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La Pietra: con passaporto digitale valorizziamo Cioccolato Modica

La Pietra: con passaporto digitale valorizziamo Cioccolato ModicaRoma, 16 dic. (askanews) – “Oggi al Masaf abbiamo presentato il passaporto digitale per il cioccolato di Modica IGP. Una delle eccellenze gastronomiche italiane più riconosciuta nel mondo e da oggi ancora di più identificabile grazie a questo innovativo strumento di tracciabilità”. Lo ha detto il sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra, intervenendo presso la sala Cavour del ministero, durante la presentazione del passaporto digitale del ciccolato di Modica IGP.


“La produzione agroalimentare italiana – ha proseguito il sottosegretario La Pietra – non può e non deve puntare sulla quantità, ma deve investire sulla qualità e grazie a strumenti come il passaporto digitale possiamo garantire le nostre Igp, facilitando anche il lavoro di chi si occupa dei controlli, per offrire certezza di qualità a chi assapora il nostro impareggiabile made in Italy”. Il Passaporto digitale del Cioccolato di Modica IGP, composto da un contrassegno sicuro personalizzato e univoco ed un sistema digitale di informazioni specifiche, consente al consumatore di riconoscere l’autenticità e sicurezza del prodotto, la sua tracciabilità e la sua storia. Il contrassegno sicuro valorizza ogni barretta di Cioccolato di Modica Igp e ne garantisce autenticità e identità, essendo di fatto una piccola banconota realizzata dal Poligrafico con avanzate tecnologie di progettazione e stampa di sicurezza, tra cui l’impiego di carta filigranata, grafismi di sicurezza, guilloche, fibrille e inchiostri speciali.


Con la nuova versione del passaporto digitale, presentata oggi, e basata sull’utilizzo di un QR Code univoco all’interno del contrassegno, sarà notevolmente migliorata l’esperienza di utilizzo dei consumatori. Informazioni, dati e caratteristiche che garantiscono l’unicità di un prodotto certificato, saranno infatti accessibili inquadrando direttamente il contrassegno con lo smartphone.

Accordo quadro Unicredit e Cia a sostegno imprese associate

Accordo quadro Unicredit e Cia a sostegno imprese associateRoma, 16 dic. (askanews) – Promozione di una cultura finanziaria per la crescita manageriale delle aziende, interazione tra rispettive reti e supporto ai progetti delle imprese per l’innovazione: sono questi, in estrema sintesi, i principali obiettivi dell’accordo siglato da UniCredit e Cia-Agricoltori Italiani, per accelerare la crescita delle imprese agricole italiane.


La partnership concordata tra le parti prevede l’attivazione di una serie di incontri di formazione per accrescere la cultura creditizia delle imprese associate e facilitare un più ampio accesso agli strumenti di credito disegnati sulle reali necessità delle aziende, oltre a favorire la cultura della sostenibilità e la loro competitività; lo sviluppo e il sostegno di progetti imprenditoriali di giovani imprenditori agricoli e, più in generale, il supporto per l’avvio di processi di innovazione nel settore primario; il sostegno ai progetti per le aree interne e svantaggiate; il sostegno, finanziario e non solo, a progetti collegati al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e al PSR (Piano di Sviluppo Rurale). E ancora, l’accesso ai servizi consulenziali specialistici messi a disposizione dalla banca attraverso il proprio nuovo network composto da 180 gestori dedicati all’AgriBusiness, collocati su tutto il territorio nazionale, supportati da una squadra dei 15 Specialisti per lo sviluppo di nuovo business su questo specifico segmento.


Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, ha spiegato che la salvaguardia e il rilancio delle aree interne, la tenuta del reddito e la valorizzazione delle aziende agricole, principale motore e argine contro l’abbandono delle zone rurali d’Italia; sono obiettivi sempre più al centro delle nostre azioni e iniziative, sia a livello nazionale che europeo”. Per Fini l’accordo con Unicredit Italia “apre all’opportunità concreta di nuove e diverse progettualità, in ambito finanziario, da sviluppare localmente, affrontando questioni dirimenti per il settore, prima tra tutte quella dell’accesso più agevole al credito, fondamentale soprattutto all’imprenditoria giovanile e al ricambio generazionale nei campi”.

Eataly e Cirfood diventano soci dell’associazione Aigrim-Fipe

Eataly e Cirfood diventano soci dell’associazione Aigrim-FipeMilano, 16 dic. (askanews) – Eataly e CirFood Retail entrano in Aigrim-Fipe, l’associazione delle imprese di grande ristorazione e servizi multilocalizzate costituita all’interno di Fipe-Confcommercio.


