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Korea Week, domani apre il sipario sul “K-Pop Academy: the Festival”

Korea Week, domani apre il sipario sul “K-Pop Academy: the Festival”Roma, 9 nov. (askanews) – Anche quest’anno l’Istituto Culturale Coreano, insieme all’Ambasciata della Repubblica di Corea e KOCIS (Korean Culture and Information Service), apre le porte alla Korea Week 2023 con nuovi eventi che porteranno al pubblico un assaggio dei vari aspetti della cultura coreana, fino al 12 novembre, presso la città eterna.

Saranno protagonisti di questa rassegna il K-Beauty, cura dell’aspetto fisico d’impronta coreana, il K-Pop, ormai rinomato stile di musica che sta letteralmente travolgendo tutto il mondo, il K-Movie, cinema coreano, il K-Art, di cui quest’anno farà da protagonista una mostra di lanterne tradizionali, e il K-Theater, la cucina coreana che verrà presentata tramite una simpatica commedia teatrale. Tutti gli eventi saranno ad ingresso libero con prenotazione necessaria ove richiesto. Domani si aprirà il sipario del “K-Pop Academy: the Festival”, letteralmente un festival per gli amanti del K-Pop che si svolgerà in tre giornate e sarà composto da vari workshop e un K-Pop Random dance battle. Alle 16:30 presso Studio Vale (via Capistrano 36, 00173, Roma) si svolgerà il primo workshop di K-Pop guidato dalla ballerina Francesca De Filippis che insegnerà varie coreografie K-Pop, e alle 18:30, sempre presso lo Studio Vale, si svolgerà il secondo workshop che sarà guidato da un ospite speciale invitato direttamente dalla Corea: il coreografo Woomin Jang del noto dance crew coreano 1Million! I due workshop si svolgeranno con circa 40 partecipanti ciascuno e sarà necessaria la prenotazione tramite il link fornito dall’Istituto Culturale Coreano (info su culturacorea.it).

Alle 18:30 presso l’Istituto Culturale Coreano ci sarà il workshop sulle lanterne tradizionali dove si potrà imparare a creare con le proprie mani le lanterne coreane, simbolo di illuminazione spirituale. Il workshop si svolgerà con 15 partecipanti e sarà necessaria la prenotazione tramite il link fornito dall’Istituto Culturale Coreano (info su culturacorea.it). Alle 20:00 presso l’Istituto Culturale Coreano si terrà una commedia teatrale sulla cucina coreana intitolata “Un ospite molto speziato” scritta dall’attrice/autrice Donatella Mei in collaborazione con il coreografo coreano Yong Min Cho. La commedia tratterà la storia di due amici, una donna italiana e un uomo coreano, ognuno orgoglioso della cucina del proprio paese, che si scambiano chiacchierate e anche simpatiche discussioni sulle due culture culinarie concentrando l’attenzione sulla presentazione della cucina coreana. Lo spettacolo avrà una capienza di 80 persone e sarà richiesta la prenotazione tramite il link fornito dall’Istituto Culturale Coreano(info su culturacorea.it).

Radio Incontro e Miami Vice Radio annunciano collaborazione sui 105.8FM

Radio Incontro e Miami Vice Radio annunciano collaborazione sui 105.8FMRoma, 17 ott. (askanews) – Radio Incontro e Miami Vice Radio annunciano una nuova collaborazione sui 105.8 FM di Roma. In particolare, la storica frequenza dei 105.8 FM facente capo al gruppo Radio Incontro di Michelle Marie Castiello, nota editrice e imprenditrice romana ed ambasciatrice del Telefono Rosa, diventa così la compagna di viaggio di Miami Vice Radio, che dal DAB approda in FM per portare agli ascoltatori la migliore selezione di musica vintage degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Miami Vice Radio, racconta una storia lunga 30 anni, dedicata a celebrare le icone e le hit che hanno definito il panorama musicale di quegli anni. Ora, grazie a questa collaborazione, gli ascoltatori di Roma e provincia potranno immergersi nell’atmosfera di revival musicale unica.

La joint venture tra Radio Incontro e Miami Vice Radio rappresenta un’opportunità per gli amanti della musica Vintage e per tutti coloro che vogliono rivivere i momenti indimenticabili del passato. Un prodotto musicale che darà al gruppo Radio Incontro una nuova visione.

