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Ue e Messico, intesa su aggiornamento agli accordi di interscambio

Ue e Messico, intesa su aggiornamento agli accordi di interscambioRoma, 17 gen. (askanews) – I rappresentanti di Unione europea e Messico hanno raggiunto a livello politico un accordo sull’aggiornamento delle intese commerciali e sugli scambi bilaterali. Secondo quanto riporta un comunicato della Commissione europea, si tratta di una “modernizzazione” che punta ad ampliare e approfondire la cooperazione e le relazioni economiche, creando nuove opportunità per entrambe le parti e promuovendo valori condivisi e regole sullo sviluppo sostenibile. L’intesa punterà anche a intervenire contro la corruzione nei settori pubblici e privato.


Nel 2023 gli scambi tra Unione europea e Messico hanno raggiunto un volume pari a 82 miliardi di euro, di cui 22 miliardi in servizi. Il Messico è il secondo maggiore partner commerciale dell’Unione nell’America latina. Secondo Bruxelles, l’accordo aiuterà a far crescere le esportazioni europee in Messico su diversi settori chiave, come i servizi finanziari, i trasporti, il commercio elettronico e le comunicazioni. Rafforzerà le catene di approvvigionamenti sulle materie prime critiche, migliorando la competitività dell’industria europea. L’intesa punta eliminare barriere non tariffarie e creare un terreno di concorrenza paritetico, viene citato come esempio quello della tutela della proprietà intellettuale.


Sempre secondo la commissione Ue, le compagnie dell’Unione avranno accesso ai contratti pubblici su una base paritetica con le imprese locali. L’accordo punta anche a tutelare gli investimenti europei in Messico e a favorire le regole sulla riparazione e il riutilizzo dei prodotti a favore della sostenibilità. Per quanto riguarda il settore agricolo, Bruxelles afferma che l’intesa prevede la rimozione di dazi su diverse produzioni europee, come i formaggi, le carni di pollo e maiale, la pasta, mele, marmellate, cioccolata e vino. Il Messico è un importatore netto di prodotti agroalimentari dell’Ue.


Nel suo comunicato Bruxelles non precisa quali siano i vantaggi a favore del Messico. In una scheda analitica (Q&A) fornisce i dati aggregati sui volumi di scambio: nel 2003 esportazioni europee in Messico sono state pari a 53,1 miliardi di euro in beni e a 15,2 miliardi di euro in servizi. Il Messico, per parte sua, ha esportato beni all’Ue per 28,6 miliardi di euro e servizi per 7,9 miliardi di euro. Quindi, fatte le debite proporzioni con le rispettive economie, il commercio con l’Ue è molto più rilevante per il Messico di quanto sia quello con il Messico per l’Unione. L’intesa, che giunge a tre giorni dall’insediamento della nuova amministrazione Trump negli Usa, che potrebbe avviare nuove conflittualità con i diversi partner commerciali, è stata firmata dal commissario Ue al Commercio, Maroš Šefcovic, e dal segretario di Stato messicano all’Economia, Marcelo Ebrard. (fonte immagine: European Union – 2019).

Gelaterie artigianali: 5 mld giro d’affari ma manca personale qualificato

Gelaterie artigianali: 5 mld giro d’affari ma manca personale qualificatoRoma, 17 gen. (askanews) – Il gelato artigianale si conferma un’eccellenza del made in Italy e un pilastro dei consumi alimentari fuori casa. Tuttavia, le gelaterie sono in cerca di personale che hanno difficoltà a trovare soprattutto per competenze inadeguate.


Secondo i dati elaborati dal Centro Studi Fipe-Confcommercio, il settore – spiega un comunicato – genera un volume d’affari di quasi 5 miliardi di euro, coinvolgendo oltre 39.000 esercizi tra gelaterie, bar-gelaterie e gelaterie-pasticcerie, con più di 90.000 addetti. Ma nel corso del 2024 le imprese hanno incontrato serie difficoltà nel reclutamento di personale, circa 27 mila addetti, e anche in questo avvio di anno la situazione non sembra diversa. Tra dicembre 2024 e febbraio 2025 le gelaterie intendono assumere 6.900 addetti, ma il 50% delle imprese segnala difficoltà nell’individuare candidati qualificati, principalmente per l’inadeguatezza delle competenze. La richiesta di personale nei primi mesi dell’anno conferma la tendenza alla destagionalizzazione che oramai caratterizza anche il gelato con il 40% delle gelaterie che apre tutto l’anno, mentre oltre il 90% ha una stagionalità assai lunga che dura almeno otto mesi.


