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Siccità, in Sicilia progetto su desalinizzazione e fitodepurazione

Siccità, in Sicilia progetto su desalinizzazione e fitodepurazioneRoma, 27 nov. (askanews) – Affrontare il problema dell’emein Sicilia con progetti innovativi, come quello annunciato oggi nel corso di una tavola rotonda al Masaf: ricorrere alla desalinizzazione e alla fitodepurazione per avere una maggiore disponibilità di acqua per il distretto degli Agrumi di Sicilia. In questo progetto, nato da una collaborazione con l’Università di Catania, con il sostegno di Coca Cola, sono coinvolti 100 imprenditori.


La notizia è arrivata nel corso della tavola rotonda dal titolo “Filiere e reti: focus agrumicoltura per una gestione condivisa della risorsa idrica”, tenutasi oggi presso la Sala Cavour del ministero dell’Agricoltura. Un incontro che ha visto confrontarsi rappresentanti delle principali associazioni agricole regionali ed imprenditori di varie zone agrumetate italiane, docenti universitari e esponenti parlamentari, con in apertura l’intervento degli assessori all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Siciliana Salvatore Barbagallo ed Edmondo Tamajo e le conclusioni affidate al sottosegretario Luigi D’Eramo. Il progetto prende le mosse da uno studio realizzato per approfondire le criticità correlate all’uso di acque di falda con elevato contenuto di sali, frutto dei monitoraggi effettuati su 120 aziende del territorio. Per facilitare l’adozione di questa tecnologia da parte delle aziende, verrà acquistato e testato un impianto di desalinizzazione portatile da utilizzare in modo sperimentale in diversi areali agrumicoli regionali. Grazie allo screening delle realtà che già utilizzano questa tecnologia, saranno inoltre analizzate le potenzialità di trattamento delle acque reflue attraverso tecniche di fitodepurazione, coinvolgendo in diversi momenti di confronto più di 100 imprenditori che operano su migliaia di ettari di colture.


“Promuovere un uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica rappresenta una priorità non solo per la filiera agrumicola, ma per tutto il mondo agricolo. Siamo consapevoli di quanto la dotazione infrastrutturale sia fondamentale per consentire lo sviluppo e la competitività del settore”, ha detto Luigi D’Eramo, sottosegretario al Masaf sottolineando che questo potrebbe rappresentare “un modello virtuoso, che unisce le esperienze di innovazione che partono dal mondo associativo, sentinella dei territori, e grazie al coinvolgimento del sistema universitario, offre alle imprese la possibilità di testare nuove soluzioni pensate per rispondere a esigenze concrete”. “Siamo convinti che la combinazione di sperimentazione e analisi dei risultati possa dare alla filiera la possibilità di individuare, nel rispetto delle peculiarità di ogni singola realtà agrumicola, una propria strada di sostenibilità e innovazione”, ha ggiunto Federica Argentati, presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia ricordando che “l’emergenza idrica sta mettendo a dura prova il nostro comparto, così importante per diversi territori. Non solo siciliani ma di tutto il Sud Italia”.

Kauno Grudai inaugura stabilimento da 32 mln in Lituania

Kauno Grudai inaugura stabilimento da 32 mln in LituaniaRoma, 27 nov. (askanews) – Kauno Grudai, una delle più grandi aziende di produzione alimentare della Lituania e focalizzata nella produzione di cibo istantaneo, ha inaugurato il suo nuovo stabilimento da 32 milioni di euro ad Alytus. Lo stabilimento è destinato a creare 250-300 nuovi posti di lavoro su circa 7.400 metri quadrati di spazio produttivo. E’ il secondo stabilimento di cibo istantaneo dell’azienda nella città e la sua terza filiale di produzione locale.


Una offerta che risponte alla domanda di cibo istantaneo in aumento in tutta Europa: si prevede infatti che il mercato globale del cibo istantaneo raggiungerà circa 200 miliardi di dollari entro il 2032. Mentre i consumatori europei abbracciano prodotti come noodles istantanei e porridge, Kauno Grudai attualmente esporta il 96% della sua produzione e rifornisce i principali rivenditori in 30 paesi europei, tra cui Spagna, Germania e Regno Unito. Il nuovo stabilimento amplierà significativamente le capacità produttive, aggiungendo 240 milioni di unità di cibo istantaneo all’anno. Ciò include 120 milioni di tazze di noodle e snack pot e 120 milioni di confezioni di noodle, aumentando la capacità produttiva totale dell’azienda a 500 milioni di porzioni all’anno, quasi un quinto del mercato europeo.


