Terra.


È uno dei risultati dello straordinario esperimento “Suture in Space”, realizzato da un team internazionale per capire gli effetti della microgravità sul processo di guarigione: modelli di ferite suturate sviluppati a partire da campioni di tessuti biologici sono stati trasportati due anni fa sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove sono rimasti per nove giorni prima di essere riportati sulla Terra e analizzati. Gli esiti del progetto sono stati presentati oggi a Milano durante l’International Astronautical Congress, uno degli appuntamenti mondiali più importanti per l’esplorazione e i servizi spaziali. Lo studio, durato ben sette anni dalla progettazione ai risultati, è stato guidato da Monica Monici, del Laboratorio Congiunto ASAcampus per la Biologia degli Stress Fisici realizzato dal Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche dell’Università di Firenze e dalla Divisione Ricerca di ASA (Arcugnano, Vicenza), un’azienda leader nella produzione di sistemi laser per applicazioni mediche e apparecchi per magnetoterapia. La ricerca, selezionata dalla European Space Agency (ESA) e finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha coinvolto l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi e numerosi atenei italiani ed europei.


Nella prima fase del progetto, il Laboratorio Congiunto si è occupato di sviluppare dei modelli di ferite suturate basati su colture ex vivo di tessuti umani, cute e vasi sanguigni. Il tutto grazie allo sviluppo di una tecnica di coltura che ne preservava la vitalità per oltre 4 settimane. Questa attività è stata svolta in collaborazione con chirurghi dell’AOU Careggi e del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze. I campioni biologici sono partiti nel novembre del 2022 a bordo di SpX 26 (Cargo Dragon 2) dal Kennedy Space Center (KSC) di Cape Canaveral (Florida) per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale. La missione dei ricercatori al KSC, al fine di preparare i campioni per il lancio, è stata sponsorizzata da Revée srl (Torino), azienda leader nel settore dei dispositivi medici post-operatori utilizzati dai pazienti dopo interventi di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Una volta a bordo dell’ISS, i campioni biologici sono stati inseriti in un incubatore alla temperatura di trentadue gradi. Dopo 4 giorni la metà sono stati congelati a meno ottanta gradi e l’altra metà ha avuto lo stesso trattamento dopo 9 giorni. L’hardware che ha permesso di svolgere l’esperimento in automazione sulla Stazione Spaziale Internazionale è stato realizzato dalle aziende Kayser Italia di Livorno e OHB di Brema in Germania.


Nella seconda fase, con la collaborazione degli altri partner del progetto, nazionali (Università di Milano, Università di Siena e Università del Molise) e internazionali (Università di Amsterdam, Università di Aarhus e Università di Lucerna), si è proceduto all’analisi dei campioni tornati a Terra. “Tutti i campioni biologici – spiega Monica Monici – sono stati divisi e condivisi con i diversi gruppi di ricerca italiani ed europei coinvolti nel progetto. Ciascuno ha effettuato sulle porzioni di tessuto analisi specifiche i cui dati sono stati raccolti ed elaborati per ottenere un quadro d’insieme dei risultati”.


“Gli esiti dell’esperimento, in prima battuta, hanno confermato quello che altre ricerche, svolte preliminarmente, avevano già suggerito: il processo di guarigione delle ferite nello spazio è ritardato e alterato rispetto a Terra – spiega Monici -. Uno degli obiettivi principali del progetto era quello di ottenere informazioni sulla fase di rimodellamento dei tessuti durante il processo di guarigione delle ferite. I risultati ottenuti – continua Monici – dimostrano che nello Spazio ci sono importanti cambiamenti nei rapporti quantitativi tra le varie componenti della matrice extracellulare, che si riflettono anche sulle sue proprietà meccaniche. La matrice extracellulare è la componente non cellulare dei tessuti e non solo è un supporto strutturale per le cellule ma anche trasmette loro stimoli biochimici e meccanici, quindi svolge ruoli di primaria importanza. Inoltre, si sono osservate alterazioni riguardanti l’attivazione di popolazioni cellulari coinvolte nel processo di guarigione delle ferite, come i fibroblasti e i cheratinociti”.

Lavoro, Fond. Italia Digitale: Ia è opportunità ma over 55 diffidenti

Lavoro, Fond. Italia Digitale: Ia è opportunità ma over 55 diffidentiMilano, 4 ott. (askanews) – “La generazione digitale italiana si prepara ad affrontare le sfide e le opportunità dell’intelligenza artificiale con ottimismo e curiosità. Mentre le generazioni precedenti esprimono qualche preoccupazione, i giovani vedono nell’IA un potente strumento di innovazione, in grado di trasformare positivamente sia la società che il mercato del lavoro. La crescente competenza digitale tra i giovani sarà fondamentale per guidare l’Italia verso un futuro sempre più tecnologico e connesso. La conoscenza è l’elemento centrale per un Paese più digitale e per far sì che tutte le generazioni possano sfruttare al meglio le opportunità e gestire le problematiche e le storture che ogni rivoluzione porta con sé”. E’ il commento di Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione Italia Digitale, sulla ricerca di Fondazione Italia Digitale condotta da Istituto Piepoli “Generazione Ai, L’Italia digitale alla sfida dell’intelligenza artificiale”, che sarà presentata Sabato al Festival del Digitale Popolare a Torino.