Il tema verrà affrontato al Sigep 2025, martedì 21 gennaio con la tavola rotonda “Scuole della Ristorazione FIPE: Innovazione e Formazione per il Futuro del Settore”. Al centro del dibattito l’importanza della formazione nel settore della ristorazione e in generale nei pubblici esercizi quale bussola per lo sviluppo e la crescita delle aziende del settore. In linea con il cambiamento degli stili alimentari sempre più attenti alla salute, un altro tratto distintivo del mercato attuale riguarda l’innovazione di prodotto. Ecco allora affermarsi gusti vegani, senza zuccheri aggiunti, senza lattosio, a base di materie prime biologiche e prodotti di eccellenza del territorio che stanno trasformando il gelato sempre di più in un alimento e in consumo esperienzale.


“Il gelato artigianale, oltre ad essere un prodotto molto apprezzato dai consumatori di qualsiasi età, è il risultato dell’impegno di un’articolata filiera del made in Italy – sottolinea Luciano Sbraga, Direttore del Centro Studi FIPE – Le gelaterie artigianali continuano ad evolvere per intercettare gusti e preferenze dei consumatori, diversificando prodotti e format che vanno dai locali tradizionali alle attività ‘trendy’, passando per gli esercizi a catena e i flagship store dei grandi marchi”. Un altro dato significativo è il ruolo del gelato artigianale come elemento distintivo dell’offerta turistica: circa il 60% dei turisti stranieri che visitano l’Italia considera il gelato un’esperienza irrinunciabile durante il soggiorno contribuendo a rafforzare il valore del Made in Italy e con esso la propensione all’export delle imprese del settore.

Coldiretti: siccità rende urgente il piano nazionale invasi

Coldiretti: siccità rende urgente il piano nazionale invasiRoma, 16 gen. (askanews) – Con i periodi di siccità destinati a diventare sempre più lunghi, intensi ed estesi è urgente realizzare un piano nazionale sugli invasi per garantire acqua a imprese e cittadini dopo un 2024 che proprio a causa degli effetti dei cambiamenti climatici ha visto danni per 9 miliardi all’agricoltura italiana. E’ l’appello lanciato da Coldiretti in occasione della pubblicazione dello studio sulla rivista Science secondo il quale i lunghi periodi di assenza di precipitazioni hanno colpito quasi tutti i continenti e sono diventati sempre più comuni, con il territorio globale interessato che aumenta di circa 50mila chilometri quadrati all’anno.


Un fenomeno che trova peraltro conferma per l’Italia dal dato sulle temperature che, secondo Isac Cnr, hanno visto il 2024 come il più caldo di sempre, con 1,35° in più rispetto alla media storica, con punte di 1,44 gradi al Centro e al Sud. Il risultato è stato un calo a doppia cifra per alcune colture simbolo della Dieta Mediterranea, dal grano (-20%) all’olio d’oliva (-32%), colpiti dalla mancanza di pioggia. La Coldiretti propone la realizzazione di un piano invasi dotati di sistemi di pompaggio, che permetterebbe non solo di assicurare l’approvvigionamento idrico durante i periodi di siccità, ma anche di ridurre gli effetti devastanti delle piogge e degli acquazzoni sempre più intensi, che aggravano il fenomeno dello scorrimento dell’acqua nei canali asciutti. Il progetto, che potrebbe partire immediatamente, prevede la creazione di una rete di bacini di accumulo costruiti senza l’uso di cemento, ma con pietre locali e terra di scavo, utilizzando i materiali già presenti in loco. Questi bacini avrebbero la funzione di raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla in caso di necessità.


L’intento è di raddoppiare la capacità di raccolta dell’acqua piovana, rendendola disponibile per usi civili, per l’agricoltura e per la produzione di energia idroelettrica pulita, oltre a contribuire alla gestione delle piogge abbondanti e a prevenire il rischio di inondazioni. In questo contesto, è essenziale anche il recupero e la manutenzione degli invasi già esistenti nel territorio.

