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Padova, il parco Milcovich riqualificato che aiuta l’ambiente

Padova, il parco Milcovich riqualificato che aiuta l’ambiente

Milano, 4 mar. (askanews) – Trasformare un parco urbano degradato in un luogo attivo, accogliente, curato e protetto e, contestualmente, contribuire alla creazione di nuove foreste, con relativi impatti positivi, in altre aree d’Italia e del mondo. Accade a Padova, dove negli ultimi cinque anni il parco Milcovich, nel quartiere Arcella a nord della città, è stato protagonista di un progetto di riqualificazione partecipata da settore pubblico, privato, associazioni e cittadini, che lo ha reso un punto di riferimento per la comunità oltre che un generatore di impatti ambientali positivi attraverso la gestione virtuosa dello spazio e l’adozione di alberi in zone lontane, dalla Val di Fiemme alla Panarotta, da Lio Piccolo nel veneziano fino alla provincia di Ha Tinh in Vietnam per arrivare a catturare complessivamente oltre 650 tonnellate di CO2 entro quattro anni.

Il progetto, la cui realizzazione proseguirà almeno per i prossimi cinque anni, si muove su due binari: uno sociale e culturale, con al centro una fitta programmazione di oltre 150 iniziative all’anno a cura di Big Maff tra musica, cinema, incontri, laboratori, e note rassegne come il festival Arcella Bella per un totale di oltre 100mila ingressi stimati nel parco; uno ambientale, sviluppando una strategia per il clima al 2030 allineata allo standard Net Zero (definito dall’iniziativa internazionale per le aziende dei Science Based Target), che si concretizza attraverso un piano climatico di misurazione e abbattimento delle emissioni e di gestione del verde messo a punto assieme allo spin-off dell’Università di Padova Etifor.

Grazie alla gestione responsabile del parco, nel 2024 è già stato possibile ridurre le emissioni del 14% sull’anno precedente e innescare diversi meccanismi virtuosi: energia elettrica proveniente interamente da fonti rinnovabili e illuminazione a basso consumo LED, isole ecologiche presidiate per la raccolta differenziata, incentivi alla mobilità sostenibile, riduzione degli sprechi, dei rifiuti e dei materiali di plastica, installazione di cartellonistica accessibile secondo i principi del wayfinding e realizzazione del Cantiere Accessibilità, ovvero un workshop co-partecipato coi cittadini per mappare criticità e progettare soluzioni, avvio di un percorso di comunicazione orientato all’inclusione. Gli organizzatori, inoltre, contribuiscono e si prendono cura del verde urbano tra manutenzione ordinaria e ripristino dell’area calpestabile dopo gli eventi, mentre il potenziamento dell’illuminazione e la programmazione continuativa di strutture aperte al pubblico come Casetta Zerbina hanno aiutato a rendere il parco più sicuro nella fruizione. Nel prossimo futuro, inoltre, il Comune realizzerà il progetto di ampliamento del parco, con una nuova area verde di oltre un ettaro con alberi ad alto fusto e con una fascia tampone.

La mitigazione dell’impatto ambientale del parco, gestito dall’associazione Il Coccodrillo, passa anche attraverso l’adozione di alberi in altre parti d’Italia e del mondo tramite la piattaforma specializzata WOWnature, generando così altri parchi e relativi impatti positivi. In questo modo, fruire del parco Milcovich significa anche piantare un larice o un abete in Val di Fiemme, faggi, pioppi e pini silvestri nel Bosco della Panarotta, sempre in Trentino, oppure ginepri, olivelli spinosi, prugnoli e tamerici a Lio Piccolo, vicino all’aeroporto veneziano. Il principio di “generare parchi attraverso la fruizione di un parco” si estende oltre i confini veneti e nazionali, raggiungendo la Foresta della Salute di Huong Son in Vietnam, dove entro il 2029, si stima che le tonnellate di CO2 catturate nella lussureggiante foresta asiatica grazie al supporto del progetto possano arrivare a 590.

