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Coca Cola: Paola Donelli frontline marketing director Italia e Albania

Coca Cola: Paola Donelli frontline marketing director Italia e AlbaniaMilano, 8 gen. (askanews) – Paola Donelli è stata nominata frontline activation marketing director Italia e Albania, per coordinare il team che gestisce le strategie di marketing e comunicazione dei brand di The Coca-Cola Company nei due Paesi.


Laureata in Business administration all’Università Bocconi, dove ha sviluppato solide competenze in marketing, trade marketing e business management, Paola ha un’esperienza di oltre 25 anni in grandi aziende multinazionali leader nel settore del largo consumo. Dopo aver iniziato la propria carriera in Kraft Foods e Mondelez (1998-2017), dove ha gestito brand globali e locali in diverse categorie merceologiche e canali di vendita, nel 2018 è entrata in Mars come direttore marketing per l’Italia. In questo ruolo, ha sviluppato piani a supporto della crescita dei marchi leader del settore dolciario di Mars, come M&Ms, Twix e Snickers, e a partire dal 2020 ha esteso il suo raggio d’azione al Sud Europa, gestendo oltre all’Italia, anche Grecia, Cipro e Malta, nonché l’intero portafoglio di categorie di Mars, tra cui food e petcare.


“Sono felice di entrare a far parte di The Coca-Cola Company e di iniziare questa nuova avventura – afferma Paola Donelli – Una sfida che ho accettato con entusiasmo, con l’obiettivo di rafforzare insieme alla mia squadra il valore dei brand dell’azienda, continuando a puntare su una combinazione di iconicità e innovazione che da sempre ci contraddistingue e sulla capacità di soddisfare le esigenze in costante evoluzione dei consumatori”.

Michela Filippi è la nuova direttrice marketing di Heineken Italia

Michela Filippi è la nuova direttrice marketing di Heineken ItaliaMilano, 7 gen. (askanews) – A partire da gennaio 2025, Michela Filippi ha assunto il ruolo di marketing director di Heineken Italia. Nel suo nuovo incarico, Filippi consoliderà la strategia marketing del portafoglio dei brand del gruppo come Heineken, Birra Moretti, Ichnusa, Birra Messina e Dreher, spiega in una nota la multinazionale olandese. Avrà inoltre la responsabilità di rafforzare la leadership di Heineken nel nostro Paese in un mercato in continua evoluzione e guidarne la crescita sostenibile anche in futuro.


Filippi è entrata in Heineken Italia nel 2020, guidando il marketing di Ichnusa e sviluppando la crescita di Birra Messina. Prima, aveva ricoperto il ruolo di marketing and trade marketing director in Henkel Beauty Care e precedentemente ha lavorato presso L’Oreal. “Michela è una leader appassionata e affidabile, siamo entusiasti che abbia accolto l’importante sfida in questo nuovo ruolo – dichiara Alexander Koch, Ad di Heineken Italia – Sempre attenta alle esigenze dei consumatori e all’anticipazione delle tendenze future, Michela ha dimostrato in questi anni la capacità di guidare l’implementazione di progetti chiave dell’azienda con grande attenzione alla qualità. La sua visione strategica unita a un bilanciato pragmatismo, la capacità di affrontare le sfide con determinazione e di promuovere un ambiente di lavoro positivo e innovativo la rendono preziosa nel nostro team”.


Michela Filippi ha sostituito Jan Bosselaers, che è ha guidato il team marketing di Heineken Italia negli ultimi quattro anni e dal primo gennaio è stato nominato direttore marketing di Heineken Netherlands commerce. “Desidero ringraziare Jan Bosselaers per lo straordinario contributo di questi anni per far consolidare la crescita dei nostri brand, rispondendo alle esigenze dei consumatori. Jan è un leader appassionato e autentico che promuove la motivazione, lo sviluppo delle persone e la vera collaborazione inter-funzionale per costruire il successo. Gli auguriamo ogni successo nel suo nuovo ruolo”, ha concluso Koch.