A Maurizio De Giovanni il premio “Napoli nel cuore”

A Maurizio De Giovanni il premio “Napoli nel cuore”Roma, 12 ott. (askanews) – Sabato 14 ottobre al Teatro Arcobaleno di Roma lo scrittore e sceneggiatore Maurizio De Giovanni riceverà il premio “Napoli nel cuore” nell’ambito dell’11a edizione dell’omonima rassegna benefica dedicata alla cultura napoletana, che negli ultimi dieci anni ha affascinato il pubblico portandolo in viaggio nella Napoli di ieri e di oggi, grazie alla preziosa partecipazione di grandi artisti come Renzo Arbore, Tosca, Noa, Alex Britti, Teresa De Sio, Nino D’Angelo, Mogol ed Edoardo Bennato.

Punto di riferimento nazionale quando si parla di Napoli e della sua cultura, Maurizio De Giovanni riceverà il premio “Napoli nel cuore” proprio per il suo costante impegno volto a valorizzare la cultura partenopea.

L’economia del futuro parte dai borghi

L’economia del futuro parte dai borghiRoma, 9 ott. (askanews) – Circa un quinto della popolazione italiana abita nei piccoli borghi disseminati lungo tutta la penisola, un tesoro tipico italiano paradigma di sostenibilità, dove convivono natura, cultura, territorialità, un microcosmo che riesce a coniugare tradizione e innovazione. Proprio alla crescita sostenibile dei piccoli borghi italiani è dedicato il 1° convegno nazionale “Benvenuti a borgo” che si svolgerà il 25 ottobre al Palazzo Orsini di Bomarzo, il borgo tra Lazio e Umbria, realizzato da ECOmmunity, organizzazione tesa a declinare e promuovere lo sviluppo innovativo e sostenibile dei territori.

Il titolo del Convegno è “Borghi di confine, osmotici latori di innovazione sostenibile” a voler sottolineare il ruolo di propulsori della innovazione sostenibile svolto dai borghi italiani, in particolare, da quelle realtà territoriali di confine che rivelano l’importanza della reciprocità e della contaminazione positiva in una visione smart di futuro. “Benvenuti a borgo è un meeting itinerante di approfondimento sugli aspetti sociali, ambientali ed economici dei piccoli comuni con le loro specificità. Vuole creare connessione e interazione tra gli stakeholder al fine di favorire lo sviluppo sostenibile e partecipato dei territori” ha sottolineato Simonetta Badini, founder di ECOmmunity e ideatrice del format.

L’evento vedrà la partecipazione di relatori di richiamo nazionale, rappresentanti istituzionali e coinvolgerà le best practice territoriali che si sono particolarmente distinte nella attuazione di progetti di sviluppo sostenibile. Sarà il primo di una lunga serie di eventi che partiranno dalla Tuscia per raggiungere le aree più significative del Paese.

Al Teatro dell’Opera di Roma ‘Giulio Cesare’ di Handel

Al Teatro dell’Opera di Roma ‘Giulio Cesare’ di HandelRoma, 7 ott. (askanews) – “Un uomo solo, un po’ goffo, che non ne combina una di giusta”. Così Damiano Michieletto descrive il protagonista del Giulio Cesare in Egitto, il capolavoro di Georg Friedrich Handel che realizza al Teatro dell’Opera di Roma dal 13 al 21 ottobre. La prima di venerdì 13 ottobre, alle 19, in diretta da Radio3 Rai, è preceduta dall’Anteprima giovani riservata ai minori di 26 anni mercoledì 11 (alle 19) e seguita dalla Lezione di Opera tenuta da Giovanni Bietti sabato 14 ottobre (alle 16). Lo spettacolo arriva per la prima volta in Italia dopo aver debuttato nel maggio 2022 al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi ed essere andato in scena anche all’Opéra National de Montpellier e all’Opera di Lipsia, teatri che lo coproducono assieme alla Fondazione Capitolina.

