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A Marca prima albicocca IV Gamma di Arandis (gruppo Agribologna)

A Marca prima albicocca IV Gamma di Arandis (gruppo Agribologna)Roma, 13 gen. (askanews) – Arriva a Marca la prima albicocca in IV Gamma e, per la prima volta, Arandis, la filiale O.P. commerciale del Gruppo Agribologna, firma la sua presenza alla edizione 2025 della fiera dell’ortofrutta di Bologna. A poco più di un anno dalla sua nascita, Arandis registra un andamento positivo: sono infatti 68 milioni i volumi portati a segno nel 2024.


E, tra le novità che saranno presentate a Marca 2025, ci sono quelle di Fresco Senso, il brand di IV Gamma che arriverà a distribuire 49 referenze nel canale GDO. Al centro della presenza a Marca 2025, tre nuovi mix di frutta fresca con albicocca, frutto che vede per la prima volta il suo ingresso nel settore, a seguito di una ricerca dedicata, durata diversi mesi per selezionare la varietà più adatta. Le varietà selezionate sono state giudicate come le più idonee ad arricchire il sapore, i colori e le proprietà nutrizionali dei due nuovi mix estivi. La caratteristica che unisce le diverse varietà e le definisce come “spiccagnole” è la loro polpa particolarmente soda e che si stacca facilmente dal nocciolo. La frutta protagonista dei tre mix è esclusivamente di provenienza nazionale. Prosegue anche il cammino di Questo l’ho fatto io, il brand di ortaggi, frutta ed erbe aromatiche coltivati, raccolti e selezionati dal Consorzio Agribologna, nella proposta di nuovi prodotti, arrivati a 57 referenze. I soci della Cooperativa che aderiscono al progetto sono ad oggi 28. Il brand ‘Questo l’ho fatto io’ conclude l’anno con un +29% di volumi rispetto all’anno precedente con un incremento registrato nelle referenze di frutta, in particolar modo: susine, albicocche, fragole e cachi.


“La presenza di Arandis a Marca 2025, sigla un anno dalla nascita della nostra società commerciale, espressamente dedicata ai rapporti con GDO e Normal trade – spiega Massimiliano Moretti, direttore generale Gruppo Agribologna – si è trattato di una sfida, che oggi possiamo dire affrontata con determinazione e motivazione. La IV Gamma richiede un impegno davvero importante, per l’innovazione costante della nostra proposta. Così come è continuo l’impegno dedicato alla nostra produzione orticola e frutticola, nella stretta collaborazione fra agricoltori e tecnici agronomi”.

Nuovo evento dedicato a tartufo nero a Roccafluvione, nelle Marche

Nuovo evento dedicato a tartufo nero a Roccafluvione, nelle MarcheRoma, 13 gen. (askanews) – Nasce nel cuore delle Marche, a Roccafluvione, un nuovo evento dedicato al tartufo nero pregiato: dal 24 al 26 gennaio arriva, infatti, il primo Tartufo Nero Festival di Roccafluvione. Il borgo in provincia di Ascoli Piceno si candida così a diventare un nuovo punto di interesse per quanti sono appassionati di tartufo nero pregiato, che cresce nei boschi di Roccafluvione e nei territori limitrofi e che, da quest’anno, sarà non solo al centro di una mostra mercato, ma anche occasione di approfondimento culturale.


Il Nero di Roccafluvione, che cresce tra i 5 e i 20 cm di profondità nei terreni freschi e calcarei della zona, è raccolto grazie all’uso di cani addestrati e tecniche tradizionali tramandate di generazione in generazione. Roccafluvione è un comune sparso e fa parte dell’Unione montana del Tronto e Valfluvione. Deve il suo nome al torrente Fluvione e ai castelli medievali che un tempo punteggiavano la zona e custodisce tesori come il suggestivo Ponte Nativo, simbolo del comune, le cascate di Forcella e i misteriosi massi erratici dei castagneti di Meschia. Il territorio offre anche splendidi percorsi naturalistici, come il Grande Anello dei Borghi Ascolani, ideale per gli amanti del turismo lento, tra natura incontaminata e panorami mozzafiato. Il programma del Festival prevedrà appuntamenti dedicati alla scoperta del tartufo nero: mostre mercato, degustazioni, esperienze di truffle hunting e incontri con esperti e chef.

