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Aeropazio, Barabotti(Lega): Stato e Regioni pronti a fare sistema

Aeropazio, Barabotti(Lega): Stato e Regioni pronti a fare sistemaMilano, 12 set. (askanews) – “Le 14 regioni italiane che compongono il cluster tecnologico nazionale per l’aerospazio condividono visione e priorità rispetto alla sfida che il sistema Paese raccoglierà con la legge sullo spazio”. Così in una nota il deputato della Lega Andrea Barabotti, che ha aperto i lavori mattutini del tavolo sui distretti regionali degli Stati Generali della Space Economy.


“Mai come oggi questa la corsa avrà effetti concreti sulla vita delle nostre imprese e dei nostri cittadini. Imprese grandi, medie e piccole hanno già trovato una nuova centralità in questo settore e il governo italiano ha deciso di investire come mai prima d’ora, per rafforzare la nostra posizione nell’ambito dell’Agenzia Spaziale Europea” ha aggiunto. “Questo sforzo collettivo pubblico e privato sarà assistito da regole certe per valorizzare le nostre eccellenze, qualificare sempre di più il lavoro dei nostri distretti e regolare in modo snello alcuni aspetti della competizione spaziale. Dal tavolo odierno emerge la consapevolezza che su questo fronte l’Italia saprà fare sistema e ritagliarsi un rinnovato ruolo da protagonista” ha concluso Barabotti.

Risorse Professional: sempre più opportunità per professionisti IA

Risorse Professional: sempre più opportunità per professionisti IAMilano, 11 set. (askanews) – AI engineer, ESG manager, analista Security Operations Center (SOC), esperti di cyber sicurezza, senior buyer, financial controller ed energy engineer. Profili, dunque, iperspecializzati e tutt’altro che generalisti. Sono questi, secondo i dati elaborati da Risorse Professional, il marchio di Risorse S.p.A, attivo nelle attività di ricerca del personale sui profili intermedio e senior, i professionisti che, nel corso dell’ultimo periodo del 2024, avranno maggiori occasioni di lavoro. Il nuovo marchio stato presentato a Milano durante un incontro al quale hanno partecipato l’amministratore delegato di Risorse S.p.A., Marco Pagano, e il managing director di Risorse Professional, Oscar Correnti.


“Gli ultimi mesi del 2024 si preannunciano molto interessanti dal punto di vista delle opportunità di lavoro. Nonostante un quadro economico abbastanza complesso, le aziende stanno tornando ad assumere professionisti altamente qualificati che, spesso, faticano a trovare. In questo momento ci sono ottime opportunità di carriera soprattutto per chi si occupa di intelligenza artificiale e cyber sicurezza, ma anche di efficientamento energetico. Non mancano, poi, anche occasioni per ruoli più tradizionali, come ad esempio buyer o financial controller” ha osservato in una nota Correnti. “La vera sfida per tutte le aziende – ha concluso Correnti – è trovare professionisti qualificati che possano davvero fare la differenza. Oggi, come sappiamo, lo stipendio non è più sufficiente per ingaggiare e trattenere i migliori talenti, ma serve un’affinità di valori e progetti tra imprese e candidati, che sono sempre più attenti al proprio benessere e al bilanciamento tra vita professionale e vita privata”.

Ricerca, al via iscrizioni per visitare impianti Sogin e Nucleco

Ricerca, al via iscrizioni per visitare impianti Sogin e NuclecoRoma, 3 set. (askanews) – Sogin ha aperto oggi le iscrizioni su www.sogin.it per visitare, venerdì 27 settembre, gli impianti nucleari Sogin e Nucleco presenti nel centro ricerche Enea, alle porte di Roma.


L’evento è realizzato nell’ambito del programma di attività promosse dalla Società in occasione della Notte europea dei ricercatori e delle ricercatrici, dedicata quest’anno ai novant’anni dalla scomparsa di Maria Sklodowska Curie, pioniera nel campo della radioattività. Sono previsti due percorsi di visita, ciascuno della durata di circa un’ora: il tour Sogin all’interno delle celle calde dell’impianto Opec-1, oggi in dismissione, nel quale furono svolte le prime attività di ricerca italiane sugli elementi di combustibile nucleare, dove si potranno vedere alcune attrezzature utilizzate nelle attività di decommissioning; il tour nei laboratori e impianti della controllata Nucleco, dove vengono gestiti i rifiuti radioattivi prodotti dallo smantellamento degli impianti nucleari italiani e dalle attività svolte ogni giorno nei settori della medicina, dell’industria e della ricerca.


