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Hallow illumina il Cristo Redentore di viola per inizio Quaresima

Hallow illumina il Cristo Redentore di viola per inizio QuaresimaRoma, 8 mar. (askanews) – Il Santuario del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, in Brasile, è stato illuminato di colore viola per segnare l’inizio della Quaresima in tutto il mondo e invitare le persone alla preghiera. L’iniziativa è stata promossa da Hallow, l’app di preghiera leader a livello globale, che recentemente ha collaborato anche con il Santuario per proiettare un’immagine di Papa Francesco e lanciare una campagna di preghiera multilingue per la sua salute.


Per dare il via alla preparazione alla Pasqua, Hallow ha lanciato la sfida di Quaresima 2025: Cammino, che è iniziata ieri, Mercoledì delle Ceneri. Il tema di quest’anno sarà Il Cammino, ispirato al versetto di Giovanni 14,6: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. La sfida annuale di preghiera, giunta alla sua sesta edizione, si baserà sul libro Cammino di San Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei. Pubblicato nel 1934 e considerato uno dei testi spirituali più influenti del XX secolo, Cammino è composto da 999 “punti” o brevi meditazioni che ispirano la preghiera e la riflessione.


La Sfida di Quaresima di Hallow è stata lanciata in sette lingue e prevede la partecipazione di fedeli in oltre 150 paesi. “La nostra sfida di Quaresima è sempre l’iniziativa più grande dell’anno, ed è un onore poter pregare con tante voci straordinarie e con i nostri fratelli e sorelle in Cristo di tutto il mondo”, ha dichiarato Alex Jones, CEO e co-fondatore di Hallow. Durante questa sfida di preghiera globale, la comunità di Hallow sarà accompagnata da sacerdoti e religiosi provenienti da tutto il mondo. A loro si uniranno anche celebri personalità, tra cui gli attori americani Jonathan Roumie, Mark Wahlberg e Chris Pratt, il campione francese di MMA Benoît Saint-Denis, il campione di Le Mans Ferdinand Habsburg, il pugile italiano Daniele Scardina, oltre agli attori italiani Alessandro Greco e Lorena Bianchetti.


Lorena Bianchetti, volto conosciuto della televisione italiana, ha condotto per anni programmi di approfondimento sulla fede e sulla spiritualità, tra cui ‘A Sua Immagine’ su Rai 1. Il suo impegno nella comunicazione del messaggio cristiano la rende una voce autorevole per accompagnare i fedeli in questa esperienza di preghiera. Alessandro Greco, presentatore televisivo e speaker radiofonico, ha sempre testimoniato con grande entusiasmo e genuinità la sua fede, ispirando così molte persone a ricercare una relazione personale con Dio. Durante la sfida Quaresima 2025, ci guiderà con la sua narrazione attraverso un percorso di riflessione e crescita spirituale.


Daniele Scardina, campione di boxe noto come “King Toretto”, non è solo un atleta di successo di fama internazionale, ma anche un uomo di fede profonda. Questa è stata un porto sicuro nel momento della malattia e la sua testimonianza autentica continua a toccare i cuori di molti.

Gender pay gap Partita Iva: donne guadagnano 18,3% in meno degli uomini

Gender pay gap Partita Iva: donne guadagnano 18,3% in meno degli uominiMilano, 7 mar. (askanews) – Gli uomini in Partita Iva guadagnano mediamente il 18,3% in più delle donne, cioè 3.343 euro l’anno. Un gap che si presenta già dai primi passi nel mondo del lavoro autonomo e cresce con l’età: tra i 18 e i 24 anni, infatti, è del 7,4%, cresce poi al 20,6% tra i 25 e i 35 anni, periodo durante il quale molte donne diventano madri, e arriva al 28,5% tra i 55 e i 65 anni. In quest’ultima fascia, gli uomini guadagnano in media 5.886 euro in più. Guida la classifica della disparità retributiva il settore manifatturiero, ci si avvicina invece alla parità nel mondo dell’istruzione, mentre i servizi di alloggio e ristorazione vedono le donne guadagnare il 26,2% in più dei colleghi. È quanto fotografato da un’indagine sul gender pay gap della tech company Fiscozen, prendendo in esame i dati aggregati di oltre 30.000 Partite Iva attive nel 2024. Analizzando le attività, suddivise per codice ATECO, la disparità più ampia è nel settore manifatturiero, con un considerevole gap del 91,4% (27.939 euro degli uomini contro i 14.643 delle donne), seguito da un più moderato divario del 27,3% nel mondo dell’informazione e della comunicazione (31.937 euro degli uomini contro i 25.080 delle donne) e dal 26,5% della categoria “Altri servizi”, che comprende una vasta gamma di figure professionali eterogenee tra cui, ad esempio: stylist, caregiver, pedagogisti, massaggiatori, personal trainer, OSS, cuochi a domicilio, sommelier e persino gamer di e-sport. Per quanto riguarda i settori con la maggiore concentrazione di Partite Iva, le attività legate ad un albo professionale e quelle scientifiche o tecniche presentano un gap di fatturato medio pari a 11,7% (21.045 euro degli uomini contro i 18.830 delle donne), quelle legate alla sanità e all’assistenza sociale vedono gli uomini guadagnare il 17,6% in più (25.496 contro 21.665), mentre è del 15,8% il gap nel campo delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, con gli uomini che fatturano 15.673 euro a fronte dei 13.531 delle donne. La parità è avvicinata solamente nel mondo dell’istruzione, dove il divario è del 4,5%. Sono invece tre i settori in cui le libere professioniste guadagnano più dei colleghi uomini: servizi di alloggio e ristorazione, con +9.857 euro annui e un fatturato medio di 37.589 euro, ovvero +26,2%; attività legate al noleggio e ai viaggi, con +1.480 euro annui e un fatturato di 15.926 euro (+9,2%); le attività immobiliari, con +1.679 euro e un fatturato di 23.418 euro (+7,1%). Più in generale, i settori in cui si registrano i fatturati medi più alti per le donne, dopo i servizi di alloggio e ristorazione e quelli legati a informazione e comunicazione, sono l’immobiliare (23.418), sanità e assistenza sociale (21.665) e commercio (20.306). “Nei cinque anni tra il 2020 e il 2024, il gender pay gap in Partita Iva è diminuito progressivamente, dato che nell’anno della pandemia era di oltre il 10% più alto. Tuttavia, i dati che abbiamo modo di analizzare, anche se non prendono in considerazione altre forme reddito, ci dicono senza mezzi termini che c’è ancora molta strada da fare nel mondo della libera professione per avvicinarci sempre più alla parità tra donne e uomini, soprattutto se si compara con il gap nel lavoro dipendente, decisamente più basso” commenta Enrico Mattiazzi, CEO e co-founder di Fiscozen.