A Eataly Roma due weekend all’insegna della Cacio e pepe

A Eataly Roma due weekend all’insegna della Cacio e pepeRoma, 13 gen. (askanews) – Torna per due weekend, il 17, 18 e 19 e il 24, 25 e 26 gennaio, il Cacio e Pepe Festival a Eataly Roma: le più eccellenti realtà della ristorazione romana metteranno in campo materie prime di altissima qualità e la loro grande esperienza, per offrire un’ampia e gustosa varietà di assaggi, dalle versioni tradizionali a quelle più innovative. Il gusto dei fritti “di una volta” con contaminazioni moderne e autentiche si farà spazio a Eataly Roma con Santí tradizione contadina: dal carciofo alla giudia, fonduta di pecorino gran riserva Monti Lattari, pepe del Sichuan e menta, alla crocchetta di patate arrostite e caciocavallo affumicato dell’azienda Ammano con besciamella al pepe.


Tutta l’esperienza della cucina romana avrà il sapore dei tonnarelli conditi con un grande classico, la salsa alla cacio e pepe di Felice a Testaccio. Se la tradizione si conferma nei mezzi paccheri artigianali acqua e farina cacio e pepe con pecorino romano Dop, pepe Sarawak, limoni e carciofi romaneschi del ristorante Angelina, Il Pescatorio – Street food sdogana la cacio e pepe in versione gourmet attraverso la cucina marinara con il tortello ripieno di cacio&pepe con scampi e lime e anche il supplì al ragù di polpo ubriaco con salsa cacio e pepe. Ceralli, lo storico forno a legna dal 1920 dei Castelli Romani, approda al Festival di Eataly Roma con le sue proposte salate e dolci. Imperdibile il carciofo in crosta di pane cacio e pepe con lievito madre del 1950, cotto a legna con fascine di castagno, pepe nero penja, pecorino romano Dop Fulvi.


Il festival è a ingresso gratuito. Tutte le proposte enogastronomiche potranno essere acquistate tramite gettoni, presso le casse dedicate.

Domani il premio Bper Green Innovation a protagonisti ortofrutta

Domani il premio Bper Green Innovation a protagonisti ortofruttaRoma, 13 gen. (askanews) – Verrà assegnato martedì 14 gennaio a Bologna, nell’ambito dell’edizione 2025 di Protagonisti dell’Ortofrutta Italiana, il premio “Green Innovation” di BPER Banca, giunto alla settima edizione. La scelta di BPER punta su uno dei dieci Protagonisti dell’Ortofrutta Italiana indicati dalla rivista Corriere Ortofrutticolo, storico punto di riferimento del settore, in partnership con Fruitimprese, CSO Italy, Italia Ortofrutta Unione Nazionale, Confagricoltura e Fedagromercati.


Il settore ortofrutticolo vive un momento di sfide, basti pensare al cambiamento climatico e al rapido mutamento dello scenario internazionale di mercato, che richiede risposte forti in tema di innovazione e sostenibilità, mantenendo ferma l’alta qualità del made in Italy. L’evento di martedì sarà un momento di incontro e di confronto su questi temi. “Siamo ancora una volta – sottolinea Marco Lazzari, responsabile Servizio Agri Banking di BPER Banca – partner di Protagonisti dell’Ortofrutta, una manifestazione che mette al centro il settore ortofrutticolo, un momento di incontro e di valorizzazione di un settore dove la nostra Banca vuole essere protagonista insieme agli imprenditori. Il Premio BPER Banca, giunto alla settima edizione, vuole inoltre offrire un riconoscimento all’azienda che si è distinta più di tutte per l’innovazione e la sostenibilità”.

Coldiretti: in 2024 record eventi estremi pesa su agricoltura

Coldiretti: in 2024 record eventi estremi pesa su agricolturaRoma, 13 gen. (askanews) – Il maltempo torna a colpire l’Italia dopo un 2024 che ha fatto registrare il record di eventi estremi, oltre dieci al giorno, confermando il sempre più pesante impatto dei cambiamenti climatici che alla sola agricoltura sono costati nove miliardi di euro nell’anno appena concluso. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla banca dati Eswd diffusa in occasione della nuova perturbazione che sta colpendo soprattutto il Centro Sud flagellato da neve, vento e pioggia, con allerta gialla in sette regioni meridionali a partire da Campania, Basilicata e Calabria. Ma la situazione preoccupa anche in Toscana, Umbria ed Emilia Romagna. Gravi danni si segnalano in provincia di Salerno, dove il vento ha scoperchiato le mettendo a rischio le coltivazioni di insalata, mentre le bufere di pioggia hanno distrutto arnie e ortaggi.


