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Al via la campagna commerciale del marrone dell’Appennino Rmiliano

Al via la campagna commerciale del marrone dell’Appennino RmilianoRoma, 16 dic. (askanews) – Elevata disponibilità di prodotto (+65% rispetto al 2023) e buoni riscontri di mercato: è partita la prima campagna commerciale del “Marrone dell’Appennino Emiliano – Sapore di Montagna”. Un prodotto che ha visto aggregarsi tre consorzi, il Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese, il Consorzio Castanicolo dell’Appennino Modenese e il Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Reggiano, oltre all’azienda Mitica Srl, al Gruppo Alegra di Faenza e a Coop Italia che distribuisce in esclusiva il prodotto.


“Il progetto è nato in una terra, quella emiliano-romagnola, che conosce il valore dell’aggregazione e sa che può essere vincente, se di qualità – commenta Renzo Panzacchi, coordinatore dell’Associazione consorzi castanicoltori Appennino emiliano-romagnolo – siamo convinti che l’unione faccia la forza e, con questo spirito, abbiamo sviluppato il marchio collettivo ‘Marrone dell’Appennino Emiliano’. Oggi possiamo contare su circa 200 produttori che operano su una superficie di 800 ettari dislocati nelle tre province di Bologna, Modena e Reggio: i volumi disponibili, nettamente superiori a quelli dell’anno passato, ci permettono di essere ottimisti sulla campagna commerciale appena partita”. L’analisi dei dati produttivi parla di un raccolto 2024 che è tornato ai livelli medi storici, dopo gli enormi danni causati nel recente passato dal cinipide del castagno, la famosa ‘vespa cinese’, che per diversi anni dal 2009 ha flagellato i nostri areali e compromesso la capacità produttiva dei castagneti. “E il risultato avrebbe potuto essere ancora migliore se le abbondanti piogge cadute verso la fine della raccolta non avessero impedito l’uso delle macchine raccoglitrici, costringendo molti produttori ad interrompere una raccolta già resa complessa dalla scarsa disponibilità di manodopera che affligge tutto il settore agricolo”.

Cioccolato Modica Igp punta su cacao Igp e zucchero 100% italiano

Cioccolato Modica Igp punta su cacao Igp e zucchero 100% italianoRoma, 16 dic. (askanews) – Un nuovo primato per il Cioccolato di Modica Igp, che oltre ad essere il primo e unico cioccolato al mondo a denominazione, nel 2018 è stato tra i primi prodotti del made in Italy ad adottare il contrassegno di Stato e oggi è il primo a dotarsi del nuovissimo Passaporto digitale, composto da un contrassegno sicuro personalizzato e univoco ed un sistema digitale di informazioni specifiche che consente al consumatore di riconoscere l’autenticità e sicurezza del prodotto, la sua tracciabilità e la sua storia.


Il contrassegno sarà esposto su ogni barretta di Cioccolato di Modica Igp e ne garantirà autenticità e identità, essendo di fatto una piccola banconota realizzata dal Poligrafico con avanzate tecnologie di progettazione e stampa di sicurezza, tra cui l’impiego di carta filigranata, grafismi di sicurezza, guilloche, fibrille e inchiostri speciali, come ha spiegato il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra intervenuto oggi alla presentazione del nuovo Passaporto digitale per il Cioccolato di Modica Igp con il Consorzio e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Intanto, nel 2024 il Cioccolato di Modica Igp ha prodotto 22,3 milioni di barrette di cioccolato, l’87% delle quali, pari a 18,2 milioni, prodotto dalle 15 aziende aderenti al Consorzio di tutela, organismo riconosciuto ufficialmente dal Masaf proprio la scorsa settimana. “Per il Governo è importante valorizzare e supportare le filiere che puntano sulla qualità – ha detto il sottosegretario La Pietra – e con il Passaporto digitale spero che il Cioccolato di Modica sia un esempio virtuoso anche per gli altri Consorzi”.