Nel 2022, secondo i dati Istat, il gender pay gap tra i lavoratori dipendenti in Italia era del 5,6% a favore degli uomini, con una retribuzione media annua di 39.982 euro per gli uomini e 33.807 euro per le donne, con una differenza di circa 6.000 euro. Nel settore privato, la disparità retributiva raggiungeva il 15,9%, mentre nelle società pubbliche si fermava al 5,2%. In confronto, tra i lavoratori con Partita Iva, il divario di genere appare ancora più marcato: il fatturato medio annuo degli uomini era di 21.622 euro, mentre quello delle donne risultava inferiore del 15,5%, fermandosi a 18.279 euro. Le disparità di genere nel mondo del lavoro si riflettono anche sulle pensioni. Secondo il Rendiconto di Genere 2024 dell’Inps, le donne pensionate sono più numerose degli uomini (7,9 milioni contro 7,3), ma ricevono assegni mediamente più bassi. Nel settore privato, le pensioni di anzianità e di invalidità delle donne sono rispettivamente più basse del 25,5% e del 32% rispetto a quelle degli uomini. Il divario è ancora più ampio per le pensioni di vecchiaia, che risultano inferiori del 44,1%. Per le ex lavoratrici autonome, la situazione è ancora più svantaggiosa: le pensioni di anzianità e di invalidità sono rispettivamente più basse del 43,9% e del 36,1%, mentre quelle di vecchiaia registrano un gap del 38,2% rispetto agli uomini.


“Questo divario pensionistico riflette le minori opportunità di guadagno che le donne incontrano nel corso della loro carriera. Per molte giovani, aprire la Partita IVA significa investire sul proprio talento e sulla propria indipendenza, nonostante retribuzioni inferiori e minori tutele rispetto al lavoro dipendente. Per una generazione che considera autonomia e flessibilità valori essenziali, lavorare con la Partita IVA è una scelta naturale: renderla più sostenib

Carico mentale e stress in aumento su disabilità, accudimento e figli

Carico mentale e stress in aumento su disabilità, accudimento e figliMilano, 7 mar. (askanews) – Su un totale di 16.881 dei professionisti e delle professioniste che si sono rivolti al servizio di consulenza socio-assistenziale di Stimulus Italia nel 2024, il 36,6% ha chiesto un aiuto per un problema legato alla disabilità. Più di 3 persone su 10 avevano bisogno di un supporto – orientativo o di assistenza – per una condizione di disabilità propria o, nella maggior parte dei casi, di un familiare. Nel 35,7% dei casi, le donne che hanno chiesto aiuto in ambito socio-assistenziale appartengono alla “generazione sandwich”, tra i 40 e i 49 anni: sono professioniste, mamme, che dopo una giornata in ufficio affrontano impegni gravosi anche a casa, accudendo i figli e i genitori anziani.


Sono alcuni dei dati emersi dal report di Stimulus Italia, società di consulenza specializzata nell’integrazione del benessere psico-sociale nei contesti aziendali, in merito alle attività EAP, Employer Assistance Program, un programma che comprende supporto psicologico individuale, ma anche orientamento di tipo sociale, legale e fiscale. In un anno, il programma EAP ha coinvolto 16.881 persone e ha svolto 474 consulenze su temi socio-assistenziali. L’area sociale è in crescita nei servizi EAP, segno di un bisogno delle famiglie che non riesce ad essere soddisfatto in altri contesti. “Si rivolgono a noi parenti stretti di un minore con una condizione di disabilità o di un anziano con malattie gravi, non autosufficiente”, spiega Veronica Preti, Social Care Specialist di Stimulus Italia. “Preoccupate e gravate dalla malattia del familiare, spesso le persone hanno difficoltà a gestire incombenze crescenti nel lavoro di cura; a volte non sanno come orientarsi per adempiere a procedure burocratiche, fare richiesta di esenzioni, indennità o servizi di assistenza pubblica”.


