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In R. Toscana semplificati criteri per bando ammodernamento porti

In R. Toscana semplificati criteri per bando ammodernamento portiRoma, 2 dic. (askanews) – Sarà più facile l’accesso alle imprese e ai soggetti pubblici gestori delle aree portuali che vogliono partecipare al bando FEAMPA per quanto riguarda l’ammodernamento dei porti di pesca della Toscana.


La giunta regionale, su proposta della vicepresidente e assessora all’agricoltura Stefania Saccardi, ha modificato infatti, semplificandola, la pesatura dei criteri di selezione per ottenere i contributi. Il bando aprirà il 4 dicembre e si chiuderà il 15 gennaio. “Essendo emerse criticità riguardo ai criteri di priorità previsti dal bando – ha spiegato la vicepresidente Saccardi – evidenziate sia dalle imprese di pesca sia dagli altri organismi nell’ambito del Coordinamento tecnico interregionale, abbiamo ritenuto di modificare la pesatura dei criteri di selezione per facilitare l’accesso alle graduatorie delle imprese e dei soggetti pubblici gestori su un bando importante perché migliorare le infrastrutture dei porti di pesca significa migliorare la sicurezza dei pescatori e l’attività di pesca e, dall’altro lato, migliorare la sostenibilità”.

Copagri Sardegna: no modifiche disciplinare pecorino romano Dop

Copagri Sardegna: no modifiche disciplinare pecorino romano DopRoma, 2 dic. (askanews) – Alla vigilia dell’assemblea dei soci del Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano la Copagri Sardegna ribadisce in una nota la propria “ferma contrarietà a ulteriori modifiche del disciplinare di produzione, con particolare riferimento alla possibilità di introdurre razze differenti da quelle autoctone, presenti da sempre negli areali di riferimento della DOP”. Il presidente Sardegna Giuseppe Patteri, ricorda anche che la Federazione aveva già manifestato il proprio dissenso nei confronti di iniziative analoghe, non da ultimo con una nota indirizzata al Ministero dell’Agricoltura all’inizio del 2022.


“Facciamo pertanto appello a tutti i soci del Consorzio, ovvero i trasformatori dell’industria privata e delle cooperative lattiero-casearie, affinché si adoperino per scongiurare il rischio che all’interno del disciplinare vengano ammesse razze diverse dalla Sarda, dalla Nera di Arbus o dalle altre attualmente presenti negli areali produttivi del Lazio e della Toscana, ovvero le razze Vissana, Sopravissana, Comisana, Massese e dell’Amiata”, prosegue il presidente della Copagri Sardegna. “E’ fatto noto – prosegue Patteri – che il consumatore apprezzi maggiormente le produzioni legate al territorio, riconoscendo più valore ai formaggi ottenuti attraverso il pascolamento naturale, più rispettoso dell’ambiente e con evidenti risvolti sulla qualità del prodotto, rispetto a quelli derivanti dall’allevamento intensivo, in cui spesso sono presenti razze estranee all’areale di produzione del Pecorino Romano”.


“La nostra organizzazione sarà sempre schierata dalla parte dei pastori e dei trasformatori – conclude il presidente e il direttore della Copagri Sardegna – per tutelare gli interessi di una categoria insostituibile, che con il suo encomiabile lavoro quotidiano contribuisce concretamente a portare avanti la peculiarità delle tantissime eccellenze che fanno grande il Made in Italy”.

Da R. Toscana 600mila euro per cura e valorizzazione foreste

Da R. Toscana 600mila euro per cura e valorizzazione foresteRoma, 2 dic. (askanews) – Un pacchetto di interventi da oltre 600.000 euro per integrare la dotazione di risorse del Praf, il Piano regionale agricolo e forestale nel 2024. Li ha approvati la giunta regionale su proposta della vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi.