Per i visitatori sarà un’occasione unica per assistere a esperimenti e dimostrazioni scientifiche e conoscere il lavoro che i tecnici Sogin e Nucleco svolgono, in massima sicurezza, per gestire gli impianti nucleari e i rifiuti radioattivi, dal loro stoccaggio nei depositi temporanei alla sistemazione definitiva nel Deposito Nazionale. I tour di visita accoglieranno complessivamente 150 persone. Per partecipare è necessario iscriversi su www.sogin.it entro domenica 22 settembre e fino ad esaurimento posti. Per consentire la più ampia partecipazione, è possibile prenotarsi a un solo percorso, scegliendo uno dei turni programmati fra le 16.00 e le 20.30, inserendo i propri dati personali e caricando una copia del proprio documento di identità. Al tour Nucleco potranno accedere, se accompagnati, anche i minori dai sei anni in su.


Nel corso degli eventi per la Notte europea dei ricercatori e delle ricercatrici, venerdì 27 e sabato 28 settembre, Sogin sarà presente con uno spazio espositivo anche al NET Village presso la Città dell’Altra Economia a Roma, nell’ambito del progetto NET – ScieNcE Together, a cui la Società aderisce insieme ai principali Enti pubblici di ricerca e Università del nostro Paese per diffondere la cultura scientifica. Attraverso l’esposizione di modelli in scala del reattore e dell’edificio turbina della centrale di Caorso (Piacenza), ai partecipanti sarà illustrato il funzionamento di una centrale nucleare e come avviene il suo smantellamento in sicurezza e, con giochi e dimostrazioni, saranno condotti alla scoperta della radioattività.


La rinnovata adesione di Sogin e Nucleco alla Notte Europea dei ricercatori e delle ricercatrici conferma l’impegno del Gruppo nella divulgazione scientifica e nella diffusione della conoscenza fra i cittadini.

Cnr elabora nuovo metodo per misurare potenza fusione nucleare

Cnr elabora nuovo metodo per misurare potenza fusione nucleareMilano, 5 ago. (askanews) – Un gruppo internazionale di ricerca guidato dall’Istituto per la scienza e tecnologia dei plasmi del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano (Cnr-Istp) ha fornito un contributo nel risolvere una delle più grandi sfide legate all’utilizzo dell’energia nucleare, cioè misurare la potenza raggiunta nei nuovi reattori a fusione basati sulla reazione deuterio-trizio.


Ad oggi, l’unica tecnica di misura diretta della potenza di fusione utilizzata nei reattori a confinamento magnetico è quella di “contare” il numero di neutroni liberi generati dalla fusione dei due isotopi dell’idrogeno – il deuterio e il trizio – maggiormente utilizzati quale combustibile della reazione. Quando questi reagenti si fondono, infatti, il nucleo di elio-5 che viene a formarsi decade in elio-4 e in un neutrone libero con un’energia pari a 14 MeV: il conteggio assoluto del numero di questi neutroni energetici fornisce una misura del tasso di reazioni di fusione avvenute. Tale tecnica, tuttavia, presenta diverse difficoltà: l’emissione dei neutroni da una sorgente estesa quale il tokamak, e la loro interazione con i materiali del reattore, richiedono l’uso di complicati codici di simulazione, oltre che lunghe e costose campagne di calibrazione per convalidare i codici stessi. Oggi, lo studio a guida italiana – svolto dal Cnr-Istp in collaborazione con i Dipartimenti di Fisica dell’Università di Milano-Bicocca e della Statale di Milano, il centro di ricerca di ENEA di Frascati, e altre istituzioni europee nell’ambito del progetto “GETART”- individua nei raggi gamma emessi dal decadimento dell’elio-5 un nuovo e alternativo metodo per misurare tale potenza. Lo studio è oggetto di due articoli scientifici pubblicati su Physical Review C e Physical Review Letters.


