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Spesa Ue in settore foodservice supera livelli pre Covid

Spesa Ue in settore foodservice supera livelli pre CovidRoma, 20 gen. (askanews) – La spesa nel settore del foodservice, a livello europeo (Italia, Francia, Germania, Spagna e UK), è tornata sopra ai livelli pre-Covid, passando dai 309 miliardi del 2019 agli attuali 336 (+9%). Ma a livello di ‘ visite’, ovvero il numero di persone che entrano ed escono da esercizi commerciali legati al food, delivery compreso, non si è ancora ristabilito completamente. Sono solo alcuni dei dati emersi nel convegno ‘Outlook on the European Foodservice Industry’, organizzato il 19 gennaio da Circana a SIGEP World, la manifestazione di Italian Exhibition Group in corso alla Fiera di Rimini fino al 22 gennaio.


Secondo la ricerca il quick service restaurant (fast food e non solo) si mantiene stabile, mentre a livello di visite calano leggermente i ristoranti, con un -2,7% nel 2024 rispetto al 2023; in questo, Circana ha sottolineato come incida il lavoro ibrido (smart working), che si attesta intorno al 45% rispetto al 21% del 2019. Dallo studio è emerso che gli alimenti più apprezzati sono i burger (+6,3% nei consumi nel 2024), ma anche pasticceria e panificazione tengono il passo (rispettivamente +2,3% e +1,7%). Infine, cresce esponenzialmente la spesa per ordini online, che si attesta sui 37 miliardi di euro rispetto ai 16 del 2019.

Compie 10 anni la piattaforma della tracciabilità latte bufalino

Compie 10 anni la piattaforma della tracciabilità latte bufalinoRoma, 20 gen. (askanews) – Oltre un milione di dati controllati, circa 10mila visite ispettive che in dieci anni di attività hanno contribuito a garantire trasparenza e tracciabilità ad uno dei prodotti simbolo del made in Italy agroalimentare, la Mozzarella di bufala campana Dop. È il bilancio dell’attività del Dqa, ente terzo incaricato dal 2013 con specifici decreti ministeriali a svolgere i controlli e la certificazione della filiera della Mozzarella di bufala campana Dop.


Il Dqa trasmette alla piattaforma “tracciabilità della filiera bufalina” i dati dei caseifici e dei raccoglitori del latte iscritti al piano dei controlli della Mozzarella di bufala campana Dop. I dati vengono inviati alla piattaforma implementata dal Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) e dall’Istituto zooprofilattico sperimentale del mezzogiorno. Una piattaforma unica, che non ha precedenti in altri comparti agroalimentari, con ancora grossi margini di sviluppo Il latte acquistato, la Mozzarella di bufala campana Dop e non Dop prodotta, le altre tipologie di trasformati e il latte congelato, queste sono le informazioni che, come previsto dal comma 3 dell’articolo 5 del DM del 9 settembre 2014 sulla tracciabilità bufalina, il Dipartimento di qualità agroalimentare gestisce nell’ambito delle attività volute dal Ministero dell’Agricoltura per garantire sia gli operatori della filiera sia i consumatori.


Le attività di tracciabilità vengono svolte in sinergia con tutte le operazioni previste dal Piano dei controlli della Mozzarella di bufala campana Dop, tra cui le visite ispettive presso gli allevatori e i caseifici della filiera, con l’esecuzione di determinazioni analitiche sui campioni di latte e mozzarella prelevati in occasioni delle stesse visite. Durante i controlli presso i caseifici, gli ispettori del Dqa effettuano, inoltre, una verifica sul bilancio di massa e sulla resa di trasformazione mediante l’utilizzo di una specifica formula sulla previsione della resa in mozzarella, sulla base del contenuto in grasso e proteina del latte trasformato. Le attività di tracciabilità e certificazione si completano attraverso il confronto con i dati presenti nella Banca dati zootecnia, pubblicati sul sito del Sistema informativo veterinario. In particolare, viene analizzata la consistenza del patrimonio bufalino e delle bufale in lattazione presenti nei singoli allevamenti e nell’areale di produzione, per verificare la coerenza dei dati trasmessi dai caseifici, relativamente al latte ritirato e trasformato.