Ma i progetti, per il cioccolato di Modica Igp, non si fermano qui. Nino Scivoletto, presidente del Consorzio, ha spiegato che “il cioccolato di Modica Igp è il prodotto trasformato per il quale vengono rilasciate più autorizzazioni. Oggi il Passaporto digitale – ha detto – ci da una sicurezza totale”. E, dopo avere reso Modica “la città a cui si pensa quando si parla di cioccolato”, ora il Consorzio ha un altro obiettivo in mente: diventare “il primo cioccolato Igp fatto con fave di cacao Igp”. Come? Con una serie di accordi con i due maggiori paesi produttori di cacao: la Costa d’Avorio e l’Indonesia. Nel primo caso, dalle autorità indonesiane è già stata presentata alla Commissione Europea richiesta del riconoscimento Igp per il cacao del distretto di Berau e speriamo nel 2025 di potere avere il primo cioccolato di Modica Igp da fave certificate”. Ancora, il cda del Consorzio “si sta attrezzando per avviare a Modica un impianto prodottivo di lavorazione in cui avere una pasta amara lavorata in Sicilia” e, grazie a una serie di incontri con le aziende della Costa d’Avorio, primo paese produttore, avere “una fornitura di cacao direttamente per il consorzio”. Infine, “abbiamo in corso un progetto con Coprob Italia Zuccheri – ha concluso Scivoletto – per produrre il cioccolato di Modica Igp con zucchero grezzo di barbabietola al 100% italiano”.


Il contrassegno, ha aggiunto Francesco Soro, amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, “garantisce tracciabilità e unicità del prodotto, oltre ad essere uno strumento di marketing e di comunicazione. Con il ministro Lollobrigida – ha detto – stiamo ragionando perché anche il food, su base volontaria, possa avere l’emblema della Repubblica sul prodotto. Questo rafforza le tutele perché la contraffazione è un reato, ma è un reato aggravato anche la contraffazione dell’emblema della Repubblica”. Il progetto del passaporto digitale è stato realizzato dalla partnership tra Poligrafico e Zecca dello Stato, CSQA Certificazioni e Fondazione Qualivita ed è un sistema che traccia il patrimonio informativo sulla storia del prodotto IG e connette in modo diretto filiera e consumatore. Sul modello della tracciabilità dei vini (fascette), prevede un contrassegno personalizzato con una grafica che evoca la specificità del prodotto e realizzata con elementi di sicurezza riconducibili alla stampa di carte per banconote.


Il contrassegno è collegato a tutto il patrimonio informativo messo a disposizione dall’ente certificatore, dai produttori e da tutti gli operatori coinvolti e può essere interrogato tramite l’app Trust your Food, che permette, inoltre, il contatto diretto produttore-consumatore e la consultazione di approfondimenti a valore aggiunto sul prodotto stesso unendo strumenti anticontraffazione e per la tracciabilità e per comunicare la qualità certificata.

Nescafé con PiantiAmo il futuro arriva a Ferrara: 200 alberi in città

Nescafé con PiantiAmo il futuro arriva a Ferrara: 200 alberi in cittàMilano, 16 dic. (askanews) – Nestlé Professional, attraverso il brand di caffè Nescafé, collabora con tutta la filiera, a partire dalle comunità di coltivatori fino al consumatore, per costruire una catena di valore. Con questo spirito è nato nel 2023 il progetto “PiantiAmo il futuro: un albero per ogni macchina del caffè che rinasce” rivolto alle strutture alberghiere. In sostanza per ogni macchina del caffè revisionata che gli hotel sceglieranno di installare al posto di una nuova, Nescafé donerà e pianterà un albero. Obiettivo? Piantare 500 alberi in 3 anni.


Lo scorso anno sono state piantate 100 piante nell’area Balossa all’interno del Parco Nord Milano. Nel 2024, in continuità con il progetto di Nescafé di rigenerazione urbana, Nelle mie mani, sono stati donati e saranno piantati, in alcune aree verdi della città di Ferrara, 200 tra alberi e piante. Infatti, grazie anche al contributo di Bwh Hotels Italia & Malta e di altri hotel indipendenti affiliati a Si Supply, centrale acquisti del gruppo Bwh, gli alberi e le piante sono stati collocati lungo la Nuova Darsena di Ferrara e in alcune aree verdi della città. “Siamo lieti di poter proseguire con questo importante progetto al fianco della città di Ferrara e con partner alberghieri d’eccezione, con i quali condividiamo l’impegno e l’attenzione alla tutela dei territori – ha dichiarato Paolo Pisano, marketing manager Nestlé pofessional bvande e tade aset mnager. Un altro passo verso l’obiettivo di donare e piantare 500 alberi in 3 anni e dare così un importante contributo per la riqualificazione delle aree verdi da restituire ai cittadini”.