“Siamo di fronte a un esempio virtuoso di rigenerazione urbana particolare, forse unico, che travalica i confini in termini di impatti ambientali positivi ma che è strettamente legato al territorio quanto a impatti sociali attraverso cura, collaborazione, sicurezza e generazione di indotto per una vasta rete di imprese, artigiani e lavoratori locali. La particolarità di questo modello di gestione affonda le radici nella sua replicabilità in qualsiasi centro urbano che presenti aree verdi caratterizzate da disagio e trascuratezza, trasformando una voce di costo per le amministrazioni locali in un generatore di benefici, anche economici, per i cittadini e, contestualmente, per l’ambiente nel suo insieme” afferma Francesco Aneloni, fondatore e CEO di Big Maff.

Oltre all’ambiente e al territorio, sul piano valoriale il progetto di rigenerazione mette al centro le sinergie: iniziative culturali accessibili e di qualità, pensate per diverse fasce d’età e capaci di attivare socialità, confronto e cittadinanza attiva; coinvolgimento diretto della cittadinanza e collaborazione con associazioni, collettivi, realtà produttive e gruppi informali; attenzione specifica alla dimensione interculturale e intergenerazionale; creazione di una rete di imprese, artigiani e lavoratori locali per attivare opportunità formative e professionali.

Romeo – Favero (Pd): Cariparo sostenga protagonismo economico e turistico Polesine

Romeo – Favero (Pd): Cariparo sostenga protagonismo economico e turistico Polesine

Roma, 27 feb. (askanews) – “Mettere a disposizione delle grandi fondazioni bancarie strumenti e indirizzi capaci di sostenere lo sviluppo economico, delle filiere del turismo e della cultura sostenibili nei territori periferici e delle aree interne ma straordinariamente ricchi dal punto di vista paesaggistico e ambientale, come il Bassopolesine, il Delta del Po e l’area di Adria, nel cuore della provincia di Rovigo. È questo l’obiettivo dell’interrogazione presentata in commissione dall’onorevole Nadia Romeo al Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Il territorio polesano rappresenta un patrimonio unico: un ambiente delicato e prezioso, un paesaggio fluviale e lagunare di grande fascino, una cultura legata all’acqua, alla pesca, all’agricoltura e alla tradizione. Il Delta del Po, in particolare, costituisce una delle aree naturalistiche più rilevanti del Veneto e dell’intero Paese, con potenzialità ancora in parte inespresse sotto il profilo turistico, economico e occupazionale. Negli ultimi anni le fondazioni bancarie hanno sostenuto importanti iniziative culturali e sociali che hanno contribuito a mantenere vivo il tessuto delle comunità locali. Mostre, eventi e progettualità diffuse hanno garantito opportunità di valorizzazione e momenti di attrattività per il territorio.

Oggi però, in una fase segnata da cambiamenti economici e nuove disponibilità finanziarie, emerge con forza l’esigenza di un’attenzione ancora più mirata verso territori come la provincia di Rovigo, che continuano a vivere condizioni di marginalità economica, infrastrutturale e sociale rispetto ad altre aree del Veneto. Il Bassopolesine, il Delta del Po e l’area di Adria non chiedono assistenza, ma investimenti strategici: infrastrutture leggere per il turismo lento e sostenibile, sostegno all’imprenditoria innovativa legata all’ambiente e alla blue economy, progetti capaci di generare occupazione qualificata e sviluppo stabile. Si tratta di territori fragili ma ricchi di opportunità, che possono diventare modelli di crescita sostenibile se adeguatamente accompagnati.

L’interrogazione invita dunque il Ministero, nel rispetto dell’autonomia delle fondazioni, a favorire un orientamento strategico che valorizzi con maggiore decisione le aree più svantaggiate, sostenendo interventi strutturali e di lungo periodo capaci di rafforzare il sistema economico locale e ridurre le disuguaglianze territoriali.