Il 22 gennaio flash action a Strasburgo contro trattato Mercosur

Il 22 gennaio flash action a Strasburgo contro trattato MercosurRoma, 16 gen. (askanews) – Flash action contro il trattato UE-Mercosur a Strasburgo il prossimo 22 gennaio, dalle 10.30 alle 13 in Rue Lucien Febvre, di fronte al Parlamento europeo. L’evento è organizzato da FNSEA/FDSEA67/JA67 con il supporto di Copa-Cogeca e CEJA.


La flash action è il coronamento di una opposizione al trattato con i paesi del Mercosur espresso da anni dalle comunità agricole europee che ritengono il settore agricolo dell’UE “particolarmente vulnerabile alle concessioni fatte nel capitolo agricolo sbilanciato di questo accordo. Settori sensibili come carne bovina, pollame, zucchero, etanolo e riso – spiegano in una nota – affrontano rischi maggiori di saturazione del mercato e perdita di reddito a causa dell’afflusso di prodotti a basso costo dai paesi del Mercosur”. Inoltre, i paesi del Mercosur “non soddisfano gli standard di produzione richiesti dall’agricoltura dell’UE, sia in termini di prodotti fitosanitari, benessere degli animali o pratiche di sostenibilità. Le nazioni del Mercosur – proseguono – operano anche con standard di lavoro e sicurezza inferiori, consentendo loro di produrre a costi inferiori, il che rende impossibile una concorrenza leale per i produttori dell’UE”.


E, per le comunità agricole europee, l’accordo rinnovato, pur facendo progressi, “non riesce ancora ad affrontare pienamente le preoccupazioni sulla sostenibilità e la crescente divergenza negli standard di produzione, alimentando ulteriore opposizione non solo da parte dei produttori agricoli, ma anche da parte di sindacati, ONG ambientaliste e organizzazioni dei consumatori”.

Al Sigep la sfida per la miglior plant-based cake

Al Sigep la sfida per la miglior plant-based cakeRoma, 16 gen. (askanews) – Pennellata green su Sigep 2025 con il lancio di Vegâteau: il contest che celebra la dolcezza della pasticceria vegetale. Dopo i successi delle prime due edizioni che hanno coinvolto le Capitali della Cultura di Bergamo e Brescia e la Regione Lombardia, quest’anno il palcoscenico è nazionale.


L’appuntamento è fissato per lunedì 20 gennaio alle 15 presso lo spazio Blooming Bistrò del Sigep: in conferenza stampa viene presentata la nuova edizione di Vegâteau e viene aperto il bando per l’iscrizione dei pastry chef che vogliono distinguersi con creazioni 100% vegetali. Un contest che parla al futuro della pasticceria Vegâteau, ideato da LAV Onlus in collaborazione con Funny Veg, che è anche un invito a ripensare la pasticceria in chiave inclusiva, etica e sostenibile. Con il patrocinio di APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana e dei Consorzi Pasticceri di Bergamo e Brescia, con media partner Italia a Tavola, Pasticceria Internazionale e Alimenti funzionali, la sfida di quest’anno mira a eleggere la plant-based cake più golosa d’Italia, accessibile anche agli intolleranti al lattosio (circa il 50% degli italiani) e a chi abbraccia uno stile di vita ecofriendly.


La finale nazionale sarà il 4 maggio al Daste di Bergamo, con una giuria specializzata composta da chef, giornalisti e un pubblico che potrà assaggiare le creazioni in gara. I partecipanti saranno guidati nella preparazione grazie a un webinar sulle basi della pasticceria vegetale, organizzato da Funny Veg e condotto da docenti della FunnyVeg Academy.

Dl Milleproroghe: ecco le richieste di Confagricoltura

Dl Milleproroghe: ecco le richieste di ConfagricolturaRoma, 16 gen. (askanews) – Agevolazioni al credito d’imposta al sud, no all’obbligo assicurativo per le macchine agricole, stimolare l’imprenditoria under 40 e i biocombustibili. Sono alcune delle richieste avanzate oggi dalla Confagricoltura nel corso di una audizione oggi davanti alla prima Commissione permanente (Affari Costituzionali) in Senato, sul DL 2022/2024, il cosiddetto decreto Milleproroghe.