“In una società nella quale il sistema di welfare, anche quando c’è, è di difficile accesso, non stupisce che, allora, la generazione sandwich si senta “schiacciata” per l’eccessivo lavoro di cura. Un peso che ha ripercussioni sul benessere complessivo delle persone, anche in ufficio, e si somma ai ritmi e agli impegni professionali” continua Preti. Anche nel caso delle consulenze di Stimulus Italia in ambito lavorativo, emerge che il 21% delle richieste abbia come argomento il carico mentale. Almeno 2 professionisti su 10 lamentano una pressione dovuta a un aumento delle responsabilità o dei ritmi e delle attività di lavoro. Oltre alle donne, una categoria che emerge come maggiormente esposta al malessere è quella dei giovani: il 16,1% dei professionisti, nella fascia di età tra 20 e 29 anni, ha chiesto un supporto psicologico. Dichiara Diego Scarselli, Operations Manager: “Il carico mentale è una delle sfide chiave nel mondo del lavoro attuale, legata a ritmi lavorativi sostenuti, a risorse organizzative non sempre presenti e a carichi di cura. Sempre più professionisti si trovano a gestire responsabilità familiari e lavorative senza strumenti adeguati, rischiando di sviluppare elevati livelli di stress o condizioni di Burnout. I nostri dati dimostrano quanto il carico mentale impatti sul benessere e sulla motivazione delle persone, aumentando la probabilità di fenomeni come il Quiet quitting e il Turnover”.


Dichiara Andrea Bertoletti, Managing Director Stimulus Italia, “I dati emersi dal nostro Report confermano che il benessere psicologico e il supporto sociale sono aspetti imprescindibili della vita professionale e personale. Il programma EAP nasce proprio per dare una risposta ai bisogni più ampi di professionisti e professioniste: Stimulus Italia continuerà a investire in soluzioni innovative per rispondere ai bisogni delle persone e delle organizzazioni, affinché nessuno si senta solo di fronte alle proprie difficoltà”.

Social Innovation Campus 2025, 13.500 partecipanti e tante idee

Social Innovation Campus 2025, 13.500 partecipanti e tante ideeMilano, 7 mar. (askanews) – “Talents 4 Social Innovation. Competenze nella Complessità” è stato il tema della VI edizione del Social Innovation Campus di Fondazione Triulza che si è appena conclusa in MIND Milano Innovation District, registrando una crescita della partecipazione degli studenti di scuole superiori di tutta Italia alle attività in presenza e il consolidamento di una community interessata ai temi dell’innovazione e dell’impatto sociale, che continuerà a lavorare nei prossimi mesi sui temi del volontariato e del social procurement. Sono stati circa 13.500 i partecipanti – di cui 11.400 (l’84,5%) giovani studenti di tutta Italia -alle 174 iniziative organizzate in presenza e online. La partecipazione è stata da nord a sud Italia e anche dall’estero: scuole superiori da 33 Comuni italiani e anche da Londra. Per la prima volta i partecipanti alle attività in presenza, 6.993 (+24,5% rispetto al 2024), hanno superato quelli a distanza, e i protagonisti sono stati i giovani studenti che hanno potuto partecipare a numerosi talk, laboratori interattivi, attività di co-progettazione in linea con i percorsi PCTO, di orientamento e di educazione alla cittadinanza. Le proposte emerse dai giovani, sebbene su ambiti diversi, hanno una caratteristica in comune: convergono sulla necessità di conciliare lo sviluppo tecnologico con quello umano e ambientale.


Un nuovo tema di fragilità sociale si è affacciato con forza al Campus, quello dei NEET. Si tratta di giovani che non studiano e non lavorano e rischiano di ritirarsi dalla vita sociale, un fenomeno che riguarda il 26,3% dei giovani tra 15 e i 29 anni in Italia (dati Eurostat). Le tecnologie sono spesso l’unico aggancio e interesse con il quale si riesce ad aprire un dialogo. Al Campus il tema è stato affrontato in diversi talk e anche grazie ad un’installazione esperienziale proposta agli studenti presenti, per renderli consapevoli che non esistono percorsi di vita lineari e che bisogna trovare il modo di esprimere il talento di ciascuno. “La richiesta di partecipazione al Campus da parte delle scuole cresce tanto che abbiamo fatto un”edizione in presenza diffusa in tutti gli spazi utilizzabili di MIND e quella a distanza è arrivata in Sicilia e in Inghilterra. Il Campus funziona perché è capace di attivare, sui temi dell’innovazione sociale, le nuove generazioni che hanno risposto con progetti e proposte fatte di consapevolezza tecnologica, attenzione al sociale e capacità di leggere le connessioni in sistemi complessi. Usciamo da questa sesta edizione carichi di speranza per quello che le nuove generazioni potranno fare nel prossimo futuro” afferma Chiara Pennasi, Direttore di Fondazione Triulza.