L’obiettivo è chiaro: consolidare quanto di positivo è stato fatto finora, ma cogliere questo momento di cambiamento per destinare ancora più attenzione e risorse a territori come quello polesano, affinché possano esprimere pienamente il proprio potenziale e contribuire in modo significativo allo sviluppo sostenibile dell’intero Veneto”. Conclude l’On. Romeo del Partito Democratico. “Giusta l’attenzione posta dall’interrogazione dell’On. Romeo sul ruolo fondamentale delle fondazioni bancarie: ben svolto negli anni dalla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Il Polesine merita attenzione proprio per quel potenziale inespresso che può dare all’economia veneta e nazionale. Un nuovo protagonismo sociale ed economico utile all’intero Paese”. Aggiunge Matteo Favero, Commissario provinciale PD Rovigo.

Veneto, Favero (Pd): stop a trivelle per petrolio in Alto Adriatico

Veneto, Favero (Pd): stop a trivelle per petrolio in Alto Adriatico

Milano, 21 feb. (askanews) – “Di petrolio in Alto Adriatico ce n’è davvero poco e troppi sarebbero i rischi per la popolazione e l’ecosistema se riprendessero le trivellazioni davanti al Delta del Po. Evidenti poi le contraddizioni del Centrodestra veneto: in Polesine con tanti sindaci si schiera per il no mentre da Roma il suo stesso Governo vuole far ripartire le perforazioni. Per questo il Partito Democratico partecipa con coerenza alla manifestazione di Adria, con Legambiente, WWF, Italia Nostra e altre associazioni di liberi cittadini, testimoniando la contrarietà alle trivelle. Afferma Matteo Favero, Commissario provinciale PD a Rovigo e Responsabile Ambiente PD Veneto.

“Non dimentichiamo poi – continua Favero – le lezioni del passato, questo territorio è già da tempo sotto il livello del mare e per questo motivo vede presenti importanti opere dei Consorzi di Bonifica per il mantenimento delle condizioni di abitabilità in sicurezza. “Il futuro del Delta – conclude Favero – passa per altre strade: tutela e valorizzazione delle produzioni agricole, salvaguardia del comparto ittico fiaccato da granchio blu e caro bollette, iniziative per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, rinnovabili costruite in accordo con le comunità”.

Veneto, Favero (PD): sbagliato taglio fondi a aree interne Polesine

Veneto, Favero (PD): sbagliato taglio fondi a aree interne Polesine

Milano, 20 feb. (askanews) – “Sbagliato il taglio di oltre il 30% dei fondi destinati alle aree interne regionali con una decurtazione di oltre 400mila euro per il territorio del Delta del Po. Fondi che andranno così a finanziare il nuovo Piano Casa a scapito dei territori polesani, vicentini e bellunesi. Per rimediare almeno in parte a questa scelta sbagliata la Giunta Regionale del Veneto accetti la recente proposta del consigliere regionale Del Bianco, ovvero di destinare nel prossimo bando alloggi, una priorità di utilizzo delle risorse sottratte proprio alla residenzialità garantendo al comtempo gli stessi importi decurtati dal Fesr. Nel Polesine, come in tutto il Veneto, il problema casa è una questione prioritaria e sono centinaia gli alloggi sfitti o non assegnati per carenze manuntentive”. Lo ha affermato Matteo Favero, Commissario provinciale PD Rovigo e Responsabile Ambiente PD Veneto.

Nuovo brand per Recoaro Terme. Progetto rigenerazione finanziato da PNRR

Nuovo brand per Recoaro Terme. Progetto rigenerazione finanziato da PNRR

Roma, 19 feb. (askanews) – Recoaro Terme compie un passo importante nel proprio percorso di rilancio, presentando il nuovo logo ufficiale della destinazione, simbolo di una rinnovata identità visiva coordinata e di una visione che si proietta nel futuro. Un segno grafico pensato per restituire in maniera contemporanea l’attrattività poliedrica e trasversale della cittadina del Vicentino e del suo borgo. Il restyling del marchio s’inserisce nel più ampio programma di rigenerazione e valorizzazione promosso dal Piano Nazionale Borghi – Linea A (Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi”), finanziato con fondi europei del PNRR.