“Il nuovo metodo sviluppato si basa sulla misura assoluta dei due raggi gamma di energia di circa 14 MeV e 17 MeV, emessi nel decadimento dell’elio-5: da questa misura, mai effettuata prima con sufficiente accuratezza, è stato possibile determinare le energie e le intensità relative con cui sono emessi i due raggi gamma. Tale processo di decadimento gamma ha una probabilità relativa (chiamata branching ratio) molto più bassa rispetto a quella di emissione di un neutrone da 14 MeV”, ha commentato Marica Rebai, ricercatrice del Cnr-Istp e prima autrice del lavoro pubblicato su Physical Review C. Andrea Dal Molin e Davide Rigamonti sono, invece, primi autori del lavoro successivamente pubblicato su Physical Review Letters: “Questo risultato ha permesso di determinare, in un secondo lavoro, il branching ratio di emissione dei raggi gamma rispetto al decadimento neutronico che è pari a uno ogni 42000 neutroni da 14 MeV prodotti, aprendo così strada all’uso della misura assoluta dei raggi gamma come nuovo metodo alternativo e complementare alle misure neutroniche per determinare la potenza raggiunta nei nuovi reattori a fusione basati sulla reazione deuterio-trizio, quali ITER e SPARC”, hanno aggiunto.


Secondo il coordinatore del progetto, il dirigente di ricerca del Cnr-Istp Marco Tardocchi: “Fino ad oggi l’assenza di un metodo diretto e alternativo al conteggio assoluto dei neutroni era un ostacolo alla validazione indipendente dei risultati ottenuti dagli esperimenti in corso e all’autorizzazione dei futuri impianti commerciali. Questo tipo di misura basata sul conteggio assoluto di raggi gamma, invece, rappresenta l’unica tecnica possibile anche in vista dell’utilizzo di futuri reattori basati su carburanti alternativi che non producono neutroni, ad esempio quelli basati sulla fusione di deuterio ed elio-3 oppure di protone su boro-11”. L’ottimizzazione di questa misura è stata eseguita in via preliminare presso il generatore di neutroni Enea “Frascati Neutron Generator” (Fng), uno dei pochi al mondo disponibili per la ricerca sulla fusione e in altri settori applicativi, tra cui aerospazio, automotive, fisica e rivelatori di particelle. Interamente progettato e realizzato dall’Enea presso il Centro di Ricerche di Frascati, Fng è la più potente sorgente di neutroni da 14 MeV in Europa.


Gli esperimenti sono stati condotti presso l’infrastruttura del Joint European Torus nel Regno Unito – il più grande esperimento di fusione nucleare al mondo – durante la campagna sperimentale denominata Dte2, e sono stati in parte finanziati dal consorzio europeo Eurofusion, di cui l’Italia è partner. Oltre a marcare un importante traguardo per l’Italia nel contesto internazionale, tale ricerca rappresenta un efficace esempio di collaborazione tra mondo accademico e istituzioni di ricerca. Lo hanno confermato la direttrice del Cnr-Istp Olga De Pascale e il direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano-Bicocca, Giuseppe Gorini: “Questo risultato è un orgoglio per il nostro Paese, e ben rappresenta la proficua collaborazione in essere tra ricercatori dell’Università, tra cui anche giovani dottorandi, e Cnr dimostrando come il legame tra atenei ed enti di ricerca sia vitale per la ricerca italiana”.

Spazio, il 3 settembre Arianespace lancerà il satellite Sentinel-2C

Spazio, il 3 settembre Arianespace lancerà il satellite Sentinel-2CMilano, 31 lug. (askanews) – La prossima missione di Arianespace è prevista per martedì 3 settembre 2024 alle 22.50 ora locale (4 settembre, ore 1.50 UTC, 3.50 CEST), dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, con un vettore Vega. La missione, denominata “VV24”, collocherà il suo passeggero, il satellite Sentinel-2C, nell’orbita sincrona del Sole a un’altitudine di circa 780 km. La separazione del veicolo spaziale avverrà 57 minuti dopo il decollo.