Questa integrazione di risorse interessa due tipologie di azioni: la prima (per 509.000 euro) riguarda interventi per incentivare la redazione o aggiornamento dei Piani forestali di indirizzo territoriale e per il miglioramento della viabilità forestale, la seconda (per 109.000 euro) il finanziamento di interventi a favore della tartuficoltura: una misura volta a rafforzare la filiera e a valorizzare e tutelare le attività produttive tipiche. “Questi interventi che vanno a integrare il Piano agricolo e forestale – ha commentato il presidente della Regione Eugenio Giani – hanno una matrice comune: la volontà di salvaguardare e valorizzare il nostro patrimonio forestale. La Toscana ha una superficie forestale di circa 1 milione e 200.000 ettari: un tesoro verde straordinario verso il quale dobbiamo indirizzare tutti i nostri sforzi”.


“Questi finanziamenti – ha sottolineato Stefania Saccardi – toccano aspetti significativi del nostro patrimonio forestale, dalla programmazione forestale territoriale a un ‘tesoro naturale’, quello della tartuficoltura. Ma gran parte di questi fondi, ben 459mila euro, si concentrano in particolare sul miglioramento della viabilità forestale esistente. Quest’ultima è un’azione davvero importante considerate le condizioni di degrado in cui molte di queste strade versano, condizioni che derivano dalle caratteristiche strutturali di questa viabilità e dagli elevati costi di manutenzione. Con questa misura si vuole cercare di avviare il superamento di queste situazioni di degrado o abbandono e di instaurare un meccanismo virtuoso che porti anche altri soggetti a intervenire sui propri boschi”. I beneficiari di quest’ultima misura sono soggetti pubblici o privati, in forma singola o associata. Per ogni singolo progetto è prevista una copertura fino al 100 per cento dei costi sostenuti per gli interventi ammissibili.

Accordo Coldiretti, Filiera Italia e Agritech su innovazione

Accordo Coldiretti, Filiera Italia e Agritech su innovazioneRoma, 2 dic. (askanews) – Coldiretti, Filiera Italia e Agritech hanno avviato una collaborazione al fine di incentivare l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate nella gestione dei processi produttivi e nella realizzazione di prodotti e servizi. Questa iniziativa mira a coinvolgere le imprese del settore in un percorso di trasformazione tecnologica, incoraggiandole a diventare protagoniste del cambiamento. Le attività previste includono il dialogo diretto con le aziende.


Con questo spirito, saranno organizzati una serie di workshop online, in collaborazione con Agritech e Filiera Italia, nell’ambito dell’accordo con Agritech – Centro Nazionale per lo Sviluppo di Nuove Tecnologie in Agricoltura, che si terranno tra dicembre 2024 e gennaio 2025. Gli incontri rappresentano una occasione di aggiornamento sulle recenti innovazioni tecnologiche e sulle pratiche agricole sostenibili e incontri offriranno un confronto diretto con esperti di settore su temi chiave per la competitività e la sostenibilità delle imprese agricole.


La digitalizzazione è una priorità strategica per Coldiretti, volta a migliorare competitività, produttività e a ottimizzare l’uso delle risorse incrementando la sostenibilità delle imprese agricole, spiega la confederazione agricola in una nota.

Sabato 7 dicembre torna Birrifici Aperti Unionbirrai

Sabato 7 dicembre torna Birrifici Aperti UnionbirraiRoma, 2 dic. (askanews) – Sabato 7 dicembre, i birrifici artigianali di tutta Italia aprono le loro porte al pubblico con visite guidate, degustazioni e incontri con i birrai. “Birrifici Aperti” è la giornata organizzata da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti, con l’obiettivo di promuovere la cultura della birra artigianale in Italia, educando i consumatori sulle diverse varietà e qualità di birre prodotte localmente, sostenendo i piccoli produttori nel panorama birrario nazionale.