Ok Comm. Ue a 167 mln sgravi contributivi in Dl Agricoltura

Ok Comm. Ue a 167 mln sgravi contributivi in Dl AgricolturaRoma, 16 dic. (askanews) – La Commissione Europea ha approvato gli sgravi contributivi previsti nel Decreto Agricoltura, adottato lo scorso maggio. Le risorse, pari a 167 milioni di euro, rappresentano un sostegno fondamentale per gli imprenditori agricoli di Emilia-Romagna, Marche e Toscana, territori duramente colpiti dagli eventi climatici estremi del maggio 2023 e dalle conseguenze economiche legate al conflitto russo-ucraino. Lo rende noto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sul proprio profilo Fb.


“Questo intervento, finalizzato a rafforzare la liquidità delle imprese agricole – spiega il ministro – testimonia l’impegno concreto del Governo Meloni nel supportare il settore primario. Un ringraziamento va alla ministra Marina Elvira Calderone, con la quale abbiamo lavorato a questi interventi per sostenere le imprese agricole in un momento di grande difficoltà, promuovendone la competitività e garantendo il necessario sostegno agli operatori del comparto in situazioni di emergenza”, conclude Lollobrigida.

Turismo enogastronomico in 2024 in Italia cresce del 12% sul 2023

Turismo enogastronomico in 2024 in Italia cresce del 12% sul 2023Roma, 16 dic. (askanews) – Il turismo enogastronomico in Italia è cresciuto nel 2024 del 12% rispetto al 2023 e un aumento del 49% sul 2016; vale 41,1 miliardi di euro e la Toscana è la regione più richiesta tra i turisti italiani, seguita da Emilia-Romagna e Puglia. E’ stata presentata oggi a Parma la settima edizione dello studio annuale ideato da Roberta Garibaldi e realizzato da Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico.


Il Rapporto 2024 ha posto l’accento sulle azioni necessarie per trasformare un business già consolidato in uno strumento strategico nazionale per lo sviluppo armonico del territorio, rivitalizzando i borghi e le aree rurali. “Urgono modifiche normative, investimenti pubblici per infrastrutture e centri museali, formazione e comunicazione dedicate, innovazione tecnologica, un nuovo modello di governance”, ha affermato Garibaldi. I dati del Rapporto certificano che si è ulteriormente consolidato il legame tra gli italiani e il viaggio alla ricerca di cibo, vino, olio e tutte le altre tipicità agroalimentari del territorio italiano. Il 70% degli intervistati dichiara infatti di aver svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni con questa motivazione primaria.


E mentre il turismo domestico generalista ha segnato un calo nel corso dell’ultima stagione estiva, quello enogastronomico non ha deluso, anzi: c’è un ampio bacino di domanda, stimato in 14,5 milioni di potenziali turisti del gusto, che opta prevalentemente per mete domestiche (64%). La destinazione preferita tra gli italiani, sia per i viaggi passati (39,3%) che per quelli futuri (33,9%), è la Toscana; a seguire troviamo Emilia-Romagna e Puglia, che s’invertono nell’ordine se consideriamo le intenzioni di viaggio. Come nei semestri passati, l’enogastronomia si conferma fra le esperienze più desiderate anche per i turisti europei: il 15,3% della popolazione del Vecchio Continente (circa 20,6 milioni di potenziali turisti) ha intenzione di affrontarle nei viaggi in programma per questa stagione invernale, a prescindere dalla tipologia di viaggio (mare, city break, culturali e outdoor). Ed è alto anche l’interesse per le mete e le attrazioni a tema cibo dei mercati long-haul: in particolare svettano le destinazioni del Far East (Giappone, Corea del Sud, Cina) e il Brasile.

Slow Food presenta il progetto “Presidiamo la Calabria”

Slow Food presenta il progetto “Presidiamo la Calabria”Roma, 16 dic. (askanews) – Al via Presidiamo la Calabria, il progetto di Slow Food Italia, in sinergia con Slow Food Calabria e sostenuto dall’assessorato all’Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione della Regione Calabria, attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione 21-27, che ha l’obiettivo di tutelare le piccole produzioni di qualità. Il progetto, presentato nell’ambito dei festeggiamenti per il ventennale del Presidio Slow Food del Moscato di Saracena, porterà entro il 2026 all’avvio in Calabria di almeno sei nuovi Presìdi Slow Food e alla segnalazione di almeno dieci nuovi prodotti sull’Arca del Gusto di Slow Food.