“Sembra che il dramma si svolga attorno a Giulio Cesare, alle sue spalle – prosegue il regista Michieletto – Tolomeo ambisce al potere e si immerge in una spirale di cinismo; Cleopatra intesse trame e seduzioni; Sesto cerca di vendicare il padre e compie un percorso di maturazione generazionale. In mezzo a loro vedo un Cesare quasi spettatore, come se tutto quello che doveva realizzare (le conquiste, la gloria, le vittorie) fossero tappe già compiute del suo percorso. Händel ritrae un uomo già vecchio, e nella realtà storica morirà pochi anni dopo le vicende narrate nell’opera, appena rientrato a Roma. Gli toccherà subire una congiura e un tradimento, lo stesso trattamento riservato a Pompeo all’inizio dell’opera. Di fatto il Giulio Cesare di Händel è un dramma sul destino – conclude Michieletto – simbolizzato in scena da un trio di Parche che avvolgono il protagonista con i loro fili rossi, stabilendo il tempo della vita. Un’opera nella quale incombono i presentimenti di un destino e di una morte che le azioni frivole del generale romano sembrano voler allontanare”. (segue)

Romics XXXI, Superman compie 85 anni e sorvola il Colosseo

Romics XXXI, Superman compie 85 anni e sorvola il ColosseoRoma, 2 ott. (askanews) – Romics festeggia gli 85 anni di Superman con un meraviglioso poster dedicato all’eroe kryptoniano che sorvola a velocità supersonica il Colosseo. Il manifesto è firmato dall’illustratore Gabriele Dell’Otto per la XXXI edizione del festival internazionale del fumetto, animazione, cinema e games, in programma dal 5 all’8 ottobre alla Fiera di Roma.

“La trentunesima Edizione di Romics – racconta Sabrina Perucca, direttrice artistica del Festival – accoglie il suo pubblico con lo splendido manifesto targato DC Comics a cura di Panini Comics, realizzato da Gabriele Dell’Otto, che ci mostra Superman planare sopra Roma e al Colosseo, pronto ad accompagnarci nella grande avventura di Romics. Incontreremo tre grandi figure premiate con il Romics d’Oro: Roberto Diso, l’inossidabile autore bonelliano, una straordinaria carriera, tra Mister No e Tex; Declan Shalvey, in collaborazione con la casa editrice saldaPress, il pluripremiato artista irlandese, che ha lavorato a numerosi titoli, da Moon Knight a Batman, da Deadpool a Immortal Hulk sino alla sua ultima opera Old Dog; Richard Anderson, il grande concept artist, illustratore e pittore americano, al lavoro tra cinema e videogames, tra i titoli a cui ha collaborato Moon Knight, Captain Marvel, Arkham Knight, Guardiani della Galassia e Eternals. Ad ogni autore celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro verrà dedicata una mostra originale che ne racconta la straordinaria carriera.” L’incontro celebrativo con l’assegnazione del Romics d’Oro a Roberto Diso è in programma sabato 7 ottobre, quello con Declan Shalvey e Richard Anderson domenica 8 ottobre.

Gli 85 anni di Superman saranno celebrati con una grande mostra in collaborazione con DC Comics e Warner Bros. Discovery Italia. In mostra saranno esposte tavole originali del fumetto, dagli anni ’50 ad oggi, materiali storici dell’uscita italiana dei primi tre film di Superman, una collettiva di giovani talenti italiani dell’Istituto Europeo di Design di Roma sul tema The Power of Hope e un’esibizione di rare statue da collezione dedicate all’uomo d’acciaio. E ancora “L’incantevole Creamy” compie 40 anni: in occasione della celebrazione dei quaranta anni dalla prima messa in onda del primo episodio (1 luglio 1983) l’autrice Akemi Takada, Romics d’Oro 2013, torna e festeggia con il pubblico il suo character più famoso, presenza resa possibile dalla collaborazione con la casa editrice Nippon Shock edizioni.