Il risultato degli eventi climatici estremi del 2024 è che agli effetti del maltempo si sono sommati quelli della siccità con cali a doppia cifra per alcune produzioni simbolo dal grano (-20%) all’olio d’oliva (-32%), colpiti dalla mancanza di pioggia, al riso e alle nocciole flagellati dal meteo. Senza dimenticare gli effetti delle epidemie che hanno flagellato le stalle italiane, dalla peste suina africana alla lingua blu, fino all’aviaria, con centinaia di migliaia di animali abbattuti. Il 2024 ha visto ben 3773 tra nubifragi, grandinate, tornado e tempeste di vento, con un aumento del 9% rispetto al 2023. Ma se si considera il 2014, nel giro di un decennio gli eventi estremi sono praticamente quadruplicati. Un’anomalia peraltro confermata dal dato sulle temperature che, secondo Isac Cnr, hanno visto il 2024 in Italia come il più caldo di sempre, con 1,35° in più rispetto alla media storica, con punte di 1,44 gradi al Centro e al Sud.


Dinanzi agli impatti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, la Coldiretti rilancia quindi la proposta di un piano invasi con sistemi di pompaggio, che consentirebbe di garantire acqua nei periodi di siccità ma anche di limitare l’impatto sul terreno di piogge e acquazzoni sempre più violenti che accentuano la tendenza allo scorrimento dell’acqua nei canali asciutti. Si tratta di un progetto, spiega in una nota, immediatamente cantierabile per una rete di bacini di accumulo. Sarebbero realizzati senza cemento, con pietra locale e con le stesse terre di scavo con cui sono stati preparati, per raccogliere la pioggia e utilizzarla in caso di necessità. L’obiettivo è raddoppiare la raccolta di acqua piovana garantendone la disponibilità per gli usi civili, per la produzione agricola e per generare energia pulita idroelettrica, contribuendo anche alla regimazione delle piogge in eccesso e prevenendo il rischio di esondazioni. Fondamentale in questa ottica il recupero degli invasi già presenti sul territorio attraverso un’opera di manutenzione.

Illy è il caffè ufficiale di Ita Airways

Illy è il caffè ufficiale di Ita AirwaysMilano, 10 gen. (askanews) – Partnership tra Ita Airways e illy per portare il caffè triestino nelle lounge aeroportuali della compagnia e a bordo degli aerei in tutte le classi, economy, premium e business.


Le sale di Ita Airways a Roma Fiumicino e a Milano Linate, saranno tutte personalizzate con richiami al claim di illy mentre all’interno delle lounge come a bordo degli aerei saranno serviti il blend illy 100% Arabica e le preparazioni a base di espresso. “La partnership con Ita Airways rappresenta per noi un importante accordo dal grande potenziale, che ci permetterà di offrire ai milioni di viaggiatori che ogni anno volano con la compagnia aerea l’esperienza di un caffè di qualità superiore e sostenibile – commenta Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè – Forte di una tradizione lunga oltre 90 anni, illy è oggi un simbolo della cultura italiana del caffè che, grazie a questa collaborazione, ci auguriamo possa essere apprezzata da un numero sempre maggiore di persone”. “Integrare il caffè illy nelle nostre lounge e a bordo dei nostri aerei rappresenta un passo importante nel nostro impegno a offrire ai passeggeri un’esperienza unica, all’insegna della qualità e dell’autenticità – ha aggiunto Andrea Benassi, direttore generale di Ita Airways – L’obiettivo di Ita Airways è rendere ogni viaggio un’immersione nel meglio del made in Italy. Questa collaborazione con illy rafforza e valorizza ulteriormente la nostra missione”.

De Cecco: il tribunale de L’Aquila rigetta ricorso ex consiglieri

De Cecco: il tribunale de L’Aquila rigetta ricorso ex consiglieriMilano, 10 gen. (askanews) – Il tribunale de L’Aquila, con un provvedimento del 30 dicembre, ha rigettato il ricorso di alcuni soci ed ex consiglieri di De Cecco. Lo riferisce in una nota il pastificio di Fara San Martino in cui precisa che, a novembre, anche il Collegio Arbitrale si era pronunciato contro l’ipotesi di irregolarità nella nomina dei componenti del consiglio di amministrazione avvenuta nell’assemblea del luglio 2023, ritenendole infondate. “Sia il Collegio Arbitrale adito, sia il Tribunale de L’Aquila hanno riconosciuto la piena regolarità dell’operato del consiglio di amministrazione e dell’assemblea – sottolinea l’azienda – In tutte le sedi è stata confermata la correttezza e la legittimità dell’azione amministrativa e dell’attività di controllo esercitate dagli organi sociali competenti”.