Il fatturato annuo del gruppo supera 1,5 miliardi di euro, con esportazioni che raggiungono l’Europa occidentale, la Scandinavia e gli Stati Uniti. Il tutto con una attenzione agli obiettivi di sostenibilità: l’azienda usa solo olio di palma sostenibile certificato RSPO e si è impegnata a sostituire il 45% dell’olio di palma utilizzato con olio di girasole entro la fine del 2025. Questo cambiamento fa parte della più ampia strategia ambientale che include iniziative volte a ridurre le emissioni di carbonio e a minimizzare gli sprechi. La struttura funzionerà con energia verde, utilizzerà imballaggi riciclabili e ridurrà al minimo gli sprechi. In futuro, l’azienda continuerà a dare priorità alla crescita delle esportazioni, in particolare verso l’Europa occidentale, i paesi scandinavi e gli Stati Uniti.

Ok Commissione Ue all’Igp per il Torrone de Montelimar francese

Ok Commissione Ue all’Igp per il Torrone de Montelimar franceseRoma, 27 nov. (askanews) – La Commissione Europea ha approvato l’inserimento del “Torrone di Montélimar” nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette (Igp). Questo nuovo prodotto si aggiungerà all’elenco dei 3.636 prodotti già protetti nell’Unione Europea.


Il “Nougat de Montélimar” è un prodotto dolciario fabbricato nel comune di Montélimar, in Francia, costituito da una pasta a base di colore da bianco a crema, aerata con albume e composta da sostanze dolcificanti, in particolare miele, una guarnizione composta da mandorle ed eventualmente integrato con pistacchi. In bocca si presenta in due diverse consistenze: torrone duro, croccante e friabile, e torrone tenero, morbido e cremoso alla masticazione. Il “Torrone di Montélimar” è prodotto utilizzando un know-how specifico sviluppato nel corso di diversi secoli e con ingredienti fedeli alle antiche ricette. Strategica è la formazione di mastri pasticceri o cuochi che devono tenere conto del tipo di attrezzatura utilizzata, delle caratteristiche delle materie prime e delle condizioni del giorno di produzione (umidità dell’aria, temperatura ambiente) per adattare i tempi e le temperature di cottura e ottenere la consistenza desiderata. La fama del “Torrone di Montélimar” è ampiamente diffusa in tutta la Francia dalla fine del XIX secolo e continua ancora oggi.

Planas (Spagna): con Francia e Italia a difesa pesca Mediterraneo

Planas (Spagna): con Francia e Italia a difesa pesca MediterraneoRoma, 27 nov. (askanews) – L’accordo raggiunto durante lo scorso Agrifish tra Spagna, Francia e Italia, che si è tradotto in una dichiarazione congiunta in difesa degli interessi di pesca nel Mediterraneo per chiedere alla Commissione Europea una moratoria sul piano di gestione pluriennale del Mar Mediterraneo nel 2025, è fondamentale “per garantire il futuro della pesca nel Mar Mediterraneo ed evitare ulteriori riduzioni dei giorni di pesca per la flotta peschereccia”. Lo ha spiegato il ministro spagnolo dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione, Luis Planas, che ieri ha visitato il porto di Vilanova i la Geltrú (Barcellona), accompagnato dai rappresentanti delle corporazioni dei pescatori della Catalogna.


Planas ha sottolineato che “l’attività di pesca nel Mediterraneo è più della semplice pesca, è una realtà territoriale e sociale che fa parte della nostra cultura, del nostro vivere, del nostro lavorare e noi vogliamo che questa realtà come paesi mediterranei venga presa in considerazione”. Il 18 novembre Luis Planas ha firmato, insieme ai suoi omologhi francese e italiano, una dichiarazione congiunta che chiede una moratoria sul piano di gestione pluriennale nel Mediterraneo nel corso del 2025. I tre paesi difenderanno questa posizione nel Consiglio dei ministri del 9 e 10 dicembre, in cui devono essere approvati i totali ammissibili di catture (TAC) e le quote per il prossimo anno.