Nasce il primo spazio esperienziale e sensoriale sul cioccolato

Nasce il primo spazio esperienziale e sensoriale sul cioccolatoRoma, 23 dic. (askanews) – Nascerà nel 2025 in Italia il primo spazio esperienziale e sensoriale sul cioccolato in Italia grazie a Ciocomiti, azienda dolciaria trentina specializzata nella produzione di cioccolato artigianale di alta qualità. In questo itinerario si potrà compiere un itinerario nel mondo del cacao: a partire dalla storia del prodotto, attraversando le aree geografiche di coltivazione, per arrivare alle modalità di coltivazione e produzione, si potrà compiere un percorso bean to bar (dalla fava di cacao alla tavoletta), ricco di attività interattive che coinvolgeranno i visitatori in un viaggio stupefacente tra cacao e territorio trentino.


Questa inedita chocolate experience, che valica i confini del mero museo aziendale, e attrarrà turisti, scuole e tutti gli amanti del cibo degli dei, coprirà oltre 350 metri quadri degli oltre 2200 della nuova sede produttiva e del nuovo negozio Ciocomiti Café appena aperti a Dimaro Folgarida (Trento). L’inaugurazione dimostra la continua crescita di questa azienda che è un’eccellenza della Val di Sole. Nel panorama affollato del settore, Ciocomiti si distingue non soltanto perché è stata la prima in Italia ad affinare la massa di cacao in quota, ma anche per la ricerca e l’innovazione che ha contribuito a creare alcuni must nel proprio variegato catalogo di prelibatezze.


Grazie alla grande varietà e peculiarità dei suoi prodotti l’azienda nata nel 2014 da una scommessa del fondatore Matteo Fedrizzi, cui si è presto unito con una quota di minoranza l’altro socio amministratore Luca Bondioli, sta mietendo un successo dopo l’altro: dopo aver toccato i 2,5 milioni di euro di fatturato nel 2023, il 2024 si chiuderà oltre i 3 milioni, puntando a superare i 4 milioni nel 2025, per arrivare poi in 3 anni a 8 milioni, che contribuiranno a nuove assunzioni oltre i 28 dipendenti e i 22 lavoratori stagionali attualmente impiegati. Nel 2025 oltre ai negozi di Ortisei, Madonna di Campiglio e Passo del Tonale e al nuovissimo Ciocomiti Café di Dimaro Folgarida, si aggiungeranno altri due punti vendita a Trento e Verona, con il piano di allargarsi progressivamente a tutto il nord Italia.

La filiera del ‘Berry’ protagonista a Macfrut 2025

La filiera del ‘Berry’ protagonista a Macfrut 2025Roma, 26 dic. (askanews) – La filiera del Berry protagonista a Macfrut 2025. L’edizione numero 42 della fiera della filiera internazionale dell’ortofrutta, in programma da martedì 6 a giovedì 8 maggio al Rimini Expo Centre, riserverà un’apposita Berry Area dedicata ai piccoli frutti con uno spazio eventi, un’area espositori e percorsi di business riservati alle aziende. A realizzarla è Ncx Drahorad in collaborazione con Macfrut.


Da tempo Macfrut ha posto l’attenzione ai berries. Nell’edizione 2023 il mirtillo era stato scelto quale prodotto simbolo della fiera, più di recente gli ha dedicato una videolezione della Macfrut Academy con un focus specifico sulla filiera dei Paesi del Mediterraneo. Il motivo di questo interesse è semplice: i berries a livello globale coinvolgono un mercato di oltre 40 miliardi di dollari in un percorso di crescita che interessa tutte le categorie. Prima di tutto la fragola, che “pesa” per oltre la metà dei berries, la cui crescita produttiva a livello mondiale nell’ultimo decennio è stata del 28%. Ancora più marcato l’incremento del mirtillo che in un decennio ha registrato un vero e proprio boom delle superfici (+128%), dai 115mila ettari del 2014 ai 262mila del 2023. E ancora, le more con un +6,2% nei consumi annui e i lamponi capaci di quadruplicare in dieci anni la produzione arrivata a 150mila tonnellate.