Sentinel-2C fa parte del programma di osservazione della Terra Copernicus della Commissione europea, il sistema di osservazione della Terra più avanzato al mondo. Copernicus fornisce dati e servizi di osservazione della Terra continui, indipendenti e affidabili alle autorità pubbliche, alle aziende e ai cittadini di tutto il mondo. Il satellite Copernicus Sentinel-2C, con le sue ampie superfici, l’alta risoluzione e le capacità di imaging multispettrale, supporterà un’ampia gamma di applicazioni operative, tra cui l’agricoltura, il monitoraggio della qualità dell’acqua, la gestione dei disastri naturali (ad esempio incendi, vulcani, inondazioni) e il rilevamento delle emissioni di metano. Per quanto riguarda l’agricoltura, la missione aiuta a monitorare la salute delle colture, a prevedere i raccolti e a consentire un’agricoltura di precisione. Le immagini vengono utilizzate per rilevare il tipo di coltura e per determinare variabili biofisiche come l’indice di area fogliare, il contenuto di clorofilla e il contenuto di acqua delle foglie per monitorare la crescita e la salute delle piante.


Sentinel-2C ha raggiunto le coste della Guyana francese il 18 luglio 2024 a bordo di Canopée, la prima nave da carico a vela, pioniera della responsabilità ambientale nella navigazione industriale. L’arrivo del satellite a Kourou ha segnato l’inizio della campagna di lancio condotta dai teamdi Arianespace. Il satellite sarà sottoposto a una serie precisa di test pre-lancio in preparazione del suo decollo, che porterà alla Launch Readiness Review (LRR) prevista per il 2 settembre 2024. Il completamento della LRR dà il via all’approvazione per procedere al conto alla rovescia del lancio. Prima del lancio di Sentinel-2C, progettato e costruito da un consorzio di circa 60 aziende guidato da Airbus Defence and Space e dal peso di circa 1,2 tonnellate, tutti i Sentinel-1A, Sentinel-2A, Sentinel-1B e Sentinel-2B sono stati precedentemente lanciati con successo da Arianespace. La missione VV24 sottolinea ancora una volta l’impegno di Arianespace nello spazio per una vita migliore sulla Terra, oltre a garantire l’accesso indipendente dell’Europa allo spazio.


Il razzo Vega, progettato per inviare carichi utili leggeri per l’osservazione della Terra e carichi scientifici in diverse orbite, è stato lanciato per la prima volta dallo spazioporto europeo nella Guyana francese nel febbraio 2012. Complessivamente, contando questa ultima missione VV24, Vega avrà effettuato un totale di 22 lanci nel corso dei suoi anni di servizio e la missione segnerà il passaggio di consegne al lanciatore Vega C, il cui ritorno in volo è previsto per la fine del 2024. Il programma Vega è il risultato della cooperazione di 10 Paesi europei. È stato sviluppato sotto la guida dell’ESA, con l’Italia (ASI) come primo contributore, Avio Spa (Colleferro, Italia) come capocommessa che ha consegnato un lanciatore pronto al decollo ad Arianespace, che rimarrà il suo operatore fino al Vega Flight 29 (VV29).

AI, incontro Cirio-Bernini a Torino su Fondazione Ai4Industry

AI, incontro Cirio-Bernini a Torino su Fondazione Ai4IndustryMilano, 29 lug. (askanews) – Si è svolto oggi pomeriggio a Torino, al Grattacielo Piemonte, l’incontro tra il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e il presidente della Regione, Alberto Cirio, sull’intelligenza artificiale a cui ha partecipato il presidente della Fondazione Ai4Industry, Fabio Pammolli.


La ministra ha visitato i locali che ospiteranno la Fondazione all’interno degli spazi della Regione al Grattacielo Piemonte. Durante l’incontro, a cui sono intervenuti anche il vice presidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino, e gli assessori all’intelligenza artificiale Matteo Marnati e alle Attività produttive Andrea Tronzano, si è fatto il punto sullo stato di avanzamento della Fondazione e sul lavoro dei prossimi mesi. Il presidente Pammolli ha annunciato che Ai4Industry ha da poco sottoscritto una convenzione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e ha illustrato lo stato di avanzamento della Fondazione che ha completato la prima fase di setup della macchina organizzativa e dell’impianto aziendale. In particolare, l’apertura della call per il direttore, che si concluderà il 30 settembre, viene definito in una nota “passaggio fondamentale” per la piena operatività nuovo ente.