Parallelamente all’avanzamento del restauro degli edifici storici, la riqualificazione delle Terme con un moderno centro wellness e medico, il riassetto della viabilità e degli spazi pubblici (con chiusura prevista entro l’anno), prendono avvio anche gli interventi legati all’immagine e alla comunicazione della destinazione. Il nuovo logo, messo a punto dal team creativo di Capitale Cultura Group, rappresenta il punto di partenza di una strategia integrata, che ambisce a unificare linguaggi e strumenti online e offline, rafforzando la riconoscibilità di Recoaro Terme come destinazione sostenibile e attrattiva, tra bellezza, natura e benessere.

Il percorso creativo è stato guidato da uno studio approfondito del territorio, che ha portato allo sviluppo di diverse proposte grafiche, nate dall’integrazione di elementi scenografici legati al paesaggio, allo stile Liberty e all’offerta turistica locale. La scelta finale è ricaduta su un logotipo attuale e compatto, in grado di reinterpretare e sintetizzare i valori identitari del territorio – benessere termale, dialogo con la natura, sport, paesaggio, eredità storica e architettura Liberty – proiettandoli verso una visione moderna e condivisa.

Il Piano Integrato di Comunicazione, in cui rientra anche il restyling del logo, si basa su strategie omnicanale e phygital (che intrecciano strumenti fisici e digitali), pensate per attrarre e fidelizzare pubblici diversi – famiglie, appassionati di cultura, sportivi e turisti outdoor – attraverso narrazioni emozionali e contenuti digitali personalizzati. Le linee dipromozione si concentrano su cinque aree tematiche principali: benessere, natura, storia, enogastronomia e outdoor, valorizzando sia le risorse storiche e culturali del borgo sia le esperienze nella natura e le eccellenze locali. Il piano mira a costruire un sistema turistico integrato e sostenibile, capace di offrire esperienze personalizzate e innovative, rafforzando l’attrattività del territorio a livello nazionale e internazionale.

Tra gli interventi in fase di progettazione figura il rinnovamento completo del portale www.visitrecoaroterme.it, in linea con la nuova identità visiva della destinazione. Seguiranno l’apertura di una pagina Instagram dedicata e il rinnovo dell’immagine coordinata sui profili social esistenti, per consolidare la presenza online del borgo come meta culturale, naturale e termale di eccellenza. Tra le azioni previste spicca inoltre la realizzazione di una WebApp in Realtà Aumentata su piattaforma ARtGlass/Capitale Cultura Group (leader internazionale in questo settore), con contenuti interattivi e immersivi, accessibili tramite QR Code applicati a una serie di totem informativi nel borgo storico. La soluzione contribuirà a rendere Recoaro Terme un vero e proprio “ecomuseo” del Liberty, permettendo di esplorare ventuno punti di interesse rappresentativi di questo stile, che nel borgo storico trova una delle sue massime espressioni in territorio veneto. Attraverso la WebApp sarà inoltre possibile accedere a un podcast narrativo, che racconterà la storia, le tradizioni e i valori del territorio in modo emozionale e coinvolgente. A supporto del piano di racconto e valorizzazione della destinazione, saranno infine realizzate brochure bilingue (italiano e inglese), con QR Code integrati per l’attivazione di percorsi in Realtà Aumentata, così da arricchire l’esperienza di visita, sia fisicamente sia virtualmente.