Festeggia invece il 30esimo anniversario di attività la Scuola Romana dei Fumetti, che apre i suoi archivi per condividere con il pubblico una mostra di inediti: disegni di grande formato eseguiti dagli insegnanti durante le lezioni dagli anni ’90 ad oggi. Una straordinaria panoramica di stili e generi, attraverso i disegni di alcuni tra i molti autori che insegnano ed hanno insegnato presso la Scuola: Giancarlo Caracuzzo, Stefano Caselli, Riccardo Colosimo, Cristiano Cucina, Maurizio Di Vincenzo, Simone Gabrielli, Marco Valerio Gallo, Marco Gervasio, Claudio “GREG” Gregori, Marianna Ignazzi, Mauro Laurenti, Pasquale “LILLO” Petrolo, Paolo Morales, Arianna Rea Lorenza Pigliamosche, Massimo Rotundo, Michele Rubini, Eugenio Sicomoro, Gustavo Trigo. E poi l’antieroe per eccellenza del fumetto italiano torna per festeggiare i trent’anni della sua creazione: il vampiro Pietro Battaglia, nato dalla mente di Roberto Recchioni e dalla mano di Massimiliano Leonardo in arte Leomacs. Irriverente, scorretto e genuinamente pulp, Battaglia è ormai un classico del fumetto. Per festeggiare il suo grande ritorno, Edizioni BD porta in collaborazione con Romics una mostra dedicata al personaggio.

Tra gli eventi speciali Musicomics, premio speciale Romics Musica per immagini, giunto alla seconda edizione e realizzato con il patrocinio di Nuovo IMAIE e SIAE – Società Italiana degli Autori e Editori. Sarà assegnato il Premio alla Carriera Luigi Albertelli agli artisti Riccardo Zara (L’Uomo Tigre, Lady Oscar, Yattaman) e Douglas Meakin (Candy Candy, Sampei, Il Grande Mazinga); al cantautore Luigi Lopez (Pinocchio, Perché No?) andrà il Premio della Critica Andrea Lo Vecchio; il Premio Speciale alle produzioni straniere – in collaborazione con ACMF – Associazione Compositori Musiche da Film – a Daniel Pemberton, compositore britannico che ha realizzato, tra le tante, la colonna sonora di Spider-Man: Un nuovo universo. La cerimonia di premiazione è in programma sabato 7 ottobre. E ancora: Panini Disney presenta l’inedita storia “Topolino e l’avventura a Scatti” pubblicata sul settimanale Topolino n.3551 del 4/10. Un’avventura corale inedita, una “staffetta a fumetti” disegnata in contemporanea da 14 autori e 28 mani diverse, il tutto splendidamente riassunto da una copertina variant celebrativa dedicata alla XXXI edizione di Romics. Venerdì 6 ottobre è in programma l’incontro con Alex Bertani – direttore Editoriale di Topolino, Andrea Freccero – supervisore artistico e copertinista di Topolino, Marco Gervasio – sceneggiatore e autore di Topolino con la conduzione di Antonio Ranalli. Tra gli special guest dell’edizione, Simone Bianchi, illustratore e pittore conosciuto in tutto il mondo per i suoi lavori nell’ambito del fumetto americano (DC Comics e Marvel), Maestro della Comic Art contemporanea e autore di albi e copertine speciali tra cui Wolverine, Batman, Star Wars. Sabato 7 ottobre, si confronterà col pubblico raccontando aneddoti, lanciando spunti, ragionando sul complicato rapporto tra Fumetto e mondo dell’Arte in un dialogo condotto dal giornalista Rai Riccardo Corbò e introdotto da un videomessaggio di Vincenzo Mollica. La narrazione di Alessandro Bilotta e la matita di Sergio Gerasi danno vita a questa straordinaria e originale serie a fumetti targata Sergio Bonelli Editore: Eternity. Insieme agli autori domenica 8 ottobre scopriamo la Città Eterna, tra aneddoti e rivelazioni sulla nascita della serie e sulle prossime avventure di Sant’Alceste. Tra gli ospiti italiani che incontreranno il pubblico di Romics ci saranno Claudio Bisio in compagnia del cast del suo esordio alla regia L’ultima volta che siamo stati bambini, in collaborazione con Medusa film e Vincenzo Tedesco, star del web, che parlerà invece del doppiaggio del nuovo cartoon Arkie e la Magia delle Luci, in collaborazione con Notorius Pictures. Continuano i festeggiamenti delle celebrazioni degli 85 anni di Superman: un incontro in compagnia di esperti della stampa, collezionisti e autori. Infine Cristina D’Avena, la voce più amata delle sigle di cartoni animati, tornerà a far cantare Romics sabato 7 ottobre. (Copyright foto: ©?& TM DC. Illustrazione di Gabriele Dell’Otto per Superman 1 City Edition Panini Comics)