Arriva al Sigep il gelato a marchio Agricoltori Italiani

Arriva al Sigep il gelato a marchio Agricoltori ItalianiRoma, 20 gen. (askanews) – Un gelato “Firmato Dagli Agricoltori Italiani” con materie prime selezionate rigorosamente di origine italiana, a partire dallo zucchero, e senza additivi artificiali. Il nuovo progetto, presentato al Sigep, è un’idea dell’azienda Città del Gelato realizzato con Filiera Italia e Filiera Agricola Italiana e prende il via con l’offerta iniziale di nove gusti realizzati con materie prime provenienti da agricoltori italiani: Albicocca Cafona, Arachide Toscana Venturina, Melograno Wonderful di Sicilia, Fragola di Acconia, Liquirizia del Concio, Melannurca da Melannurca Campana Igp Rossa del Sud, Menta bianca di Pancalieri, Pera Signora della Valle del Sinni e Pesca Regina da Bivona Igp.


Il nuovo marchio sarà garanzia di origine certa delle materie prime italiane e rintracciabilità della filiera in un’ottica di trasparenza e di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del nostro Paese. “Si tratta di un progetto che vede in sinergia più partner di Filiera Italia, frutto di un lavoro meticoloso e mirato alla costruzione di una filiera trasparente e tracciabile, volta a favorire l’integrazione tra agricoltura e agroindustria nazionale”, ha detto Luigi Scordamaglia, amministratore di Filiera Italia. Il gelato di Città del Gelato si distingue per l’uso di ingredienti base di alta qualità, molte volte derivanti da processi innovativi, come l’impiego di zucchero d’uva cristallino e latte in polvere italiani, che valorizzano il legame con i territori locali. “Un progetto che parla di trasparenza sostenuto dal marchio ‘Firmato Dagli Agricoltori Italiani’, riconosciuto dal consumatore finale, come il sigillo di qualità che promuove le filiere produttive le cui materie prime sono di origine certa ed italiana”, ha spiegato Stefano Albertazzi, direttore generale di Filiera Agricola italiana.

Agroalimentare, la collettiva di Parma Alimentare a Sirha di Lione

Agroalimentare, la collettiva di Parma Alimentare a Sirha di LioneRoma, 20 gen. (askanews) – Degustazioni guidate con alcuni dei migliori prodotti della Parma Food Valley, demo di cucina parmigiana e ancora ricette dedicate realizzate dagli chef di Pqr e Alma. La collettiva di Parma Alimentare si appresta a sbarcare al Sirha di Lione, il salone internazionale della ristorazione e del food, in programma dal 23 al 27 gennaio, che per questa edizione può vantare oltre 4mila espositori e circa 250mila visitatori attesi.


Un appuntamento fondamentale in un mercato di grande valore per la Food Valley ducale: quello francese è infatti il riferimento principale sul fronte esportazioni, che a valore sono cresciute del 57% rispetto al periodo pre-Covid attestandosi a quota 510 milioni di euro. Ma il trend è in costante aumento: nel 2023 si è registrato un +13% rispetto ai 451 del 2022, con un aumento stimato anche per il 2024. Ottimo risultati per le conserve animali (+9%), vegetali (+15%) e i prodotti lattiero-caseari (+11%) a trainare il comparto. A valore invece pasta e prodotti da forno (167 milioni di euro sui 510 complessivi) rappresentano i prodotti con la maggior richiesta da parte del mercato francese. All’interno della collettiva di Parma Alimentare ci saranno tre aziende del territorio: Coppini Arte Olearia, Greci e Nuova Boschi. Ma le collaborazioni si estenderanno ad altre realtà. Durante la manifestazione, i visitatori potranno degustare i prodotti della Food Valley grazie ai Consorzi del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma, accompagnati dal Consorzio dei Vini dei Colli di Parma, oltre alle aziende presenti nella collettiva. Inoltre, sarà possibile prendere parte ad una vera e propria esperienza di cucina parmigiana, a cura del Parma Quality Restaurants rappresentato in questa occasione dallo chef Matteo Ricci del ristorante ‘Il Labirinto’.