Dalla primavera del 2024, Recoaro Terme e il compendio termale della Valle dell’Agno sono protagonisti di un progetto pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica, reso possibile dai fondi europei del PNRR e orientato alla sostenibilità di lungo periodo. «Nella convinzione che per fare le cose servano prima di tutto le idee, abbiamo partecipato e vinto il Bando Borghi, che ha portato 20 milioni di euro d’investimenti grazie al PNRR – ha dichiarato il sindaco di Recoaro Terme, Armando Cunegato – Una cifra straordinaria, mai vista a Recoaro, che si sta traducendo in opere fondamentali per il rilancio del nostro Comune. Ci siamo fatti trovare pronti, con progetti validi econcreti, capaci di cogliere tutte le opportunità. È così che stiamo scrivendo una nuova pagina per la nostra comunità».

Valdobbiadene ospita il Festival dell’Innovazione Scolastica

Valdobbiadene ospita il Festival dell’Innovazione ScolasticaMilano, 10 apr. (askanews) – Il Festival dell’Innovazione Scolastica riapre le sue porte, dal 5 al 7 settembre 2025, per la sua quinta edizione: scuole di ogni ordine e grado che diventano protagoniste, tre giorni di scoperte e sperimentazioni già in atto. Le iscrizioni sono ufficialmente aperte: il palco di Villa dei Cedri, a Valdobbiadene (Tv), aspetta chi ha voglia di raccontare come sta provando a cambiare la scuola. Sul serio. Quest’anno, il tema centrale sarà “Promuovere e valutare le non cognitive skills”.


“Il Festival rappresenta un’opportunità unica per le scuole italiane di condividere e valorizzare le proprie esperienze didattiche innovative, con un focus particolare sulle competenze sociali ed emotive, fondamentali per la formazione integrale degli studenti”, commenta Alberto Raffaelli, presidente del Festival. Le scuole interessate a presentare le proprie esperienze didattiche innovative possono inviare la candidatura entro lunedì 26 maggio 2025. Nel modulo è richiesto l’inserimento di un video, della durata indicativa di 5 minuti, che illustri l’esperienza innovativa attuata nella propria scuola. Il video dovrà essere preventivamente caricato su YouTube e il relativo link inserito nel modulo. Ogni scuola deve inoltre dichiarare di essere in possesso delle liberatorie relative alle immagini o ai video utilizzati.


Il Comitato Scientifico selezionerà 70 scuole che saranno invitate a partecipare al Festival. L’elenco delle scuole selezionate verrà pubblicato sul sito entro lunedì 23 giugno 2025. I rappresentanti delle scuole selezionate saranno ospitati a Valdobbiadene durante l’evento, con vitto e alloggio a carico degli organizzatori, secondo le modalità indicate nel regolamento.

Luiss BS e Italia del vino insieme per formare nuovi professionisti

Luiss BS e Italia del vino insieme per formare nuovi professionistiVerona, 8 apr. (askanews) – Il Consorzio Italia del Vino in collaborazione con Luiss Business School ha annunciato il lancio del Wine Business Program 2025, un percorso didattico innovativo nato per formare giovani talenti destinati a ricoprire ruoli strategici nelle imprese vitivinicole italiane.


“È un percorso di gestione aziendale – ha spiegato ad askanews Raffaele Oriani, Dean della Luiss Business School – che insiste tanto sulle competenze più manageriali, le skill trasversali, ma che dà anche gli studenti competenti sul settore, sul mercato, e quindi l’obiettivo è di dare a questi studenti capacità e conoscenze sul mondo del del vino, ma anche sul mondo delle aziende. Noi come Luiss Business School abbiamo nella nostra missione quella di lavorare al fianco delle imprese per formare le le risorse e per supportare i processi di crescita e trasformazione. Quindi questo è un intervento di formazione manageriale chiaramente entra nel nostre corde, ma con una specifica applicazione al mondo del vino grazie alla collaborazione con il consorzio che chiaramente ci ha avvicinato ancor di più a questo mondo che già conoscevamo avendo già dei programmi naturalmente su questo settore”. Il programma è rivolto a laureati e studenti universitari, anche triennali, motivati a costruire una carriera nel mondo del vino e si pone l’obiettivo di colmare il divario tra accademia e impresa, fornendo competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro.