“Questo importante sviluppo si inserisce nel percorso di rafforzamento dell’associazione già avviato con la nomina dei nuovi vertici direttivi – si legge nella nota – Lo scorso mese, infatti, Aigrim-Fipe ha eletto Riccardo Orlandi come nuovo presidente, affiancato da Corrado Cagnola nel ruolo di vicepresidente”. Il primo consiglio direttivo con i nuovi vertici ha approvato all’unanimità l’ingresso dei due nuovi soci: Eataly si unisce all’associazione con il suo modello che integra distribuzione, produzione, ristorazione e formazione, con oltre 50 punti vendita in 15 Paesi e più di 5.000 dipendenti. CirFood Retail, nata nel 2019 come società specializzata nella ristorazione commerciale, porta con sé un portfolio di marchi come Antica Focacceria S. Francesco, Kalamaro Piadinaro e Poormanger.


“Gli ingressi di Eataly e CirFood Retail in Aigrim-Fipe costituiscono un importante rafforzamento della base associativa – ha commentato Orlandi – I due nuovi soci portano con sé un bagaglio di competenze e valori che rappresentano il meglio della ristorazione italiana: da un lato, un made in Italy dalla visione globale, dall’altro, la capacità di innovare e offrire format diversificati vicini alle esigenze dei consumatori nel Paese. Siamo convinti che questo assetto rinnovato offrirà opportunità di crescita e sinergie per tutti i nostri associati, dimostrando la giusta direzione in cui stiamo andando. Quella di una rete forte, presente e in grado di incidere concretamente e positivamente sul comparto nazionale”.

Uiv: per la prima volta l’export di spumante supera quello dei rossi

Uiv: per la prima volta l’export di spumante supera quello dei rossiMilano, 13 dic. (askanews) – Cambio al vertice dell’export italiano di vino. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Unione italiana vini (Uiv) sugli ultimi dati Istat con saldo al terzo trimestre di quest’anno, per la prima volta le bottiglie di spumante dirette all’estero (528 milioni) superano quelle di rossi e rosati (524 milioni) e allungano ulteriormente sui bianchi (460 milioni). Un sorpasso destinato a consolidarsi alla luce di una corsa, quella delle bollicine italiane, che ha visto quintuplicare la propria produzione nel giro di vent’anni e che – secondo l’Osservatorio Uiv-Ismea – si appresta a infrangere la quota record di 1 miliardo di bottiglie entro la fine dell’anno, con 355 milioni di pezzi consumati in Italia e nel mondo solo per le Festività.


“Dei tanti traguardi raggiunti in questi anni dallo spumante, questo è tra i più significativi” ha commentato il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti, spiegando che “lo sparkling italiano vince sui competitor stranieri perché è pop e si rivolge a target trasversali, e perché in diversi casi è abbinabile a una tendenza cocktail che dagli Usa sta ormai diventando globale. Un successo del metodo Charmat – ha aggiunto – ascrivibile in gran parte alla galassia Prosecco e alla sua gestione, per un’area che pur rappresentando solo il 6% del vigneto Italia oggi sta tenendo a galla il nostro export”. E’ infatti lo spumante l’assoluto protagonista della crescita dell’export italiano di vino (quasi 6 miliardi di euro) registrata nei primi 9 mesi di quest’anno. Al netto dell’incremento in doppia cifra delle bollicine, in termini di volumi spediti nel periodo dal vigneto Italia si passerebbe infatti dal +3,4% complessivo a un +0,5%. In impennata anche il valore della categoria, che nel periodo sale a 1,7 miliardi di euro, il 29% del totale export del Belpaese. Secondo l’Osservatorio, l’Italia si sta quindi sempre più trasformando in uno “sparkling wine country”, con gli spumanti già in testa rispetto a bianchi e rossi tricolori in numerosi Paesi: non solo più UK ma anche Francia, Polonia e Repubblica Ceca, Spagna, Russia. Negli Stati Uniti (38% per i bianchi, 37% per gli spumanti), il sorpasso sarà cosa fatta per fine anno.


Secondo Uiv, “la cosa più straordinaria, e che al contempo deve far riflettere, è che se dici spumante, non puoi che fare il nome di ‘Prosecco’. Non solo perché vale il 75% del totale spumante, ma anche perché il miliardo e 300 milioni di euro generato da gennaio a settembre viene da un fazzoletto di terra: 40.000 ettari circa sommando le tre Denominazioni (Conegliano Valdobbiadene, Asolo e Prosecco Doc). Il 6% del totale a vigna nazionale – ha ricordato Uiv – che in termini di valore (+12%) rivendica il 22% dei 6 miliardi di export targato Italia”.