Ha ricordato che la Spagna conta 2.200 pescherecci nel Mediterraneo, di cui più di 600 in Catalogna e 47 a Vilanova i la Geltrú. Planas ha anche ricordato che il settore della pesca catalano è pioniere nell’adozione di misure per proteggere le risorse della pesca nel Mediterraneo con chiusure temporali e spaziali e misure di selettività nelle reti per proteggere gli avannotti. Per questo Planas ritiene che esistano alternative alle misure drastiche di continuare a ridurre i giorni di pesca e chiede che vengano valorizzati gli sforzi che le flotte a strascico che pescano nel Mediterraneo stanno portando avanti da anni. Sono misure necessarie e positive, “ma a livello di Unione europea dobbiamo pensare a dove stiamo andando e quale è il nostro porto di destinazione”.

A Consorzio ricotta bufala Dop premio efficientamento energetico

A Consorzio ricotta bufala Dop premio efficientamento energeticoRoma, 27 nov. (askanews) – Il Consorzio di Tutela della Ricotta di Bufala Campana Dop è il vincitore del Premio per l’efficientamento energetico alla quinta edizione della Rassegna del giornalismo agroalimentare e agroindustriale “Pro Sud”, tenutasi dal 21 al 23 novembre scorsi al Museo nazionale del Bergamotto e del Cibo di Reggio Calabria.


La vittoria, arrivata insieme al Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp e il Consorzio di Tutela del Bergamotto di Reggio Calabria Dop, è il riconoscimento “al contributo fondamentale nel garantire la qualità e l’autenticità della ricotta di bufala campana Dop, eccellenza gastronomica del Sud Italia”, come si legge nella motivazione. “Attraverso l’attività del Consorzio, guidato dal presidente Benito La Vecchia – prosegue la motivazione – si è rafforzata la promozione di un prodotto che esprime al meglio il patrimonio culturale e culinario del territorio. Il Consorzio ha inoltre intrapreso azioni significative per l’efficientamento energetico e la sostenibilità, dimostrando come l’innovazione possa convivere con il rispetto delle tradizioni”. A ritirare il premio è stato proprio il presidente del Consorzio, Benito La Vecchia: “la ricotta di bufala Dop – ha detto – si sta affermando sempre di più come simbolo di freschezza, genuinità, cibo salutare per gli sportivi e adatto anche ai più piccoli. Inoltre, cresce anche l’interesse degli addetti ai lavori: dai pasticcieri agli chef stellati, l’utilizzo come ingrediente riesce a esaltare tantissime ricette”.

Il Piemonte a Friburgo per gli Agrifood Tech Days

Il Piemonte a Friburgo per gli Agrifood Tech DaysRoma, 27 nov. (askanews) – Accordi da sviluppare fra il Piemonte e il Cantone svizzero di Friburgo per la promozione incrociata dei rispettivi prodotti, per la condivisione di buone pratiche e ricerca in agricoltura e lo sviluppo di progetti comuni transfrontalieri. È l’agenda di lavoro emersa dagli incontri avuti nei giorni scorsi dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni agli Italy-Switzerland Agrifood Tech Days all’Haute école d’ingénierie et d’architecture di Friburgo (Svizzera).


Gli Agrifood Tech Days sono un importante workshop bilaterale dedicato allo sviluppo tecnologico e alla ricerca applicata all’agricoltura fra i due Paesi confinanti, e hanno visto la partecipazione fra gli altri dei rappresentanti dell’Ice – Istituto per il Commercio Estero, del Politecnico di Torino e dell’Università della Svizzera Occidentale, la cui rettrice è la cuneese Luciana Vaccaro. Annuncia l’assessore Bongioanni: “dagli incontri è nata tutta una serie di opportunità di scambio estremamente interessanti per le due regioni transfrontaliere. Con il ministro degli Affari Economici del Canton Friburgo, Olivier Curty, abbiamo avviato il discorso di una possibile collaborazione per la promozione incrociata dei nostri patrimoni agroalimentari. Il mercato elvetico è molto interessato al cibo di qualità del Piemonte, con i suoi vini pregiati, formaggi, nocciole e tartufi: il Cantone di Friburgo potrebbe rappresentare un partner ideale per scambi culturali e commerciali”


