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Incontro Lollobrigida-Emirati Arabi Uniti su cooperazione agricola

Incontro Lollobrigida-Emirati Arabi Uniti su cooperazione agricolaRoma, 15 gen. (askanews) – Bilaterale oggi tra il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida e il ministro del Commercio Estero degli Emirati Arabi Uniti, Thani bin Ahmed Al Zeyoudi. L’incontro, si spiega, ha confermato gli ottimi rapporti tra le due Nazioni, rappresentando un’importante occasione per rafforzare ulteriormente la cooperazione bilaterale e sviluppare settori di interesse comune.


Il Ministro Thani bin Ahmed Al Zeyoudi ha manifestato un forte interesse a intensificare le relazioni con l’Italia, in particolare incrementando i rapporti commerciali con le aziende italiane. Tra i settori chiave individuati figurano le produzioni di qualità, la capacità di ricerca, le catene alimentari e le innovazioni tecnologiche, ambiti in cui l’Italia rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Un focus particolare è stato dedicato al settore del riso, con l’obiettivo di aumentare le importazioni dall’Italia. E il ministro ha garantito la disponibilità a organizzare un incontro con i principali produttori italiani e con l’Ente Risi.


Nel corso del confronto, il ministro Lollobrigida ha invitato il collega per un viaggio in Italia, con l’obiettivo, attraverso il supporto dell’Agenzia ICE e del presidente Matteo Zoppas, di incontrare istituzioni e aziende italiane, visitare fiere di settore e approfondire la conoscenza del sistema produttivo nazionale. È stata anche concordato l’opportunità di sfruttare il Gulfood di Dubai come piattaforma per promuovere le eccellenze italiane, organizzando incontri tra aziende italiane ed emiratine. Il bilaterale si è concluso con una riflessione sul Piano Mattei, accolto con grande interesse come leva strategica per rafforzare la collaborazione bilaterale, sviluppare nuovi progetti condivisi e valorizzare le potenzialità delle due Nazioni nei settori di comune interesse.

Parmigiano Reggiano: in 2024 vendite a volume +1%, a valore +4,1%

Parmigiano Reggiano: in 2024 vendite a volume +1%, a valore +4,1%Roma, 15 gen. (askanews) – Il Consorzio del Parmigiano Reggiano torna a Marca by BolognaFiere, la fiera italiana dedicata alla marca commerciale, e annuncia i dati positivi del sell-out totale Italia nel 2024: le vendite a volume hanno segnato un +1% (pari a 47.383 tonnellate) sul 2023, mentre le vendite a valore registrano un +4,1% (pari a oltre 873 milioni di euro). Una buona performance, quella del Parmigiano Reggiano, a fronte di uno scenario di mercato che nel 2024 ha visto un calo delle vendite a volume totali del -0,9% (pari a 126.884 tonnellate) e una crescita delle vendite a valore del +1,1% (oltre 2 miliardi di euro).


Per il Consorzio, la fiera è anche l’occasione per promuovere l’utilizzo della Dop come ingrediente caratterizzante in prodotti alimentari, ovvero tutti i prodotti composti, elaborati o trasformati che recano nell’etichettatura, nella presentazione o nella pubblicità il riferimento a una denominazione protetta. Si tratta di un mercato che sta crescendo velocemente: basti pensare che nel 2023 l’industria è stata il secondo canale distributivo per il Parmigiano Reggiano, con una percentuale che si è attestata al 17,1%. Inoltre, nello stesso anno i prodotti contenenti la Dop come ingrediente caratterizzante hanno registrato ottime performance, con un aumento delle vendite a valore del +19,2% e delle vendite a volume del +15,3% (fonte: NIQ-GFK), a dimostrazione del valore aggiunto che fornisce l’uso del nome “Parmigiano Reggiano” nell’etichettatura.

Clementine pugliesi: produzione -50% e salgono costi raccolta

Clementine pugliesi: produzione -50% e salgono costi raccoltaRoma, 15 gen. (askanews) – Tiene il mercato delle clementine in Puglia a gennaio 2025, con una produzione che ha subìto gli effetti della siccità, causando un calo fino al 50% delle quantità. La qualità è soddisfacente, ma l’annata è stat caratterizzata anche dall’esplosione dei costi di raccolta. E’ l’analisi di Coldiretti Puglia sull’andamento della campagna agrumicola in Puglia, dove il settore già nel 2024, annus horribilis per le clementine della provincia di Taranto a causa della siccità e dei prezzi bassi, ha registrato una Produzione Lorda Vendibile di circa 100 milioni di euro.