Parma Alimentare ha stretto anche una collaborazione con ALMA, consolidando la sinergia che lega Parma Alimentare e la scuola di cucina di Colorno con l’Agenzia ICE di Parigi. Durante il Sirha, lo chef ambassador di Alma, Paolo Amadori, presenterà una ricetta realizzata appositamente per la manifestazione dal nome ‘Quasi come una carbonara’, ovvero un pacchero rigato, fonduta di Parmigiano Reggiano al pepe nero e vele croccanti di Prosciutto di Parma. “Il Sirha di Lione sarà il primo appuntamento di un ricco programma fieristico che nel 2025 ci porterà anche a Tuttofood a Milano, al Summer Fancy Food a New York e ad Anuga a Colonia – spiega in una nota Alessandra Foppiano, Executive Manager di Parma Alimentare – sono appuntamenti fondamentali, che Parma Alimentare promuove da quasi 50 anni, per favorire lo sviluppo delle opportunità di business per le aziende agroalimentari del territorio”.

Sardegna, accordo per filiera bovina sardo bruna che punta a Igp

Sardegna, accordo per filiera bovina sardo bruna che punta a IgpRoma, 20 gen. (askanews) – Un accordo di filiera sulla valorizzazione della razza bovina Sardo Bruna, che creerà una rete economica tra 80 allevatori di tutta la Sardegna rappresentati da Coldiretti, l’azienda Forma Carni e l’associazione regionale allevatori. Un accordo che vede tutti gli attori coinvolti, che da seguito a quanto sviluppato tramite il progetto di ricerca Valorisardo (con capofila l’azienda Forma), e che persegue l’obiettivo del riconoscimento della Igp.


La razza Sardo Bruna, bovino dalla caratteristiche genetiche uniche e con una grande adattabilità ai pascoli naturali dell’isola, è presente nella regione sarda in circa 57 mila capi (30mila dei quali iscritti a selezione). Francesco Forma, della Forma Carni, spiega che l’accordo sarà “un volano per preservare e valorizzare la più importante razza autoctona presente nella nostra isola. Un allevamento per il quale c’è stato uno studio importante in collaborazione con il mondo accademico sassarese della Facoltà di Agraria tramite il progetto di ricerca Valorisardo che ha confermato scientificamente la eccellente qualità delle carni che possono inserirsi nel segmento delle carni di alta qualità”. “Si tratta del risultato del lavoro avviato all’interno della Federazione Nuoro Ogliastra e esteso a tutta la Sardegna – ha spiegato Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna – che pone al centro i nostri allevatori bovini che hanno puntato sull’allevamento di una razza storica. Punto fondamentale dell’accordo è un prezzo garantito agli allevatori, laddove a governare investimenti e prosecuzione nel progetto, lo sappiamo, è la certezza della remunerazione”.


L’obiettivo finale è arrivare al riconoscimento Igp. “L’indicazione geografica protetta permette la messa in campo di azioni con un raggio molto più ampio, sia dal punto di vista promozionale, ma anche culturale, e in ciò che riguarda la tutela da contraffazioni e manipolazioni. In un’Europa dove le premialità andranno a chi soddisfa gli obiettivi di sostenibilità, possiamo solo affermare che stiamo mettendo in moto una macchina che potrà produrre tanto”, hanno concluso.