“È in questo scenario che si inserisce la Berry Area di Macfrut 2025, la prima completamente dedicata ai piccoli frutti all’interno della fiera – spiega Thomas Drahorad, Presidente di Ncx – In sinergia con la tipologia di fiera che caratterizza Macfrut, l’intento è proprio quello di presentare la filiera dei berries con un’area riservata agli espositori, accompagnata da un programma di incontri ed eventi sui piccoli frutti. A pochi giorni dal lancio della Berry Area hanno già confermato la loro presenza primarie aziende di tutta la filiera”. La Berry Area sarà strutturata in due parti: una zona eventi chiamata Berry Show, che darà spazio a speech tenuti da esperti, integrata con un’area espositiva; Berry Route che conduce il visitatore in un percorso lungo le aziende di berries dislocate in varie parti della fiera.

I formaggi Dop interpreti sulle tavole di Natale

I formaggi Dop interpreti sulle tavole di NataleRoma, 26 dic. (askanews) – I prodotti caseari, soprattutto quando si parla di eccellenze DOP, sono una conferma ad ogni Natale: a sottolinearlo è “Think Milk Taste Europe, Be Smart”, il progetto promosso dal settore lattiero-caseario di Alleanza delle Cooperative Italiane, realizzato da Confcooperative con il cofinanziamento della Commissione europea, che ribadisce il ruolo principe dei formaggi come ingredienti di grande versatilità, nonché come degni regali gastronomici.


Per questo Natale, “Think Milk, Taste Europe, Be Smart” propone una variazione di ricette con l’intento di mettere in risalto, dagli antipasti al primo, il sapore autentico di alcuni formaggi cooperativi DOP. Che si tratti di formaggi a crosta, a pasta dura, a pasta filata, di stagionati, di erborinati o di freschi, il fascino dei formaggi italiani DOP trova così la migliore espressione nei piatti delle feste. E se a farla da padrone ci sono alcune delle DOP più blasonate come Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola o Asiago, ogni regione o parte d’Italia ha la propria specialità casearia locale, che parte dal Nord con il Bitto, lo Strachitunt, il Castelmagno per citarne solo alcuni, passando per il centro con la Casciotta d’Urbino, il Pecorino delle Balze Volterrane per approdare verso il sud con la Mozzarella di Bufala Campana, il Caciocavallo Silano e il Ragusano.


“Portare sulle tavole di Natale, in versione ricetta o degustazione, i formaggi della nostra tradizione casearia – ribadisce Giovanni Guarneri di Alleanza delle Cooperative – è un modo per valorizzare e portare avanti la cultura agroalimentare del nostro paese, nonché sostenere la creatività e la maestria, il territorio e le comunità che lavorano intorno al prodotto stesso”. Ecco, perché, quest’anno, con il progetto ‘Think Milk, Taste Europe, Be Smart’ abbiamo fatto in modo che lo spirito del Natale portasse con sé il sapore dei nostri formaggi cooperativi e delle nostre DOP, grazie alle quali va il merito di salvaguardare un patrimonio fatto di storie, pratiche antiche e identità distintive”.

Fao pubblica linee guida sorveglianza influenza nei bovini

Fao pubblica linee guida sorveglianza influenza nei boviniRoma, 23 dic. (askanews) – In mezzo a un’ondata di segnalazioni di infezioni di influenza aviaria nei bovini e in altri mammiferi, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha pubblicato nuove linee guida che consigliano ai suoi membri come implementare programmi di sorveglianza efficaci per la diagnosi precoce dell’influenza nei bovini.