“E’ un’annata complicata: i prezzi al momento risultano accettabili, anche se la produzione ha subìto una riduzione drastica a causa della siccità”, spiega Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, che parla di un settore “da sostenere sul piano economico e occupazionale per le imprese agricole, ma anche dal punto di vista ambientale e per la salute dei consumatori”. Da mettere in conto c’è anche l’impennata dei costi della raccolta, schizzati a 20 centesimi a chilogrammo, oltre all’aumento dei costi di produzione che hanno colpito tutte le fasi dell’attività aziendale.


Le imprese agricole che si dedicano alla produzione di agrumi in provincia di Taranto sono 1.041, il 9% del totale dell’imprenditoria agroalimentare jonica, con una produzione di clementine, arance e mandarini di 1,9 milioni di quintali. In provincia di Foggia si producono 103mila quintali di arance e limoni, in un’area ad alto rischio di dissesto idrogeologico, caratterizzata da agrumeti storici.

21 gennaio convegno Confagri su imprese agromeccaniche e agricole

21 gennaio convegno Confagri su imprese agromeccaniche e agricoleRoma, 14 gen. (askanews) – Di fronte alle grandi transizioni in atto, in primis quella climatica, seguita da quelle energetiche, tecnologiche e agronomiche, è imprescindibile individuare percorsi innovativi. Quali strategie adottare? L’odierna sfida consiste nel trovare un equilibrio tra sviluppo, crescita economica e sostenibilità ambientale. Se ne parlerà nel corso del convegno “Imprese agricole e agromeccaniche, insieme per l’agricoltura del futuro”, previsto per martedì 21 gennaio nella sede di Confagricoltura a Palazzo della Valle a Roma, che metterà in evidenza i vantaggi della collaborazione tra agricoltori e contoterzisti.


Una sinergia, spiega Confagricoltura, che non può più essere lasciata al caso, ma che deve essere strutturata e stabilizzata attraverso l’istituzione di un albo professionale per chi opera nel settore agromeccanico. Questo non solo risponderebbe a una necessità di professionalizzazione del comparto, ma anche a un quadro normativo europeo che, spesso, rappresenta un elemento di incertezza tanto per le aziende agricole quanto per il settore agromeccanico. Le conclusioni saranno affidate al presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti e al convegno, tra gli altri, prenderanno parte Mirco Carloni, presidente Commissione Agricoltura Camera Luca De Carlo, presidente Commissione Agricoltura Senato e Valentino Valentini, viceministro Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Coldiretti: occhio su import animali da Germania con afta bovini

Coldiretti: occhio su import animali da Germania con afta boviniRoma, 14 gen. (askanews) – Con l’aumento lo scorso anno di quasi il 70% delle importazioni di animali vivi dalla Germania, tra mucche, pecore e maiali, è importante tenere alta la guardia contro i rischi legati alla diffusione dell’afta epizootica, a partire da un aumento dei controlli alle frontiere. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, dopo che il Regno Unito ha annunciato il bando temporaneo dell’import delle carni bovine, suine e ovine tedesche a causa dei recenti focolai della malattia riscontrati nel Paese teutonico.


Seppur non pericolosa per gli essere umani, l’afta epizootica – spiega in una nota Coldiretti – è una malattia devastante per gli animali, che si manifesta con vesciche dolorose sulla bocca, sulla lingua, sul muso e sulle zampe, rendendo difficile ai capi cibarsi o addirittura camminare e imponendone l’isolamento o l’abbattimento. “La diffusione di una nuova epidemia sarebbe un ulteriore colpo per gli allevatori italiani dopo un’annata tra le più difficili mai vissute, tra peste suina africana e lingua blu, arrivata peraltro proprio dal Nord Europa. Malattie che – ricorda Coldiretti – hanno causato gravissimi danni, con l’abbattimento di decine di migliaia di animali tra mucche, pecore e maiali mentre le restrizioni alla movimentazione hanno di fatto paralizzato la normale attività aziendale”.


Ma a pesare sono anche i focolai di influenza aviaria negli allevamenti avicoli, anche qui con pesanti ripercussioni per le aziende colpite. “Per tutelare gli allevatori italiani occorre dunque impedire – conclude Coldiretti – ogni rischio di diffusione dell’afta, effettuando controlli serrati sulle importazioni di animali vivi dall’estero, anche attraverso triangolazioni tra i Paesi”.

Al via concorso Opera La Pera tra tecnologia e ortofrutta

Al via concorso Opera La Pera tra tecnologia e ortofruttaRoma, 14 gen. (askanews) – E’ ai nastri di partenca il concorso a premi di Opera La Pera. Da domani, nei punti vendita di oltre venti insegne distributive italiane, i consumatori che acquisteranno le pere Opera potranno scoprire se hanno vinto uno dei premi in palio (Apple Watch Ultra 2 e AirPods), oltre a partecipare all’estrazione finale dell’iPhone 16 – 256GB nero. Il concorso continuerà fino al 13 febbraio 2025, ed è supportato da una campagna radiofonica e digital.