Fondazione Italia Digitale presenta documento “Mind the Gap”

Fondazione Italia Digitale presenta documento “Mind the Gap”Roma, 17 lug. (askanews) – Undici punti per la crescita e la gestione della rivoluzione digitale. Sono contenuti nel documento “Mind the Gap” elaborato dalla Fondazione Italia Digitale. Si va dall’inserimento in Costituzione dell’educazione digitale alla nascita di un ministero dedicato a norme che regolamentino la comunicazione pubblica. Tutto in un quadro che, spiega Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione, parte “dal bisogno di un grande piano di cultura digitale a tutti i livelli”, perché “lo sviluppo digitale è ormai un elemento essenziale per la crescita del nostro Paese”.


Per questo nasce “Mind the Gap”, per un disegno organico, per strutturare una materia che, come si legge nelle prime righe del documento, “o è popolare o non è”. Lo scopo, visto che l’83% degli italiani considera importante il digitale nella propria vita, è che “Il cambiamento tecnologico deve riguardare tutti ed essere presente nei luoghi del quotidiano: scuole, supermercati, mezzi di trasporto, stazioni, musei, ospedali, università, istituzioni, teatri, stadi, società sportive. Deve essere semplice, spontaneo, concreto e sicuro. Accessibile come servizio universale, alla portata di tutti, conosciuto e utilizzato al meglio da tutti”. Ma serve accompagnare la rivoluzione, rendere il digitale conosciuto, sicuro, semplice. “Ci sono tanti passi da fare – sostiene Di Costanzo – Ad esempio creare un Ministero ad hoc che prenda a 360 gradi le politiche per il digitale, oggi sparse in tante realtà del nostro ordinamento. E poi va fatto un investimento forte sulle competenze e sulle professionalità, sul riconoscimento e sull’utilizzo delle buone pratiche di settore. E ancora ci sono sfide importanti come quella dell’intelligenza artificiale e della realtà virtuale, tecnologie che vanno sempre più veloce. Per questo c’è bisogno di un grande piano di cultura digitale a tutti i livelli. Il digitale deve essere conosciuto e utilizzato al meglio con correttezza e qualità. Quindi, bene le leggi, bene i regolamenti, però serve tanta cultura a tutti i livelli e che il digitale sia protagonista nei luoghi della normalità”. Nel dettaglio il documento della fondazione elenca 11 punti imprescindibili per una gestione corretta del digitale e una organizzazione che abbia una sua organicità. Innanzitutto il digitale deve essere popolare. “Un paese digitale è un paese che dà a tutte e tutti le stesse possibilità di utilizzare la tecnologia”. Inoltre, il digitale deve essere “accessibile come servizio universale, alla portata di tutti, conosciuto e utilizzato al meglio da tutti”.


Un concetto che ritorna con frequenza nel documento della fondazione è la necessità di una matura cultura digitale che investa cittadini amministrazioni e imprese. Una consapevolezza raggiunta drammaticamente durante la pandemia e oggi chiamata a diventare patrimonio collettivo. Il terzo punto è l’inserimento dell’educazione al digitale in costituzione. Il digitale inoltre dovrebbe essere materia di studio a partire dalla scuola primaria. Ma per una diffusione popolare delle competenze digitali servono investimenti e dunque è evidente la necessità di infrastrutture digitali e di modernizzazione del mercato del lavoro. In questo modo, tenendo strategicamente al centro scuole, università, formazione e aggiornamento diffuso si garantirebbe anche l’accesso a strumenti e risorse digitali. Per rendere sistemico un complesso così disorganico serve un ministero che possa dare equilibrio e organicità. Un ministero con portafoglio che abbia “leve esecutive ed economiche da dedicare ai temi del digitale e dell’Innovazione”. Una governance che possa sia semplificare i riferimenti istituzionali sia rapportarsi con enti locali ed Europei. Il sesto punto del documento della fondazione è forse quello più complesso, perché le regole sono importanti ma non bastano. È necessaria una nuova politica industriale. Qui entra in ballo la necessità di lavorare sull’intelligenza artificiale. In questo campo bene promuovere “un quadro legislativo e regolatorio armonico a livello degli Stati membri” dell’Unione Europea e “rimuovere le barriere non necessarie che limitano l’innovazione e la digitalizzazione delle piccole e medie imprese”. Il settimo punto si riferisce al settore nevralgico della pubblica amministrazione e del suo rapporto con il cittadino digitale. È fondamentale aiutare, nel percorso di semplificazione e offerta, tutti i cittadini attraverso strumenti come identità digitale, app, e promuovere la cittadinanza digitale in tutte le sue forme. La rivoluzione digitale e, inoltre, fondamentale per la transizione ecologica. “Forse per la prima volta nella storia, l’innovazione tecnologica non è vista come concorrente dell’ambiente, ma come alleato: due italiani su tre ritengono che le città potranno essere più sostenibili se vivremo in città digitalizzate”.