Il 2023 per De Cecco si era chiuso con ricavi superiori ai 630 milioni di euro, con una crescita del 22,5% negli ultimi due anni, un trend positivo che, conferma l’azienda, è proseguito nel 2024. E anche il 2025, aggiunge, “si prospetta come un anno di svolta, anche per quanto riguarda gli assetti societari”. Lo scorso ottobre poi l’assemblea ha nominato un nuovo consiglio di amministrazione, in continuità con il precedente, con la riconferma del Filippo Antonio De Cecco come presidente (carica che ricopre da 32 anni) e amministratore delegato. Accanto a lui, sono stati rinnovati i consiglieri Gianni Letta, Mario Boselli, Bruno Pavesi, Beatrice De Cecco, Giuseppe Adolfo De Cecco, Giuseppe Alfredo De Cecco e sono stati nominati nuovi membri, Francesco Pugliese e Giuseppe Aristide De Cecco. “Queste decisioni – prosegue l’azienda – confermano e rafforzano l’operato degli amministratori, il cui impegno, insieme alla competenza degli organi di controllo, è rimasto solido nonostante le azioni giudiziarie promosse da alcuni soci ed ex consiglieri”. “De Cecco si prepara ad affrontare le sfide del mercato con fiducia, puntando a raggiungere nuovi importanti risultati. Vi sono tutte le condizioni per un programma di potenziamento che, grazie a un piano quinquennale lungimirante, miri ad incrementare significativamente il fatturato – conclude – Tra le strategie principali, il Consiglio di Amministrazione intende valorizzare ulteriormente il marchio e rafforzare le linee di prodotto alimentare diverse dalla pasta”.

Pernigotti torna nel mercato dei gelati con semilavorati per professionisti

Pernigotti torna nel mercato dei gelati con semilavorati per professionistiMilano, 9 gen. (askanews) – Pernigotti torna nel mercato dei semilavorati per la gelateria con il nuovo brand Signor Stefano. La storica azienda dolciaria di Novi Ligure (Alessandria), dal 2022 di proprietà del fondo di investimento lussemburghese JP Morgan Asset Management e di Invitalia, rientra in un settore dove è stata tra gli operatori di riferimento fino a quando, nel 2019, sotto la proprietà del gruppo turco Toksoz, aveva ceduto a terzi il relativo ramo d’azienda.


La presentazione di questa iniziativa è prevista al Sigep World 2025, il 46esimo salone internazionale dedicato al foodservice, i programma dal 18 al 22 gennaio alla Fiera di Rimini. Il brand “Signor Stefano” è un omaggio a Stefano Pernigotti, nome del fondatore e anche dell’omonimo ultimo erede e cavaliere del lavoro della dinastia di imprenditori dolciari. “La nostra azienda è stata la prima a produrre a livello industriale semilavorati di alta qualità per la gelateria professionale a metà degli anni ’30 ed il legame con questo settore è ancora vivo nella memoria degli operatori specializzati – conferma Attilio Capuano, amministratore delegato di Pernigotti – E’ una grande emozione rientrare in questo mercato omaggiando il fondatore Stefano Pernigotti con il lancio del nuovo brand Signor Stefano. Intendiamo così sottolineare la profondità delle radici ed il legame con il territorio di Novi Ligure, dove tutto è cominciato e dove lavoreranno le maestranze e le linee produttive dedicate a questa nuova avventura. Il grande ritorno di Pernigotti in questo ramo di business rappresenta un ulteriore passo in avanti verso il rilancio dell’azienda ed è espressione di un lavoro di concerto tra il nuovo management ed i soci, fortemente determinati nel restituire a Pernigotti le posizioni di mercato che ha sempre occupato”.


Sono circa 60 le referenze relative a semilavorati (polveri e creme) per le gelaterie professionali che rientrano sotto il brand Signor Stefano. E’ stata anche creata la nuova divisione gelateria, con la collaborazione di professionisti del settore, ed avviata la commercializzazione in Italia e all’estero. “Esattamente come per il lavoro fatto per i prodotti iconici di Pernigotti nel mondo consumer, che sono stati rivisitati, innovati e qualitativamente migliorati, come ad esempio con l’utilizzo di sole nocciole italiane – sottolinea Gianluca Cazzulo, direttore commerciale di Pernigotti – anche nel mondo dei semilavorati per gelateria Pernigotti proporrà i suoi altissimi standard qualitativi, ancorati alla tradizione ma che recepiranno le ultime tendenze emerse in questi cinque anni di assenza dal mercato. Pernigotti, infatti, aspira a ritornare ad essere un’azienda di riferimento nei prodotti a base cioccolato, gianduia e pasta nocciola. Siamo consapevoli di entrare in un mercato oggi piuttosto affollato: è una sfida molto stimolante che affrontiamo con entusiasmo, umiltà, ma al contempo con tanta determinazione, forti del percorso fino ad ora intrapreso che ha visto, in soli due anni, la divisione dolciaria tornare a recitare un ruolo da protagonista nel mercato di riferimento”.