“Come Fondazione- aggiunge Di Costanzo – stiamo lavorando su progetti specifici di reskiling per gli adulti, ma anche per fornire ai giovani tutti gli strumenti utili per colmare il gap digitale ed essere protagonisti del presente e del futuro”. “Sette giovani su 10 – anticipa Livio Gigliuto, Presidente Istituto Piepoli e Direttore generale Fondazione Italia Digitale – leggono con ottimismo l’impatto dell’intelligenza artificiale sul loro avvenire, come uno strumento in più per realizzarsi. Più diffidenti i meno giovani, che mostrano maggiore apertura quando scorgono gli effetti concreti dell’AI sui problemi della vita di tutti i giorni”. E aggiunge: “Il 46% dei giovani affronta l’IA con curiosità ed entusiasmo. A differenza degli over 55, più diffidenti e conservatori, i giovani vedono l’IA come una fonte di nuove opportunità. La grande maggioranza dei giovani, avvezzi al digitale, immaginano che l’AI genererà nuove professioni e opportunità, mentre il timore che i lavori tradizionali vengano sostituiti dalla tecnologia cresce con l’età”. Trasversale la crescita delle competenze.


“Il sentimento verso l’intelligenza artificiale volge decisamente al bello quando si orienta lo sguardo alle sue applicazioni concrete: approvata l’AI in sanità e nelle scuole, e lo sport del futuro sarà vissuto attraverso la realtà virtuale. Ora serve più politica, il cui impatto col digitale è promosso solo da un italiani su tre”, conclude Gigliuto.

Alla Luiss conferenza sulla IA del presidente di Microsoft Smith

Alla Luiss conferenza sulla IA del presidente di Microsoft SmithMilano, 2 ott. (askanews) – L’Università Luiss Guido Carli ha ospitato oggi Brad Smith, Presidente e Vice Chair di Microsoft, per un keynote speech centrato sull’Intelligenza Artificiale e la sua gestione etica e sostenibile. Dopo i recenti incontri con premi Nobel e top manager di aziende globali, le studentesse e gli studenti della Luiss hanno avuto così l’opportunità di dialogare con uno dei leader più influenti al mondo nel settore della tecnologia.


L’evento, che ha coinvolto una gran parte della comunità studentesca dell’Ateneo, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle sfide e le opportunità legate allo sviluppo dell’AI. Il Presidente della Luiss, Luigi Gubitosi, aprendo i lavori, ha evidenziato come l’approccio di Luiss e Microsoft si fondi su valori e obiettivi condivisi. Entrambe, ha spiegato Gubitosi, sono impegnate nel sostegno a processi di innovazione responsabili e sostenibili con l’obiettivo di generare impatti positivi sulla società. Nel suo intervento Smith ha sottolineato il ruolo dell’innovazione per il progresso del mondo e ha evidenziato l’importanza di un uso etico e responsabile delle tecnologie emergenti e in particolare dell’Intelligenza Artificiale. Ha ribadito che il rispetto dei diritti digitali e della privacy deve essere centrale per lo sviluppo tecnologico e ha sottolineato che l’IA deve essere al servizio delle società, combinando interessi pubblici e privati. Ha inoltre ricordato la necessità di politiche globali che guidino un uso responsabile delle nuove tecnologie. “L’Intelligenza Artificiale ha il potenziale per far raggiungere nuovi livelli di innovazione e produttività sia in Italia che nel mondo, affrontando alcune delle sfide globali. Le nuove generazioni e gli studenti possono sfruttare l’intelligenza artificiale per costruire un futuro migliore e scoprire soluzioni innovative per creare maggiore prosperità”.


“L’incontro conferma l’impegno della Luiss come laboratorio di innovazione e sviluppo per il Paese”, ha affermato il Rettore Paolo Boccardelli, proseguendo: “Siamo onorati di aver ospitato nel nostro Campus Brad Smith, che ha condiviso con la nostra comunità accademica e studentesca la sua eccezionale esperienza sull’Intelligenza Artificiale, offrendo spunti preziosi per comprendere le sfide regolamentari, etiche e sociali che ci attendono. Eventi come questo”, ha sottolineato il Rettore, “sono essenziali per immaginare insieme – Università, Governi e aziende – le enormi potenzialità e i possibili rischi dell’AI. Alla Luiss, siamo impegnati in un utilizzo dell’AI fondato su un equilibrio tra spinta all’innovazione e creatività. Va in questa direzione l’individuazione di un Prorettore per l’Artificial Intelligence e le Digital Skills, così come il lancio di nuovi centri di ricerca e percorsi formativi disegnati per preparare una nuova generazione di leader globali chiamati a gestire l’impatto delle nuove tecnologie”. L’evento si è chiuso con gli interventi di Jack Markell, Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, e di Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Innovazione.