Roma ricorda Ingeborg Bachmann con podcast, convegno, letture e mostra

Roma ricorda Ingeborg Bachmann con podcast, convegno, letture e mostraRoma, 2 ott. (askanews) – Per ricordare Ingeborg Bachmann, Biblioteca Europea, Goethe-Institut, Forum Austriaco di Cultura Roma, Istituto Italiano di Studi Germanici, Sapienza Università di Roma ed Emons Audiolibri, hanno raccolto in un unico calendario dal titolo “Roma ricorda Ingeborg Bachmann”, le manifestazioni che si terranno nella Capitale in memoria della poetessa austriaca a 50 anni dalla sua scomparsa: una serie in podcast, un convegno internazionale, una mostra, letture e film.

50 anni fa, il 17 ottobre 1973, la scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann moriva a Roma in seguito alle ustioni riportate in un incendio nella sua abitazione in via Giulia. La Bachmann viveva stabilmente a Roma dal 1965, ma nella città eterna aveva già vissuto in precedenza a partire dal 1953 intervallando i soggiorni romani con residenze anche in altre città, quali Berlino, Monaco e Zurigo. Il programma inizia il 3 ottobre con la pubblicazione di una serie in podcast di Emons a cura della filosofa Ilaria Gaspari, autrice del libro “A Berlino. Con Ingeborg Bachmann nella città divisa”. “Bachmann” è una serie in 7 podcast di circa 30 minuti l’uno che si propone di ricostruire la traiettoria della biografia e dell’opera di Ingeborg Bachmann cercandone le tracce nella mappa della città di Roma, che per lei fu una sorta di patria elettiva. La serie si avvale di una ricca serie di testimonianze audio di personaggi che a vario titolo hanno incrociato la loro strada con quella della poetessa austriaca, di citazioni dalle sue liriche e prose, e di ricerche condotte in archivi fotografici e audiovisivi. Tra queste la sua amica e scrittrice Ginevra Bompiani, le scrittrici Rosella Postorino, Elena Stancanelli, Marta Barone e Anna Toscano, la regista Margarethe Von Trotta, che alla Bachmann ha dedicato il suo ultimo film, la ex direttrice del museo Casa di Goethe, Ursula Bongaerts e il traduttore Moshe Kahn.

Il 14 ottobre alle 19.30, Ilaria Gaspari presenterà il podcast al Festival Inquiete che si terrà a Roma nel quartiere del Pigneto dal 13 al 22 ottobre. www.inquietefestival.it Proprio nei giorni della ricorrenza del cinquantenario della morte, il 17, 18 e 19 ottobre alla poetessa è dedicato un convegno internazionale dal titolo “Ingeborg Bachmann – Costellazioni a Roma”, che si terrà presso il Goethe-Institut, il Forum Austriaco di Cultura Roma e l’Istituto Italiano di Studi Germanici. Al convegno, sotto la direzione scientifica di Dieter Burdorf (Leipzig) ed Elena Polledri (Udine), partecipano studiosi da tutto il mondo che si confronteranno sulle relazioni sentimentali e le reti letterarie intessute dalla poetessa a Roma.

Il convegno, in lingua tedesca, si apre al Goethe-Institut nel giorno del cinquantenario della morte, il 17 ottobre, con una conversazione dei curatori con il critico letterario Helmut Böttiger (Berlino), autore di numerosi libri sulla letteratura di lingua tedesca del secondo dopoguerra e tra i maggiori esperti dell’epoca, che farà rivivere Ingeborg Bachmann nel contesto letterario del tempo tra Austria, Germania e Italia. Durante i giorni del convegno ci sarà la possibilità di partecipare previa prenotazione a due visite letterarie guidate il 17 ottobre (ore 15.00 -17.00) e il 20 ottobre (ore 10.00 – 12.00), a cura di Rita Svandrlik (Firenze) e Giuliano Lozzi (Roma) sulle tracce dei luoghi bachmanniani. Qui i link al programma del convegno Convegno internazionale: Ingeborg Bachmann – Costellazioni a Roma – Goethe-Institut Italia La Biblioteca Europea ospiterà poi, a partire dal 27 ottobre e fino al 7 dicembre, la mostra “Schreiben gegen den Krieg. Ingeborg Bachmann (1926-1973)”, mostra commissionata dal ministero degli Esteri Austriaco per i 30 anni della morte della Bachmann e ora riproposta in una versione aggiornata. L’esposizione è curata da Hans Höller ed Erika Thümmel. La mostra si concentra sulla “scrittura contro la guerra” di Ingeborg Bachmann, una questione che fu centrale nella sua vita e nella sua opera, eppure considerata con poca attenzione da parte della critica. Le immagini e i testi della mostra seguono una disposizione biografico-cronologica, in cui l’aspetto della “scrittura” è messo in primo piano. Le immagini e i testi selezionati sono accompagnati da un commento, in modo che l’esposizione sia allo stesso tempo un’introduzione alla vita e all’opera di Ingeborg Bachmann. In mostra sono presenti testi – come il diario di guerra del 1945 – e fotografie provenienti dal patrimonio privato.