Fabbri a Sigep lancia macchina gelato artigianale pret-a-porter

Fabbri a Sigep lancia macchina gelato artigianale pret-a-porterRoma, 20 gen. (askanews) – Realizzare un perfetto gelato artigianale in tempo reale e ovunque, grazie ad una speciale macchina che trova posto sul bancone di un bar o di una pasticceria, ma anche in un corner dedicato in un hotel o in un ristorante. E’ stata presentata alla 46esima edizione di Sigep, in programma a Rimini fino al 22 gennaio, la Fabbri Gelato System,


L’azienda bolognese ha allestito uno stand ricco di innovazioni, idee, ma anche ultime tecnologie, come la robotica che serve ai tavolini del bar o la realtà virtuale in cui tutti possono immergersi. Tante le risposte alle nuove tendenze di consumo, dai gusti snack, alla passione per il crunchy e il benessere. Sempre protagonista, infine, Amarena Fabbri, che presenta un nuovo concept in pasticceria, le Delizie, e firma l’ultimo liquore di casa Fabbri, il Ratafià.

Debutta a Sigep Agricacao, il nuovo progetto di Agrimontana

Debutta a Sigep Agricacao, il nuovo progetto di AgrimontanaRoma, 20 gen. (askanews) – Presentato al Sigep, l’evento dedicato al mondo della pasticceria, della gelateria, della panificazione e del caffè in programma a Rimini fino al 22 gennaio, Agricacao, l’ultimo progetto di Agrimontana: una linea di prodotti a base di cacao, accompagnata da una visione innovativa e sostenibile, che vuole rispondere alle esigenze di tutti i professionisti del settore, già anticipata alla stampa il 24 novembre scorso e che ora debutta a livello internazionale.


La gamma, studiata ad hoc per pasticceri, cioccolatieri e professionisti, si distingue nella selezione di varietà di fave di cacao pregiate. Accanto ai prodotti, già disponibili in linea, creati in collaborazione con due grandi chocolatier, Fabrice Gillotte e Julien Dechenaud, Agricacao proporrà cioccolati grand crus realizzati con fave provenienti da Venezuela, Ecuador, Perù, Costa Rica, fra i principali paesi produttori di cacao pregiato, ma anche da selezioni create a partire da fave raccolte e trattate in Africa (Ghana, Camerun). Peculiarità distintiva del brand, è la scelta di lavorare, ove possibile, con piantagioni a gestione femminile, un omaggio alla competenza e alla dedizione delle donne che ne sono custodi. Questa filosofia si traduce nella denominazione femminile di ogni referenza e nell’utilizzo dei fiori simbolo delle terre di provenienza per rappresentarle: Victoria e Floria dall’Ecuador, Milagros dal Perù, Akan dal Ghana e Aristid dal Camerun. Ogni cioccolato racconta così una storia autentica che unisce artigianalità, innovazione e rispetto per le comunità locali.


Durante i cinque giorni del Sigep, lo stand Agrimontana sarà il punto d’incontro per scoprire il viaggio di Agricacao, dalle piantagioni alle mani dei maestri artigiani. Saranno presenti pasticcieri e cioccolatieri di fama nazionale e internazionale, che proporranno dolci creazioni utilizzando la linea di cioccolati agricacao, e una selezione di ingredienti di Agrimontana.

Torna il credito a tasso ero di Consorzi agrari per agricoltori

Torna il credito a tasso ero di Consorzi agrari per agricoltoriRoma, 20 gen. (askanews) – Torna per il quarto anno consecutivo “Risultato Sicuro”, l’iniziativa targata Cai-Consorzi agrari d’Italia, supportata da alcune delle più importanti banche del Paese che nel 2024, con un valore complessivo di 80 milioni di euro, ha coinvolto oltre 1300 aziende agricole in Italia ed ha permesso di risparmiare più di 1,6 mln di euro di interessi sul credito. E per il 2025, l’obiettivo è incrementare ulteriormente l’adesione, estendendo il parco aziende e raggiungendo i 100 milioni di valore entro la fine dell’anno.