Esselunga: un progetto per il riciclo di tutte le capsule di caffè esauste

Esselunga: un progetto per il riciclo di tutte le capsule di caffè esausteMilano, 13 dic. (askanews) – Raccogliere e riciclare tutte le capsule di caffè esauste, di qualsiasi materiale non compostabile, marchio o sistema: è questo l’obiettivo della nuova iniziativa promossa da Esselunga a Milano e che l’azienda punta a estendere anche in altre città. A seguito dei risultati positivi ottenuti dopo un periodo di test avviato a fine 2023, oggi in 22 supermercati di Milano è possibile conferire questo rifiuto domestico, sempre più diffuso nelle case.


Il progetto, sviluppato in collaborazione con Amsa e A2A Ambiente, propone una soluzione al momento non presente sul mercato, per dare nuova vita a tutti i materiali ottenuti dalla separazione dei diversi componenti del rifiuto, dal caffè residuo alla capsula, che può essere in plastica oppure in alluminio. I clienti, ritirando presso il servizio Assistenza dei negozi i sacchetti da utilizzare, possono dividere direttamente a casa le capsule a seconda del materiale dell’involucro, di qualsiasi marca e acquistate ovunque per poi conferirle nei contenitori presenti nei punti vendita. Sia i sacchetti che i contenitori riportano colori specifici per facilitare la distinzione tra i diversi elementi. A2A Ambiente, con un automezzo full electric, effettua successivamente il ritiro e avvia il processo di separazione e riciclo presso i propri impianti di trattamento.


Dopo aver sviluppato capsule di caffè a marchio privato interamente compostabili, con questa nuova iniziativa Esselunga punta a offrire la possibilità di smaltire le capsule in plastica e alluminio, invece di gettarle nella raccolta indifferenziata.

Frédéric Thil è il nuovo direttore generale di Cimbali group

Frédéric Thil è il nuovo direttore generale di Cimbali groupMilano, 13 dic. (askanews) – Da ottobre 2024, Frédéric Thil è il nuovo direttore generale di Cimbali group. Frédéric Thil, si legge nella nota, guiderà l’azienda nello sviluppo di un business plan strategico per l’ulteriore espansione nel settore delle macchine per caffè.


Laureato in matematica, Thil inizia la sua carriera nel 1987 nel settore dei beni di largo consumo. In Unilever ricopre i ruoli di responsabile clienti regionali e national account manager. Nel 2001 entra in Ferrero come direttore nazionale Grandi clienti, poi direttore commerciale in Ferrero Francia e nel 2008 ne diventa direttore generale. Nel 2013 è nominato amministratore delegato di Ferrero Spa Italia, ruolo che ricopre fino al 2016, quando si trasferisce in Lussemburgo come Executive Director Travel market e Food service. Dal 2020 al 2024 è presidente della società Thil Consulting, supportando PMI e startup nello sviluppo di business plan. Nel 2014 il Presidente della Repubblica Francese gli ha conferito l’onorificenza di “Chevalier de la Légion d’Honneur” per le responsabilità sociali e i meriti conseguiti durante il periodo alla guida della Ferrero Francia. “Siamo particolarmente lieti che Frédéric abbia accettato la nostra sfida. Grazie alla sua comprovata esperienza professionale Frédéric potrà supportarci nel processo di internazionalizzazione che abbiamo avviato ormai da tempo”, commenta il presidente di Cimbali group, Maurizio Cimbali. “Sono molto orgoglioso di questo nuovo incarico e della fiducia ricevuta dalla famiglia Cimbali. Quando li ho conosciuti sono rimasto colpito dalla loro passione e determinazione ad accrescere continuamente il valore del capitale umano all’interno del gruppo, che è diventato un riferimento del Made in Italy nel mondo – commenta Frédéric Thil – Dato il mio background, sono molto sensibile all’aspetto familiare, all’awareness dei brand e soprattutto alla dimensione internazionale. Mi auguro dunque di poter mettere la mia esperienza al servizio di una realtà che è ormai diventata globale, pur mantenendo il proprio imprinting fortemente italiano”. “Il mercato delle macchine da caffè si sta evolvendo in modo significativo – prosegue – e le geografie distanti rappresentano una quota di mercato rilevante su cui dobbiamo essere in grado di soddisfare le esigenze dei nostri clienti, con un occhio sempre puntato sulla sostenibilità ambientale e sociale. La sfida è importante ma emozionante”.