Confagricoltura ha richiesto di estendere il limite temporale per beneficiare del credito d’imposta a favore delle imprese che abbiano effettuato l’acquisizione di beni strumentali nuovi nel corso del 2023, destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni del Sud Italia. L’obiettivo è ristorare le aziende che abbiano presentato il modello di comunicazione approvato con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 15 ottobre 2024, anche oltre il 18 novembre 2024 ed entro il 31 marzo 2025. Altro punto focale dell’intervento è la richiesta di esclusione delle macchine agricole dall’obbligo assicurativo. Queste, infatti, non risultano classificate come autoveicoli, non svolgendo le funzioni tipiche dei mezzi di trasporto e non percorrendo strade pubbliche.


Necessaria per Palazzo della Valle anche la proroga dei termini per la revisione delle stesse, in quanto si è ancora in attesa dell’emanazione del Decreto ministeriale che ne delinei le modalità di esecuzione. Richiesto un differimento al primo giugno (dal 26 maggio), anche per l’adesione al Sistema nazionale di certificazione di sostenibilità dei biocombustibili, limitatamente agli impianti di produzione elettrica da biogas di potenza fino ad 1 MWe. L’esigenza sorge dalle difficoltà riscontrate dalle aziende agricole ad ottemperare a tale obbligo, a fronte del gran numero di operatori economici che dovranno certificarsi nei primi mesi del 2025, in rapporto alla mancanza di adeguate informazioni circa le modalità di applicazione delle nuove disposizioni ed i relativi adempimenti. Nel caso dei biocombustibili solidi, inoltre, si chiede che per i produttori di biomasse solide destinate alla produzione di energia elettrica, l’obbligo di adesione allo schema nazionale o a sistemi volontari di certificazione sia posticipato di un tempo più congruo per favorire la sua implementazione e fino al 1° giugno 2026.


Fondamentale, infine, per Confagricoltura sollecitare l’esonero contributivo dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali di età inferiore a quarant’anni; così come, per fronteggiare la crisi economica delle imprese agricole, la proposta di proroga moratoria per dodici mesi del pagamento della parte capitale delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti a rimborso rateale, in scadenza nell’anno 2025.

Luca Rigotti riconfermato presidente Gruppo vino del Copa-Cogeca

Luca Rigotti riconfermato presidente Gruppo vino del Copa-CogecaRoma, 16 gen. (askanews) – Luca Rigotti è stato rieletto oggi a Bruxelles presidente del Gruppo di Lavoro Vino del Copa-Cogeca, la principale organizzazione di rappresentanza agroalimentare europea. Rigotti, presidente del Comitato del Settore Vitivinicolo di Confcooperative Fedagripesca, è stato eletto in rappresentanza di Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e sarà affiancato per il prossimo biennio da due vicepresidenti, il francese Lodovic Roux (LCA) ed il tedesco Christian Schwoerer (DBV).


Imprenditore del settore vitivinicolo, Luca Rigotti è presidente dal 2012 del Gruppo Mezzacorona e della controllata Nosio S.p.a. Nel 2021 è stato eletto per la prima volta presidente del Gruppo Vino Copa-Cogeca. Nel suo discorso di insediamento Rigotti ha voluto sottolineare le principali criticità che il settore è chiamato ad affrontare in questo particolare periodo, e come la cooperazione vitivinicola europea, che rappresenta la maggior parte della produzione del Continente, “si sta impegnando sul fronte della qualità e della commercializzazione. Il dibattito a livello europeo è improntato sulla condivisione di misure idonee ad agevolare il settore in tutte le sue fasi sia per quanto riguarda le evoluzioni del mercato che il cambiamento dei gusti, delle modalità e dei luoghi di consumo”, ha detto.


“Dobbiamo tornare a fare apprezzare il vino a un pubblico vasto, – ha concluso Rigotti – promuovendo nel contempo la cultura del bere consapevole moderato e responsabile. Ci sono sfide impegnative legate al valore della sostenibilità ambientale, con risultati importanti già raggiunti dai nostri viticoltori che dobbiamo far conoscere ai consumatori, e alla crescita dei vini low alcol e dealcolati, che può essere una nuova opportunità da sostenere ed incentivare con determinazione”.