Si tratta di un fido commerciale di conto corrente, offerto direttamente agli agricoltori attraverso i principali istituti bancari del Paese e pensato per facilitare l’acquisto di prodotti e servizi CAI come mezzi tecnici, mangimi, impiantistica, sistemi di irrigazione e soluzioni per l’agricoltura di precisione. Prodotti e servizi che sono disponibili presso le oltre 300 agenzie di Consorzi Agrari d’Italia presenti in 44 province e 12 regioni. Il finanziamento è valido per acquisti effettuati dal primo gennaio al 31 dicembre 2025 e CAI si farà carico della quota interessi e delle commissioni sul fido, a partire dall’apertura del rapporto fino al 31 dicembre 2025.


L’iniziativa è nata nel 2022, coinvolgendo 628 aziende per un valore pari a 28 milioni di euro, per arrivare nel 2024 a coinvolgere 1300 aziende agricole per un investimento di 80 milioni in tutto il Paese. Il risparmio totale per coloro che hanno aderito all’iniziativa è stato di oltre 1,6 mln di euro di interessi sul credito. “Si tratta senza dubbio di una opportunità per gli agricoltori, che ha riscosso un grande successo e che è cresciuta di anno in anno. È il segno più evidente che siamo stati in grado di intercettare e rispondere ad un bisogno, dando concretezza al concetto di mutualità che ci caratterizza. Per questo motivo abbiamo voluto riproporre Risultato Sicuro alle stesse condizioni degli anni passati, per continuare a garantire interessi nulli per chi ha aderito all’iniziativa”, spiega in una nota Gianluca Lelli, amministratore delegato di Consorzi Agrari d’Italia. “Per il 2025, l’obiettivo è incrementare ulteriormente l’adesione, estendendo il parco aziende: puntiamo infatti a raggiungere i 100 milioni di valore entro la fine dell’anno”, conclude Lelli.

Consorzio Grana Padano e Mynet per digitale più veloce in azienda

Consorzio Grana Padano e Mynet per digitale più veloce in aziendaRoma, 20 gen. (askanews) – Favorire la crescita delle imprese della filiera del Grana Padano Dop con l’innovazione. A questo punta la convenzione tra il Consorzio di Tutela e Mynet, operatore di telecomunicazioni proprietario di una rete di infrastruttura in fibra ottica che si estende in Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna e che è leader nell’offerta di servizi di connettività ultraveloce ad aziende, Pubbliche amministrazioni e privati.


Il Consorzio di Tutela segnalerà alle aziende prodotti e servizi pensati appositamente da Mynet per soddisfare le specifiche esigenze delle imprese agricole del settore, attivando il web kit condiviso, comunicazioni su vari media e spazi di informazione promozionale. Sono previste in particolare tariffe di favore sulle nuove attivazioni di servizi. Gli ultimi due anni, infatti, hanno visto crescere soprattutto all’estero il fatturato delle aziende riunite nel Consorzio Tutela Grana Padano, aggiungendo nel 2023 all’ormai storico primato del Grana Padano di formaggio DOP più consumato nel mondo anche la leadership in valore stimata dal Rapporto ISMEA – Qualivita in 1.885 milioni di euro. Una crescita che va favorita con l’innovazione delle imprese di tutta la filiera, alle quali il Consorzio punta ad offrire l’opportunità di sostenerla a condizioni finanziarie e tecniche sempre più favorevoli.


“L’innovazione è essenziale per competere sui mercati e quella tecnologica è fondamentale per chi produce Grana Padano, un formaggio da mille anni uguale a se stesso e per questo tutelato, garantito, valorizzato e immutabile – spiega in una nota Renato Zaghini, presidente del Consorzio Tutela Grana Padano – Tra i compiti dell’ente che riunisce tutta la filiera produttiva vi è quindi quello di individuare e valutare le opportunità più valide, come quelle che Mynet è in grado di offrire, e trovare le modalità per renderle anche particolarmente vantaggiose”. “L’esigenza di disporre di connessioni di qualità per innovare e restare competitivi sul mercato ci viene costantemente manifestata dagli imprenditori agricoli, anche alla luce del continuo processo di digitalizzazione del comparto primario favorito anche da misure di finanziamento pubblico – commenta Giovanni Zorzoni, direttore generale di Mynet – La partnership con il Consorzio Tutela Grana Padano, realtà di eccellenza a livello mondiale, rappresenta un risultato significativo”.