“Valorizzare il mondo della birra artigianale italiana, creando un contatto diretto tra birrifici e appassionati. Questo l’obiettivo della nostra iniziativa Birrifici Aperti – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai – che mira a replicare ciò accaduto con successo in altri comparti come il vino e l’olio, aprendo le porte dei birrifici per far conoscere da vicino i processi produttivi, le materie prime utilizzate e, soprattutto, la passione che si cela dietro ogni bottiglia. Tutti ingredienti che rendono la birra artigianale nazionale oramai un vanto del made in Italy agroalimentare nel mondo, con sempre più riconoscimenti”. Sarà possibile scegliere l’appuntamento preferito tra i tanti in programma in tutto lo Stivale presenti sul sito www.birrificiapertiunionbirrai.it. “Riteniamo che i piccoli birrifici artigianali possano divenire parte integrante di itinerari turistici e mete da visitare e in cui trascorrere piacevoli momenti – conclude Ferraris (Unionbirrai) – Per questo, anche a livello normativo, siamo impegnati nel promuovere la creazione delle ‘Strade della Birra’, prendendo spunto da ciò che il mondo vitivinicolo ha già realizzato con successo con le cantine”.

Confagri Veneto: da Mercosur timori allevamenti, mais e zucchero

Confagri Veneto: da Mercosur timori allevamenti, mais e zuccheroRoma, 2 dic. (askanews) – Dopo le recenti trattative tra l’Unione Europea e il blocco sudamericano Mercosur, aumentano le preoccupazioni degli agricoltori veneti in vista dell’obiettivo di finalizzare l’accordo nell’ambito del G20 in Brasile. Ed è dai Giovani di Confagricoltura Veneto che arriva la necessità di fare chiarezza sull’accordo con il convegno “Dialogo oltre oceano: accordi con il Mercosur e impatti per l’agricoltura italiana”, che si svolgerà giovedì 5 dicembre alle 15 al Viest Hotel di Vicenza. Al convegno sarà presente anche Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura e neo eletto presidente del Copa, l’associazione che riunisce le principali organizzazioni agricole europee.


Spiega il polesano Francesco Longhi, presidente dei Giovani di Confagricoltura Veneto: “abbiamo voluto fortemente questo momento di approfondimento perché come giovani, in chiave futura, è cruciale conoscere dinamiche l’impatto di politiche comunitarie come queste che possono influenzare il sistema agricolo europeo – dice – I comparti degli allevamenti avicoli e bovini, dello zucchero e del mais sono quelli che potranno essere maggiormente penalizzati dall’accordo commerciale con il Sudamerica, con un impatto fortemente negativo sulla catena di approvvigionamento agroalimentare europea e a cascata sull’agricoltura veneta, dato che quei settori sono di importanza primaria. Dato che i Paesi del Mercosur non rispettano gli stessi standard ambientali e di benessere animale richiesti agli agricoltori europei, si rischia che venga creato un vantaggio ingiusto per i loro concorrenti”. Sebbene l’Ue sia impegnata a raggiungere obiettivi ambientali ambiziosi, l’accordo Mercosur, anche con il protocollo aggiuntivo, non includerà salvaguardie forti, vincolanti e applicabili per garantire la protezione dell’ambiente e il rispetto dei diritti umani e del lavoro. “Questa mancanza di coerenza mette a rischio l’obiettivo generale dell’Ue di promuovere una transizione verso sistemi alimentari più sostenibili – aggiunge la trevigiana Martina Dal Grande, delegata per i Giovani di Confagricoltura del Ceja, Consiglio europeo dei giovani agricoltori – L’importanza strategica dell’agricoltura e del cibo dovrebbe essere sempre riconosciuta nei negoziati commerciali, poiché la sostenibilità economica, sociale e ambientale di questi settori è fragile e facilmente perturbabile”.