“Abbiamo fatto questa proposta – ha aggiunto Roberta Corrà, Presidente di Italia del Vino – di iniziare un percorso formativo che prevedesse tutte le funzioni aziendali. Abbiamo cercato la collaborazione di una primaria università italiana e con lei abbiamo scelto e costruito questo percorso. Sarà rivolto a 20 giovani appassionati del mondo del vino che dopo un periodo di formazione frontale in aula verrà affidato uno stage, un project work, all’interno delle nostre aziende alla fine del quale i cinque migliori saranno assunti con contratto a tempo determinato, ma soprattutto avremo la possibilità noi come aziende di conoscere questo nuovo mondo dei giovani, di capire come comunicano, cosa li attrae dal vino e perché non riusciamo mai a farli approcciare al vino e preferiscono altro”. Il legame tra la Luiss e il territorio veronese passa anche dalla figura di Rita Carisano, direttore generale dell’ateneo e in precedenza alla guida di Confindustria Verona, che vede nella partnership con il consorzio un modo di rendere la formazione un motore di sviluppo economico e sociale. Il progetto, articolato su 37 giornate di formazione in aula, è sostenuto da un network di partner tecnici che ne condividono le finalità ed è aperto a nuove collaborazioni.

Villa Valmarana a Vicenza apre bosco settecentesco (e i suoi Tiepolo)

Villa Valmarana a Vicenza apre bosco settecentesco (e i suoi Tiepolo)Roma, 1 apr. (askanews) – Sabato 5 e domenica 6 aprile la Villa Valamarana ai Nani di Vicenza, aprirà per la prima volta al pubblico il suo bosco settecentesco per ospitare l’ultimo appuntamento del 2025 con Design in Villa, festival organizzato da Dimore Amiche del Veneto, con il patrocinio di Associazione Dimore Storiche Italiane – ASDI Veneto e Associazione per le Ville Venete, che unisce le storie di nobili famiglie, tra arte, cultura e tradizione, con l’eccellenza del design italiano.


Domenica 6 aprile, inoltre, i proprietari di sei dimore storiche venete apriranno le loro porte e rivelano i segreti di alcuni tra i luoghi più affascinanti del Veneto nell’evento “Dimore Amiche e i suoi Proprietari”, promosso da Veneto Segreto e Associazione Dimore Storiche Italiane – ASDI Veneto che vedrà protagonisti sei edifici veneti straordinari aperti in contemporanea: Parco Frassanelle a Rovolon (Padova), Villa Rosa a Tramonte (Padova), Villa Angarano Bianchi Michiel a Bassano del Grappa (Vicenza), Villa da Schio a Castelgomberto (Vicenza), Castello di Thiene a Thiene (Vicenza), Villa Valmarana ai Nani a Vicenza. L’eccezionalità delle visite è data proprio dalla presenza dei loro proprietari: non semplicemente custodi di edifici antichi, ma veri e propri narratori di storie e tradizioni tramandate di generazione in generazione.


Giustino Valmarana acquistò la Villa nel 1720, rendendola una delle più importanti ville venete grazie agli affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo. Il figlio Gaetano sposò nel 1772 Elena Garzadori, che restaurò il bosco rendendolo una meta ideale per fresche passeggiate e momenti di svago, un continuum delle immagini rappresentate dagli affreschi della foresteria, capolavori di Giandomenico Tiepolo. Già esistenti all’epoca l’Orto, il Lavandeto e la Pagoda. Oggi, dopo tre anni di restauro (curato dallo studio Th&Ma) per la parte architettonica e Giulia di Thiene agronoma e Silvia Lignana Bellani, garden designer, per la parte dedicata al verde, Maria Carolina di Valmarana ha riaperto il bosco con un nuovo concetto di fruizione: le varie aree sono diventate un inno alla biodiversità.