Fondamentale appare, nell’ottica di una sempre maggiore competenza nel settore, il riconoscimento della figura professionale dell’Esperto in Comunicazione e Informazione Digitale. La presenza di una Communication Room, peraltro, sarebbe gradita agli italiani che preferirebbero, come mezzi prevalenti di comunicazione, social network e chat. Il decimo punto si propone di regolamentare intelligenza artificiale e metaverso, ma non solo. “Queste innovazioni – si legge nel documento di Italia Digitale – vanno sì regolate, evitando di ripetere gli errori e i ritardi che abbiamo registrato con il mondo dei social network, ma anche sostenute e incentivate”. Infine, nell’ultimo punto, l’attenzione è per la cybersecurity e la privacy, indispensabili per attuare pienamente ogni riforma della tecnologia digitale. La sicurezza “è una priorità per imprese e pubbliche amministrazioni, ma anche per i cittadini, che se dovessero creare loro un modello di sviluppo digitale lo vorrebbero popolare, quindi facile da usare, ma anche sicuro”. Questi, i titoli degli 11 punti del dociumento “Mind the Gap” elaborato dalla Fondazione Italia Digitale: 1. Digitale popolare. 2. Una matura cultura digitale. 3. Educazione al digitale in Costituzione. 4. Investire in competenze, infrastrutture digitali e modernizzare il mercato del lavoro. 5. Un ministero per il digitale. 6. Le regole sono importanti ma non bastano. Serve una nuova politica industriale. 7. PA e cittadino digitale, govtech, wallet europeo. 8. Accessibilità, inclusione, diritti, sostenibilità. 9. Una legge digitale per la comunicazione pubblica. 10. Intelligenza artificiale, metaverso, automazione. 11. Cybersecurity e privacy al centro.

Intelligenza artificiale, Innovazione Avanzata al servizio dell’Uomo

Intelligenza artificiale, Innovazione Avanzata al servizio dell’UomoRoma, 16 lug. (askanews) – Su iniziativa dell’onorevole Alberto Gusmeroli, Presidente della commissione Attività produttive, Commercio e Turismo di Montecitorio, si svolgerà Mercoledì 17 Luglio alle ore 10:00 presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati in Via di Campo Marzio 78 a Roma, l’evento “Intelligenza Artificiale – Innovazione Avanzata al servizio dell’Uomo”.


Saranno presenti oltre al Presidente Alberto Gusmeroli, il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il deputato membro Commissione Finanze, Giulio Centemero, l’AD di Leonardo, Roberto Cingolani, il Direttore Generale di ACN Agenzia per la Cyber-Security Nazionale, Bruno Frattasi, il Presidente dell’Osservatorio Italiano per l’IA e Presidente Confassociazioni, Angelo Deiana, la Pro-Rettrice del Politecnico di Torino, Elena Maria Baralis, il membro del Comitato promotore ‘Facoltà dell’Intelligenza artificiale’ Università per la Pace dell’ONU, Sergio Bellucci, il Direttore del Center for Cyber-Security and International Relations Studies Università di Firenze, Luigi Martino, il Docente di Marketing digitale LUISS Roma, Piermario Tedeschi, il Direttore Operativo della Fondazione HIT Università IULM, Stefano Armando Ceci, il Presidente di I-com, Stefano Da Empoli, l’artista e CEO di Hypex, Interactive Reality, Riccardo Boccuzzi, il Presidente della commissione sull’IA per l’Informazione, Padre Paolo Benanti, e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti.