Calabria autorizzata nel 2025 per pesca sperimentale sardella

Calabria autorizzata nel 2025 per pesca sperimentale sardellaRoma, 16 gen. (askanews) – Anche per il 2025 il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha autorizzato fino al 30 aprile 2025 la pesca sperimentale della sardella in Calabria. Si tratta di un risultato importante che potrebbe rappresentare l’ultimo passo prima di una definitiva regolamentazione per questa pratica, fondamentale per le comunità costiere e per l’economia regionale.


L’autorizzazione alla pesca sperimentale della sardella si inserisce in un quadro di riforme più ampio, avviato con il decreto sul fermo pesca obbligatorio firmato nel giugno 2024 dal ministro Francesco Lollobrigida. Questa misura ha già portato significativi benefici alle marinerie dell’area jonica, garantendo maggiore flessibilità operativa alle imprese del settore ittico. Grazie alla possibilità di scegliere autonomamente i periodi di fermo pesca, i pescatori hanno potuto ottimizzare le loro attività, riducendo l’impatto economico negativo e migliorando la gestione delle risorse marine. Se i dati raccolti durante questa nuova fase sperimentale saranno positivi, il 2025 potrebbe segnare l’inizio di una regolamentazione stabile per la pesca della sardella. Un traguardo che consoliderebbe l’equilibrio tra conservazione dell’ecosistema marino e sviluppo economico delle comunità costiere, garantendo al contempo un futuro sostenibile per un settore strategico dell’economia calabrese.


Il senatore Ernesto Rapani, che ha mediato per garantire un dialogo costruttivo tra i pescatori e le istituzioni, commenta: “questo risultato rappresenta una risposta concreta alle esigenze di un settore che per troppo tempo ha sofferto incertezze e limitazioni. Finalmente arrivano risposte concrete – ha concluso – La possibilità di scegliere il calendario operativo è un passo fondamentale per garantire stabilità economica e promuovere pratiche di pesca sostenibili”.

A Macfruit aumentano espositori: anche Chiquita e Del Monte

A Macfruit aumentano espositori: anche Chiquita e Del MonteRoma, 16 gen. (askanews) – E’ ripartita la macchina organizzativa di Macfrut, con un fitto calendario di presentazioni internazionali che toccheranno numerosi paesi, sia europei che extra europei. Entro fine febbraio sono previste tappe a Varsavia (Polonia), Bogotà (Colombia), Brazaville (Congo) e Khinshasa (Repubblica Democratica del Congo).


Inoltre sono state organizzate due missioni, con la partecipazione di imprese espositrici, a Nairobi in Kenya dal 17 al 19 febbraio e a Baku in Azerbaigian dal 19 al 22 febbraio. In entrambi i casi, a margine della presentazione della fiera, le aziende presenti avranno la possibilità di organizzare incontri b2b con operatori locali. Nel mese di marzo sono invece previste alcune missioni finalizzate a reclutare buyer per la partecipazione a Macfrut (Bruxelles, Rotterdam, San Paolo del Brasile e Dubai).


La 42° edizione di Macfrut, in programma da martedì 6 a giovedì 8 maggio al Rimini Expo Centre, si prospetta come quella con il maggior numero di espositori di sempre. A fine dicembre scorso erano già state vendute oltre il 90% di tutte le aree occupate nella passata edizione della rassegna. Tra le novità di rilievo la presenza di nuovi importanti player internazionali tra i quali Chiquita, Del Monte ed alcuni grandi produttori spagnoli del comparto berries.

Pro-Gest raddoppia volumi produzione imballaggi per Gdo

Pro-Gest raddoppia volumi produzione imballaggi per GdoRoma, 16 gen. (askanews) – Pro-Gest, il più importante gruppo cartario italiano, partecipa alla fiera Marca in corso a Bologna e, dopo avere raddoppiato nel 2024 i volumi di produzione e vendita di imballaggi per la Gdo nella sede di Castelberforte, prevede una crescita ulteriore nel 2025, in linea con gli obiettivi di budget e con la saturazione delle capacità produttive.


Pro-Gest può contare su sette stabilimenti specializzati nella produzione di imballaggi su misura, con una forte presenza in Veneto, Puglia e Toscana. Gli stabilimenti di Pro-Gest si sono consolidati come punto di riferimento nel settore degli imballaggi per la GDO grazie alla diversificazione della propria produzione. In generale l’indotto legato al food & beverage rappresenta più della metà degli imballaggi prodotti.