La cooperazione è stata presente in maniera trasversale al Campus portando buone pratiche di cooperative innovative con impatto sociale e ambientale, giovani testimonial, strumenti a sostegno delle start up ma soprattutto valori e contenuti in settori diversi: abitare, salute e benessere, agroalimentare. “La cooperazione rappresenta una scelta imprenditoriale che si basa su valori fondamentali come l’inclusione, la partecipazione e l’uguaglianza. I giovani che scelgono la cooperativa come forma di impresa non solo abbracciano un modello economico sostenibile, ma si impegnano anche a costruire un futuro più equo. In questo contesto, il ruolo di Confcooperative e di Fondosviluppo è cruciale nel supportare le nuove generazioni di imprenditori, offrendo strumenti, formazione e risorse per avviare e consolidare imprese cooperative, promuovendo un”economia inclusiva e a impatto positivo per la società e l’ambiente. In particolare, i settori dell’abitare, della salute e del benessere sono stati al centro di questa importante manifestazione, dimostrando come la cooperazione possa generare soluzioni sostenibili e creative per le sfide di oggi”, ha affermato Silvia Rossi, Direttrice di Fondosviluppo.


Una novità di questa edizione sono stati i tavoli di co-design. La crescita della rete di partner e di contributor (relatori, discussant e mentor dal mondo delle imprese, della finanza, dell’università-ricerca, del terzo settore e delle istituzioni) ha consolidato la community di appassionati di Innovazione Sociale all”interno del Campus e ha portato alla nascita nel 2025 di due gruppi di co-design che sono il punto di partenza di percorsi di lavoro su due diversi temi importanti per l’impatto: volontariato e social procurement per opportunità di open innovation. Il primo sviluppato con la rete dei CSV lombardi vede in MIND un laboratorio per sperimentare nuove forme di volontariato aziendale capace di coinvolgere i giovani. Il secondo, sviluppato in collaborazione con il Consorzio CGM, prende spunto dal fatto che Fondazione Triulza è Social Economy Cluster riconosciuto a livello europeo, e ha l”obiettivo di valorizzare il social procurement tra le realtà sociali e gli stakeholder di MIND per stimolare progetti di open innovation. Uno dei format più richiesti è stato l’hackathon con 39 team (contro i 20 del 2024) che permette ai giovani di lavorare insieme su sfide reali proposte dai partner che mettono mentor ed esperti a loro disposizione. Nell”edizione 2025 le sfide hanno riguardato l”utilizzo trasversale dell”Intelligenza Artificiale, la gestione dei rifiuti RAEE, l”abitare on demand, nuovi modelli cooperativi di abitare, le città 30, il supermercato zero waste. In palio un montepremi di 4.000 euro destinato alle scuole. 25 team hanno aderito all’hackathon in presenza. Il primo premio è stato assegnato al Liceo Artistico Preziosissimo Sangue, Monza (MB), il secondo al Liceo Scientifico d’Ascanio, Montesilvano (PE) e il premio speciale Microsoft all’Istituto Breda di Sesto San Giovanni (MI). Triplica nel 2025 la partecipazione all”Hackathon online con 14 team (contro i 5 della scorsa edizione), tra cui uno di una scuola di Londra. Il primo premio nella categoria online è stato assegnato al Liceo Classico Primo Levi di San Donato Milanese (MI), il secondo premio e il premio speciale Microsoft al Liceo Linguistico Lucio Piccolo – Capo d”Orlando (ME). Novità nel 2025 il Premio Repair, un kit per immergersi in un’esperienza di economia circolare riparando e rimettendo in circolo una consolle, assegnato all’IT Trasporti e Logistica don Bosco di Treviglio (LC). Il Premio Repair è stato offerto dall’Hammersmith & Fulham Council di Londra nell’ambito dell’accordo tra Arexpo e il White City Innovation District che ha anche promosso la partecipazione di un team della Fulham Cross Academy di Londra all’hackathon online, conferendo una dimensione internazionale all’edizione 2025 del Social Innovation Campus.


“Gli hackathon del Social Innovation Campus hanno offerto ai team l’opportunità di utilizzare l’intelligenza artificiale non solo per sviluppare i loro progetti, ma anche per immaginarla come uno strumento capace di rispondere ai bisogni delle comunità locali. Anche quest’anno, il Social Innovation Campus si è rivelato un’esperienza che non solo accresce le competenze tecniche, ma stimola anche la creatività e la consapevolezza sui benefici e le responsabilità legate all’uso della tecnologia”, dichiara Robert Zielonka, Community Affairs Manager Microsoft.

#SEDICONOÈNO, High School Game contro violenza sulle donne

#SEDICONOÈNO, High School Game contro violenza sulle donneRoma, 7 mar. (askanews) – Andrà in scena oggi, venerdì 7 marzo alle ore 16:00, in vista della Festa della Donna, uno degli appuntamenti più attesi di High School Game 2025: il Live Quiz Show dedicato al contest tematico “Voci di Donna. #SeDicoNoÈNo”, trasmesso in diretta sull’App Wicontest. Un’importante occasione di confronto per gli studenti delle scuole superiori italiane, che potranno mettersi alla prova su un tema purtroppo drammaticamente attuale: la violenza sulle donne.