L’obbligo di rispettare i più alti standard ambientali e sociali, comprese le otto convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e le più recenti indicazioni del Wto, “dovrebbe essere un elemento essenziale e vincolante di qualsiasi accordo commerciale. Di qui l’esigenza di un dialogo costruttivo con i principali attori del sistema coinvolti, per approfondire ogni sfumatura di queste importanti dinamiche commerciali e valutare quali potrebbero essere le ripercussioni per la nostra agricoltura”, ha concluso.

Lollobrigida: olio prodotto con margini crescita eccezionali

Lollobrigida: olio prodotto con margini crescita eccezionaliRoma, 2 dic. (askanews) – “L’olio di oliva è un prodotto sottovalitato che ha margini di crescita eccezionali, così come i formaggi. Sono prodotti da raccontare e da spiegare”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida nel corso del proprio intervento al XXII Rapporto Ismea-Qualivita, presentato oggi a Roma.


Il ministro ha sottolinea le performance eccezionali dei formaggi italiani, “alcuni dei quali hanno valori di mercato altissimi. Grazie a questo, pagano il latte molto più della media europea. Dobbiamo sempre ricordare che l’aumento di valore di un prodotto – ha detto – può fare aumentare il reddito lungo tutta la filiera”. Per questo, l’Italia deve puntare ad “un aumento e una protezione del valore, il sostegno alle filiera in difficoltà ma non nell’ottica dell’oggi ma in quella del domani, al rafforzamento delle filiere e in particolare di quella dell’olio e delle carni rosse”.

Coldiretti: la Dop economy fa dell’Italia paese leader qualità

Coldiretti: la Dop economy fa dell’Italia paese leader qualitàRoma, 2 dic. (askanews) – La Dop economy spinge i record del Made in Italy a tavola, facendo dell’Italia il Paese leader della qualità in Europa per numero di prodotti a denominazione di origine con 328 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute, 529 vini Dop/Igp, 5547 prodotti alimentari tradizionali, grazie all’agricoltura più green della Ue. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti in occasione della presentazione del Rapporto Ismea – Qualivita 2024.


I prodotti a Dop, spiega Coldiretti, contribuiscono ad arricchire uno straordinario patrimonio enogastronomico segnato da distintività e biodiversità alla base oggi di una filiera agroalimentare allargata, che vale oltre 620 miliardi di euro e rappresenta la prima ricchezza del Paese. L’Italia vanta peraltro il primato europeo anche per la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori con Campagna Amica, oltre che nel biologico, con 84mila aziende agricole attive sul territorio nazionale. Oltre al cibo più amato nel mondo, l’agricoltura italiana, ricorda la Coldiretti, garantisce peraltro autentici beni pubblici quali tutela del paesaggio, biodiversità, salute e benessere, contrasto ai rischi idrogeologici, coesione territoriale, baluardo allo spopolamento delle aree marginali, turismo, territorio, energie rinnovabili.


Una minaccia ai successi della Dop economy viene però dal fenomeno del falso cibo Made in Italy, il cui valore ha superato i 120 miliardi sottraendo risorse e opportunità di lavoro all’Italia. In altre parole nel mondo, rileva la Coldiretti, ci sono ben sei imitazioni per ogni prodotto a denominazione originale Made in Italy. Ma avanzano anche i cibi ultraprocessati che rischiano di sostituire sulle tavole i prodotti naturali, sulla spinta dei grandi oligarchi mondiali dell’alimentazione, con gravi effetti sulla salute dei cittadini, a partire dalle giovani generazioni. Un fenomeno che spaventa oltre otto famiglie su dieci e contro il quale Coldiretti chiede una serie di misure che vanno da un’etichettatura chiara su questo tipo di prodotti al divieto dell’utilizzo nei distributori in scuole e edifici pubblici, fino al potenziamento delle ore di educazione alimentare per gli studenti.