“La Calabria è una regione che custodisce una biodiversità ricca e preziosissima, un patrimonio non solo sotto il profilo agroalimentare ma identitario e culturale per l’intero territorio e le comunità che lo abitano – ha sottolineato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – Il progetto Presidiamo la Calabria rappresenta un esempio concreto di come si possa costruire un’alleanza solida per sostenere e facilitare la conversione dei sistemi produttivi verso modelli più equi e sostenibili. Ciascun nuovo Presidio Slow Food e ogni segnalazione sull’Arca del Gusto sono la dimostrazione che in ogni angolo d’Italia c’è un contadino, un pescatore, un allevatore, un artigiano del cibo che non si piega alle logiche della grande distribuzione che tende alla mercificazione del cibo”. “Ci siamo e faremo la nostra parte, a livello istituzionale, perché attraverso questo nuovo progetto storie e percorsi come quelli che hanno interessato con successo il Moscato di Saracena possano diventare modelli da seguire e replicare: la Calabria ha tanto dare, in termini di eccellenze e qualità agroalimentare, e con la preziosa collaborazione di Slow Food sarà certo possibile fare tanto, sempre più e meglio”, ha dichiarato Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione della Regione Calabria.


La straordinaria varietà di ecosistemi che può vantare la Calabria si riflette anche nei numeri: a oggi, nella regione sono attivi 13 Presìdi e altri 86 prodotti sono segnalati sull’Arca del Gusto. All’Alleanza Slow Food aderiscono 14 tra cuochi e pizzaioli, mentre nella guida Osterie d’Italia sono recensiti 73 locali. Più di 900 soci animano le 9 Condotte e le 16 Comunità attive sul territorio.

A Budapest workshop Macfrut su piante medicinali e aromatiche

A Budapest workshop Macfrut su piante medicinali e aromaticheRoma, 16 dic. (askanews) – “Piante Medicinali e Aromatiche: un ponte tra Italia e Ungheria”: è il workshop bilaterale che ha messo in rete produttori italiani e ungheresi di piante medicinali e aromatiche per esplorare nuove opportunità di cooperazione. L’appuntamento si è svolto nei giorni scorsi a Budapest e ha messo a confronto ricerca universitaria, istituzioni e operatori in vista di Spices e Herbs Global Expo, il Salone dedicato a spezie erbe officinali e aromatiche in programma a Macfrut 2025 (6-8 maggio al Rimini Expo Centre). L’incontro è stato organizzato da Macfrut e Fippo (Federazione Italiana Produttori Piante Officinali), con il supporto logistico di Agenzia ICE di Budapest.


Ha aperto i lavori il contributo del professore emerito Akos Mathe, dell’Università di Budapest e pilastro del sapere nel settore, che ha aperto il confronto sulla prospettiva futura del settore. Zoltan Czirbus della GYSZ, associazione ungherese dei produttori di piante officinali, che ha illustrato la situazione produttiva nel paese, realtà che vanta una lunga storia non solo nella produzione ma anche nella coltivazione delle piante officinali. Il presidente di Fippo Andrea Primavera ha presentato gli elementi salienti della produzione italiana, che con un miliardo di euro di valore del mercato, è il terzo paese più importante in Europa nel consumo di materie prime da piante officinali. Luigi Bianchi e Cecilia Marzocchi di Cesena Fiera, hanno presentato le caratteristiche del salone Spices and Herbs Global Expo che si terrà nell’ambito di Macfrut da martedì 6 a giovedì 8 maggio 2025 a Rimini, che si va configurando come il luogo ideale dove i temi dibattuti nella giornata possano trovare adeguati momenti di approfondimento ed efficace messa in pratica in una logica di impresa.


A seguire due aziende italiane, Agri Evra e Sana Pianta, si sono presentate con le loro attività invitando le aziende ungheresi presenti a ricambiare la visita in Italia. Le osservazioni finali sono state fatte da Giovanna Chiappini Carpena direttrice dell’Ufficio Ice a Budapest, Agenzia che coordinerà la presenza di una delegazione ungherese a Macfrut 2025. “Gli elementi di sfida del settore, presentati dai relatori in questo workshop sono risultati essere sorprendentemente convergenti se non addirittura sovrapponibili – spiega Andrea Primavera a consuntivo dell’evento – Hanno fatto emergere una situazione di cambio epocale nel settore che richiede misure urgenti da parte di tutti gli elementi della filiera. Le contaminazioni, la scomparsa della pratica della raccolta spontanea, la carenza di manodopera, l’impatto del costo dell’energia e le più ampie conseguenze della guerra, gli eccessi normativi delle regole europee, la necessità di ricerca ed infine, ma non da ultimo, un mercato che domanda sempre più prodotto e con qualità sempre più elevata”.