“Opera scende in campo con la sua marca, ma con questa inedita iniziativa porta un contributo positivo per la valorizzazione dell’intera categoria – spiega in una nota Manuel Manfredi, direttore di Opera La Pera – E lo fa con un concorso importante e innovativo, affiancando l’ortofrutta ai prodotti tecnologici più ambiti del momento. E’ un concorso costruito assieme ai nostri partner della Gdo che si inserisce in una finestra commerciale strategica: porta una ventata di novità e mette il consumatore al centro”. Le insegne e le aziende distributrici che hanno aderito all’iniziativa sono: Coop (con Coop Alleanza 3.0, Unicoop Firenze e Coop Consorzio Nord Ovest); MD; Iper Futura, Pick Up e Spesa Mia (Gda); Supermercati Poli e Supermercati Orvea (Seven); Oasi, Tigre e Tigre Amico (Magazzini Gabrielli); Mercatò, Mercatò big e Mercatò extra (Dimar); Sigma ed ECU (Realco); Nonna Isa e Sidis (Isa – Industria servizi agroalimentari); Il Superfrescato; Despar, Interspar ed Eurospar (Aspiag Service) e Decò – Gruppo Arena (Fratelli Arena).

Il Gruppo Pini rileva le attività di Vismara per piano rilancio

Il Gruppo Pini rileva le attività di Vismara per piano rilancioRoma, 14 gen. (askanews) – Pini Italia oggi, 14 gennaio, si è aggiudicato all’asta pubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia l’acquisto della partecipazione totalitaria nella Vismara 1898 S.r.l., società nella quale sarà conferita con effetto dal 17 gennaio 2025, il ramo d’azienda della Vismara della produzione e commercializzazione dei prodotti relativi allo stabilimento di Casatenovo.


L’operazione, spiega il Gruppo Pini in una nota, “permette la salvaguardia di tutta la forza lavoro impiegata presso l’azienda, pari a 162 dipendenti” e si configura come un nuovo inizio per Vismara dopo il difficile periodo trascorso negli ultimi anni. Ora, nel futuro della nuova società costituita, che raccoglie l’eredità di un’azienda con un fatturato pari a 62 milioni di euro, c’è un piano di rilancio che prevede importanti investimenti mirati a una crescita strutturale dell’azienda, che interesserà la parte di produzione e di vendita: un focus sempre più importante verrà rivolto al mercato internazionale, in particolare quello statunitense, grazie all’inserimento dell’azienda in un sistema di filiera capillare guidato dal Gruppo Pini, che ha all’attivo 10 centri produttivi, 8 in Italia e 2 all’estero. Con questa operazione, il Gruppo Pini “conferma il proprio impegno alla valorizzazione di aziende storiche simbolo del Made In Italy”. Vismara, fondata nel 1898, è infatti iscritta nel registro speciale dei “Marchi storici di interesse nazionale” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.


“Questa operazione rappresenta un altro tassello importante per il nostro Gruppo che ormai da anni si sta focalizzando su una crescita strutturata nei prodotti di filiera di alta qualità, avendo rilevato prima Ferrarini e ora Vismara: due marchi storici simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana. Questi sono i pilastri fondamentali per lo sviluppo che intendiamo portare avanti unendo innovazione, sostenibilità e continua attenzione alla filiera e alla qualità del prodotto”, ha dichiarato Roberto Pini, presidente di Pini Italia.

Nel mantovano torna l’incubo aviaria: 16 positività da ottobre

Nel mantovano torna l’incubo aviaria: 16 positività da ottobreRoma, 14 gen. (askanews) – È partita da est, dalle zone di Venezia, Udine, Ferrara e Treviso ed è arrivata nelle province di di Mantova e Verona la nuova ondata del virus dell’influenza aviaria, in particolare il sottotipo H5N1, che sta destando grosse preoccupazioni tra gli allevatori avicoli del nord-est del mantovano, con numerose positività già riscontrate dai veterinari.


Secondo i numeri forniti dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie da metà ottobre ad oggi nel mantovano, riporta Confagricoltura Mantova in una nota, sono stati 16 i casi rilevati, con le galline ovaiole (11 casi) come specie più colpita, seguita dai tacchini da carne (3 casi), dai broiler e dalle anatre, con un caso per tipo. La prima positività della nuova ondata è stata rilevata l’11 novembre, le più recenti invece risalgono al 5 gennaio scorso, ma i dati sono in costante aggiornamento. Le misure di contenimento naturalmente sono già state messe in campo, con l’istituzione di zone di protezione, zone di sorveglianza e, soprattutto, con l’abbattimento dei capi coinvolti dall’infezione.