Arriva il Distretto per l’innovazione agroalimentare Marsica

Arriva il Distretto per l’innovazione agroalimentare MarsicaRoma, 2 dic. (askanews) – Arriva il Distretto per l’Innovazione Agroalimentare Marsica, un progetto promosso da Inps, Agea(Agenzia per le erogazioni in agricoltura), Mcl (Movimento Cristiano Lavoratori) e Ost (Officina Sviluppo Territoriale), per ottimizzare il sistema produttivo della Marsica, conciliando l’agricoltura intensiva del Fucino con un’agricoltura sostenibile nelle aree circostanti.


L’obiettivo è accrescere il PIL del territorio valorizzando e ripopolando le aree inattive, diversificando la produzione e attraendo nuovi investimenti. Con l’adozione del Protocollo DIAM si stima un incremento della produzione totale del 15-20% nel Fucino e del 10-15% nella Marsica esterna al Fucino. I ricavi medi per ettaro potrebbero aumentare del 10-20% nel Fucino e del 15-25% nella Marsica extra-Fucino. Un aumento della produzione reso possibile anche grazie dati raccolti da Agea, che evidenziano un rilevante patrimonio territoriale non pienamente sfruttato nell’area. Su una superficie totale di 183.552,59 ettari, ben 114.310,99 ettari risultano infatti non richiesti, con ampie porzioni di aree seminabili abbandonate (460,68 ettari). Il progetto, presentato oggi ad Avezzano, prevede inoltre una riduzione della manodopera meno qualificata e un aumento della domanda di lavoratori specializzati in grado di gestire le nuove tecnologie. Potrebbe di conseguenza generarsi una crescita occupazionale del 10% nell’industria di trasformazione agroalimentare e del 20-30% per gli specialisti dei servizi professionali per l’agricoltura. Un modello innovativo di sviluppo territoriale che potrebbe essere replicato in altre aree d’Italia, contribuendo alla crescita economica e sociale del Paese.


Tra le soluzioni, l’introduzione di innovazioni tecnologiche e di processo, come l’agricoltura di precisione, i sensori per il monitoraggio delle colture e l’automazione, per ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare la qualità dei prodotti. Inoltre, il progetto mira a promuovere la coltivazione di terreni incolti, puntando su produzioni ad alto valore aggiunto come le piante officinali in permacultura, e a sviluppare il settore della trasformazione agroalimentare. Il tutto, favorendo la collaborazione tra pubblico e privato attraverso la creazione di un Ente di Governance che coordini le attività del Distretto. La presentazione si è conclusa con la sottoscrizione di un accordo territoriale da parte dei partecipanti, che si impegnano a collaborare per la realizzazione del progetto.

Lollobrigida: un miracolo che il vino italiano regga nel mercato

Lollobrigida: un miracolo che il vino italiano regga nel mercatoRoma, 2 dic. (askanews) – “E’ un miracolo che il vino regga nel mercato rispetto all’aggressione costante portata avanti in questi ultimi anni a uno dei nostri prodotti di eccellenza. Il vino è un prodotto demonizzato ed è un miracolo che il settore regga”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida nel corso del proprio intervento al XXII Rapporto Ismea-Qualivita, presentato oggi a Roma.


Dal rapporto emerge una frenata nel 2023 del vino DOP IGP, sia come produzione imbottigliata, pari a 25,9 milioni di ettolitri (-0,7%), che come valore dell’imbottigliato che si attesta su 11 miliardi di euro (-2,3%). Se il settore regge, ha detto Lollobrigida è “proprio perché ci hanno lavorato molto bene i nostri imprenditori valorizzando alcune scelte, anche andando incontro ad alcune soluzioni di mercato come stiamo provando a fare anche oggi, con qualche rischio a mio avviso, sulle vicende legate al vino dealcolato. Sul vino, ha ricordato il ministro, ci sono state “campagne estremamente negative” in termini di immagine. “Certamente va dimiuito l’uso di alcol, ne va contrastato l’abuso, si deve farne un consumo moderato: il vino è un prodotto che va spiegato all’interno di una dieta bilanciata, dove fa parte della nostra cultura e della nostra tradizione”.