Attraverso domande interattive, approfondimenti e testimonianze di ospiti d’eccezione, il Live Quiz Show mira a sensibilizzare i giovani, promuovendo una maggiore consapevolezza su questa problematica. La violenza sulle donne, infatti, è un’emergenza sociale che richiede un impegno collettivo per essere contrastata e superata. Educare i giovani su questo tema significa gettare le basi per un futuro più equo, sicuro e rispettoso per tutti. Il Live Quiz Show vedrà anche la partecipazione di alcuni personaggi di spicco nella lotta alla violenza di genere: Valentina Pitzalis, testimonial della Onlus FAREXBENE; Ylenia Scapin, campionessa olimpica e direttore Tecnico Judo Fiamme Gialle, testimonial di Sport & Smile; Brian Signorini, Peer Ambassador della Onlus FAREXBENE.


Rinnovata anche per l’edizione 2025 la media partnership con Rai Cinema Channel, con la proiezione di cortometraggi dedicati ai temi sensibili del concorso. Partito il 3 febbraio scorso, il Concorso Didattico Nazionale gratuito High School Game (www.highschoolgame.it), ideato e promosso da Planet Multimedia, prosegue dunque il suo percorso educativo con il quinto torneo settimanale, incentrato appunto sulla violenza contro le donne. Grazie all’adozione di metodologie innovative, quali la gamification e l’apprendimento interattivo, High School Game propone un format educativo e coinvolgente, con un approccio che consente agli studenti di confrontarsi attivamente, stimolando il dibattito e favorendo la costruzione di una maggiore consapevolezza sui vari temi del concorso.


Tre le tipologie di sfida: le “Battle Quiz”, ovvero uno contro uno, nelle quali ogni studente potrà sfidare sia i compagni di classe che di scuola o altri studenti di tutta Italia scegliendo il proprio avversario o affidandosi al caso; i “Global Quiz”, ovvero uno contro tutti, nei quali ogni studente risponderà ad un quiz su un determinato contenuto dopo aver visto un video formativo realizzato da un esperto della tematica settimanale e si confronterà con i risultati di tutti gli altri studenti d’Italia che mano a mano risponderanno. Entrambe le sfide possono essere effettuate in qualsiasi momento della settimana. Le classi con il miglior punteggio di ogni provincia potranno accedere alla Finale Nazionale Live, che si terrà a Civitavecchia il 18 e 19 maggio 2025, a bordo della nave ammiraglia di Grimaldi Lines. Centinaia di studenti da tutta Italia, accompagnati dai propri docenti, si contenderanno il podio e il premio in palio: un viaggio di 3 giorni a Barcellona a bordo della nave Cruise Grimaldi Lines, per tutta la classe e il docente accompagnatore.


Tra i principali partner dell’edizione 2025: Grimaldi Lines (Main Partner), Università Vanvitelli, LUMSA e LABA di Firenze (Educational Partner), Sport e Salute, Ministero della cultura, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Fondazione Univerde (Enti Patrocinanti). Collaborano inoltre come Content & Topic Partner: Polizia Stradale di Milano, Plastic Free, FARE X BENE Onlus, Sport & Smile, Cittadinanza Attiva, Associazione Familiari e Vittime della Strada, Centro Nazionale Contro il Bullismo – BULLI STOP, Opes, ITS Academy Angelo Rizzoli.

Premio Teresa Sarti Strada, al via Concorso Fond. Prosolidar-Emergency

Premio Teresa Sarti Strada, al via Concorso Fond. Prosolidar-EmergencyRoma, 3 mar. (askanews) – Immaginare un mondo senza guerra, un mondo in pace, come inizio di un progetto nuovo. È questo il filo conduttore della quindicesima edizione del Premio Teresa Sarti Strada, istituito e finanziato da Fondazione Prosolidar, organizzato da Emergency e dedicato agli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado di tutta Italia.


Bambini e ragazzi potranno esprimere la loro creatività come singoli, collaborando con i loro compagni di classe e gli insegnanti, o anche insieme ad altre classi per esplorare, partendo dall’articolo 11 della nostra Costituzione e dalla campagna R1PUD1A di EMERGENCY, il racconto di un mondo senza guerra, in cui gli ideali di pace, solidarietà e giustizia sociale vengano rispettati e condivisi da tutte le persone, in cui i diritti umani valgano per tutti senza distinzione. Il bando dedicato a Teresa Sarti, co-fondatrice di Emergency insieme a Gino Strada dell’ONG di cui è stata presidente fino al 2009, offre ai giovani studenti la possibilità di partecipare con un elaborato grafico, scritto o audio-video. Per i 9 elaborati selezionati dalla giuria, 3 per ogni categoria, gli istituti scolastici riceveranno un premio del valore di 800 euro per acquistare materiale didattico.