Fipe: bene novità sui dehors e buoni pasto in ok a Ddl Concorrenza

Fipe: bene novità sui dehors e buoni pasto in ok a Ddl ConcorrenzaRoma, 12 dic. (askanews) – FIPE-Confcommercio, la Federazione Pubblici Esercizi, esprime in una nota il proprio apprezzamento per l’approvazione del Ddl Concorrenza avvenuta oggi in Senato, che contiene due importanti misure per il mondo dei pubblici esercizi.


Si tratta della delega al governo per la semplificazione delle procedure di autorizzazione per i dehors, per effetto della quale è prevista anche una proroga a tutto il 2025 delle attuali concessioni di suolo pubblico e del provvedimento che, al pari di quanto già avviene per quelli utilizzati nella pubblica amministrazione, fissa al 5% il tetto alle commissioni pagate dagli esercenti sui buoni pasto dei committenti privati che comporterà un risparmio stimato in circa 240 milioni di euro a favore della rete degli esercizi convenzionati. Due provvedimenti attesi da tempo, su cui Fipe esprime “forte apprezzamento e che porteranno benefici diffusi in termini di riordino e qualificazione degli spazi pubblici e salvaguardia di uno strumento fondamentale di welfare a favore dei lavoratori”.

Confagricoltura lancia il Competition plan per agricoltura

Confagricoltura lancia il Competition plan per agricolturaRoma, 12 dic. (askanews) – “L’agricoltura non è solo un settore produttivo del Paese. E’ la base della sicurezza alimentare, il fondamento della nostra economia, del nostro lavoro, e il cuore della sostenibilità ambientale. Più di tutto, è una questione di responsabilità: verso i nostri territori, verso le nostre imprese, verso i cittadini/consumatori, verso le generazioni future”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, nel discorso con cui ha aperto l’assemblea invernale della Confederazione agricola a Roma.


Di fronte a sfide globali, come la geopolitica del cibo, le tensioni commerciali e il cambiamento climatico, per Giansanti “è evidente la necessità di una strategia ed una visione comune di medio e lungo periodo” per l’agricoltura italiana ed europea. Per questo, è necessario “un piano pluriennale europeo ed italiano”. Per questo Confagricoltura nell’assemblea di oggi ha lanciato un un “Competition Plan, un’iniziativa strategica per ridefinire il futuro dell’agricoltura italiana – ha spiegato Giansanti – e posizionarla come leader a livello globale. Questo piano non è solo una dichiarazione d’intenti, ma un vero e proprio programma d’azione che traduce le idee in risultati concreti. Per trasformare l’agricoltura in un settore più produttivo, sostenibile e resiliente, dobbiamo adottare politiche, innovazioni e risorse che ci permettano di passare dal pensiero all’azione, dall’analisi alla concretezza”, ha detto.


La prima leva su cui agire è una Pac che “deve essere riformata per rispondere meglio alle sfide del presente e del futuro” in moo che passi “da un approccio meramente redistributivo a uno realmente strategico, che premi chi investe in sostenibilità, innovazione e competitività”. Per questo serve un “sostegno flessibile”, una “integrazione delle politiche ambientali” e, lato fiscale, la necessità di considerare agricoltori “solo quelli vocati al mercato e con profilo fiscale attivo”. Secondo punto qualificante, la gestione del rischio: “non possiamo lasciare i nostri agricoltori soli di fronte a eventi imprevedibili”, ha detto Giansanti. Per questo servono fondi mutualistici, modelli assicurativi avanzati e interventi pubblici mirati.


Terzo punto, focalizzarsi “su digitalizzazione e innovazione per un’agricoltura connessa e resiliente” con particolare attenzione alla agricoltura di precisione, alle piattaforme digitali, alle tecniche di evoluzione assistita (TEA) e alle nuove frontiere dell’agricoltura come il vertical farming, “che consente di incrementare la produzione sia in termini di qualità che di quantità, richiede strategie mirate e investimenti adeguati per sbloccare il suo pieno potenziale”. Al quarto punto del Competition plan le “politiche commerciali coerenti per difendere il modello agricolo europeo: il commercio internazionale è un’opportunità, ma anche una sfida. Gli accordi commerciali devono essere strumenti per aprire mercati, non per compromettere il nostro modello produttivo”, avverte Giansanti spiegando che le leve su cui agire sono la reciprocità degli standard, la tutela delle denominazioni d’origine e infrastrutture viarie, portuali e aeroportuali adeguate ad un settore produttivo.