Sarà proprio la Pagoda, in occasione di Design in Villa, ad ospitare le creazioni di Nicola Tessari (Incontro con il designer sabato mattina ore 11). Le sue opere sono pezzi unici e serie limitate realizzati esclusivamente in legno massello, creando mobili, oggetti d’uso e torniture artistiche.

Ambiente, Favero(Pd): sugli Pfas controlli per tutti i cittadini

Ambiente, Favero(Pd): sugli Pfas controlli per tutti i cittadiniMilano, 26 mar. (askanews) – “Dal dibattito a Montecitorio emerge come non ci sia alcun dubbio sulla necessità di una normativa omogenea e nazionale per combattere l’inquinamento da Pfas e Pfao e che riduca drasticamente la presenza di queste sostanze nei materiali di maggior consumo. Il Governo italiano non ha infatti ancora adottato misure sufficientemente restrittive per limitare l’uso e la produzione di Pfas, né ha fissato limiti più severi rispetto a quelli fissati dalla legislazione europea con la Direttiva (UE) 2020/2184. Occorre inoltre essere capaci di prevenire e contrastare la diffusione di queste sostanze sostituendole nei cicli di produzione. Necessario infine attivare il monitoraggio sanitario in tutti il territorio nazionale e la bonifica di tutti i siti compromessi in Veneto e in altre regioni d’Italia, completando la bonifica al più presto del sito Miteni a Trissino, che aspetta una soluzione da oltre 6 anni”. Così commenta in una nota Matteo Favero Responsabile Ambiente del Pd Veneto, il voto alla Camera sulle mozioni concernenti iniziative a tutela dell’ambiente e della salute in relazione alle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) votate oggi alla Camera.

Giornata acqua, Favero (Pd): Veneto terza Regione per rischio idrico

Giornata acqua, Favero (Pd): Veneto terza Regione per rischio idricoRoma, 22 mar. (askanews) – “Oggi, 22 marzo ricorre la Giornata Mondiale dell’Acqua 2025. Il tema di quest’anno è la conservazione dei ghiacciai. L’Italia è un paese da paradosso idrico perché pur essendo un paese tradizionalmente ricco d’acqua, deve fare i conti con infrastrutture obsolete, elevata dispersione idrica e impatti crescenti del cambiamento climatico. Nel Settentrione le Dolomiti e la Marmolada, con la tragedia di tre anni fa, hanno da tempo dato segnali concreti di allarme. Da queste criticità non è infatti immune il Veneto, che secondo l’indagine ‘Corriere della Sera-Meteo.it’ sulla ‘vivibilità climatica’ è terza tra le regioni d’Italia per il rischio di eventi estremi: tornado, afa e notti tropicali, siccità saranno purtroppo condizioni sempre più frequenti per il nostro territorio”. Lo dichiara Matteo Favero, Responsabile Ambiente PD Veneto, nella Giornata mondiale dell’Acqua.


“Perciò accelerare le procedure per la pulizia degli invasi, realizzare un piano integrato regionale di gestione delle acque che permetta di coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati migliorando così il governo del settore, adottare un efficace bilancio idrico, per verificare effettivi fabbisogni, accumuli ed utilizzi della risorsa idrica, istituzione di una cabina di regia regionale che eserciti funzioni di indirizzo, coordinamento e monitoraggio per il contenimento e il contrasto della crisi idrica connessa alla drastica riduzione delle precipitazioni e integrata con la presenza delle Autorità di Bacino Distrettuale del Veneto, creazione delle AFI – Aree Forestali di Infiltrazione nelle zone di alta pianura utili a raccogliere e conservare l’acqua, restituendola successivamente in falda sono queste alcune delle dieci proposte del PD Veneto per affrontare il clima che cambia. Temi che per i Democratici saranno centrali nella prossima campagna elettorale”, conclude.