Diversi gli appuntamenti con la presentazione di nuove edizioni delle opere di Ingeborg Bachmann o di letture a lei dedicate. Venerdì 27 ottobre 2023 presso la Biblioteca Europea ci sarà la presentazione del libro di poesie di Ingeborg Bachmann “Invocazione all’Orsa maggiore” (Anrufung des Großen Bären, Piper Verlag 1956), in uscita presso Adelphi con la cura di Luigi Reitani, prematuramente scomparso nel 2021. Saranno presenti Ilaria Gaspari e Marino Freschi, germanista. In collaborazione con Adelphi edizioni. L’8 novembre, presso il Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali di Sapienza Università di Roma, davanti al grande murale dedicato alla Bachmann posto all’ingresso della sede, le scrittrici Antonella Anedda Angioy, Lisa Ginzburg e Laura Pugno leggeranno alcune poesie di Ingeborg Bachmann. L’evento, aperto a tutta la comunità accademica e alla cittadinanza, proseguirà all’interno del Dipartimento con un dibattito. Sarà presente anche l’artista che ha realizzato il murale, Maria Ginzburg. Anche alla Fiera Più libri più liberi che si terrà a Roma dal 6 al 10 dicembre ci saranno alcuni appuntamenti dedicati alla scrittrice, uno spazio sarà dedicato alla presentazione del podcast Bachmann così come la presentazione del libro Ecco un’artista. Maria Callas, Ingeborg Bachmann e l’Italia di Alessandro Petroni edito da Castelvecchi. Per maggiori informazioni www.goethe.de/roma/bachmann

Con Ivo Mej alla scoperata di una Roma oscura in “Dominium Dei”

Con Ivo Mej alla scoperata di una Roma oscura in “Dominium Dei”Milano, 1 ott. (askanews) – Un omicidio efferato di un gesuita nell’immediato futuro di Roma, un omicidio legalizzato dalla Inquisizione nella Lisbona del diciottesimo secolo (l’ultima esecuzione capitale del Tribunale ecclesiastico). Ivo Mej, giornalista e scrittore nel suo ultimo romanzo “Dominium Dei” ci propone un viaggio affascinante in un mondo popolato di personaggi avvincenti e complessi. Una principessa, un papa, un gendarme vaticano, un altro gesuita forse ateo: tutti cercano un assassino ma troveranno un segreto inquietante. Quello che sta cercando anche lo spaventoso assassino, perché quel prezioso segreto può essere un pericolo o forse una estrema risorsa per la Chiesa di Roma. In realtà, come sempre, a muovere tutto è il danaro, un tesoro che arriva dal nuovo mondo, dal 1700, e rischia di cadere, come sempre, nelle mani sbagliate. Muovendo dalla vera vicenda storica di un missionario italiano in Brasile che operava veri e propri miracoli, la storia ci trasporta in una contorta atmosfera di intrighi antichi e moderni che intreccia passato e futuro come se fossero un unicum, facendoci conoscere uomini dalle volontà indomabili e feroci, crudeli o esaltati, ma gli unici in grado di lasciare un segno nella storia.

“Dominium Dei è un’opera a cui tengo profondamente – spiega l’autore-. Scrivere questo romanzo è stato un viaggio emozionante attraverso le epoche e le atmosfere di Roma, dell’antico Portogallo e del Brasile dei missionari, un’opportunità di esplorare segreti antichi e moderni, un’indagine nelle profondità della fede (per chi ce l’ha) e della malvagità umana”. Nella prefazione Gianluca Barbera scrive: “Il romanzo si dipana su due piani temporali, che si intrecciano e si separano, per ricongiungersi in un finale davvero sorprendente. Niente è scontato nel romanzo di Mej. La storia è originale, ben documenta e scritta con tocco. L’intreccio è costruito con perizia. Ma è soprattutto l’atmosfera che permea la vicenda a lasciare avvinti”.