“Un punto di partenza – prosegue l’assessore – potrebbe essere l’organizzazione di eventi congiunti, come fiere e festival gastronomici che mettano in luce i prodotti tipici di entrambe le regioni. Puntiamo a presentare le eccellenze del cibo piemontese in Svizzera già nella primavera 2025”. Un altro fronte su cui sviluppare progetti congiunti è quello della ricerca e innovazione in agricoltura, su cui il Piemonte sta puntando con sempre maggiore decisione. “La collaborazione – prosegue Bongioanni – potrebbe estendersi alla creazione di progetti di agricoltura sostenibile e biologica, promuovendo pratiche agricole che rispettano l’ambiente e che potrebbero beneficiare di scambi di conoscenze tra agricoltori piemontesi e friburghesi”. Fra i possibili temi l’adozione di tecnologie innovative per migliorare l’efficienza delle coltivazioni e ridurre l’impatto ambientale, la gestione delle risorse idriche e la tutela della biodiversità.


L’accordo bilaterale potrebbe essere infine lo strumento pilota su cui sperimentare a livello internazionale le opportunità della Filiera Corta che sta prendendo forma in Piemonte. Spiega Bongioanni: “si potrebbero sviluppare reti di distribuzione condivise, sfruttando le sinergie tra i mercati locali e le piattaforme online per la vendita di prodotti tipici in tutta Europa”.

Confagri: congratulazioni a Zoppas nominato in Cda Ice

Confagri: congratulazioni a Zoppas nominato in Cda IceRoma, 26 nov. (askanews) – “Congratulazioni a Matteo Zoppas. Questo incarico è un’ulteriore conferma del buon lavoro svolto per promuovere il Made in Italy nel mondo”. Così Confagricoltura in merito alla delibera del Consiglio dei ministri che, su designazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha nominato il presidente dell’Ice a componente del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.


Nel congratularsi con tutti i componenti del nuovo CdA, Confagricoltura conferma in una nota la volontà di proseguire nel percorso già avviato da tempo con l’Agenzia, lavorando in sinergia e adoperandosi per accompagnare le imprese agricole nel processo di integrazione e crescita nei mercati mondiali, tutelando la qualità e l’eccellenza di un settore strategico per l’economia nazionale.

Gorgonzola Dop, in primi sei mesi del 2024 export +4%

Gorgonzola Dop, in primi sei mesi del 2024 export +4%Roma, 26 nov. (askanews) – Continua a crescere l’export del Gorgonzola Dop che, con oltre 1 milione di forme esportate nel primo semestre 2024, cresce del 4%. Anche se il presidente del Consorzio e di Afidop, Antonio Auricchio lancia un allarme rispetto agli ottimi dati export del settore. “Guardiamo con preoccupazione al recente esito delle elezioni USA, che inevitabilmente accende un nuovo campanello d’allarme. Gli USA sono il nostro primo mercato extra UE e nel 2020, in seguito ai dazi imposti da Trump, l’export dei formaggi italiani negli USA aveva perso oltre 6mila tonnellate, pari a 65 milioni di euro. Confidiamo che non vengano vanificati i passi avanti compiuti”.


E, sempre guardando all’estero, la “Settimana della Cucina Italiana nel mondo” si è appena conclusa restituendo la fotografia di una cucina italiana in ottima salute. “Intendiamo promuovere anche all’estero le linee guida elaborate con FIPE per la corretta valorizzazione dei formaggi DOP nei menu e vogliamo anche rilanciare il carrello dei formaggi – ha aggiunto Auricchio – che è un vero e proprio viaggio all’insegna del gusto nella storia e nelle tradizioni dei nostri territori, tra stagionature e metodi di produzione unici”.


A conferma del trend positivo anche le ricerche online che rivelano come il Gorgonzola sia il secondo formaggio più ricercato in rete con 23.200 ricerche (contro le 18.300 del Parmigiano Reggiano Dop e le 9.200 del Grana Padano Dop (fonte Blogmeter) compiute dagli utenti che desiderano realizzare in casa le proprie ricette.