“Questa nuova ondata – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – ci preoccupa, anche alla luce del fatto che i nostri allevatori, nonostante l’altissimo grado di biosicurezza, sono alla mercè di vettori esterni, come gli uccelli selvatici, e di tempi lunghi nell’erogazione dei ristori in caso di abbattimenti. Occorre mantenere altissima l’attenzione”. In particolare, le misure di biosicurezza all’interno degli allevamenti “devono essere seguite pedissequamente, e anzi rafforzate ove possibile. Tutto quello che può essere fatto in materia, va assolutamente messo in pratica”. E a preoccupare non è solo l’aviaria, ma anche patologie come la Psa (suini), la Bluetongue (bovini) o anche l’afta epizootica, un cui caso è stato recentemente riscontrato in un allevamento di bufali in Germania.

Gruppo Pini rileva le attività di Vismara, al via piano di rilancio

Gruppo Pini rileva le attività di Vismara, al via piano di rilancioMilano, 14 gen. (askanews) – Il gruppo Pini rileva le attività di Vismara: l’operazione permette la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e un piano di investimenti mirato alla crescita organica dell’azienda.


Pini Italia si è aggiudicata all’asta pubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia l’acquisto della partecipazione totalitaria nella Vismara 1898, società nella quale è stato conferito il ramo d’azienda della Vismara avente ad oggetto la produzione e la commercializzazione dei prodotti relativi allo stabilimento di Casatenovo. L’operazione, che permette la salvaguardia di tutta la forza lavoro impiegata presso l’azienda, pari a 162 dipendenti, si configura come un nuovo inizio per Vismara dopo il difficile periodo trascorso negli ultimi anni. Ora, nel futuro della nuova società costituita, che raccoglie l’eredità di un’azienda con un fatturato pari a 62 milioni di euro, c’è un piano di rilancio che prevede importanti investimenti mirati a una crescita strutturale dell’azienda, che interesserà la parte di produzione e di vendita: un focus sempre più importante verrà rivolto al mercato internazionale, in particolare quello statunitense, grazie all’inserimento dell’azienda in un sistema di filiera capillare guidato dal Gruppo Pini, che ha all’attivo 10 centri produttivi, 8 in Italia e 2 all’estero. Con questa operazione, il Gruppo Pini conferma il proprio impegno alla valorizzazione di aziende storiche simbolo del Made In Italy – Vismara, fondata nel 1898, è iscritta nel registro speciale dei “Marchi storici di interesse nazionale” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – che rappresentano anche al di fuori dei confini nazionali la qualità dell’agroalimentare italiano. “Questa operazione rappresenta un altro tassello importante per il nostro gruppo che ormai da anni si sta focalizzando su una crescita strutturata nei prodotti di filiera di alta qualità, avendo rilevato prima Ferrarini e ora Vismara: due marchi storici simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana”, ha dichiarato Roberto Pini, presidente di Pini Italia. “Questi sono i pilastri fondamentali per lo sviluppo che intendiamo portare avanti unendo innovazione, sostenibilità e continua attenzione alla filiera e alla qualità del prodotto”.

Fipe: bene stretta su recensioni false in Dl sulle Pmi

Fipe: bene stretta su recensioni false in Dl sulle PmiRoma, 14 gen. (askanews) – La Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) raccoglie con favore la stretta sulle recensioni online prevista dal Disegno di Legge sulle PMI, in discussione oggi in Consiglio dei Ministri. La proposta normativa, secondo Fipe, rappresenta un “passo avanti decisivo” nella lotta contro le recensioni false, una battaglia storica della Federazione a tutela della reputazione e della credibilità degli esercizi pubblici italiani.


“La piaga delle recensioni false ha per troppo tempo messo sotto scacco il settore della ristorazione e in generale dei pubblici esercizi, creando danni economici e compromettendo la fiducia dei consumatori”, spiega in una nota Roberto Calugi, direttore generale di Fipe-Confcommercio. “Non è più tollerabile che attività imprenditoriali subiscano le conseguenze di giudizi fraudolenti o non veritieri, che spesso si traducono in concorrenza sleale e pubblicità occulta. La proposta contenuta nel DL PMI è un segnale importante che accogliamo con entusiasmo e che, se adeguatamente attuata, potrà finalmente garantire maggiore trasparenza e correttezza nel sistema delle recensioni online”, conclude. La Federazione sottolinea anche l’importanza di strumenti normativi che non solo impediscano l’utilizzo di recensioni false, ma che garantiscano anche il diritto di replica e la possibilità di richiedere la rimozione di contenuti ingannevoli o non pertinenti e si impegna a collaborare con le autorità competenti per la definizione e l’applicazione delle nuove regole, sostenendo la necessità di un sistema che tuteli sia le imprese che i consumatori, promuovendo un’informazione trasparente e autentica.