Sempre Barbera ricostruisce la storia del genere thriller letterario a sfondo storico da Il nome della rosa a Dominium Dei, a significare quanto questo romanzo abbia un peso e una accuratezza di fonti. “Questa storia è il risultato di molte ore di lavoro e di passione, un’opera che mi ha permesso di dare vita a personaggi e interi mondi – spiega Ivo Mej. “Dominium Dei” per me è molto più di un romanzo; è un pezzo del mio cuore. Ho cercato di catturare l’essenza di Roma in modo unico, di gettare uno sguardo nella storia e nel futuro, di esplorare la dualità tra ciò che è sacro e ciò che è profano. Spero che questa storia porti il lettore in un viaggio di scoperta e riflessione, tanto quanto lo è stato per me mentre la scrivevo”. Edito da Mala Edizioni, “Dominium Dei” è un libro da leggere e scoprire.

La lotta tra la luce e le tenebre nella pittura di Hypnos

La lotta tra la luce e le tenebre nella pittura di HypnosRoma, 01 ott. (askanews) – “The Light Kills Darkness” è una nuova opera pittorica dell’artista romano Hypnos che vuole essere una dichiarazione sull’attuale stato della società, per offrire una prospettiva sulla mancanza di sincerità che pervade molte sfere della nostra vita. Quest’opera si inserisce nell’ambito dell’arte informale, richiamando allo stesso tempo lo stile vorticista del Novecento.

Nell’opera, Hypnos intende proporre una sua riflessione sulla società contemporanea, sottolineando, a suo avviso, la mancanza di sincerità della vita moderna. “Questa mancanza di sincerità può manifestarsi in vari modi, dall’ipocrisia nei rapporti personali alla corruzione nelle sfere politiche ed economiche. La domanda quindi è: come possiamo contrastare questa mancanza di sincerità e far prevalere la luce sulla tenebra?”. Hypnos suggerisce che il mondo “ha bisogno di professionisti in vari settori che mettano il bene dell’umanità al centro delle loro azioni anziché perseguire interessi personali. Questa è una chiamata all’azione per una società più compassionevole e sincera. L’indifferenza e l’individualismo sono considerati ostacoli al progresso, mentre la compassione e l’impegno per il bene comune sono incoraggiati”.

L’arte modernista di Max Peiffer Watenphul in mostra a Casa di Goethe

L’arte modernista di Max Peiffer Watenphul in mostra a Casa di GoetheRoma, 27 set. (askanews) – Dal 28 settembre 2023 al 10 marzo 2024 il Museo Casa di Goethe di Roma dedica a un singolare artista del modernismo, Max Peiffer Watenphul (Weferlingen, 1896 – Roma, 1976), una mostra retrospettiva, a cura di Gregor H. Lersch, direttore del Museo.

Irrequieto, indipendente, eclettico, avvocato prima, artista dopo, studente al Bauhaus di Weimar, Peiffer Watenphul si muove nei circoli d’avanguardia degli anni Venti. Fu un appassionato fotografo di soggetti con identità queer, un pittore di città e paesaggi e un viaggiatore incessante, soprattutto dopo che uno dei suoi quadri fu esposto alla mostra “Arte Degenerata” nel 1937. Numerosi infatti i suoi viaggi in Europa, Africa e Messico, decine di traslochi in molte città tedesche, una residenza a Roma, all’Accademia Tedesca di Villa Massimo nel 1931-1932, poi periodi vissuti a Venezia, Salisburgo e, dopo il 1945 con il passaggio a piedi del confine fra Austria e Italia attraverso le montagne, il suo trasferimento in Italia presso la sorella, che aveva sposato un italiano, e ancora viaggi e soggiorni fra Venezia, la Toscana e Roma dove morì nel 1976 e dove riposa, sepolto nel Cimitero acattolico.