Dalla sua comparsa oltre due decenni fa, il virus dell’influenza aviaria altamente patogena (HPAI) H5N1 si è evoluto in vari cladi. Il clade 2.3.4.4b, rilevato per la prima volta nel 2021, ha dimostrato una notevole capacità di infettare un’ampia gamma di specie, tra cui uccelli selvatici, pollame e, più di recente, mammiferi sia terrestri che marini, tra cui tigri, orsi, foche e gatti e cani domestici. I rilevamenti nei bovini da latte nel 2024, insieme ai casi tra i lavoratori agricoli esposti a bovini infetti, sottolineano l’urgente necessità di rafforzare i sistemi di sorveglianza. “Considerando la diffusione mondiale dell’influenza A(H5N1) del clade 2.3.4.4b, è previsto il passaggio dagli uccelli ai bovini (e probabilmente dai bovini agli esseri umani) in altri paesi”, secondo la nuova pubblicazione della FAO, Raccomandazioni per la sorveglianza dell’influenza A(H5N1) nei bovini, con un’applicazione più ampia ad altri mammiferi da allevamento.


Le nuove linee guida della FAO seguono una precedente pubblicazione tecnica che riassume la situazione emergente, le lacune di conoscenza e le azioni di gestione del rischio raccomandate e sottolineano il ruolo fondamentale di sistemi di sorveglianza passiva efficaci che incoraggiano la segnalazione di casi sospetti da parte di allevatori e veterinari. Una segnalazione migliorata dovrebbe concentrarsi sulle aree ad alto rischio come quelle con popolazioni dense di pollame o bovini da latte o attività di uccelli migratori e si dovrebbe prendere in considerazione l’attingere a fonti informali tra cui variazioni dei prezzi di mercato, social media e reti comunitarie. Le linee guida sono progettate per migliorare la rilevazione precoce degli eventi di spillover e supportare misure di controllo delle malattie basate sulle prove, mirando ad aiutare i membri a ottimizzare l’uso di risorse limitate sfruttando le attività di sorveglianza esistenti per raggiungere i loro obiettivi di sorveglianza. Queste raccomandazioni hanno un’applicazione più ampia ad altre specie di bestiame da allevamento.

Ferrero: in Italia fatturato oltre 1,8 mld spinto da Kinderini e gelati

Ferrero: in Italia fatturato oltre 1,8 mld spinto da Kinderini e gelatiMilano, 23 dic. (askanews) – Ferrero chiude l’esercizio 2023-2024 in crescita nel nostro Paese grazie all’innovazione di prodotto che ha trainato i risultati. La holding delle attività italiane, Ferrero Spa, ha generato un utile di 168,7 milioni di euro dai 139,6 milioni ad agosto 2023. Tale risultato, spiega il gruppo, è determinato da un sensibile incremento sia dei ricavi netti, pari a 235,6 milioni di euro, in aumento di 13,4 milioni rispetto all’esercizio precedente (222,2 milioni al 31 agosto 2023), che del risultato della gestione finanziaria.


Il fatturato di Ferrero Commerciale Italia, la società che, tra le altre cose, si occupa della distribuzione e della vendita di prodotti dolciari ed affini sul mercato italiano, ha raggiunto gli 1,8173 miliardi di euro in crescita del 3,5% rispetto agli 1,7566 miliardi al 31 agosto 2023 e un utile di esercizio di 57 milioni di euro, in crescita del 7,1% dai 53,2 al 31 agosto 2023. La performance delle vendite (sell-out) sul mercato nazionale (distribuzione moderna, negozi tradizionali e discount) dell’insieme dei prodotti Ferrero è stata caratterizzata da crescita a valore. Per il conseguimento di questo risultato, spiega il gruppo di Alba, sono stati decisivi i contributi delle innovazioni grazie ai lanci dei biscotti Kinder Kinderini, di Nutella gelato e di Nutella croissant. È stato rilevante anche il contributo del lancio di Fulfil e delle vendite realizzate nell’ambito delle occasioni per il segmento Chocolate, in continuità con quanto consuntivato negli esercizi precedenti.