La visita in Ungheria si è chiusa con incontri bilaterali con i rappresentanti di alcune delle principali realtà del settore ortofrutticolo fra cui il Mercato all’Ingrosso di Budapest e FruitVeB (Organizzazione interprofessionale ungherese di frutta e verdura).

Copagri Sardegna: ancora forti dubbi su questione Plt

Copagri Sardegna: ancora forti dubbi su questione PltRoma, 16 dic. (askanews) – “Sulla questione delle PLT-Pratiche Locali Tradizionali di pascolamento, nonostante i chiarimenti emersi durante il recente incontro tra la Regione Sardegna, l’organismo pagatore regionale Argea e i vertici di Agea Coordinamento, permangono ancora forti dubbi, con particolare riferimento ai tempi di pagamento degli acconti del Premio Unico, che ammontano a diverse decine di milioni di euro e che al momento risultano bloccati”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Sardegna Giuseppe Patteri, ricordando le criticità legate all’applicazione per il 2024 della Carta Nazionale dei Suoli-CNS, “sistema di controllo non ancora testato a dovere, che ha di fatto aggravato la già delicata situazione del Primario isolano, stretto nella morsa tra le ricadute della siccità e gli effetti della blue tongue”.


“Non a caso, molte regioni Italiane adotteranno la CNS solo a partire dal 2025”, aggiunge il presidente, ad avviso del quale “tale sistema porterà inevitabilmente a un notevole allungamento dei tempi, dovuto ai procedimenti necessari all’elaborazione e alla certificazione dei dati per la definizione dell’uso pascolativo delle aree boschive e delle zone interessate da macchia mediterranea associabili al pagamento dei premi”. “Vale la pena di ricordare che tali aree, ovvero pascoli con tare caratteristiche dei nostri paesaggi agrari, in passato sono sempre state ammesse ai pagamenti, mentre ora devono sottostare a una procedura autorizzativa che, visti i tempi della macchina burocratica regionale, non sarà certamente breve né dagli esiti scontati, visto il rischio di perdita di superficie utile; la stessa Argea, in un recente incontro, ha ammesso di non essere ancora in grado di definire la dimensione del problema, sia in termini di superficie agricola coinvolta che di aziende interessate”, spiega il direttore regionale della Federazione Mario Putzolu.


“Crediamo, quindi, sia il caso di ragionare su una sorta di deroga che permetta la liquidazione immediata dei pagamenti, sulla base del dichiarato dalle aziende, di fatto basato sul sistema dei controlli consolidati in passato, procedendo solo nei mesi successivi alla definizione delle superfici ancora in dubbio”, suggerisce Patteri, evidenziando che “queste aree rispecchiano in pieno la vera essenza della Sardegna e contribuiscono, inoltre, alla qualità delle produzioni locali, alla tutela dell’ambiente e della biodiversità”. “Al contempo, serve una forte presa di posizione da parte della Regione e dell’assessore all’Agricoltura Gian Franco Satta, che devono farsi carico della rapida istituzione di un Tavolo di partenariato straordinario che permetta di fare scelte tecniche e politiche condivise e adatte alla tenuta e allo sviluppo dell’agricoltura sarda”, concludono i vertici della Copagri Sardegna.

Slow Food aderisce all’appello “Stop Eu-Mercosur now!

Slow Food aderisce all’appello “Stop Eu-Mercosur now!Roma, 16 dic. (askanews) – Slow Food Italia aderisce all’appello “Stop EU-Mercosur Now!”. L’accordo politico raggiunto tra l’Unione europea e il Mercosur, annunciato nei giorni scorsi dalla presidente della Commissione europea Von der Leyen, genera secondo Slow Food “perplessità e timori” e l’associazione “ribadisce la propria contrarietà a un trattato commerciale che, in cambio dell’accesso alle materie prime critiche e dell’apertura in Sudamerica di nuovi sbocchi per automobili, abbigliamento, macchinari, prodotti chimici e farmaceutici e produzioni agroalimentari made in Ue, rischia di spalancare le porte europee ad alimenti che non rispettano gli standard in vigore in ambito comunitario”.