Il concorso prevede anche l’assegnazione del “Premio speciale della giuria” per quei lavori che si contraddistinguano per espressività, profondità di analisi sul tema o tecnica. L’elenco dei vincitori sarà pubblicato sul sito di EMERGENCY a partire dal 13 maggio insieme a città e luogo della premiazione, che si svolgerà il 31 maggio. Da quindici anni, il concorso intende stimolare l’interesse di bambini e ragazzi verso le tematiche sociali più attuali e urgenti. L’edizione del 2024 ha visto la partecipazione di 73 scuole primarie e 74 scuole secondarie di I grado con 131 elaborati grafici, 122 composizioni scritte e 104 video, per un totale di 3.495 studentesse e studenti.


I bambini delle scuole primarie potranno prendere parte al concorso con disegni o elaborati grafici che dovranno essere convertiti digitalmente nei formati JPG/JPEG o PDF. I ragazzi delle scuole secondarie, invece, potranno partecipare con composizioni scritte di massimo 2.500 battute (spazi esclusi) in formato PDF. Gli alunni di entrambi gli ordini potranno scegliere di concorrere con elaborati multimediali (audio/video) in formato MP4 e/o Mov della lunghezza massima di 2 minuti e 30 secondi. Ogni partecipante (singolo o in gruppo) potrà presentare un solo elaborato.

Play 2025, un mese all’evento: a Bologna con quattro padiglioni

Play 2025, un mese all’evento: a Bologna con quattro padiglioniMilano, 3 mar. (askanews) – Manca un mese alla 16esima edizione di Play – Festival del Gioco, organizzata da BolognaFiere in collaborazione con ModenaFiere e Ludo Labo. L’evento si terrà dal 4 al 6 aprile, per la prima volta presso il quartiere fieristico di Bologna con moltissime novità: 43.000 mq coperti, 4 padiglioni, 3000 tavoli di giochi, che raddoppiano di fatto gli spazi rispetto allo scorso anno.


Play si sta affermando come la più importante manifestazione italiana dedicata ai giochi da tavolo, di ruolo, di miniature, dal vivo, di carte e scientifici. Evolution è la parola d’ordine della prossima edizione, che vede anche l’apertura di un quarto padiglione, che si affiancherà ai tre già previsti. Lo spirito rimane quello caratteristico di PLAY: “Entra, Scegli Gioca”, che si traduce in migliaia di giochi a disposizione di tutti i gamer, gli appassionati e i visitatori occasionali. In un mercato del gioco che conferma la sua resilienza, i giochi da tavolo mantengono saldamente la loro posizione di leadership. Il segmento, che comprende giochi in scatola, giochi di ruolo e carte collezionabili, rappresenta una quota significativa pari al 16% del mercato complessivo, confermandosi come uno dei pilastri dell’industria ludica italiana. Boom dei collezionabili nel mercato italiano del gioco, nonostante una lieve flessione generale, le trading card fanno volare il settore (+23%).


Fenomeno emergente che sta ridefinendo il mercato è quello dei “kidult”, tendenza che testimonia come il gioco stia superando le tradizionali barriere generazionali, dimostrando che il divertimento non conosce età. Parallelamente, il crescente successo di manga e anime che sta contribuendo a plasmare nuove tendenze di mercato. Da Play Festival del gioco arrivano anche le conferme dei primi grandi nomi di game designer che saranno presenti all’evento di Bologna. Figura di spicco è Phil Eklund che ha trasformato la sua esperienza di ingegnere aerospaziale in arte ludica, creando una serie di giochi che narrano l’evoluzione. A Play arriva poi Bianca Canoza in arte momatoes, designer e artista visiva emergente filippina proveniente dalla scena dei giochi di ruolo del sud-est asiatico. Il suo gioco ARC è stato acclamato come uno dei migliori giochi di ruolo da tavolo indie. All’evento bolognese sono attesi inoltre due game designer greci, vincitori del premio Goblin Magnifico, Varnavas Timotheoun e Vangelis Bagiartakis co-autori di Hegemony, gioco da tavolo che mette i giocatori nei panni di uno dei gruppi socio-economici di uno Stato fittizio: la classe operaia, la classe media, la classe capitalista e lo Stato stesso. Tra i grandi nomi emerge anche quello di Antoine Bauza, autore francese, noto per aver creato diversi giochi di successo che hanno lasciato il segno nell’industria del gioco da tavolo. Non mancherà Matteo Menapace, co-autore con Matt Leacock di e-Mission, il gioco cooperativo sulla lotta al cambiamento climatico. e-Mission ha una visione ottimistica del futuro. I giocatori hanno modo di sviluppare tecnologie innovative e creare comunità resilienti fondamentali per salvare il pianeta.


Per la prima volta come ospiti non sono ci saranno solo persone, ma un intero Paese. Play 2025 Evolution ha scelto per quest’anno di collaborare con la Croazia. Il paese balcanico sarà protagonista con uno spazio esclusivo dedicato ai suoi autori ed editori, dando il via a quella che diventerà una tradizione annuale di Play: ospitare e celebrare ogni anno una diversa nazione e la sua cultura ludica.