Per quanto riguarda Ferrero Industriale Italia, attiva nella lavorazione e trasformazione di materie prime in prodotti finiti nonché nella gestione dei rapporti con i terzisti e dei controlli inerenti la qualità attraverso i quattro stabilimenti di Alba, Pozzuolo Martesana, Balvano e Sant’Angelo dei Lombardi ha realizzato un fatturato al 31 agosto 2024 pari a 860,7 milioni di euro (+6,8% vs. 805,7 milioni al 31 agosto 2023) ed un utile di 59,6 milioni di euro (in aumento rispetto ai 56,5 milioni al 31 agosto 2023). In materia di investimenti produttivi, l’azienda di Alba ha confermato il proprio impegno nel contesto italiano investendo nei 4 poli produttivi (Alba, Pozzuolo Martesana, Sant’Angelo dei Lombardi eBalvano) tramite Ferrero Industriale Italia 98 milioni di euro in beni materiali. Negli ultimi 10 anni di attività e nel solo perimetro nazionale gli investimenti industriali realizzati dal gruppo Ferrero sul territorio hanno raggiunto 1,4 miliardi di euro. Sul fronte del lavoro, in particolare, l’organico medio dell’esercizio2023-2024, aggregando il dato della holding e quello delle quattro società controllate, risulta pari a 7.004 unità, in incremento rispetto all’esercizio precedente di 77 unità. L’organico puntuale al 31 agosto 2024 risulta pari a 7.776 unità.

Il ministro Lollobrigida firma il decreto sui vini dealcolati

Il ministro Lollobrigida firma il decreto sui vini dealcolatiRoma, 23 dic. (askanews) – Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha firmato oggi il decreto sui vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Lo rende noto in un comunicato Federvini sottolineando che la firma “rappresenta un importante passo avanti per il settore vitivinicolo italiano”.


Il provvedimento, che disciplina le disposizioni nazionali sulla produzione di vino dealcolato o parzialmente dealcolato nel nostro Paese, arriva a seguito dell’intesa raggiunta presso la Conferenza Stato-Regioni sulla bozza del provvedimento messa a punto nei mesi scorsi dagli uffici di via XX Settembre. Il testo finale si caratterizza per alcune novità, alcune frutto del confronto con le Regioni, altre introdotte per tenere conto dei suggerimenti emersi nel corso dell’incontro tra il Ministro e i Presidenti delle Associazioni di settore il 26 novembre scorso, tra cui l’uso del descrittore “dealcolato” in luogo della non felice traduzione dall’inglese “dealcolizzato”.


“La firma del decreto, giunta entro l’anno come promesso dal Ministro Lollobrigida, è un risultato significativo per il comparto vitivinicolo italiano, in una cornice normativa che non lasciava molti margini di manovra – commenta la presidente di Federvini Micaela Pallini – Continueremo a lavorare per valorizzare la tradizione e il patrimonio enologico italiano anche attraverso l’introduzione di nuovi prodotti capaci di rispondere alle esigenze di un pubblico, soprattutto internazionale, sempre più attento e diversificato”. Federvini accoglie con favore questo nuovo quadro normativo, che rappresenta una base solida per lo sviluppo dei vini dealcolati, un segmento in espansione capace di attrarre nuovi consumatori e di consolidare la competitività del Made in Italy nel mondo.

In Puglia annata agraria tra luci e ombre a causa siccità

In Puglia annata agraria tra luci e ombre a causa siccitàRoma, 23 dic. (askanews) – L’agricoltura pugliese nel 2024 supera i 4 miliardi di euro, guadagnando il 5% di Produzione Lorda Vendibile rispetto all’anno precedente, grazie alle ottime performance del settore olivicolo e oleario e dell’uva da tavola che hanno compensato le forti perdite registrate dal comparto cerealicolo, dalla frutta soprattutto dagli agrumi e dalle piante industriali, a causa della siccità e dei 154 eventi estremi che hanno falcidiato i campi. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati settore per settore di Coldiretti Puglia, diffusa in occasione del bilancio dell’annata agraria di fine anno.