Presentato al Masaf nuovo decreto su vino dealcolizzato

Presentato al Masaf nuovo decreto su vino dealcolizzatoRoma, 26 nov. (askanews) – Arriva il decreto ministeriale del Masaf per la produzione di vino senza alcol o parzialmente dealcolato in Italia. Il decreto, molto dai produttori italiani interessati allo sviluppo di questa nuova tipologia di prodotto, è stato presentato oggi presso il ministero dell’Agricoltura alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida nel corso di una riunione con i rappresentanti della filiera vitivinicola e nasce a seguito del regolamento europeo 2021/2117 che ha introdotto, attraverso una modifica all’allegato VIII del regolamento (UE) n. 1308/2013, la possibilità di effettuare la pratica enologica della dealcolizzazione per ridurre, parzialmente o totalmente, il tenore alcolico nei vini.


Dalla riunione, alla quale hanno partecipato Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Federvini, Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federdoc, Assodistil e la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti “è emersa la volontà di consentire la produzione di vino dealcolizzato, adottando regole rigorose a tutela della filiera del vino, rispettose dell’ambiente e volte a garantire la qualità e l’autenticità del prodotto”, spiega il Masaf in una nota sottolineando che questa scelta “mira a rispondere alle nuove esigenze mantenendo al contempo l’eccellenza e la tradizione del settore vitivinicolo italiano”. Dopo un “prezioso lavoro di mediazione” tra le diverse istanze del mondo associativo si è giunti a un testo che ha, tra i principali elementi, il divieto di dealcolazione per i vini a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Protetta (IGP), al fine di preservarne l’autenticità. L’obbligatorietà per un processo produttivo che si svolga in strutture dedicate, fisicamente separate da quelle utilizzate per la produzione vitivinicola, con registri digitalizzati e licenze autorizzative. L’obbligo di etichettatura del prodotto attraverso la dicitura “dealcolizzato” o “parzialmente dealcolizzato”.


Con questo decreto, conclude il Masaf, “le aziende italiane potranno competere con gli altri produttori europei già presenti sul mercato del dealcolizzato, senza diminuire le azioni di tutela nei confronti del comparto vitivinicolo di qualità ne nella promozione del suo valore culturale e di rappresentanza del Made in Italy”.

Riunione al Masaf su vino dealcolato, Cia: servono risorse ad hoc

Riunione al Masaf su vino dealcolato, Cia: servono risorse ad hocRoma, 26 nov. (askanews) – Riunione oggi al Masaf sui vini dealcolati, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida: sul tavolo l’atteso decreto per autorizzarne la produzione. Per il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, presente all’incontro, il segmento dei vini a basso o zero contenuto alcolico presenta margini interessanti di sviluppo per il comparto vitivinicolo Made in Italy, ma va fornito ai produttori un pacchetto di provvedimenti di buon senso che siano in grado di sostenersi da soli con risorse economiche ad hoc, consistente e utili agli investimenti, e che sappiano accompagnare in modo strutturato le aziende del comparto nei processi di dealcolazione.


Per Cia, quindi, il decreto sui dealcolati “va nella giusta direzione, ma sono necessari accorgimenti sostanziali”. Non va sottovalutato, infatti, il contesto europeo dove la dealcolazione è autorizzata dal 2021 e quello mondiale con il comparto dei dealcolati già a quota un miliardo di euro negli Usa primo mercato, in termini di volumi, del vino italiano. Detto questo, secondo Cia, bisogna prima di tutto finanziare il decreto e permettere alle imprese vitivinicole, così come già avviene per l’imbottigliamento del vino, di affidarsi al contoterzismo nazionale anche per arrivare al dealcolato, quindi con un tasso alcolico previsto non superiore allo 0,5%, o parzialmente dealcolato tra lo 0,5% e il 9%.


Inoltre, stando alle potenzialità delle tecnologie attuali, non si può destinare il sottoprodotto risultato della dealcolazione al solo bioetanolo, ne va ampliata la possibilità d’uso a livello industriale. Queste, dunque, alcune delle richieste di Cia, che controbilancia la garanzia di tenuta e competitività delle imprese vitivinicole italiane, con la priorità certo di un testo normativo che rispetti la filiera e salvaguardi la qualità produttiva, tenendo fuori per esempio, come giusto, le denominazioni di origine. Infine, ma non meno importante, la terminologia prevista. Cia suggerisce, a partire dal decreto, di sostituire l’espressione impropria dealcolizzati con dealcolati.