”Cenere vesuviana del 79 D.C. ha trasformato cervello umano in vetro”

”Cenere vesuviana del 79 D.C. ha trasformato cervello umano in vetro”Milano, 27 feb. (askanews) – È un caso unico nel suo genere la formazione di materiale organico vetrificato, trovato nel cranio di un giovane adulto maschio, sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C e trovato disteso nel suo letto nel Collegium Augustalium, nel Parco Archeologico di Ercolano (Napoli). In natura il vetro è una materiale poco comune perché la sua formazione richiede un rapido raffreddamento dallo stato liquido, tale da non permetterne la cristallizzazione quando diventa solido. Estremamente più difficile che si formi e si conservi un vetro da materiale organico poiché essendo composto per gran parte da acqua, si può trasformare in vetro solo abbassando rapidamente la temperatura molto al di sotto dello zero e conservare come tale a quelle temperature. Il ritrovamento di materiale cerebrale vetrificato a Ercolano richiede dunque condizioni molto specifiche che sono state svelate da un team italo-tedesco di ricercatori guidato dal vulcanologo Guido Giordano del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre e appena pubblicate su Scientific Reports dal titolo “Unique formation of organic glass from a human brain in the Vesuvius eruption of 79 CE”.


Le analisi, che hanno incluso l’acquisizione di immagini in microscopia elettronica, la spettrometria Raman ed esperimenti calorimetrici sui frammenti di cervello, hanno dimostrato che la vetrificazione cerebrale è avvenuta attraverso un processo del tutto unico che ha permesso una preservazione integrale del materiale cerebrale e delle sue microstrutture. Il gruppo di ricerca ha osservato che il materiale cerebrale non si sarebbe potuto vetrificare se l’individuo fosse stato riscaldato esclusivamente dai flussi piroclastici che hanno seppellito Ercolano, poiché i depositi di questi flussi, le cui temperature non hanno superato i 465 gradi Celsius, si sono raffreddati molto lentamente ed avrebbero totalmente distrutto il materiale organico a meno che esso non si fosse già trasformato in vetro. “Sulla base delle nostre scoperte e dell’analogia con moderne osservazioni sulle eruzioni vulcaniche – racconta il prof. Guido Giordano – ipotizziamo che nel 79 d.C. dopo le prime ore di eruzione che produssero la colonna eruttiva osservata e descritta da Plinio il Giovane, nella notte del 24 agosto (o forse 24 ottobre come recenti scoperte suggeriscono), iniziarono i primi flussi piroclastici che progressivamente distrussero Ercolano. Il primo di essi raggiunse la città solo con la sua parte di nube di cenere diluita ma caldissima, ben oltre i 510 gradi Celsius. Lasciò a terra pochi centimetri di cenere finissima – prosegue Giordano – ma l’impatto termico fu terribile e mortale, seppur sufficientemente breve da lasciare, almeno nell’unico caso del ritrovamento nel Collegium Augustalium, resti di cervello ancora intatti. La nube deve essersi poi altrettanto rapidamente dissipata, consentendo a questi resti di raffreddarsi così rapidamente da innescare il processo di vetrificazione. Solo più tardi, nella notte, la città fu completamente seppellita dai depositi dei flussi piroclastici. Questo scenario – conclude il professore – è di grandissima importanza non solo per la ricostruzione storica e vulcanologica, ma anche ai fini di protezione civile, perché definisce un’altissima pericolosità anche per flussi molto diluiti che non hanno grandi impatti sulle strutture ma che possono essere letali per le loro temperature, la cui conoscenza può tradursi in efficaci misure di prevenzione e mitigazione”.


“Per comprendere il processo di vetrificazione – aggiunge – Danilo Di Genova – abbiamo condotto delle analisi sperimentali riportando i frammenti di cervello alle temperature a cui si sono trasformati in vetro con cicli di riscaldamento e raffreddamento a velocità variabili con apparecchiature molto sofisticate, grazie ad una collaborazione tra CNR-ISSMC, il Dipartimento di Scienze di Roma Tre e la Technische Universität Clausthal”. Foto di P.P. Petrone

Don Stefano Stimamiglio nominato ad del Gruppo Editoriale S.Paolo

Don Stefano Stimamiglio nominato ad del Gruppo Editoriale S.PaoloMilano, 24 feb. (askanews) – Don Stefano Stimamiglio è il nuovo amministratore delegato del Gruppo Editoriale San Paolo. Lo ha nominato l’assemblea dei soci dell’Editoriale San Paolo srl (Esp) – la società capogruppo con il compito di indirizzo, coordinamento e controllo di tutte le società del Gruppo Editoriale San Paolo – che si è svolta il 20 febbraio scorso. Il nuovo Consiglio di amministrazione dell’Esp risulta così composto per il prossimo quadriennio: presidente è don Roberto Ponti (superiore della Provincia italiana dei Paolini); don Stefano Stimamiglio – attuale direttore di Famiglia Cristiana – è amministratore delegato; don Giuseppe Musardo è direttore generale e consigliere; don Franco Soliman è consigliere e Cfo; don Antonio Rizzolo, è consigliere di amministrazione. Inoltre, sono stati nominati amministratori delle altre società del Gruppo: don Antonio Rizzolo di Diffusione San Paolo (Disp); don Giuseppe Lacerenza di Periodici San Paolo e St Pauls International; don Giuseppe Musardo di San Paolo Edizioni e don Sante Sabatucci di San Paolo Patrimonio.