Una agricoltura resiliente quella pugliese, che sta resistendo alle avversità climatiche e geopolitiche, spiega Coldiretti Puglia, contenendo le perdite anche sul fronte delle cessazioni, considerato che perde nel 2024 lo 0,03% delle aziende nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca, secondo i dati relativi al terzo trimestre di Movimprese. L’aumento in valore dell’agroalimentare pugliese è determinato principalmente dall’andamento del settore olivicolo e oleario, con il raccolto delle olive in Puglia crollato del 40% rispetto all’anno precedente a causa della siccità e della campagna di scarica, ma con un valore unitario delle olive che ha sfondato quota 1 miliardo di euro, ma anche il valore dell’olio risulta elevato.


La siccità non ha inciso sensibilmente solo sull’uva, per cui si registrano performance ottime dell’uva da tavola, con un leggero aumento delle produzioni e con mercati che hanno risposto molto bene rispetto all’offerta di apirene ma anche delle uve con semi pugliesi, con una PLV di quasi 643 milioni di euro. Anche l’uva da vino ha tenuto, dopo la disastrosa campagna dell’anno scorso a causa della peronospora, con i prezzi che nonostante le difficoltà iniziali non sono crollati, anche grazie alle prime risposte alle modifiche dei disciplinarti delle IGP, ma restano le preoccupazioni per l’andamento di mercato dei vini rossi. Agonia lenta e al momento introvertibile per il settore lattiero, con altre 13 stalle chiuse in Puglia da dicembre 2023 a giugno 2024, una perdita incolmabile causata dall’aumento dei costi di produzione e gestione, “a cui non corrisponde più una equa remunerazione del prezzo del latte alla stalla, che non può andare sotto i costi di produzione calcolati da Ismea, quando nella forbice tra produzione e consumo ci sono margini da recuperare per garantire un prezzo giusto e onesto che tenga conto dei costi degli allevatori e la necessaria qualità da assicurare ai consumatori”, conclude Coldiretti Puglia.

Nasce a Palermo la Federazione Strade vino olio sapori di Sicilia

Nasce a Palermo la Federazione Strade vino olio sapori di SiciliaRoma, 23 dic. (askanews) – Fare rete per avere una voce sola nel confronto con le istituzioni e per lavorare insieme su progetti comuni di ampio respiro e nel lungo periodo. Con questa visione nasce la Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Sicilia, che riunisce sotto un’unica sigla la Strada del Vino di Marsala – Terre d’Occidente, la Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna, la Strada del Vino Terre Sicane, la Strada del Vino e dei Sapori Val di Mazara, la Strada del Vino e dei Sapori del Valdinoto, la Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi e la Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria dal Barocco al Liberty.


Al timone del neonato soggetto, che avrà il proprio quartier generale a Palermo nella sede dell’Irvo (Istituto Regionale del Vino e dell’Olio), ci sarà un Consiglio direttivo composto dal presidente Salvatore Lombardo, dalla vicepresidente Luigia Sergio, dalla direttrice Marika Mannino e dai consiglieri Gina Russo, Gregorio Sparacino, Mario Tumbiolo, Luigi Bonsignore e Marco Domenico Parisi. “Siamo partiti dal concetto che stare uniti è sempre meglio che stare da soli con l’obiettivo di risvegliare l’attenzione delle istituzioni – spiega il presidente Salvatore Lombardo – Anche perché le Strade del Vino sono nate da una legge regionale nel 2002 che prevede la collaborazione con la Regione e con gli enti locali interessati per l’inserimento delle Strade nei diversi strumenti di promozione turistica. È il momento di ricominciare, come sta accadendo adesso, ad avere un’interlocuzione che può essere utile non solo alle Strade, che ovviamente non vendono vino ma valorizzano il territorio, ma anche alle stesse istituzioni. Cercheremo al più presto di portare avanti una politica unitaria a livello nazionale ma anche a livello europeo, dove spesso si evidenzia un gap nei confronti di altri organismi che svolgono analoga funzione nostra. Al momento – conclude – siamo sette Strade ma siamo aperti, ovviamente, a nuove adesioni”.