Un esempio è la carne bovina: dal Mercosur, ne entreranno nell’Ue 99mila tonnellate (di cui il 55% fresca e il 45% congelata) con dazi doganali del 7,5%. Le istituzioni europee tentano di essere rassicuranti, spiegando che il volume rappresenta l’1,6% della produzione totale di carne bovina europea, “ma i dubbi sulla bontà di un’operazione di questo genere rimangono”. Come sottolinea il veterinario Sergio Capaldo, presidente del consorzio di allevatori La Granda, tra i produttori del Presidio Slow Food della razza bovina piemontese, “in molti Paesi del Mercosur antibiotici e ormoni della crescita somministrati al bestiame sono consentiti o regolamentati in maniera più blanda rispetto all’Europa”. Bruxelles spiega che “i rigorosi standard sanitari e fitosanitari dell’Ue non cambieranno”, ma già oggi sono in vigore due pesi e due misure: senza le cosiddette clausole specchio, da mesi richieste a gran voce da Slow Food e da altre associazioni della società civile, “in Brasile si continuano a somministrare agli animali sostanze che alle nostre latitudini sono da tempo proibite. Per allevatori e consumatori europei è un doppio danno: costi di produzione maggiori e pericoli per la salute”.


L’accordo non prevede soltanto l’importazione in Europa di carni bovine, ma anche di pollame (180mila tonnellate che entreranno senza l’applicazione di dazi), miele (45mila tonnellate, con quello proveniente dal Mercosur che soddisfa quasi il 10% della richiesta interna dell’Ue), riso (60mila tonnellate duty-free, il 2% di quello consumato a livello comunitario), soltanto per citare alcune voci già rese note. Per tutte queste ragioni, Slow Food Italia ha aderito all’appello Stop EU-Mercosur NOW!, firmato da più di 400 associazioni a livello internazionale, per chiedere di fermare un trattato commerciale che rischia di danneggiare lavoratori, consumatori e ambiente.

Olio d’oliva, Dora Desantis nuova presidente di Fooi

Olio d’oliva, Dora Desantis nuova presidente di FooiRoma, 16 dic. (askanews) – Dora Desantis è la nuova presidente della Filiera olivicola olearia italiana, l’organismo interprofessionale dell’olio d’oliva. L’imprenditrice succede ad Anna Cane, Scientific e Public Affairs Director di Deoleo-Carapelli Firenze, che all’interno di FOOI ha ricoperto anche l’incarico di vicepresidente.


“Questa nomina è per me un grande onore – è il commento della neopresidente – ringrazio Anna Cane per l’ottimo lavoro svolto e spero che il FOOI possa sempre contare sulla sua competenza ed esperienza”. Nata a Bitonto nel 1969, Desantis è laureata in Scienze Biologiche, con indirizzo chimico-biologico. Dal 1996 è iscritta all’Albo Regionale degli assaggiatori di olio extra vergine di oliva ed è capopanel per l’analisi organolettica degli oli. Oggi è responsabile qualità presso Agridè, azienda olearia di famiglia. Inoltre è vicepresidente del Gruppo olio di oliva di Assitol, l’Associazione italiana dell’industria olearia aderente a Federalimentare e Confindustria.


“La linea di FOOI non cambierà – osserva Desantis – intendiamo continuare a promuovere la massima collaborazione tra tutti gli attori della filiera olivicolo-olearia, nell’intento di valorizzare al meglio il prodotto italiano”. Sulla stessa falsa riga proseguirà anche la disponibilità al dialogo con enti, istituzioni e altre associazioni del mondo agroalimentare. “Il nostro auspicio è che il confronto al Tavolo olivicolo-oleario, preannunciato dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, parta al più presto, coinvolgendo tutte le anime della filiera in modo trasparente e proficuo”, sottolinea Desantis. Un motivo per festeggiare, però, già c’è. “Bruxelles ha appena approvato il Progetto di promozione europea dell’olio d’oliva focalizzato su Stati Uniti, Canada e Giappone, che vede FOOI come ente proponente – annuncia la presidente Desantis -. Con queste risorse potremo avviare una serie di iniziative volte a sostenere l’intera filiera, dal campo alla tavola”.