Contestualmente, don Vincenzo Vitale, attuale direttore di Credere e di Jesus, diventa direttore editoriale del Gruppo. Don Simone Bruno è direttore editoriale di Edizioni San Paolo e viene affiancato da don Antonio Rizzolo come vicedirettore editoriale. “In questo tempo giubilare – dichiara don Roberto Ponti, superiore provinciale dei Paolini – desideriamo rafforzare il nostro impegno di comunicatori aprendoci a nuove sfide con la capacità di generare futuro. Intendiamo rafforzare il cammino verso la digitalizzazione con lo spirito innovativo del nostro fondatore don Giacomo Alberione, aiutati dai tanti professionisti laici che lavorano con passione nelle nostre testate e nelle nostre società. Intendo poi ringraziare in modo particolare don Antonio Rizzolo per l’ottimo lavoro svolto negli ultimi quattro anni come Ceo del Gruppo e ora impegnato in un compito strategico e di sviluppo come quello dell’area libri. Così come sono grato a don Sante Sabatucci e a don Paolo Epidotti per la dedizione nel loro incarico di amministratori. Ricordo anche con affetto don Carlo Cibien, nostro direttore editoriale scomparso a fine gennaio”.


Don Stefano Stimamiglio, nato a Bolzano, 60 anni, laurea in giurisprudenza a Bologna, ha lavorato per sei anni nell’ufficio legale di alcune grandi aziende del Nordest. Entrato nella Società San Paolo nel 1999, compiuti gli studi teologici alla Pontificia Università Gregoriana, ha ottenuto la licenza in teologia del matrimonio e della famiglia presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Roma. È stato ordinato sacerdote nella Società San Paolo nel 2007. Compiuta la pratica professionale nella redazione di Famiglia Cristiana, è giornalista professionista dal 2008. È stato vice caporedattore di Credere e Jesus, prima di assumere, nel 2015, l’incarico di segretario generale della sua congregazione. A luglio 2021 è stato nominato condirettore di Famiglia Cristiana e dal 14 marzo 2022 direttore del settimanale. Dal 20 febbraio 2025 è Amministratore Delegato del Gruppo Editoriale San Paolo. Infine, dal 6 febbraio 2015 è consigliere ecclesiastico di Ucsi Lombardia.

Giovani e fake news: 51% utilizza social come fonte informazione

Giovani e fake news: 51% utilizza social come fonte informazioneMilano, 21 feb. (askanews) – Le nuove generazioni sono sempre più esposte alle notizie false che circolano in Rete, in particolare sui canali social. Secondo i risultati dell’indagine “Alfabetizzazione digitale & Fake News”, infatti, quasi un/una giovane su 3 (il 31%) mette like su una notizia non verificata e il 51% ammette di utilizzare i social come canali di informazione per leggere notizie di interesse.


La ricerca, realizzata da Ipsos, Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e Parole O_Stili con il contributo di Fondazione Cariplo, ha coinvolto oltre 4.800 studenti di scuole secondarie di primo e di secondo grado ed ha voluto indagare non solo il rapporto tra giovani e fake news, ma anche più in generale l’approccio degli under 20 alla comunicazione digitale, quali social frequentino maggiormente, quali siano le competenze che ritengono necessarie, fino al rapporto genitori-figli in termini di mediazione parentale – controllo e supporto – nella gestione della vita online. “Si tratta di una ricerca con una metodologia innovativa – ha detto Elena Marta, professore ordinario di Psicologia sociale e di Psicologia di Comunità all’Università Cattolica e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo – poiché non solo è stata rilevata l’auto-percezione degli/delle adolescenti in merito alle loro competenze digitali, ma è stata proposta la visione di fake news certificate come tali ed è stato indagato in tempo reale il comportamento dei/delle giovani al riguardo”.


Lo studio, presentato in occasione del Festival della comunicazione non ostile, la manifestazione organizzata in questi giorni a Trieste da Parole O_Stili, da anni impegnata a contrastare il fenomeno della violenza delle parole off e online offre una fotografia approfondita del rapporto tra giovani e nuove tecnologie, della presenza sui social e delle competenze digitali degli studenti. “Ancora una volta emerge con forza la mancanza di consapevolezza da parte degli adulti sul fatto che virtuale è reale. I ragazzi si trovano spesso soli di fronte al problema delle fake news, così come in molti altri ambiti legati all’uso della Rete, che viene ancora percepita come un mondo a parte, meno rilevante o impattante. Ciò che manca davvero è la consapevolezza da parte degli adulti della responsabilità ad abitare la Rete, a vivere in quella cultura digitale che è propria dei nostri figli e delle nostre figlie. I dati parlano chiaro: solo un genitore su tre affronta il tema di Internet in famiglia, lasciando molti ragazzi senza punti di riferimento in un contesto che invece richiederebbe guida e responsabilità condivisa” ha concluso Rosy Russo, presidente e founder di Parole O_Stili.