Ad agosto la prima fionda gravitazionale del sistema Luna-Terra

Ad agosto la prima fionda gravitazionale del sistema Luna-TerraRoma, 15 lug. (askanews) – In viaggio verso Giove e le sue lune ghiacciate la sonda Juice (Jupiter Icy Moons Explorer) dell’Agenzia spaziale europea (Esa) si avvicinerà di nuovo alla Terra e alla Luna il 19 e 20 agosto prossimi, stabilendo ben due record: il primo flyby del sistema Luna-Terra, chiamato Lega (Lunar-Earth Gravity Assist), e il primo aiuto gravitazionale doppio. Questa manovra, mai realizzata in precedenza, permetterà di cambiare la velocità e la direzione di Juice, preparando la sonda al successivo sorvolo ravvicinato di Venere nell’agosto del 2025. Si tratta di un’impresa audace: il più piccolo errore potrebbe deviare Juice in modo irreversibile.


Dopo il lancio della missione nell’aprile del 2023, il Lega del mese prossimo è il primo passo di Juice nella danza verso il sistema di lune gioviano, che dista in media “solo” 800 milioni di km dalla Terra. Senza la sequenza di flyby previsti, il viaggio di Juice verso Giove richiederebbe un’impossibile quantità di propellente a bordo, circa 60mila kg. Quindi la sonda spaziale ha preso la “strada panoramica”, utilizzando la gravità di altri pianeti per regolare con cura la sua traiettoria attraverso lo spazio e assicurarsi di arrivare a Giove con la giusta velocità e direzione. Questo percorso incredibilmente complesso e in continuo mutamento è stato pianificato con cura dal team dedicato all’analisi della missione di Juice negli ultimi 20 anni. In modo controintuitivo, utilizzare la fionda gravitazionale Luna-Terra per rallentare Juice in questo punto del suo viaggio è effettivamente più efficiente che usarlo per accelerarlo. Se si fosse utilizzato questo sorvolo ravvicinato per dare una spinta a Juice verso Marte, avremmo dovuto aspettare a lungo per il successivo flyby planetario. Questa prima manovra di “frenata” è un modo per prendere una scorciatoia attraverso l’attuale Sistema solare interno. Gli operatori della missione hanno già modificato il percorso di Juice per assicurarsi che arrivi il 19 agosto prima alla Luna, e un giorno dopo alla Terra, esattamente al momento giusto, con la velocità e direzione corrette. Sono fiduciosi del successo, ma si tratta di una sfida rischiosa che nessun’altra missione spaziale ha mai affrontato prima. Juice passerà estremamente vicino sia alla Luna che alla Terra, il che significa che è richiesta un’accuratezza millimetrica in tempo reale in tutte le manovre di navigazione. Dal 17 al 22 agosto Juice sarà in continuo contatto con le stazioni terrestri in tutto il mondo. Ogni secondo del tragitto, giorno e notte, gli operatori terranno sotto controllo i dati trasmessi da Juice, apportando eventuali piccoli aggiustamenti necessari per mantenere l’astronave nel giusto percorso.


Come se tutto ciò non fosse abbastanza, durante il Lega l’Esa attiverà anche i dieci strumenti scientifici a bordo della sonda. Infatti questa manovra fornisce un ambiente di test ideale per i team degli strumenti che analizzeranno per la prima volta i dati raccolti dallo spazio. “Ogni strumento viene calibrato in laboratorio prima del lancio, ma le condizioni nello spazio non sono completamente riproducibili sulla Terra”, spiega Pasquale Palumbo, ricercatore all’Inaf di Roma e principal investigator dello strumento Janus a bordo di Juice: “Per questo, la possibilità di verificare e affinare le calibrazioni in volo è una opportunità unica: la Luna è un calibratore ideale, dal momento che ne conosciamo la superficie con grande dettaglio e in diversi colori (o bande spettrali, nel visibile e vicino infrarosso). La Terra, per la sua variabilità, pone maggiori problemi, ma può fornire misure complementari a quelle derivate osservando la Luna. Per questo sono state programmate alcune complesse operazioni anche della fotocamera multibanda Janus. Simuleremo una tipica operazione di flyby come quelle previste fra qualche anno sui satelliti galileiani di Giove, con la differenza che osserveremo un oggetto noto: potremo confrontare cosi i nostri dati con l’ampio database di dati lunari e terrestri per prepararci al meglio alle operazioni nel sistema di Giove”. Verrà attivato anche lo strumento Majis, che acquisirà immagini in combinazione con lo strumento orbitale Prisma dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). “Essendo Majis uno spettrometro a immagini, acquisiremo sia immagini che spettri ma di una zona molto ristretta vista la breve distanza dai target”, dice il principal investigator dello strumento, Giuseppe Piccioni, ricercatore all’Inaf di Roma: “Oltre all’opportunità della calibrazione, avremo comunque modo di fare interessanti studi scientifici per entrambi i target. Una novità assoluta riguarda la combinazione delle osservazioni di Majis e Janus con Prisma, lo strumento orbitale terrestre gestito dall’Asi. Aggiungerà un plus importante sia per la calibrazione degli strumenti che per la scienza della Terra”.