Infine, il quinto punto è la necessità di investire nella ricerca e nello sviluppo per costruire l’agricoltura del futuro. E le priorità per la ricerca agricola sono tecnologie per la sostenibilità, l’uso di modelli predittivi, una economia circolare. Insomma, ha concluso Giansanti, l’agricoltura italiana ed europea non può limitarsi a rispondere “alle necessità interne. In un mondo sempre più interconnesso, il nostro settore deve assumere un ruolo di leadership globale”.

L’olio novello dell’azienda Castel di Guido ottiene l’Igp Roma

L’olio novello dell’azienda Castel di Guido ottiene l’Igp RomaRoma, 12 dic. (askanews) – L’olio novello biologico prodotto dall’azienda Agricola Comunale Castel di Guido ha ottenuto la prestigiosa certificazione IGP Roma, un riconoscimento che valorizza la qualità dell’uliveto, il territorio dell’agro romano e il lavoro del personale aziendale. “Questo risultato testimonia l’eccellenza dei prodotti del nostro territorio, capaci di affermarsi come volano di sviluppo economico e turistico, e rappresenta un passo significativo nel nostro impegno per tutelare e promuovere l’agricoltura biologica e sostenibile”, ha dichiarato Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti.


Per celebrare questo importante traguardo, il prossimo 15 dicembre, l’Azienda Agricola di Castel di Guido aprirà le sue porte con una grande festa di Natale dedicata alla cittadinanza. L’evento sarà un’occasione speciale per conoscere da vicino questa realtà unica nel panorama romano, attraverso visite guidate agli uliveti e degustazioni dell’olio novello biologico. Sarà organizzata anche una vendita straordinaria dell’olio, richiesta dai cittadini dopo la raccolta delle olive dello scorso 31 ottobre, a cui ha partecipato anche il Sindaco Roberto Gualtieri. L’azienda rappresenta un modello virtuoso di agricoltura sostenibile e biologica. Situato a pochi chilometri dal centro di Roma, si estende su una superficie di 2.000 ettari, dove si coltivano cereali biologici e si allevano bovini, tra cui vacche frisone e maremmane. Ogni mese vengono prodotti circa 20.000 litri di latte destinati alla Centrale del Latte di Roma, mentre l’uliveto, che copre 30 ettari con 1.500 piante, produce oltre 2.000 litri di olio biologico.

A Macfrut 2025 arriva una novità: The healthy food show

A Macfrut 2025 arriva una novità: The healthy food showRoma, 12 dic. (askanews) – Aria di novità a Macfrut 2025: arriva la The Healthy Food Show, un’arena esperienziale sull’importanza dell’innovazione per la produzione di alimenti che promuovono salute e benessere, mettendo a confronto esperti scientifici, grandi firme della cucina e testimonial di caratura nazionale. Il Salone è realizzato da Macfrut, fiera della filiera internazionale dell’ortofrutta (6-8 maggio 2025 – Rimini Expo Centre), in collaborazione con l’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL), Campus Scienze degli Alimenti, Cesena.


“Macfrut da tempo ha posto l’attenzione ai prodotti innovativi – spiega Renzo Piraccini, presidente di Macfrut – The Healthy Food Show fa un ulteriore passo in avanti: all’autorevolezza della trattazione scientifica unisce la spettacolarizzazione insieme a testimonial e chef in un’apposita arena riservata in fiera. È evidente che parliamo di una iniziativa rivolta non solo a una platea di operatori professionali ma a un pubblico più ampio di foodlover consapevoli che la salute viene anche da ciò che mangiamo”. Tre sono gli assi portanti di The Healthy Food Show: scientifico-divulgativa, nuovi trend culinari, sezione eventi ed intrattenimento. Cinque i talk previsti nei giorni della fiera, ognuno dei quali accompagnato da un panel che ospita un esperto scientifico, un testimonial e una firma di primo piano della cucina nazionale grazie alla collaborazione con l’associazione ChefToChef Emilia Romagna Cuochi.


A coordinare il Salone, per il DISTAL-Università di Bologna, sono Pietro Rocculi, Alessandra Bordoni e Francesca Patrignani. “Nel contesto del Salone, quando parliamo di Healthy Food ci riferiamo a prodotti vegetali ad elevato valore nutrizionale, ottenuti con tecnologie sostenibili ed emergenti, alternative ai tradizionali trattamenti termici – spiegano Francesca Patrignani e Pietro Rocculi – Sono prodotti che si rivolgono a consumatori sempre più attenti agli stili alimentari salutisti, su tipologie come IV gamma e IV gamma evoluta, snack di frutta e alimenti funzionali fermentati, succhi fresh-like e snack da scarti e sottoprodotti vegetali”.