Burger King: a dicembre aperti 14 nuovi ristoranti, salgono a 294

Burger King: a dicembre aperti 14 nuovi ristoranti, salgono a 294Milano, 9 gen. (askanews) – A dicembre Burger King restaurants Italia ha annunciato l’apertura di 14 nuovi ristoranti, raggiungendo quota 104 di proprietà diretta. Il fast food ha segnato così 10 aperture dirette nel corso del 2024 tenendo fede al piano di sviluppo intrapreso da due anni. Le ultime aperture dirette sono state quelle dei ristoranti di Pomezia, in provincia di Roma, inaugurato il 22 dicembre, e di Trezzano sul Naviglio, provincia di Milano, aperto il 31 dicembre.


Il ristorante di Pomezia impiega 21 dipendenti, si sviluppa su una superficie di 414 metri quadrati, con 118 posti a sedere interni e 22 esterni, presenta un’area giochi “Play king” interna ed esterna, pensata per il divertimento dei più piccoli e prevede il servizio Drive. Il Burger King inaugurato a Trezzano, invece, conta 24 dipendenti e si sviluppa su una superficie di 102 metri quadrati, con 70 posti a sedere interni. All’interno dei ristoranti sarà possibile effettuare l’ordine attraverso diverse modalità tra cui la possibilità di ordinare dal tavolo tramite un QR code. Sono previsti, inoltre, anche il servizio al tavolo e il servizio di home delivery. Queste ultime aperture si aggiungono a quelle dei ristoranti di Camposampiero (PD) e di Milano, in viale Corsica e in via Solari, tutti inaugurati tra novembre e dicembre.


Con i 26 ristoranti aperti nel 2024, l’azienda prosegue, e in continuità con lo scorso anno, la propria crescita su tutto il territorio italiano, dove è oggi presente con 294 ristoranti, di cui 190 in franchising.

Finanziamento di 30 mln al molino Casillo da Cassa centrale banca

Finanziamento di 30 mln al molino Casillo da Cassa centrale bancaMilano, 9 gen. (askanews) – Un finanziamento di 30 milioni di euro per Casillo, azienda pugliese di trasformazione del grano da 2 miliardi di fatturato annuo, per supportare l’innovazione e la crescita sui mercati esteri. A erogarlo un pool di sei Bcc coordinato dalla Cassa centrale banca. Il finanziamento, garantito al 70% da Sace Futuro, consentirà a Casillo società benefit di favorire le attività di export e internazionalizzazione e di supportare il lancio sul mercato mondiale di uno sfarinato innovativo, sostenibile e circolare, in linea con le richieste dei consumatori di prodotti salutari e nutraceutici.


L’operazione di finanziamento, della durata di 96 mesi, dimostra la volontà del gruppo bancario cooperativo di affiancare nel loro sviluppo le imprese italiane della filiera agricola e alimentare. Il gruppo Casillo è un’azienda pugliese specializzata nell’acquisto, trasformazione e commercializzazione del grano con sedi 9 regioni italiane e il quartier generale a Corato, nel Barese. “Siamo molto soddisfatti di aver concluso questa operazione – commenta Letterio Merlino, chief lending officer di Cassa Centrale Banca – che conferma ancora una volta il nostro impegno concreto a supporto delle imprese dei nostri territori, che si distinguono anche a livello internazionale”. “Anche grazie a questo finanziamento – prosegue Francesco Casillo, presidente e amministratore delegato di Casillo – finalizzeremo il lavoro di ricerca e sviluppo dei nostri laboratori durato oltre quattro anni con il lancio sul mercato da gennaio 2025 di un rivoluzionario sfarinato, Altograno, che con elevate proprietà nutrizionali (più proteine, più fibre e meno carboidrati) unito a un gusto eccezionale, creerà una nuova categoria merceologica al servizio del mercato, in linea con le esigenze crescenti dei consumatori di prodotti salutari e sostenibili”.