Quindi, dita incrociate per questo evento unico. Juice potrebbe essere visibile con un binocolo potente o con un piccolo telescopio, ma purtroppo volerà sopra il sudest asiatico e l’Oceano Pacifico, e non sarà dunque visibile dall’Italia. Ma non disperiamo: l’Esa condividerà sui social media le foto scattate da Juice durante tutto il flyby non appena saranno ricevute sulla Terra.

IA, Enia nomina Deiana (Confassociazioni) presidente Osservatorio OIA

IA, Enia nomina Deiana (Confassociazioni) presidente Osservatorio OIARoma, 10 lug. (askanews) – “Sono profondamente grato a Enia, Ente nazionale per l’intelligenza artificiale e alla sua Presidente, Valeria Lazzaroli, per la nomina a Presidente dell’Osservatorio Italiano sull’Intelligenza Artificiale. Un onore ma anche una sfida straordinaria per il futuro del Paese”. È con queste parole che ha manifestato la sua gratitudine e la sua soddisfazione il Presidente di Confassociazioni, Angelo Deiana, raccogliendo anche il sostegno convinto di tutto l’Ufficio di Presidenza composto da Riccardo Alemanno, Vice Presidente Vicario, Franco Pagani, Vice Presidente Vicario Aggiunto e Federica De Pasquale, Vice Presidente Nazionale.


“L’obiettivo di Enia è ricondurre il “Fenomeno AI” in azioni concrete – ha affermato il Presidente dell’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, Valeria Lazzaroli – per poter agire con cognizione conoscendo ambito di svolgimento, risorse umane coinvolte, tecnologie più utilizzate. In tal modo le azioni di ricerca, formazione ed informazione saranno meglio indirizzate, calmierate su presupposti concreti tali da consentire trend e analisi predittive determinanti per il futuro dell’imprenditoria, della scuola e dell’università, e della politica nazionale e internazionale”. “Per questo abbiamo fortemente voluto – ha continuato la Presidente Lazzaroli – la nascita di OIA«, l’Osservatorio Italiano per l’Intelligenza Artificiale«, creato e promosso da Enia« che ha uno Steering Committee sotto la guida di Angelo Deiana, che sarà il Presidente dell’Osservatorio Italiano sull’Intelligenza Artificiale per il prossimo triennio, insieme con le figure apicali delle Istituzioni appartenenti all’alleanza”.


“La crisi epocale della pandemia ci ha fatto superare l’ultimo miglio dello tsunami digitale perché per la prima volta ci siamo trovati, tra le pareti delle nostre case, a sviluppare solo digitalmente idee, relazioni, affari – ha ricordato il Presidente di Confassociazioni, Angelo Deiana -. In sintesi, abbiamo vissuto il più grande esperimento sociale della Storia generando una trasformazione epocale: l’era delle reti e dell’IA è entrata d’impatto nelle nostre vite cambiandole”. “Con questo spirito, ringrazio ancora una volta – ha concluso Angelo Deiana – Enia Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, per la nomina a Presidente dell’OIA, Osservatorio Italiano per l’Intelligenza Artificiale, che, lo ribadisco, è un onore ma anche una sfida straordinaria per il futuro del Paese. E questo anche perché lanceremo su tutta la nostra grande rete nei prossimi giorni la prima Call for Paper di Enia per analizzare e comprendere come valorizzare gli approcci etici di tutti coloro che programmeranno, utilizzeranno o usufruiranno delle nuove intelligenze artificiali generative”.