Realizzata in collaborazione con le Kunstsammlungen di Chemnitz, Museum Gunzenhauser, la mostra alla Casa di Goethe ripercorre con 33 dipinti e 14 fotografie la persistenza delle idee del Bauhaus nel suo lavoro di pittura e fotografia, seguendo il percorso di Max Peiffer Watenphul dalla Germania all’Italia e contestualizzando il suo lavoro nella tradizione degli artisti tedeschi in Italia e della Sehnsucht dei tedeschi per il Bel Paese. “L’ultima esposizione di opere di Max Peiffer Watenphul in Italia risale al 2000, presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma, ed è quindi giunto il momento di dare un nuovo sguardo alla sua opera in Italia, spiegano gli organizzatori. La retrospettiva al Museo Casa di Goethe intende mostrare il panorama artistico del Ventesimo secolo tra Germania e Italia e di rintracciare gli sviluppi modernisti più insoliti che sono caduti nell’oblio. Max Peiffer Watenphul, il cui studio si trovava in via dei Greci, a pochi metri dalla Casa di Goethe, è quindi di particolare interesse nella Città Eterna”, ha commentato Gregor H. Lersch in un comunicato.

Durante gli studi al Bauhaus di Weimar dal 1919 al 1922, periodo che ha profondamente plasmato la sua sensibilità e creatività, Max Peiffer Watenphul entra in contatto con artisti come Paul Klee, Johannes Itten, Otto Dix, Alexej von Jawlensky e Oskar Schlemmer che influenzano il suo lavoro, dalla pittura di figura al lirismo paesaggistico, mantenendo comunque un percorso divergente rispetto ai canoni del Modernismo. La sua sensibilità cromatica, già evidente nei lavori degli anni Trenta diviene ancora più tangibile nelle opere del dopoguerra, caratterizzate da un sottile velo atmosferico caliginoso attraverso cui sembrano filtrare i suoi soggetti e i suoi paesaggi urbani, in particolare le vedute di Venezia e Roma.

Il punto di partenza della mostra è dedicato agli anni trascorsi dall’artista al Bauhaus, dove, oltre al corso preliminare con Johannes Itten, frequentò i laboratori di artigianato artistico, come quelli di tessitura e ceramica, in genere seguiti soprattutto da donne. Già qui inizia un “percorso lirico di una rara sensibilità coloristica”, come scrive Michael Semff nel catalogo. L’esposizione si sviluppa poi con una serie di dipinti che rappresentano l’Italia, con paesaggi veneziani e romani, indicativi del suo particolare modo di lavorare. L’artista seleziona delle immagini spesso ristrette, ritagliate con l’uso di repoussoir, cioè ponendo un elemento in primo piano, quasi un ostacolo per aumentare la dinamica e l’effetto di profondità. Lo stesso metodo viene usato anche nella fotografia che Peiffer Watenphul sperimenta fin dai tempi del Bauhaus. In mostra un focus è dedicato a questo media, in particolar modo alle fotografie di architettura, scattate soprattutto durante il suo soggiorno all’Accademia Tedesca di Roma Villa Massimo nel 1931 e 1932. Accanto a queste alcuni scatti di uomini mascolini e donne dissolute, pesantemente truccate, ricoperte di gioielli, perline e tessuti, eseguiti tra gli anni Venti e Trenta, riferiti a quello che è stato recentemente definito in un saggio di Elisabeth Otto “queer Bauhaus”. A testimoniare i rapporti con gli artisti del tempo sono esposti due dipinti di Otto Dix e di Alexej von Jawlensky, provenienti dalla collezione personale di Peiffer Watenphul. La mostra si chiude con un’installazione site-specific di Ruth Beraha (Milano, 1986) ispirata al dipinto Natura morta con fiori di Max Peiffer Watenphul, esposto alla mostra “Arte Degenerata” di Monaco del 1937 e andato perduto. Il catalogo della mostra, pubblicato in italiano e tedesco da ELECTA, a cura di Gregor H. Lersch (direttore del Museo Casa di Goethe e curatore della mostra), Frédéric Bussmann (direttore generale delle Kunstsammlungen Chemnitz) e Anja Richter, direttrice del Museum Gunzenhauser, Chemnitz, con saggi di Florian Korn, Anja Richter e Michael Semff. L’esposizione è realizzata grazie al supporto di Impresa Costruzioni Ing. Enrico Pasqualucci srl.