Vino, Crealis presenta il suo primo bilancio di sostenibilità

Vino, Crealis presenta il suo primo bilancio di sostenibilitàMilano, 19 gen. (askanews) – Riduzione delle emissioni di gas serra, recupero degli scarti industriali, innovazioni di prodotto, una cultura aziendale basata su inclusione, crescita professionale e radicamento sul territorio. Sono questi i capisaldi del primo Bilancio di sostenibilità di Crealis, gruppo leader globale nelle soluzioni di chiusura per vini e spiriti che, per il rapporto 2023, ha rilevato significativi progressi in ambito ambientale, sociale e di governance (ESG). Con 15 siti produttivi in otto Paesi e una produzione annua da 5,2 miliardi di pezzi, il Gruppo raggiunge un fatturato complessivo di circa 300 milioni l’anno.


“Il nostro primo rapporto di sostenibilità è un traguardo importante in un momento certamente difficile, caratterizzato da inflazione, eccesso di scorte e un significativo calo dei consumi di vino” commenta Michele Moglia, alla guida del gruppo che conta otto marchi strategici nel mercato delle soluzioni di chiusura per vini, spiriti, olio d’oliva, birra e aceto, spiegando che “in questo contesto, abbiamo esplorato nuove possibilità e colto nuove opportunità senza mai mettere in discussione il nostro focus sulla sostenibilità, l’innovazione e la qualità, riaffermando l’impegno del gruppo a svolgere un ruolo proattivo nella transizione dell’intero settore verso pratiche più sostenibili”. Entro il 2030, Crealis si impegna a ridurre del 42% le emissioni assolute di gas serra per gli Scope 1 e 2, e del 25% per lo Scope 3 (rispetto all’anno di riferimento 2022). Sul fronte dell’economia circolare, il 93% degli scarti post-industriali dei marchi europei del Gruppo vengono già riciclati. In Italia, in particolare, Enoplastic “ha implementato un impianto di recupero solventi che consente di riutilizzarli all’infinito, minimizzando l’impatto ambientale del processo produttivo, e la francese Sparflex reintegra gli scarti di polietilene nel ciclo produttivo del polilaminato, mentre Rivercap, in Spagna, riutilizza il 100% degli scarti di stagno non colorato garantendo la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione delle risorse”. In diversi siti del Gruppo, tra cui Enoplastic e Supercap in Italia e Maverick negli Stati Uniti, sono stati installati pannelli solari.


Per quanto riguarda invece l’offerta di prodotto, Crealis ha sviluppato e promuove la sua linea “Green Tech”, offrendo soluzioni realizzate con materiali riciclati, bio-based e compostabili, mentre “R-Derma”, un polilaminato per capsule e capsuloni da spumante che include il 60% di polietilene riciclato. Crealis segnala inoltre che nel 2023, il 27% delle posizioni manageriali sono state ricoperte da donne, e che è impegnato a garantire “l’equità salariale e la crescita professionale dei propri team, mantenendo un ambiente di lavoro sicuro e stimolante”. Inoltre il gruppo “collabora con scuole e associazioni e sensibilizza i consumatori sull’importanza del riciclo e della gestione dei rifiuti, e le sue aziende hanno aderito all’iniziativa ‘Puliamo il mondo’ coinvolgendo attori e realtà locali nella raccolta di rifiuti sui territori di riferimento”. La marchigiana Supercap ha poi sviluppato il progetto “Green Money Eco-Compactor” in un Conad Superstore che, grazie all’installazione di un compattatore all’interno del punto vendita e alla partecipazione attiva dei clienti, ha recuperato e riciclato 7,6 tonnellate di PET, riducendo le emissioni di CO2 di circa 9.120 kg”.